[nonviolenza] Nonviolenza o barbarie. 83



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NONVIOLENZA O BARBARIE
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Numero 83 dell'8 luglio 2026
Nuova serie de "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it

Sommario di questo numero:
1. O al servizio della violenza o al servizio dell'umanita'
2. Anche Giuliano Pontara, uno dei massimi studiosi della nonviolenza, sottoscrive l'appello "Una persona, un voto"
3. Silvia Neonato intervista Lidia Beccaria Rolfi (1979)
4. Una campagna per la difesa civile non armata e nonviolenta
5. Luisa Morgantini: Perche' donare il 5xmille a AssopacePalestina
6. La "Carta" del Movimento Nonviolento

1. EDITORIALE. O AL SERVIZIO DELLA VIOLENZA O AL SERVIZIO DELL'UMANITA'

Al servizio della violenza si pongono tutte le guerre, tutte le armi, tutte le organizzzioni armate: il loro scopo e' uccidere, uccidere gli esseri umani.
Al servizio dell'umanita' si pone ogni persona che si oppone a tutte le guerre, a tutte le armi, a tutte le organizzazioni armate.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Nonviolenza o barbarie.

2. INIZIATIVE. ANCHE GIULIANO PONTARA, UNO DEI MASSIMI STUDIOSI DELLA NONVIOLENZA, SOTTOSCRIVE L'APPELLO "UNA PERSONA, UN VOTO"

Nuove prestigiose adesioni si aggiungono all'appello "Una persona, un voto" promosso nel 2017 dall'indimenticabile partigiana e femminista Lidia Menapace e da padre Alex Zanotelli e riproposto adesso dal "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera".
Tra le adesioni recentissime segnaliamo quelle di:
Marta Anderle, presidente della sezione Anpi di Trento
Gabriella Bortolotti
Vincenzo Cadoni, Biella
Alessandra Cangemi, giornalista, Milano
Francesco Domenico Capizzi, medico e docente, direttore di "Scienza Medicina Istituzioni Politica Societa'", Bologna
Naila Clerici, docente universitaria emerita, direttrice responsabile ed editoriale di "Tepee", Torino
Beppe Croce, presidente Federcanapa
Luigi Fasce, presidente del circolo "Guido Calogero e Aldo Capitini" (www.circolocalogerocapitini.it), Genova
Massimo Galeazzi, pensionato, Milano
Enzo Liboni
Gian Giacomo Migone, docente universitario e senatore emerito, Torino
Gabriella Norcia, docente di scuola primaria in pensione
Giuliano Pontara, uno dei massimo studiosi della nonviolenza
Giuliana Rossi, Viterbo
Luca Serafini, Viterbo
Giulio Sica, magistrato in pensione, Siena
*
Di seguito riproponiamo l'appello e le prime adesioni del 2017.
"Una persona, un voto". Un appello da sottoscrivere e da diffondere
Carissime e carissimi,
gentilissime e gentilissimi,
vi preghiamo di sottoscrivere e diffondere questo appello "Una persona, un voto" affinche' a tutte le persone che vivono nel nostro paese, e che nel nostro paese intendono restare, dopo un ragionevole lasso di tempo (e crediamo che sei mesi sia abbastanza) sia riconosciuto il diritto di voto in tutte le elezioni, senza il quale non vi e' democrazia ma un regime razzista e schiavista in conflitto con i valori fondanti della stessa Costituzione della Repubblica italiana.
Di seguito riproponiamo l'appello cosi' come gia' diffuso nel 2017.
*
Un appello all'Italia civile: sia riconosciuto il diritto di voto a tutte le persone che vivono in Italia
Il fondamento della democrazia e' il principio "una persona, un voto"; l'Italia essendo una repubblica democratica non puo' continuare a negare il primo diritto democratico a milioni di persone che vivono stabilmente qui.
Vivono stabilmente in Italia oltre cinque milioni di persone non native, che qui risiedono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui mandano a scuola i loro figli che crescono nella lingua e nella cultura del nostro paese; queste persone rispettano le nostre leggi, contribuiscono intensamente alla nostra economia, contribuiscono in misura determinante a sostenere il nostro sistema pensionistico, contribuiscono in modo decisivo ad impedire il declino demografico del nostro paese; sono insomma milioni di nostri effettivi conterranei che arrecano all'Italia ingenti benefici ma che tuttora sono privi del diritto di contribuire alle decisioni pubbliche che anche le loro vite riguardano.
Una persona, un voto. Il momento e' ora.
*
Alleghiamo in calce le prime adesioni all'appello raccolte nel 2017.
*
Vi preghiamo di inviare le voste adesioni agli indirizzi: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
Vi preghiamo di diffondere ulteriormente questo appello.
Grazie di cuore per quanto potrete fare.
Una persona, un voto. Il momento e' ora.

Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera"

Viterbo, 7 luglio 2026

Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera", strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it

