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[nonviolenza] Nonviolenza o barbarie. 78
- Subject: [nonviolenza] Nonviolenza o barbarie. 78
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- Date: Fri, 3 Jul 2026 06:39:11 +0200
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NONVIOLENZA O BARBARIE
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Numero 78 del 3 luglio 2026
Nuova serie de "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
Sommario di questo numero:
1. Se salvare le vite e' il primo dovere
2. Enrico Peyretti: La "regola d'oro"
3. Il 2 luglio 2026 a Vetralla (Vt) si e' svolto presso la casa editrice Ghaleb un nuovo incontro in memoria di Alfio Pannega e di Vito Ferrante
4. Quattro proposte
5. La "Carta" del Movimento Nonviolento
1. EDITORIALE. SE SALVARE LE VITE E' IL PRIMO DOVERE
Se salvare le vite e' il primo dovere, e l'omissione di soccorso e' un crimine, ebbene, la guerra - che consiste nel sopprimere innumerevoli vite invece di salvarle - e' il crimine dei crimini.
Abolire la guerra.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
La nonviolenza e' la via.
Nonviolenza o barbarie.
2. MAESTRI. ENRICO PEYRETTI: LA "REGOLA D'ORO"
[Ringraziamo di cuore Enrico Peyretti, uno dei maestri della cultura della pace, per averci messo a disposizione questa nuova edizione ampliata della sua fondamentale ricerca sulla "regola aurea"]
Noi umani siamo stolti e malvagi, perche' sappiamo come farci felici e ci facciamo infelici. Abbiamo compreso la regola della vita buona, e troppo spesso non la rispettiamo. C'e' un mistero di male in noi. Ma c'e' anche il mistero di bene, superiore, e intimo a noi piu' del nostro intimo. La speranza e' intelligenza e promozione. Pessimismo e disperazione riducono le possibilta' umane. Guardare e tendere oltre il fatto, promuove il fatto, la nostra vita. Gli uomini (salvo i tempi recenti, annebbiati dalla potenza manuale) hanno sempre pensato una vita superiore (gli dei, un Dio, una Regola, una saggezza...) che difende, eleva e matura la nostra vita. Le civilta' umane hanno espresso la regola del reciproco riconoscimento di valore, l'amore sociale, che e' difesa e promozione di tutti noi. Abbiamo un tesoro di bene, e spesso lo ignoriamo. Ma l'umanita' puo', attraverso esperienze e dolori, diventare il meglio di se'. L'impero della forza offende l'umanita' perche' la riduce alla disperazione. Promessa, profezia, utopia, speranza, cominciano ora, nelle nostre mani e visioni, ad essere reali.
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La "regola d'oro"
Ho raccolto, nelle religioni e nelle sapienze di tutta l’umanita', 38 formulazioni analoghe delle "Regola d'oro", pubblicate in Servitium, Quaderni di ricerca spirituale, (s.egidio at servitium.it), n.152, marzo/aprile 2004, fascicolo Riconoscimento e disprezzo, pp. 103-108. Testo poi aggiornato al 25 novembre 2022.
Raccolgo qui le 38 formulazioni che ho rintracciato, nelle religioni e nelle sapienze di tutta l’umanita', della regola fondamentale e universale dell’etica umana.
Consiglio anche di vedere nel libro di Pier Cesare Bori, Per un consenso etico tra culture, seconda edizione, Marietti 1995, la nota 206 a p. 106.
Una prima raccolta parziale fu pubblicata su il foglio n. 226, Torino, gennaio 1996 (www.ilfoglio.info) e poi in Servitium, Quaderni di ricerca spirituale, (s.egidio at servitium.it), n.152, marzo/aprile 2004, fascicolo Riconoscimento e disprezzo, pp. 103-108. Aggiornamento del 23 ottobre 2021, 25 novembre 2022.
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I - Induismo
1. "Ecco la somma della vera onesta': tratta gli altri come vorresti essere trattato tu stesso. Non fare al tuo vicino cio' che non vorresti che egli poi rifacesse a te. Tratta tutti gli altri come tratteresti te stesso".
(Mahabharata XIII.113-8.115-19).
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2. "Non ci si dovrebbe comportare con gli altri in un modo che sarebbe sgradevole a noi stessi; questa e' l'essenza della morale".
(Mahabharata 13, 148.8).
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II - Ebraismo
3. "Non fare a nessuno cio' che non piace a te".
(Bibbia, libro di Tobia, 4,15).
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4. "Ama il prossimo tuo come te stesso".
(Legge ebraica in Levitico, 19,18; cfr anche 19,34).
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5. "Cio' che e' odioso a te, non farlo al tuo vicino".
(Hillel, Talmud, Shabbath 31a).
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6. "Una volta un pagano (...) disse: "Convertimi, a condizione di imparare tutta la Torah nel tempo in cui si puo' stare ritti su di un solo piede". (...). Hillel lo converti' dicendogli: "Cio' che a te non piace non farlo al tuo prossimo! Questa e' tutta la Torah, il resto e' commento; va' e studia"".
(Ebraismo, Shabbat 31a, cit. in R. Pacifici, Midrashim, Marietti, Genova 1986, p.177-8).
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III - Filosofia cinese
7. "La Via non e' lontana dall'uomo. Se l'uomo segue una via lontana dalla natura umana, questa non puo' dirsi la Via. (...) Chi ha il senso della lealta' e della reciprocita' non e' lontano dal giungere alla Via: cio' che non vuole sia fatto a se' non fa agli altri".
(Confucio, Chung-Yung, L'invariabile mezzo, n.13).
"Quello che tu stesso non desideri, non farlo neppure agli altri uomini".
(Confucio, Lun-yu, I Dialoghi, 15,23; cfr Hans Kueng, Progetto per un'etica mondiale, Rizzoli 1991, p. 82).
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8. "Il sapiente ha detto: la mia dottrina e' semplice, e il suo significato e' facile da penetrare. Essa consiste nell'amare il prossimo come se stessi".
(cit. in Lev Tolstoj, Pensieri per ogni giorno, Introduzione e traduzione di Pier Cesare Bori, Edizioni Cultura della Pace, Fiesole 1995, p.121; ripubblicato col titolo Pensieri per ogni giorno, Un calendario di saggezza, curato da Pier Cesare Bori, edizioni Piano B, Bologna) (1)
(1) E' giusto avvertire che Tolstoj compilo' questa raccolta di pensieri sapienziali con un interesse non tanto storico-letterario quanto essenzialmente formativo, per cui i testi sono da lui non solo tradotti ma spesso interpretati e parafrasati. Ma la cura filologica non e' assente, essendo anzi richiesta dal carattere e dallo scopo stesso dell'opera, che non nasce dalla voce di Tolstoj, ma da voci di ogni tempo, lingua, cultura, religione. Cfr Introduzione al volume, di Pier Cesare Bori, pp. 7 e 8-10.
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9. "Dominare se stessi quanto e' necessario per onorare gli altri come se stessi e comportarsi con loro come vogliamo che gli altri si comportino con noi: ecco quel che si puo' chiamare dottrina della virtu' dell'umanita'. Non c'e' nulla di piu' elevato".
(Confucio, cit. in Tolstoj, op. cit., p. 167).
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10. Zigong disse: "Quel che non voglio che gli altri facciano a me, io non voglio farlo agli altri". "Si', ancora non sei arrivato a questo".
(Confucio, Lun-yu, I Dialoghi, V, 11).
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11. "Il benevolo, volendo per se' la saldezza, rende saldi gli altri; desiderando per se' la riuscita, fa progredire gli altri. Essere capaci di valutare in base a cio' che e' vicino [cio' che desidereremmo per noi], puo' dirsi il metodo della benevolenza".
(Confucio, Lun-yu, I Dialoghi, VI, 28).
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12. "Ching-Kung interrogo' sulla carita'. Confucio rispose: "(...) Nel comandare al popolo comportati come se offrissi il grande sacrificio; cio' che non vuoi sia fatto a te non fare agli altri"".
(Confucio, Lun-yu, I Dialoghi, XII, 2).
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13. "Tzu-kung domando': "Vi e' una parola su cui si possa basare la condotta di tutta la vita?". "Essa e' shu, reciprocita' - rispose Confucio -. Cio' che non vuoi sia fatto a te non fare agli altri"".
(Confucio, Lun-yu, I Dialoghi, XV, 23).
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14. "Il principe non tratta gli inferiori nel modo che gli dispiace nei superiori".
(Commento di Tseng-Tzu al Grande studio di Confucio, n. 10).
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15. "Sicuramente questo e' il massimo della bonta': non fare agli altri cio' che non vorresti che essi facessero a te".
(Confucianesimo, Analetti 15,23).
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16. "L'uomo buono deve compatire le cattive tendenze degli altri; rallegrarsi della loro eccellenza; aiutarli se sono in distretta; considerare i loro successi come i suoi propri e cosi' i loro insuccessi".
(Taoismo, Thai-Shang, 3).
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17. "Guarda al guadagno del tuo vicino come fosse tuo, ed alla sua perdita come se fosse la tua perdita".
(T'ai Shang Kan Ying P'ien, 213-218).
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17 bis: "Mettersi al posto degli altri".
(Zhuang-zi) (da P. C. Bori, Diario, 5 marzo 1996).
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IV - Giainismo
18. "L'uomo dovrebbe comportarsi con indifferenza nei confronti di tutte le realta' mondane e trattare tutte le creature del mondo come egli stesso vorrebbe essere trattato".
(Sutrakritanga I.11.33).
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V - Buddhismo
19. "Uno stato che non e' gradevole o piacevole per me, non deve esserlo neppure per lui; e uno stato che non e' gradevole o piacevole per me, come posso io pretenderlo per un altro?".
(Samyutta Nikaya 5, 353.35-354.2).
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20. "Tutti tremano al castigo, tutti temono la morte, tutti hanno cara la vita: mettendoti al posto degli altri, non uccidere, ne' fa uccidere".
(Buddha, Dhammapada, I versi della legge, 10, 129-130).
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21. "Non ferire gli altri in modi dai quali anche tu ti sentiresti ferito".
(Udana-Varga 5,18).
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22. "Questo e' il centro del dovere: non fare agli altri cio' che causerebbe dolore se fatto a te".
(Mahabharata 5: 1517).
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VI - Zoroastrismo
23. "Buona e' soltanto quella natura che non fa agli altri cio' che non e' buono per lei".
(Zoroastrismo, Dadistan-i-Dinik 94,5).
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VII - Cultura greco-romana
24. "Tratta l'inferiore come vorresti essere trattato dal tuo superiore".
(Seneca, Lettere a Lucillo, lettera 47, sul trattamento umano degli schiavi).
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25. "Il bene maggiore e' operare secondo la legge della propria ragione. Ma questa legge ti comanda incessantemente di fare il bene degli altri, come il massimo bene per te stesso".
(Marco Aurelio, cit. in Tolstoj, Pensieri per ogni giorno, op. cit, p. 79).
