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[nonviolenza] Una lettera aperta al Ministro dell'Istruzione e al Ministro dell'Interno affinche' a Viterbo non si commetta un'illegalita' e una follia
- Subject: [nonviolenza] Una lettera aperta al Ministro dell'Istruzione e al Ministro dell'Interno affinche' a Viterbo non si commetta un'illegalita' e una follia
- From: Centro di ricerca per la pace Centro di ricerca per la pace <centropacevt at gmail.com>
- Date: Mon, 31 Aug 2026 14:37:58 +0200
UNA LETTERA APERTA AL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE E AL MINISTRO DELL'INTERNO AFFINCHE' A VITERBO NON SI COMMETTA UN'ILLEGALITA' E UNA FOLLIA
Al Ministro dell'Istruzione
al Ministro dell'Interno
e per opportuna conoscenza:
al Presidente della Provincia di Viterbo
alla Sindaca del Comune di Viterbo
al Prefetto di Viterbo
al Questore di Viterbo
al Presidente del Tribunale di Viterbo
e sempre per opportuna conoscenza:
all'Ufficio Scolastico Regionale del Lazio
al Presidente della Regione Lazio
ai consiglieri regionali del Lazio
ai consiglieri provinciali e comunali di Viterbo
ai mezzi d'informazione
Oggetto: richiesta di attenzione ed intervento affinche' non si commetta l'illegalita' e la follia della ostentazione di una scritta fascista sulla facciata dell'edificio che ospita il liceo classico intitolato al martire della Resistenza Mariano Buratti a Viterbo.
Egregio Ministro dell'Istruzione,
egregio Ministro dell'Interno,
richiedo la vostra attenzione e il vostro intervento in merito a quanto segue, pur nella speranza che questa lettera si riveli superflua, ovvero che quanto in essa sostengo sia gia' stato fatto proprio dall'ente responsabile del caso che segnalo (l'Amministrazione provinciale di Viterbo) e quindi il vostro intervento non sia necessario, ne' vi sia bisogno di adire successivamente le vie legali.
*
Il fatto
Da alcuni anni la sede del liceo classico di Viterbo intitolato al martire della Resistenza Mariano Buratti si trova in un edificio in via Tommaso Carletti, edificio che durante il ventennio fascista era stato sede dell'"Opera Balilla" e della "Gioventu' Italiana del Littorio", due strutture del regime finalizzate all'indottrinamento dei giovani affinche' si prostituissero all'ideologia e alla prassi proprie del fascismo: culto e pratica della violenza assassina, del razzismo genocida, della guerra stragista; negazione della democrazia e dei diritti umani.
Nel corso di un recente restauro sarebbe apparsa sulla facciata la scritta "Casa del Balilla" che, se originale, era stata opportunamente coperta o rimossa in seguito al crollo della scellerata dittatura.
Dopo che l'opinione pubblica ne ha avuto notizia, vi sono state autorevoli dichiarazioni ed iniziative pubbliche che hanno evidenziato in vario modo la necessita' che quella scritta, legata a un regime criminale, non sia ostentata sulla facciata di un istituto educativo.
*
Anche il sottoscritto e' intervenuto con tre lettere alle istituzioni competenti o coinvolte, lettere con le quali ha ripetutamente segnalato le inconfutabili e dirimenti ragioni giuridiche che escludono la possibilita' che quella scritta sia ostentata sulla facciata dell'edificio del liceo.
