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[nonviolenza] Sabato 8 agosto alla "Fattoria di Alice" e' festa grande nell'incontro settimanale dell'Afesopsit
- Subject: [nonviolenza] Sabato 8 agosto alla "Fattoria di Alice" e' festa grande nell'incontro settimanale dell'Afesopsit
- From: Centro di ricerca per la pace Centro di ricerca per la pace <centropacevt at gmail.com>
- Date: Thu, 6 Aug 2026 10:47:32 +0200
SABATO 8 AGOSTO ALLA "FATTORIA DI ALICE" E' FESTA GRANDE NELL'INCONTRO SETTIMANALE DELL'AFESOPSIT
Sabato 8 agosto 2026 si svolgera' il consueto incontro settimanale dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) presso la propria storica sede, la "Fattoria di Alice" in strada Tuscanese 20 appena fuori Viterbo.
*
Questa giornata sara' resa eccezionale dalla festa in onore di una delle persone partecipanti che compie gli anni ed a cui vanno i piu' fervidi auguri di viva felicita' da parte di tutte e tutti.
*
Dopo la condivisione del pasto - momento fondamentale di vicinanza, condivisione e dialogo - l'incontro proseguira' nel pomeriggio (con inizio all'incirca alle ore 14) con l'abituale esperienza partecipativa di riflessione e di testimonianza che ogni settimana coinvolge sia le persone impegnate nell'associazione che le persone ospiti, occasionali o abituali.
*
Ricordiamo ancora una volta che ogni ospite e' gradito, ogni persona che vuole partecipare e' accolta con la piu' viva cordialita'.
Tutto avviene nella gratuita' e nella condivisione, come e' sempre stata volonta' di Vito Ferrante (il fondatore di questa preziosa esperienza doi solidarieta' che ci ha lasciato il 29 aprile scorso) e come e' proprio dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" che ne prosegue l'impegno di solidarieta' e di liberazione.
Ci vediamo quindi questo sabato, come ogni sabato, alla "Fattoria di Alice". Ogni persona e' benvenuta.
*
Tra le proposte di lavoro nel pomeriggio ci sara' il consueto accostamento alle figure e alle opere di alcune donne considerate "maestre", overo punti di riferimento per la riflessione e per l'azione: ed in particolare:
- la cantante, musicista e ricercatrice cilena Violeta Parra, autrice dell'indimenticabile canzone "Gracias a la vida";
- la cantante e musicista statunitense Joan Baez, una delle voci fondamentali dell'impegno per la pace e i diritti umani;
- l'attivista per i diritti umani brasiliana Marielle Franco, brutalmente assassinata proprio per il suo impegno nonviolento contro tutte le violenze;
- l'ambientalista nativa americana Winona LaDuke, una delle voci piu' atorevoli della riflessione e dell'impegno ecologista.
E' prevista anche la lettura e il commento di alcune poesie di Saffo (di cui sara' messa a disposizione delle persone partecipanti una silloge nella traduzione di Riccardo Orioles).
*
Negli incontri pomeridiani del sabato ampio spazio si dedica abitualmente anche alla riflessione sulla poesia, anche nei suoi aspetti tecnici, con la prospettiva di proseguire anche nell'esperienza della produzione di lavori in versi, come gia' realizzati lo scorso anno in memoria di Alfio Pannega e quest'anno in memoria di Vito Ferrante.
*
Ugualmente ampio spazio si dedica all'esame di situazioni concrete di diritti violati ed all'elaborazione di strategie di intervento affinche' sia le risorse della societa' civile che quelle delle istituzioni democratiche convergano nel ripristinare i diritti, nel dare risposta ai bisogni fondamentali di ogni essere umano, nel garantire assistenza a chi di assistenza ha assoluta necessita', e nel sostenere i percorsi di aiuto, di condivisione, di solidarieta' e di liberazione.
*
Come di consueto in calce a questo comunicato alleghiamo alcuni dei materiali che verranno diffusi ed utilizzati nel corso dell'incontro pomeridiano, al quale (cosi' come al pranzo, ovviamente) sono invitate tutte le persone interessate a conoscere l'esperienza dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" e della Fattoria di Alice, entrambe create dall'indimenticabile Vito Ferrante che ci ha lasciato tre mesi fa.
*
Per contattare l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) scrivere una e-mail a: info at ilboschettodeicorbezzoli.it, stefania0560 at hotmail.it
Le amiche e gli amici di Vito Ferrante
Viterbo, 6 agosto 2026
Mittenti: alcune amiche e alcuni amici di Vito Ferrante, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
* * *
Allegato primo: Roberto Catarinozzi: Il cerchio spontaneo e il punto senza punto. Una riflessione sull'incontro di sabato scorso dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia"
Rileggendo il resoconto dell'incontro di sabato passato vorrei evidenziare gli aspetti positivi dell'incontro che va dal primo saluto con tutti, al pranzo bellissimo insieme a tante persone amiche, ed ovviamente l'incontro/cerchio che, ormai da un po', ci accomuna ed accompagna, verso una forma di liberta' con la maiuscola.
