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[nonviolenza] Sabato 3 ottobre si e' svolto l'incontro dell'Afesopsit alla "Fattoria di Alice" nel ricordo di Luciano Dottarelli
- Subject: [nonviolenza] Sabato 3 ottobre si e' svolto l'incontro dell'Afesopsit alla "Fattoria di Alice" nel ricordo di Luciano Dottarelli
- From: Centro di ricerca per la pace Centro di ricerca per la pace <centropacevt at gmail.com>
- Date: Sun, 04 Oct 2026 11:03:02 +0200
SABATO 3 OTTOBRE SI E' SVOLTO L'INCONTRO DELL'AFESOPSIT ALLA "FATTORIA DI ALICE" NEL RICORDO DI LUCIANO DOTTARELLI
Sabato 3 ottobre 2026 si e' svolto il consueto incontro settimanale dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) alla "Fattoria di Alice" (la sua storica sede in strada Tuscanese 20, nei pressi di Viterbo).
L'incontro era aperto, come sempre, a tutte le persone interessate. Negli incontri settimanali dell'Afesopsit, infatti, ogni ospite e' gradito, ogni persona che vuole partecipare e' accolta con la piu' viva cordialita'.
Tutto avviene nella gratuita' e nella condivisione, come e' sempre stata volonta' di Vito Ferrante (il fondatore di questa preziosa esperienza di solidarieta' che ci ha lasciato il 29 aprile scorso) e come quindi e' proprio dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" che ne prosegue concretamente e coerentemente l'impegno di solidarieta' e di liberazione.
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Un ospite eccezionale
Ospite graditissimo della giornata e' stato Luciano Bernabei, figura storica dell'impegno di solidarieta' e di liberazione a Viterbo, giunto da Vicenza per condividere questo momento di incontro.
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Il programma della giornata
Come ogni sabato si e' cominciato con la condivisione del pasto, si e' proseguito con lo scambio di doni, e si e' concluso con un colloquio corale su argomenti che spaziano dalla musica alla poesia, dall'impegno morale e civile alla meditazione di fondamentali questioni esistenziali e sociali, dall'analisi di vicende personali significative e di complesse problematiche concrete fino alla proposta di iniziative di solidarieta' per i diritti di tutte e tutti e quindi per il bene comune dell'umanita'.
Il tutto nel ricordo vivo e fecondo di Vito Ferrante, indimenticabile fondatore ed animatore dell'associazione, che ci ha lasciati il 29 aprile scorso, ma la cui luminosa memoria contInua ad animare l'associazione e le sue iniziative.
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Il pasto in comune
Come sempre la preparazione e la consumazione del pasto in comune - momento fondamentale di vicinanza, condivisione e dialogo - e' stata anche un'occasione felice e feconda per condividere confidenze, emozioni, notizia e conoscenze; per rinsaldare ancor piu' i legami di amicizia e di solidarieta'; per praticare l'accoglienza verso chi partecipava per la prima volta; per il dialogo riconoscente e il colloquio corale; per assaporare ancora e ancora il sentimento gioioso e struggente della vicinanza accudente e della reciproca comprensione.
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Un ricordo di Luciano Dottarelli
Dopo la conclusione del pasto l'incontro di riflessione pomeridiano e' iniziato con un ricordo di Luciano Dottarelli, l'indimenticabile sindaco, docente, saggista e filosofo recentemente scomparso, che di Vito Ferrante e dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" e' stato amico e sostenitore.
Un amico del filosofo scomparso ha rievocato la sua figura dando anche lettura di una sua recente lettera.
In calce alleghiamo un ricordo di Luciano Dottarelli e una breve notizia biobibliografica.
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Ancora alcune nostre maestre di vita, di pensiero, di azione
E' seguito il consueto accostamento, favorito dalla diffusione a tutte le persone partecipanti di fotoritratti di grande formato, alle figure e alle opere di alcune donne che consideriamo nostre "maestre", ovvero punti di riferimento per la riflessione e per l'azione; ed in particolare:
- Tamara de Lempicka (Varsavia, 16 giugno 1894 – Cuernavaca, 18 marzo 1980), una delle grandi pittrici novecentesche;
- Elena Pulcini (L'Aquila, 10 marzo 1950 – Firenze, 9 aprile 2021), filosofa che ha dato straordinari contributi all'etica della cura e alla riflessione nonviolenta;
- Jane Campion (Wellington, 30 aprile 1954), illustre regista cinematografica neozelandese, autrice di film indimenticabili;
- Michela Marzano (Roma, 20 agosto 1970), filosofa, saggista e gia' parlamentare, autrice di acutissimi saggi su decisive questioni dell'attualita'.
