[nonviolenza] Alcuni ricordi di Vito Ferrante a tre mesi dall'improvvisa scomparsa



ALCUNI RICORDI DI VITO FERRANTE A TRE MESI DALL'IMPROVVISA SCOMPARSA

A tre mesi dall'improvvisa scomparsa di Vito Ferrante, avvenuta il 29 aprile scorso, a Viterbo e' sempre piu' vivo il ricordo della sua persona, del suo agire, del suo insegnamento di uomo saggio e generoso e di infaticabile costruttore di pace e di solidarieta'.
*
Proponiamo di seguito alcuni recentissimi ricordi di persone che lo conobbero, lo stimarono, gli vollero bene, ne serbano un vivo ricordo e s'impegnano ogni giorno a proseguire sulla via della solidarieta', della pace e dell'impegno per il bene comune cosi' come Vito ha fatto nel corso della sua intera vita.
*
Sottolineiamo ancOra una volta che ricordare Vito significa anche e innanzitutto sostenere l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit), da lui fondata e di cui per tutta la vita e' stato l'anima; associazione che continua il suo impegno e si riunisce ogni sabato presso la propria storica sede, la "Fattoria di Alice" in strada Tuscanese 20 appena fuori Viterbo.
Il prossimo incontro dell'associazione e' quindi sabato primo agosto alla "Fattoria di Alice": si pranza insieme e poi insieme si riflette e si incontra la poesia, l'arte, la musica, la riflessione morale e l'impegno civile di solidarieta' con ogni persona bisognosa di aiuto.
Ogni persona e' benvenuta. A tutte e tutti e' rivolto questo invito.
Nel ricordo di Vito, proseguendo sulla via della solidarieta' e della liberazione.

*

Ada Tomasello ricorda Vito Ferrante

Il mio ricordo di Vito risale agli anni '90 quando Vito, insieme ad un gruppo di genitori di ragazzi con problemi psichici, aveva piantato una tenda a Piazza del Comune. Io ero a Viterbo da pochi anni ma mi colpi' questa persona e capii l'importanza della sua battaglia. In seguito, quando iniziai a frequentare gli ambienti di sinistra scoprii che quella persona con grandi baffi che lottava per sua figlia e tutte le persone con problemi psichici, era riuscito a creare la Fattoria di Alice. Partecipai piu' volte alle cene in Fattoria organizzate per finanziare le attivita' della stessa.
Una decina di anni fa ho avuto problemi di ansia e attacchi di panico. Pensai di chiedere a Vito di indicarmi un bravo psicologo. Lo fece e mi indico' una persona che gia' dalla prima seduta mi fu molto utile.
La scorsa estate mentre ero in autobus salirono due donne che sapevo fossero due ospiti della casa-famiglia di Vito. Purtroppo una di loro  si senti' male, l'autista le pratico' il massaggio cardiaco mentre io chiamavo il 118 e vivemmo momenti di grande tensione. Quando arrivo' l'ambulanza non pote' fare altro che accertare il decesso. Dopo quell'evento chiamai Vito e gli raccontai che ero stata testimone di quanto avvenuto a quella donna. Gli dissi pure che se l'ambulanza fosse arrivata prima forse si sarebbe salvata. Fu quella l'ultima volta che parlai con Vito.
Il mio ricordo di lui e' di una persona empatica, senza alcun pregiudizio, di una persona cui tutti dovremmo e vorremmo somigliare. Una persona che dove c'e' bisogno di umanita' e di aiuto lui c'e'. Una persona che amava tutti e tutte ma si batteva per chi aveva piu' bisogno.

Ada

*

Anna Maghi ricorda Vito Ferrante

... la stima e l'affetto mi costringono a cercare delle parole per Vito; parole che non sono stata in grado di pronunciare perche' il legame con Vito e' chiuso in fondo all'intimo della bellezza e dell'ardimento delle nostre - delle sue - battaglie in nome della dignita', della giustezza di come dovrebbero andare le cose.
La bellezza della sua persona, la sua correttezza, il suo fare diretto, la sua creativita', il suo essere instancabilmente presente sono stati raccontati da chiunque l'avesse frequentato, conosciuto, amato e non posso che condividere.
Per me un amico, un compagno di nobili ideali; un amico che avrei dovuto incontrare per una chiacchierata e non e' venuto, e' andato via, all'improvviso. Per me Vito e' l'amico che aspettero' sempre per quella chiacchierata rimasta in sospeso.

