[disarmo] Papa Leone: "Spendere di più in armi non fa altro che alimentare sempre più la tensione che potrebbe sfociare nello scoppio di un’altra guerra"



Ecco la dichiarazione fedele e integrale di Papa Leone XIV, tratta dalla trascrizione ufficiale pubblicata dalla Santa Sede.

Fonte:
Viaggio Apostolico in Francia: Conferenza Stampa durante il volo diretto a Roma (28 settembre 2026), Libreria Editrice Vaticana.
URL:
https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/september/documents/20260928-francia-volo-ritorno.html

Testo ufficiale (domanda di Manuela Tulli, ANSA)


Manuela Tulli (ANSA):
«Buonasera Santità, Lei oggi, e comunque durante tutto questo viaggio, ha sottolineato la necessità del dialogo, e anche parlando all’Europa Lei ha parlato dell’illusione del riarmo, ma allo stesso tempo ha detto di avere il coraggio di fare delle rinunce, dei sacrifici per il bene superiore della pace. Il conflitto in Europa è quello tra Russia e Ucraina, cosa intendeva quando parlava di questi sacrifici? E poi, Lei crede nel negoziato perché ha i suoi inviati – è andato prima Monsignor Gallagher, in questi giorni c’è il Cardinal Zuppi –, ma come si può parlare con uno Stato che aggredisce, bombarda e minaccia non solo l’Ucraina ma anche altri Stati europei? Grazie».


Leone XIV:
«Grazie. La prima cosa da sottolineare sono i principi della Dottrina sociale della Chiesa, secondo cui non intendiamo promuovere la violenza, l’odio, gli armamenti e i pericoli presenti nel mondo di oggi, compresi quelli provenienti da alcuni leader di Paesi che stanno ricominciando a parlare di armi nucleari e di guerre sempre più distruttive, soprattutto per quanto riguarda la questione della vita umana.

Continuare ad armarsi, a spendere in quella tremenda industria militare, che già da molti decenni – dall’anno scorso, da cinque anni – continua a promuovere la spesa militare. Pochissimi si stanno arricchendo enormemente grazie a un’industria che promuove la guerra.

Eppure, con questi miliardi e miliardi di euro o dollari si potrebbero risolvere problemi come la fame nel mondo, la casa, la disoccupazione, ecc. Tutti sono alla ricerca di una voce in grado di offrire un’alternativa, che non sia quella di spendere di più in armi, poiché ciò non fa altro che alimentare sempre più la tensione che potrebbe sfociare nello scoppio di un’altra guerra, di un altro conflitto.

E vediamo che la violenza, il fatto che le potenze cercano sempre di imporre le cose con la forza invece di dialogare e promuovere negoziati sulle differenze che naturalmente possono esistere, ci porta sempre più vicini a una guerra o a diverse guerre, conflitti come quelli che vediamo nel mondo di oggi.

Non so cosa ne pensino gli altri, e non si tratta di essere politici o meno, ma una voce che cerchi di promuovere i valori della dignità umana, dell’importanza della vita, della possibilità di spendere forse di più per la sanità e l’istruzione e meno per le armi: credo che la Chiesa abbia la responsabilità di promuovere questi valori, invitando continuamente i leader, come quelli di Russia e Ucraina e di altri Paesi, a venire, a sedersi al tavolo, a dialogare, a cercare come risolvere i problemi senza continuare queste guerre che ormai non hanno più senso.

Quindi, in questo senso, la Chiesa continua ad alzare la voce. Non possiamo obbligare nessuno, a volte sembra che possa essere inutile, ma continueremo a parlare, continueremo a invitare, continueremo ad annunciare il Vangelo».