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All'appello "Una persona, un voto" hanno gia' espresso il loro sostegno nel 2017 innumerevoli persone, tra cui tra le prime:
padre Alex Zanotelli
Lidia Menapace, partigiana, femminista e senatrice emerita
Paolo Acunzo, vicepresidente Pd Lazio
Roberta Agostini, deputata
Luisella Albanella, deputata
Fabio Alberti, fondatore di "Un ponte per..."
Isa Alberti
Gianfranco Aldrovandi, del "Collettivo nonviolento uomo-ambiente"
Rocco Altieri, docente e saggista, direttore dei "Quaderni Satyagraha", Centro Gandhi di Pisa
Maria Amato, deputata
Peppe Amato, pensionato
Sofia Amoddio, deputata
Dino Angelini
Pino Arancio, traduttore, impegnato nei movimenti per la pace e di solidarieta'
Piero Arcangeli, etnomusicologo e compositore
Laura Arduni, impiegata
Ileana Argentin, deputata
Tiziano Arlotti, deputato (relativamente alle elezioni amministrative)
Daniele Aronne
Massimo Artini, deputato
Simonetta Astigiano, biologa e ricercatrice
Lino Balza, ecologista
Vincenzo Balzani, professore emerito, Universita' di Bologna
don Franco Barbero
Daniele Barbieri, blogger
Raffaele Barbiero, operatore sociale
Nuccio Barilla', giornalista, ambientalista
Davide Barillari, consigliere regionale del Lazio
Giuseppe Barone, collaboratore, studioso e prosecutore dell'azione di Danilo Dolci
Maria Carla Baroni, EffeRossa Pci Milano
Lorenzo Basso, deputato
Piero Basso, figura storica della riflessione teorica e dell'impegno politico e sociale a Milano e nella solidarieta' internazionale
Andrea Battinelli, Universita' di Siena
Eleonora Bechis, deputata
Vittorio Bellavite, coordinatore nazionale di "Noi Siamo Chiesa"
Bruno Antonio Bellerate, docente emerito dell'Universita' Roma Tre
Eleonora Bellini, bibliotecaria e scrittrice
Giuliana Beltrame, sociologa e attivista
Maurizio Benazzi, quacchero, curatore della newsletter "Ecumenici"
Alessandra Bencini, senatrice
Pietro Benedetti, regista, attore, studioso delle tradizioni popolari
Paolo Beni, deputato
don Gianni Bergamaschi
Ascanio Bernardeschi, saggista e militante
Massimiliano Bernini, deputato
Giuseppe Berretta, deputato
Silvia Berruto, da sempre impegnata in iniziative di pace, solidarieta', nonviolenza
Severina Berselli
Grazia Maria Bertini, docente
Norma Bertullacelli, dell'"ora in silenzio per la pace" di Genova
Maria Teresa Bertuzzi, senatrice
Dario Bevilacqua
Piero Bevilacqua, storico
Duilio Bianchi, pensionato, gia' preside dell'Itis "J. Torriani" di Cremona
Stella Bianchi, deputata
Giovanni Bianco, giurista e professore universitario
Angelo Bini, vicepresidente Cooperativa castanicoltori dei Monti Cimini
Caterina Bini, deputata
Daniela Bizzarri, consigliera comunale delegata alle Pari Opportunita' del Comune di Viterbo
Tamara Blazina, deputata
Vittorio Boarini
Michele Boato, ecologista
Laura Boccardo, impiegata
Fabrizio Bocchino, senatore
Paola Bocci, presidente Commissione cultura del Comune di Milano
Francesco Boccia, deputato
Antonio Boccuzzi, deputato
Paola Boldrini, deputata
Fiorella Bome', antropologa
Barbara Bonomi Romagnoli, giornalista e apicultrice femminista
Francesca Bonomo, deputata
Michele Bordo, deputato
Enrico Borghi, deputato
Franco Borghi, attivista per la pace e la legalita'
Tina Borgogni Incoccia
Daniele Borioli, senatore
Dario Borso, filosofo
Giovanni Bosco
Paolo Bosi, docente universitario
Luisa Bossa, deputata
Donatella Botta, impegnata nella solidarieta'
Silvio Bozzi, docente universitario
Chiara Braga, deputata
Alessandro Bratti, deputato
Anna Bravo, storica
Beatrice Brignone, deputata
Claudio Broglia, senatore
Valentina Bruno, docente, del centro antiviolenza "Erinna" di Viterbo
Vincenza Bruno Bossio, deputata
Roberto Budini Gattai, urbanista
Enrico Buemi, senatore
Renata Bueno, deputata
Giuseppe Burgio, pedagogista, Universita' di Enna
Alberto Cacopardo, antropologo
Augusto Cacopardo, Comitato per la Democrazia Costituzionale
Mariella Cao, insegnante, pacifista, animatrice del comitato "Gettiamo le basi"
Salvatore Capone, deputato
Sabrina Capozzolo, deputata
Piero Caprari
Antonio Caputo, presidente circolo Giustizia e Liberta'
Alessandro Capuzzo, ecopacifista
Renzo Carella, deputato
Anna Maria Carloni, deputata
Elena Carnevali, deputata
Mara Carocci, deputata
Gennaro Carotenuto, storico
Giorgio Carpi, "Centro nuovo modello di sviluppo" di Vecchiano (Pisa)
Rodolfo Carpigo
Marco Carra, deputato
Claudio Carrara, presidente del Movimento Internazionale della Riconciliazione - Italia
Maria Chiara Carrozza, deputata, gia' ministra
don Angelo Casati
Floriana Casellato, deputata
Maria Luigia Casieri, dirigente scolastica
Franco Cassano, deputato
Felice Casson, senatore
Francesco Cassotti
Pilar Castel, autrice e attrice No War
Valeria Castelli
Umberto Castra, obiettore di coscienza
Marco Catarci, pedagogista e docente universitario
Marco Causi, deputato
padre Carlo Cautillo cp
Giovanna Cavarocchi, Auser Viterbo
Patrizia Cecconi, scrittrice, presidente "Associazione oltre il mare onlus"
Carlo Cellamare
Nello Centomo
Massimo Cervellini, senatore
Maurizio Chierici, giornalista
Antonio Chiodo, pensionato
Raimondo Chiricozzi, presidente del comitato provinciale Aics di Viterbo
Vannino Chiti, senatore
Paola Ciardella
Olindo Cicchetti, figura storica dei movimenti ecopacifisti e per i diritti, narratore di comunita'
Stefano Ciccone, figura storica dell'impegno per la pace e i diritti
Angelo Cifatte, funzionario comunale
Eleonora Cimbro, deputata
Giorgio Cingolani, agricoltore e socio del Centro studi "Sereno Regis" di Torino
Monica Cirinna', senatrice
Michele Citoni, documentarista
Valter Ciurli, architetto
Giuseppe Civati, deputato
Giusy Clarke Vanadia
Laura Coccia, deputata
Roberto Cociancich, senatore
Giancarla Codrignani, saggista e deputata emerita
Pasquale Colella, direttore de "Il tetto"
Francesco Coletta, docente e coordinatore della Federazione Gilda-Unams di Viterbo
Antonio Corbeletti, presidente della sezione Anpi di Voghera
