[nonviolenza] Etica e poesia della solidarieta'. Sabato 25 luglio alla "Fattoria di Alice" si e' svolto l'incontro settimanale dell'Afesopsit. (Con tre storie di un amico di Vito Ferrante)



ETICA E POESIA DELLA SOLIDARIETA'. SABATO 25 LUGLIO ALLA "FATTORIA DI ALICE" SI E' SVOLTO L'INCONTRO SETTIMANALE DELL'AFESOPSIT. (CON TRE STORIE DI UN AMICO DI VITO FERRANTE)

Sabato 25 luglio 2026 si e' tenuto il consueto incontro settimanale dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) presso la propria storica sede, la "Fattoria di Alice" in strada Tuscanese 20 appena fuori Viterbo.
Caratteristica di questi incontri e' la condivisione del pasto (momento fondamentale di vicinanza, condivisione e dialogo) seguita nel pomeriggio (con inizio all'incirca alle ore 14) da un'esperienza partecipativa di riflessione e di testimonianza che ogni settimana coinvolge sia le persone impegnate nell'associazione che le persone ospiti, occasionali o abituali.
Ricordiamo ancora una volta che ogni ospite e' gradito, ogni persona che vuole partecipare e' accolta con la piu' viva cordialita'.
Tutto avviene nella gratuita' e nella condivisione, come e' sempre stata volonta' di Vito Ferrante (il fondatore di questa preziosa esperienza doi solidarieta' che ci ha lasciato il 29 aprile scorso) e come e' proprio dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" che ne prosegue l'impegno di solidarieta' e di liberazione.
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Il pasto in comune e una graditissima sorpresa
Durante la condivisione del pasto vi e' stata la visita graditissima di un'associazione di volontariato che ha portato preziosi doni, contribuendo cosi' alla prosecuzione delle attivita' dell'Afesopsit e della Fattoria; ai due operatori dell'associazione che hanno portato il generoso dono e' stato vivacemente espresso il ringraziamento corale ed entusiasta di tutte le amiche e tutti gli amici presenti.
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Un compleanno
E' poi seguito, con tanto di torta e candeline, il festeggiamento del compleanno di Paola Venturini, decana dell'associazione, acutissima conoscitrice della cultura novecentesca e contemporanea, sollecita e competente sostenitrice delle persone in difficolta', meravigliosa costruttrice di pace e di solidarieta'.
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Proseguendo la festa della musica come forma di amore e pratica della condivisione
Nel corso della giornata e' proseguita la consegna a tutte le persone premiate del concorso "Ascolta una cantante che amiamo" dei relativi attestati e delle fotografie che documentano l'esperienza; un'esperienza vissuta nel corso delle scorse settimane di invito all'ascolto di interpreti della grande musica lirica, jazz, folk e rock.
Le esecutrici da ascoltare, proposte in un foglio volante dal titolo "alcune cantanti che amiamo", erano le seguenti: alcune cantanti liriche; Cecilia Bartoli, Cathy Berberian, Montserrat Caballe', Maria Callas, Diana Damrau, Danielle de Niese, Natalie Dessay, Elina Garanca, Anna Moffo, Anna Netrebko, Patricia Petibon, Renata Tebaldi; alcune cantanti jazz: Betty Carter, Ella Fitzgerald, Aretha Franklin, Billie Holiday, Mahalia Jackson, Abbey Lincoln, Hazel Scott, Nina Simone, Bessie Smith, Sarah Vaughan, Dinah Washington, Cassandra Wilson; alcune cantanti folk: Joan  Armatrading, Joan Baez, Caterina Bueno, Maria Carta, Tracy Chapman, Teresa De Sio, Roberta Flack, Miriam Makeba, Giovanna Marini, Nelly Omar, Violeta Parra, Amalia Rodrigues; alcune cantanti rock: Beyonce', Debbie Harry, Janis Joplin, Annie Lennox, Fiorella Mannoia, Joni Mitchell, Alanis Morissette, Gianna Nannini, Dolores O'Riordan, Skin, Patti Smith, Lucinda Williams.
Alle persone premiate oltre l'attestato e' stata consegnata anche una raccolta di poesie dedicate a Vito Ferrante, una raccolta di testi di Primo Levi, un portfolio fotografico di alcune grandi maestre della cultura e dell'impegno morale e civile contemporaneo.
Ma la festa della musica e' proseguita anche piu' tardi con nuove esecuzioni sia in forma di assolo che corali di brani musicali della cultura popolare di diversi paesi di diversi continenti cantati nelle lingue originali ed apprezzandone quindi anche le peculiari sonorita'.
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Una lettera di Antonella Ferrante
E' stata poi data lettura di una lettera di Antonella Ferrante, la figlia di Vito che ne prosegue generosamente l'impegno, che in questi giorni non si trova a Viterbo ma ha voluto partecipare cosi', in forma epistolare, all'incontro settimanale; vivissimi applausi hanno accolto le sue parole.
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Alcune idee condivise
E' stata poi letta e confermata una sintesi dei criteri che fin dall'inizio presiedono allo svolgimento degli incontri.
Ne riproponiamo integralmente il testo:
"Proposta di alcune regole utili per stare bene mentre si ragiona insieme
- Si parla a turno facendo il giro.
- Si puo' parlare di tutto.
- Quando una persona parla, le altre la ascoltano senza commenti e senza interruzioni.
- Si da' a ogni persona tutto il tempo di cui ha bisogno per dire quello che vuole dire.
- Si rispetta ogni persona anche se non si e' d'accordo con quello che dice.
- Nessuno impone niente a nessuno.
