[nonviolenza] Nell'incontro di sabato 8 agosto dell'Afesopsit a Viterbo una doppia festa e molti doni (e in allegato due nuovi ricordi di Alfio e di Vito, e le poesie di Saffo tradotte da Riccardo Orioles)



NELL'INCONTRO DI SABATO 8 AGOSTO DELL'AFESOPSIT A VITERBO UNA DOPPIA FESTA E MOLTI DONI (E IN ALLEGATO DUE NUOVI RICORDI DI ALFIO E DI VITO, E LE POESIE DI SAFFO TRADOTTE DA RICCARDO ORIOLES)

Sabato 8 agosto 2026 si e' tenuto il consueto incontro settimanale dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) presso la propria storica sede, la "Fattoria di Alice" in strada Tuscanese 20 appena fuori Viterbo.
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Memento
Ricordiamo ancora una volta che negli incontri settimanali dell'Afesopsit ogni ospite e' gradito, ogni persona che vuole partecipare e' accolta con la piu' viva cordialita'. E tutto avviene nella gratuita' e nella condivisione, come e' sempre stata volonta' di Vito Ferrante (il fondatore di questa preziosa esperienza di solidarieta' che ci ha lasciato il 29 aprile scorso) e come quindi e' proprio dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" che ne prosegue concretamente e coerentemente l'impegno di solidarieta' e di liberazione.
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Il pasto in comune
Come sempre la preparazione e la consumazione del pasto in comune - momento fondamentale di vicinanza, condivisione e dialogo - e' stata anche un'occasione felice e feconda per condividere confidenze, emozioni, notizia e conoscenze; per rinsaldare ancor piu' i legami di amicizia e di solidarieta'; per praticare l'accoglienza verso chi partecipava per la prima volta; per il dialogo riconoscente, il colloquio corale, per assaporare ancora e ancora il sentimento gioioso e struggente della vicinanza accudente e della reciproca comprensione.
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Una doppia festa di compleanno per Chiara e per Olga
Al termine del pranzo le due festeggiate, Chiara ed Olga, hanno spento le candeline delle torte dedicate ed hanno ricevuto alcuni doni.
Per entrambe e' stato predisposto un attestato che ne elenca le principali qualita' e testimonia la gratitudine che tutte le persone dell'associazione nutrono  nei loro confronti.
Il testo dell'attestato sia a Chiara che ad Olga recava le seguenti parole:
"e' la migliore delle persone
per sincerita',
gentilezza e generosita'.
Essere sue amiche e suoi amici
e' per noi un onore e una gioia".
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Quattro attestati per quattro eccellenze
Sono poi stati consegnati alcuni attestati a persone che nell'esperienza dell'associazione e degli incontri settimanali hanno dato un contributo eccezionale.
In particolare a Giorgio e' stato consegnato l'attestato come
"profondo conoscitore dell’opera lirica
e pregevole interprete
di arie rossiniane,
mozartiane e verdiane".
A Guerrino e' stato consegnato l'attestato come
"profondo conoscitore
e pregevole interprete
della musicale popolare contemporanea
espressione del sentire dei giovani
e del loro impegno di trasformazione
della realta'
per realizzare giustizia e liberta'".
A Roberto e' stato consegnato l'attestato come
"conoscitore ed interprete
sapiente e finissimo
della danza che illumina la vita
ed agile valente ballerino
i cui volteggi incantano".
A Sabina  e' stato consegnato l'attestato come
"profonda conoscitrice
e pregevole interprete
del patrimonio musicale
dei popoli di molti paesi
della cui cultura
e' appassionata messaggera".
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Nel pomeriggio un colloquio corale
L'incontro e' poi proseguito nel pomeriggio con l'abituale esperienza partecipativa di riflessione e di testimonianza che ogni settimana coinvolge sia le persone impegnate nell'associazione che le persone ospiti, occasionali o abituali.
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Ancora un ringraziamento a Riccardo Orioles, anche per il graditissimo dono delle sue traduzioni di Saffo
Tutte le persone partecipanti, che la scorsa settimana avevano rivolto un commosso omaggio corale all'illustre giornalista e militante antimafia Riccardo Orioles, avendo ricevuto un messaggio di Orioles che le ringraziava dell'amicizia che ricambiava con affetto vivissimo, hanno ringraziato ancora l'illustre giornalista e militante antimafia che ha inviato in dono una silloge di sue traduzioni di Saffo; la silloge e' stata stampata e diffusa a tutte le persone presenti (da alcune settimane negli incontri del sabato si leggono e commentano le poesie di Saffo nel testo greco originale e nelle traduzioni sia all'impronta, sia di illlustri poeti e grecisti come Salvatore Quasimodo e Manara Valgimigli).
Il dono di Riccardo Orioles ha profondamente commosso tutte le persone presenti, che anche di questo lo ringraziano ancora, ma soprattutto ancora lo ringraziano per la sua lotta contro i poteri criminali che continua da un'intera vita anche nel ricordo del suo maestro e compagno di giornalismo, il martire della lotta antimafia Pippo Fava.
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Un vivo ringraziamento al professor Nando dalla Chiesa
Successivamente e' stata data notizia della lettera ricevuta da parte del professor Nando dalla Chiesa, uno dei piu' illustri intellettuali e militanti contro i poteri criminali e una delle figure piu' luminose della storia dell'Italia civile, che avendo letto il resoconto del precedente incontro dell'Afesopsit (l'incontro di sabato primo agosto) aveva voluto esprimere il suo apprezzamento e la sua solidarieta' a questa esperienza.