don Franco Corbo, parroco, presidente del gruppo di volontariato "Solidarieta'"
Corrado Corradini, giornalista
Marinella Correggia, giornalista e saggista
Paolo Corsini, senatore, docente universitario
Paolo Cova, deputato
Diego Crivellari, deputato
Paolo Crocchiolo, medico, docente universitario
Lucia Cruschelli, associazione "Mestizaje" di Cecina
Giuseppe Luigi Cucca, senatore
Patrizia Cupelloni, psicoanaista con funzioni di training Societa' Psicoanalitica Italiana
Gianni Cuperlo, deputato
Erica D'Adda, senatrice
Pasquale D'Andretta, formatore
Massimo Dalla Giovanna, impiegato, delegato Rsu
Luigi Dallai, deputato
Tiziana Dal Pra, presidente dell'associazione "Trama di terre" di Imola
Gerd Dani, direttore del gruppo "Free Italia"
Alfredo D'Attorre, deputato
Marianita De Ambrogio, Donne in Nero di Padova
Emanuela Dei, giornalista
Carlo Dell'Aringa, deputato
Tonio Dell'Olio, presidente Pro Civitate Christiana di Assisi, gia' coordinatore nazionale di Pax Christi, gia' responsabile di Libera International
Andrea De Lotto, maestro elementare, Milano
Giorgio Demurtas, docente universitario
Valerio De Nardo, dirigente pubblica amministrazione e scrittore
Loredana De Petris, senatrice, presidente del Gruppo Misto al Senato
Lucia De Sanctis, associazione "Mestizaje" di Cecina
Maria Rosa De Troia, attivista in difesa della Costituzione
Lello Di Gioia, deputato
Mimmo Di Gioia, Ambasciata di Pace di Foggia
Marco Di Lello, deputato
Marco Di Maio, deputato
Mario Di Marco, responsabile della formazione dei volontari in servizio civile della Caritas diocesana di Viterbo
Domenico Di Pietro, associazione "Mestizaje" di Cecina
Nerina Dirindin, senatrice
Sergio Di Vita, formatore alla nonviolenza
Angela Dogliotti, peace-researcher
Elisabetta Donini, scienziata, punto di riferimento delle Donne in nero di Torino, una delle figure piu' autorevoli dell'impegno per la pace
Luciano Dottarelli, docente e saggista, presidente Club Unesco Viterbo-Tuscia
Umberto D'Ottavio, deputato
Anna Draghetti, pensionata
Donatella Duranti, deputata
Massimo Duranti, giudice di pace emerito
Anna Maria Eramo
Osvaldo Ercoli, figura storica dell'impegno per la pace, i diritti umani, l'ambiente
Carla Ermoli, pensionata
Roberto Escobar, filosofo politico e critico cinematografico
suor Maria Stella Fabbri
Marilena Fabbri, deputata (relativamente alle elezioni amministrative)
Sergio Falcone, poeta
Gianni Farina, deputato
Fulvio Faro, operatore sociosanitario
Laura Fasiolo, senatrice
Nicoletta Favero, senatrice
Claudio Fecchio, gia' obiettore di coscienza al servizio militare e coordinatore della campagna di obiezione alle spese militari
Marco Fedi, deputato
Ciccio Ferrara, deputato
Elena Ferrara, senatrice
Fausta Ferraro
Valerio Ferri
Marco Filippi
Damiano Fiorato, avvocato immigrazionista
Roberto Fiorini, rivista "Pretioperai"
Giuseppe Fioroni, deputato, gia' ministro
Vincenzo Folino, deputato
Cinzia Fontana, deputata
Paolo Fontanelli, deputato
Maria Bernarda Forcella
Federico Fornaro, senatore
Filippo Fossati, deputato
Gian Mario Fragomeli, deputato
Valentina Franchi, associazione "Mestizaje" di Cecina
Nicola Fratoianni, deputato, segretario nazionale di Sinistra Italiana
Marco Furfaro, Campo Progressista
Gabriele Gabrieli, del Gruppo "In silenzio per la pace" di Mantova
Nazzareno Gabrielli
Sancia Gaetani, Wilfp Italia
Haidi Gaggio Giuliani, senatrice emerita
Elena Gajani Monguzzi, docente, poetessa, impegnata per i diritti umani di tutti gli esseri umani
Stefano Galieni, segreteria nazionale Prc, responsabile Pace, movimenti e immigrazione
Carlo Galli, professore universitario e deputato
Daniele Gallo, giornalista, saggista, editore e docente universitario
Giovanni Gambino, partecipante del Centro per lo sviluppo creativo Danilo Dolci di Palermo
Paolo Gandolfi, deputato
Daniela Gasparini, deputata
Maria Grazia Gatti, senatrice
Mauro Gentilini, pensionato, aderente da 51 anni alla Rete Radie' Resch
Nino Gernone
Francuccio Gesualdi, animatore del "Centro nuovo modello di sviluppo"
Anna Giacobbe, deputata
Giorgio Giannini, storico e saggista
Agnese Ginocchio, cantautrice per la pace e la nonviolenza
Piero P. Giorgi, ricercatore sulla violenza e la nonviolenza
Andrea Giorgis, deputato
Giampiero Girardi, sociologo e ricercatore per la pace
Gianni Girotto, senatore
Luisa Gnecchi, deputata
Miguel Gotor, senatore
Gero Grassi, deputato
Carmine Grassino, docente, formatore, capo scout e barelliere a Lourdes
Giancarlo Greco
Monica Gregori, deputata
Giorgio Grimaldi, assegnista di ricerca Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa
Celeste Grossi, figura storica dell'impegno di pace e solidarieta'
Carlo Gubitosa, saggista e mediattivista
Giuseppe Guerini, deputato
Maria Cecilia Guerra, senatrice
Paolo Guerrieri, senatore
Paolo Henrici De Angelis, architetto
Paolo Hutter, giornalista
Maria Iacono, deputata
Pasquale Iannamorelli, pensionato
Cristian Iannuzzi, deputato
Carmelo Ilardo, funzionario vertenze Cgil
Chiara Ingrao, scrittrice, animatrice culturale, deputata emerita, figura storica dei movimenti per la pace e i diritti
Vanna Iori, deputata e docente universitaria
Gemma Jeva
Luca Kocci, docente, giornalista, saggista
Francesca Koch, presidente della "Casa Internazionale delle Donne" di Roma
Florian Kronbichler, deputato
Cecile Kyenge, parlamentare europea, gia' ministra
Alberto L'Abate, presidente onorario dell'Ipri
Luigi Lacquaniti, deputato
Silvio Lai, senatore
Eros Lamaida, sindaco di Castelnuovo Cilento
Francesca La Marca, deputata (relativamente alle elezioni amministrative)
Monica Lanfranco, femminista, giornalista, formatrice
Teresa Lapis, giurista dei diritti umani, docente
Federico La Sala, docente di filosofia e saggista
Camilla Lattanzi, autrice e conduttrice radiofonica
Raniero La Valle, senatore emerito, direttore di "Vasti", presidente del Comitato per la democrazia internazionale
Paolo Limonta, maestro elementare e consigliere comunale
Antonella Litta, dell'Associazione italiana medici per l'ambiente