Queste figure si sono aggiunte a quelle gia' proposte nei precedenti incontri, tra cui particolarmente: Anna Achmatova, Svetlana Aleksievic, Sibilla Aleramo, Mahsa Amini, Tina Anselmi, Hannah Arendt, Ingeborg Bachmann, Joan Baez, Simone de Beauvoir, Rosanna Benzi, Anna Bravo, Berta Caceres, Maria Callas, Laura Conti, Angela Davis, Grazia Deledda, Emily Dickinson, Luce Fabbri, Marielle Franco, Marianella Garcia, Natalia Ginzburg, Ada Gobetti, Nadine Gordimer, Olympe de Gouges, Bianca Guidetti Serra, Etty Hillesum, Billie Holiday, bell hooks, Frida Khalo, Anna Kuliscioff, Winona LaDuke, Rosa Luxemburg, Wangari Maathai, Dacia Maraini, Lea Melandri, Lidia Menapace, Tina Modotti, Maria Montessori, Elsa Morante, Martha C. Nussbaum, Franca Ongaro Basaglia, Violeta Parra, Fernanda Pivano, Sylvia Plath, Rossana Rossanda, Vandana Shiva, Nina Simone, Susan Sontag, Bertha von Suttner, Wislawa Szymborska, Silvia Vegetti Finzi, Simone Weil, Christa Wolf, Mary Wollstonecraft, Virginia Woolf, Adriana Zarri.
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Nel prosieguo del pomeriggio il consueto colloquio corale e la preparazione dell'assemblea dei soci che si terra' sabato 10 ottobre
Nel prosieguo del pomeriggio si e' continuato con l'abituale esperienza partecipativa di riflessione e di testimonianza che ogni settimana coinvolge sia le persone impegnate nell'associazione che le persone ospiti, occasionali o abituali. In particolare e' proseguita la preparazione dell'assemblea dei soci dell'Afesopsit che si terra' sabato 10 ottobre. Alle persone partecipanti sono state diffuse anche alcune schede informative sulla storia e le finalita' dell'Afesopsit.
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Prossimo incontro: l'assemblea dei soci sabato 10 ottobre
Il prossimo sabato 10 ottobre con inizio alle ore 10 si terra' l'assemblea dei soci dell'Afesopsit, che sara' poi seguita dal consueto pranzo, dal consueto scambio di doni e dal consueto colloquio corale.
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Per informazioni e contatti
Per contattare l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) scrivere una e-mail a: afesopsit at libero.it, info at ilboschettodeicorbezzoli.it, stefania0560 at hotmail.it
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Un vivo augurio di buon lavoro
Tutte le amiche e tutti gli amici di Vito Ferrante e dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" formulano i migliori auguri di buon lavoro alle socie ed ai soci dell'Afesopsit, nella certezza che la loro assemblea del 10 ottobre dara' buoni frutti di pace e di solidarieta'.
Le amiche e gli amici di Vito Ferrante e dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia"
Viterbo, 4 ottobre 2026
Mittenti: alcune amiche e alcuni amici di Vito Ferrante e dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia", e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Allegato primo: Un ricordo di Luciano Dottarelli
Mi addolora profondamente la notizia della scomparsa di Luciano Dottarelli. Era una delle persone migliori che io abbia conosciuto; la sua luminosa gentilezza e la sua soave bonta' mi commuovevano sempre e sempre mi commuoveranno nel ricordo.
Altri ricorderanno il sindaco, il professore, il saggista, il pensatore, l'uomo della scuola e delle istituzioni, il promotore di mille iniziative culturali e sociali di grande valore. Io ho perso un amico.
E come mi capita con quasi tutti gli amici piu' cari, non ci vedevamo quasi mai, e ci scrivevamo assai di rado, ci bastava sapere che c'eravamo. Ma ho riletto adesso l'ultimo scambio epistolare con Luciano, del 2 agosto scorso, e le lacrime mi salgono agli occhi.