Uno dei partecipanti all'incontro ha illustrato la figura, le opere e i meriti immensi del professor Nando dalla Chiesa, e tutte le persone presenti hanno espresso sincera gratitudine all'illustre personalita' con profonda commozione, anche nel ricordo del padre del professor Dalla Chiesa, il martire della lotta contro la mafia Carlo Alberto dalla Chiesa.
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Un ricordo di Francesco Guccini
Vi e' stato poi un ricordo di Francesco Guccina da parte di una delle persone partecipanti che non solo come tutte le altre ha profondamente amato le canzoni del cantautore ora scomparso, ma ha avuto occasione di apprezzarne l'impegno nel corso di alcune iniziative di lotta nonviolenta in difesa dei diritti umani e in difesa del mondo vivente.
Di seguito riportiamo una sintesi della sua testimonianza.
"Anche per me, come per tutti quelli della mia generazione, le canzoni di Francesco Guccini sono state una presenza importante: non solo le abbiamo ascoltate e cantate, ma anche ragionate riconoscendoci sovente nelle loro parole, e nelle emozioni, nei pensieri e negli appelli all'impegno che proponevano. E mi accorgo adesso di ricordare ancora perfettamente gran parte delle sue canzoni degli anni Sessanta e Settanta.
La persona, invece, mi e' capitato di incrociarla due volte.
La prima volta alla fine degli anni Settanta o all'inizio degli anni Ottanta: ero impegnato allora nella campagna per l'abolizione dei manicomi criminali (in sigla: Opg, ovvero Ospedali psichiatrici giudiziari), che grazie alla loro natura ancipite - sia carceri che manicomi - erano sfuggiti tanto alla riforma penitenziaria del 1975 quanto alla riforma dell'assistenza psichiatrica e sanitaria del 1978; e nell'ambito di quell'impegno mi e' capitato di prendere la parola sul palco di un concerto di Francesco Guccini immediatamente prima che lui cominciasse a cantare: era il suo modo per sostenere la nostra iniziativa (e tante altre iniziative per i diritti umani di tutti gli esseri umani), e gliene sono ancora grato.
Solo molti anni dopo i manicomi criminali furono finalmente aboliti e quell'indicibile crudelissima infamia e' cessata (anche se al loro posto restano ambigue strutture denominate Rems, acronimo che sta per Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza, che ne mantengono di fatto alcuni tratti - ma non piu' i piu' ripugnanti e disumani).
La seconda volta molti anni dopo, credo negli anni Dieci di questo secolo: ero allora impegnato insieme a un pugno di persone amiche nella lotta contro la dissennata, sciagurata ed illegale realizzazione di un mega-aeroporto a Viterbo che avrebbe devastato irreversibilmente la preziosa area termale, archeologica e naturalistica del Bulicame (di cui fa esplicita e ripetuta menzione Dante nella Divina Commedia); Francesco Guccini, che aveva forti legami di amicizia con uno di noi, volle sostenerci con la sua autorevole adesione al nostro appello, e gliene sono ancora grato.
Quel devastante, insensato e criminale mega-aeroporto - grazie alla nostra decisiva lotta - non e' poi stato costruito, e l'area del Bulicame (che a Viterbo chiamiamo Bullicame) e' ancora li', semiabbandonata ma non cementificata, non devastata irreversibilmente.
Era un compagno di lotte nonviolente, Francesco Guccini.
Non solo il poeta, il musicista, l'osservatore acuto della societa' e dei costumi di cui oggi parlano nei loro necrologi un po' tutti.
E' tutto vero, ma per noi e' stato qualcosa di piu': un compagno di lotte nonviolente necessarie, le cui parole ci sono sovente servite per esprimere alcune cose che ci stavano a cuore, il cui impegno di artista e' stato anche un impegno morale e politico - per la liberazione dell'umanita' e per la salvaguardia del mondo vivente - che in tante e tanti abbiamo condiviso e di cui oggi c'e' ancor piu' bisogno".
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Le regole di condotta condivise nei nostri incontri
Come di consueto alle persone partecipanti all'incontro sono stati poi diffusi alcuni materiali di studio e di riflessione utili per il lavoro comune.
Tra questi una riflessione di Roberto (peraltro presente come sempre all'incontro), che descrivendo il senso e il fine degli incontri del sabato dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" argomentava e riproponeva i criteri condivisi fin dal primo degli incontri settimanali pomeridiani; criteri che trascriviamo qui ancora una volta:
- Si parla a turno facendo il giro;
- Si puo' parlare di tutto;
- Quando una persona parla, le altre la ascoltano senza commenti e senza interruzioni;
- Si da' a ogni persona tutto il tempo di cui ha bisogno per dire quello che vuole dire;
- Si rispetta ogni persona anche se non si e' d'accordo con quello che dice;
- Nessuno impone niente a nessuno;
- Si decidono solo le cose su cui tutte le persone sono d'accordo.
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Un poemetto di Titti e due commemorazioni di Alessandra
Nella cartella dei materiali c'erano anche un poemetto di Immacolata (Titti) dedicato a Vito Ferrante che ci ha lasciato lo scorso aprile, e due testimonianze su Alfio Pannega e su Vito Ferrante scritte da Alessandra.
Riproponiamo qui di seguito gli scritti di Titti e di Alessandra, che erano presenti e che abbiamo tutte e tutti ringraziato con una commozione che giungeva fino alle lacrime.

