[nonviolenza] Una lettera aperta al Presidente della RepuBblica per il rispetto della legalita' costituzionale e della legislazione antifascista



UNA LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PER IL RISPETTO DELLA LEGALITA' COSTITUZIONALE E DELLA LEGISLAZIONE ANTIFASCISTA

Al Presidente della Repubblica

e per opportuna conoscenza:
al Ministro dell'Istruzione
al Ministro dell'Interno
al Prefetto di Viterbo
al Presidente del Senato della Repubblica
al Presidente della Camera dei Deputati
al Presidente della Regione Lazio
al presidente della Provincia di Viterbo
alla Sindaca del Comune di Viterbo
al Presidente del Tribunale di Viterbo

e sempre per opportuna conoscenza:
alle associazioni democratiche
ai mezzi d'informazione

Oggetto: richiesta di attenzione ed intervento per il rispetto della legalita' costituzionale e della legislazione antifascista che dalla Costituzione discende

Egregio Presidente della Repubblica,
La prego di scusarmi se mi permetto di sollecitare la sua attenzione ed il suo intervento nelle forme che riterra' adeguate ed opportune in relazione a una vicenda locale ma che mi sembra altresi' di rilevanza ed interesse generale.
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I termini della questione sono i seguenti: a seguito di lavori di manutenzione straordinaria dell'edificio sito in via Tommaso Carletti a Viterbo che da anni ospita il liceo classico intitolato al martire della Resistenza Mariano Buratti, sono riemersi sulla facciata alcuni frammenti di una scritta che verosimilmente sembra essere "Casa del Balilla".
L'edificio in questione in effetti fu edificato durante il ventennio fascista come sede viterbese dell'"Opera Balilla" e successivamente divenne sede della "Gioventu' italiana del littorio".
Dopo la caduta del fascismo la scritta che qualificava quell'edificio come sede di una struttura di indottrinamento fascista fu ricoperta, ed essa non e' stata piu' visibile nel corso dei decessi fino ad oggi.
Peraltro essa e' ancora coperta dai teloni del cantiere, non essendo ancora conclusi i lavori di manutenzione straordinaria.
L'ente committente dei lavori di manutenzione straordinaria, finanziati con i fondi del Pnrr, e' la Provincia di Viterbo.
A tutt'oggi non e' ancora chiaro cosa la Provincia intenda fare in merito alla scritta "Casa del Balilla", e tale incertezza ha suscitato vivo sconcerto in citta', con prese di posizioni e manifestazioni pubbliche che hanno avuto eco anche sulla stampa nazionale.
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Orbene, e' mio convincimento che tale scritta debba essere nuovamente ricoperta, affinche' il liceo intitolato al martire della Resistenza Mariano Buratti - ricordato con una lapide all'ingresso della scuola -, non ostenti sulla sua facciata una scritta a caratteri cubitali che qualificherebbe l'edificio come istituzione fascista, ovvero come luogo intitolato ai carnefici di Mariano Buratti.
Negli scorsi mesi e nelle scorse settimane ho ripetutamente segnalato alle istituzioni variamente competenti che rendere nuovamente visibile quella scritta sarebbe non soltanto irrazionale ed immorale, ma anche in flagrante contrasto con la Costituzione della Repubblica italiana e con le leggi antifasciste che ne discendono.
Mi permetto di segnalarLe qui le mie lettere:
a) alla Soprintendente per i beni culturali, del 26 luglio 2026, in cui gia' scrivevo "Credo anche... che la famigerata scritta sull'edificio in via Tommaso Carletti debba essere rimossa, sia alla luce della piu' elementare riflessione morale, sia stante il combinato disposto della XII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione della Repubblica Italiana, dell'articolo 414 del Codice Penale, della legge 20 giugno 1952, n. 645, e della legge  25 giugno 1993, n. 205";
b) al Presidente della Provincia di Viterbo, del 31 luglio 2026, in cui scrivevo "mi permetto di segnalarle le cogenti ragioni giuridiche che impediscono l'ostensione di una scritta di propaganda fascista sull'edificio in via Tommaso Carletti a Viterbo attualmente sede del liceo classico intitolato al martire della Resistenza Mariano Buratti. (...) Ai sensi del combinato disposto della XII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione della Repubblica Italiana, dell'articolo 414 del Codice Penale, della legge 20 giugno 1952, n. 645, e della legge  25 giugno 1993, n. 205, ebbene, la scritta "Casa del Balilla" riemersa sulla facciata dell'edificio in questione nel corso dei lavori di restauro, originaria o apocrifa che sia, va rimossa in quanto confliggente con la vigente legislazione italiana che inequivocabilmente vieta la propaganda fascista, l'apologia del fascismo ed ogni attivita' o manufatto o iscrizione intesi alla promozione del fascismo (e quella scritta rientra pienamente in tale sfera). Alle ragioni giuridiche ovviamente si uniscono le ragioni morali che ogni persona senziente e pensante conosce e riconosce";
c) Al Prefetto di Viterbo, al Presidente della Regione Lazio, alla Sindaca di Viterbo, del 4 agosto 2026;
d) al Ministro dell'Istruzione e al Ministro dell'Interno, del 31 agosto 2026;
e) al Presidente del comitato provinciale di Viterbo dell'"Associazione nazionale partigiani d'Italia", del 2 settembre 2026;
f) agli attuali consiglieri provinciali di Viterbo, del 4 settembre 2026.
I testi integrali di tutte le lettere succitate sono disponibili nella rete telematica nel sito: https://liste.peacelink.it/nonviolenza/
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In tutti questi interventi ho ripetutamente messo in rilievo non solo le ragioni morali, ma soprattutto quelle eminentemente giuridiche, che traggono il loro fondamento dalla XII disposizione transitoria e finale della Costituzione della Repubblica italiana.
E mi sembra evidente che su questa inconfutabile ed incontrovertibile base giuridica si debba fondare la decisione della Provincia di Viterbo.
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Egregio Presidente della Repubblica,
concludo sollecitando la sua autorevole attenzione ed il suo autorevole intervento di supremo garante della Costituzione della Repubblica affinche' non possa verificarsi il grottesco oltraggio per cui la sede di una scuola intitolata alla memoria del martire della Resistenza Mariano Buratti, torturato ed assassinato dai  fascisti, rechi sulla sua facciata un'altra intitolazione che quel medesimo luogo qualificherebbe come sede di una struttura di indottrinamento fascista.
Voglia gradire distinti saluti,

Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (e per avventura antico allievo del liceo intitolato a Mariano Buratti e gia' consigliere provinciale di Viterbo nel secolo scorso - quando i consiglieri provinciali erano eletti col voto democraticamente espresso da tutti i cittadini)

Viterbo, 10 settembre 2026

Mittente: Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it

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