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[nonviolenza] Nonviolenza o barbarie. 120
- Subject: [nonviolenza] Nonviolenza o barbarie. 120
- From: Centro di ricerca per la pace Centro di ricerca per la pace <centropacevt at gmail.com>
- Date: Fri, 14 Aug 2026 05:58:01 +0200
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NONVIOLENZA O BARBARIE
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Numero 120 del 14 agosto 2026
Nuova serie de "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
Sommario di questo numero:
1. La politica prima
2. "Una voce per la pace disarmata e disarmante: Leone XIV". Il 13 agosto a Viterbo un incontro di studio e di riflessione
3. Luisa Morgantini: Da Gaza a Supino (Frosinone). Un'iniziativa e un appello
4. Enrico Peyretti: Il Nobel per la Pace ai bambini di Gaza
5. Angelica Zazzeri: Cristina Trivulzio di Belgiojoso
6. Alcuni ulteriori riferimenti utili
7. Simplicio Stratiotessi: Prolegomeni a una storia della tristezza
8. Segnalazioni librarie
9. La "Carta" del Movimento Nonviolento
1. EDITORIALE. LA POLITICA PRIMA
E' salvare le vite.
E' la civile convivenza.
E' riconoscersi esseri umani partecipi dell'unica umanita'.
E' prendersi cura gli uni degli altri.
*
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Soccorrere accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Salvare le vita e' il primo dovere.
*
Nonviolenza o barbarie.
2. INCONTRI. "UNA VOCE PER LA PACE DISARMATA E DISARMANTE: LEONE XIV". IL 13 AGOSTO A VITERBO UN INCONTRO DI STUDIO E DI RIFLESSIONE
Giovedi' 13 agosto 2026 presso il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo si e' svolto un incontro di studio e di riflessione sul tema "Una voce per la pace disarmata e disarmante: Leone XIV".
In particolare di papa Prevost sono state presentate e commentate l'enciclica "Magnifica humanitas" (disponibile nel sito www.vatican.va) e la raccolta di scritti "Disarmata e disarmante. La pace e' un dono" (Libreria editrice vaticana, 2026).
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L'incontro e' stato coordinato dal responsabile della storica struttura nonviolenta viterbese.
Nel corso dell'incontro si e' riflettuto ancora una volta sulle iniziative nonviolente necessarie e doverose per contrastare la guerra e il razzismo, per difendere tutti i diritti umani di tutti gli esseri umani qui e ovunque, per preservare quest'unico mondo vivente di cui tutte e tutti siamo insieme parte e custodi.
Ed e' stato espresso ancora una volta pieno sostegno alle tre iniziative in cui la storica struttura nonviolenta viterbese e' particolarmente impegnata in questo periodo:
- "Una persona, un voto";
- "Per la pace nel cuore d'Europa";
- "Per la liberazione di Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese".
*
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Abolire la guerra prima che la guerra abolisca l'umanita'.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Salvare le vite e' il primo dovere.
La nonviolenza e' la via.
Nonviolenza o barbarie.
* * *
Allegato primo: l'appello "Una persona, un voto"
vi preghiamo di sottoscrivere e diffondere questo appello "Una persona, un voto" affinche' a tutte le persone che vivono nel nostro paese, e che nel nostro paese intendono restare, dopo un ragionevole lasso di tempo (e crediamo che sei mesi sia abbastanza) sia riconosciuto il diritto di voto in tutte le elezioni, senza il quale non vi e' democrazia ma un regime razzista e schiavista in conflitto con i valori fondanti della stessa Costituzione della Repubblica italiana.
Di seguito riproponiamo l'appello cosi' come gia' diffuso nel 2017.
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Un appello all'Italia civile: sia riconosciuto il diritto di voto a tutte le persone che vivono in Italia
Il fondamento della democrazia e' il principio "una persona, un voto"; l'Italia essendo una repubblica democratica non puo' continuare a negare il primo diritto democratico a milioni di persone che vivono stabilmente qui.
Vivono stabilmente in Italia oltre cinque milioni di persone non native, che qui risiedono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui mandano a scuola i loro figli che crescono nella lingua e nella cultura del nostro paese; queste persone rispettano le nostre leggi, contribuiscono intensamente alla nostra economia, contribuiscono in misura determinante a sostenere il nostro sistema pensionistico, contribuiscono in modo decisivo ad impedire il declino demografico del nostro paese; sono insomma milioni di nostri effettivi conterranei che arrecano all'Italia ingenti benefici ma che tuttora sono privi del diritto di contribuire alle decisioni pubbliche che anche le loro vite riguardano.
Una persona, un voto. Il momento e' ora.
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Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Allegato secondo: "per la pace nel cuore d'Europa", tre proposte
La prima proposta: scriviamo alle ambasciate russa ed ucraina per chiedere la pace nel cuore d'Europa.
Carissime e carissimi,
vi preghiamo di voler scrivere alle ambasciate russa ed ucraina per chiedere la pace nel cuore d'Europa.
Gli indirizzi di posta elettronica sono i seguenti: ambrusitalia at mid.ru, culturaroma at mid.ru, consitalia at mid.ru, emb_it at mfa.gov.ua, gc_it at mfa.gov.ua
Il messaggio che proponiamo e' il seguente:
"Gentilissimi ambasciatori di Russia ed Ucraina,
vi saremmo assai grati se voleste trasmettere questa richiesta di pace ai vostri governi.
Sia la pace nel cuore d'Europa.
Cessino immediatamente le uccisioni e le devastazioni.
Si passi immediatamente dal conflitto armato al negoziato diplomatico.
Si inviino aiuti umanitari a tutte le vittime della guerra che alla guerra sono sopravvissute.
Si costruisca un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
FIRMA, DATA, INDIRIZZO DEL MITTENTE".
Facciamo sentire la voce dell'umanita'.
Chi salva una vita salva il mondo.
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La seconda proposta: diffondiamo ovunque la richiesta rivolta ai governi di non uccidere piu'.
Alle persone amiche della nonviolenza, alle associazioni democratiche, alle istituzioni sollecite del bene comune, ai mezzi d'informazione, chiediamo di diffondere ovunque possibile questa richiesta rivolta ai governi di Russia ed Ucraina e con essi ai governi di tutti i paesi europei:
"Chiediamo ai governi di Russia e Ucraina di non uccidere piu' i cittadini di Russia e Ucraina.
Chiediamo ai governi di Russia e Ucraina di cessare immediatamente la guerra ed avviare immediatamente negoziati di pace.
Chiediamo a tutti i governi europei la pace disarmata e disarmante, che sola salva le vite, dall'Atlantico agli Urali.
Tutti gli esseri umani hanno diritto alla vita.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Il movimento della societa' civile scaturito dall'appello 'per la pace nel cuore d'Europa'".
*
La terza proposta: sottoscriviamo e sosteniamo l'appello "per la pace nel cuore d'Europa".
Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui essa consiste; per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali; per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Il momento di salvare tutte le vite umane e' adesso.
Il momento di abolire la guerra e' adesso.
Il momento del disarmo, sola legittima difesa dell'umanita' intera, e' adesso.
Il momento di risolvere tutti i conflitti con il rispetto della vita e dei diritti, con il dialogo, la comprensione, la solidarieta', la cura e la misericordia e' adesso.
Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui consiste.
Per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali.
Per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
Solo la pace salva le vite.
Salvare le vite e' il primo dovere.
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Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Allegato terzo: "per la liberazione di Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese"
Al Presidente dello Stato di Israele Yitzhak Herzog
Oggetto: richiesta di concessione della grazia a Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese
Egregio Presidente,
Le scriviamo per formularLe la richiesta di concessione della grazia a Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese.
Non c'e' bisogno che illustriamo a Lei cio' che Lei gia' sa perfettamente: ovvero che Marwan Barghouti puo' dare un contributo fondamentale e decisivo per la risoluzione pacifica, fondata sulla verita', la giustizia e la comprensione reciproca, del conflitto israelo-palestinese nel pieno rispetto di tutti i diritti di entrambi i popoli e di ogni persona.
Dinanzi alla tragedia tuttora in corso e' ragionevole pensare che la liberazione di Marwan Barghouti possa essere il passo indispensabile per avviare un circolo virtuoso dopo cosi' tante sofferenze.
Ignoriamo quali siano le precise e specifiche procedure istituzionali previste nell'ordinamento giuridico del suo Paese per attivare l'istituto della concessione della grazia, ma con questa lettera aperta La preghiamo di adoperarSi a questo fine che ci sembra essere, per usare il linguaggio di Gandhi, un vero e proprio "fine sovraordinato" rispetto a tante altre considerazioni.
Liberi Marwan Barghouti: il popolo di Israele, il popolo di Palestina, e tutti i popoli e le persone ragionevoli del mondo Gliene saranno per sempre grati.
Voglia gradire distinti saluti.
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Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
3. REPETITA IUVANT. LUISA MORGANTINI: DA GAZA A SUPINO (FROSINONE). UN'INIZIATIVA E UN APPELLO
[Da Luisa Morgantini, presidente di AssopacePalestina (per contatti: lmorgantiniassopace at gmail.com), riceviamo e diffondiamo; ed invitiamo tutte e tutti a sostenere questa iniziativa]
A Supino, in provincia di Frosinone, al centro di AssopacePalestina "Bab el Sham" (la porta del sole), dal 16 al 23 agosto 2026, 60 studentesse e studenti di Gaza, che hanno avuto scholarship da diverse Universita' italiane, si incontreranno per conoscersi, scambiare idee, essere di reciproco aiuto, per condividere la loro situazione, i bisogni e le necessita' che hanno, le rivendicazioni da presentare al nostro governo; per avere scambi con i rappresentanti italiani della società civile e di partiti, esperienze comuni e diverse, per trovare insieme un percorso solidale.
Ci saranno anche momenti culturali e turistici.