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26. "Gli uomini sono nati l'uno per l'altro".
(Marco Aurelio, Ricordi [Eis eauton], VIII, 59 e in altri luoghi).
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VIII - Cristianesimo
27. "Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Questa e' la legge e i profeti".
(Gesu' di Nazareth, Vangelo secondo Matteo 7,12; 22, 39 e Vangelo secondo Luca 6,31).
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28. "La legge trova la sua pienezza in una sola parola: amerai il tuo prossimo come te stesso".
(Lettere di Paolo ai Galati 5,14 e ai Romani 13,9).
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29. "Quanto vuoi che non sia fatto a te, anche tu non fare ad altri".
(Didache', insegnamento cristiano della fine del primo secolo, 1,3).
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30. "E tutti gli altri miei frati benedetti (...) si comportino tra loro come dice il Signore: "Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro"; e ancora: "Cio' che tu non vuoi sia fatto a te, non farlo agli altri"".
(Francesco d'Assisi, Regola non bollata, 1221, IV).
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IX - Islam
31. "Nessuno di voi e' un credente fino a quando non desidera per il suo fratello quello che desidera per se stesso".
(Islam, dagli hadith (detti) del Profeta Muhammad, in Detti e fatti del Profeta dell’Islam raccolti da al-Buhari, a cura di V. Vacca, S Noja e M. Vallaro, Utet, Torino 1982, cap. II, p. 85; e in 40 Hadithe di an-Nawawi, in H. Kueng - K.J. Kuschel, Per un'etica mondiale. Dichiarazione del Parlamento delle religioni mondiali, Rizzoli, Milano 1995, pp.78-79).
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X - Illuminismo
32. "Mettersi al posto degli altri".
(Voltaire, Lettere inglesi, n. 42).
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33. "Agisci in modo che la regola della tua volonta' possa valere in ogni tempo come principio di una legislazione universale". Oppure: "Agisci in modo da trattare l'umanita', nella tua come nell'altrui persona, sempre come fine, mai come semplice mezzo".
(Immanuel Kant, 1724-1804, Critica della ragion pratica, Laterza, Bari 1974, p.39, e Fondamenti della metafisica dei costumi, La Nuova Italia, Firenze 1973, pp. 95-96, 103-104, cit. anche, come espressione di etica universale, in Hans Kueng, Progetto per un'etica mondiale, Rizzoli, Milano 1991, p.82-83).
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XI - Fede baha'i
34. "Benedetto chi a se' preferisce il fratello".
(Tavole di Baha'u'llah, iniziatore della fede baha'i).
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XII - Umberto Eco
35. "Anche Lei attribuisce al laico virtuoso la persuasione che l'altro sia in noi. Ma non si tratta di una vaga propensione sentimentale, bensi' di una condizione fondante".
(Umberto Eco, in dialogo con Carlo Maria Martini, Liberal, febbraio 1996, e Adista, 17 febbraio 1996, p. 9; ora in U. Eco - C. M. Martini, In che cosa crede chi non crede?, Atlantide ed., 1996 e in U. Eco, Cinque scritti morali, Bompiani 1997, p. 85).
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XIII - Dichiarazione dei doveri dell'uomo
36. "Tutti gli uomini dotati di ragione e di coscienza devono assumere responsabilita', in spirito di solidarieta', nei confronti di ciascuno e di tutti: cioe' famiglie, comunita', razze, nazioni e religioni. Cio' che tu non vuoi che ti venga fatto non farlo a nessun altro".
(Dichiarazione Universale dei Doveri dell'Uomo, art. 4; proposta dall'InterAction Council all'Onu; Die Zeit, 3 ottobre 1997; il foglio, n. 244, Torino, dicembre 1997).
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XIV - Filosofia della nonviolenza
37. "La Regola d'Oro puo' allora enunciarsi cosi': "Agisci verso gli altri in modo che gli altri possano agire nello stesso modo verso chiunque". Cio' implica in primo luogo e anzitutto l'imperativo categorico seguente: "Non agire verso gli altri in modo tale che se gli altri agissero nello stesso modo la vita sarebbe impossibile". E questo esige anzitutto da ciascuno che egli rinunci a esercitare la violenza verso altri. Cosi', solo la nonviolenza puo' fondare l'universalita' della legge morale alla quale devono conformarsi gli esseri ragionevoli".
(Jean-Marie Muller, Il principio nonviolenza. Una filosofia della pace, Traduzione di E. Peyretti, Plus, Pisa University Press, 2004, p. 79-80).
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XV - La regola d'oro della nonviolenza
38 - "Quando tratti gli altri come vuoi essere trattato, ti liberi". Questa proposta ci permette di evitare l'azione meccanica, compulsiva, violenta elevando i nostri ragionamenti, emozioni e la nostra azione in direzione nonviolenta, assumendo un buon comportamento di fronte al sopruso che rifiutiamo. E' una visione del processo umano contrapposta al paradigma del sistema ancora in vigore, che si propone di porre fine alla violenza sociale con piu' violenza!
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Due Note
1. Kant e la Regola aurea (29 luglio 2007)
Pier Cesare Bori, nell'articolo L'insegnamento di morale religiosa nelle carceri (in L’ospite ingrato, Semestrale del Centro Studi Franco Fortini, (ospiteingrato at prometeo.lett.unisi.it), Biblioteca della facolta' di lettere e filosofia, via Fieravecchia 19, 53100 Siena, n. 2/2006, Il disagio nella civilta' cristiana, alle pp. 51-56, Edizioni Qoudlibet, Macerata 2006, a p. 54) scrive:
"Uno strumento efficace e' la cosiddetta Regola d'oro. (...) Conosciamo i limiti della regola. Sappiamo che va distinta dall'imperativo categorico kantiano perche' la regola d'oro si riferisce a un punto di vista individualistico e utilitaristico (per questo Kant la ritiene "triviale"). La regola riceve il suo pieno significato solo al termine di un processo pedagogico in cui la persona ha la possibilita' di conoscere meglio se stessa e i suoi bisogni (...)".
Riferisce poi l'essenziale della riflessione confuciana sulla Regola d'oro, che distingue tra due componenti: zhon, che significa la lealta' alla propria comunita', e shu, l'idea dell'amore e della cura dell'altro nella sua corporeita'. Nella sintesi di queste due componenti, shu ha sempre il primato (da Q.J. Wang, Golden Rule and Interpersonal care, "Philosophy East and West", 49/4, 1999).
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2. La critica di Paul Ricoeur:
"La regola appare suscettibile di due interpretazioni: una interessata, l'altra disinteressata. Solo il comandamento puo' decidere in favore della seconda contro la prima". (Amore e giustizia, Morcelliana 2000, p. 41, ma da 36 a 45, ripresa dal curatore nella sua Postfazione, alle pp. 54-58). Nella prima interpretazione, in base al principio dell'equivalenza, potrebbe essere avvicinata alla legge del taglione (Albrecht Dihle, citato a p. 37). A p. 37 Ricoeur fa notare come in Luca 6,32-35 il comandamento della sovrabbondanza segue subito, quasi per correggerla, l'enunciazione della regola d'oro nel v. 31. Ho raccolto alcuni elementi della discussione sulla Regola d'oro nel libro Elogio della gratitudine (Cittadella Editrice, Assisi 2015), pp. 49-57.
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Enrico Peyretti (aggiornamento e correzioni 16 agosto 2016; 2 luglio 2017, 29 marzo 2019, 23 ottobre 2021, 25 novembre 2022, 8 gennaio 2023)
3. INCONTRI. IL 2 LUGLIO 2026 A VETRALLA (VT) SI E' SVOLTO PRESSO LA CASA EDITRICE GHALEB UN NUOVO INCONTRO IN MEMORIA DI ALFIO PANNEGA E DI VITO FERRANTE
Nel pomeriggio di giovedi' 2 luglio 2026 si e' svolto a Vetralla, presso la sede della casa editrice Davide Ghaleb Editore, in via Roma 41, un nuovo incontro in memoria di Alfio Pannega e di Vito Ferrante.
All'incontro hanno preso parte l'editore Davide Ghaleb (che ha pubblicato i due apprezzatissimi volumi contenenti le poesie di Alfio Pannega e numerose testimonianze su di lui, e che ospitera' nel sito della casa editrice una sezione ad Alfio dedicata), Paolo Arena (curatore dell'"Archivio Alfio Pannega" in via di realizzazione) e Peppe Sini (vecchio amico sia di Alfio Pannega che di Vito Ferrante).
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In memoria di Vito Ferrante ed Alfio Pannega
Nel corso dell'incontro sono stati ricordati ancora una volta i due indimenticabili amici e compagni di riflessioni e di lotte nonviolente di cui resta come lascito ed appello l'impegno di pace, di solidarieta', di liberazione: il poeta antifascista nonviolento viterbese Alfio Pannega di cui questo 30 aprile ricorreva il XVI anniversario della scomparsa, e lo scultore, militante, infaticabile promotore e animatore di decisive esperienze di solidarieta' concreta Vito Ferrante, deceduto questo 29 aprile ed a cui e' stato dato l'ultimo saluto sabato 9 maggio a Viterbo, presso la "Fattoria di Alice" sede dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (Afesopsit) da Vito fondata e presieduta.
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Una minima notizia su Alfio Pannega
Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggi in citta' si narrano i motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974. E dopo gli anni di studi in collegio, con la madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta nella Valle di Faul, un tratto di campagna a ridosso ed entro la cinta muraria cittadina. A scuola da bambino aveva incontrato Dante e l'Ariosto, ma fu lavorando "in mezzo ai butteri della Tolfa" che si appassiono' vieppiu' di poesia e fiori' come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro lavoro fin dalla primissima giovinezza. La raccontava lui stesso nell'intervista che costituisce la prima parte del libro che raccoglie le sue poesie che i suoi amici e compagni sono riusciti a pubblicare pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa (Alfio Pannega, Allora ero giovane pure io, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010, a cura di Antonello Ricci, Alfonso Prota e Valentino Costa): tra innumerevoli altri umili e indispensabili lavori manuali in campagna e in citta', per decine di anni ha anche raccolto gli imballi e gli scarti delle attivita' artigiane e commerciali, recuperando il recuperabile e riciclandolo: consapevole maestro di ecologia pratica, quando la parola ecologia ancora non si usava. Nel 1993 la nascita del centro sociale occupato autogestito nell'ex gazometro abbandonato: ne diventa immediatamente protagonista, e lo sara' fino alla fine della vita. Sapeva di essere un monumento vivente della Viterbo popolare, della Viterbo migliore, e il popolo di Viterbo lo amava visceralmente. E' deceduto il 30 aprile 2010, non risvegliandosi dal sonno dei giusti.
Molte fotografie di Alfio scattate da Mario Onofri, artista visivo profondo e generoso compagno di lotte che gli fu amico e che anche lui ci ha lasciato anni fa, sono disperse tra vari amici di entrambi, ed altre ancora restano inedite nell'immenso, prezioso archivio fotografico di Mario, che tuttora attende curatela e pubblicazione.
