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[disarmo] Joint Stars 2026: l’Italia sta sperimentando anche la “guerra cognitiva”
- Subject: [disarmo] Joint Stars 2026: l’Italia sta sperimentando anche la “guerra cognitiva”
- From: Associazione PeaceLink <info at peacelink.it>
- Date: Sat, 17 Oct 2026 13:06:18 +0000
Joint Stars 2026: la Sardegna torna a essere l'epicentro della guerra simulata
Mentre i cieli italiani vengono attraversati dai cacciabombardieri dell'esercitazione nucleare NATO Steadfast Noon (https://www.peacelink.it/steadfastnoon), a terra la macchina bellica accelera senza sosta. Il 5 ottobre 2026 ha preso ufficialmente il via in Sardegna la Joint Stars 2026 (JOST26), la più importante esercitazione interforze della Difesa italiana. Le attività, destinate a prolungarsi fino al 31 dicembre 2026, stanno stringendo in una morsa i poligoni di Teulada e Quirra, riaccendendo le storiche proteste dell'isola contro la servitù militare.
—- Il superamento dei vetiL'avvio della Joint Stars 2026 ha già sollevato pesanti interrogativi politici e istituzionali. È stata infatti presentata un'interrogazione parlamentare alla Camera per fare luce sulle motivazioni che hanno spinto i vertici della Difesa a superare il parere contrario del CoMiPa (Comitato Misto Paritetico sulle servitù militari).
—- La "dimensione cognitiva"Pianificata dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), la Joint Stars di quest'anno introduce un elemento inquietante: l'addestramento nella cosiddetta "dimensione cognitiva". Non si tratta più solo di testare carri armati, navi e caccia in scenari multi-dominio. L'obiettivo dichiarato è l'integrazione delle operazioni psicologiche, della gestione delle informazioni e del controllo dello spazio digitale, trasformando la percezione pubblica e la mente umana in un vero e proprio campo di battaglia.
Sulla guerra cognitiva si veda https://www.peacelink.it/schede/guerra-cognitiva
—- Il calendario dell'escalation L'addestramento della Difesa è stato strutturato in due fasi distinte:• Ottobre 2026: Svolgimento della Command Post Exercise (CPX), una simulazione strategico-fiammeggiante a livello di posti comando. • Novembre - Dicembre 2026: Avvio della Live Exercise (LIVEX), la fase d'azione reale sul campo con lo schieramento di truppe, mezzi pesanti e munizioni reali nei fragili ecosistemi sardi. A questa imponente mobilitazione partecipano oltre alle Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri), la Guardia di Finanza, i Vigili del Fuoco, la Croce Rossa, la Protezione Civile e l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Una militarizzazione capillare che punta a fondere la struttura civile con quella bellica.
—- Verso un 2027: si testano sbarchi anfibiI vertici militari non nascondono che gli scenari testati in queste settimane faranno da trampolino di lancio per la Joint Stars 2027.
Molto importante è l'impiego di mezzi da sbarco anfibi, una componente centrale della Joint Stars, data la natura stessa dei poligoni costieri sardi come quello di Capo Teulada. Nello scenario interforze e multi-dominio pianificato dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), la componente marittima gioca un ruolo chiave nella proiezione di potenza dal mare. Nello stile critico dell'articolo, la sezione sui mezzi da sbarco si inserirebbe in questo modo:
—- L'assalto dal mare: le spiagge sarde per simulare le nuove guerreLa macchina della Live Exercise (LIVEX) tra novembre e dicembre non si limiterà a mobilitare truppe di terra. La Joint Stars fa storicamente perno sulla capacità di proiezione dal mare della Marina Militare e della forza da sbarco della Brigata Marina San Marco. Sulle coste sarde, in particolare nella "Spiaggia di Porto Pino" (all'interno della porzione a mare del Poligono di Teulada), l'addestramento prevede la simulazione di veri e propri sbarchi anfibi. • Navi d'assalto anfibio (LHD/LPD): unità della classe San Giorgio o la più recente portaerei Trieste sono progettate per essere piattaforme di lancio di attacco, al largo delle coste. • Mezzi da sbarco (GIS/MEN): dai bacini allagabili delle navi vengono rilasciati i mototrasporti d'assalto veloci per trasportare truppe e cingolati fin sulla battigia. • Veicoli anfibi corazzati: l'esercitazione serve anche a testare i nuovi blindati ruotati e i veicoli cingolati d'assalto in dotazione ai fucilieri, che solcano le acque per arrampicarsi sulle dune costiere protette.
La Sardegna, con i suoi territori gravati da decenni di inquinamento da metalli pesanti e interdizioni, continua a pagare il prezzo più alto di una politica estera sempre più sbilanciata verso la sfida bellica.
Su https://www.labottegadelbarbieri.org/nato-sardegna-combattenti-di-terra-mare-e-cielo/ si legge quanto segue, tratto dal Manifesto, ossia che il ministro della Difesa Crosetto ha autorizzato Joint Stars 2026 nonostante il parere negativo dei componenti civili del Comipa, il comitato regionale (composto da 5 membri nominati dal consiglio regionale e da altrettanti militari scelti dalla Difesa) che sovrintende alle attività delle forze armate nei poligoni sardi.
Il calendario delle esercitazioni a fuoco previste nell’isola è stato bocciato dai componenti civili del Comipa innanzitutto per «la poca chiarezza e trasparenza e la totale assenza di informazioni sull’utilizzo che di uno dei poligoni, quello di Quirra, faranno non meglio identificate imprese private del settore militare e della produzione di armamenti che hanno affittato la base per fare ricerca, testare e presentare a potenziali acquirenti le loro produzioni belliche». Non ci sono quindi soltanto le esercitazioni nel programma delle attività della Difesa nelle basi sarde. C’è anche la sperimentazione e la proposta di vendita di sistemi d’arma da parte di imprese belliche. I componenti civili del Comipa hanno chiesto quali fossero le imprese e che armi venissero a testare in Sardegna. Crosetto non ha risposto. Da qui la bocciatura da parte del Comipa. Dietro la quale però ci sono anche altre motivazioni. Per l’ennesima volta il Comipa ha evidenziato che «in Sardegna la massiccia presenza di demanio militare impatta in modo negativo sulle economie e sulla qualità di vita delle comunità locali», sottolineando l’urgenza di interventi immediati in particolare sui siti inquinati da bonificare.
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