Le "guide turistiche per Gaza" di Roma si sono offerte di accompagnarli ad una visita a Roma, e poi visita ad Anagni, citta' storica, con un incontro con il sindaco e la giunta comunale, e poi al mare e trekking sui Monti Lepini. Naturalmente saranno accolti dal sindaco di Supino, paese dove resteranno dal 16 al 23 agosto 2026.
I Gazawi si sono offerti di fare una serata con la cittadinanza per far gustare la cucina palestinese, che come per l'Italia ha grande importanza nella loro cultura. La serata dalle ore 18.30 si svolgera' il giorno 19 agosto nella piazza Umberto di Supino.
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AssopacePalestina e' un'associazione di volontariato, i finanziamenti per le varie iniziative in Italia e in Palestina sono fatti da donazioni volontarie, potete vedere il nostro sito assopacepalestina.org, dove trovate anche i nostri progetti.
L'accoglienza, vitto e alloggio per i sessanta ospiti (il viaggio per raggiungere Supino e' a carico dei partecipanti) ha un costo che non possiamo permetterci.
Probabilmente vi e ci direte: allora perchèe' vi siete imbarcati in questa avventura?
Perche' e' importante accogliere e creare reti di solidarieta' con giovani arrivati in Italia e che vivono i traumi di cio' che hanno vissuto.
Oggi sono lontani dai bombardamenti, dalla distruzione, dalla fame e sete che i gazawi continuano a subire, dove malgrado l'annunciata tregua, Israele continua ad uccidere bambini, uomini e donne, e a radere al suolo tutto il nord e il centro di Gaza, ma il trauma continua per le loro famiglie ancora a Gaza, per il loro futuro in esilio, per il loro paese privato della liberta' e autodeterminazione.
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A cosa mira questa lettera?
A far si' che si esprima la vostra solidarieta' in modo concreto.
- Abbiamo bisogno di sostenere vitto e alloggio per 60 persone e gli spostamenti previsti per l'intera settimana. L'alloggio per 42 persone e' messo a disposizione da AssopacePalestina nel centro Bab El Shams, dovremo trovare 20 lettini e materassi per 20 persone. Li stiamo cercando in Ciociaria con le diverse organizzazioni sportive e altre.
- Acquistare vettovaglie per 60 persone per una settimana. Nel circondario stiamo cercando di raccogliere il cibo per almeno le colazioni e i pranzi, e cioe': pomodori, latte, caffe', uova, olive, olio extravergine, formaggi, marmellate, ma anche tonno, lenticchie, ceci, riso, cipolle, aglio, carote.
- Raccogliere fondi per cene in pizzeria e i trasporti locali.
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Potete versare il vostro contributo sul conto corrente bancario con la causale: Gazawi a Supino
Associazione Assopace Palestina ODV
BANCA ETICA
IBAN: IT55G0501803200000020001143
BIC: ETICIT22XXX
Per usufruire della detrazione fiscale e' necessario effettuare il bonifico con la dicitura “erogazione liberale” e a seguire l’indicazione del Progetto al quale si intende dare il contributo.
Puoi scegliere di sostenere un progetto specifico tra i progetti in corso. Per la scelta dei progetti, consulta la pagina Progetti nel sito assopacepalestina.org.
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un grande abbraccio, e ricordo con Gioconda Belli, poetessa nicaraguense, che "la solidarieta' e' la tenerezza dei popoli".
Luisa Morgantini, presidente assopacePalestina
Tel. 3483921465
4. REPETITA IUVANT. ENRICO PEYRETTI: IL NOBEL PER LA PACE AI BAMBINI DI GAZA
[Da Enrico Peyretti, uno dei maestri della cultura della pace, riceviamo e diffondiamo]
La proposta del Nobel per la Pace ai bambini di Gaza (Avvenire, 5 agosto), presentata stamani alla 232esima Presenza settimanale di Pace (piazza Carignano, Torino) e' importante e giusta. Propongo qui che chi vuole mandi a lettere at avvenire.it oppure a segr.direttore at avvenire.it questo o simile testo:
"Io sottoscritto chiedo che il quotidiano Avvenire, ed altre eventuali voci concordi, popongano l'assegnazione del Premio Nobel per la Pace ai Bambini di Gaza. Essi sono le vittime piu' numerose, piu' innocenti, piu' rappresentative di tutti i colpiti dal male disumano di tutte le guerre".
Firma e indirizzo mail.
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Chi approva l'iniziativa la diffonda attraverso i suoi contatti.
5. MAESTRE. ANGELICA ZAZZERI: CRISTINA TRIVULZIO DI BELGIOJOSO
[Dal Dizionario biografico degli italiani (2020), nel sito www.treccani.it, riproponiamo ancora]
Cristina Trivulzio nacque il 28 giugno 1808 a Milano, dal marchese Gerolamo Trivulzio e da Vittoria Gherardini, dama d'onore della viceregina Amalia di Beauharnais.
Quando aveva quattro anni il padre mori' e la madre si sposo' in seconde nozze con il marchese Alessandro Visconti d'Aragona. Da questa seconda unione nacquero Alberto, Teresa, Virginia e Giulia. Cristina ricevette l'istruzione riservata alle giovani aristocratiche e crebbe in un ambiente ricco di idee liberali e nazionalpatriottiche. All'eta' di tredici anni il suo patrigno fu arrestato per il presunto coinvolgimento nei moti del 1820-21, mentre la sua maestra di disegno, Ernesta Bisi, alla quale rimase legata per tutta la vita, era vicina agli ambienti della carboneria. Nel 1824 sposo' il principe Emilio Barbiano di Belgiojoso d'Este, contravvenendo alle resistenze opposte dalla famiglia che avrebbe preferito si unisse al cugino Giorgio Trivulzio. Il matrimonio fu infelice a causa delle continue infedelta' di Emilio e della sua dissipatezza. Gia' nel 1828 i due si separarono consensualmente e Cristina accetto' di estinguere i debiti del marito.
L'evento suscito' scandalo e pettegolezzi e la principessa attraverso' un periodo difficile, dal quale si riprese grazie alla sua passione politica e all'impegno per la causa patriottica.
Nel novembre dello stesso anno ottenne un passaporto per lasciare Milano e inizio' a viaggiare. Si reco' a Genova e si avvicino' alla marchesa Teresa Doria e a Bianca Milesi Moyon, gia' nota alla polizia per le sue attivita' cospirative tra le Giardiniere. Nel 1829 si sposto' tra Livorno, Roma, Napoli, Firenze e Lucca, strinse rapporti con Ortensia di Beauharnais, conobbe il principe Napoleone Luigi Bonaparte e Niccolo' Tommaseo, e frequento' il circolo di Giovan Pietro Vieusseux. I suoi continui spostamenti le assicuravano i contatti con le reti cospirative ed erano formalmente giustificati dalla sua salute cagionevole. Cristina soffriva infatti di periodici attacchi di epilessia, una malattia che la debilito' per tutta la vita e che le richiedeva frequenti visite mediche e cambiamenti di clima. Purtuttavia i suoi viaggi e le sue frequentazioni attirarono ben presto i sospetti e la principessa divenne una delle principali indiziate seguite dal funzionario austriaco Carlo Giusto de Torresani Lanzfeld, direttore della polizia di Milano. Nell'estate del 1830 si reco' a Ginevra, poi a Lugano, una delle mete privilegiate di esuli e patrioti. La polizia le intimo' il rientro a Milano, che riusci' ad aggirare grazie al passaporto e alla cittadinanza della Repubblica liberale del Ticino. Falli' anche un secondo tentativo di arresto, compiuto nel novembre, al suo rientro a Genova. Consapevole dei rischi che ormai correva, decise di riparare in Francia e il 17 novembre fuggi'. Raggiunse Nizza e prosegui' per Carqueiranne, dove conobbe lo storico Augustin Thierry, che divento' uno dei suoi amici piu' fidati. Confrontandosi con lui approfondi' la filosofia di Giambattista Vico e si appassiono' alle teorie di Henri de Saint-Simon.
Allo scoppio dei moti di Modena si trovava a Marsiglia e mise a disposizione le sue risorse per sostenere gli esuli che partivano per andare a combattere. La sua situazione finanziaria si fece sempre piu' grave: il 19 aprile 1831 le autorita' austriache le intimarono con un decreto di rientrare a Milano entro tre mesi, pena la morte civile, la confisca delle proprieta' e il blocco delle fonti di reddito. Decise di non consegnarsi, affitto' invece un'umile mansarda nei sobborghi di Parigi e si reco' da François Mignet, direttore degli archivi del ministero degli Affari esteri, con una lettera di presentazione di Thierry. Mignet la introdusse nella societa' parigina e nel suo entourage, presentandole Adolphe Thiers e il generale di La Fayette, che fu uno dei suoi piu' grandi benefattori.
Nei primi anni a Parigi frequento' il famoso salotto di madame Juliette Recamier, partecipo' con passione alle riunioni dei gruppi sansimoniani, segui' alcune lezioni alla Sorbona e all'Institut de France e lesse i classici della storiografia italiana e francese. Si interesso' anche a questioni di carattere sociale e religioso trovando un valido interlocutore nell'abate Pierre-Louis Coeur, con il quale discusse del complesso rapporto tra Chiesa e potere. Forte delle sue nuove reti, Cristina si impegno' con rinnovato fervore per la causa italiana: fece pressioni per liberare i patrioti imprigionati ad Ancona e sostenne il Comitato di aiuto per gli emigranti italiani presieduto da Charles Lasteyrie du Saillant. Intanto si guadagnava da vivere dipingendo e collaborando con il Constitutionnel alla redazione di articoli che riguardavano le vicende italiane. Il suo tenore di vita miglioro' sensibilmente grazie agli aiuti finanziari ricevuti dalla madre e nel 1835 entro' di nuovo in possesso dei suoi beni. Si trasferi' quindi in una villa in rue d'Anjou, dove apri' un salotto attirando personaggi di primo piano del panorama politico e culturale, come Heinrich Heine, Honore' de Balzac, Frederic Chopin, George Sand, Vincenzo Bellini, Camillo Benso di Cavour, Giuseppe Ferrari, Terenzio Mamiani, Giuseppe Massari, Pellegrino Rossi. La sua singolare vicenda le guadagno' il ruolo di ambasciatrice del movimento nazionale italiano in Francia, anche se una parte degli immigrati italiani non nutriva particolari simpatie nei suoi confronti. In quegli anni non solo Cristina criticava la politica di Giuseppe Mazzini, ma la sua personalita' dirompente e affascinante la pose al centro di numerosi pettegolezzi. Era giovane, era bella, indipendente e aveva molti ammiratori: suscito' cosi' le invidie delle nobildonne e le vennero attribuite numerose avventure sentimentali, anche se l'unico uomo importante in questo periodo della sua vita fu Mignet. Alcuni storici (tra cui Beth Archer Brombert) hanno attribuito proprio a lui la paternita' della sua unica figlia, Maria, nata il 23 dicembre 1838. La principessa affermo' sempre che il padre legittimo era il suo ex marito, ma sappiamo che i due si videro sporadicamente ed Emilio rifiuto' di riconoscere la bambina. Dopo vari e infruttuosi confronti tra i due, la questione fu portata al tribunale di Milano, che nel dicembre del 1860 attribui' la paternita' a Emilio, morto due anni prima di sifilide.