Immacolata (Titti) ricorda Vito Ferrante

I. Vito "come folgore sulla via di Damasco"

Quanto fragore
nel silenzio del mondo
c'e' un uomo
sotto l'albero del noce
che insegue la bellezza
mentre scorre la vita.

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II. Giardino primavera

C'e' una rosa che piange la'
nel giardino degli ultimi
ed il profumo si espande
fino a raggiungere tutti, e si fa avanti,
come virtu' antica

c'e' il vento che soffia
nel giardino degli ultimi
la bellezza si compie
la natura sussulta

c'e' una rosa che piange
ed il profumo si arresta
c'e' la pace, l'amore, la dignita'
ed il dolore

c'e' una rosa che piange
mentre nasce l'amore

*

III. Vito

Cuore e ragione
poesia
un intreccio di mani
che plasma la materia
per forgiare pensieri
anime e sentieri

doloroso e' il cammino
ma fecondo!

spirito libero
mai asservito ai potenti
rivoluzione d'amore!

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IV. Vito: poeta, artista, artigiano, scultore

"Abbiamo bisogno di contadini, di poeti,
gente che sa fare il pane,
che ama gli alberi e riconosce il vento"
(da "Cedi la strada agli alberi" di Franco Arminio)

In lui si esprimevano l'arte della parola
e del fare
costruttore di opere, di sculture e di pace
si mobilitava per i diritti dei sofferenti
e per ridare dignita' alle persone
e cura alle loro famiglie

Riusciva a trattenere l'amore
recuperava bellezza dalle macerie

E' proprio vero, le imprese piu' importanti
nascono nel silenzio, che poi si fa
assordante ed arriva ovunque, la' dove
non te l'aspetti e fa rumore.