Negli ultimi anni il regista ed attore Pietro Benedetti, che gli fu amico, ha con forte empatia sovente rappresentato - sulle scene teatrali, ma soprattutto nelle scuole e nelle piazze, nei luoghi di aggregazione sociale e di impegno politico, di memoria resistente all'ingiuria del tempo e alla violenza dei potenti - un monologo dal titolo "Allora ero giovane pure io" dalle memorie di Alfio ricavato, personalmente interpretandone e facendone cosi' rivivere drammaturgicamente la figura.
La proposta di costituire un "Archivio Alfio Pannega" per raccogliere, preservare e mettere a disposizione della collettivita' le tracce della sua vita e delle sue lotte, e' restata per molti anni disattesa; nel 2025 si e' finalmente avviata la sua realizzazione.
L'8 maggio 2025 ad Alfio Pannega e' stato intitolato l'"Emporio solidale" di Viterbo, una delle esperienze di solidarieta' concreta piu' vive e luminose di Viterbo.
Nel corso del 2025, in occasione del centenario della nascita, la citta' di Viterbo ha reso omaggio al poeta antifascista nonviolento con molte iniziative che hanno coinvolto le istituzioni, le esperienze della societa' civile, la cittadinanza intera; tra esse di particolare rilevanza la dedica della "girata" di piazza del Comune della Macchina di Santa Rosa da parte dei Facchini la sera del 3 settembre durante il trasporto della Macchina, la tradizione piu' importante della storia, della cultura, della vita cittadina.
- Alcuni testi commemorativi sono stati piu' volte pubblicati sul notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino", ad esempio negli "Archivi della nonviolenza in cammino" nn. 56, 57, 58, 60; cfr. anche il fascicolo monografico dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 265 ed ancora i "Telegrammi della nonviolenza in cammino" nn. 907-909, 1172, 1260, 1261, 1272, 1401, 1622-1624, 1763, 1971, 2108-2113, 2115, 2329, 2331, 2334-2335, 2476-2477, 2479, 2694, 2833, 3049, 3051-3052, 3369-3373, 3448, 3453, 3515-3517, 3725, 4089-4091, 4235-4236, 4452, 4455-4458, 4599-4601, 4819-4821, 4962-4965, 5184-5187, 5328, 5331, 5470, 5477, 5485, 5487, 5489, 5501-5503, 5505, 5507, 5513-5514, 5516-5518, 5523, 5526, 5528, 5530-5531, 5534, 5538, 5540-5543, 5545-5570, 5573, 5576-5580, 5582-5585, 5588-5590, 5593-5594, 5598, 5600-5601, 5603-5607, 5609-5612, i fascicoli di "Coi piedi per terra" n. 546 e 548-552, e "Voci e volti della nonviolenza" nn. 687-691, 754-755, 881, il fascicolo di "Ogni vittima ha il volto di Abele" n. 170, i fascicoli di "Una persona, un voto" nn. 88-90, 206, 209, i fascicoli de "La domenica della nonviolenza" nn. 420 e 511, i fascicoli de "La nonviolenza contro il razzismo" nn. 202-206, 213, 437-438, 445-446, i fascicoli de "La biblioteca di Zorobabele" nn. 430-433.
- La nuova edizione del libro dedicato ad Alfio Pannega
Il libro "Alfio 100" (Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2025) celebra i cento anni dalla nascita di Alfio Pannega (Viterbo 1925-2025). Nella prima parte del volume sono presenti materiali inediti raccolti da amiche e amici di Alfio: rassegna stampa, galleria fotografica, autografi poetici, ricordi dei militanti del centro sociale occupato autogestito Valle Faul, di conoscenti e istituzioni, oltre ai versi di poeti dialettali. Nella seconda parte si ripropone integralmente il volume "Allora ero giovane pure io" (Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010) con poesie, fotografie e storia di vita dell'autore. Chiude il volume il copione dello spettacolo teatrale di Pietro Benedetti. Il libro di e su Alfio Pannega puo' essere richiesto all'editore Davide Ghaleb, via Roma 41, 01019 Vetralla (Vt), sito: www.ghaleb.it, tel. 0761461258, cell. 3200897221.
- Un rilevante documento filmato di alcune iniziative commemorative di Alfio Pannega
E' disponibile nella rete telematica la registrazione della commemorazione di Alfio Pannega svoltasi il 27 aprile 2025 al cimitero monumentale di Viterbo; la registrazione della cerimonia di intitolazione ad Alfio dell'"Emporio solidale" in piazzale Porsenna nel quartiere viterbese di Santa Barbara l'8 maggio 2025; la registrazione dello spettacolo teatrale di Pietro Benedetti ad Alfio dedicato rappresentato il 25 giugno 2025 presso lo spazio culturale "Lo spiffero"; la registrazione del convegno svoltosi il 21 settembre 2025 a Viterbo nella Sala delle Colonne di Palazzo dei Priori.
Le rispettive registrazioni sono ai seguenti link:
https://www.youtube.com/watch?v=0bpS90lXmno
https://www.youtube.com/watch?v=BgSBoGZZqh8
https://www.youtube.com/watch?v=RSAwXdE1sio
https://www.youtube.com/watch?v=IPqUu8meWcs
I quattro filmati costituiscono un'unica opera documentaria e testimoniale dal titolo complessivo "Alfio Pannega 1925-2025. Il docufilm".
Ringraziamo Marco Mingarelli per aver realizzato quest'opera.
- Alcuni brani musicali dedicati ad Alfio Pannega
Numerosi musicisti viterbesi e non solo, di rilevanza anche internazionale, hanno dedicato ad Alfio Pannega alcune loro composizioni.
Segnaliamo i link ad alcune di esse già disponibili all'ascolto nel web.
Di Luigi Andriani Il brano "Rinascimental Gratafunky" può essere ascoltato nell'album "Etrurian Dub" al seguente link:
https://rastakingkong.bandcamp.com/album/etrurian-dub
Di Andrea Araceli il brano "In memoria di Alfio Pannega" può essere ascoltato al seguente link:
https://youtu.be/vI5lh7wtUJA?si=BjQy93a1fuxR1a2F
Sempre di Andrea Araceli segnaliamo anche un altro straordinario recente brano, "Lament for children of Gaza", che può essere ascoltato al seguente link:
https://youtu.be/-1db9WNxoDk?si=aa7LPwBo9k5m6yU2
Di Marco Brama il brano "... E la Luna disse: 'Alfio Pannega'" può essere ascoltato al seguente link:
https://youtu.be/f_xMgzK2zTQ
- Il prestigioso etnomusicologo e compositore Pier Giuseppe Arcangeli ha messo in musica due poesie di Alfio Pannega, l'una dedicata al centro sociale Valle Faul e l'altra alla pace; esse saranno prossimamente eseguite da Michela e Pietro Benedetti in un recital.
*
Una minima notizia su Vito Ferrante
Vito Ferrante, persona di straordinario rigore morale e di sconfinata generosita', e' stato il presidente e l'anima dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (Afesopsit), una fondamentale esperienza di solidarieta', di partecipazione, di democrazia, di difesa nitida e intransigente dei diritti umani. Gia' consigliere comunale di Viterbo, apprezzatissimo scultore, Vito Ferrante e' stata una delle personalita' piu' stimate nell'ambito del volontariato e dell'impegno sociale e civile, promotore di innumerevoli iniziative di solidarieta' concreta, diuturnamente impegnato nel recare aiuto a chi piu' ne ha bisogno; e' stato a Viterbo un luminoso punto di riferimento per la societa' civile, per le esperienze di solidarieta' e di liberazione, per i movimenti democratici, per i servizi pubblici impegnati nell'assistenza rispettosa e promotrice della dignita' e dei diritti umani.
Lo scorso anno tutte le persone amiche di Alfio Pannega lo ringraziarono coralmente e pubblicamente con una dichiarazione che qui riproponiamo: "Vogliamo rivolgere un vivo, profondo, corale ringraziamento al nostro amico e compagno di lotte Vito Ferrante, luminosa figura della solidarieta' viterbese, per il suo straordinario contributo al ricordo di Alfio Pannega, L'indimenticato poeta antifascista nonviolento, in questo anno di commemorazioni nel centenario della nascita. Vito Ferrante, fondatore e tuttora fondamentale animatore dell'Afesopsit, l'Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia, una delle esperienze piu' belle e piu' rilevanti del volontariato solidale nell'Alto Lazio, e' stato uno dei migliori amici di Alfio quando Alfio era in vita, ed uno dei piu' impegnati nel suo ricordo dopo la scomparsa. In questo anno 2025 di iniziative commemorative di Alfio, il contributo di Vito e' stato decisivo: pressoche' tutte le riunioni organizzative in cui sono state elaborate e programmate tutte le numerose iniziative pubbliche poi realizzate, si sono svolte presso la "Fattoria di Alice" grazie alla generosa ospitalita' dell'Afesopsit e all'impegno in prima persona di Vito. Ringraziarlo e' un dovere e una gioia che attesta e rinnova l'amicizia, l'affetto e la stima che tutte le persone amiche di Alfio, e vorremmo dire anche tutte le persone di Viterbo sollecite del bene comune ed impegnate nell'aiutare chi di aiuto ha bisogno, nutrono per lui. Grazie di cuore, Vito, per tutto cio' che hai fatto e che continui a fare: la tua generosa, coraggiosa, tenace e appassionata testimonianza illumina e conforta l'umanita'".
E ancora le amiche e gli amici di Alfio Pannega cosi' gli scrivevano il 23 aprile scorso in occasione del tragico lutto per la scomparsa della figlia amatissima Vittoria: "Vito carissimo, che per noi sei piu' che un amico e un compagno di riflessioni e di lotte nonviolente, ma un esempio del bene e un fratello lungo il cammino della vita, possa la nostra vicinanza contribuire in quest'ora di estremo strazio a lenire almeno un po' il dolore tuo e di tutti i tuoi familiari che insieme a te ugualmente abbracciamo. La morte non annienta il bene compiuto. Continuiamo quindi nell'impegno comune di solidarieta' e di liberazione che nessun essere umano abbandona alla sofferenza, alla paura, alla solitudine. Continuiamo quindi nell'impegno comune per la pace che a tutte le uccisioni si oppone e riconosce e rispetta e protegge e alimenta la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani. Continuiamo quindi nel cammino dei giorni adoperandoci per il bene comune dell'umanita', soccorrendo e accogliendo ogni persona, recando aiuto e conforto a tutte e a tutti a cominciare dalla piu' fragile delle creature, come tu hai costantemente insegnato a fare. Ti vogliamo bene".