Gli anni Trenta furono intensi anche dal punto di vista intellettuale. A partire dal 1835 lavoro' a un'opera sulla storia della Chiesa, edita nel 1842 con il titolo Essai sur la formation du dogme catholique. Il volume ricostruiva la genesi dei dogmi religiosi, analizzandoli come fatti storici definiti di volta in volta da diatribe interne al cristianesimo. La scelta del soggetto le era stata suggerita da una curiosita' scientifica e dalla riscoperta di uno spiritualismo interiore che la sollecitava a riflettere con distacco critico sulla societa'. Fu questo spirito alla base dell'esperimento socioeconomico che mise in atto nella sua tenuta di Locate, dove fece ritorno nel 1839. Ispirandosi al modello del falansterio fourierista, Cristina rielaboro' in chiave personale le teorie sansimoniane per migliorare le condizioni di vita dei contadini. Costrui' uno scaldatoio pubblico nel suo palazzo, assicuro' assistenza agli ammalati e ipotizzo' nuove forme di gestione della proprieta' basate sull'associazione e sulla cooperazione. Benche' non mancassero le critiche, la fondazione di un asilo infantile, di un ospizio per gli orfani e di scuole elementari le conquistarono i plausi di Ferrante Aporti.
Man mano che le sue idee si concretizzavano, si persuase che il miglioramento sociale e politico fosse imprescindibile dal progresso morale ed economico. La conoscenza di Victor Considerant, segretario di Charles Fourier, rafforzo' queste sue convinzioni, che riaffiorarono anche nell'impegno letterario degli anni seguenti. Nel 1844 pubblico' l'introduzione alla Science nouvelle, traduzione francese dell'opera di Vico, in cui affermo' risolutamente la necessita' di studiare il passato con distacco critico. Condanno' ogni tendenza a mitizzare i modelli dell'antichita' e si dichiaro' favorevole alla repubblica democratica per i principi di trasparenza, partecipazione e inclusione su cui si fondava. Un anno piu' tardi inizio' a lavorare a un libro sulla storia lombarda e intraprese l'attivita' giornalistica. Sostenne finanziariamente il giornale politico parigino la Gazzetta italiana, collaboro' con Il Nazionale e nel 1846 fondo' e diresse personalmente l'Ausonio, una rivista di letteratura, arte e storia che usci' dal primo marzo. Anche se cambio' piu' volte formato e periodicita', il giornale mantenne l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica alla causa nazionale italiana, promuovendo il progresso civile e politico, la fratellanza e l'educazione. Tra le firme piu' note la testata vantava quelle di Cesare Balbo, Ruggiero Bonghi, Angelo Brofferio, Gino Capponi, Alessandro Manzoni, Massimo D'Azeglio e Terenzio Mamiani.
Uno dei collaboratori piu' preziosi della principessa fu Gaetano Stelzi, suo segretario personale. Gaetano era figlio di Teresa Regondi e di Gioachino, uno dei contabili della tenuta Trivulzio a Locate. Laureato in legge, molto meticoloso e dotato di un'ottima erudizione, Cristina lo aveva scelto come precettore della figlia Maria. In breve tempo riusci' a conquistarsi la sua fiducia, divenendone confidente e stretto collaboratore, fino ad affiancarla nel lavoro preparatorio per una storia dei municipi lombardi che era interessata a scrivere. Per lei, Gaetano consulto' libri e fonti dalla biblioteca di casa, selezionando con cura il materiale piu' utile. Il suo aiuto si rivelo' cosi' prezioso che da allora Cristina lo volle con se' in ogni impresa giornalistica. Dapprima come collaboratore alla Gazzetta italiana, poi nel comitato direttivo del Nazionale, infine all'Ausonio, dove si occupo' delle mansioni redazionali e segui' ogni fase della stampa. Gaetano era sconosciuto alla polizia e cio' gli assicurava un grande vantaggio, permettendogli di viaggiare indisturbato in tutta la penisola, intessendo contatti e reti, raccogliendo informazioni e guadagnando importanti collaborazioni alle testate della principessa. Grazie alla sua mediazione, Cristina prese contatto con Luciano Scarabelli, Francesco Manfredini, Gioacchino Pompili e Giuseppe Montanelli. Stelzi fu con lei in ogni trasferta: l'ultima volta le fu accanto a Milano, dove mori' di tisi il 16 giugno 1848, mentre ancora non si erano spenti gli echi dei tumultuosi avvenimenti legati allo scoppio delle Cinque giornate. Per espressa volonta' di Cristina la sua salma fu trasportata nella villa Trivulzio di Locate e tumulata in una tomba all'interno del parco. Il ritrovamento casuale del corpo da parte dalle autorita' austriache, unito al fatto che per un disguido il decesso di Gaetano non era stato immediatamente registrato, alimento' fantasiose leggende su cadaveri imbalsamati e presunti amori segreti.
Il 1848 fu un anno importante per il movimento nazionalpatriottico, e la vide attivissima nei principali teatri di guerra. Gia' dalla primavera del 1846 Cristina aveva ripreso a spostarsi tra Parigi e Milano. Tocco' anche Firenze e Roma, dove tenne comizi presso club e caffe'. Risale ad allora un suo studio sulla Lombardia intitolato Etude sur l'histoire de la Lombardie dans les trente dernieres annees ou les causes du defaut d'energie chez les Lombards (1846) e l'incontro con Luigi Napoleone e Carlo Alberto, che sperava di convertire alla causa italiana. Alla notizia dello scoppio dell'insurrezione delle Cinque giornate si trovava a Napoli. Noleggio' un piroscafo e parti' per Genova alla volta di Milano, imbarcando sul Virgilio duecento volontari pronti a schierarsi a fianco degli insorti. Nel maggio, in una Milano solo temporaneamente liberata dagli austriaci, fondo' la Societa' dell'Unita' d'Italia, che raccoglieva sottoscrizioni per equipaggiare i soldati.
Gli avvenimenti di quei mesi furono descritti e commentati sulle pagine del Crociato, la sua nuova testata, nata come supplemento dell'Ausonio e pubblicata per quattro mesi a partire dal 18 marzo. L'orientamento del giornale rispecchiava quello della sua fondatrice: era monarchico e attribuiva a Casa Savoia il ruolo di guida dell'Unita'. Le posizioni politiche di Cristina erano in quel tempo piuttosto complesse: sebbene continuasse a identificare nella repubblica la perfetta forma di governo, riteneva che la monarchia e l'esercito sabaudo fossero lo strumento migliore per conquistare l'indipendenza. Animata da queste convinzioni, il 13 aprile scrisse una lettera a Carlo Alberto in cui chiese l'appoggio per creare un partito che avrebbe riunito la classe media sotto la bandiera dell'unificazione della Lombardia con il Piemonte. I suoi progetti furono pero' travolti dal precipitare degli eventi e ai primi di agosto rientro' a Parigi, dove accetto' di collaborare con la Revue des deux mondes, curando una serie di quattro articoli sulla storia delle rivoluzioni d'Italia per confutare le falsita' della stampa filoaustriaca. Proprio gli eventi del 1848 la convinsero a prendere le distanze da Casa Savoia e ad avvicinarsi alle posizioni democratiche e mazziniane. Un anno piu' tardi la troviamo a fianco di Mazzini nella Repubblica Romana, dove si adopero' per soccorrere i feriti. Lavoro' con Enrichetta di Lorenzo, Giulia Paulucci, padre Alessandro Gavazzi e Margaret Fuller e fu nominata direttrice generale delle ambulanze militari. La situazione era cosi' critica che l'intero comitato sottoscrisse un appello Alle donne romane per reclutare nuove infermiere.
Con la caduta della Repubblica, Cristina fu accusata di alto tradimento e i suoi beni vennero sequestrati. Abbandonata Roma si diresse a Malta, meta comune a molti esuli, ma trovo' l'isola inospitale e poco vivace. Decise quindi di proseguire il suo viaggio prima in direzione di Atene, attratta dal luogo e dalla storia della citta', e poi verso Costantinopoli, dove sperava di avere una maggiore liberta' d'azione per dare sostegno agli esuli italiani. In Asia Minore acquisto' alcuni terreni nella valle di Ciaq Maq Oglu' e organizzo' un'azienda agricola. Visito' la Siria e la Palestina, raggiunse Gerusalemme, Alessandretta, Ankara, Damasco e Aleppo. In quei viaggi fu colpita soprattutto dalle condizioni di vita delle donne e dall'harem, che descrisse come un luogo sporco e opprimente, molto diverso dal rifugio lussurioso immaginato dagli occidentali. Questi aspetti riemersero in alcuni racconti poi pubblicati sulla Revue des deux mondes e nelle opere ispirate al suo esilio Souvenirs dans l'exil (1850) e Asie Mineure et Syrie, souvenirs de voyage (1858). Intanto Cristina coltivava ancora la sua passione per la storia scrivendo un'opera sull'epoca romana rivolta ai bambini, Premieres notions d'histoire a' l'usage de l'enfance. Histoire romaine (1850).