Anna Lodeserto, internazionalista ed esperta di politiche migratorie, cittadinanza e mobilita'
Emanuele Lodolini, deputato
Sergio Lo Giudice, senatore
Pierpaolo Loi, maestro elementare
Doris Lo Moro, senatrice
Eugenio Longoni, militante antifascista
Franco Lorenzoni, maestro elementare e coordinatore della Casa-laboratorio di Cenci
Paolo Lucchesi, dal lungo curriculum d'impegno sociale
Deborah Lucchetti, presidente di Fair
Daniele Lugli, presidente onorario del Movimento Nonviolento
Monica Luisoni, attivista
suor Monica Luparello, missionaria comboniana
Antonio Lupo, medico
Maria Immacolata Macioti, sociologa, docente universitaria
Andrea Maestri, deputato
Patrizia Maestri, deputata
Anna Maghi, del centro antiviolenza "Erinna" di Viterbo
Alessandro Magni
Gianna Malisani, deputata
Agnese Manca, docente universitaria, impegnata in molte iniziative di solidarieta'
Luigi Manconi, senatore, sociologo, presidente della Commissione Diritti Umani del Senato
Giovanni Mandorino, del Centro Gandhi di Pisa
Massimiliano Manfredi, deputato
Claudia Mannino, deputata
Raffaele Mantegazza, docente universitario
Irene Manzi, deputata (relativamente alle elezioni amministrative)
Fiorella Manzini, pensionata, gia' insegnante di educazione artistica, pittrice, presidente del Cdmpi
Andrea Maori, studioso ed attivista della nonviolenza
Cristina Maranesi, blogger
Maino Marchi, deputato
Luisa Marchini, operatrice culturale, saggista e narratrice
don Mario Marchiori
Alessandro Marescotti, fondatore e presidente di Peacelink
Raffaella Mariani, deputata
Miriam Marino, scrittrice
Giovanna Martelli, deputata
Gian Marco Martignoni, Cgil Varese
Claudio Martini, senatore
Michela Marzano, deputata, filosofa
Elvira Mastrovincenzo, docente
Ignazio Masulli, storico contemporaneista
Donella Mattesini, senatrice
Rachele Matteucci, insegnante di lingua italiana per stranieri presso l'Associazione San Martino de Porres
Cristina Mattiello, insegnante, giornalista
Alessandro Mazzoli, deputato
Clementina Mazzucco, docente universitaria, saggista
Alessandra Mecozzi, presidente di "Cultura e' liberta'. Una campagna per la Palestina"
Fabio Melilli, deputato
Dario Mencagli, cooperante internazionale, docente
Rosa Mendes, bibliotecaria, presidente dell'Associazione donne brasiliane in Italia
Ivo Menna, responsabile ambientalista verdi, responsabile regionale Osservatorio Nazionale Amianto
Michele Meta, deputato
Enrico Mezzetti, presidente dell'Anpi provinciale di Viterbo
Rosanna Miccoli, presidente dell'Associazione Claudio Miccoli
Claudio Micheloni, senatore, presidente del Comitato per le questioni degli italiani all'estero del Senato
Sara Michieletto
Corradino Mineo, senatore
Franco Mirabelli, senatore
Fabrizio Modoni, avvocato
Michele Mognato, deputato
Pierangelo Monti, del Mir di Ivrea
Armando Monticone, presidente circolo "L'Aquilone" Legambiente Torino
Daniele Montroni, deputato
Luisa Morgantini, gia' vicepresidente del Parlamento Europeo
Mario Morgoni, senatore
Rosangela Mura, attivista
Delia Murer, deputata
Alessandro Murgia, medico impegnato nella solidarieta'
Loretta Mussi, Rete romana di solidarieta' con la Palestina
Martina Nardi, deputata
Paolo Naso, politologo, Sapienza Universita' di Roma
Amalia Navoni, educatrice e attivista per i diritti umani e i beni comuni
Giorgio Nebbia, ecologista
Giovanna Niccoli, attivista
Loris Nobili, Roma
don Gianni Novelli, direttore emerito del Cipax
Luciano Oliveri, pensionato
Luis Alberto Orellana, senatore (relativamente alle elezioni amministrative)
Riccardo Orioles, giornalista, figura storica delle lotte contro la mafia
Pamela Orru', senatrice
Moni Ovadia
Alberto Pacelli, coordinatore dell'associazione di ricerca e di iniziativa culturale, civile e ambientale "Idee di futuro" di Novara
Emilia Pacelli, casalinga
Giovanna Pagani, Wilpf Italia
Francesco Palermo, senatore
Anselmo Palini, insegnante e saggista
Vittorio Pallotti, fondatore del Centro di documentazione del manifesto pacifista internazionale
Marco Palombo, attivista della Rete No War di Roma
Luca Paolocci, Usb Viterbo
Pancho Pardi, Universita' di Firenze
Eleonora Parlanti, ricercatrice
Sergio Paronetto, presidente del Centro studi economico-sociali di Pax Christi
Maria Luisa Paroni, Comitato Oglio Po per la Costituzione
Oreste Pastorelli, deputato
Luca Pastorino, deputato
Edoardo Patriarca, deputato
Maria Paola Patuelli, Comitato in difesa della Costituzione di Ravenna e Associazione femminile maschile plurale
Beppe Pavan, "Uomini in cammino" e Comunita' di base di Pinerolo
Marisa Pedroncelli, volontaria nella solidarieta' internazionale
Carlo Pegorer, senatore
Serena Pellegrino, deputata
Roberto Pelozzi, Associazione Periferie al centro onlus - Fuori binario Firenze
Vinicio Peluffo, deputato
Giovanni Penzo, pensionato
Antonio Peratoner
Donato Perreca, pensionato
Caterina Pes, deputata
Alessia Petraglia, senatrice
Paola Petrini, insegnante volontaria dell'associazione Filef
Gianpaolo Petrucci, presidente del Gruppo Educhiamoci alla Pace di Bari
Enrico Peyretti, saggista e peace-researcher
Fiora Pezzoli, psicoterapeuta
Stefania Pezzopane, senatrice
Savino Pezzotta, gia' segretario generale Cisl
Giorgio Piacentini, presidente emerito del Cipax
Leo Piacentini, pensionato
Hamza Roberto Piccardo, scrittore, traduttore, quadro associativo musulmano
Marco Piccinelli, giornalista e blogger
Salvatore Piccolo, deputato
Piero Pinzauti
Rosanna Pirajno, architetta, presidente dell'associazione "Mezzocielo" di Palermo
Luca Piras, sociologo
Alessandro Pizzi, gia' sindaco di Soriano nel Cimino, docente di matematica e fisica, volontario nel carcere di Viterbo
Antonio Placido, deputato
Tiziana Plebani, bibliotecaria, saggista
Pier Paolo Poggio, storico, direttore della Fondazione "Luigi Micheletti"
Rocco Pompeo, presidente della "Fondazione Nesi"
Pier Paolo Poncia, geologo
Giuliano Pontara, filosofo
Franco Porcu, operaio
