[disarmo] Ravenna, traffico di armi: l'8 ottobre la parola al Consiglio di Stato



Le organizzazioni Rete Basta Complicità!, Rete Emilia Romagna Pace e Nonviolenza e AssopacePalestina tornano a mobilitarsi sul tema del traffico di armi in partenza dal porto di Ravenna.

Con una lettera aperta indirizzata al Presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, agli organi di informazione e alla cittadinanza, le reti riportano all'attenzione pubblica una vicenda giudiziaria e politica di rilievo nazionale.

Il prossimo 8 ottobre il Consiglio di Stato si esprimerà sull'appello presentato dalle Dogane contro la sentenza del TAR di Bologna. Quest'ultima, accogliendo un ricorso della giornalista Linda Maggiori e dell'avvocato Andrea Maestri, aveva obbligato l'amministrazione doganale a rendere pubblici i dati relativi al traffico di armi dal porto di Ravenna, seppur in forma aggregata e senza indicare le destinazioni finali.

La decisione del Consiglio di Stato sarà dunque decisiva per stabilire se i cittadini e le cittadine potranno continuare ad accedere a informazioni essenziali su un traffico che, secondo le reti promotrici, riguarda direttamente il territorio emiliano-romagnolo e solleva interrogativi profondi sul piano etico, legale e della trasparenza democratica.

Per questo le reti aderiscono alla manifestazione che si terrà a Ravenna giovedì 8 ottobre e si uniscono nel chiedere che:

- il Consiglio di Stato riconosca il diritto alla trasparenza sul traffico delle armi;

- gli enti locali e in particolare la Regione Emilia-Romagna pretendano non solo i dati aggregati, ma anche la trasparenza sulle destinazioni;

- gli enti locali e in particolare la Regione Emilia-Romagna pretendano lo stop al commercio di armi e non solo, verso uno Stato responsabile del genocidio del popolo palestinese.

Le organizzazioni chiedono al Presidente de Pascale e alle istituzioni regionali di prendere posizione, agli organi di informazione di seguire con attenzione il pronunciamento e alla cittadinanza di mobilitarsi. L'obiettivo dichiarato è duplice: garantire il diritto all'informazione su un settore opaco come quello degli armamenti e riaffermare la vocazione di pace e nonviolenza che le reti ritengono imprescindibile per l'Emilia-Romagna e per il Paese.

L'appuntamento dell'8 ottobre non è soltanto una scadenza giudiziaria: è un banco di prova per la trasparenza delle istituzioni e per il diritto dei cittadini di sapere cosa transita nei porti italiani.