Nell'estate del 1853 un incidente segno' gravemente la sua salute: uno dei suoi lavoratori la accoltello' ripetutamente per essersi intromessa nel suo legame d'amore con l'istitutrice di Maria, miss Parker, che lamentava continue violenze da parte dell'uomo. Due anni dopo Cristina rientro' in possesso dei suoi beni in Europa dietro condizione di non pubblicare alcuno scritto di interesse politico e lascio' l'Oriente. Fece quindi ritorno a Parigi, poi fu di nuovo a Locate. Allo scoppio della seconda guerra di indipendenza promosse in Francia una colletta a favore dei Cacciatori delle Alpi di Giuseppe Garibaldi e appoggio' Cavour.
Per lei si aprirono altri anni intensi, segnati da coinvolgenti vicende personali, come il matrimonio della figlia Maria con Ludovico Trotti Bentivoglio, nel gennaio del 1861, e da una rinnovata passione politica. La sua adesione al fronte moderato fu ribadita con alcuni articoli che pubblico' sul periodico francese l'Italie e con un'opera encomiastica dedicata a Casa Savoia, l'Histoire de la Maison de Savoie (1860). Inizio' cosi' una nuova fase del suo impegno letterario, sociale e politico. Nel 1866 denuncio' lo stato di soggezione delle donne nelle societa' moderne con un lungo articolo intitolato Della presente condizione delle donne e del loro avvenire apparso sulla Nuova Antologia. Due anni dopo pubblico' Osservazioni sullo stato attuale dell'Italia e sul suo avvenire, in cui condanno' il localismo come il principale ostacolo alla realizzazione dell'Unita'. Riconobbe quindi a Mazzini il merito di aver diffuso il patriottismo tra il popolo e infine avanzo' una serie di proposte per migliorare il neonato Stato unitario, come la costruzione di scuole popolari statali, di cooperative, di ferrovie e strade, di banche popolari e casse rurali. Nel 1869 con l'opera Sulla moderna politica internazionale auspico' l'avvento di un nuovo panorama mondiale fondato sul diritto, sulla giustizia e sull'equilibrio tra gli Stati.
Il 5 luglio 1871 Cristina mori'. La sua salma fu sepolta a Locate.
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Opere
Oltre a quelle gia' citate nella voce: Essai sur Vico, chez Charle Turati, Milano 1844; La science nouvelle, Vico et ses oeuvres, traduite par M.me C. Belgiojoso, Milano 1844; Ai suoi concittadini. Parole di Cristina Trivulzio di Belgiojoso, Milano 1848; L'Italia e la rivoluzione italiana nel 1848, Lugano 1849; La rivoluzione e la repubblica di Venezia, Palermo 1849; La rivoluzione italiana del 1848, a cura di A. Ghisleri, Milano 1904; La rivoluzione lombarda del 1848, a cura di A. Bandini Buti, Milano 1950.
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Fonti e bibliografia
R. Barbiera, La principessa Belgiojoso, i suoi amici e nemici, il suo tempo. Da memorie mondane inedite o rare e da archivi segreti di Stato, Milano 1902; Id., Passioni del Risorgimento. Nuove pagine sulla principessa Belgiojoso e il suo tempo con documenti inediti e illustrazioni, Milano 1903; H. Remsen Whitehouse, A revolutionary princess: Christina Belgiojoso Trivulzio. Her life and times, 1808-1871, London 1906; A. Thierry, La princesse Belgiojoso. Une heroine romantique, Paris 1926; A. Gasparinetti, Quattro anni di attivita' giornalistica della principessa C. T. di Belgiojoso (1845-48), in Rassegna storica del Risorgimento, XVII (1930), 1, pp. 72-104; A. Malvezzi, La principessa Cristina di Belgiojoso, I-III, Milano 1936-1937; L. Severgnini, La principessa di Belgiojoso. Vita ed opere, Milano 1972; C. N. Gattey, Cristina di Belgiojoso, Firenze 1974; B. A. Brombert, Cristina Belgiojoso, Milano 1981; E. Cazzulani, Cristina di Belgioioso, Lodi 1982; L. Incisa - A. Trivulzio, Cristina di Belgioioso. La principessa romantica, Milano 1984; A. Petacco, La principessa del nord. La misteriosa vita della dama del Risorgimento: Cristina di Belgioioso, Milano 1993; M. Grosso - L. Rotondo, Sempre tornero' a prendere cura del mio paese e a rivedere te. C. T. di Belgiojoso, in E. Doni et al., Donne del Risorgimento, Bologna 1997, pp. 65-94; C. Marrone, C. T. di Belgiojoso's western feminism. The Poetics of a Nineteenth-Century Nomad, in Italian Quarterly, XXXIV (1997), 133-134, pp. 21-32; M. Rossi, C. T. principessa di Belgiojoso. Il pensiero politico, Brescia 2002; P. Brunello, C. T. di Belgiojoso. Patrizia, patriota, donna, in M. Isnenghi - E. Cecchinato, Fare l'Italia: unita' e disunita' nel Risorgimento, Torino, 2008, pp. 281-287; G. Conti Odorisio - C. Giorcelli - G. Monsagrati, Cristina di Belgiojoso. Politica e cultura nell'Europa dell'Ottocento, Napoli 2010; M. Fugazza - K. Rörig, La prima donna d'Italia. C. T. di Belgiojoso tra politica e giornalismo, Milano 2010; G. Proia, Cristina di Belgiojoso. Dal salotto alla politica, Roma 2010; K. Roerig, C. T. di Belgiojoso (1808- 1871). Geschichtsschreibung und Politik im Risorgimento, Koeln 2013; F. Caporuscio, La narrazione dell'Oriente e la svolta letteraria di C. T. Belgiojoso: il testo-laboratorio dei "Souvenir dans l'exil", in Altrelettere, 18 marzo 2015.
6. REPETITA IUVANT. ALCUNI ULTERIORI RIFERIMENTI UTILI
Segnaliamo il sito della "Casa delle donne" di Milano: www.casadonnemilano.it
Segnaliamo il sito della "Casa internazionale delle donne" di Roma: www.casainternazionaledelledonne.org
Segnaliamo il sito delle "Donne in rete contro la violenza": www.direcontrolaviolenza.it
Segnaliamo il sito de "Il paese delle donne on line": www.womenews.net
Segnaliamo il sito della "Libreria delle donne di Milano": www.libreriadelledonne.it
Segnaliamo il sito della "Libera universita' delle donne" di Milano: www.universitadelledonne.it
Segnaliamo il sito di "Noi donne": www.noidonne.org
Segnaliamo il sito di "Non una di meno": www.nonunadimeno.wordpress.com
7. NELLA CITTA' DOLENTE. SIMPLICIO STRATIOTESSI: PROLEGOMENI A UNA STORIA DELLA TRISTEZZA
I.
Gli amici che muoiono e mi lasciano solo
Le guerre che ancora non finiscono
La nostra sconfitta negli anni migliori
Scoprire che le menzogne hanno gambe lunghissime
Non riuscire a vedere piu' ne' la luna ne' il dito
Non avere mai cantato quando avevi la voce
Il cortisone e l'odio per il cortisone
Sapere che non c'e' ne' il Lete ne' l'Eunoe
Dimenticare le cose belle
Non riuscire a scordare le cose brutte
Non aver studiato abbastanza quando era l'ora di studiare
Non aver saputo fare il salto incatenato dagli scrupoli
Saper fare il gioco delle tre carte e rifiutarsi di farlo
Essere diventato zoppo senza essermene accorto
Non riuscire mai a vedere le cose chiare e distinte
Spaccare il capello in settanta volte sette
Riuscire a scrivere solo cosi' in fretta e furia
Dire le parole di taglio cercando di non ferire nessuno
Non voler comparire nell'ora e nel luogo della gioia
Continuare a non riconoscere la tua maschera
Non essere mai certo della cosa giusta
Preferire subire il male anziche' farlo
Passare quaranta giorni nel deserto e dieci anni sotto le mura
Raccontare dei tempi del cucco e sentirne un'acre nostalgia
Incontrare i tuoi morti nei sogni guardandosi in silenzio
II.
Sarebbe bello
trovare un coccodrillo nel cappello
Sarebbe forte
vincerla 'sta partita a scacchi con la morte
Sarebbe strano
accorgersi di avere un talismano
Sarebbe giusto
aver rispetto dei rami dell'arbusto
Sarebbe ora
di perdere la strada che addolora
III.
Cosa significhino queste parole
io non lo so
Perche' le scrivo queste parole
io non lo so
Quello che so
e' che occorre lottare
per abolire tutte le uccisioni
Quello che so
e' non dimenticare
che ogni persona ha speranze e ragioni
Quello che so
e' che la vita e' troppo bella
per essere triste
Quello che so
e' che la vita e' troppo bella
per toglierla a chicchessia
8. SEGNALAZIONI LIBRARIE
Letture
- Esperance Hakuzwimana, Tra i bianchi di scuola. Voci per un'educazione accogliente, Einaudi, Torino 2024, pp. XXII + 114, euro 13.
*
Riletture
- Dante Livio Bianco, Guerra partigiana, Einaudi, Torino 1954, 1973, pp. LVIII + 158.
- Luciano Bolis, Il mio granello di sabbia, Einaudi, Torino 1946, 1973, pp. XII + 96.
- Pietro Chiodi, Banditi, Einaudi, Torino 1961, 1975, pp. VI + 162.
- Ada Gobetti, Diario partigiano, Einaudi, Torino 1956, 1972, pp. 382 (+ una carta geografica).
*
Classici
- Edoarda Masi, Cento trame di capolavori della letteratura cinese, Rizzoli, Milano 1991, pp. 480.
9. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.
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NONVIOLENZA O BARBARIE
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Numero 120 del 14 agosto 2026
Nuova serie de "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
NONVIOLENZA O BARBARIE
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Numero 120 del 14 agosto 2026
Nuova serie de "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
Sommario di questo numero:
1. La politica prima
2. "Una voce per la pace disarmata e disarmante: Leone XIV". Il 13 agosto a Viterbo un incontro di studio e di riflessione
3. Luisa Morgantini: Da Gaza a Supino (Frosinone). Un'iniziativa e un appello
4. Enrico Peyretti: Il Nobel per la Pace ai bambini di Gaza
5. Angelica Zazzeri: Cristina Trivulzio di Belgiojoso
6. Alcuni ulteriori riferimenti utili
7. Simplicio Stratiotessi: Prolegomeni a una storia della tristezza
8. Segnalazioni librarie
9. La "Carta" del Movimento Nonviolento
1. EDITORIALE. LA POLITICA PRIMA
E' salvare le vite.
E' la civile convivenza.
E' riconoscersi esseri umani partecipi dell'unica umanita'.
E' prendersi cura gli uni degli altri.
*
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Soccorrere accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Salvare le vita e' il primo dovere.
*
Nonviolenza o barbarie.
2. INCONTRI. "UNA VOCE PER LA PACE DISARMATA E DISARMANTE: LEONE XIV". IL 13 AGOSTO A VITERBO UN INCONTRO DI STUDIO E DI RIFLESSIONE
Giovedi' 13 agosto 2026 presso il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo si e' svolto un incontro di studio e di riflessione sul tema "Una voce per la pace disarmata e disarmante: Leone XIV".
In particolare di papa Prevost sono state presentate e commentate l'enciclica "Magnifica humanitas" (disponibile nel sito www.vatican.va) e la raccolta di scritti "Disarmata e disarmante. La pace e' un dono" (Libreria editrice vaticana, 2026).
*
L'incontro e' stato coordinato dal responsabile della storica struttura nonviolenta viterbese.
Nel corso dell'incontro si e' riflettuto ancora una volta sulle iniziative nonviolente necessarie e doverose per contrastare la guerra e il razzismo, per difendere tutti i diritti umani di tutti gli esseri umani qui e ovunque, per preservare quest'unico mondo vivente di cui tutte e tutti siamo insieme parte e custodi.
Ed e' stato espresso ancora una volta pieno sostegno alle tre iniziative in cui la storica struttura nonviolenta viterbese e' particolarmente impegnata in questo periodo:
- "Una persona, un voto";
- "Per la pace nel cuore d'Europa";
- "Per la liberazione di Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese".
*
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Abolire la guerra prima che la guerra abolisca l'umanita'.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Salvare le vite e' il primo dovere.
La nonviolenza e' la via.
Nonviolenza o barbarie.
* * *
Allegato primo: l'appello "Una persona, un voto"
vi preghiamo di sottoscrivere e diffondere questo appello "Una persona, un voto" affinche' a tutte le persone che vivono nel nostro paese, e che nel nostro paese intendono restare, dopo un ragionevole lasso di tempo (e crediamo che sei mesi sia abbastanza) sia riconosciuto il diritto di voto in tutte le elezioni, senza il quale non vi e' democrazia ma un regime razzista e schiavista in conflitto con i valori fondanti della stessa Costituzione della Repubblica italiana.
Di seguito riproponiamo l'appello cosi' come gia' diffuso nel 2017.
*
Un appello all'Italia civile: sia riconosciuto il diritto di voto a tutte le persone che vivono in Italia
Il fondamento della democrazia e' il principio "una persona, un voto"; l'Italia essendo una repubblica democratica non puo' continuare a negare il primo diritto democratico a milioni di persone che vivono stabilmente qui.
Vivono stabilmente in Italia oltre cinque milioni di persone non native, che qui risiedono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui mandano a scuola i loro figli che crescono nella lingua e nella cultura del nostro paese; queste persone rispettano le nostre leggi, contribuiscono intensamente alla nostra economia, contribuiscono in misura determinante a sostenere il nostro sistema pensionistico, contribuiscono in modo decisivo ad impedire il declino demografico del nostro paese; sono insomma milioni di nostri effettivi conterranei che arrecano all'Italia ingenti benefici ma che tuttora sono privi del diritto di contribuire alle decisioni pubbliche che anche le loro vite riguardano.
Una persona, un voto. Il momento e' ora.
*
Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
* * *
Allegato secondo: "per la pace nel cuore d'Europa", tre proposte
La prima proposta: scriviamo alle ambasciate russa ed ucraina per chiedere la pace nel cuore d'Europa.
Carissime e carissimi,
vi preghiamo di voler scrivere alle ambasciate russa ed ucraina per chiedere la pace nel cuore d'Europa.
Gli indirizzi di posta elettronica sono i seguenti: ambrusitalia at mid.ru, culturaroma at mid.ru, consitalia at mid.ru, emb_it at mfa.gov.ua, gc_it at mfa.gov.ua
Il messaggio che proponiamo e' il seguente:
"Gentilissimi ambasciatori di Russia ed Ucraina,
vi saremmo assai grati se voleste trasmettere questa richiesta di pace ai vostri governi.
Sia la pace nel cuore d'Europa.
Cessino immediatamente le uccisioni e le devastazioni.
Si passi immediatamente dal conflitto armato al negoziato diplomatico.
Si inviino aiuti umanitari a tutte le vittime della guerra che alla guerra sono sopravvissute.
Si costruisca un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
FIRMA, DATA, INDIRIZZO DEL MITTENTE".
Facciamo sentire la voce dell'umanita'.
Chi salva una vita salva il mondo.
*
La seconda proposta: diffondiamo ovunque la richiesta rivolta ai governi di non uccidere piu'.
Alle persone amiche della nonviolenza, alle associazioni democratiche, alle istituzioni sollecite del bene comune, ai mezzi d'informazione, chiediamo di diffondere ovunque possibile questa richiesta rivolta ai governi di Russia ed Ucraina e con essi ai governi di tutti i paesi europei:
"Chiediamo ai governi di Russia e Ucraina di non uccidere piu' i cittadini di Russia e Ucraina.
Chiediamo ai governi di Russia e Ucraina di cessare immediatamente la guerra ed avviare immediatamente negoziati di pace.
Chiediamo a tutti i governi europei la pace disarmata e disarmante, che sola salva le vite, dall'Atlantico agli Urali.
Tutti gli esseri umani hanno diritto alla vita.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Il movimento della societa' civile scaturito dall'appello 'per la pace nel cuore d'Europa'".
*
La terza proposta: sottoscriviamo e sosteniamo l'appello "per la pace nel cuore d'Europa".
Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui essa consiste; per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali; per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Il momento di salvare tutte le vite umane e' adesso.
Il momento di abolire la guerra e' adesso.
Il momento del disarmo, sola legittima difesa dell'umanita' intera, e' adesso.
Il momento di risolvere tutti i conflitti con il rispetto della vita e dei diritti, con il dialogo, la comprensione, la solidarieta', la cura e la misericordia e' adesso.
Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui consiste.
Per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali.
Per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
Solo la pace salva le vite.
Salvare le vite e' il primo dovere.
*
Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
* * *
Allegato terzo: "per la liberazione di Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese"
Al Presidente dello Stato di Israele Yitzhak Herzog
Oggetto: richiesta di concessione della grazia a Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese
Egregio Presidente,
Le scriviamo per formularLe la richiesta di concessione della grazia a Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese.
Non c'e' bisogno che illustriamo a Lei cio' che Lei gia' sa perfettamente: ovvero che Marwan Barghouti puo' dare un contributo fondamentale e decisivo per la risoluzione pacifica, fondata sulla verita', la giustizia e la comprensione reciproca, del conflitto israelo-palestinese nel pieno rispetto di tutti i diritti di entrambi i popoli e di ogni persona.
Dinanzi alla tragedia tuttora in corso e' ragionevole pensare che la liberazione di Marwan Barghouti possa essere il passo indispensabile per avviare un circolo virtuoso dopo cosi' tante sofferenze.
Ignoriamo quali siano le precise e specifiche procedure istituzionali previste nell'ordinamento giuridico del suo Paese per attivare l'istituto della concessione della grazia, ma con questa lettera aperta La preghiamo di adoperarSi a questo fine che ci sembra essere, per usare il linguaggio di Gandhi, un vero e proprio "fine sovraordinato" rispetto a tante altre considerazioni.
Liberi Marwan Barghouti: il popolo di Israele, il popolo di Palestina, e tutti i popoli e le persone ragionevoli del mondo Gliene saranno per sempre grati.
Voglia gradire distinti saluti.
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Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
3. REPETITA IUVANT. LUISA MORGANTINI: DA GAZA A SUPINO (FROSINONE). UN'INIZIATIVA E UN APPELLO
[Da Luisa Morgantini, presidente di AssopacePalestina (per contatti: lmorgantiniassopace at gmail.com), riceviamo e diffondiamo; ed invitiamo tutte e tutti a sostenere questa iniziativa]
A Supino, in provincia di Frosinone, al centro di AssopacePalestina "Bab el Sham" (la porta del sole), dal 16 al 23 agosto 2026, 60 studentesse e studenti di Gaza, che hanno avuto scholarship da diverse Universita' italiane, si incontreranno per conoscersi, scambiare idee, essere di reciproco aiuto, per condividere la loro situazione, i bisogni e le necessita' che hanno, le rivendicazioni da presentare al nostro governo; per avere scambi con i rappresentanti italiani della società civile e di partiti, esperienze comuni e diverse, per trovare insieme un percorso solidale.
Ci saranno anche momenti culturali e turistici.
Le "guide turistiche per Gaza" di Roma si sono offerte di accompagnarli ad una visita a Roma, e poi visita ad Anagni, citta' storica, con un incontro con il sindaco e la giunta comunale, e poi al mare e trekking sui Monti Lepini. Naturalmente saranno accolti dal sindaco di Supino, paese dove resteranno dal 16 al 23 agosto 2026.