Anna

*

Antonella Litta ricorda Vito Ferrante

Di Vito ho conosciuto prima la sua fama e poi lui.
La sua buona fama infatti precedette la nostra conoscenza.
Di Vito Ferrante avevo sentito parlare in piu' occasioni.
Mi veniva descritto come un uomo di grande tempra, convinto assertore ed operatore nel concreto di tante azioni e progetti volti all'affermazione della dignita' di ogni persona, in ogni situazione.
Sapevo di Vito che aveva cominciato da tantissimi anni e molto presto a prendersi cura delle persone, in particolare di quelle piu' fragili nell’anima, nella mente, nella psiche.
Sapevo che aveva dato vita ad una associazione di cui facevano parte persone sofferenti, i loro familiari, gli amici e chiunque volesse partecipare di questa speciale esperienza di aiuto reciproco, del prendersi cura vicendevole.
Un'esperienza che anche a Viterbo, tra ostacoli e fatiche di ogni genere - imposte anche da chi avrebbe dovuto invece facilitare ed aiutare -, faceva e continua a far vivere la freschezza e la liberta' dell'esperienza di cura legata al nome dello psichiatra Franco Basaglia che aveva letteralmente liberato dalle catene i pazienti psichiatrici non curati ma da sempre reclusi nei manicomi.
Porta infatti il suo nome la Legge 180 che ha sancito, nel 1978, la chiusura dei manicomi e la progressiva costruzione di un sistema basato sulla presa in carico territoriale, garantendo percorsi di cura rispettosi della dignita' e dei diritti delle persone con disturbi psichiatrici.
Nello stesso anno, con la Legge 833/1978, veniva istituito il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), segnando un cambiamento radicale nell'approccio alla salute, inclusa quella mentale.
Sapere di questa realta' a Viterbo molto mi incuriosiva da piu' punti di vista ma per diverso tempo non ebbi occasione di venirvi in contatto. Feci la conoscenza di Vito in occasione della protesta svoltasi in piazza del Comune a Viterbo nel pieno dell'inverno del 2012, e proseguita per giorni e giorni con un presidio costante, anche di notte - e si dormiva al freddo nelle tende.
Vito mi dette la sensazione di un concentrato di energia, anche nella sua struttura fisica, il viso con i suoi folti baffi richiamava alla mia mente i tanti bei visi degli attivisti rivoluzionari del Sud America.
Anche il suono della sua voce era particolare, lo sguardo buono e scrutante al tempo stesso, forte la sua stretta di mano.
Dopo quel primo incontro ce ne furono altri. Alcuni legati ad iniziative che come Anpi svolgemmo presso la Fattoria di Alice e altri incontri piu' "interni" alla associazione a cui presi parte con interesse e anche curiosita'. La sensazione che ne ricavavo ogni volta era di una grande famiglia dove si esercitava la cura reciproca senza piu' confini tra sofferenti, amici, familiari e ospiti saltuari, come me.
Vito era il padre, il fratello e l'amico dentro questo gruppo di persone.
Il suo metodo di cura era basato sulla relazione che stabiliva con tutti e con ciascuno, sull'amicizia, la generosita', la disponibilita' e l'abbraccio che donava e riceveva.
Come medico trovavo conferma chiara e concreta in Vito che prima di ogni terapia farmacologica viene il riconoscimento dell'altro come persona e l'instaurare una relazione di bene, fiducia e non giudicante.
Questo ho imparato anche da Vito, questo ho visto nell'associazione da lui fondata e parte della sua stessa vita che ora continua anche nella sua assenza fisica.

Antonella

*

Antonietta Mele ricorda Vito Ferrante

Di Vito Ferrante ricordo quando passammo insieme una vigilia di Natale nella casetta di Alfio Pannega accompagnandoci con stornelli e spensieratezza...
Ricordo le volte passate a raccontarci della vita e di come sarebbe potuta cambiare nel futuro per i nostri figli...
Le serate trascorse in compagnia di Claudio....
L'esperienza di vita di Vito mi ha fatto capire che e' importante sostenere le persone bisognose di aiuto per non farle sentire sole....
E' stato un punto di riferimento e lo ricordero' per tutta l'amicizia sincera che ha saputo dare.

Antonietta

*

Giulio Vittorangeli ricorda Vito Ferrante

Ho conosciuto Vito Ferrante alla metà degli anni '80 del secolo scorso, anni che vedevano il protagonismo del popolo sudafricano nella lotta contro l'apartheid, lo scoppio della prima Intifada in Palestina, il riscatto del Centro America sotto l'impulso della Rivoluzione Sandinista.
L’ho conosciuto quando (se non ricordo male) come Associazione Italia-Nicaragua facemmo una iniziativa di solidarieta' con il popolo del Nicaragua, in quella che era allora la sezione di Pianoscarano del Partito Comunista, la mitica sezione Biferali, dal nome della banda partigiana di Viterbo.
Vito era un dirigente di quella sezione.
La conoscenza poi si approfondi' negli anni successivi, ed ho iniziato ad apprezzare le doti di Vito, quelle doti di cui tanti hanno parlato, il grande rigore morale e la sconfinata generosita'.
Poi con la sconfitta elettorale del Fronte Sandinista in Nicaragua, 1990, lo scioglimento del Partito Comunista, ci siamo persi di vista.
Dopo la fondazione di Afesopsit eravamo tornati a frequentarci, anche se saltuariamente, sapendo che le nostre strade correvano parallele legate dal valore della solidarieta'.
Lo invitai alla presentazione del nostro Progetto "Mulukuku, Nicaragua - Tenemos en la mente la salud!" per la formazione di operatori nel settore della salute mentale, a Viterbo nel novembre 2010.
Non potendo partecipare invio' un breve ma significativo messaggio di saluto.
In conclusione, non voglio usare la retorica e tanto meno frasi roboanti, Vito e' stato una persona normale e speciale allo stesso tempo, certamente con uno spessore e una sensibilita' sopra la media; ed e' per questa sua dimensione "umana" e "comune" che le sue parole continuano a risuonarci, non per commuoverci ma per muoverci, per incoraggiarci e quasi obbligarci a fare, a schierarci, a riappropriarci della nostra umanita', a coltivare speranze e utopie, a inseguire il sogno individuale e collettivo di liberta'.