E sempre le amiche e gli amici di Alfio Pannega cosi' lo hanno salutato alla notizia della scomparsa pochi giorni fa: "ci ha lasciato Vito Ferrante, il nostro amico di sempre, compagno di innumerevoli esperienze di solidarieta' e di altrettanto innumerevoli lotte nonviolente, un maestro e un fratello. Il vuoto che lascia e' incolmabile, l'esempio luminoso, l'appello ineludibile: continuare in cio' che e' giusto; difendere la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani; condividere tutto il bene e tutti i beni. Ai familiari, alle amiche e agli amici dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (Afesopsit) di cui Vito era animatore infaticabile, a tutte le persone che gli sono state vicine e che oggi sono straziate dal dolore per questa perdita abissale, la nostra vicinanza, il nostro affetto, il nostro impegno di pensiero e azione affinche' la testimonianza di Vito prosegua nel cammino comune per il bene comune dell'umanita' intera".
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Abolire la guerra, prima che la guerra abolisca l'umanita'.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Condividere fra tutte e tutti tutto il bene e tutti i beni.
Proteggere quest'unico mondo vivente di cui tutte e tutti siamo parte e custodi.
Salvare le vite e' il primo dovere.
La nonviolenza e' in cammino.
La nonviolenza e' il cammino.
Nonviolenza o barbarie.
4. REPETITA IUVANT. QUATTRO PROPOSTE
Prima proposta: Luisa Morgantini: Perche' donare il 5xmille a AssopacePalestina
Mie care e cari,
e' tempo di dichiarazione dei redditi e di scegliere a quale associazione dedicare il 5xmille.
Lo so, siamo in tante associazioni a chiedere di usufruire del 5xmille e forse molte anche piu' meritevoli di AssopacePalestina.
Eppure, vi chiedo di scegliere per il vostro 5xmille proprio AssopacePalestina.
Contribuirete:
- al pagamento delle tasse universitarie per il diritto allo studio per le giovani e i giovani palestinesi della zona collinare di Masafer Yatta, a sud di Hebron;
- al sostegno ai bambini alle bambine e alle donne, nei campi profughi New Askar e Balata a Nablus;
- al sostegno ai centri antiviolenza e accoglienza per le donne e le bambine sopravvissute alla violenza, promosse dalla onlus Pangea a Gaza;
- al sostegno al Jenin Creative Cultural Centre per aiutare i bambini, le donne e gli anziani del campo profughi di Jenin;
- al sostegno all'Edward Said conservatory di Gaza e alla scuola di musica Al Kamandjati, nei campi profughi palestinesi di Qalandya, Al Amari, Jalazon in Palestina, e di Chatila e Bourj el Barajneh in Libano;
- al sostegno all'Ospedale Al Awda di Gaza;
- alla campagna per la liberazione di Marwan Barghouthi e dei prigionieri palestinesi;
- a far conoscere la cultura palestinese: il teatro, la musica e il cinema;
- a far conoscere, invitando in Italia palestinesi e israeliani, la realta' dell'occupazione e della colonizzazione israeliana;
- e molto, molto altro ancora.
La scelta dei nostri progetti non e' casuale: operiamo in quei villaggi e situazioni dove e' presente il coordinamento dei comitati popolari per la resistenza nonviolenta o per progetti che attraverso l'arte esprimono forme nuove di resistenza.
Ricordiamo a coloro che avessero fatto donazioni nel 2025, che gli importi donati possono essere detratti dalle tasse. Se lo comunicate via mail all'indirizzo assopacepalestina.donazioni at gmail.com vi invieremo il modulo di ricezione della donazione in modo da poterlo inserire nella vostra denuncia dei redditi.
Le nostre attivita' e i progetti sono visibili nel nostro sito, sulle nostre pagine fb e sul nostro prfilo instagram.
Grazie, un abbraccio.
Luisa Morgantini
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Come devolvere il 5xmille a AssopacePalestina
I modelli per la dichiarazione dei redditi Certificazione Unica (CU), 730 e Modello Redditi (ex Unico) contengono una sezione dedicata alla donazione del cinque per mille.
Per destinare il 5xmille ad AssopacePalestina è necessario:
1. firmare nel riquadro "Sostegno degli enti del terzo settore iscritti nel RUNTS..."
2. Indicare il codice fiscale: 920 662 30 605
Anche se non si presenta la dichiarazione dei redditi, si puo' scegliere di destinare il cinque per mille dell'IRPEF, utilizzando l’apposita scheda allegata allo schema di Certificazione Unica(CU) o al Modello Redditi Persone Fisiche.
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Seconda proposta: Tre proposte ad ogni persona di volonta' buona per la pace nel cuore d'Europa
La prima proposta: scriviamo alle ambasciate russa ed ucraina per chiedere la pace nel cuore d'Europa.
Carissime e carissimi,
vi preghiamo di voler scrivere alle ambasciate russa ed ucraina per chiedere la pace nel cuore d'Europa.
Gli indirizzi di posta elettronica sono i seguenti: ambrusitalia at mid.ru, culturaroma at mid.ru, consitalia at mid.ru, emb_it at mfa.gov.ua, gc_it at mfa.gov.ua
Il messaggio che proponiamo e' il seguente:
"Gentilissimi ambasciatori di Russia ed Ucraina,
vi saremmo assai grati se voleste trasmettere questa richiesta di pace ai vostri governi.
Sia la pace nel cuore d'Europa.
Cessino immediatamente le uccisioni e le devastazioni.
Si passi immediatamente dal conflitto armato al negoziato diplomatico.
Si inviino aiuti umanitari a tutte le vittime della guerra che alla guerra sono sopravvissute.
Si costruisca un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
FIRMA, DATA, INDIRIZZO DEL MITTENTE".
Facciamo sentire la voce dell'umanita'.
Chi salva una vita salva il mondo.
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La seconda proposta: diffondiamo ovunque la richiesta rivolta ai governi di non uccidere piu'.
Alle persone amiche della nonviolenza, alle associazioni democratiche, alle istituzioni sollecite del bene comune, ai mezzi d'informazione, chiediamo di diffondere ovunque possibile questa richiesta rivolta ai governi di Russia ed Ucraina e con essi ai governi di tutti i paesi europei:
"Chiediamo ai governi di Russia e Ucraina di non uccidere piu' i cittadini di Russia e Ucraina.
Chiediamo ai governi di Russia e Ucraina di cessare immediatamente la guerra ed avviare immediatamente negoziati di pace.
Chiediamo a tutti i governi europei la pace disarmata e disarmante, che sola salva le vite, dall'Atlantico agli Urali.
Tutti gli esseri umani hanno diritto alla vita.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Il movimento della societa' civile scaturito dall'appello 'per la pace nel cuore d'Europa'".
*
La terza proposta: sottoscriviamo e sosteniamo l'appello "per la pace nel cuore d'Europa".
Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui essa consiste; per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali; per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Il momento di salvare tutte le vite umane e' adesso.
Il momento di abolire la guerra e' adesso.
Il momento del disarmo, sola legittima difesa dell'umanita' intera, e' adesso.
Il momento di risolvere tutti i conflitti con il rispetto della vita e dei diritti, con il dialogo, la comprensione, la solidarieta', la cura e la misericordia e' adesso.
Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui consiste.
Per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali.
Per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
Solo la pace salva le vite.
Salvare le vite e' il primo dovere.
*
Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
*
Il testo seminale dell'appello "Per la pace nel cuore d'Europa" con le firme di tutte le persone e le associazioni sottoscrittrici e con i molti altri contributi di riflessione e proposta che nel frattempo lo hanno arricchito ed approfondito possono essere richiesti scrivendo agli stessi indirizzi: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
* * *
Terza proposta: Una persona, un voto
Riprendiamo l'iniziativa "Una persona, un voto" affinche' a tutte le persone che vivono nel nostro paese, e che nel nostro paese intendono restare, dopo un ragionevole lasso di tempo (e crediamo che sei mesi sia abbastanza) sia riconosciuto il diritto di voto in tutte le elezioni, senza il quale non vi e' democrazia ma un regime razzista e schiavista in conflitto con i valori fondanti della stessa Costituzione della Repubblica italiana.
Di seguito riproponiamo l'appello cosi' come gia' diffuso nel 2017.
*
Un appello all'Italia civile: sia riconosciuto il diritto di voto a tutte le persone che vivono in Italia
Il fondamento della democrazia e' il principio "una persona, un voto"; l'Italia essendo una repubblica democratica non puo' continuare a negare il primo diritto democratico a milioni di persone che vivono stabilmente qui.
Vivono stabilmente in Italia oltre cinque milioni di persone non native, che qui risiedono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui mandano a scuola i loro figli che crescono nella lingua e nella cultura del nostro paese; queste persone rispettano le nostre leggi, contribuiscono intensamente alla nostra economia, contribuiscono in misura determinante a sostenere il nostro sistema pensionistico, contribuiscono in modo decisivo ad impedire il declino demografico del nostro paese; sono insomma milioni di nostri effettivi conterranei che arrecano all'Italia ingenti benefici ma che tuttora sono privi del diritto di contribuire alle decisioni pubbliche che anche le loro vite riguardano.
Una persona, un voto. Il momento e' ora.
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Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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L'elenco delle numerose e prestigiose adesioni gia' raccolte nel 2017 puo' essere richiesto scrivendo agli stessi indirizzi: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Quarta proposta: Una richiesta al Presidente dello Stato di Israele: conceda la grazia a Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese
Al Presidente dello Stato di Israele Yitzhak Herzog
Oggetto: richiesta di concessione della grazia a Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese
Egregio Presidente,
Le scriviamo per formularLe la richiesta di concessione della grazia a Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese.
Non c'e' bisogno che illustriamo a Lei cio' che Lei gia' sa perfettamente: ovvero che Marwan Barghouti puo' dare un contributo fondamentale e decisivo per la risoluzione pacifica, fondata sulla verita', la giustizia e la comprensione reciproca, del conflitto israelo-palestinese nel pieno rispetto di tutti i diritti di entrambi i popoli e di ogni persona.
Dinanzi alla tragedia tuttora in corso e' ragionevole pensare che la liberazione di Marwan Barghouti possa essere il passo indispensabile per avviare un circolo virtuoso dopo cosi' tante sofferenze.
Ignoriamo quali siano le precise e specifiche procedure istituzionali previste nell'ordinamento giuridico del suo Paese per attivare l'istituto della concessione della grazia, ma con questa lettera aperta La preghiamo di adoperarSi a questo fine che ci sembra essere, per usare il linguaggio di Gandhi, un vero e proprio "fine sovraordinato" rispetto a tante altre considerazioni.
Liberi Marwan Barghouti: il popolo di Israele, il popolo di Palestina, e tutti i popoli e le persone ragionevoli del mondo Gliene saranno per sempre grati.
Voglia gradire distinti saluti,
Beppe Manni
Gianfranco Monaca
Riccardo Orioles
Enrico Peyretti
Giulio Sica
Peppe Sini
Viterbo, 30 giugno 2026
Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera", strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
5. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.