*
E' stato per me non solo un amico, ma anche un compagno di riflessioni e di lotte nonviolente necessarie, nella persuasione che e' il bene che ogni persona compie a salvare l'umanita' dalla catastrofe, dall'inabissamento nel nulla.
Ai familiari vorrei dire che l'affetto che nutrivo per lui e' oggi, nell'ora del lutto, empatica vicinanza con tutti loro.
*
Valgono anche per Luciano le parole con cui Giacomo Leopardi concludeva una delle piu' luminose e aggettanti delle sue operette morali, il Dialogo di Plotino e di Porfirio: "Viviamo, Porfirio mio, e confortiamoci insieme: non ricusiamo di portare quella parte che il destino ci ha stabilita, dei mali della nostra specie. Si' bene attendiamo a tenerci compagnia l'un l'altro; e andiamoci incoraggiando, e dando mano e soccorso scambievolmente; per compiere nel miglior modo questa fatica della vita. La quale senza alcun fallo sara' breve. E quando la morte verra', allora non ci dorremo; e anche in quell'ultimo tempo gli amici e i compagni ci conforteranno: e ci rallegrera' il pensiero che, poi che saremo spenti, essi molte volte ci ricorderanno, e ci ameranno ancora".
*
Un uomo buono ci ha lasciato, resta il suo ricordo vivo nel cuore di chi gli ha voluto bene, restano tutti i suoi doni all'umanita' intera.
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Allegato secondo: Una minima notizia biobibliografica
Wikipedia: Luciano Dottarelli
Luciano Dottarelli (Bolsena, 2 novembre 1956 – Bolsena, 29 settembre 2026) e' stato un filosofo italiano.
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Biografia
Si e' formato alla Facolta' di Filosofia dell'Universita' di Perugia dove ha studiato con Cornelio Fabro e si e' laureato con una tesi sul dibattito epistemologico del Novecento (Karl Popper, P. K. Feyerabend, I. Lakatos, Thomas Kuhn) sotto la guida di Massimo Baldini. Si e' poi specializzato in Filosofia all'Universita' di Urbino, dove ha avuto come maestri Italo Mancini e Pasquale Salvucci, con cui ha discusso una tesi sulle implicazioni epistemologiche della filosofia di Immanuel Kant. Ha insegnato nei Licei ed e' stato docente a contratto di Filosofia della scienza, Filosofia morale e Bioetica nelle Universita' della Tuscia, di Macerata e Firenze.
Ha sempre coniugato il lavoro didattico e di ricerca con l'impegno civile. Per 13 anni consecutivi e' stato Sindaco della citta' di Bolsena, in provincia di Viterbo. Eletto la prima volta nel 1986, con una lista civica di sinistra, e' stato successivamente confermato nel 1990 e nel 1995. Dal 2005 al 2010 ha ricoperto il ruolo di Direttore generale della Provincia di Viterbo e in tale veste, oltre al coordinamento e alla sovrintendenza della gestione complessiva dell'Ente, ha avuto la responsabilita' diretta della formazione e organizzazione delle risorse umane, del percorso di certificazione EMAS, del processo Agenda 21 locale e del progetto Arco Latino, strumento per la definizione di una strategia integrata di sviluppo dell'area del Mediterraneo. Con Pasquale Picone, filosofo e psicoanalista junghiano, nel 2004 e' stato cofondatore della Societa' Filosofica Italiana - sezione di Viterbo, di cui fu vicepresidente. Nel 2013 ha costituito il Club per l'UNESCO Viterbo Tuscia, di cui fu presidente.
*
Pensiero
I suoi interessi teorici si sono rivolti all'epistemologia, all'etica, alla filosofia politica e alla pratica filosofica.
In Popper e il gioco della scienza ha svolto un'analisi critica dell'epistemologia falsificazionista, mostrando come l'ultimo Popper, pur rendendosi conto della coerenza dello sviluppo evoluzionistico della propria epistemologia, arretrasse e resistesse dal trarne le estreme conseguenze, restando fedele al paradigma del razionalismo critico, difendendolo sino in fondo, ma con ragioni sempre piu' deboli.