- Si decidono solo le cose su cui tutte le persone sono d'accordo".
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Alcune nostre maestre di vita, di pensiero, di azione
A tutte le persone partecipanti sono state poi donate le fotografie di grande formato di alcune donne che costituiscono per noi dei punti di riferimento in vari ambiti - cultura, arte, pensiero, impegno morale e civile - di cui e' stata anche brevemente ricostruita la figura e l'azione: Emily Dickinson, Frida Khalo, Sylvia Plath, Wangari Maathai (che si aggiungono alle altre "maestre" di cui si e' parlato nelle scorse settimane sempre a partire dalla diffusione delle rispettive fotografie:  Mahsa Amini, Tina Anselmi, Hannah Arendt, Maria Callas, Berta Caceres, Marianella Garcia, Natalia Ginzburg, Etty Hillesum, Rosa Luxemburg, Lidia Menapace, Maria Montessori, Franca Ongaro Basaglia, Rossana Rossanda, Vandana Shiva, Nina Simone, Bertha von Suttner, Silvia Vegetti Finzi, Simone Weil, Virginia Woolf, Adriana Zarri).
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Dire i problemi e risolverli insieme
Una parte importante dell'incontro pomeridiano e' stata dedicata alla segnalazione di problemi, bisogni, esigenze sia personali che collettive, ed alla riflessione comune per trovare e mettere in atto iniziative di soluzione attraverso una solidarieta' concreta e coerente.
Grande attenzione l'Afesopsit riserva da sempre alla segnalazione delle violazioni dei diritti umani e all'impegno per difenderli nel migliore dei modi.
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Un ricordo di un amico
Nel corso dell'incontro e' stato anche ricordato con viva commozione un amico di alcune persone partecipanti recentemente scomparso per una grave malattia, Umberto Ottavianelli. Una delle persone presenti ne ha tracciato la luminosa figura ricordandone le grandi sofferenze e l'immensa bonta'.
Le persone che lo hanno conosciuto si sono impegnate a trovare il modo di ricordarlo ancora non solo con l'affetto e l'amicizia del cuore, ma anche pensando ad un'iniziativa pubblica in suo onore.
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Rodari e Rimbaud
Nel corso dell'incontro sono state anche recitate e commentate alcue poesie di Gianni Rodari e di Arthur Rimbaud.
La lettura e la declamazione di testi poetici (ma anche la loro scrittura) e' una delle caratteristiche degli incontri dell'Afespsit il sabato pomeriggio alla Fattoria di Alice.
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Cantare insieme, danzare insieme
Una proposta che ha suscitato unanimi consensi e' stata quella di dedicare una parte del tempo degli incontri pomeridiani al cantare insieme ed anche al danzare insieme.
Nell'incontro del 25 luglio sono state cantate canzoni del repertorio della musica popolare di diversi continenti, di alcune regioni d'Italia, di celebri cantautrici e cantautori italiani, della tradizione musicale delle classi popolari in lotta contro tutte le ingiustizie, contro tutte le oppressioni, contro tutte le violenze. Molte canzoni sono state cantate in coro da pressoche' tutte le persone presenti.
In incontri precedenti erano stati cantati, perlopiu' in duetto, varie canzoni della tradizione napoletana e varie arie operistiche del repertorio rossiniano, mozartiano, donizettiano e verdiano.
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Alcune modalita' di rappresentazione in pubblico
Nel corso degli incontri dell'Afesopsit da alcune settimane si sta svolgendo anche una riflessione su come si comunica in pubblico.
A tutte le persone presenti sono state anche diffuse tre schede utilizzate negli incontri scorsi come materiali di riferimento per la formazione personale e quindi per la sperimentazione collettiva di alcune modalita' di rappresentazione in pubblico.
Le riproduciamo ancora una volta qui di seguito.
I. scheda prima: "come si parla in pubblico senza farsi del male"
1. Parlare e ascoltare e' l'attivita' delle persone che si incontrano e si riconoscono reciprocamente la dignita' di esseri umani, quindi:
- piu' parli tu e meno possono parlare gli altri: parla poco, ascolta molto;
- concentrati sull'essenziale: di' solo le cose di cui sei sicuro e che ti sembrano importanti sia per te che per chi ti ascolta;
- rispetta gli altri, se tu rispetti gli altri, e' piu' probabile che gli altri rispetteranno te;
- quando c'e' un'incomprensione:
a) non dire "Non hai capito", di' "Forse non mi sono espresso bene";
b) non dire "Non si capisce niente di quello che dici", di' "Forse non ho capito bene";
c) non dire "Tu dici solo sciocchezze", di' "Credo di non essere d'accordo su alcune cose che hai detto".
2. La comunicazione e' un'attivita' umana, che coinvolge tutta la persona:
- la parola
- l'intonazione
- il volto
- il corpo e la sua postura
- i gesti
3. La comunicazione e' un'azione complessa, composta da molti elementi:
- il messaggio
- l'emittente
- il ricevente
- il canale
- il codice
- il feedback
4. Un messaggio si compone sempre di tre elementi:
- il contenuto
- la forma
- la relazione
5. Parlare lentamente (si ha piu' tempo per pensare e si da' a chi ascolta piu' tempo per capire)
6. Respirare regolarmente (favorisce il controllo delle emozioni)
7. guardare negli occhi la persona o le persone alle quali si parla (e' l'unico modo per accorgersi se quello che si dice e' comprensibile)