Non posso non ricordare che eravamo in tanti, almeno una quindicina se non di piu'.
Ho riscontrato una maggiore partecipazione che fa ben sperare in tanti altri incontri futuri e costruttivi.
Personalmente, ci tengo molto a questa partecipazione che deve essere interpretata nel giusto modo, un insieme di tanti pensieri a volte condivisi ed altre meno e/o per niente, ed e' questo il bello, alimenta la "sconversazione" che a volte (lo dico da osservatore non solitario) fa perdere il filo e la concentrazione in quanto se ci sono troppi interventi fuori dal filo conduttore si rischia il fuori tema...
L'obiettivo e' quello di poter ascoltare cosa ognuno ha da dire, cosa sente, raccontarci la sua storia e/o raccontare una storia e, per ottenere questo, c'e' bisogno di uno sforzo da parte di tutti (compreso chi scrive).
Personalmente ho bisogno di ascoltare chi parla, senza interruzioni, al fine di comprendere al meglio.
Mi farebbe piacere che quelle poche regole di democrazia che abbiamo condiviso liberamente, diventino il nostro motto.
Buona democrazia a tutti,
Roberto
*
Promemoria: Alcune regole utili per stare bene mentre si ragiona insieme
Nel corso dei nostri incontri si lavora sulla base di alcune regole relazionali e comunicative - per cosi' dire: "alcune regole utili per stare bene mentre si ragiona insieme" - condivise dalle persone partecipanti; sintetizzandole in alcune formule essenziali esse sono:
- Si parla a turno facendo il giro;
- Si puo' parlare di tutto;
- Quando una persona parla, le altre la ascoltano senza commenti e senza interruzioni;
- Si da' a ogni persona tutto il tempo di cui ha bisogno per dire quello che vuole dire;
- Si rispetta ogni persona anche se non si e' d'accordo con quello che dice;
- Nessuno impone niente a nessuno;
- Si decidono solo le cose su cui tutte le persone sono d'accordo.
* * *
Allegato secondo: Alessandra Casciani ricorda Alfio Pannega e Vito Ferrante
Alfio
Ciao Alfio, salutami gli angeli che ora saranno i tuoi nuovi compagni!
Quando ti ho conosciuto lavoravo a Roma, mi stavo separando dalla mia famiglia, stavo lasciando la mia citta', era un momento delicato.
A viterbo mi teneva legata mio cugino Mario, che mi conosceva sin da piccola, mi fidavo felicemente di lui e quando tornavo da Roma era lui la mia base.
Fino a quando un giorno mi porto' al CSOA Valle Faul proprio i primi giorni dopo l'occupazione: una fucina di creativita' e speranza, c'era un fermento colorato che mi eccitava, era meravigliosa quell'amalgama umano unito insieme con uno scopo. Fino a quando arrivammo da Alfio, a cui Mario, fiero, mi presento'. Stava in un cerchietto di persone, in un angolo raccolto ma esposto, mi sembrava un quadro di Toulouse-Lautrec.
Delicatamente si volto' verso di me con due occhi limpidi come il cielo sereno immersi in una faccia tutto un sorriso e mi disse: "Lo vedi 'sti ragazzi che stanno a fa'? Ma c'hanno raggione!".
Da qui e' iniziato un percorso fatto di formazione, incontri, concerti, assemblee, battaglie.
Formazione perche' la lotta nonviolenta va appresa, ma tutto va appreso "nel giusto modo", e in questo ci fu chi fu instancabile, ogni persona e' cresciuta col Centro.
Io tornavo da Roma felice per seguire una "lezione" mentre Alfio sonnecchiava su una seggiola sotto l'albero, tutti felici di trovarsi "come a scuola" ma... nel modo giusto.
Abbiamo avuto il piacere di conoscere e scambiare con personaggi delle lotte "importanti", con musicisti internazionali e non, il tutto in nome della lotta nonviolenta contro ogni ingiustizia e sopruso.
Per me e' stato un tempo bellissimo, anche se ero "saltuaria" mi sentivo a casa e sentivo un posto dove ritornare, dove c'era un nonno che con serena gioia antica mi accoglieva, sempre, e cosi' con molti.
Alfio sapeva dire e fare cio' che serviva, sapeva dare a ognuno la giusta parola, il giusto atteggiamento.
Io mi incantavo a guardare la sua gestualita' piena di grazia quando faceva le cose, sfogliava un giornale, raccoglieva il finocchietto, parlava con qualcuno... era un guardare che mi rinfrancava, vedevo amore in movimento...
Condividevamo l'amore per la natura e il piacere nella raccolta e trasformazione delle erbe spontanee, da mangiare poi magari tutti insieme in qualche leccornioso modo... al Centro si amava cucinare, ci si "ingarellava" pure... e Alfio sornione assisteva, aspettando l'occasione di entrare in scena con qualche sua rima o aneddoto, se poi c'era un musicista lo spettacolo era garantito!