L'amore e' un atto politico, sociale.

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V. Da immacolata a Vito

Non ti ho mai conosciuto
ma le tue opere, i tuoi
pensieri sono giunti a me
con forza e mi hanno
trafitto il cuore e la coscienza.

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Alessandra ricorda Alfio e Vito

Alfio
Ciao Alfio, salutami gli angeli che ora saranno i tuoi nuovi compagni!
Quando ti ho conosciuto lavoravo a Roma, mi stavo separando dalla mia famiglia, stavo lasciando la mia citta', era un momento delicato.
A Viterbo mi teneva legata mio cugino Mario, che mi conosceva sin da piccola, mi fidavo felicemente di lui e quando tornavo da Roma era lui la mia base.
Fino a quando un giorno mi porto' al CSOA Valle Faul proprio i primi giorni dopo l'occupazione: una fucina di creativita' e speranza, c'era un fermento colorato che mi eccitava, era meravigliosa quell'amalgama umano unito insieme con uno scopo. Fino a quando arrivammo da Alfio, a cui Mario, fiero, mi presento'. Stava in un cerchietto di persone, in un angolo raccolto ma esposto, mi sembrava un quadro di Toulouse-Lautrec.
Delicatamente si volto' verso di me con due occhi limpidi come il cielo sereno immersi in una faccia tutto un sorriso e mi disse: "Lo vedi 'sti ragazzi che stanno a fa'? Ma c'hanno raggione!".
Da qui e' iniziato un percorso fatto di formazione, incontri, concerti, assemblee, battaglie.
Formazione perche' la lotta nonviolenta va appresa, ma tutto va appreso "nel giusto modo", e in questo ci fu chi fu instancabile, ogni persona e' cresciuta col Centro.
Io tornavo da Roma felice per seguire una "lezione" mentre Alfio sonnecchiava su una seggiola sotto l'albero, tutti felici di trovarsi "come a scuola" ma... nel modo giusto.
Abbiamo avuto il piacere di conoscere e scambiare con personaggi delle lotte "importanti", con musicisti internazionali e non, il tutto in nome della lotta nonviolenta contro ogni ingiustizia e sopruso.
Per me e' stato un tempo bellissimo, anche se ero "saltuaria" mi sentivo a casa e sentivo un posto dove ritornare, dove c'era un nonno che con serena gioia antica mi accoglieva, sempre, e cosi' con molti.
Alfio sapeva dire e fare cio' che serviva, sapeva dare a ognuno la giusta parola, il giusto atteggiamento.
Io mi incantavo a guardare la sua gestualita' piena di grazia quando faceva le cose, sfogliava un giornale, raccoglieva il finocchietto, parlava con qualcuno... era un guardare che mi rinfrancava, vedevo amore in movimento...
Condividevamo l'amore per la natura e il piacere nella raccolta e trasformazione delle erbe spontanee, da mangiare poi magari tutti insieme in qualche leccornioso modo... al Centro si amava cucinare, ci si "ingarellava" pure... e Alfio sornione assisteva, aspettando l'occasione di entrare in scena con qualche sua rima o aneddoto, se poi c'era un musicista lo spettacolo era garantito!
Qualcuno dice che l'amore autentico non muore mai, continua a circolare...
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Vito
Devo ammettere che la sua morte e' stata proprio una brutta sorpresa, e ora c'e' da rimboccarsi le maniche... con calma.
Vito era un grande amico di Alfio e del centro sociale e non si lasciava sfuggire l'occasione di esserci nonostante fosse superimpegnato.
Con Vito avevo inizialmente una relazione mediata da Roland, con cui condivideva il piacere nel fare con le mani, l'arte di fare riciclando di cui anche Alfio fu Maestro... sapevano fare tutto, era una fortuna averli accanto!
L'attenzione per le diversita' e l'amore per la liberta' di essere e manifestarsi.
Con Vito abbiamo condiviso iniziative bellissime.
In occasione di un raduno nazionale degli ecovillaggi, sul tema delle diversita', abbiamo invitato Vito col suo gruppo, qualcuno del gruppo che venne con Vito si ricordera' forse.