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NONVIOLENZA O BARBARIE
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Numero 78 del 3 luglio 2026
Nuova serie de "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
NONVIOLENZA O BARBARIE
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Numero 78 del 3 luglio 2026
Nuova serie de "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
Sommario di questo numero:
1. Se salvare le vite e' il primo dovere
2. Enrico Peyretti: La "regola d'oro"
3. Il 2 luglio 2026 a Vetralla (Vt) si e' svolto presso la casa editrice Ghaleb un nuovo incontro in memoria di Alfio Pannega e di Vito Ferrante
4. Quattro proposte
5. La "Carta" del Movimento Nonviolento
1. EDITORIALE. SE SALVARE LE VITE E' IL PRIMO DOVERE
Se salvare le vite e' il primo dovere, e l'omissione di soccorso e' un crimine, ebbene, la guerra - che consiste nel sopprimere innumerevoli vite invece di salvarle - e' il crimine dei crimini.
Abolire la guerra.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
La nonviolenza e' la via.
Nonviolenza o barbarie.
2. MAESTRI. ENRICO PEYRETTI: LA "REGOLA D'ORO"
[Ringraziamo di cuore Enrico Peyretti, uno dei maestri della cultura della pace, per averci messo a disposizione questa nuova edizione ampliata della sua fondamentale ricerca sulla "regola aurea"]
Noi umani siamo stolti e malvagi, perche' sappiamo come farci felici e ci facciamo infelici. Abbiamo compreso la regola della vita buona, e troppo spesso non la rispettiamo. C'e' un mistero di male in noi. Ma c'e' anche il mistero di bene, superiore, e intimo a noi piu' del nostro intimo. La speranza e' intelligenza e promozione. Pessimismo e disperazione riducono le possibilta' umane. Guardare e tendere oltre il fatto, promuove il fatto, la nostra vita. Gli uomini (salvo i tempi recenti, annebbiati dalla potenza manuale) hanno sempre pensato una vita superiore (gli dei, un Dio, una Regola, una saggezza...) che difende, eleva e matura la nostra vita. Le civilta' umane hanno espresso la regola del reciproco riconoscimento di valore, l'amore sociale, che e' difesa e promozione di tutti noi. Abbiamo un tesoro di bene, e spesso lo ignoriamo. Ma l'umanita' puo', attraverso esperienze e dolori, diventare il meglio di se'. L'impero della forza offende l'umanita' perche' la riduce alla disperazione. Promessa, profezia, utopia, speranza, cominciano ora, nelle nostre mani e visioni, ad essere reali.
*
La "regola d'oro"
Ho raccolto, nelle religioni e nelle sapienze di tutta l’umanita', 38 formulazioni analoghe delle "Regola d'oro", pubblicate in Servitium, Quaderni di ricerca spirituale, (s.egidio at servitium.it), n.152, marzo/aprile 2004, fascicolo Riconoscimento e disprezzo, pp. 103-108. Testo poi aggiornato al 25 novembre 2022.
Raccolgo qui le 38 formulazioni che ho rintracciato, nelle religioni e nelle sapienze di tutta l’umanita', della regola fondamentale e universale dell’etica umana.
Consiglio anche di vedere nel libro di Pier Cesare Bori, Per un consenso etico tra culture, seconda edizione, Marietti 1995, la nota 206 a p. 106.
Una prima raccolta parziale fu pubblicata su il foglio n. 226, Torino, gennaio 1996 (www.ilfoglio.info) e poi in Servitium, Quaderni di ricerca spirituale, (s.egidio at servitium.it), n.152, marzo/aprile 2004, fascicolo Riconoscimento e disprezzo, pp. 103-108. Aggiornamento del 23 ottobre 2021, 25 novembre 2022.
*
I - Induismo
1. "Ecco la somma della vera onesta': tratta gli altri come vorresti essere trattato tu stesso. Non fare al tuo vicino cio' che non vorresti che egli poi rifacesse a te. Tratta tutti gli altri come tratteresti te stesso".
(Mahabharata XIII.113-8.115-19).
*
2. "Non ci si dovrebbe comportare con gli altri in un modo che sarebbe sgradevole a noi stessi; questa e' l'essenza della morale".
(Mahabharata 13, 148.8).
*
II - Ebraismo
3. "Non fare a nessuno cio' che non piace a te".
(Bibbia, libro di Tobia, 4,15).
*
4. "Ama il prossimo tuo come te stesso".
(Legge ebraica in Levitico, 19,18; cfr anche 19,34).
*
5. "Cio' che e' odioso a te, non farlo al tuo vicino".
(Hillel, Talmud, Shabbath 31a).
*
6. "Una volta un pagano (...) disse: "Convertimi, a condizione di imparare tutta la Torah nel tempo in cui si puo' stare ritti su di un solo piede". (...). Hillel lo converti' dicendogli: "Cio' che a te non piace non farlo al tuo prossimo! Questa e' tutta la Torah, il resto e' commento; va' e studia"".
(Ebraismo, Shabbat 31a, cit. in R. Pacifici, Midrashim, Marietti, Genova 1986, p.177-8).
*
III - Filosofia cinese
7. "La Via non e' lontana dall'uomo. Se l'uomo segue una via lontana dalla natura umana, questa non puo' dirsi la Via. (...) Chi ha il senso della lealta' e della reciprocita' non e' lontano dal giungere alla Via: cio' che non vuole sia fatto a se' non fa agli altri".
(Confucio, Chung-Yung, L'invariabile mezzo, n.13).
"Quello che tu stesso non desideri, non farlo neppure agli altri uomini".
(Confucio, Lun-yu, I Dialoghi, 15,23; cfr Hans Kueng, Progetto per un'etica mondiale, Rizzoli 1991, p. 82).
*
8. "Il sapiente ha detto: la mia dottrina e' semplice, e il suo significato e' facile da penetrare. Essa consiste nell'amare il prossimo come se stessi".
(cit. in Lev Tolstoj, Pensieri per ogni giorno, Introduzione e traduzione di Pier Cesare Bori, Edizioni Cultura della Pace, Fiesole 1995, p.121; ripubblicato col titolo Pensieri per ogni giorno, Un calendario di saggezza, curato da Pier Cesare Bori, edizioni Piano B, Bologna) (1)
(1) E' giusto avvertire che Tolstoj compilo' questa raccolta di pensieri sapienziali con un interesse non tanto storico-letterario quanto essenzialmente formativo, per cui i testi sono da lui non solo tradotti ma spesso interpretati e parafrasati. Ma la cura filologica non e' assente, essendo anzi richiesta dal carattere e dallo scopo stesso dell'opera, che non nasce dalla voce di Tolstoj, ma da voci di ogni tempo, lingua, cultura, religione. Cfr Introduzione al volume, di Pier Cesare Bori, pp. 7 e 8-10.
*
9. "Dominare se stessi quanto e' necessario per onorare gli altri come se stessi e comportarsi con loro come vogliamo che gli altri si comportino con noi: ecco quel che si puo' chiamare dottrina della virtu' dell'umanita'. Non c'e' nulla di piu' elevato".
(Confucio, cit. in Tolstoj, op. cit., p. 167).
*
10. Zigong disse: "Quel che non voglio che gli altri facciano a me, io non voglio farlo agli altri". "Si', ancora non sei arrivato a questo".
(Confucio, Lun-yu, I Dialoghi, V, 11).
*
11. "Il benevolo, volendo per se' la saldezza, rende saldi gli altri; desiderando per se' la riuscita, fa progredire gli altri. Essere capaci di valutare in base a cio' che e' vicino [cio' che desidereremmo per noi], puo' dirsi il metodo della benevolenza".
(Confucio, Lun-yu, I Dialoghi, VI, 28).
*
12. "Ching-Kung interrogo' sulla carita'. Confucio rispose: "(...) Nel comandare al popolo comportati come se offrissi il grande sacrificio; cio' che non vuoi sia fatto a te non fare agli altri"".
(Confucio, Lun-yu, I Dialoghi, XII, 2).
*
13. "Tzu-kung domando': "Vi e' una parola su cui si possa basare la condotta di tutta la vita?". "Essa e' shu, reciprocita' - rispose Confucio -. Cio' che non vuoi sia fatto a te non fare agli altri"".
(Confucio, Lun-yu, I Dialoghi, XV, 23).
*
14. "Il principe non tratta gli inferiori nel modo che gli dispiace nei superiori".
(Commento di Tseng-Tzu al Grande studio di Confucio, n. 10).
*
15. "Sicuramente questo e' il massimo della bonta': non fare agli altri cio' che non vorresti che essi facessero a te".
(Confucianesimo, Analetti 15,23).
*
16. "L'uomo buono deve compatire le cattive tendenze degli altri; rallegrarsi della loro eccellenza; aiutarli se sono in distretta; considerare i loro successi come i suoi propri e cosi' i loro insuccessi".
(Taoismo, Thai-Shang, 3).
*
17. "Guarda al guadagno del tuo vicino come fosse tuo, ed alla sua perdita come se fosse la tua perdita".
(T'ai Shang Kan Ying P'ien, 213-218).
*
17 bis: "Mettersi al posto degli altri".
(Zhuang-zi) (da P. C. Bori, Diario, 5 marzo 1996).
*
IV - Giainismo
18. "L'uomo dovrebbe comportarsi con indifferenza nei confronti di tutte le realta' mondane e trattare tutte le creature del mondo come egli stesso vorrebbe essere trattato".
(Sutrakritanga I.11.33).
*
V - Buddhismo
19. "Uno stato che non e' gradevole o piacevole per me, non deve esserlo neppure per lui; e uno stato che non e' gradevole o piacevole per me, come posso io pretenderlo per un altro?".
(Samyutta Nikaya 5, 353.35-354.2).
*
20. "Tutti tremano al castigo, tutti temono la morte, tutti hanno cara la vita: mettendoti al posto degli altri, non uccidere, ne' fa uccidere".
(Buddha, Dhammapada, I versi della legge, 10, 129-130).
*
21. "Non ferire gli altri in modi dai quali anche tu ti sentiresti ferito".
(Udana-Varga 5,18).
*
22. "Questo e' il centro del dovere: non fare agli altri cio' che causerebbe dolore se fatto a te".
(Mahabharata 5: 1517).
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VI - Zoroastrismo
23. "Buona e' soltanto quella natura che non fa agli altri cio' che non e' buono per lei".
(Zoroastrismo, Dadistan-i-Dinik 94,5).
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VII - Cultura greco-romana
24. "Tratta l'inferiore come vorresti essere trattato dal tuo superiore".
(Seneca, Lettere a Lucillo, lettera 47, sul trattamento umano degli schiavi).
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25. "Il bene maggiore e' operare secondo la legge della propria ragione. Ma questa legge ti comanda incessantemente di fare il bene degli altri, come il massimo bene per te stesso".
(Marco Aurelio, cit. in Tolstoj, Pensieri per ogni giorno, op. cit, p. 79).