Qualcuno dice che l'amore autentico non muore mai, continua a circolare...
*
Vito
Devo ammettere che la sua morte e' stata proprio una brutta sorpresa, e ora c'e' da rimboccarsi le maniche... con calma.
Vito era un grande amico di Alfio e del centro sociale e non si lasciava sfuggire l'occasione di esserci nonostante fosse superimpegnato.
Con Vito avevo inizialmente una relazione mediata da Roland, con cui condivideva il piacere nel fare con le mani, l'arte di fare riciclando di cui anche Alfio fu Maestro... sapevano fare tutto, era una fortuna averli accanto!
L'attenzione per le diversita' e l'amore per la liberta' di essere e manifestarsi.
Con Vito abbiamo condiviso iniziative bellissime.
In occasione di un raduno nazionale degli ecovillaggi, sul tema delle diversita', abbiamo invitato Vito col suo gruppo, qualcuno del gruppo che venne con Vito si ricordera' forse.
Una volta invece andammo io e Ro' alla Fattoria per montare tre tepee (le tradizionali tende dei nativi americano), fu bello, abbiamo anche delle foto, ma il progetto nel tempo si areno'... Vito voleva fare un totem al centro dei tre tepee, per radunarcisi intorno e leggere poesie indiane, racconti, storie, la cultura, il modo in cui erano legati alla terra...
Un giorno invece, un annetto prima di andarsene, incontrai Vito col furgone vicino casa mia, si fermo', mi saluto' e col suo candore sorridente mi disse: "Eh, io faccio questo", indicando con le mani il furgone.
Era totalmente sereno, al di la' dei suoi guai, forse c'erano due o tre persone con lui.
Sin da piccola, alla morte di qualche autentico "grande", mi impaurivo. Ricordo quando mori' Madre Teresa, pensai che stavamo rimanendo soli, senza piu' Maestri e che "il male" avrebbe potuto sovrastare...
Poi, andando avanti ho capito che la paura e' di perdere l'umanita', di non trovarla piu' nelle persone, e allora ecco che la perdita di Vito mi fa riemergere questi timori.
Per fortuna che ci sono i pranzi alla Fattoria dove di umanita' se ne incontra in abbondanza!
Grazie Vito, a buon rendere.
* * *
Allegato terzo: Immacolata ricorda Vito Ferrante
I. Vito "come folgore sulla via di Damasco"
Quanto fragore
nel silenzio del mondo
c'e' un uomo
sotto l'albero del noce
che insegue la bellezza
mentre scorre la vita.
*
II. Giardino primavera
C'e' una rosa che piange la'
nel giardino degli ultimi
ed il profumo si espande
fino a raggiungere tutti, e si fa avanti,
come virtu' antica
c'e' il vento che soffia
nel giardino degli ultimi
la bellezza si compie
la natura sussulta
c'e' una rosa che piange
ed il profumo si arresta
c'e' la pace, l'amore, la dignita'
ed il dolore
c'e' una rosa che piange
mentre nasce l'amore
*
III. Vito
Cuore e ragione
poesia
un intreccio di mani
che plasma la materia
per forgiare pensieri
anime e sentieri
doloroso e' il cammino
ma fecondo!
spirito libero
mai asservito ai potenti
rivoluzione d'amore!
*
IV. Vito: poeta, artista, artigiano, scultore
"Abbiamo bisogno di contadini, di poeti,
gente che sa fare il pane,
che ama gli alberi e riconosce il vento"
(da "Cedi la strada agli alberi" di Franco Arminio)
In lui si esprimevano l'arte della parola
e del fare
costruttore di opere, di sculture e di pace
si mobilitava per i diritti dei sofferenti
e per ridare dignita' alle persone
e cura alle loro famiglie
Riusciva a trattenere l'amore
recuperava bellezza dalle macerie
E' proprio vero, le imprese piu' importanti
nascono nel silenzio, che poi si fa
assordante ed arriva ovunque, la' dove
non te l'aspetti e fa rumore.
L'amore e' un atto politico, sociale.
*
V. Da immacolata a Vito
Non ti ho mai conosciuto
ma le tue opere, i tuoi
pensieri sono giunti a me
con forza e mi hanno
trafitto il cuore e la coscienza.
* * *
Allegato quarto: Saffo tradotta da Riccardo Orioles
Mi pare un dio chi felice ti siede
accanto e stretto a te le tue parole
si gode e il dolce amoroso sorriso
e il cuore balza in petto. Se ti vedo
un attimo, ammutolisce la voce
tace la lingua una fiamma sottile
mi freme lungo il corpo - piu' non vedo
e piu' non sento e sudo freddo e sono
pronta a morire...
*
Le stelle attorno alla lucente luna
ancora una volta svaniscono e lei
spande il suo chiaro sulla terra, lieve
luce d'argento...
*
Potessi averla anch'io, o Dea bionda, potessi,
aver questa fortuna!