Lorenzo Porta, docente di scienze umane e filosofia, responsabile del "Centro di documentazione sociale per la nonviolenza e i diritti umani" di Firenze
Alessandro Presicce, giurista
Ernesto Preziosi, deputato
Giovanna Procacci, sociologa, Universita' di Milano
Giovanna Providenti, ricercatrice nel campo dei Peace studies e Women's and gender studies, saggista
Andrea Pubusa, giurista
Pasquale Pugliese, segreteria nazionale del Movimento Nonviolento
Anna Puglisi, illustre studiosa, fondatrice ed animatrice del "Centro Impastato" di Palermo
Francesca Puglisi, senatrice, presidente della Commissione d'inchiesta sul femminicidio e la violenza di genere
Mauro Pugni, Cdb di Modena
Laura Puppato, senatrice (relativamente alle elezioni amministrative)
Laura Quagliuolo, redattrice e attivista del Coordinamento italiano di sostegno alle donne afghane
Piercarlo Racca, figura storica della nonviolenza in Italia
Fabio Ragaini, Gruppo Solidarieta'
Margherita Rambaldi
Roberto Rampi, deputato
Mariella Ratti, gia' dirigente scolastica
Michele Ravagnolo, editor, gia' portavoce del "Tavolo contro la guerra" di Bologna
Francesco Ribaudo, deputato
Massimo Ribelli, Universita' di Roma "La Sapienza"
Lucrezia Ricchiuti, senatrice
Rodolfo Ricci, coordinatore nazionale Filef, segretario Fiei
Lara Ricciatti, deputata
Annamaria Rivera, antropologa
Maria Grazia Rocchi, deputata
Giuseppe Romanini, deputato
Dario Rossi, avvocato
Gessica Rostellato, deputata
padre Agostino Rota Martir, campo Rom di Coltano
Aldo Rotolo
Giorgio Roversi, pensionato
Sergio Ruggieri, segreteria Prc Ancona
Francesco Ruotolo, docente di discipline giuridiche ed economiche
Roberto Ruta, senatore
Ada Sacchi, pensionata, gia' ricercatrice per studi sui tumori presso l'IRE di Roma
Aldo Sachero
Brunetto Salvarani, teologo
Enrica Salvatori, docente universitaria
Pasquale Salvio, pensionato
Vincenzo Sanfilippo, sociologo, della Comunita' dell'Arca di Lanza del Vasto
Cesare Sangalli, Ambasciata di Pace di Foggia
Gian Carlo Sangalli, senatore
Lavinia Sangiorgi, volontaria di Focus - Casa dei diritti sociali di Roma
Antonia Sani, Wilpf Italia
Giovanna Sanna, deputata
Adriano Sansa, magistrato e poeta
Carlo Sansonetti, figura storica dell'impegno di pace e solidarieta'
Delfino Santaniello, figura storica dell'impegno per la legalita' e la democrazia
Eugenio Santi, presidente del Gavci
Angelo Santicchia, consigliere comunale
Umberto Santino, illustre studioso, fondatore ed animatore del "Centro Impastato" di Palermo
Maria Santo, figura storica dei movimenti di pace e solidarieta'
don Alessandro Santoro, della comunita' delle Piagge
Mauro Sarnari, dell'Unicef di Viterbo
padre Pietro Sartorel, sacerdote, missionario in Brasile
Giovanni Sarubbi, direttore de "Il dialogo"
Renato Sasdelli, docente universitario e saggista
Mario Sberna, deputato
Francesco Scalia, senatore
Enzo Scandurra
Gian Piero Scanu, deputato
Gabriele Scaramuzza, pensionato
Eugenio Scardaccione, dirigente scolastico
Manlio Schiavo, docente, referente del Comitato cittadino di Bagheria per la Costituzione
Gea Schiro', deputata
Marco Scipioni, presidente del Centro studi e documentazione "Don Pietro Innocenti"
Rosa Scognamiglio, docente impegnata in difesa dei diritti umani e della Costituzione
Antonio Scopelliti, Ambasciata di Pace di Foggia
Valeria Scordino
Arturo Scotto, deputato
Chiara Scuvera, deputata
Bruno Segre, organizzatore e ricercatore culturale indipendente
Angelo Senaldi, deputato
Marneo Serenelli, docente e psicologo
Marina Sereni, deputata
Camilla Sgambato, deputata
Giovanni Battista Sgritta, sociologo e docente universitario
Paolo Sighinolfi
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo
Matteo Soccio, "Casa per la Pace" di Vicenza
Pietro Soldini, Cgil nazionale
Maurizio Somma, Casa della Pace e della Nonviolenza
Catia Sonetti
Zenone Sovilla, giornalista, amico della nonviolenza
Gabriele Spallone
Luca Spegne, docente
Arianna Spessotto, deputata
Marilena Spriano
Irene Starace, Wilpf Italia
Dario Stefano, senatore
Giuseppe Sunseri
Gianluca Susta, senatore
Bruno Tabacci, deputato
Enza Talciani
Gianni Tamino, biologo, docente universitario in pensione
Francesco Tanzarella
Roberto Tecchio, formatore alla nonviolenza
Veronica Tentori, deputata
Alessandra Terrosi, deputata
Marietta Tidei, deputata
Tiziano Tissino, pacifista
Walter Tocci, senatore
Rosalinda Toja, pensionata, gia' membro di Rete Radie' Resch
Ada Tomasello, Usb immigrazione Viterbo
Giovanni Tomei, presidente di "Sovranita' popolare"
Franco Trane
Alberto Trevisan, obiettore di coscienza nonviolento negli anni '70 e per questo piu' volte incarcerato
Alessandro Triulzi, storico, docente universitario
Marco Trotta, consigliere di quartiere a Bologna per Coalizione Civica
Michelangelo Tumini, dei "Cantieri di pace" di Osimo, Offagna, Castelfidardo e Loreto
Olivier Turquet, educatore ed editore, coordinatore di "Pressenza"
Laura Tussi, giornalista e scrittrice
Fabio Vaccari
Stefano Vaccari, senatore
Giuseppe Vacciano, senatore
Daniela Valentini, senatrice
Nicola Vallinoto, informatico, dirigente nazionale del Movimento Federalista Europeo
Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento
Leonardo Varvaro, docente universitario
Pasquale Ventrella, Ambasciata di Pace di Foggia
Liliana Ventricelli, deputata
Francesco Verducci, senatore
Walter Verini, deputato
Antonio Vermigli, direttore di "In dialogo"
Ranieri Vitagliano, docente, Movimento Piedimonte Bene Comune
Armando Vitale, ex preside liceo
Rosario Vitale, Ambasciata di Pace di Foggia
Salvatore Vitale, divulgatore agricolo
Giulio Vittorangeli, presidente dell'Associazione Italia-Nicaragua di Viterbo
Adriano Zaccagnini, deputato
Luciano Zambelli, della Lega per il disarmo unilaterale
Sandra Zampa, deputata
Alessandro Zan, deputato
Lorenzo Zaniboni
Giorgio Zanin, deputato
Nara Zanoli, insegnante
Magda Zanoni, senatrice
Rina Zardetto, presidente dell'Associazione Reggiana per la Costituzione
Donato Zoppo, giornalista
Franco Zunino, ingegnere