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26. "Gli uomini sono nati l'uno per l'altro".
(Marco Aurelio, Ricordi [Eis eauton], VIII, 59 e in altri luoghi).
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VIII - Cristianesimo
27. "Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Questa e' la legge e i profeti".
(Gesu' di Nazareth, Vangelo secondo Matteo 7,12; 22, 39 e Vangelo secondo Luca 6,31).
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28. "La legge trova la sua pienezza in una sola parola: amerai il tuo prossimo come te stesso".
(Lettere di Paolo ai Galati 5,14 e ai Romani 13,9).
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29. "Quanto vuoi che non sia fatto a te, anche tu non fare ad altri".
(Didache', insegnamento cristiano della fine del primo secolo, 1,3).
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30. "E tutti gli altri miei frati benedetti (...) si comportino tra loro come dice il Signore: "Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro"; e ancora: "Cio' che tu non vuoi sia fatto a te, non farlo agli altri"".
(Francesco d'Assisi, Regola non bollata, 1221, IV).
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IX - Islam
31. "Nessuno di voi e' un credente fino a quando non desidera per il suo fratello quello che desidera per se stesso".
(Islam, dagli hadith (detti) del Profeta Muhammad, in Detti e fatti del Profeta dell’Islam raccolti da al-Buhari, a cura di V. Vacca, S Noja e M. Vallaro, Utet, Torino 1982, cap. II, p. 85; e in 40 Hadithe di an-Nawawi, in H. Kueng - K.J. Kuschel, Per un'etica mondiale. Dichiarazione del Parlamento delle religioni mondiali, Rizzoli, Milano 1995, pp.78-79).
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X - Illuminismo
32. "Mettersi al posto degli altri".
(Voltaire, Lettere inglesi, n. 42).
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33. "Agisci in modo che la regola della tua volonta' possa valere in ogni tempo come principio di una legislazione universale". Oppure: "Agisci in modo da trattare l'umanita', nella tua come nell'altrui persona, sempre come fine, mai come semplice mezzo".
(Immanuel Kant, 1724-1804, Critica della ragion pratica, Laterza, Bari 1974, p.39, e Fondamenti della metafisica dei costumi, La Nuova Italia, Firenze 1973, pp. 95-96, 103-104, cit. anche, come espressione di etica universale, in Hans Kueng, Progetto per un'etica mondiale, Rizzoli, Milano 1991, p.82-83).
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XI - Fede baha'i
34. "Benedetto chi a se' preferisce il fratello".
(Tavole di Baha'u'llah, iniziatore della fede baha'i).
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XII - Umberto Eco
35. "Anche Lei attribuisce al laico virtuoso la persuasione che l'altro sia in noi. Ma non si tratta di una vaga propensione sentimentale, bensi' di una condizione fondante".
(Umberto Eco, in dialogo con Carlo Maria Martini, Liberal, febbraio 1996, e Adista, 17 febbraio 1996, p. 9; ora in U. Eco - C. M. Martini, In che cosa crede chi non crede?, Atlantide ed., 1996 e in U. Eco, Cinque scritti morali, Bompiani 1997, p. 85).
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XIII - Dichiarazione dei doveri dell'uomo
36. "Tutti gli uomini dotati di ragione e di coscienza devono assumere responsabilita', in spirito di solidarieta', nei confronti di ciascuno e di tutti: cioe' famiglie, comunita', razze, nazioni e religioni. Cio' che tu non vuoi che ti venga fatto non farlo a nessun altro".
(Dichiarazione Universale dei Doveri dell'Uomo, art. 4; proposta dall'InterAction Council all'Onu; Die Zeit, 3 ottobre 1997; il foglio, n. 244, Torino, dicembre 1997).
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XIV - Filosofia della nonviolenza
37. "La Regola d'Oro puo' allora enunciarsi cosi': "Agisci verso gli altri in modo che gli altri possano agire nello stesso modo verso chiunque". Cio' implica in primo luogo e anzitutto l'imperativo categorico seguente: "Non agire verso gli altri in modo tale che se gli altri agissero nello stesso modo la vita sarebbe impossibile". E questo esige anzitutto da ciascuno che egli rinunci a esercitare la violenza verso altri. Cosi', solo la nonviolenza puo' fondare l'universalita' della legge morale alla quale devono conformarsi gli esseri ragionevoli".
(Jean-Marie Muller, Il principio nonviolenza. Una filosofia della pace, Traduzione di E. Peyretti, Plus, Pisa University Press, 2004, p. 79-80).
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XV - La regola d'oro della nonviolenza
38 - "Quando tratti gli altri come vuoi essere trattato, ti liberi". Questa proposta ci permette di evitare l'azione meccanica, compulsiva, violenta elevando i nostri ragionamenti, emozioni e la nostra azione in direzione nonviolenta, assumendo un buon comportamento di fronte al sopruso che rifiutiamo. E' una visione del processo umano contrapposta al paradigma del sistema ancora in vigore, che si propone di porre fine alla violenza sociale con piu' violenza!
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Due Note
1. Kant e la Regola aurea (29 luglio 2007)
Pier Cesare Bori, nell'articolo L'insegnamento di morale religiosa nelle carceri (in L’ospite ingrato, Semestrale del Centro Studi Franco Fortini, (ospiteingrato at prometeo.lett.unisi.it), Biblioteca della facolta' di lettere e filosofia, via Fieravecchia 19, 53100 Siena, n. 2/2006, Il disagio nella civilta' cristiana, alle pp. 51-56, Edizioni Qoudlibet, Macerata 2006, a p. 54) scrive:
"Uno strumento efficace e' la cosiddetta Regola d'oro. (...) Conosciamo i limiti della regola. Sappiamo che va distinta dall'imperativo categorico kantiano perche' la regola d'oro si riferisce a un punto di vista individualistico e utilitaristico (per questo Kant la ritiene "triviale"). La regola riceve il suo pieno significato solo al termine di un processo pedagogico in cui la persona ha la possibilita' di conoscere meglio se stessa e i suoi bisogni (...)".
Riferisce poi l'essenziale della riflessione confuciana sulla Regola d'oro, che distingue tra due componenti: zhon, che significa la lealta' alla propria comunita', e shu, l'idea dell'amore e della cura dell'altro nella sua corporeita'. Nella sintesi di queste due componenti, shu ha sempre il primato (da Q.J. Wang, Golden Rule and Interpersonal care, "Philosophy East and West", 49/4, 1999).
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2. La critica di Paul Ricoeur:
"La regola appare suscettibile di due interpretazioni: una interessata, l'altra disinteressata. Solo il comandamento puo' decidere in favore della seconda contro la prima". (Amore e giustizia, Morcelliana 2000, p. 41, ma da 36 a 45, ripresa dal curatore nella sua Postfazione, alle pp. 54-58). Nella prima interpretazione, in base al principio dell'equivalenza, potrebbe essere avvicinata alla legge del taglione (Albrecht Dihle, citato a p. 37). A p. 37 Ricoeur fa notare come in Luca 6,32-35 il comandamento della sovrabbondanza segue subito, quasi per correggerla, l'enunciazione della regola d'oro nel v. 31. Ho raccolto alcuni elementi della discussione sulla Regola d'oro nel libro Elogio della gratitudine (Cittadella Editrice, Assisi 2015), pp. 49-57.
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Enrico Peyretti (aggiornamento e correzioni 16 agosto 2016; 2 luglio 2017, 29 marzo 2019, 23 ottobre 2021, 25 novembre 2022, 8 gennaio 2023)
3. INCONTRI. IL 2 LUGLIO 2026 A VETRALLA (VT) SI E' SVOLTO PRESSO LA CASA EDITRICE GHALEB UN NUOVO INCONTRO IN MEMORIA DI ALFIO PANNEGA E DI VITO FERRANTE
Nel pomeriggio di giovedi' 2 luglio 2026 si e' svolto a Vetralla, presso la sede della casa editrice Davide Ghaleb Editore, in via Roma 41, un nuovo incontro in memoria di Alfio Pannega e di Vito Ferrante.
All'incontro hanno preso parte l'editore Davide Ghaleb (che ha pubblicato i due apprezzatissimi volumi contenenti le poesie di Alfio Pannega e numerose testimonianze su di lui, e che ospitera' nel sito della casa editrice una sezione ad Alfio dedicata), Paolo Arena (curatore dell'"Archivio Alfio Pannega" in via di realizzazione) e Peppe Sini (vecchio amico sia di Alfio Pannega che di Vito Ferrante).
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In memoria di Vito Ferrante ed Alfio Pannega
Nel corso dell'incontro sono stati ricordati ancora una volta i due indimenticabili amici e compagni di riflessioni e di lotte nonviolente di cui resta come lascito ed appello l'impegno di pace, di solidarieta', di liberazione: il poeta antifascista nonviolento viterbese Alfio Pannega di cui questo 30 aprile ricorreva il XVI anniversario della scomparsa, e lo scultore, militante, infaticabile promotore e animatore di decisive esperienze di solidarieta' concreta Vito Ferrante, deceduto questo 29 aprile ed a cui e' stato dato l'ultimo saluto sabato 9 maggio a Viterbo, presso la "Fattoria di Alice" sede dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (Afesopsit) da Vito fondata e presieduta.
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Una minima notizia su Alfio Pannega
Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggi in citta' si narrano i motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974. E dopo gli anni di studi in collegio, con la madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta nella Valle di Faul, un tratto di campagna a ridosso ed entro la cinta muraria cittadina. A scuola da bambino aveva incontrato Dante e l'Ariosto, ma fu lavorando "in mezzo ai butteri della Tolfa" che si appassiono' vieppiu' di poesia e fiori' come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro lavoro fin dalla primissima giovinezza. La raccontava lui stesso nell'intervista che costituisce la prima parte del libro che raccoglie le sue poesie che i suoi amici e compagni sono riusciti a pubblicare pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa (Alfio Pannega, Allora ero giovane pure io, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010, a cura di Antonello Ricci, Alfonso Prota e Valentino Costa): tra innumerevoli altri umili e indispensabili lavori manuali in campagna e in citta', per decine di anni ha anche raccolto gli imballi e gli scarti delle attivita' artigiane e commerciali, recuperando il recuperabile e riciclandolo: consapevole maestro di ecologia pratica, quando la parola ecologia ancora non si usava. Nel 1993 la nascita del centro sociale occupato autogestito nell'ex gazometro abbandonato: ne diventa immediatamente protagonista, e lo sara' fino alla fine della vita. Sapeva di essere un monumento vivente della Viterbo popolare, della Viterbo migliore, e il popolo di Viterbo lo amava visceralmente. E' deceduto il 30 aprile 2010, non risvegliandosi dal sonno dei giusti.
Molte fotografie di Alfio scattate da Mario Onofri, artista visivo profondo e generoso compagno di lotte che gli fu amico e che anche lui ci ha lasciato anni fa, sono disperse tra vari amici di entrambi, ed altre ancora restano inedite nell'immenso, prezioso archivio fotografico di Mario, che tuttora attende curatela e pubblicazione.