Giulio

*

Sergio Insogna ricorda Vito Ferrante

Una delle prime persone che ho conosciuto nella mia attivita' politica e' stato Vito Ferrante, nei tempi in cui la politica era partecipata e vissuta in mezzo alla gente, nei quartieri e soprattutto laddove c'era bisogno di solidarieta', concretezza ed onesta'.
In lui io vedevo un punto di riferimento per quello che riusciva a trasmettermi in termini di passione, abnegazione ed umanita'; l'impegno politico non era il vestito, che oggi molti si mettono con ipocrisia e opportunismo allo scopo di curare i propri interessi e/o appetiti economici; il suo impegno era serio, concreto e fattivo, la sua coerenza e tenacia lo facevano apparire ai miei occhi come un ottimo esempio di attivita' politica con la P maiuscola.
Le sue battaglie per combattere le ingiustizie e le diseguaglianze sociali, anche in solitaria, avevano sempre un'energia ed un vigore che nessuno riusciva a contrastare, e con la sua tenacia riusciva ad ottenere risultati davvero notevoli, insperati e qualificanti.
Ho riscontrato in lui dei valori autentici e di qualita' che per quanto mi riguarda hanno causato in me profonda ammirazione, stima e profondo affetto per questo uomo combattivo, amorevole e vincente, perche' Vito e' stato e sara' sempre un uomo vincente.
Mi ha lasciato dei ricordi bellissimi e pieni di umanita', di amore, di passione ed anche gioiosi nei momenti di ilarita' e convivialita' comune.
Caro Vito ci hai lasciato una eredita' civile ed umana che ci rende piu' forti e sicuri che la strada che hai tracciato con sacrificio sia la strada giusta da percorrere per sostenere chi ha necessita' di solidarieta', amore, fratellanza e supporto concreto e fattivo.
Credo che la citta' di Viterbo ti sia  debitrice di tanto impegno e dedizione.
Un abbraccio fraterno come ai vecchi tempi,

Sergio

*

Walter Tosches ricorda Vito Ferrante

Durante la cerimonia funebre ho testimoniato di una delle qualita' di Vito: la generosita', ovvero la sua disponibilita' ad accogliere qualsiasi richiesta di aiuto, da qualsiasi provenienza, a tempo e fuori di tempo, senza fare distinzione tra giorni lavorativi e non, e nemmeno tra il giorno e la notte.
Il suo esempio quotidiano "costringeva" anche chi gli stava vicino a fare altrettanto, come me che ho avuto il piacere e l'onore, per circa dieci anni, di collaborare nell'associazione da lui fondata, in quanto genitore di un figlio con disagio psichico.
Nel corso dei secoli, fino ad oggi, molti si sono impegnati a formulare complesse teorie volte a risolvere o ad attenuare i problemi che affliggono la Societa'; ebbene, io penso che basterebbe questo tipo di generosita', sparsa fra gli uomini, per trasformare il mondo intero, cosi' come lui e' riuscito a trasformare questo pezzo di terra abbandonato, ricevuto in dono, in un'oasi lussureggiante ed accogliente, grazie al suo impegno profuso senza risparmiarsi mai durante tutti i giorni della sua vita.
Un caro abbraccio,

Walter

*

Zeno Zuzzanghi ricorda Vito Ferrante

Sapeva lavorare terra e ferro
e tirar su' le case e gli oliveti
spezzare le catene con lo sguardo
e dire la parola che i sassi muta in pane

Scelse la parte degli umiliati e offesi
non c'e' altra parte per chi ama la giustizia
tutta la vita lotto' per liberare
il povero l'oppresso il sofferente

Concluso il suo cammino ora riposa
tra i buoni che lasciarono la vita
certi del bene fatto e che altri ancora
continueranno la lotta necessaria.

*

Per informazioni e contatti
La luminosa visione, il generoso impegno ed il prezioso lascito di Vito continuano ad esistere nell'esperienza di solidarieta' e di liberazione dell'associazione da lui fondata trentatre' anni fa, l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" che si riunisce ogni sabato presso la sua storica sede, la "Fattoria di Alice" in via Tuscanese 20, subito fuori Viterbo.
Ogni persona che voglia condividere il pranzo in comune e le varie attivita' pomeridiane e' benvenuta.
Per contattare l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) scrivere una e-mail a: info at ilboschettodeicorbezzoli.it, stefania0560 at hotmail.it

Questi ricordi sono stati raccolti e vengono diffusi dalle amiche e dagli amici di Vito Ferrante

Viterbo, 28 luglio 2026

Mittenti: le amiche e gli amici di Vito Ferrante, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it

* * *