Nei suoi lavori su Immanuel Kant (Kant e la metafisica come scienza, Abitare un mondo comune. Follia e metafisica nel pensiero di Kant, Immanuel Kant come maestro di saggezza) ha evidenziato sia il proposito kantiano di fondare come una scienza rigorosa la metaphysica generalis, prima parte della metafisica come era intesa nella tradizione razionalistica tedesca, sia il carattere che viene ad assumere la metaphysica specialis, dopo la critica: un pensare congetturale e analogico che e' anche fede, prassi, vita. In questa prospettiva la filosofia kantiana viene valorizzata per la sua peculiare dimensione "cosmica", come "scienza della relazione di ogni conoscenza e di ogni uso della ragione umana con lo scopo essenziale di essa" e viene ricollegata alla filosofia come era praticata soprattutto nell'antichita': arte di vivere, esercizio spirituale. Il filosofo pratico, il maestro di saggezza tramite l'insegnamento e l'esempio, e' cosi' "l'autentico filosofo", che, nel quadro della complessiva ed originale riorganizzazione kantiana dell'orizzonte utopico di derivazione platonica e rousseauiana, diventa esso stesso un ideale regolativo, al quale colui che piu' si e' avvicinato e' stato Socrate, per via della sua esemplare coerenza di vita.
In Freud. Un filosofo dietro al divano, il lavoro del fondatore della psicoanalisi viene letto come un episodio della lunga tradizione che ha interpretato la filosofia come "medicina per l'anima". Il rapporto di Freud con la filosofia si nutre di una profonda ambivalenza: da un lato un'irresistibile attrazione; dall'altro quasi la necessita' di rassicurare se stesso e gli altri su una propria "incapacita' costituzionale" (Autobiografia, 1924) alla pura speculazione e sulla sua ferma volonta' di sottrarsi - proprio lui, formidabile affabulatore - al fascino delle narrazioni filosofiche. La riflessione di Freud non trascura nessuna delle dimensioni fondamentali della ricerca filosofica. Neanche quella teoretica, volta a costruire visioni complessive dell'uomo e del mondo; quella che gli appare la piu' rischiosa, perche' la piu' astratta, la piu' esposta alla frequentazione della metafisica e della religione, sempre in procinto di cadere nella trappola della verita' assoluta. Piu' a suo agio Freud si sente invece nel lavorare lungo un'altra linea d'impegno tradizionale della filosofia: la riflessione critica sui saperi e sulle pratiche umane. Nell'opera di smascheramento dei meccanismi con cui le ideologie e le prassi individuali e sociali ammantano la loro miseria "umana, troppo umana", le potenzialita' della psicoanalisi si esprimono al meglio. Ma - secondo l'interpretazione di Luciano Dottarelli - la fatica intellettuale di Freud trova la propria collocazione piu' appropriata nella dimensione della ricerca filosofica che interpreta se stessa come un'attivita' in cui l'uomo si dedica alla cura e alla fioritura di se', alla coltivazione della propria umanita'.
Questa dimensione della filosofia come arte di vivere e' stata approfondita da Luciano Dottarelli attraverso la ricostruzione della vita e del pensiero del filosofo stoico Musonio Rufo nella monografia su Musonio l'Etrusco. La filosofia come scienza di vita. Testimonianza della vitalita' della tradizione culturale etrusca in epoca romana, la filosofia di Musonio e' espressione significativa di quel crogiolo di idee ed esperienze di ricerca della felicita' che e' l'ellenismo della tarda antichita', in cui si rispecchiera' poi la civilta' medievale e soprattutto quella umanistico-rinascimentale. Musonio ha dato il tono di fondo all'impegno prevalente nella tradizione filosofica della Tuscia: ricerca di una scienza di vita, studio di perfezione, imitazione di Dio, askesis, esercizio per sviluppare la conoscenza e la coltivazione di se', finalizzata alla fioritura dell'autentica esistenza umana. L'adesione del filosofo di Volsinii allo stoicismo e' decisamente sotto il segno di Socrate: la filosofia puo' proporsi come arte regia in quanto, in primo luogo, e' arte di governare se stessi. L'ideale dell'autosufficienza del saggio si traduce nella predilezione per l'agricoltura, come attivita' piu' appropriata per il filosofo. "La terra in effetti – affermava Musonio – ricambia con i frutti piu' belli e piu' giusti coloro che si prendono cura di essa, dando molte volte tanto quel che riceve ed offrendo grande abbondanza di tutto quanto e' necessario per vivere a chi ha la volonta' di faticare: e tutto questo con decenza, nulla di cio' con vergogna". Ad un analogo sentimento di appartenenza al cosmo e ad un profondo rispetto per gli altri esseri umani e per tutti i viventi, sono ispirate anche le sue riflessioni sui rapporti sociali, sulla schiavitu', sulle donne, sulla nonviolenza, sull'alimentazione, sul vestire e sull'abitare. Riflessioni che Musonio - secondo la concorde testimonianza dei contemporanei - seppe tradurre con coerenza esemplare in una efficace pratica di elevazione spirituale, diretta a coinvolgere, insieme, il corpo e l'anima. Sobrieta', rispetto, universalita' e condivisione sono le parole di riferimento di una visione etica che anticipa in modo sorprendente istanze fondamentali della moderna sensibilita' ecologista.