Negli ultimi anni il regista ed attore Pietro Benedetti, che gli fu amico, ha con forte empatia sovente rappresentato - sulle scene teatrali, ma soprattutto nelle scuole e nelle piazze, nei luoghi di aggregazione sociale e di impegno politico, di memoria resistente all'ingiuria del tempo e alla violenza dei potenti - un monologo dal titolo "Allora ero giovane pure io" dalle memorie di Alfio ricavato, personalmente interpretandone e facendone cosi' rivivere drammaturgicamente la figura.
La proposta di costituire un "Archivio Alfio Pannega" per raccogliere, preservare e mettere a disposizione della collettivita' le tracce della sua vita e delle sue lotte, e' restata per molti anni disattesa; nel 2025 si e' finalmente avviata la sua realizzazione.
L'8 maggio 2025 ad Alfio Pannega e' stato intitolato l'"Emporio solidale" di Viterbo, una delle esperienze di solidarieta' concreta piu' vive e luminose di Viterbo.
Nel corso del 2025, in occasione del centenario della nascita, la citta' di Viterbo ha reso omaggio al poeta antifascista nonviolento con molte iniziative che hanno coinvolto le istituzioni, le esperienze della societa' civile, la cittadinanza intera; tra esse di particolare rilevanza la dedica della "girata" di piazza del Comune della Macchina di Santa Rosa da parte dei Facchini la sera del 3 settembre durante il trasporto della Macchina, la tradizione piu' importante della storia, della cultura, della vita cittadina.
- Alcuni testi commemorativi sono stati piu' volte pubblicati sul notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino", ad esempio negli "Archivi della nonviolenza in cammino" nn. 56, 57, 58, 60; cfr. anche il fascicolo monografico dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 265 ed ancora i "Telegrammi della nonviolenza in cammino" nn. 907-909, 1172, 1260, 1261, 1272, 1401, 1622-1624, 1763, 1971, 2108-2113, 2115, 2329, 2331, 2334-2335, 2476-2477, 2479, 2694, 2833, 3049, 3051-3052, 3369-3373, 3448, 3453, 3515-3517, 3725, 4089-4091, 4235-4236, 4452, 4455-4458, 4599-4601, 4819-4821, 4962-4965, 5184-5187, 5328, 5331, 5470, 5477, 5485, 5487, 5489, 5501-5503, 5505, 5507, 5513-5514, 5516-5518, 5523, 5526, 5528, 5530-5531, 5534, 5538, 5540-5543, 5545-5570, 5573, 5576-5580, 5582-5585, 5588-5590, 5593-5594, 5598, 5600-5601, 5603-5607, 5609-5612, i fascicoli di "Coi piedi per terra" n. 546 e 548-552, e "Voci e volti della nonviolenza" nn. 687-691, 754-755, 881, il fascicolo di "Ogni vittima ha il volto di Abele" n. 170, i fascicoli di "Una persona, un voto" nn. 88-90, 206, 209, i fascicoli de "La domenica della nonviolenza" nn. 420 e 511, i fascicoli de "La nonviolenza contro il razzismo" nn. 202-206, 213, 437-438, 445-446, i fascicoli de "La biblioteca di Zorobabele" nn. 430-433.
- La nuova edizione del libro dedicato ad Alfio Pannega
Il libro "Alfio 100" (Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2025) celebra i cento anni dalla nascita di Alfio Pannega (Viterbo 1925-2025). Nella prima parte del volume sono presenti materiali inediti raccolti da amiche e amici di Alfio: rassegna stampa, galleria fotografica, autografi poetici, ricordi dei militanti del centro sociale occupato autogestito Valle Faul, di conoscenti e istituzioni, oltre ai versi di poeti dialettali. Nella seconda parte si ripropone integralmente il volume "Allora ero giovane pure io" (Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010) con poesie, fotografie e storia di vita dell'autore. Chiude il volume il copione dello spettacolo teatrale di Pietro Benedetti. Il libro di e su Alfio Pannega puo' essere richiesto all'editore Davide Ghaleb, via Roma 41, 01019 Vetralla (Vt), sito: www.ghaleb.it, tel. 0761461258, cell. 3200897221.
- Un rilevante documento filmato di alcune iniziative commemorative di Alfio Pannega
E' disponibile nella rete telematica la registrazione della commemorazione di Alfio Pannega svoltasi il 27 aprile 2025 al cimitero monumentale di Viterbo; la registrazione della cerimonia di intitolazione ad Alfio dell'"Emporio solidale" in piazzale Porsenna nel quartiere viterbese di Santa Barbara l'8 maggio 2025; la registrazione dello spettacolo teatrale di Pietro Benedetti ad Alfio dedicato rappresentato il 25 giugno 2025 presso lo spazio culturale "Lo spiffero"; la registrazione del convegno svoltosi il 21 settembre 2025 a Viterbo nella Sala delle Colonne di Palazzo dei Priori.
Le rispettive registrazioni sono ai seguenti link:
https://www.youtube.com/watch?v=0bpS90lXmno
https://www.youtube.com/watch?v=BgSBoGZZqh8
https://www.youtube.com/watch?v=RSAwXdE1sio
https://www.youtube.com/watch?v=IPqUu8meWcs
I quattro filmati costituiscono un'unica opera documentaria e testimoniale dal titolo complessivo "Alfio Pannega 1925-2025. Il docufilm".
Ringraziamo Marco Mingarelli per aver realizzato quest'opera.
- Alcuni brani musicali dedicati ad Alfio Pannega
Numerosi musicisti viterbesi e non solo, di rilevanza anche internazionale, hanno dedicato ad Alfio Pannega alcune loro composizioni.
Segnaliamo i link ad alcune di esse già disponibili all'ascolto nel web.
Di Luigi Andriani Il brano "Rinascimental Gratafunky" può essere ascoltato nell'album "Etrurian Dub" al seguente link:
https://rastakingkong.bandcamp.com/album/etrurian-dub
Di Andrea Araceli il brano "In memoria di Alfio Pannega" può essere ascoltato al seguente link:
https://youtu.be/vI5lh7wtUJA?si=BjQy93a1fuxR1a2F
Sempre di Andrea Araceli segnaliamo anche un altro straordinario recente brano, "Lament for children of Gaza", che può essere ascoltato al seguente link:
https://youtu.be/-1db9WNxoDk?si=aa7LPwBo9k5m6yU2
Di Marco Brama il brano "... E la Luna disse: 'Alfio Pannega'" può essere ascoltato al seguente link:
https://youtu.be/f_xMgzK2zTQ
- Il prestigioso etnomusicologo e compositore Pier Giuseppe Arcangeli ha messo in musica due poesie di Alfio Pannega, l'una dedicata al centro sociale Valle Faul e l'altra alla pace; esse saranno prossimamente eseguite da Michela e Pietro Benedetti in un recital.
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Una minima notizia su Vito Ferrante
Vito Ferrante, persona di straordinario rigore morale e di sconfinata generosita', e' stato il presidente e l'anima dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (Afesopsit), una fondamentale esperienza di solidarieta', di partecipazione, di democrazia, di difesa nitida e intransigente dei diritti umani. Gia' consigliere comunale di Viterbo, apprezzatissimo scultore, Vito Ferrante e' stata una delle personalita' piu' stimate nell'ambito del volontariato e dell'impegno sociale e civile, promotore di innumerevoli iniziative di solidarieta' concreta, diuturnamente impegnato nel recare aiuto a chi piu' ne ha bisogno; e' stato a Viterbo un luminoso punto di riferimento per la societa' civile, per le esperienze di solidarieta' e di liberazione, per i movimenti democratici, per i servizi pubblici impegnati nell'assistenza rispettosa e promotrice della dignita' e dei diritti umani.
Lo scorso anno tutte le persone amiche di Alfio Pannega lo ringraziarono coralmente e pubblicamente con una dichiarazione che qui riproponiamo: "Vogliamo rivolgere un vivo, profondo, corale ringraziamento al nostro amico e compagno di lotte Vito Ferrante, luminosa figura della solidarieta' viterbese, per il suo straordinario contributo al ricordo di Alfio Pannega, L'indimenticato poeta antifascista nonviolento, in questo anno di commemorazioni nel centenario della nascita. Vito Ferrante, fondatore e tuttora fondamentale animatore dell'Afesopsit, l'Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia, una delle esperienze piu' belle e piu' rilevanti del volontariato solidale nell'Alto Lazio, e' stato uno dei migliori amici di Alfio quando Alfio era in vita, ed uno dei piu' impegnati nel suo ricordo dopo la scomparsa. In questo anno 2025 di iniziative commemorative di Alfio, il contributo di Vito e' stato decisivo: pressoche' tutte le riunioni organizzative in cui sono state elaborate e programmate tutte le numerose iniziative pubbliche poi realizzate, si sono svolte presso la "Fattoria di Alice" grazie alla generosa ospitalita' dell'Afesopsit e all'impegno in prima persona di Vito. Ringraziarlo e' un dovere e una gioia che attesta e rinnova l'amicizia, l'affetto e la stima che tutte le persone amiche di Alfio, e vorremmo dire anche tutte le persone di Viterbo sollecite del bene comune ed impegnate nell'aiutare chi di aiuto ha bisogno, nutrono per lui. Grazie di cuore, Vito, per tutto cio' che hai fatto e che continui a fare: la tua generosa, coraggiosa, tenace e appassionata testimonianza illumina e conforta l'umanita'".
E ancora le amiche e gli amici di Alfio Pannega cosi' gli scrivevano il 23 aprile scorso in occasione del tragico lutto per la scomparsa della figlia amatissima Vittoria: "Vito carissimo, che per noi sei piu' che un amico e un compagno di riflessioni e di lotte nonviolente, ma un esempio del bene e un fratello lungo il cammino della vita, possa la nostra vicinanza contribuire in quest'ora di estremo strazio a lenire almeno un po' il dolore tuo e di tutti i tuoi familiari che insieme a te ugualmente abbracciamo. La morte non annienta il bene compiuto. Continuiamo quindi nell'impegno comune di solidarieta' e di liberazione che nessun essere umano abbandona alla sofferenza, alla paura, alla solitudine. Continuiamo quindi nell'impegno comune per la pace che a tutte le uccisioni si oppone e riconosce e rispetta e protegge e alimenta la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani. Continuiamo quindi nel cammino dei giorni adoperandoci per il bene comune dell'umanita', soccorrendo e accogliendo ogni persona, recando aiuto e conforto a tutte e a tutti a cominciare dalla piu' fragile delle creature, come tu hai costantemente insegnato a fare. Ti vogliamo bene".