I Gazawi si sono offerti di fare una serata con la cittadinanza per far gustare la cucina palestinese, che come per l'Italia ha grande importanza nella loro cultura. La serata dalle ore 18.30 si svolgera' il giorno 19 agosto nella piazza Umberto di Supino.
*
AssopacePalestina e' un'associazione di volontariato, i finanziamenti per le varie iniziative in Italia e in Palestina sono fatti da donazioni volontarie, potete vedere il nostro sito assopacepalestina.org, dove trovate anche i nostri progetti.
L'accoglienza, vitto e alloggio per i sessanta ospiti (il viaggio per raggiungere Supino e' a carico dei partecipanti) ha un costo che non possiamo permetterci.
Probabilmente vi e ci direte: allora perchèe' vi siete imbarcati in questa avventura?
Perche' e' importante accogliere e creare reti di solidarieta' con giovani arrivati in Italia e che vivono i traumi di cio' che hanno vissuto.
Oggi sono lontani dai bombardamenti, dalla distruzione, dalla fame e sete che i gazawi continuano a subire, dove malgrado l'annunciata tregua, Israele continua ad uccidere bambini, uomini e donne, e a radere al suolo tutto il nord e il centro di Gaza, ma il trauma continua per le loro famiglie ancora a Gaza, per il loro futuro in esilio, per il loro paese privato della liberta' e autodeterminazione.
*
A cosa mira questa lettera?
A far si' che si esprima la vostra solidarieta' in modo concreto.
- Abbiamo bisogno di sostenere vitto e alloggio per 60 persone e gli spostamenti previsti per l'intera settimana. L'alloggio per 42 persone e' messo a disposizione da AssopacePalestina nel centro Bab El Shams, dovremo trovare 20 lettini e materassi per 20 persone. Li stiamo cercando in Ciociaria con le diverse organizzazioni sportive e altre.
- Acquistare vettovaglie per 60 persone per una settimana. Nel circondario stiamo cercando di raccogliere il cibo per almeno le colazioni e i pranzi, e cioe': pomodori, latte, caffe', uova, olive, olio extravergine, formaggi, marmellate, ma anche tonno, lenticchie, ceci, riso, cipolle, aglio, carote.
- Raccogliere fondi per cene in pizzeria e i trasporti locali.
*
Potete versare il vostro contributo sul conto corrente bancario con la causale: Gazawi a Supino
Associazione Assopace Palestina ODV
BANCA ETICA
IBAN: IT55G0501803200000020001143
BIC: ETICIT22XXX
Per usufruire della detrazione fiscale e' necessario effettuare il bonifico con la dicitura “erogazione liberale” e a seguire l’indicazione del Progetto al quale si intende dare il contributo.
Puoi scegliere di sostenere un progetto specifico tra i progetti in corso. Per la scelta dei progetti, consulta la pagina Progetti nel sito assopacepalestina.org.
*
un grande abbraccio, e ricordo con Gioconda Belli, poetessa nicaraguense, che "la solidarieta' e' la tenerezza dei popoli".
Luisa Morgantini, presidente assopacePalestina
Tel. 3483921465
4. REPETITA IUVANT. ENRICO PEYRETTI: IL NOBEL PER LA PACE AI BAMBINI DI GAZA
[Da Enrico Peyretti, uno dei maestri della cultura della pace, riceviamo e diffondiamo]
La proposta del Nobel per la Pace ai bambini di Gaza (Avvenire, 5 agosto), presentata stamani alla 232esima Presenza settimanale di Pace (piazza Carignano, Torino) e' importante e giusta. Propongo qui che chi vuole mandi a lettere at avvenire.it oppure a segr.direttore at avvenire.it questo o simile testo:
"Io sottoscritto chiedo che il quotidiano Avvenire, ed altre eventuali voci concordi, popongano l'assegnazione del Premio Nobel per la Pace ai Bambini di Gaza. Essi sono le vittime piu' numerose, piu' innocenti, piu' rappresentative di tutti i colpiti dal male disumano di tutte le guerre".
Firma e indirizzo mail.
*
Chi approva l'iniziativa la diffonda attraverso i suoi contatti.
5. MAESTRE. ANGELICA ZAZZERI: CRISTINA TRIVULZIO DI BELGIOJOSO
[Dal Dizionario biografico degli italiani (2020), nel sito www.treccani.it, riproponiamo ancora]
Cristina Trivulzio nacque il 28 giugno 1808 a Milano, dal marchese Gerolamo Trivulzio e da Vittoria Gherardini, dama d'onore della viceregina Amalia di Beauharnais.
Quando aveva quattro anni il padre mori' e la madre si sposo' in seconde nozze con il marchese Alessandro Visconti d'Aragona. Da questa seconda unione nacquero Alberto, Teresa, Virginia e Giulia. Cristina ricevette l'istruzione riservata alle giovani aristocratiche e crebbe in un ambiente ricco di idee liberali e nazionalpatriottiche. All'eta' di tredici anni il suo patrigno fu arrestato per il presunto coinvolgimento nei moti del 1820-21, mentre la sua maestra di disegno, Ernesta Bisi, alla quale rimase legata per tutta la vita, era vicina agli ambienti della carboneria. Nel 1824 sposo' il principe Emilio Barbiano di Belgiojoso d'Este, contravvenendo alle resistenze opposte dalla famiglia che avrebbe preferito si unisse al cugino Giorgio Trivulzio. Il matrimonio fu infelice a causa delle continue infedelta' di Emilio e della sua dissipatezza. Gia' nel 1828 i due si separarono consensualmente e Cristina accetto' di estinguere i debiti del marito.
L'evento suscito' scandalo e pettegolezzi e la principessa attraverso' un periodo difficile, dal quale si riprese grazie alla sua passione politica e all'impegno per la causa patriottica.
Nel novembre dello stesso anno ottenne un passaporto per lasciare Milano e inizio' a viaggiare. Si reco' a Genova e si avvicino' alla marchesa Teresa Doria e a Bianca Milesi Moyon, gia' nota alla polizia per le sue attivita' cospirative tra le Giardiniere. Nel 1829 si sposto' tra Livorno, Roma, Napoli, Firenze e Lucca, strinse rapporti con Ortensia di Beauharnais, conobbe il principe Napoleone Luigi Bonaparte e Niccolo' Tommaseo, e frequento' il circolo di Giovan Pietro Vieusseux. I suoi continui spostamenti le assicuravano i contatti con le reti cospirative ed erano formalmente giustificati dalla sua salute cagionevole. Cristina soffriva infatti di periodici attacchi di epilessia, una malattia che la debilito' per tutta la vita e che le richiedeva frequenti visite mediche e cambiamenti di clima. Purtuttavia i suoi viaggi e le sue frequentazioni attirarono ben presto i sospetti e la principessa divenne una delle principali indiziate seguite dal funzionario austriaco Carlo Giusto de Torresani Lanzfeld, direttore della polizia di Milano. Nell'estate del 1830 si reco' a Ginevra, poi a Lugano, una delle mete privilegiate di esuli e patrioti. La polizia le intimo' il rientro a Milano, che riusci' ad aggirare grazie al passaporto e alla cittadinanza della Repubblica liberale del Ticino. Falli' anche un secondo tentativo di arresto, compiuto nel novembre, al suo rientro a Genova. Consapevole dei rischi che ormai correva, decise di riparare in Francia e il 17 novembre fuggi'. Raggiunse Nizza e prosegui' per Carqueiranne, dove conobbe lo storico Augustin Thierry, che divento' uno dei suoi amici piu' fidati. Confrontandosi con lui approfondi' la filosofia di Giambattista Vico e si appassiono' alle teorie di Henri de Saint-Simon.
Allo scoppio dei moti di Modena si trovava a Marsiglia e mise a disposizione le sue risorse per sostenere gli esuli che partivano per andare a combattere. La sua situazione finanziaria si fece sempre piu' grave: il 19 aprile 1831 le autorita' austriache le intimarono con un decreto di rientrare a Milano entro tre mesi, pena la morte civile, la confisca delle proprieta' e il blocco delle fonti di reddito. Decise di non consegnarsi, affitto' invece un'umile mansarda nei sobborghi di Parigi e si reco' da François Mignet, direttore degli archivi del ministero degli Affari esteri, con una lettera di presentazione di Thierry. Mignet la introdusse nella societa' parigina e nel suo entourage, presentandole Adolphe Thiers e il generale di La Fayette, che fu uno dei suoi piu' grandi benefattori.
Nei primi anni a Parigi frequento' il famoso salotto di madame Juliette Recamier, partecipo' con passione alle riunioni dei gruppi sansimoniani, segui' alcune lezioni alla Sorbona e all'Institut de France e lesse i classici della storiografia italiana e francese. Si interesso' anche a questioni di carattere sociale e religioso trovando un valido interlocutore nell'abate Pierre-Louis Coeur, con il quale discusse del complesso rapporto tra Chiesa e potere. Forte delle sue nuove reti, Cristina si impegno' con rinnovato fervore per la causa italiana: fece pressioni per liberare i patrioti imprigionati ad Ancona e sostenne il Comitato di aiuto per gli emigranti italiani presieduto da Charles Lasteyrie du Saillant. Intanto si guadagnava da vivere dipingendo e collaborando con il Constitutionnel alla redazione di articoli che riguardavano le vicende italiane. Il suo tenore di vita miglioro' sensibilmente grazie agli aiuti finanziari ricevuti dalla madre e nel 1835 entro' di nuovo in possesso dei suoi beni. Si trasferi' quindi in una villa in rue d'Anjou, dove apri' un salotto attirando personaggi di primo piano del panorama politico e culturale, come Heinrich Heine, Honore' de Balzac, Frederic Chopin, George Sand, Vincenzo Bellini, Camillo Benso di Cavour, Giuseppe Ferrari, Terenzio Mamiani, Giuseppe Massari, Pellegrino Rossi. La sua singolare vicenda le guadagno' il ruolo di ambasciatrice del movimento nazionale italiano in Francia, anche se una parte degli immigrati italiani non nutriva particolari simpatie nei suoi confronti. In quegli anni non solo Cristina criticava la politica di Giuseppe Mazzini, ma la sua personalita' dirompente e affascinante la pose al centro di numerosi pettegolezzi. Era giovane, era bella, indipendente e aveva molti ammiratori: suscito' cosi' le invidie delle nobildonne e le vennero attribuite numerose avventure sentimentali, anche se l'unico uomo importante in questo periodo della sua vita fu Mignet. Alcuni storici (tra cui Beth Archer Brombert) hanno attribuito proprio a lui la paternita' della sua unica figlia, Maria, nata il 23 dicembre 1838. La principessa affermo' sempre che il padre legittimo era il suo ex marito, ma sappiamo che i due si videro sporadicamente ed Emilio rifiuto' di riconoscere la bambina. Dopo vari e infruttuosi confronti tra i due, la questione fu portata al tribunale di Milano, che nel dicembre del 1860 attribui' la paternita' a Emilio, morto due anni prima di sifilide.