Una volta invece andammo io e Ro' alla Fattoria per montare tre tepee (le tradizionali tende dei nativi americano), fu bello, abbiamo anche delle foto, ma il progetto nel tempo si areno'... Vito voleva fare un totem al centro dei tre tepee, per radunarcisi intorno e leggere poesie indiane, racconti, storie, la cultura, il modo in cui erano legati alla terra...
Un giorno invece, un annetto prima di andarsene, incontrai Vito col furgone vicino casa mia, si fermo', mi saluto' e col suo candore sorridente mi disse: "Eh, io faccio questo", indicando con le mani il furgone.
Era totalmente sereno, al di la' dei suoi guai, forse c'erano due o tre persone con lui.
Sin da piccola, alla morte di qualche autentico "grande", mi impaurivo. Ricordo quando mori'  Madre Teresa, pensai che stavamo rimanendo soli, senza piu' Maestri e che "il male" avrebbe potuto sovrastare...
Poi, andando avanti ho capito che la paura e' di perdere l'umanita', di non trovarla piu' nelle persone, e allora ecco che la perdita di Vito mi fa riemergere questi timori.
Per fortuna che ci sono i pranzi alla Fattoria dove di umanita' se ne incontra in abbondanza!
Grazie Vito, a buon rendere.
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Ancora alcune nostre maestre di vita, di pensiero, di azione
Vi e' stato poi l'accostamento, favorito dalla diffusione a tutte le persone partecipanti di fotoritratti di grande formato, alle figure e alle opere di alcune donne che consideriamo nostre "maestre", overo punti di riferimento per la riflessione e per l'azione; ed in particolare:
- la cantante, musicista e ricercatrice cilena Violeta Parra, autrice dell'indimenticabile canzone "Gracias a la vida";
- la cantante e musicista statunitense Joan Baez, una delle voci fondamentali dell'impegno per la pace e i diritti umani;
- l'attivista per i diritti umani brasiliana Marielle Franco, brutalmente assassinata proprio per il suo impegno nonviolento contro tutte le violenze;
- l'ambientalista nativa americana Winona LaDuke, una delle voci piu' autorevoli della riflessione e dell'impegno ecologista.
Queste figure si aggiungono a quelle gia' proposte nei precedenti incontri, tra cui particolarmente: Svetlana Aleksievic, Mahsa Amini, Tina Anselmi, Hannah Arendt, Maria Callas, Berta Caceres, Emily Dickinson, Marianella Garcia, Natalia Ginzburg, Etty Hillesum, Billie Holiday, Frida Khalo, Rosa Luxemburg, Wangari Maathai, Lidia Menapace, Maria Montessori, Franca Ongaro Basaglia, Sylvia Plath, Rossana Rossanda, Vandana Shiva, Nina Simone, Bertha von Suttner, Wislawa Szymborska, Silvia Vegetti Finzi, Simone Weil,  Mary Wollstonecraft, Virginia Woolf, Adriana Zarri.
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"Gracias a la vida"
Dopo una illustrazione della figura e dell'opera di Violeta Parra e' stata ascoltata con intensa commozione la registrazione di una sua esecuzione della sua canzone piu' famosa, "Gracias a la vida", di cui e' stata anche letta una traduzione per una comprensione piu' completa.
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Cantando alcune canzoni di Joan Baez
Successivamente, dopo una descrizione della persona e delle canzoni piu' note di Joan Baez, sono state intonate e tradotte alcune delle canzoni del suo repertorio, che come e' noto comprende sia canzoni originali che canzoni della tradizione popolare e delle lotte per i diritti umani e contro la guerra.
Sono state prima intonate e poi tradotte due canzoni indimenticabili come "Kumbaya" e "Where have all the flowers gone"; poi, ricordando un celebre concerto italiano di Joan Baez successivamente divenuto un album ascoltatissimo, "24 luglio 1970 Joan Baez all'Arena Civica di Milano", e' stata cantata in coro la canzone italiana che allora la Baez inseri' nel concerto: "C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones".