*
Ma io ti ho amato tanto tanto ed eri
- allora - una monella goffa e magra
*
E sul mio letto morbido il tuo corpo,
se sarai stanca, posero' pian piano...
*
Hai fatto bene a venire - ti volevo
Acqua per il mio corpo che bruciava
*
Coglieva dolcissima i fiori
una ragazza - io la vidi...
*
Rabbrividi' l'anima alle colombe,
mute restarono le ali...
*
Cavalli e fanti e corpi armati in guerra
e' l'ideale di certuni - navi
sognano altri - ma il piu' grande e' l'amore.
Pensaci: pure Elena la bella,
la piu' bella di tutte, per amore
abbandono' lo sposo e ando' per mare
ad Ilio ne' mai piu' si volse indietro
e cancello' la figlia e padre e madre.
Cosi' la travolse la dea. E tu, lontana,
cosi' sei nel ricordo. E ti rivedo,
amata, che cammini nella luce
- per te tutti gli eserciti darei
del mio paese e tutte le armi e i soldati
*
D'allegri fiori cingiti i capelli,
amata mia, e intreccia le ghirlande
d'erba di campo con le dita lievi.
La nostra dea e le Grazie sono amiche dei fiori,
non ne gode lo sguardo chi non li ha per corona
*
Cosi' insieme danzavano allora le donne cretesi
muovendo svelte i piedi attorno all'ara.
Sfioravano lievi le cime
dell'erba del tenero prato
*
L'amore che mi scuote nel profondo
come vento sugli alberi, sul monte
*
Desiderio di te mi sconvolge
mi fa tremare nel corpo - l'amore
e' belva troppo dolce troppo amara
*
E non mi pensi piu', e gia' immemore voli
presso una donna che non sono io
*
La luna risplendeva piena, ed esse
si disponevan torno torno all'ara...
*
Tramonto' gia' le Pleiadi e la luna
passo' gia' mezzanotte, e passa il tempo
Ed io son qui, sola
*
A cosa, dolce amico, mi somigli?
A un alberello gentile, amico mio, assomigli
*
Queste canzoni cantero'
alle mie care ragazze...
*
"E te lo vorrei dire, ma ho paura..."
"Se tu amassi davvero, se potessi
dirmi senz'arrossire queste cose,
tu mi diresti tutto, amato mio:
e i tuoi occhi sarebbero piu' belli"
*
Ho una bambina bella, pare un fiore
dai ricci d'oro la bambina mia.
Conta piu' lei per me di tutto il regno,
conta persino piu' della mia isola amata
*
Dolce madre, non piu'
lavorero' con te su questa tela
l'amore di un ragazzo mi ha presa
e la lieve Afrodite
*
Come il frutto piu' bello, piu' rosso, sull'alto del melo
che il contadino non colse - non ce la fece a toccarlo,
troppo alto per lui era il ramo...
*
Resterai li' distesa e non ricorderanno
nulla di te ne' ci sara' rimpianto
per te che non hai scelto l'allegria,
chiusa in te stessa. Ed anche nel paese
di Ade vagherai senza sapere
fluttuando fra le informi ombre dei morti
*
Mia madre mi diceva che un bel nastro
- da ragazza, ai tempi dei nastri sui capelli -
gia' le bastava, rosso, per sentirsi piu' bella.
Ma tu, testarossa, avevi sui capelli
solamente dei fiori, tu capelli di fuoco.
Ed adesso mi chiedi un cappellino:
ma il tuo ragazzo, sai, non e' d'accordo...
*
Nella citta' lontana tu rivedi
la nostra allegra vita. Ti ricordi,
che gioia il tuo canto, e come t'ammirava
la tua compagna? Ed ora fra le donne
splendi laggiu', come la rosea luna,
a notte, fra le evanescenti stelle
le fa sbiadire e libera si posa
sul mare scintillante e sopra i fiori
dei campi - quando fresca la rugiada
li bagna e rifioriscono le rose.
E cammini e ricordi, e nostalgia
il tuo cuore d'amica getta indietro
e "Tornate!" tu gridi, muta, a noi
*
Tu mi lasciavi, io morivo. Piangevi,
dicevi: "Saffo, come non vorrei
lasciarti!". Io ti risposi: "Sii felice
dove vai, e pensa un poco a me,
perche' io ti ho amata". Vedi? Quanta gioia,
quante viole raccolte e quante rose
insieme, quanti fiori fra i capelli,
quante ghirlande a maggio mi donavi
e quante io a te, e come il corpo spargevi
di profumo lucente, e come a letto
il desiderio ardente della tua
dolce amica acquietavi...
Non c'era fonte, allora, ne' ruscello
ne' collina ne' sacro bosco senza
i nostri corpi uniti nella danza...
*
Espero, tutto riporti
quel che disperse nella luce Aurora,
riporti la capretta, riporti l'agnella,
riporti la ragazza tenerella alla madre...