3. MAESTRE, SILVIA NEONATO INTERVISTA LIDIA BECCARIA ROLFI (1979)
[Dal sito della Libera universita' delle donne di Milano (www.universitadelledonne.it) riprendiamo e riproponiamo ancora una volta il seguente testo apparso originariamente su "Letterate magazine" col titolo "Avevamo un nome e un volto"]

Nel giugno 1979 andai a Mondovi' a casa di Lidia Beccaria Rolfi, inviata dal settimanale "Noi donne" per guardare con lei in televisione il film americano "Olocausto", che per la prima volta porto' nelle case di milioni di persone le atrocita' dei Lager nazisti. Lidia, staffetta partigiana, era stata deportata a Ravensbrueck come politica. L'anno prima aveva descritto, insieme alla storica Anna Maria Bruzzone, i mesi di prigionia nel Lager: era un libro unico, il primo in Italia dove si narrava la condizione delle prigioniere politiche e quella, ancora peggiore, delle ebree. Lo avevo letto e mi aveva colpita al cuore.
Vi ripropongo quell'incontro 42 anni dopo, Lidia non c'e' piu' dal '96 e io non sono piu' quella ragazza emozionata che passo' con lei due giorni indimenticabili. Mi ha inviato il mio articolo di allora (io non conservo nulla dopo tanti traslochi in varie citta') il figlio di Lidia, Aldo Rolfi, che stava curando la pubblicazione degli archivi materni: e infatti e' appena uscito un nuovo libro di cui vi diro' tra breve. Lo scorso anno qualcuno ha dipinto sulla porta di quella casa di Mondovi' che ricordo bene, con un pennello giallo, la stella di Davide scrivendo Juden hier, ebrei qui, proprio come facevano i nazisti. Lidia Beccaria Rolfi non era ebrea, era socialista e militante dell'Udi: quel giorno del '79 parlammo anche della legge per l'interruzione della gravidanza appena approvata e che lei si impegnava a far applicare nella sua provincia.
Bruno Maida ha appena curato la nuova edizione del libro di Lidia Beccaria Rolfi "L'esile filo della memoria. Ravensbrueck, 1945: un drammatico ritorno alla liberta'" che esce oggi e contiene anche i Taccuini del Lager, vergati dall'autrice durante i mesi di prigionia.
Nel Lager femminile di Ravensbrueck dal 1939 al 1945 passarono circa 110.000 donne. 92.000 di loro non fecero ritorno. Invece Lidia ritorno' e scrisse. Nella nostra conversazione, vedrete, mi disse: "Esistono ancora in alcuni paesi i Lager, la persecuzione dei dissidenti persino nei paesi che si dicono socialisti. Esiste in ciascuno di noi una parte oscura di violenza, il pregiudizio razzista, la cultura sessista dello stupro, dello schiacciare il piu' debole, il diverso. E il diverso e' ancora inferiore, non solo diverso: non lo sappiamo noi donne?".
Ecco la nostra conversazione di allora.
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Mondovi', giugno 1979. Con Lidia Rolfi, deportata a Ravensbrueck, abbiamo visto la prima puntata della miniserie televisiva americana "Olocausto". Le chiedo un commento.
"Nei campi di concentramento nazisti sono morti sei milioni di ebrei e altri cinque milioni di dissenzienti politici, detenuti comuni, omosessuali o comunque "diversi"; e poi gente che per il nazismo era inferiore e quindi da eliminare, come gli zingari e in genere tutti gli schiavi che lavoravano nei lager. Anche in Italia non se ne e' parlato molto, i dati sono spesso inesatti e sommari. Non credo che "Olocausto" sia un capolavoro ne' che possa dire tutta la verita': ma servira' almeno a far conoscere la realta' concentrazionaria? Si dira' che i deportati morti sono almeno 11 milioni e che i campi non erano solo di sterminio ma che, dall'aprile del 1942 in poi, sono diventati campi di lavoro, in cui l'aspetto importante era quello economico e non piu' quello politico e di sicurezza interna?".
Chi parla e' Lidia Beccaria Rolfi. Abita e vive a Mondovi', una cittadina della campagna piemontese. E' nata qui da una famiglia contadina e qui ha insegnato per quasi trent'anni. Nel 1944, aveva 19 anni, e' stata arrestata dai fascisti per ragioni politiche. Il 30 giugno dello stesso anno e' entrata nel lager femminile di Ravensbrueck, da dove e' uscita nell'aprile del 1945. Dieci mesi di campo di concentramento raccontati con lucidita' quasi spietata e con coraggio in un libro pubblicato nel 1978 con la cura di una storica, anche lei di Mondovi', Anna Maria Bruzzone, che della realta' concentrazionaria non ha fatto esperienza.
Nel libro, che si intitola "Le donne di Ravensbrueck" e che e' bellissimo, rigoroso e commosso, unico nel genere in Italia, e' ricostruita la storia del Lager, dalla sua costruzione, nel 1939, sino alla fine, e la storia delle donne che qui sono passate e in maggioranza morte, le ebree, le politiche, le ladre e le zingare di ogni paese d'Europa, attraverso la testimonianza diretta delle quattro deportate italiane che parlano insieme a Lidia Rolfi.
"Ho un figlio grande e un marito, faccio politica, ho i fiori alle finestre e amo ancora la vita", dice Lidia. "Ho una vita normale, di provincia, ma forse sono un'eccezione. Chi di noi e' tornata dai campi di sterminio difficilmente si e' poi inserita nella vita normale, come quella che gli altri vivono. Alcune di noi hanno disperatamente voluto vivere tutti quei mesi per poter tornare e raccontare. Ma al ritorno nessuno voleva sentirne parlare, dicevano "non e' possibile". Dicevano "mi fa troppa impressione, non voglio sapere". Si opponeva un muro di silenzio a tutti i deportati sopravvissuti e alle donne in particolare: ci facevano capire che se fossimo restate buone, a casa, non ci sarebbe successo niente Se non fossi stata una staffetta partigiana i fascisti non mi avrebbero preso e consegnato alla Gestapo... Chi me lo aveva fatto fare?".
Parliamo ancora di "Olocausto", abbiamo visto insieme la prima puntata. Lidia e' tesa. Guardando il film scuote la testa, fa qualche rapido commento. Poi quando si accende la luce e ci rimettiamo a parlare, lei ancora piu' emozionata, io in imbarazzo perche' e' difficile fare domande a chi ha ricordi come questi da portarsi dietro ogni giorno.
Ma Lidia non ha paura di ricordare. Dice: ""Olocausto" e' una finzione, l'interesse che suscita e' spiegabile. Parla di gente qualunque, di una famiglia come le altre: i deportati hanno un nome, una faccia, una storia. Le foto e i documenti veri dei campi mostravano cataste di cadaveri senza volto, gente scheletrita senza nome, dei numeri: e la gente, nel dopoguerra, li ha rifiutati per orrore, perche' era piu' facile farci restare anonimi, senza volto, senza sesso. Poi c'e' la paura di affrontare la bruttura; la paura di accorgersi che alcune ideologie del nazismo sono ancora intorno a noi e non solo nei nazisti rimasti: il razzismo, i metodi di spersonalizzazione piu' efficaci e piu' raffinati di alcune istituzioni totali, come il manicomio e la galera. Esistono ancora in alcuni paesi i Lager, la persecuzione dei dissidenti persino nei paesi che si dicono socialisti. Esiste in ciascuno di noi una parte oscura di violenza, il pregiudizio razzista, la cultura sessista dello stupro, dello schiacciare il piu' debole, il diverso. E il diverso e' ancora inferiore, non solo diverso: non lo sappiamo noi donne?".