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Una nostra sorella assassinata
E' stata quindi ricordata Marielle Franco, che proprio perche' difendeva i diritti umani di tutti gli esseri umani fu assassinata a Rio de Janeiro il 14 marzo 2018, a soli 38 anni. Ma noi abbiamo voluto ricordarla con una sua immagine sorridente che irradia gentilezza e felicita', che esprime tutto il suo amore per la vita e per l'umanita', un amore che nessuna violenza potra' mai estinguere.
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Difendere la Madre Terra e i diritti umani di tutti gli esseri umani
La descrizione della vita e dell'azione di Winona LaDuke e' stata anche occasione per una digressione sulla lotta dei nativi americani in difesa sia della Madre Terra che dei diritti umani di tutti gli esseri umani.
E' stata narrata quindi la storia dei massacri commessi dagli invasori europei per appropriarsi dell'immenso continente americano sottraendolo a chi li' gia' viveva; ed in particolare e' stata approfondita la lotta condotta a partire dalla fine degli anni Sessanta del Novecento dall'American Indian Movement, ricordando particolarmente anche le esperienze dell'occupazione di Alcatraz, del "sentiero dei trattati infranti" e dell'occupazione di Wounded Knee.
Uno specifico approfondimento e' stato dedicato alla figura e alla vicenda di Leonard Peltier, che dopo quasi cinquant'anni di prigionia per un crimine di cui era innocente, nel 2025 e' potuto tornare a vivere nella sua casa tra i suoi familiari e il suo popolo, verosimilmente anche grazie ad una tenace ed efficace campagna di solidarieta' internazionale cui alcuni di noi hanno preso parte.
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Tre iniziative per la democrazia, la dignita' umana, la pace che salva le vite
Una parte dell'incontro e' stata dedicata anche all'illustrazione di tre iniziative  per la democrazia, la dignita' umana, la pace che salva le vite; iniziative in cui sono gia' impegnate molte persone amiche che con la scelta della nonviolenza, la forza della verita' e la civilta' dell'amore si adoperano per la pace "disarmata e disarmante" e si oppongono al razzismo, alla guerra, a tutte le uccisioni, a tutte le ingiustizie, a tutte le violenze.
In estrema sintesi ecco le tre iniziative che sono state illustrate da una delle persone promotrici ospite dell'incontro:
- "Una persona, un voto": affinche' ovunque valga la democrazia che stabilisce che tutte le persone hanno il diritto di esprimere il loro voto nel luogo in cui vivono sulle questioni che tutti riguardano;
- "Per la liberazione di Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese", affinche' possa dare un decisivo contributo per la pace e per la convivenza in Medio Oriente nel rispetto dei diritti umani di tutti gli esseri umani, nel riconoscimento dell'esistenza e dei diritti di tutti i popoli, nella scelta della democrazia, della legalita' che salva le vite, del dialogo nella verita' e nel riconoscimento della dignita' di ogni essere umano e di ogni popolo;
- "Per la pace nel cuore d'Europa": affinche' cessino le stragi e le devastazioni, affinche' si riconosca che ogni essere umano ha diritto ala vita e quindi si abolisca la guerra che sempre e solo uccide gli esseri umani.
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Sabato 22 agosto si svolgera' il prossimo incontro
Il prossimo incontro si svolgera' sabato 22 agosto sempre presso la Fattoria di Alice in strada Tuscanese 20 a ridosso della citta' di Viterbo.
Tutte le persone interessate sono invitate a partecipare.
Ogni persona e' un'ospite gradita.
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Per informazioni e contatti
Per contattare l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) scrivere una e-mail a: info at ilboschettodeicorbezzoli.it, stefania0560 at hotmail.it