Si vedano le mie lettere:
a) alla Soprintendente per i beni culturali, del 26 luglio 2026, in cui scrivevo "Credo anche... che la famigerata scritta sull'edificio in via Tommaso Carletti debba essere rimossa, sia alla luce della piu' elementare riflessione morale, sia stante il combinato disposto della XII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione della Repubblica Italiana, dell'articolo 414 del Codice Penale, della legge 20 giugno 1952, n. 645, e della legge 25 giugno 1993, n. 205";
b) al Presidente della Provincia di Viterbo, del 31 luglio 2026, in cui scrivevo "mi permetto di segnalarle le cogenti ragioni giuridiche che impediscono l'ostensione di una scritta di propaganda fascista sull'edificio in via Tommaso Carletti a Viterbo attualmente sede del liceo classico intitolato al martire della Resistenza Mariano Buratti. (...) Ai sensi del combinato disposto della XII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione della Repubblica Italiana, dell'articolo 414 del Codice Penale, della legge 20 giugno 1952, n. 645, e della legge 25 giugno 1993, n. 205, ebbene, la scritta "Casa del Balilla" riemersa sulla facciata dell'edificio in questione nel corso dei lavori di restauro, originaria o apocrifa che sia, va rimossa in quanto confliggente con la vigente legislazione italiana che inequivocabilmente vieta la propaganda fascista, l'apologia del fascismo ed ogni attivita' o manufatto o iscrizione intesi alla promozione del fascismo (e quella scritta rientra pienamente in tale sfera). Alle ragioni giuridiche ovviamente si uniscono le ragioni morali che ogni persona senziente e pensante conosce e riconosce";
c) Al Prefetto di Viterbo, al Presidente della Regione Lazio, alla Sindaca di Viterbo, del 4 agosto 2026, in cui scrivevo "vi invio per conoscenza copia di due lettere inviate nelle scorse settimane alla Soprintendente per i beni culturali dell'Etruria Meridionale ed al Presidente della Provincia di Viterbo. In entrambe segnalo le ragioni giuridiche, ovvero le norme di legge il cui combinato disposto e' inequivocabile, che impediscono la riesumazione e l'esibizione della scritta (originaria o apocrifa che sia) di effettuale propaganda fascista sull'edificio sito in via Tommaso Carletti in Viterbo che attualmente ospita il liceo classico intitolato al martire della Resistenza Mariano Buratti. Tali ragioni, unite a quelle etiche evidentissime ad ogni persona razionale e morale, pongo altresi' alla vostra attenzione. [Seguono le due lettere di cui ai punti a) e b) riporto i fondamentali estratti].
*
Ad oggi ancora non e' stata resa di pubblico dominio la decisione dell'Amministrazione Provinciale di Viterbo (competente per l'edilizia scolastica delle scuole medie superiori e quindi anche per l'edificio in questione), riguardo alla copertura o all'ostensione pubblica di tale scritta.
*
La tesi che in questa lettera si sostiene
E' del tutto evidente che tale scritta, anche se illo tempore effettivamente presente sulla facciata dell'edificio (cosa che peraltro e' stata messa in discussione alla luce della documentazione fotografica disponibile negli archivi pubblici), oggi, nell'Italia della repubblica democratica costituzionale ed antifascista, non puo' e non deve essere piu' esibita sulla facciata di un edificio scolastico.
*
Le argomentazioni
Vi sono quattro ordini di ragioni per cui quella scritta di propaganda fascista non puo' e non deve comparire sulla facciata dell'edificio:
1. Sotto il profilo logico: un'istituzione educativa della repubblica democratica, intitolata a un martire della Resistenza, non puo' esibire sulla facciata una scritta che qualifica l'edificio in cui si trova come istituzione di indottrinamento e propaganda fascista, "per la contradizion che nol consente" (Inf., XXVII, 120);
2. Sotto il profilo etico (e quindi anche educativo): quale messaggio si comunicherebbe agli allievi della scuola, che si troverebbero contemporaneamente sotto la denominazione di un martire della Resistenza e di un ente fascista il cui fine era appunto di corrompere i giovani e prostituirli a un'ideologia e un sistema di potere fondati sulla violenza, sul razzismo, sulla disumanita', sulla soppressione di ogni liberta' - compresa quella del pensiero critico?
3. Sotto il profilo storico e quindi civile: l'ordinamento giuridico repubblicano, costituzionale e democratico italiano, in cui abbiamo la fortuna di vivere, e' sorto grazie alla sconfitta del fascismo nella catastrofe della seconda guerra mondiale; ripristinarne la macabra e grottesca simbologia e nomenclatura delle strutture e delle istituzioni del regime fascista significherebbe obliare ed obliterare cosa quel regime e' stato, i crimini che ha commesso e le catastrofi ha provocato. Invece no: dimenticare non e' possibile, non e' ammissibile. Il fascismo fu una dittatura in quanto tale violatrice dei diritti umani; il fascismo promosse feroci guerre d'aggressione in cui furono commessi crimini di guerra e crimini contro l'umanita'; il fascismo impose un regime razzista che ebbe come esito finale la deportazione e l'uccisione di innumerevoli innocenti nei campi di sterminio; il fascismo porto' alla guerra, ovvero al massacro di decine di milioni di esseri umani. Dimenticare non e' possibile, non e' ammissibile.