Gli anni Trenta furono intensi anche dal punto di vista intellettuale. A partire dal 1835 lavoro' a un'opera sulla storia della Chiesa, edita nel 1842 con il titolo Essai sur la formation du dogme catholique. Il volume ricostruiva la genesi dei dogmi religiosi, analizzandoli come fatti storici definiti di volta in volta da diatribe interne al cristianesimo. La scelta del soggetto le era stata suggerita da una curiosita' scientifica e dalla riscoperta di uno spiritualismo interiore che la sollecitava a riflettere con distacco critico sulla societa'. Fu questo spirito alla base dell'esperimento socioeconomico che mise in atto nella sua tenuta di Locate, dove fece ritorno nel 1839. Ispirandosi al modello del falansterio fourierista, Cristina rielaboro' in chiave personale le teorie sansimoniane per migliorare le condizioni di vita dei contadini. Costrui' uno scaldatoio pubblico nel suo palazzo, assicuro' assistenza agli ammalati e ipotizzo' nuove forme di gestione della proprieta' basate sull'associazione e sulla cooperazione. Benche' non mancassero le critiche, la fondazione di un asilo infantile, di un ospizio per gli orfani e di scuole elementari le conquistarono i plausi di Ferrante Aporti.
Man mano che le sue idee si concretizzavano, si persuase che il miglioramento sociale e politico fosse imprescindibile dal progresso morale ed economico. La conoscenza di Victor Considerant, segretario di Charles Fourier, rafforzo' queste sue convinzioni, che riaffiorarono anche nell'impegno letterario degli anni seguenti. Nel 1844 pubblico' l'introduzione alla Science nouvelle, traduzione francese dell'opera di Vico, in cui affermo' risolutamente la necessita' di studiare il passato con distacco critico. Condanno' ogni tendenza a mitizzare i modelli dell'antichita' e si dichiaro' favorevole alla repubblica democratica per i principi di trasparenza, partecipazione e inclusione su cui si fondava. Un anno piu' tardi inizio' a lavorare a un libro sulla storia lombarda e intraprese l'attivita' giornalistica. Sostenne finanziariamente il giornale politico parigino la Gazzetta italiana, collaboro' con Il Nazionale e nel 1846 fondo' e diresse personalmente l'Ausonio, una rivista di letteratura, arte e storia che usci' dal primo marzo. Anche se cambio' piu' volte formato e periodicita', il giornale mantenne l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica alla causa nazionale italiana, promuovendo il progresso civile e politico, la fratellanza e l'educazione. Tra le firme piu' note la testata vantava quelle di Cesare Balbo, Ruggiero Bonghi, Angelo Brofferio, Gino Capponi, Alessandro Manzoni, Massimo D'Azeglio e Terenzio Mamiani.
Uno dei collaboratori piu' preziosi della principessa fu Gaetano Stelzi, suo segretario personale. Gaetano era figlio di Teresa Regondi e di Gioachino, uno dei contabili della tenuta Trivulzio a Locate. Laureato in legge, molto meticoloso e dotato di un'ottima erudizione, Cristina lo aveva scelto come precettore della figlia Maria. In breve tempo riusci' a conquistarsi la sua fiducia, divenendone confidente e stretto collaboratore, fino ad affiancarla nel lavoro preparatorio per una storia dei municipi lombardi che era interessata a scrivere. Per lei, Gaetano consulto' libri e fonti dalla biblioteca di casa, selezionando con cura il materiale piu' utile. Il suo aiuto si rivelo' cosi' prezioso che da allora Cristina lo volle con se' in ogni impresa giornalistica. Dapprima come collaboratore alla Gazzetta italiana, poi nel comitato direttivo del Nazionale, infine all'Ausonio, dove si occupo' delle mansioni redazionali e segui' ogni fase della stampa. Gaetano era sconosciuto alla polizia e cio' gli assicurava un grande vantaggio, permettendogli di viaggiare indisturbato in tutta la penisola, intessendo contatti e reti, raccogliendo informazioni e guadagnando importanti collaborazioni alle testate della principessa. Grazie alla sua mediazione, Cristina prese contatto con Luciano Scarabelli, Francesco Manfredini, Gioacchino Pompili e Giuseppe Montanelli. Stelzi fu con lei in ogni trasferta: l'ultima volta le fu accanto a Milano, dove mori' di tisi il 16 giugno 1848, mentre ancora non si erano spenti gli echi dei tumultuosi avvenimenti legati allo scoppio delle Cinque giornate. Per espressa volonta' di Cristina la sua salma fu trasportata nella villa Trivulzio di Locate e tumulata in una tomba all'interno del parco. Il ritrovamento casuale del corpo da parte dalle autorita' austriache, unito al fatto che per un disguido il decesso di Gaetano non era stato immediatamente registrato, alimento' fantasiose leggende su cadaveri imbalsamati e presunti amori segreti.
Il 1848 fu un anno importante per il movimento nazionalpatriottico, e la vide attivissima nei principali teatri di guerra. Gia' dalla primavera del 1846 Cristina aveva ripreso a spostarsi tra Parigi e Milano. Tocco' anche Firenze e Roma, dove tenne comizi presso club e caffe'. Risale ad allora un suo studio sulla Lombardia intitolato Etude sur l'histoire de la Lombardie dans les trente dernieres annees ou les causes du defaut d'energie chez les Lombards (1846) e l'incontro con Luigi Napoleone e Carlo Alberto, che sperava di convertire alla causa italiana. Alla notizia dello scoppio dell'insurrezione delle Cinque giornate si trovava a Napoli. Noleggio' un piroscafo e parti' per Genova alla volta di Milano, imbarcando sul Virgilio duecento volontari pronti a schierarsi a fianco degli insorti. Nel maggio, in una Milano solo temporaneamente liberata dagli austriaci, fondo' la Societa' dell'Unita' d'Italia, che raccoglieva sottoscrizioni per equipaggiare i soldati.
Gli avvenimenti di quei mesi furono descritti e commentati sulle pagine del Crociato, la sua nuova testata, nata come supplemento dell'Ausonio e pubblicata per quattro mesi a partire dal 18 marzo. L'orientamento del giornale rispecchiava quello della sua fondatrice: era monarchico e attribuiva a Casa Savoia il ruolo di guida dell'Unita'. Le posizioni politiche di Cristina erano in quel tempo piuttosto complesse: sebbene continuasse a identificare nella repubblica la perfetta forma di governo, riteneva che la monarchia e l'esercito sabaudo fossero lo strumento migliore per conquistare l'indipendenza. Animata da queste convinzioni, il 13 aprile scrisse una lettera a Carlo Alberto in cui chiese l'appoggio per creare un partito che avrebbe riunito la classe media sotto la bandiera dell'unificazione della Lombardia con il Piemonte. I suoi progetti furono pero' travolti dal precipitare degli eventi e ai primi di agosto rientro' a Parigi, dove accetto' di collaborare con la Revue des deux mondes, curando una serie di quattro articoli sulla storia delle rivoluzioni d'Italia per confutare le falsita' della stampa filoaustriaca. Proprio gli eventi del 1848 la convinsero a prendere le distanze da Casa Savoia e ad avvicinarsi alle posizioni democratiche e mazziniane. Un anno piu' tardi la troviamo a fianco di Mazzini nella Repubblica Romana, dove si adopero' per soccorrere i feriti. Lavoro' con Enrichetta di Lorenzo, Giulia Paulucci, padre Alessandro Gavazzi e Margaret Fuller e fu nominata direttrice generale delle ambulanze militari. La situazione era cosi' critica che l'intero comitato sottoscrisse un appello Alle donne romane per reclutare nuove infermiere.
Con la caduta della Repubblica, Cristina fu accusata di alto tradimento e i suoi beni vennero sequestrati. Abbandonata Roma si diresse a Malta, meta comune a molti esuli, ma trovo' l'isola inospitale e poco vivace. Decise quindi di proseguire il suo viaggio prima in direzione di Atene, attratta dal luogo e dalla storia della citta', e poi verso Costantinopoli, dove sperava di avere una maggiore liberta' d'azione per dare sostegno agli esuli italiani. In Asia Minore acquisto' alcuni terreni nella valle di Ciaq Maq Oglu' e organizzo' un'azienda agricola. Visito' la Siria e la Palestina, raggiunse Gerusalemme, Alessandretta, Ankara, Damasco e Aleppo. In quei viaggi fu colpita soprattutto dalle condizioni di vita delle donne e dall'harem, che descrisse come un luogo sporco e opprimente, molto diverso dal rifugio lussurioso immaginato dagli occidentali. Questi aspetti riemersero in alcuni racconti poi pubblicati sulla Revue des deux mondes e nelle opere ispirate al suo esilio Souvenirs dans l'exil (1850) e Asie Mineure et Syrie, souvenirs de voyage (1858). Intanto Cristina coltivava ancora la sua passione per la storia scrivendo un'opera sull'epoca romana rivolta ai bambini, Premieres notions d'histoire a' l'usage de l'enfance. Histoire romaine (1850).