E sempre le amiche e gli amici di Alfio Pannega cosi' lo hanno salutato alla notizia della scomparsa pochi giorni fa: "ci ha lasciato Vito Ferrante, il nostro amico di sempre, compagno di innumerevoli esperienze di solidarieta' e di altrettanto innumerevoli lotte nonviolente, un maestro e un fratello. Il vuoto che lascia e' incolmabile, l'esempio luminoso, l'appello ineludibile: continuare in cio' che e' giusto; difendere la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani; condividere tutto il bene e tutti i beni. Ai familiari, alle amiche e agli amici dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (Afesopsit) di cui Vito era animatore infaticabile, a tutte le persone che gli sono state vicine e che oggi sono straziate dal dolore per questa perdita abissale, la nostra vicinanza, il nostro affetto, il nostro impegno di pensiero e azione affinche' la testimonianza di Vito prosegua nel cammino comune per il bene comune dell'umanita' intera".
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Abolire la guerra, prima che la guerra abolisca l'umanita'.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Condividere fra tutte e tutti tutto il bene e tutti i beni.
Proteggere quest'unico mondo vivente di cui tutte e tutti siamo parte e custodi.
Salvare le vite e' il primo dovere.
La nonviolenza e' in cammino.
La nonviolenza e' il cammino.
Nonviolenza o barbarie.
4. REPETITA IUVANT. QUATTRO PROPOSTE
Prima proposta: Luisa Morgantini: Perche' donare il 5xmille a AssopacePalestina
Mie care e cari,
e' tempo di dichiarazione dei redditi e di scegliere a quale associazione dedicare il 5xmille.
Lo so, siamo in tante associazioni a chiedere di usufruire del 5xmille e forse molte anche piu' meritevoli di AssopacePalestina.
Eppure, vi chiedo di scegliere per il vostro 5xmille proprio AssopacePalestina.
Contribuirete:
- al pagamento delle tasse universitarie per il diritto allo studio per le giovani e i giovani palestinesi della zona collinare di Masafer Yatta, a sud di Hebron;
- al sostegno ai bambini alle bambine e alle donne, nei campi profughi New Askar e Balata a Nablus;
- al sostegno ai centri antiviolenza e accoglienza per le donne e le bambine sopravvissute alla violenza, promosse dalla onlus Pangea a Gaza;
- al sostegno al Jenin Creative Cultural Centre per aiutare i bambini, le donne e gli anziani del campo profughi di Jenin;
- al sostegno all'Edward Said conservatory di Gaza e alla scuola di musica Al Kamandjati, nei campi profughi palestinesi di Qalandya, Al Amari, Jalazon in Palestina, e di Chatila e Bourj el Barajneh in Libano;
- al sostegno all'Ospedale Al Awda di Gaza;
- alla campagna per la liberazione di Marwan Barghouthi e dei prigionieri palestinesi;
- a far conoscere la cultura palestinese: il teatro, la musica e il cinema;
- a far conoscere, invitando in Italia palestinesi e israeliani, la realta' dell'occupazione e della colonizzazione israeliana;
- e molto, molto altro ancora.
La scelta dei nostri progetti non e' casuale: operiamo in quei villaggi e situazioni dove e' presente il coordinamento dei comitati popolari per la resistenza nonviolenta o per progetti che attraverso l'arte esprimono forme nuove di resistenza.
Ricordiamo a coloro che avessero fatto donazioni nel 2025, che gli importi donati possono essere detratti dalle tasse. Se lo comunicate via mail all'indirizzo assopacepalestina.donazioni at gmail.com vi invieremo il modulo di ricezione della donazione in modo da poterlo inserire nella vostra denuncia dei redditi.
Le nostre attivita' e i progetti sono visibili nel nostro sito, sulle nostre pagine fb e sul nostro prfilo instagram.
Grazie, un abbraccio.
Luisa Morgantini
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Come devolvere il 5xmille a AssopacePalestina
I modelli per la dichiarazione dei redditi Certificazione Unica (CU), 730 e Modello Redditi (ex Unico) contengono una sezione dedicata alla donazione del cinque per mille.
Per destinare il 5xmille ad AssopacePalestina è necessario:
1. firmare nel riquadro "Sostegno degli enti del terzo settore iscritti nel RUNTS..."
2. Indicare il codice fiscale: 920 662 30 605
Anche se non si presenta la dichiarazione dei redditi, si puo' scegliere di destinare il cinque per mille dell'IRPEF, utilizzando l’apposita scheda allegata allo schema di Certificazione Unica(CU) o al Modello Redditi Persone Fisiche.
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Seconda proposta: Tre proposte ad ogni persona di volonta' buona per la pace nel cuore d'Europa
La prima proposta: scriviamo alle ambasciate russa ed ucraina per chiedere la pace nel cuore d'Europa.
Carissime e carissimi,
vi preghiamo di voler scrivere alle ambasciate russa ed ucraina per chiedere la pace nel cuore d'Europa.
Gli indirizzi di posta elettronica sono i seguenti: ambrusitalia at mid.ru, culturaroma at mid.ru, consitalia at mid.ru, emb_it at mfa.gov.ua, gc_it at mfa.gov.ua
Il messaggio che proponiamo e' il seguente:
"Gentilissimi ambasciatori di Russia ed Ucraina,
vi saremmo assai grati se voleste trasmettere questa richiesta di pace ai vostri governi.
Sia la pace nel cuore d'Europa.
Cessino immediatamente le uccisioni e le devastazioni.
Si passi immediatamente dal conflitto armato al negoziato diplomatico.
Si inviino aiuti umanitari a tutte le vittime della guerra che alla guerra sono sopravvissute.
Si costruisca un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
FIRMA, DATA, INDIRIZZO DEL MITTENTE".
Facciamo sentire la voce dell'umanita'.
Chi salva una vita salva il mondo.
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La seconda proposta: diffondiamo ovunque la richiesta rivolta ai governi di non uccidere piu'.
Alle persone amiche della nonviolenza, alle associazioni democratiche, alle istituzioni sollecite del bene comune, ai mezzi d'informazione, chiediamo di diffondere ovunque possibile questa richiesta rivolta ai governi di Russia ed Ucraina e con essi ai governi di tutti i paesi europei:
"Chiediamo ai governi di Russia e Ucraina di non uccidere piu' i cittadini di Russia e Ucraina.
Chiediamo ai governi di Russia e Ucraina di cessare immediatamente la guerra ed avviare immediatamente negoziati di pace.
Chiediamo a tutti i governi europei la pace disarmata e disarmante, che sola salva le vite, dall'Atlantico agli Urali.
Tutti gli esseri umani hanno diritto alla vita.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Il movimento della societa' civile scaturito dall'appello 'per la pace nel cuore d'Europa'".
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La terza proposta: sottoscriviamo e sosteniamo l'appello "per la pace nel cuore d'Europa".
Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui essa consiste; per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali; per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Il momento di salvare tutte le vite umane e' adesso.
Il momento di abolire la guerra e' adesso.
Il momento del disarmo, sola legittima difesa dell'umanita' intera, e' adesso.
Il momento di risolvere tutti i conflitti con il rispetto della vita e dei diritti, con il dialogo, la comprensione, la solidarieta', la cura e la misericordia e' adesso.
Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui consiste.
Per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali.
Per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
Solo la pace salva le vite.
Salvare le vite e' il primo dovere.
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Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Il testo seminale dell'appello "Per la pace nel cuore d'Europa" con le firme di tutte le persone e le associazioni sottoscrittrici e con i molti altri contributi di riflessione e proposta che nel frattempo lo hanno arricchito ed approfondito possono essere richiesti scrivendo agli stessi indirizzi: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Terza proposta: Una persona, un voto
Riprendiamo l'iniziativa "Una persona, un voto" affinche' a tutte le persone che vivono nel nostro paese, e che nel nostro paese intendono restare, dopo un ragionevole lasso di tempo (e crediamo che sei mesi sia abbastanza) sia riconosciuto il diritto di voto in tutte le elezioni, senza il quale non vi e' democrazia ma un regime razzista e schiavista in conflitto con i valori fondanti della stessa Costituzione della Repubblica italiana.
Di seguito riproponiamo l'appello cosi' come gia' diffuso nel 2017.
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Un appello all'Italia civile: sia riconosciuto il diritto di voto a tutte le persone che vivono in Italia
Il fondamento della democrazia e' il principio "una persona, un voto"; l'Italia essendo una repubblica democratica non puo' continuare a negare il primo diritto democratico a milioni di persone che vivono stabilmente qui.
Vivono stabilmente in Italia oltre cinque milioni di persone non native, che qui risiedono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui mandano a scuola i loro figli che crescono nella lingua e nella cultura del nostro paese; queste persone rispettano le nostre leggi, contribuiscono intensamente alla nostra economia, contribuiscono in misura determinante a sostenere il nostro sistema pensionistico, contribuiscono in modo decisivo ad impedire il declino demografico del nostro paese; sono insomma milioni di nostri effettivi conterranei che arrecano all'Italia ingenti benefici ma che tuttora sono privi del diritto di contribuire alle decisioni pubbliche che anche le loro vite riguardano.
Una persona, un voto. Il momento e' ora.
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Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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L'elenco delle numerose e prestigiose adesioni gia' raccolte nel 2017 puo' essere richiesto scrivendo agli stessi indirizzi: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Quarta proposta: Una richiesta al Presidente dello Stato di Israele: conceda la grazia a Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese
Al Presidente dello Stato di Israele Yitzhak Herzog
Oggetto: richiesta di concessione della grazia a Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese
Egregio Presidente,
Le scriviamo per formularLe la richiesta di concessione della grazia a Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese.
Non c'e' bisogno che illustriamo a Lei cio' che Lei gia' sa perfettamente: ovvero che Marwan Barghouti puo' dare un contributo fondamentale e decisivo per la risoluzione pacifica, fondata sulla verita', la giustizia e la comprensione reciproca, del conflitto israelo-palestinese nel pieno rispetto di tutti i diritti di entrambi i popoli e di ogni persona.
Dinanzi alla tragedia tuttora in corso e' ragionevole pensare che la liberazione di Marwan Barghouti possa essere il passo indispensabile per avviare un circolo virtuoso dopo cosi' tante sofferenze.
Ignoriamo quali siano le precise e specifiche procedure istituzionali previste nell'ordinamento giuridico del suo Paese per attivare l'istituto della concessione della grazia, ma con questa lettera aperta La preghiamo di adoperarSi a questo fine che ci sembra essere, per usare il linguaggio di Gandhi, un vero e proprio "fine sovraordinato" rispetto a tante altre considerazioni.
Liberi Marwan Barghouti: il popolo di Israele, il popolo di Palestina, e tutti i popoli e le persone ragionevoli del mondo Gliene saranno per sempre grati.
Voglia gradire distinti saluti,
Beppe Manni
Gianfranco Monaca
Riccardo Orioles
Enrico Peyretti
Giulio Sica
Peppe Sini
Viterbo, 30 giugno 2026
Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera", strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
5. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.
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NONVIOLENZA O BARBARIE
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Numero 78 del 3 luglio 2026
Nuova serie de "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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