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[dirittiglobali] Elezioni in Svezia, sull’immigrazione i socialdemocratici si avvicinano alla destra
- Subject: [dirittiglobali] Elezioni in Svezia, sull’immigrazione i socialdemocratici si avvicinano alla destra
- From: Associazione PeaceLink <info at peacelink.it>
- Date: Sun, 13 Sep 2026 07:10:12 +0000
Oggi la Svezia va al voto. Tema centrale: l’immigrazione.Il Partito Socialdemocratico svedese ha progressivamente adottato una linea di forte restrizione sull'immigrazione, inseguendo il consenso del blocco conservatore e di destra in un panorama politico profondamente cambiato. https://ilmanifesto.it/svezia-oggi-al-voto-comunque-vada-la-svolta-a-destra-resta
La svolta restrittiva sull’immigrazioneAbbandono dell'accoglienza aperta: storicamente noto per una politica di porte aperte, il partito socialdemocratico svedese ha cambiato rotta introducendo restrizioni sui permessi di soggiorno (passati da permanenti a temporanei). https://ilbolive.unipd.it/it/news/immigrazione-svezia-democratici-svedesi
Dal 1° giugno 2026, per ottenere il permesso di soggiorno lo stipendio minimo richiesto è pari al 90% dello stipendio mediano svedese e deve rispettare i contratti collettivi di settore. Attualmente la soglia è fissata a 34.470 SEK al mese (circa 3.050 € al mese lordi). Non basta quindi avere un lavoro qualsiasi; lo stipendio deve essere medio-alto per evitare il dumping salariale.
La soglia dei 34.470 SEK è stata introdotta dal governo svedese nel giugno 2026 e si applica esclusivamente ai cittadini di paesi terzi (extra-UE).
Fissando il limite al 90% dello stipendio mediano nazionale, la Svezia consente l'immigrazione da fuori Europa solo a professionisti qualificati o altamente specializzati (ingegneri, specialisti IT, medici), bloccando i visti per lavori a basso reddito (ristorazione, pulizie, logistica).
Convergenza securitariaIn vista delle recenti scadenze elettorali, i socialdemocratici hanno ulteriormente inasprito i toni su sicurezza, integrazione e controllo dei flussi, allineandosi nei fatti alla necessità di una linea dura condivisa ormai da quasi tutto lo spettro politico svedese.
https://ilbolive.unipd.it/it/news/societa/svezia-elezioni-riksdag-socialdemocratici-immigrazione-welfare Il contesto europeoAnalogamente ad altre sinistre scandinave (come quella danese analizzata su Panorama), la dirigenza socialdemocratica ritiene indispensabile non lasciare il monopolio del rigore migratorio alla destra o all'estrema destra dei Democratici Svedesi, pur difendendo i pilastri del welfare tradizionale.
Le critiche alle norme restrittive sull’immigrazioneLa decisione del governo svedese di innalzare progressivamente la soglia salariale minima per i lavoratori extra-UE fino al 90% dello stipendio mediano svedese (34.470 SEK) ha sollevato forti e diffuse critiche in Svezia.
https://home-affairs.ec.europa.eu/news/sweden-government-inquiry-proposes-stricter-labour-immigration-regulations-2024-03-20_enI principali oppositori di questo provvedimento si dividono in tre categorie principali.
1. Le associazioni datoriali e le imprese ([Svenskt Näringsliv] e [Företagarna])
Il mondo imprenditoriale svedese ha aspramente criticato la riforma, definendola in alcuni casi una scelta "assurda" ("hål i huvudet") e un duro colpo per l'economia. https://www.svt.se/nyheter/lokalt/jonkoping/hal-i-huvudet-foretag-rasar-mot-nya-regler-for-arbetstillstand
Carenza di manodopera: le aziende denunciano il rischio di una gravissima crisi di competenze. Molti settori chiave faticano a trovare personale locale e dipendono da lavoratori extra-UE.