Le amiche e gli amici di Vito Ferrante e dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia"

Viterbo, 9 agosto 2026

Mittenti: alcune amiche e alcuni amici di Vito Ferrante e dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia", e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it

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Allegato primo: Federica La Perna ricorda Alfio Pannega

Il folletto saggio

Se mi chiedete "Chi era Alfio Pannega?", io non so rispondervi.
Non so rispondervi perche' non e' facile metterlo in una scatola, attaccargli un'etichetta e riporla ordinatamente nell'armadio dei ricordi.
Non e' facile perche', quando l'ho conosciuto, ero poco piu' di una ragazzina che condiva la vita (che non voleva vivere) con tanta fantasia.
Non e' facile perche' Alfio non era facile.
Non era una di quelle persone che puoi definire al primo sguardo.
Alfio, per capirlo un po', lo dovevi osservare. E soprattutto, lo dovevi ascoltare.
E io, dopo un po' che lo osservavo,  mi sono ritrovata a pensare: "Questo vecchietto malconcio e' incredibilmente gentile e ruvido allo stesso tempo. Una specie di misterioso punto di incontro tra il Vecchio Saggio e il Folletto".
In lui la durezza della sofferenza si fondeva con uno sguardo puro e una dolcezza giocosa, che non entravano mai in contrasto, ma creavano una sorta di equilibrio magico.
Non possedeva nulla, eppure si muoveva tra le cose con una leggerezza che a me pareva impossibile. E davanti a lui, io mi domandavo continuamente: "Come fa? Come fa a non essere arrabbiato col mondo? Come fa ad essere felice?
Come si puo' rimanere umani ed essere felici, quando si e' attraversato il dolore e non si possiede nulla?
La risposta l'ho cercata tanto e non l'ho trovata in una teoria, in una religione, in una filosofia. Credo di averla trovata nell'esistenza stessa di persone come Alfio.
L'ho trovata nel suo amore per la conoscenza, nel senso profondo di espressione della liberta' interiore che avevano per lui l'istruzione, la cultura e l'arte. L'ho trovata nella dignita' con cui amava e perdonava la vita, senza mai dimenticare.
Per me Alfio non e' un ricordo: e' il custode dell'essenza stessa della vita.
La prova che il senso dello stare al mondo non si trova in cio' che questo ti offre, ma nel modo in cui tu decidi di starci.
Per questo, Alfio, io ti ringrazio, ovunque tu sia.

* * *

Allegato secondo: Fedele Desolati ricorda Vito Ferrante

Non capita a tutti la buona ventura
di esser stati vivi prima di morire
a Vito capito'.

Volle essere tutto e tutto sentire
saper fare tutto e veramente farlo
sempre ricordando la cosa che piu' conta.

E la cosa che piu' conta
tutti la sanno ma ci vuole cuore
per decidere di farla tanto e' faticosa.

E' prendersi cura gli uni degli altri
a tutti recare aiuto e conforto
condividere con tutti quel che hai.

E' stato un buon amico e un buon compagno
sempre ha lottato contro l'oppressione
sempre ha voluto la liberta' per tutti.

* * *

Allegato terzo: Saffo tradotta da Riccardo Orioles

Mi pare un dio chi felice ti siede
accanto e stretto a te le tue parole
si gode e il dolce amoroso sorriso
e il cuore balza in petto. Se ti vedo
un attimo, ammutolisce la voce
tace la lingua una fiamma sottile
mi freme lungo il corpo - piu' non vedo
e piu' non sento e sudo freddo e sono
pronta a morire...

*

Le stelle attorno alla lucente luna
ancora una volta svaniscono e lei
spande il suo chiaro sulla terra, lieve
luce d'argento...

*

Potessi averla anch'io, o Dea bionda, potessi,
aver questa fortuna!

*

Ma io ti ho amato tanto tanto ed eri
- allora - una monella goffa e magra

*

E sul mio letto morbido il tuo corpo,
se sarai stanca, posero' pian piano...

*

Hai fatto bene a venire - ti volevo
Acqua per il mio corpo che bruciava

*

Coglieva dolcissima i fiori
una ragazza - io la vidi...

*

Rabbrividi' l'anima alle colombe,
mute restarono le ali...

*

Cavalli e fanti e corpi armati in guerra
e' l'ideale di certuni - navi
sognano altri - ma il piu' grande e' l'amore.
Pensaci: pure Elena la bella,
la piu' bella di tutte, per amore
abbandono' lo sposo e ando' per mare
ad Ilio ne' mai piu' si volse indietro
e cancello' la figlia e padre e madre.
Cosi' la travolse la dea. E tu, lontana,
cosi' sei nel ricordo. E ti rivedo,
amata, che cammini nella luce
- per te tutti gli eserciti darei
del mio paese e tutte le armi e i soldati