4. sotto il profilo giuridico: come ho gia' avuto modo di scrivere ripetutamente nei miei precedenti interventi pubblici sopra citati "ai sensi del combinato disposto della XII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione della Repubblica Italiana, dell'articolo 414 del Codice Penale, della legge 20 giugno 1952, n. 645, e della legge 25 giugno 1993, n. 205 la scritta "Casa del Balilla" riemersa sulla facciata dell'edificio in questione nel corso dei lavori di restauro, originaria o apocrifa che sia, va rimossa in quanto confliggente con la vigente legislazione italiana che inequivocabilmente vieta la propaganda fascista, l'apologia del fascismo ed ogni attivita' o manufatto o iscrizione intesi alla promozione del fascismo (e quella scritta rientra pienamente in tale sfera)".
*
In conclusione
Qualora - contra rationem atque contra legem - l'ente competente commettesse l'errore e l'iniquita' di voler ostendere quella scritta fascista sulla scuola intitolata a un martire che dalla violenza fascista e' stato assassinato, sarebbe necessario adire le aule di giustizia per porre rimedio a una decisione sciagurata.
Ma voglio credere che l'Amministrazione provinciale di Viterbo, dopo adeguata riflessione, abbia gia' deciso di far ricoprire quella scritta obbrobriosa; cosicche' anche questa lettera che richiede la vostra attenzione e il vostro intervento come ministri della Repubblica che in quanto tali avete giurato fedelta' alla Costituzione che contiene quella inequivocabile ed inaggirabile XII disposizione transitoria e finale, voglio confidare che si riveli non necessaria.
Ma nel dubbio ho preferito comunque sottoporvi la vicenda e richiedervi dell'intervento che riterrete opportuno e che necessariamente dovra' essere coerente con la Costituzione della Repubblica e le altre leggi vigenti precedentemente citate e quindi con le ragioni giuridiche sopra esposte.
*
Vogliate gradire distinti saluti,
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 31 agosto 2026
Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Al Ministro dell'Istruzione
al Ministro dell'Interno
e per opportuna conoscenza:
al Presidente della Provincia di Viterbo
alla Sindaca del Comune di Viterbo
al Prefetto di Viterbo
al Questore di Viterbo
al Presidente del Tribunale di Viterbo
e sempre per opportuna conoscenza:
all'Ufficio Scolastico Regionale del Lazio
al Presidente della Regione Lazio
ai consiglieri regionali del Lazio
ai consiglieri provinciali e comunali di Viterbo
ai mezzi d'informazione
Oggetto: richiesta di attenzione ed intervento affinche' non si commetta l'illegalita' e la follia della ostentazione di una scritta fascista sulla facciata dell'edificio che ospita il liceo classico intitolato al martire della Resistenza Mariano Buratti a Viterbo.
Egregio Ministro dell'Istruzione,
egregio Ministro dell'Interno,
richiedo la vostra attenzione e il vostro intervento in merito a quanto segue, pur nella speranza che questa lettera si riveli superflua, ovvero che quanto in essa sostengo sia gia' stato fatto proprio dall'ente responsabile del caso che segnalo (l'Amministrazione provinciale di Viterbo) e quindi il vostro intervento non sia necessario, ne' vi sia bisogno di adire successivamente le vie legali.
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Il fatto
Da alcuni anni la sede del liceo classico di Viterbo intitolato al martire della Resistenza Mariano Buratti si trova in un edificio in via Tommaso Carletti, edificio che durante il ventennio fascista era stato sede dell'"Opera Balilla" e della "Gioventu' Italiana del Littorio", due strutture del regime finalizzate all'indottrinamento dei giovani affinche' si prostituissero all'ideologia e alla prassi proprie del fascismo: culto e pratica della violenza assassina, del razzismo genocida, della guerra stragista; negazione della democrazia e dei diritti umani.