La visione della filosofia come arte di maneggiare gli assoluti e' approfondita nel libro Maneggiare assoluti. Immanuel Kant, Primo Levi e altri maestri. "La filosofia - sostiene Luciano Dottarelli - anche quella piu' incline a farsi coinvolgere nell'impresa di estinguere la sete dell'assoluto, contiene in se', nella propria vocazione alla ricerca di una comune verita' mediante il dialogo, un antidoto indispensabile al rischio distruttivo che puo' annidarsi in ogni tentativo umano, tanto umano di cogliere la totalita', l'infinito, Dio. Anche le grandi tradizioni religiose, quelle che da secoli sono impegnate a tracciare sentieri, trovare parole, celebrare liturgie per saziare la fame di assoluto che agita il cuore e la mente degli uomini non possono fare a meno di intessere un intenso dialogo con questa tradizione di ricerca, soprattutto nei momenti cruciali, quando diventa urgente addomesticare i demoni che una frequentazione inadeguata del sacro puo' evocare. Demoni che portano il nome di fanatismo, intolleranza, totalitarismo e di cui la storia degli uomini alla ricerca della verita' assoluta, della totalita' autentica ed incondizionata, dell'esperienza integrale e' purtroppo costellata. La consapevolezza che anche la filosofia non possa dichiararsi storicamente innocente, non cancella ma spinge a ritrovare sempre di nuovo la vocazione piu' profonda di quest'originale forma di esercizio spirituale: una ricerca appassionata del bene e della verita', capace di resistere alla suggestione del possesso compiuto e di mantenersi in quella apertura alla possibilita' dell'errore che e' presidio di autentica liberta' per se' e per gli altri".
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Opere
Popper e il "gioco della scienza", Massari, 1992.
Kant e la metafisica come scienza, Massari, 1995.
Abitare un mondo comune. Follia e metafisica nel pensiero di Kant (Introduzione al Saggio sulle malattie della mente di I.Kant, Massari, 2001.
Utopia e ragione come luoghi di incontro con l'altro, in AA.VV., Le ragioni della speranza, La Piccola Editrice, 2003.
Maneggiare assoluti. Immanuel Kant, Primo Levi e altri maestri, Il Prato, 2012.
Musonio l'Etrusco. La filosofia come scienza di vita, Annulli Editori, 2015.
Freud. Un filosofo dietro al divano, Annulli Editori, 2015.
Riverberi. Di Tuscia e d'altro, Annulli Editori, 2018.
La farfalla dell'anima e la liberta' (a cura di), Armando Editore, 2018.
Ecosofia. Sapienze della terra per la coltivazione dell'umanita', Annulli Editori, 2021.
Freud e Signorelli. Orvieto e l'Etruria nell'ombelico del sogno psicoanalitico, IF Press, 2023.
Immanuel Kant come maestro di saggezza, IF Press, 2024
Dante Alighieri. Vita filosofica e poesia, Annulli Editori, 2025.
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Sabato 3 ottobre 2026 si e' svolto il consueto incontro settimanale dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) alla "Fattoria di Alice" (la sua storica sede in strada Tuscanese 20, nei pressi di Viterbo).
L'incontro era aperto, come sempre, a tutte le persone interessate. Negli incontri settimanali dell'Afesopsit, infatti, ogni ospite e' gradito, ogni persona che vuole partecipare e' accolta con la piu' viva cordialita'.
Tutto avviene nella gratuita' e nella condivisione, come e' sempre stata volonta' di Vito Ferrante (il fondatore di questa preziosa esperienza di solidarieta' che ci ha lasciato il 29 aprile scorso) e come quindi e' proprio dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" che ne prosegue concretamente e coerentemente l'impegno di solidarieta' e di liberazione.