https://www.svensktnaringsliv.se/sakomraden/utbildning/nu-hojs-lonegolvet-igen-en-nadastot_1234075.htmlI settori più colpiti: le critiche arrivano soprattutto dai comparti in cui gli stipendi d'ingresso sono inferiori alla nuova soglia, come la ristorazione, il turismo, l'agricoltura, la logistica, l'edilizia e l'assistenza domiciliare. Con le nuove regole, è diventato quasi impossibile assumere legalmente personale straniero non qualificato o tecnico in queste aree. https://www.aftonbladet.se/nyheter/a/JOxJzj/foretagarna-sagar-regeringens-lonekrav-for-arbetskraftsinvandring
2. Le università e il mondo della ricerca ([SACO] e [SULF])La Confederazione svedese delle associazioni professionali ([SACO]) e l'Associazione degli insegnanti universitari ([SULF]) hanno espresso profonda preoccupazione attraverso lettere aperte e mobilitazioni. https://www.universityworldnews.com/post.php?story=20231108134924993
Fuga di cervelli: la soglia elevata penalizza i dottorandi, i giovani ricercatori e i neolaureati stranieri, i cui stipendi accademici iniziali o di tirocinio spesso non raggiungono il minimo richiesto.
https://www.universityworldnews.com/post.php?story=20231108134924993Perdita di competitività: il mondo accademico lamenta che la Svezia stia perdendo la capacità di attrarre e trattenere i migliori talenti internazionali, danneggiando la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica del Paese. https://www.universityworldnews.com/post.php?story=20231108134924993
3. I partiti politici di opposizione (in particolare il Partito di Centro)A livello politico, i partiti d'opposizione (come il Centerpartiet) hanno accusato il governo di coalizione di centro-destra (sostenuto dall'estrema destra dei Democratici Svedesi) di aver varato una misura puramente ideologica per frenare l'immigrazione, senza considerare le reali necessità del mercato. Sostengono che la legge danneggi il modello economico svedese, che storicamente cresce grazie all'afflusso di manodopera regolamentata.
https://www.sverigesradio.se/artikel/skarpta-krav-pa-arbetskraftsinvandring-splittrar-helt-orimligt 4. La posizione dei sindacati ([LO])La posizione dei grandi sindacati svedesi (come la confederazione [LO]) è più complessa. Da un lato, concordano sulla necessità di contrastare lo sfruttamento della manodopera straniera e il dumping salariale. Dall'altro, criticano il fatto che sia lo Stato a fissare un "salario minimo" politico per i visti. Secondo la tradizione del Modello Svedese, i salari dovrebbero essere regolati esclusivamente dalla contrattazione tra sindacati e datori di lavoro tramite i contratti collettivi (kollektivavtal), senza l'intervento diretto del governo. https://arbetet.se/2026/02/24/hard-kritik-mot-migrationsverket-missar-fusk-med-arbetstillstand/
5. La posizione delle chieseLe chiese in Svezia sono intervenute attivamente e rappresentano una delle voci critiche più forti e costanti contro l'inasprimento delle politiche migratorie. https://vitrok.substack.com/p/biskopar-och-kyrkoledare-kritiserar
La posizione delle istituzioni religiose — sia della Chiesa luterana di Svezia (Svenska kyrkan) che delle varie chiese libere (frikyrkor) — non si limita solo alla soglia salariale dei 34.470 SEK, ma contesta la svolta restrittiva dell'intera politica migratoria.
https://www.svenskakyrkan.se/migrationLe chiese svedesi criticano i provvedimenti concentrandosi sulla difesa della dignità umana. C’è una accusa di "disumanità". I leader religiosi accusano la retorica della maggioranza di governo di essere "deumanizzante". Molti vescovi luterani si sono esposti pubblicamente tramite articoli di dibattito e sermoni. Ad esempio, il vescovo di Stoccolma, Andreas Holmberg, ha aspramente criticato i blocchi e le strette del governo definendo certe misure "non degne di una civiltà". I vescovi contestano la narrazione politica che associa strettamente la migrazione alla criminalità e rifiutano l'idea che chiudere le frontiere o espellere lavoratori sia una forma di "responsabilità cristiana". https://www.ucanews.com/news/swedish-aid-groups-oppose-restrictive-migration-proposals/92197
Le comunità di fede svedesi non sono rimaste in silenzio e si sono mobilitate anche a livello locale.
https://www.tandfonline.com/doi/pdf/10.1080/21567689.2021.1877671Nel gennaio 2026, una massiccia rete di fedeli legati alle chiese libere svedesi (frikyrkliga, tra cui battisti, missionari e luterani locali) ha promosso una lettera aperta indirizzata direttamente al Ministro delle Migrazioni. https://www.svt.se/nyheter/lokalt/jonkoping/frikyrkliga-i-lanet-protesterar-mot-regeringens-migrationspolitik
La petizione ha raccolto migliaia di firme per esprimere "tristezza e sgomento" di fronte alle riforme volte a sostituire i permessi permanenti con quelli temporanei e ad innalzare i requisiti minimi di reddito.