Nel corso di un recente restauro sarebbe apparsa sulla facciata la scritta "Casa del Balilla" che, se originale, era stata opportunamente coperta o rimossa in seguito al crollo della scellerata dittatura.
Dopo che l'opinione pubblica ne ha avuto notizia, vi sono state autorevoli dichiarazioni ed iniziative pubbliche che hanno evidenziato in vario modo la necessita' che quella scritta, legata a un regime criminale, non sia ostentata sulla facciata di un istituto educativo.
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Anche il sottoscritto e' intervenuto con tre lettere alle istituzioni competenti o coinvolte, lettere con le quali ha ripetutamente segnalato le inconfutabili e dirimenti ragioni giuridiche che escludono la possibilita' che quella scritta sia ostentata sulla facciata dell'edificio del liceo.
Si vedano le mie lettere:
a) alla Soprintendente per i beni culturali, del 26 luglio 2026, in cui scrivevo "Credo anche... che la famigerata scritta sull'edificio in via Tommaso Carletti debba essere rimossa, sia alla luce della piu' elementare riflessione morale, sia stante il combinato disposto della XII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione della Repubblica Italiana, dell'articolo 414 del Codice Penale, della legge 20 giugno 1952, n. 645, e della legge 25 giugno 1993, n. 205";
b) al Presidente della Provincia di Viterbo, del 31 luglio 2026, in cui scrivevo "mi permetto di segnalarle le cogenti ragioni giuridiche che impediscono l'ostensione di una scritta di propaganda fascista sull'edificio in via Tommaso Carletti a Viterbo attualmente sede del liceo classico intitolato al martire della Resistenza Mariano Buratti. (...) Ai sensi del combinato disposto della XII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione della Repubblica Italiana, dell'articolo 414 del Codice Penale, della legge 20 giugno 1952, n. 645, e della legge 25 giugno 1993, n. 205, ebbene, la scritta "Casa del Balilla" riemersa sulla facciata dell'edificio in questione nel corso dei lavori di restauro, originaria o apocrifa che sia, va rimossa in quanto confliggente con la vigente legislazione italiana che inequivocabilmente vieta la propaganda fascista, l'apologia del fascismo ed ogni attivita' o manufatto o iscrizione intesi alla promozione del fascismo (e quella scritta rientra pienamente in tale sfera). Alle ragioni giuridiche ovviamente si uniscono le ragioni morali che ogni persona senziente e pensante conosce e riconosce";
c) Al Prefetto di Viterbo, al Presidente della Regione Lazio, alla Sindaca di Viterbo, del 4 agosto 2026, in cui scrivevo "vi invio per conoscenza copia di due lettere inviate nelle scorse settimane alla Soprintendente per i beni culturali dell'Etruria Meridionale ed al Presidente della Provincia di Viterbo. In entrambe segnalo le ragioni giuridiche, ovvero le norme di legge il cui combinato disposto e' inequivocabile, che impediscono la riesumazione e l'esibizione della scritta (originaria o apocrifa che sia) di effettuale propaganda fascista sull'edificio sito in via Tommaso Carletti in Viterbo che attualmente ospita il liceo classico intitolato al martire della Resistenza Mariano Buratti. Tali ragioni, unite a quelle etiche evidentissime ad ogni persona razionale e morale, pongo altresi' alla vostra attenzione. [Seguono le due lettere di cui ai punti a) e b) riporto i fondamentali estratti].
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Ad oggi ancora non e' stata resa di pubblico dominio la decisione dell'Amministrazione Provinciale di Viterbo (competente per l'edilizia scolastica delle scuole medie superiori e quindi anche per l'edificio in questione), riguardo alla copertura o all'ostensione pubblica di tale scritta.
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La tesi che in questa lettera si sostiene
E' del tutto evidente che tale scritta, anche se illo tempore effettivamente presente sulla facciata dell'edificio (cosa che peraltro e' stata messa in discussione alla luce della documentazione fotografica disponibile negli archivi pubblici), oggi, nell'Italia della repubblica democratica costituzionale ed antifascista, non puo' e non deve essere piu' esibita sulla facciata di un edificio scolastico.