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Un ospite eccezionale
Ospite graditissimo della giornata e' stato Luciano Bernabei, figura storica dell'impegno di solidarieta' e di liberazione a Viterbo, giunto da Vicenza per condividere questo momento di incontro.
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Il programma della giornata
Come ogni sabato si e' cominciato con la condivisione del pasto, si e' proseguito con lo scambio di doni, e si e' concluso con un colloquio corale su argomenti che spaziano dalla musica alla poesia, dall'impegno morale e civile alla meditazione di fondamentali questioni esistenziali e sociali, dall'analisi di vicende personali significative e di complesse problematiche concrete fino alla proposta di iniziative di solidarieta' per i diritti di tutte e tutti e quindi per il bene comune dell'umanita'.
Il tutto nel ricordo vivo e fecondo di Vito Ferrante, indimenticabile fondatore ed animatore dell'associazione, che ci ha lasciati il 29 aprile scorso, ma la cui luminosa memoria contInua ad animare l'associazione e le sue iniziative.
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Il pasto in comune
Come sempre la preparazione e la consumazione del pasto in comune - momento fondamentale di vicinanza, condivisione e dialogo - e' stata anche un'occasione felice e feconda per condividere confidenze, emozioni, notizia e conoscenze; per rinsaldare ancor piu' i legami di amicizia e di solidarieta'; per praticare l'accoglienza verso chi partecipava per la prima volta; per il dialogo riconoscente e il colloquio corale; per assaporare ancora e ancora il sentimento gioioso e struggente della vicinanza accudente e della reciproca comprensione.
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Un ricordo di Luciano Dottarelli
Dopo la conclusione del pasto l'incontro di riflessione pomeridiano e' iniziato con un ricordo di Luciano Dottarelli, l'indimenticabile sindaco, docente, saggista e filosofo recentemente scomparso, che di Vito Ferrante e dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" e' stato amico e sostenitore.
Un amico del filosofo scomparso ha rievocato la sua figura dando anche lettura di una sua recente lettera.
In calce alleghiamo un ricordo di Luciano Dottarelli e una breve notizia biobibliografica.
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Ancora alcune nostre maestre di vita, di pensiero, di azione
E' seguito il consueto accostamento, favorito dalla diffusione a tutte le persone partecipanti di fotoritratti di grande formato, alle figure e alle opere di alcune donne che consideriamo nostre "maestre", ovvero punti di riferimento per la riflessione e per l'azione; ed in particolare:
- Tamara de Lempicka (Varsavia, 16 giugno 1894 – Cuernavaca, 18 marzo 1980), una delle grandi pittrici novecentesche;
- Elena Pulcini (L'Aquila, 10 marzo 1950 – Firenze, 9 aprile 2021), filosofa che ha dato straordinari contributi all'etica della cura e alla riflessione nonviolenta;
- Jane Campion (Wellington, 30 aprile 1954), illustre regista cinematografica neozelandese, autrice di film indimenticabili;
- Michela Marzano (Roma, 20 agosto 1970), filosofa, saggista e gia' parlamentare, autrice di acutissimi saggi su decisive questioni dell'attualita'.
Queste figure si sono aggiunte a quelle gia' proposte nei precedenti incontri, tra cui particolarmente: Anna Achmatova, Svetlana Aleksievic, Sibilla Aleramo, Mahsa Amini, Tina Anselmi, Hannah Arendt, Ingeborg Bachmann, Joan Baez, Simone de Beauvoir, Rosanna Benzi, Anna Bravo, Berta Caceres, Maria Callas, Laura Conti, Angela Davis, Grazia Deledda, Emily Dickinson, Luce Fabbri, Marielle Franco, Marianella Garcia, Natalia Ginzburg, Ada Gobetti, Nadine Gordimer, Olympe de Gouges, Bianca Guidetti Serra, Etty Hillesum, Billie Holiday, bell hooks, Frida Khalo, Anna Kuliscioff, Winona LaDuke, Rosa Luxemburg, Wangari Maathai, Dacia Maraini, Lea Melandri, Lidia Menapace, Tina Modotti, Maria Montessori, Elsa Morante, Martha C. Nussbaum, Franca Ongaro Basaglia, Violeta Parra, Fernanda Pivano, Sylvia Plath, Rossana Rossanda, Vandana Shiva, Nina Simone, Susan Sontag, Bertha von Suttner, Wislawa Szymborska, Silvia Vegetti Finzi, Simone Weil, Christa Wolf, Mary Wollstonecraft, Virginia Woolf, Adriana Zarri.