Lidia Rolfi si interrompe. "Sapessi che vergogna, al ritorno dal Lager, avevamo noi deportate nel raccontare, quando avvertivamo nella gente una sorta di insinuazione ambigua che rimandava all'idea della violenza sessuale", sussurra. Le racconto che una ex deportata ebrea che e' andata nelle scuole a fare dibattiti, (Liana Millu, autrice del libro "Il fumo di Birkenau"), si e' spesso sentita chiedere dai ragazzi cosa le avevano fatto in quel senso. "Anche a me lo chiedono sempre, perche' vedono i fumetti pornografici con le svastiche e i cartelloni dei film. E' una cosa assurda, perche' noi le SS non le incontravamo quasi mai. Erano gli altri deportati a controllarci, a torturarci: questo facevano i nazisti, come per fingere di essere fuori dalla logica del lager. E sapevano bene che era efficace: metterci gli uni contro gli altri, farci sentire bestie, numeri, mostri degradati: questo era lo scopo delle citta' concentrazionarie. Ma i ragazzi della scuola come fanno a saperlo? Chi li ha informati? I nazisti vivevano fuori del Lager con la loro famigliola, si preoccupavano solo di fare i contratti con gli industriali cui ci vendevano per dodici ore al giorno di lavoro. E ci controllavano quando uscivamo dal lager per andare a lavorare: stavano li', fermi con i cani e le armi a vedere se tutto andava bene. Erano degli imboscati, gli individui peggiori dell'esercito nazista: si facevano mandare li' per non essere al fronte.
Ma dentro il lager vivevamo noi, solo quelli abili e idonei al lavoro; gli altri, i vecchi, i malati, i bambini, venivano sterminati subito come improduttivi: la logica era razionale ed era l'estrema conseguenza di quella capitalistica. I campi di sterminio erano anche questo: dal l942 poi, con la circolare di Oswald Pohl, un generale delle SS, si e' smesso di sterminare e basta. Si sterminava chi non serviva; gli altri venivano venduti come schiavi all'industria, anche gli ebrei. Io e molte altre di Ravensbrueck lavoravamo per la Siemens, per esempio. Ma anche di questo non si e' data informazione: le connivenze tra il potere economico e quello politico erano grandissime e sono continuate anche dopo la guerra: a chi faceva comodo tacere? Cosi' i ragazzini fanno domande spaventose e la gente continua a conoscere solo una parte del sistema concentrazionario. Affrontarne l'aspetto razionale vuol dire fare i conti davvero con il nazismo e smetterla di liquidarlo come un delirio di pochi, che non ci riguarda, che con le nostre societa' (capitalistiche) non c'entra".
Siamo sedute nel suo salotto, Lidia parla, racconta di come si viveva nel lager.
"Si spendevano le poche energie rimaste per trovare un cucchiaio, per non essere costrette a leccare le gamelle come bestie. Ma c'era anche solidarieta' tra di noi: io devo la vita alle donne che a Ravensbrueck mi hanno aiutato, regalato un po' di zuppa, un pettine, costretto a lavarmi per resistere all'annientamento. La' fuori la gente ha paura di sapere che c'era anche solidarieta' tra di noi, che quelle larve umane che si trascinavano in fabbrica tentando di sabotare l'industria bellica nazista potessero non odiarsi tra di loro. Sapessi come eravamo ridotte! Altro che le donne che ho visto in alcune sequenze di "Olocausto", alla televisione: loro sono in carne, pettinate, vestite... Noi eravamo coperte di stracci e di piaghe, ridotte a 30 chili, rasate, con gli occhi deliranti. Come puo', un film, rendere tutto questo? Ciononostante, spero che serva a far discutere, parlare, capire, almeno una parte di quello che e' stato il lager. Pochi di noi ex deportati si ritroveranno in quello che e' descritto. Sono delusa dal film, non posso nasconderlo. Ho combattuto tutta la vita per far conoscere queste cose, perche' se ne parlasse diversamente, per modificare il mondo attuale. Ho cercato di essere tutto cio' che il campo in me avrebbe voluto distruggere: una persona senza barriere ideologiche, senza schemi. Mi sento libera, senza eta', mi piace vivere. Amo la gente, ho visto che anche nel lager si puo' non diventare dei mostri. Ho visto come riescono a reagire le donne, quanta forza e dignita' abbiamo, quanta capacita' di adattarci e modificarci. Ma, per chi nel lager non c'e' stato, e' difficile pensare che io sono normale e che credo ancora che sia possibile cambiare".
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Note
"Noi donne", n. 24, 15 giugno 1979, Sopravvissute e cancellate.
Le donne di Ravensbrueck. Testimonianze di deportate politiche italiane, Lidia Beccaria Rolfi, Anna Maria Bruzzone, Einaudi Tascabile 2020.
Lidia Beccaria Rolfi, "L'esile filo della memoria. Ravensbrueck, 1945: un drammatico ritorno alla liberta'", a cura di Bruno Maida, Einaudi 2021.
"Olocausto" (Holocaust) e' una miniserie televisiva statunitense del 1978 diretta da Marvin J. Chomsky che racconta l'olocausto attraverso la storia di due famiglie tedesche, una ebrea, i Weiss, ed una, i Dorf, il cui padre di famiglia, spinto dalla disoccupazione, si arruola nelle SS. L'argomento era un'occasione per rappresentare sullo schermo l'atrocita' dei crimini nazisti contro gli ebrei e parlava della creazione dei ghetti e dell'uso delle camere a gas.
Lo sceneggiato fece il giro del mondo (in Italia arrivo' nel 1979), innescando una serie di dibattiti sui Lager nazisti in un periodo in cui non veniva trattato apertamente dall'opinione pubblica. La sua proiezione in Germania fu l'occasione per riparlare e rivedere le responsabilita' del popolo tedesco.
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L'autrice
Silvia Neonato, giornalista, genovese, vive a Genova. Organizzatrice di eventi culturali, e' socia della SIL (Societa' italiana delle letterate), di cui e' stata presidente nel biennio 2012-2013. Ha debuttato su il manifesto, ha diretto il magazine Blue Liguria ed e' nella redazione di Leggendaria. Ha lavorato a Roma per molti anni, nella redazione del giornale dell'Udi Noi donne, a Rai2 (nella trasmissione tv Si dice donna) e Radio3 (a Ora D), per poi tornare a Genova, al Secolo XIX, dove ha anche diretto le pagine della cultura. Fa parte del direttivo di Giulia, rete di giornaliste italiane. Ha partecipato con suoi scritti a diversi libri collettanei.