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Le argomentazioni
Vi sono quattro ordini di ragioni per cui quella scritta di propaganda fascista non puo' e non deve comparire sulla facciata dell'edificio:
1. Sotto il profilo logico: un'istituzione educativa della repubblica democratica, intitolata a un martire della Resistenza, non puo' esibire sulla facciata una scritta che qualifica l'edificio in cui si trova come istituzione di indottrinamento e propaganda fascista, "per la contradizion che nol consente" (Inf., XXVII, 120);
2. Sotto il profilo etico (e quindi anche educativo): quale messaggio si comunicherebbe agli allievi della scuola, che si troverebbero contemporaneamente sotto la denominazione di un martire della Resistenza e di un ente fascista il cui fine era appunto di corrompere i giovani e prostituirli a un'ideologia e un sistema di potere fondati sulla violenza, sul razzismo, sulla disumanita', sulla soppressione di ogni liberta' - compresa quella del pensiero critico?
3. Sotto il profilo storico e quindi civile: l'ordinamento giuridico repubblicano, costituzionale e democratico italiano, in cui abbiamo la fortuna di vivere, e' sorto grazie alla sconfitta del fascismo nella catastrofe della seconda guerra mondiale; ripristinarne la macabra e grottesca simbologia e nomenclatura delle strutture e delle istituzioni del regime fascista significherebbe obliare ed obliterare cosa quel regime e' stato, i crimini che ha commesso e le catastrofi ha provocato. Invece no: dimenticare non e' possibile, non e' ammissibile. Il fascismo fu una dittatura in quanto tale violatrice dei diritti umani; il fascismo promosse feroci guerre d'aggressione in cui furono commessi crimini di guerra e crimini contro l'umanita'; il fascismo impose un regime razzista che ebbe come esito finale la deportazione e l'uccisione di innumerevoli innocenti nei campi di sterminio; il fascismo porto' alla guerra, ovvero al massacro di decine di milioni di esseri umani. Dimenticare non e' possibile, non e' ammissibile.
4. sotto il profilo giuridico: come ho gia' avuto modo di scrivere ripetutamente nei miei precedenti interventi pubblici sopra citati "ai sensi del combinato disposto della XII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione della Repubblica Italiana, dell'articolo 414 del Codice Penale, della legge 20 giugno 1952, n. 645, e della legge 25 giugno 1993, n. 205 la scritta "Casa del Balilla" riemersa sulla facciata dell'edificio in questione nel corso dei lavori di restauro, originaria o apocrifa che sia, va rimossa in quanto confliggente con la vigente legislazione italiana che inequivocabilmente vieta la propaganda fascista, l'apologia del fascismo ed ogni attivita' o manufatto o iscrizione intesi alla promozione del fascismo (e quella scritta rientra pienamente in tale sfera)".
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In conclusione
Qualora - contra rationem atque contra legem - l'ente competente commettesse l'errore e l'iniquita' di voler ostendere quella scritta fascista sulla scuola intitolata a un martire che dalla violenza fascista e' stato assassinato, sarebbe necessario adire le aule di giustizia per porre rimedio a una decisione sciagurata.
Ma voglio credere che l'Amministrazione provinciale di Viterbo, dopo adeguata riflessione, abbia gia' deciso di far ricoprire quella scritta obbrobriosa; cosicche' anche questa lettera che richiede la vostra attenzione e il vostro intervento come ministri della Repubblica che in quanto tali avete giurato fedelta' alla Costituzione che contiene quella inequivocabile ed inaggirabile XII disposizione transitoria e finale, voglio confidare che si riveli non necessaria.
Ma nel dubbio ho preferito comunque sottoporvi la vicenda e richiedervi dell'intervento che riterrete opportuno e che necessariamente dovra' essere coerente con la Costituzione della Repubblica e le altre leggi vigenti precedentemente citate e quindi con le ragioni giuridiche sopra esposte.
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Vogliate gradire distinti saluti,
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 31 agosto 2026
Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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