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Nel prosieguo del pomeriggio il consueto colloquio corale e la preparazione dell'assemblea dei soci che si terra' sabato 10 ottobre
Nel prosieguo del pomeriggio si e' continuato con l'abituale esperienza partecipativa di riflessione e di testimonianza che ogni settimana coinvolge sia le persone impegnate nell'associazione che le persone ospiti, occasionali o abituali. In particolare e' proseguita la preparazione dell'assemblea dei soci dell'Afesopsit che si terra' sabato 10 ottobre. Alle persone partecipanti sono state diffuse anche alcune schede informative sulla storia e le finalita' dell'Afesopsit.
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Prossimo incontro: l'assemblea dei soci sabato 10 ottobre
Il prossimo sabato 10 ottobre con inizio alle ore 10 si terra' l'assemblea dei soci dell'Afesopsit, che sara' poi seguita dal consueto pranzo, dal consueto scambio di doni e dal consueto colloquio corale.
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Per informazioni e contatti
Per contattare l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) scrivere una e-mail a: afesopsit at libero.it, info at ilboschettodeicorbezzoli.it, stefania0560 at hotmail.it
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Un vivo augurio di buon lavoro
Tutte le amiche e tutti gli amici di Vito Ferrante e dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" formulano i migliori auguri di buon lavoro alle socie ed ai soci dell'Afesopsit, nella certezza che la loro assemblea del 10 ottobre dara' buoni frutti di pace e di solidarieta'.
Le amiche e gli amici di Vito Ferrante e dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia"
Viterbo, 4 ottobre 2026
Mittenti: alcune amiche e alcuni amici di Vito Ferrante e dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia", e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Allegato primo: Un ricordo di Luciano Dottarelli
Mi addolora profondamente la notizia della scomparsa di Luciano Dottarelli. Era una delle persone migliori che io abbia conosciuto; la sua luminosa gentilezza e la sua soave bonta' mi commuovevano sempre e sempre mi commuoveranno nel ricordo.
Altri ricorderanno il sindaco, il professore, il saggista, il pensatore, l'uomo della scuola e delle istituzioni, il promotore di mille iniziative culturali e sociali di grande valore. Io ho perso un amico.
E come mi capita con quasi tutti gli amici piu' cari, non ci vedevamo quasi mai, e ci scrivevamo assai di rado, ci bastava sapere che c'eravamo. Ma ho riletto adesso l'ultimo scambio epistolare con Luciano, del 2 agosto scorso, e le lacrime mi salgono agli occhi.
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E' stato per me non solo un amico, ma anche un compagno di riflessioni e di lotte nonviolente necessarie, nella persuasione che e' il bene che ogni persona compie a salvare l'umanita' dalla catastrofe, dall'inabissamento nel nulla.
Ai familiari vorrei dire che l'affetto che nutrivo per lui e' oggi, nell'ora del lutto, empatica vicinanza con tutti loro.
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Valgono anche per Luciano le parole con cui Giacomo Leopardi concludeva una delle piu' luminose e aggettanti delle sue operette morali, il Dialogo di Plotino e di Porfirio: "Viviamo, Porfirio mio, e confortiamoci insieme: non ricusiamo di portare quella parte che il destino ci ha stabilita, dei mali della nostra specie. Si' bene attendiamo a tenerci compagnia l'un l'altro; e andiamoci incoraggiando, e dando mano e soccorso scambievolmente; per compiere nel miglior modo questa fatica della vita. La quale senza alcun fallo sara' breve. E quando la morte verra', allora non ci dorremo; e anche in quell'ultimo tempo gli amici e i compagni ci conforteranno: e ci rallegrera' il pensiero che, poi che saremo spenti, essi molte volte ci ricorderanno, e ci ameranno ancora".
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Un uomo buono ci ha lasciato, resta il suo ricordo vivo nel cuore di chi gli ha voluto bene, restano tutti i suoi doni all'umanita' intera.
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Allegato secondo: Una minima notizia biobibliografica
Wikipedia: Luciano Dottarelli
Luciano Dottarelli (Bolsena, 2 novembre 1956 – Bolsena, 29 settembre 2026) e' stato un filosofo italiano.