*
Voce di primavera, dolce canto, usignuolo...
*
Ceci d'oro crescevano
sulla riva del mare...
*
"Gioventu', gioventu', mi lasci e te ne vai?"
"Mai piu' verro' da te, mai piu' verro'"
*
Un frammento di Alceo su Saffo
Dolce sorriso, chioma
di viola, bellissima Saffo...
* * *
Sabato 8 agosto 2026 si svolgera' il consueto incontro settimanale dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) presso la propria storica sede, la "Fattoria di Alice" in strada Tuscanese 20 appena fuori Viterbo.
*
Questa giornata sara' resa eccezionale dalla festa in onore di una delle persone partecipanti che compie gli anni ed a cui vanno i piu' fervidi auguri di viva felicita' da parte di tutte e tutti.
*
Dopo la condivisione del pasto - momento fondamentale di vicinanza, condivisione e dialogo - l'incontro proseguira' nel pomeriggio (con inizio all'incirca alle ore 14) con l'abituale esperienza partecipativa di riflessione e di testimonianza che ogni settimana coinvolge sia le persone impegnate nell'associazione che le persone ospiti, occasionali o abituali.
*
Ricordiamo ancora una volta che ogni ospite e' gradito, ogni persona che vuole partecipare e' accolta con la piu' viva cordialita'.
Tutto avviene nella gratuita' e nella condivisione, come e' sempre stata volonta' di Vito Ferrante (il fondatore di questa preziosa esperienza doi solidarieta' che ci ha lasciato il 29 aprile scorso) e come e' proprio dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" che ne prosegue l'impegno di solidarieta' e di liberazione.
Ci vediamo quindi questo sabato, come ogni sabato, alla "Fattoria di Alice". Ogni persona e' benvenuta.
*
Tra le proposte di lavoro nel pomeriggio ci sara' il consueto accostamento alle figure e alle opere di alcune donne considerate "maestre", overo punti di riferimento per la riflessione e per l'azione: ed in particolare:
- la cantante, musicista e ricercatrice cilena Violeta Parra, autrice dell'indimenticabile canzone "Gracias a la vida";
- la cantante e musicista statunitense Joan Baez, una delle voci fondamentali dell'impegno per la pace e i diritti umani;
- l'attivista per i diritti umani brasiliana Marielle Franco, brutalmente assassinata proprio per il suo impegno nonviolento contro tutte le violenze;
- l'ambientalista nativa americana Winona LaDuke, una delle voci piu' atorevoli della riflessione e dell'impegno ecologista.
E' prevista anche la lettura e il commento di alcune poesie di Saffo (di cui sara' messa a disposizione delle persone partecipanti una silloge nella traduzione di Riccardo Orioles).
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Negli incontri pomeridiani del sabato ampio spazio si dedica abitualmente anche alla riflessione sulla poesia, anche nei suoi aspetti tecnici, con la prospettiva di proseguire anche nell'esperienza della produzione di lavori in versi, come gia' realizzati lo scorso anno in memoria di Alfio Pannega e quest'anno in memoria di Vito Ferrante.
*
Ugualmente ampio spazio si dedica all'esame di situazioni concrete di diritti violati ed all'elaborazione di strategie di intervento affinche' sia le risorse della societa' civile che quelle delle istituzioni democratiche convergano nel ripristinare i diritti, nel dare risposta ai bisogni fondamentali di ogni essere umano, nel garantire assistenza a chi di assistenza ha assoluta necessita', e nel sostenere i percorsi di aiuto, di condivisione, di solidarieta' e di liberazione.
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Come di consueto in calce a questo comunicato alleghiamo alcuni dei materiali che verranno diffusi ed utilizzati nel corso dell'incontro pomeridiano, al quale (cosi' come al pranzo, ovviamente) sono invitate tutte le persone interessate a conoscere l'esperienza dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" e della Fattoria di Alice, entrambe create dall'indimenticabile Vito Ferrante che ci ha lasciato tre mesi fa.
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Per contattare l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) scrivere una e-mail a: info at ilboschettodeicorbezzoli.it, stefania0560 at hotmail.it
Le amiche e gli amici di Vito Ferrante
Viterbo, 6 agosto 2026
Mittenti: alcune amiche e alcuni amici di Vito Ferrante, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Allegato primo: Roberto Catarinozzi: Il cerchio spontaneo e il punto senza punto. Una riflessione sull'incontro di sabato scorso dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia"
Rileggendo il resoconto dell'incontro di sabato passato vorrei evidenziare gli aspetti positivi dell'incontro che va dal primo saluto con tutti, al pranzo bellissimo insieme a tante persone amiche, ed ovviamente l'incontro/cerchio che, ormai da un po', ci accomuna ed accompagna, verso una forma di liberta' con la maiuscola.
Non posso non ricordare che eravamo in tanti, almeno una quindicina se non di piu'.
Ho riscontrato una maggiore partecipazione che fa ben sperare in tanti altri incontri futuri e costruttivi.