*

D'allegri fiori cingiti i capelli,
amata mia, e intreccia le ghirlande
d'erba di campo con le dita lievi.
La nostra dea e le Grazie sono amiche dei fiori,
non ne gode lo sguardo chi non li ha per corona

*

Cosi' insieme danzavano allora le donne cretesi
muovendo svelte i piedi attorno all'ara.
Sfioravano lievi le cime
dell'erba del tenero prato

*

L'amore che mi scuote nel profondo
come vento sugli alberi, sul monte

*

Desiderio di te mi sconvolge
mi fa tremare nel corpo - l'amore
e' belva troppo dolce troppo amara

*

E non mi pensi piu', e gia' immemore voli
presso una donna che non sono io

*

La luna risplendeva piena, ed esse
si disponevan torno torno all'ara...

*

Tramonto' gia' le Pleiadi e la luna
passo' gia' mezzanotte, e passa il tempo
Ed io son qui, sola

*

A cosa, dolce amico, mi somigli?
A un alberello gentile, amico mio, assomigli

*

Queste canzoni cantero'
alle mie care ragazze...

*

"E te lo vorrei dire, ma ho paura..."
"Se tu amassi davvero, se potessi
dirmi senz'arrossire queste cose,
tu mi diresti tutto, amato mio:
e i tuoi occhi sarebbero piu' belli"

*

Ho una bambina bella, pare un fiore
dai ricci d'oro la bambina mia.
Conta piu' lei per me di tutto il regno,
conta persino piu' della mia isola amata

*

Dolce madre, non piu'
lavorero' con te su questa tela
l'amore di un ragazzo mi ha presa
e la lieve Afrodite

*

Come il frutto piu' bello, piu' rosso, sull'alto del melo
che il contadino non colse - non ce la fece a toccarlo,
troppo alto per lui era il ramo...

*

Resterai li' distesa e non ricorderanno
nulla di te ne' ci sara' rimpianto
per te che non hai scelto l'allegria,
chiusa in te stessa. Ed anche nel paese
di Ade vagherai senza sapere
fluttuando fra le informi ombre dei morti

*

Mia madre mi diceva che un bel nastro
- da ragazza, ai tempi dei nastri sui capelli -
gia' le bastava, rosso, per sentirsi piu' bella.
Ma tu, testarossa, avevi sui capelli
solamente dei fiori, tu capelli di fuoco.
Ed adesso mi chiedi un cappellino:
ma il tuo ragazzo, sai, non e' d'accordo...

*

Nella citta' lontana tu rivedi
la nostra allegra vita. Ti ricordi,
che gioia il tuo canto, e come t'ammirava
la tua compagna? Ed ora fra le donne
splendi laggiu', come la rosea luna,
a notte, fra le evanescenti stelle
le fa sbiadire e libera si posa
sul mare scintillante e sopra i fiori
dei campi - quando fresca la rugiada
li bagna e rifioriscono le rose.
E cammini e ricordi, e nostalgia
il tuo cuore d'amica getta indietro
e "Tornate!" tu gridi, muta, a noi

*

Tu mi lasciavi, io morivo. Piangevi,
dicevi: "Saffo, come non vorrei
lasciarti!". Io ti risposi: "Sii felice
dove vai, e pensa un poco a me,
perche' io ti ho amata". Vedi? Quanta gioia,
quante viole raccolte e quante rose
insieme, quanti fiori fra i capelli,
quante ghirlande a maggio mi donavi
e quante io a te, e come il corpo spargevi
di profumo lucente, e come a letto
il desiderio ardente della tua
dolce amica acquietavi...
Non c'era fonte, allora, ne' ruscello
ne' collina ne' sacro bosco senza
i nostri corpi uniti nella danza...

*

Espero, tutto riporti
quel che disperse nella luce Aurora,
riporti la capretta, riporti l'agnella,
riporti la ragazza tenerella alla madre...

*

Voce di primavera, dolce canto, usignuolo...

*

Ceci d'oro crescevano
sulla riva del mare...

*

"Gioventu', gioventu', mi lasci e te ne vai?"
"Mai piu' verro' da te, mai piu' verro'"

*

Un frammento di Alceo su Saffo

Dolce sorriso, chioma
di viola, bellissima Saffo...

* * *