4. REPETITA IUVANT. UNA CAMPAGNA PER LA DIFESA CIVILE NON ARMATA E NONVIOLENTA

E' possibile firmare per la presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare "Istituzione e modalita' di finanziamento del Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta".
Per tutte le informazioni e per aderire all'iniziativa: www.difesacivilenonviolenta.org

5. REPETITA IUVANT. LUISA MORGANTINI: PERCHE' DONARE IL 5XMILLE A ASSOPACEPALESTINA
[Dal sito www.assopacepalestina.org riprendiamo e diffondiamo il seguente appello della presidente Luisa Morgantini]

Mie care e cari,
e' tempo di dichiarazione dei redditi e di scegliere a quale associazione dedicare il 5xmille.
Lo so, siamo in tante associazioni a chiedere di usufruire del 5xmille e forse molte anche piu' meritevoli di AssopacePalestina.
Eppure, vi chiedo di scegliere per il vostro 5xmille proprio AssopacePalestina.
Contribuirete:
- al pagamento delle tasse universitarie per il diritto allo studio per le giovani e i giovani palestinesi della zona collinare di Masafer Yatta, a sud di Hebron;
- al sostegno ai bambini alle bambine e alle donne, nei campi profughi New Askar e Balata a Nablus;
- al sostegno ai centri antiviolenza e accoglienza per le donne e le bambine sopravvissute alla violenza, promosse dalla onlus Pangea a Gaza;
- al sostegno al Jenin Creative Cultural Centre per aiutare i bambini, le donne e gli anziani del campo profughi di Jenin;
- al sostegno all'Edward Said conservatory di Gaza e alla scuola di musica Al Kamandjati, nei campi profughi palestinesi di Qalandya, Al Amari, Jalazon in Palestina, e di Chatila e Bourj el Barajneh in Libano;
- al sostegno all'Ospedale Al Awda di Gaza;
- alla campagna per la liberazione di Marwan Barghouthi e dei prigionieri palestinesi;
- a far conoscere la cultura palestinese: il teatro, la musica e il cinema;
- a far conoscere, invitando in Italia palestinesi e israeliani, la realta' dell'occupazione e della colonizzazione israeliana;
- e molto, molto altro ancora.
La scelta dei nostri progetti non e' casuale: operiamo in quei villaggi e situazioni dove e' presente il coordinamento dei comitati popolari per la resistenza nonviolenta o per progetti che  attraverso l'arte esprimono forme nuove di resistenza.
Ricordiamo a coloro che avessero fatto donazioni nel 2025, che gli importi donati possono essere detratti dalle tasse. Se lo comunicate via mail all'indirizzo assopacepalestina.donazioni at gmail.com vi invieremo il modulo di ricezione della donazione in modo da poterlo inserire nella vostra denuncia dei redditi.
Le nostre attivita' e i progetti sono visibili nel nostro sito, sulle nostre pagine fb e sul nostro prfilo instagram.
Grazie, un abbraccio.
Luisa Morgantini
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Come devolvere il 5xmille a AssopacePalestina
I modelli per la dichiarazione dei redditi Certificazione Unica (CU), 730 e Modello Redditi (ex Unico) contengono una sezione dedicata alla donazione del cinque per mille.
Per destinare il 5xmille ad AssopacePalestina è necessario:
1. firmare  nel riquadro "Sostegno degli enti del terzo settore iscritti nel RUNTS..."
2. Indicare il codice fiscale: 920 662 30 605
Anche se non si presenta la dichiarazione dei redditi, si puo' scegliere di destinare il cinque per mille dell'IRPEF, utilizzando l’apposita scheda allegata allo schema di Certificazione Unica(CU) o al Modello Redditi Persone Fisiche.

6. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

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NONVIOLENZA O BARBARIE
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Numero 83 dell'8 luglio 2026
Nuova serie de "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it