Personalmente, ci tengo molto a questa partecipazione che deve essere interpretata nel giusto modo, un insieme di tanti pensieri a volte condivisi ed altre meno e/o per niente, ed e' questo il bello, alimenta la "sconversazione" che a volte (lo dico da osservatore non solitario) fa perdere il filo e la concentrazione in quanto se ci sono troppi interventi fuori dal filo conduttore si rischia il fuori tema...
L'obiettivo e' quello di poter ascoltare cosa ognuno ha da dire, cosa sente, raccontarci la sua storia e/o raccontare una storia e, per ottenere questo, c'e' bisogno di uno sforzo da parte di tutti (compreso chi scrive).
Personalmente ho bisogno di ascoltare chi parla, senza interruzioni, al fine di comprendere al meglio.
Mi farebbe piacere che quelle poche regole di democrazia che abbiamo condiviso liberamente, diventino il nostro motto.
Buona democrazia a tutti,
Roberto
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Promemoria: Alcune regole utili per stare bene mentre si ragiona insieme
Nel corso dei nostri incontri si lavora sulla base di alcune regole relazionali e comunicative - per cosi' dire: "alcune regole utili per stare bene mentre si ragiona insieme" - condivise dalle persone partecipanti; sintetizzandole in alcune formule essenziali esse sono:
- Si parla a turno facendo il giro;
- Si puo' parlare di tutto;
- Quando una persona parla, le altre la ascoltano senza commenti e senza interruzioni;
- Si da' a ogni persona tutto il tempo di cui ha bisogno per dire quello che vuole dire;
- Si rispetta ogni persona anche se non si e' d'accordo con quello che dice;
- Nessuno impone niente a nessuno;
- Si decidono solo le cose su cui tutte le persone sono d'accordo.
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Allegato secondo: Alessandra Casciani ricorda Alfio Pannega e Vito Ferrante
Alfio
Ciao Alfio, salutami gli angeli che ora saranno i tuoi nuovi compagni!
Quando ti ho conosciuto lavoravo a Roma, mi stavo separando dalla mia famiglia, stavo lasciando la mia citta', era un momento delicato.
A viterbo mi teneva legata mio cugino Mario, che mi conosceva sin da piccola, mi fidavo felicemente di lui e quando tornavo da Roma era lui la mia base.
Fino a quando un giorno mi porto' al CSOA Valle Faul proprio i primi giorni dopo l'occupazione: una fucina di creativita' e speranza, c'era un fermento colorato che mi eccitava, era meravigliosa quell'amalgama umano unito insieme con uno scopo. Fino a quando arrivammo da Alfio, a cui Mario, fiero, mi presento'. Stava in un cerchietto di persone, in un angolo raccolto ma esposto, mi sembrava un quadro di Toulouse-Lautrec.
Delicatamente si volto' verso di me con due occhi limpidi come il cielo sereno immersi in una faccia tutto un sorriso e mi disse: "Lo vedi 'sti ragazzi che stanno a fa'? Ma c'hanno raggione!".
Da qui e' iniziato un percorso fatto di formazione, incontri, concerti, assemblee, battaglie.
Formazione perche' la lotta nonviolenta va appresa, ma tutto va appreso "nel giusto modo", e in questo ci fu chi fu instancabile, ogni persona e' cresciuta col Centro.
Io tornavo da Roma felice per seguire una "lezione" mentre Alfio sonnecchiava su una seggiola sotto l'albero, tutti felici di trovarsi "come a scuola" ma... nel modo giusto.
Abbiamo avuto il piacere di conoscere e scambiare con personaggi delle lotte "importanti", con musicisti internazionali e non, il tutto in nome della lotta nonviolenta contro ogni ingiustizia e sopruso.
Per me e' stato un tempo bellissimo, anche se ero "saltuaria" mi sentivo a casa e sentivo un posto dove ritornare, dove c'era un nonno che con serena gioia antica mi accoglieva, sempre, e cosi' con molti.
Alfio sapeva dire e fare cio' che serviva, sapeva dare a ognuno la giusta parola, il giusto atteggiamento.
Io mi incantavo a guardare la sua gestualita' piena di grazia quando faceva le cose, sfogliava un giornale, raccoglieva il finocchietto, parlava con qualcuno... era un guardare che mi rinfrancava, vedevo amore in movimento...
Condividevamo l'amore per la natura e il piacere nella raccolta e trasformazione delle erbe spontanee, da mangiare poi magari tutti insieme in qualche leccornioso modo... al Centro si amava cucinare, ci si "ingarellava" pure... e Alfio sornione assisteva, aspettando l'occasione di entrare in scena con qualche sua rima o aneddoto, se poi c'era un musicista lo spettacolo era garantito!
Qualcuno dice che l'amore autentico non muore mai, continua a circolare...
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Vito
Devo ammettere che la sua morte e' stata proprio una brutta sorpresa, e ora c'e' da rimboccarsi le maniche... con calma.