8. Ricordarsi che la voce e' uno strumento musicale: occorre suonarlo bene
9. Le tecniche della retorica classica
- inventio = trovare, ideare le cose da dire (bisogna avere qualcosa da dire)
- dispositio = la disposizione, l'architettura del discorso (un discorso deve avere un inizio, uno svolgimento e una fine)
- elocutio = l'abbellimento del discorso (se un discorso e' brutto e noioso, sembra anche sbagliato)
- memoria = ricordarsi le cose (occorre ricordare cosa si vuol dire; la memoria va tenuta in allenamento)
- actio = agire, ovvero recitare il discorso (un discorso in pubblico e' una "rappresentazione", ovvero richiede una "esecuzione" come se si fosse degli artisti della voce e del movimento del corpo, ovvero dei cantanti e degli attori)
10. Rispettare chi ci ascolta, adeguare il nostro modo di parlare affinche' sia comprensibile, e soprattutto non alzare la voce e non dare ordini, non interrompere mai chi sta parlando, non dire mai parolacce, non offendere mai le persone: chi ci ascolta permette che le nostre parole entrino nelle sue orecchie, quindi stiamo attenti a non insozzarle con il turpiloquio e con le offese.
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II. scheda seconda: "come scrivere un comunicato-stampa che abbia qualche possibilita' di essere letto"
1. Abbi qualcosa di importante da dire
2. Parla di una cosa sola per volta (un comunicato deve avere un unico argomento)
3. Sii comprensibile
- scrivi frasi brevi;
- scrivi in modo semplice;
- usa parole che tutti capiscono;
- usa frasi chiare;
- non offendere mai le persone;
- di cio' di cui parli ricordati di scrivere: chi, che cosa, quando, dove, perche'.
4. Un comunicato deve contenere:
- un titolo breve che indichi precisamente l'argomento (per esempio: lungo da due a sette parole)
- eventualmente un sottotitolo un po' piu' lungo che riassuma il contenuto (per esempio: lungo da cinque a quindici parole)
- un testo essenziale (per esempio: tre-quattro frasi di non piu' di due-cinque righe per frase)
- la firma precisa e per esteso
- la data del giorno in cui viene diffuso
- il recapito postale, telefonico ed e-mail (ed eventualmente anche il sito web) del mittente
5. Il comunicato va inviato per posta elettronica sia ai mezzi d'informazione, sia alle persone (e anche alle associazioni, istituzioni, etc.) che si ritiene possano essere interessate a leggerlo.
6. Prima di diffondere il comunicato deve essere riletto almeno tre volte (possibilmente farlo leggere anche da una o due persone diverse da chi lo ha scritto). Piu' volte si rilegge e si corregge, piu' migliora.
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III. scheda terza: "una questione di democrazia, ovvero di giustizia e liberta'"
1. Non mentire: chi mente offende e umilia le persone in cio' che e' piu' proprio di un essere umano: la capacita' di capire.
2. Il segreto e' incompatibile con la democrazia.
3. Almeno tra noi che vogliamo lottare per il bene comune e i diritti umani di tutti gli esseri umani adottiamo dei comportamenti di rispetto, di ascolto e di aiuto reciproco.
4. Quando una persona parla, le altre ascoltano.
5. Chi e' piu' timido, va ascoltato di piu'.
6. Non dobbiamo avere paura di dire che ci sono cose che non sappiamo. Chi fa una domanda, fa del bene a tutti.
7. "Si puo' sempre dire un si' o un no" (Hannah Arendt)
8. Prendiamo le decisioni col metodo del consenso: ovvero facciamo solo le cose su cui tutte le persone presenti sono d'accordo.
9. Chi sa, ascolti.
10. Chi sa fare una cosa, aiuti le altre persone ad imparare a farla anche loro.
11. Giustizia e liberta' cominciano dalla condivisione.
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Prossimi incontri, prossime iniziative
Il prossimo incontro si terra' sabato primo agosto.
Sono anche in preparazione varie iniziative promosse sempre dall'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" e chi si svolgeranno sempre presso la "Fattoria di Alice"; tra esse: un concerto dell'apprezzato gruppo musicale locale "Costa Volpara" e una giornata di riflessione in memoria di Vito Ferrante.
Sono previste anche "uscite" al mare, in montagna, in luoghi di serenita' e di cultura.
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Preziose disponibilita' a tenere corsi e conferenze
La professoressa Catiuscia Barbarossa ha dato la sua disponibilita' a tenere un corso di danze in cerchio; la formatrice Alessandra Casciani ha dato la sua disponibilita' a tenere un corso sulla corporeita'; la dottoressa Antonella Litta ha dato la sua disponibilita' a tenere un corso sulla corretta alimentazione ed una conferenza su "acqua e salute".
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Ci vediamo sabato primo agosto
Come sempre l'appuntamento e' per il prossimo sabato alla "Fattoria di Alice". Ogni persona e' benvenuta.
La solidarieta' e' la prima forma di riconoscimento e di liberazione dell'umanita'.
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Per informazioni e contatti
Per contattare l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) scrivere una e-mail a: info at ilboschettodeicorbezzoli.it, stefania0560 at hotmail.it
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Allegato in calce un testo in tre parti di un amico di Vito Ferrante.