Nell'estate del 1853 un incidente segno' gravemente la sua salute: uno dei suoi lavoratori la accoltello' ripetutamente per essersi intromessa nel suo legame d'amore con l'istitutrice di Maria, miss Parker, che lamentava continue violenze da parte dell'uomo. Due anni dopo Cristina rientro' in possesso dei suoi beni in Europa dietro condizione di non pubblicare alcuno scritto di interesse politico e lascio' l'Oriente. Fece quindi ritorno a Parigi, poi fu di nuovo a Locate. Allo scoppio della seconda guerra di indipendenza promosse in Francia una colletta a favore dei Cacciatori delle Alpi di Giuseppe Garibaldi e appoggio' Cavour.
Per lei si aprirono altri anni intensi, segnati da coinvolgenti vicende personali, come il matrimonio della figlia Maria con Ludovico Trotti Bentivoglio, nel gennaio del 1861, e da una rinnovata passione politica. La sua adesione al fronte moderato fu ribadita con alcuni articoli che pubblico' sul periodico francese l'Italie e con un'opera encomiastica dedicata a Casa Savoia, l'Histoire de la Maison de Savoie (1860). Inizio' cosi' una nuova fase del suo impegno letterario, sociale e politico. Nel 1866 denuncio' lo stato di soggezione delle donne nelle societa' moderne con un lungo articolo intitolato Della presente condizione delle donne e del loro avvenire apparso sulla Nuova Antologia. Due anni dopo pubblico' Osservazioni sullo stato attuale dell'Italia e sul suo avvenire, in cui condanno' il localismo come il principale ostacolo alla realizzazione dell'Unita'. Riconobbe quindi a Mazzini il merito di aver diffuso il patriottismo tra il popolo e infine avanzo' una serie di proposte per migliorare il neonato Stato unitario, come la costruzione di scuole popolari statali, di cooperative, di ferrovie e strade, di banche popolari e casse rurali. Nel 1869 con l'opera Sulla moderna politica internazionale auspico' l'avvento di un nuovo panorama mondiale fondato sul diritto, sulla giustizia e sull'equilibrio tra gli Stati.
Il 5 luglio 1871 Cristina mori'. La sua salma fu sepolta a Locate.
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Opere
Oltre a quelle gia' citate nella voce: Essai sur Vico, chez Charle Turati, Milano 1844; La science nouvelle, Vico et ses oeuvres, traduite par M.me C. Belgiojoso, Milano 1844; Ai suoi concittadini. Parole di Cristina Trivulzio di Belgiojoso, Milano 1848; L'Italia e la rivoluzione italiana nel 1848, Lugano 1849; La rivoluzione e la repubblica di Venezia, Palermo 1849; La rivoluzione italiana del 1848, a cura di A. Ghisleri, Milano 1904; La rivoluzione lombarda del 1848, a cura di A. Bandini Buti, Milano 1950.
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Fonti e bibliografia
R. Barbiera, La principessa Belgiojoso, i suoi amici e nemici, il suo tempo. Da memorie mondane inedite o rare e da archivi segreti di Stato, Milano 1902; Id., Passioni del Risorgimento. Nuove pagine sulla principessa Belgiojoso e il suo tempo con documenti inediti e illustrazioni, Milano 1903; H. Remsen Whitehouse, A revolutionary princess: Christina Belgiojoso Trivulzio. Her life and times, 1808-1871, London 1906; A. Thierry, La princesse Belgiojoso. Une heroine romantique, Paris 1926; A. Gasparinetti, Quattro anni di attivita' giornalistica della principessa C. T. di Belgiojoso (1845-48), in Rassegna storica del Risorgimento, XVII (1930), 1, pp. 72-104; A. Malvezzi, La principessa Cristina di Belgiojoso, I-III, Milano 1936-1937; L. Severgnini, La principessa di Belgiojoso. Vita ed opere, Milano 1972; C. N. Gattey, Cristina di Belgiojoso, Firenze 1974; B. A. Brombert, Cristina Belgiojoso, Milano 1981; E. Cazzulani, Cristina di Belgioioso, Lodi 1982; L. Incisa - A. Trivulzio, Cristina di Belgioioso. La principessa romantica, Milano 1984; A. Petacco, La principessa del nord. La misteriosa vita della dama del Risorgimento: Cristina di Belgioioso, Milano 1993; M. Grosso - L. Rotondo, Sempre tornero' a prendere cura del mio paese e a rivedere te. C. T. di Belgiojoso, in E. Doni et al., Donne del Risorgimento, Bologna 1997, pp. 65-94; C. Marrone, C. T. di Belgiojoso's western feminism. The Poetics of a Nineteenth-Century Nomad, in Italian Quarterly, XXXIV (1997), 133-134, pp. 21-32; M. Rossi, C. T. principessa di Belgiojoso. Il pensiero politico, Brescia 2002; P. Brunello, C. T. di Belgiojoso. Patrizia, patriota, donna, in M. Isnenghi - E. Cecchinato, Fare l'Italia: unita' e disunita' nel Risorgimento, Torino, 2008, pp. 281-287; G. Conti Odorisio - C. Giorcelli - G. Monsagrati, Cristina di Belgiojoso. Politica e cultura nell'Europa dell'Ottocento, Napoli 2010; M. Fugazza - K. Rörig, La prima donna d'Italia. C. T. di Belgiojoso tra politica e giornalismo, Milano 2010; G. Proia, Cristina di Belgiojoso. Dal salotto alla politica, Roma 2010; K. Roerig, C. T. di Belgiojoso (1808- 1871). Geschichtsschreibung und Politik im Risorgimento, Koeln 2013; F. Caporuscio, La narrazione dell'Oriente e la svolta letteraria di C. T. Belgiojoso: il testo-laboratorio dei "Souvenir dans l'exil", in Altrelettere, 18 marzo 2015.
6. REPETITA IUVANT. ALCUNI ULTERIORI RIFERIMENTI UTILI
Segnaliamo il sito della "Casa delle donne" di Milano: www.casadonnemilano.it
Segnaliamo il sito della "Casa internazionale delle donne" di Roma: www.casainternazionaledelledonne.org
Segnaliamo il sito delle "Donne in rete contro la violenza": www.direcontrolaviolenza.it
Segnaliamo il sito de "Il paese delle donne on line": www.womenews.net
Segnaliamo il sito della "Libreria delle donne di Milano": www.libreriadelledonne.it
Segnaliamo il sito della "Libera universita' delle donne" di Milano: www.universitadelledonne.it
Segnaliamo il sito di "Noi donne": www.noidonne.org
Segnaliamo il sito di "Non una di meno": www.nonunadimeno.wordpress.com
7. NELLA CITTA' DOLENTE. SIMPLICIO STRATIOTESSI: PROLEGOMENI A UNA STORIA DELLA TRISTEZZA
I.
Gli amici che muoiono e mi lasciano solo
Le guerre che ancora non finiscono
La nostra sconfitta negli anni migliori
Scoprire che le menzogne hanno gambe lunghissime
Non riuscire a vedere piu' ne' la luna ne' il dito
Non avere mai cantato quando avevi la voce
Il cortisone e l'odio per il cortisone
Sapere che non c'e' ne' il Lete ne' l'Eunoe
Dimenticare le cose belle
Non riuscire a scordare le cose brutte
Non aver studiato abbastanza quando era l'ora di studiare
Non aver saputo fare il salto incatenato dagli scrupoli
Saper fare il gioco delle tre carte e rifiutarsi di farlo
Essere diventato zoppo senza essermene accorto
Non riuscire mai a vedere le cose chiare e distinte
Spaccare il capello in settanta volte sette
Riuscire a scrivere solo cosi' in fretta e furia
Dire le parole di taglio cercando di non ferire nessuno
Non voler comparire nell'ora e nel luogo della gioia
Continuare a non riconoscere la tua maschera
Non essere mai certo della cosa giusta
Preferire subire il male anziche' farlo
Passare quaranta giorni nel deserto e dieci anni sotto le mura
Raccontare dei tempi del cucco e sentirne un'acre nostalgia
Incontrare i tuoi morti nei sogni guardandosi in silenzio
II.
Sarebbe bello
trovare un coccodrillo nel cappello
Sarebbe forte
vincerla 'sta partita a scacchi con la morte
Sarebbe strano
accorgersi di avere un talismano
Sarebbe giusto
aver rispetto dei rami dell'arbusto
Sarebbe ora
di perdere la strada che addolora
III.
Cosa significhino queste parole
io non lo so
Perche' le scrivo queste parole
io non lo so
Quello che so
e' che occorre lottare
per abolire tutte le uccisioni
Quello che so
e' non dimenticare
che ogni persona ha speranze e ragioni
Quello che so
e' che la vita e' troppo bella
per essere triste
Quello che so
e' che la vita e' troppo bella
per toglierla a chicchessia
8. SEGNALAZIONI LIBRARIE
Letture
- Esperance Hakuzwimana, Tra i bianchi di scuola. Voci per un'educazione accogliente, Einaudi, Torino 2024, pp. XXII + 114, euro 13.
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Riletture
- Dante Livio Bianco, Guerra partigiana, Einaudi, Torino 1954, 1973, pp. LVIII + 158.
- Luciano Bolis, Il mio granello di sabbia, Einaudi, Torino 1946, 1973, pp. XII + 96.
- Pietro Chiodi, Banditi, Einaudi, Torino 1961, 1975, pp. VI + 162.
- Ada Gobetti, Diario partigiano, Einaudi, Torino 1956, 1972, pp. 382 (+ una carta geografica).
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Classici
- Edoarda Masi, Cento trame di capolavori della letteratura cinese, Rizzoli, Milano 1991, pp. 480.
9. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.
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NONVIOLENZA O BARBARIE
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Numero 120 del 14 agosto 2026
Nuova serie de "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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