Vito era un grande amico di Alfio e del centro sociale e non si lasciava sfuggire l'occasione di esserci nonostante fosse superimpegnato.
Con Vito avevo inizialmente una relazione mediata da Roland, con cui condivideva il piacere nel fare con le mani, l'arte di fare riciclando di cui anche Alfio fu Maestro... sapevano fare tutto, era una fortuna averli accanto!
L'attenzione per le diversita' e l'amore per la liberta' di essere e manifestarsi.
Con Vito abbiamo condiviso iniziative bellissime.
In occasione di un raduno nazionale degli ecovillaggi, sul tema delle diversita', abbiamo invitato Vito col suo gruppo, qualcuno del gruppo che venne con Vito si ricordera' forse.
Una volta invece andammo io e Ro' alla Fattoria per montare tre tepee (le tradizionali tende dei nativi americano), fu bello, abbiamo anche delle foto, ma il progetto nel tempo si areno'... Vito voleva fare un totem al centro dei tre tepee, per radunarcisi intorno e leggere poesie indiane, racconti, storie, la cultura, il modo in cui erano legati alla terra...
Un giorno invece, un annetto prima di andarsene, incontrai Vito col furgone vicino casa mia, si fermo', mi saluto' e col suo candore sorridente mi disse: "Eh, io faccio questo", indicando con le mani il furgone.
Era totalmente sereno, al di la' dei suoi guai, forse c'erano due o tre persone con lui.
Sin da piccola, alla morte di qualche autentico "grande", mi impaurivo. Ricordo quando mori' Madre Teresa, pensai che stavamo rimanendo soli, senza piu' Maestri e che "il male" avrebbe potuto sovrastare...
Poi, andando avanti ho capito che la paura e' di perdere l'umanita', di non trovarla piu' nelle persone, e allora ecco che la perdita di Vito mi fa riemergere questi timori.
Per fortuna che ci sono i pranzi alla Fattoria dove di umanita' se ne incontra in abbondanza!
Grazie Vito, a buon rendere.
* * *
Allegato terzo: Immacolata ricorda Vito Ferrante
I. Vito "come folgore sulla via di Damasco"
Quanto fragore
nel silenzio del mondo
c'e' un uomo
sotto l'albero del noce
che insegue la bellezza
mentre scorre la vita.
*
II. Giardino primavera
C'e' una rosa che piange la'
nel giardino degli ultimi
ed il profumo si espande
fino a raggiungere tutti, e si fa avanti,
come virtu' antica
c'e' il vento che soffia
nel giardino degli ultimi
la bellezza si compie
la natura sussulta
c'e' una rosa che piange
ed il profumo si arresta
c'e' la pace, l'amore, la dignita'
ed il dolore
c'e' una rosa che piange
mentre nasce l'amore
*
III. Vito
Cuore e ragione
poesia
un intreccio di mani
che plasma la materia
per forgiare pensieri
anime e sentieri
doloroso e' il cammino
ma fecondo!
spirito libero
mai asservito ai potenti
rivoluzione d'amore!
*
IV. Vito: poeta, artista, artigiano, scultore
"Abbiamo bisogno di contadini, di poeti,
gente che sa fare il pane,
che ama gli alberi e riconosce il vento"
(da "Cedi la strada agli alberi" di Franco Arminio)
In lui si esprimevano l'arte della parola
e del fare
costruttore di opere, di sculture e di pace
si mobilitava per i diritti dei sofferenti
e per ridare dignita' alle persone
e cura alle loro famiglie
Riusciva a trattenere l'amore
recuperava bellezza dalle macerie
E' proprio vero, le imprese piu' importanti
nascono nel silenzio, che poi si fa
assordante ed arriva ovunque, la' dove
non te l'aspetti e fa rumore.
L'amore e' un atto politico, sociale.
*
V. Da immacolata a Vito
Non ti ho mai conosciuto
ma le tue opere, i tuoi
pensieri sono giunti a me
con forza e mi hanno
trafitto il cuore e la coscienza.
* * *
Allegato quarto: Saffo tradotta da Riccardo Orioles
Mi pare un dio chi felice ti siede
accanto e stretto a te le tue parole
si gode e il dolce amoroso sorriso
e il cuore balza in petto. Se ti vedo
un attimo, ammutolisce la voce
tace la lingua una fiamma sottile
mi freme lungo il corpo - piu' non vedo
e piu' non sento e sudo freddo e sono
pronta a morire...
*
Le stelle attorno alla lucente luna
ancora una volta svaniscono e lei
spande il suo chiaro sulla terra, lieve
luce d'argento...
*
Potessi averla anch'io, o Dea bionda, potessi,
aver questa fortuna!
*
Ma io ti ho amato tanto tanto ed eri
- allora - una monella goffa e magra
*
E sul mio letto morbido il tuo corpo,
se sarai stanca, posero' pian piano...
*
Hai fatto bene a venire - ti volevo
Acqua per il mio corpo che bruciava
*
Coglieva dolcissima i fiori
una ragazza - io la vidi...