Le amiche e gli amici di Vito Ferrante

Viterbo, 26 luglio 2026

Mittenti: le amiche e gli amici di Vito Ferrante, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it

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Allegato: Tre brevi storie di Giobbe Santabarbara

I. Ivana

Non ci riusciva a stare lontana dal suo amore
e Vito era l'amore della sua intera vita

E quando un giorno Vito se ne ando' da questo mondo
non volle allora Ivana restar qui senza lui

Volle raggiungerlo nel cielo sopra i cieli
e stare insieme a lui per sempre sempre sempre

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II. Quelli che s'incontrano il sabato alle porte di Viterbo per condividere il pane

Noi non siamo la gente che si arrende
noi siamo le persone che resistono

abbiamo mangiato l'erba voglio
catturato la luna nel pozzo
buttato giu' a spallate tutti i muri
e cotto il pane e spezzato le catene

Noi non siamo la gente che si arrende
noi siamo le persone che resistono

sappiamo dire amore in tutti i dialetti
sappiamo volare a cavallo di una scopa
sappiamo salvare le vite quando serve
e serve sempre salvare le vite

Noi non siamo la gente che si arrende
noi siamo le persone che resistono

invece della guerra la pace
invece delle armi il pane e le rose
invece delle corazze i vestiti e le scarpe
invece delle galere le case sempre aperte

Noi non siamo la gente che si arrende
noi siamo le persone che resistono

quello che abbiamo lo regaliamo
non abbiamo paura di niente
c'e' un solo mondo ed e' di tutte e tutti
chi tira su' i recinti si chiude prigioniero

Noi non siamo la gente che si arrende
noi siamo le persone che resistono

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III. Una chiacchierata con Vito nel secolo scorso

Non ci metteva paura
il mondo grande e terribile
la morte che ci attende a Samarcanda
il peso da portare nel cammino
erano cose che sapevamo accettare

Ma ci feriva fino in fondo al cuore
che qualcuno tremasse di freddo
che qualcuno piangesse di dolore
che qualcuno non avesse casa e pane
sono cose che non possiamo accettare

A chi ci chiedeva perche'
facessimo quel che facevamo
se ne valesse poi la pena
o se non era un'illusione o un sogno
non avevamo bisogno di rispondere

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