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[news] Victor Jara, catturato l’ultimo dei suoi aguzzini
- Subject: [news] Victor Jara, catturato l’ultimo dei suoi aguzzini
- From: Associazione PeaceLink <info at peacelink.it>
- Date: Mon, 27 Jul 2026 08:31:00 +0000
Víctor Jara, il cantautore dei poveri che sfidò la dittatura cilena con la sua chitarra
A cinquant'anni dal golpe che insanguinò il Cile, la storia di Víctor Jara continua a risuonare come un inno alla dignità e alla resistenza. La sua voce, spezzata dalle mani dei carnefici, non è mai stata messa a tacere, e la recente cattura di Nelson Haase Mazzei, l'ultimo dei suoi aguzzini ancora in libertà, rappresenta un tassello fondamentale nel lungo e doloroso cammino verso la giustizia.
Víctor Lidio Jara Martínez nacque il 28 settembre 1932 in una famiglia di contadini poveri nella regione di Ñuble, nel cuore rurale del Cile. Figlio di Manuel Jara e Amanda Martínez, una cantante popolare che gli trasmise l'amore per la musica e la chitarra, crebbe in condizioni di estrema povertà che ne segnarono profondamente la sensibilità artistica e l'impegno sociale. La morte della madre, avvenuta quando Víctor aveva appena quindici anni, rappresentò per lui un trauma profondo che lo spinse a cercare rifugio nella fede, al punto da entrare per due anni in un seminario dei Redentoristi a San Bernardo. Ma la vocazione religiosa si rivelò ben presto un sentiero non suo, e dopo il servizio militare obbligatorio, Víctor scoprì la sua vera strada: il teatro e la musica.
A ventun anni entrò nel coro dell'Università del Cile, dove iniziò a studiare recitazione e regia teatrale. Fu in quegli anni che incontrò Violeta Parra, la leggendaria cantautrice che raccoglieva i canti popolari cileni e li trasformava in poesia. Fu lei a incoraggiarlo a intraprendere la carriera musicale, e Víctor non tradì mai quella fiducia. Divenne uno dei massimi esponenti della Nueva Canción Chilena, un movimento che mescolava le radici folkloristiche del paese con temi di forte impegno sociale e denuncia politica. Le sue canzoni, come la celeberrima "Plegaria a un labrador", "Te recuerdo Amanda" e "Manifiesto", diventarono inni per i poveri, gli oppressi e tutti coloro che sognavano un mondo più giusto.
La sua arte non si limitava alla musica. Víctor Jara fu anche un regista teatrale di grande successo, premiato con il Laurel de Oro, e direttore artistico del gruppo Quilapayún, contribuendo in modo decisivo alla diffusione della cultura popolare cilena. Con l'ascesa al potere di Salvador Allende e del suo governo di Unidad Popular, Jara militò nel Partito Comunista e sostenne attivamente la rivoluzione socialista che sembrava aprire nuove speranze per l'America Latina. Compose persino la canzone della campagna elettorale di Allende, "Venceremos", e fu nominato “ambasciatore culturale” del governo, convinto che l'arte potesse davvero contribuire a costruire una società più giusta.
Ma l'11 settembre 1973 il sogno si infranse brutalmente. Il golpe militare guidato dal generale Augusto Pinochet rovesciò il governo democratico e scatenò una repressione feroce contro tutti i sostenitori dell'Unidad Popular. Víctor Jara, che il giorno dopo il colpo di Stato era all'Università Tecnica dove insegnava, fu arrestato insieme a migliaia di altre persone. Venne rinchiuso nello Stadio Cile di Santiago, trasformato in un immenso centro di detenzione e tortura dove erano ammassati circa cinquemila prigionieri politici. Separatosi dagli altri detenuti per solidarietà, fu sottoposto a un brutale interrogatorio: i suoi aguzzini, militari dell'esercito cileno, gli ruppero le mani a calci e con il calcio dei fucili, deridendolo e sfidandolo a suonare la chitarra. Per quattro giorni Víctor subì atroci sofferenze, fino a quando, il 16 settembre 1973, all'età di soli quarant'anni, venne assassinato con quarantaquattro colpi di mitragliatrice. Il suo corpo martoriato fu abbandonato in una strada di una baraccopoli di Santiago, come un trofeo gettato ai cani.
Quell'omicidio, compiuto con una ferocia che ancora oggi sconvolge, trasformò Víctor Jara in un simbolo universale della lotta per i diritti umani e contro ogni forma di tirannia. La sua eredità musicale è stata celebrata in tutto il mondo da artisti del calibro di Bruce Springsteen, degli U2 e di Bob Dylan, e la sua figura è diventata un faro per tutte le generazioni che credono nella forza della cultura come strumento di liberazione.
Solo molti anni dopo, con il ritorno della democrazia in Cile, la giustizia ha iniziato a fare luce su quel crimine atroce. Nel 2018, un tribunale cileno condannò otto ex ufficiali a quindici anni di reclusione per l'omicidio di Jara e di Littré Quiroga Carvajal, l'ex direttore delle carceri ucciso insieme a lui. La Corte Suprema del Cile ha poi confermato le condanne nel 2023, stabilendo pene che per alcuni imputati, come il colonnello Nelson Haase Mazzei, arrivavano a venticinque anni di prigione. Ma Haase Mazzei, uno degli ufficiali che diedero l'ordine di uccidere, era rimasto latitante per anni, sottraendosi alla giustizia mentre le famiglie delle vittime attendevano invano che il lungo braccio della legge lo raggiungesse.
Quell'attesa è finalmente terminata nei primi mesi del 2026. Nelson Haase Mazzei, l'ultimo dei condannati ancora in fuga, è stato arrestato dalla polizia cilena in una zona rurale della regione di Los Lagos, nel sud del paese. La sua cattura, avvenuta mentre la notizia del martirio di Víctor Jara continuava a commuovere il mondo, rappresenta un passo decisivo nella ricerca di verità e giustizia per uno dei crimini più emblematici della dittatura di Pinochet. Non si tratta solo di un atto giudiziario, ma di un gesto di riparazione simbolica nei confronti di un uomo che aveva scelto la musica come arma di resistenza e che per questo venne barbaramente ucciso.
La storia di Víctor Jara va ricordata e per questo lo facciamo oggi su PeaceLink.
La sua chitarra spezzata continua a suonare nelle piazze del Cile e del mondo, e il suo grido di giustizia, soffocato per più di cinquant'anni, riecheggia oggi più forte che mai. Con l'arresto di Haase Mazzei, si chiude un capitolo doloroso, ma la memoria di Víctor Jara resta aperta, viva, e più necessaria che mai.
Questo articolo è stato scritto in memoria di Víctor Jara, cantautore dei poveri e martire della libertà, e di tutte le vittime delle dittature latinoamericane che hanno pagato con la vita il loro impegno per un mondo più giusto.
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