*
Rabbrividi' l'anima alle colombe,
mute restarono le ali...
*
Cavalli e fanti e corpi armati in guerra
e' l'ideale di certuni - navi
sognano altri - ma il piu' grande e' l'amore.
Pensaci: pure Elena la bella,
la piu' bella di tutte, per amore
abbandono' lo sposo e ando' per mare
ad Ilio ne' mai piu' si volse indietro
e cancello' la figlia e padre e madre.
Cosi' la travolse la dea. E tu, lontana,
cosi' sei nel ricordo. E ti rivedo,
amata, che cammini nella luce
- per te tutti gli eserciti darei
del mio paese e tutte le armi e i soldati
*
D'allegri fiori cingiti i capelli,
amata mia, e intreccia le ghirlande
d'erba di campo con le dita lievi.
La nostra dea e le Grazie sono amiche dei fiori,
non ne gode lo sguardo chi non li ha per corona
*
Cosi' insieme danzavano allora le donne cretesi
muovendo svelte i piedi attorno all'ara.
Sfioravano lievi le cime
dell'erba del tenero prato
*
L'amore che mi scuote nel profondo
come vento sugli alberi, sul monte
*
Desiderio di te mi sconvolge
mi fa tremare nel corpo - l'amore
e' belva troppo dolce troppo amara
*
E non mi pensi piu', e gia' immemore voli
presso una donna che non sono io
*
La luna risplendeva piena, ed esse
si disponevan torno torno all'ara...
*
Tramonto' gia' le Pleiadi e la luna
passo' gia' mezzanotte, e passa il tempo
Ed io son qui, sola
*
A cosa, dolce amico, mi somigli?
A un alberello gentile, amico mio, assomigli
*
Queste canzoni cantero'
alle mie care ragazze...
*
"E te lo vorrei dire, ma ho paura..."
"Se tu amassi davvero, se potessi
dirmi senz'arrossire queste cose,
tu mi diresti tutto, amato mio:
e i tuoi occhi sarebbero piu' belli"
*
Ho una bambina bella, pare un fiore
dai ricci d'oro la bambina mia.
Conta piu' lei per me di tutto il regno,
conta persino piu' della mia isola amata
*
Dolce madre, non piu'
lavorero' con te su questa tela
l'amore di un ragazzo mi ha presa
e la lieve Afrodite
*
Come il frutto piu' bello, piu' rosso, sull'alto del melo
che il contadino non colse - non ce la fece a toccarlo,
troppo alto per lui era il ramo...
*
Resterai li' distesa e non ricorderanno
nulla di te ne' ci sara' rimpianto
per te che non hai scelto l'allegria,
chiusa in te stessa. Ed anche nel paese
di Ade vagherai senza sapere
fluttuando fra le informi ombre dei morti
*
Mia madre mi diceva che un bel nastro
- da ragazza, ai tempi dei nastri sui capelli -
gia' le bastava, rosso, per sentirsi piu' bella.
Ma tu, testarossa, avevi sui capelli
solamente dei fiori, tu capelli di fuoco.
Ed adesso mi chiedi un cappellino:
ma il tuo ragazzo, sai, non e' d'accordo...
*
Nella citta' lontana tu rivedi
la nostra allegra vita. Ti ricordi,
che gioia il tuo canto, e come t'ammirava
la tua compagna? Ed ora fra le donne
splendi laggiu', come la rosea luna,
a notte, fra le evanescenti stelle
le fa sbiadire e libera si posa
sul mare scintillante e sopra i fiori
dei campi - quando fresca la rugiada
li bagna e rifioriscono le rose.
E cammini e ricordi, e nostalgia
il tuo cuore d'amica getta indietro
e "Tornate!" tu gridi, muta, a noi
*
Tu mi lasciavi, io morivo. Piangevi,
dicevi: "Saffo, come non vorrei
lasciarti!". Io ti risposi: "Sii felice
dove vai, e pensa un poco a me,
perche' io ti ho amata". Vedi? Quanta gioia,
quante viole raccolte e quante rose
insieme, quanti fiori fra i capelli,
quante ghirlande a maggio mi donavi
e quante io a te, e come il corpo spargevi
di profumo lucente, e come a letto
il desiderio ardente della tua
dolce amica acquietavi...
Non c'era fonte, allora, ne' ruscello
ne' collina ne' sacro bosco senza
i nostri corpi uniti nella danza...
*
Espero, tutto riporti
quel che disperse nella luce Aurora,
riporti la capretta, riporti l'agnella,
riporti la ragazza tenerella alla madre...
*
Voce di primavera, dolce canto, usignuolo...
*
Ceci d'oro crescevano
sulla riva del mare...
*
"Gioventu', gioventu', mi lasci e te ne vai?"
"Mai piu' verro' da te, mai piu' verro'"
*
Un frammento di Alceo su Saffo
Dolce sorriso, chioma
di viola, bellissima Saffo...
* * *
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