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Biografia
Si e' formato alla Facolta' di Filosofia dell'Universita' di Perugia dove ha studiato con Cornelio Fabro e si e' laureato con una tesi sul dibattito epistemologico del Novecento (Karl Popper, P. K. Feyerabend, I. Lakatos, Thomas Kuhn) sotto la guida di Massimo Baldini. Si e' poi specializzato in Filosofia all'Universita' di Urbino, dove ha avuto come maestri Italo Mancini e Pasquale Salvucci, con cui ha discusso una tesi sulle implicazioni epistemologiche della filosofia di Immanuel Kant. Ha insegnato nei Licei ed e' stato docente a contratto di Filosofia della scienza, Filosofia morale e Bioetica nelle Universita' della Tuscia, di Macerata e Firenze.
Ha sempre coniugato il lavoro didattico e di ricerca con l'impegno civile. Per 13 anni consecutivi e' stato Sindaco della citta' di Bolsena, in provincia di Viterbo. Eletto la prima volta nel 1986, con una lista civica di sinistra, e' stato successivamente confermato nel 1990 e nel 1995. Dal 2005 al 2010 ha ricoperto il ruolo di Direttore generale della Provincia di Viterbo e in tale veste, oltre al coordinamento e alla sovrintendenza della gestione complessiva dell'Ente, ha avuto la responsabilita' diretta della formazione e organizzazione delle risorse umane, del percorso di certificazione EMAS, del processo Agenda 21 locale e del progetto Arco Latino, strumento per la definizione di una strategia integrata di sviluppo dell'area del Mediterraneo. Con Pasquale Picone, filosofo e psicoanalista junghiano, nel 2004 e' stato cofondatore della Societa' Filosofica Italiana - sezione di Viterbo, di cui fu vicepresidente. Nel 2013 ha costituito il Club per l'UNESCO Viterbo Tuscia, di cui fu presidente.
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Pensiero
I suoi interessi teorici si sono rivolti all'epistemologia, all'etica, alla filosofia politica e alla pratica filosofica.
In Popper e il gioco della scienza ha svolto un'analisi critica dell'epistemologia falsificazionista, mostrando come l'ultimo Popper, pur rendendosi conto della coerenza dello sviluppo evoluzionistico della propria epistemologia, arretrasse e resistesse dal trarne le estreme conseguenze, restando fedele al paradigma del razionalismo critico, difendendolo sino in fondo, ma con ragioni sempre piu' deboli.
Nei suoi lavori su Immanuel Kant (Kant e la metafisica come scienza, Abitare un mondo comune. Follia e metafisica nel pensiero di Kant, Immanuel Kant come maestro di saggezza) ha evidenziato sia il proposito kantiano di fondare come una scienza rigorosa la metaphysica generalis, prima parte della metafisica come era intesa nella tradizione razionalistica tedesca, sia il carattere che viene ad assumere la metaphysica specialis, dopo la critica: un pensare congetturale e analogico che e' anche fede, prassi, vita. In questa prospettiva la filosofia kantiana viene valorizzata per la sua peculiare dimensione "cosmica", come "scienza della relazione di ogni conoscenza e di ogni uso della ragione umana con lo scopo essenziale di essa" e viene ricollegata alla filosofia come era praticata soprattutto nell'antichita': arte di vivere, esercizio spirituale. Il filosofo pratico, il maestro di saggezza tramite l'insegnamento e l'esempio, e' cosi' "l'autentico filosofo", che, nel quadro della complessiva ed originale riorganizzazione kantiana dell'orizzonte utopico di derivazione platonica e rousseauiana, diventa esso stesso un ideale regolativo, al quale colui che piu' si e' avvicinato e' stato Socrate, per via della sua esemplare coerenza di vita.
In Freud. Un filosofo dietro al divano, il lavoro del fondatore della psicoanalisi viene letto come un episodio della lunga tradizione che ha interpretato la filosofia come "medicina per l'anima". Il rapporto di Freud con la filosofia si nutre di una profonda ambivalenza: da un lato un'irresistibile attrazione; dall'altro quasi la necessita' di rassicurare se stesso e gli altri su una propria "incapacita' costituzionale" (Autobiografia, 1924) alla pura speculazione e sulla sua ferma volonta' di sottrarsi - proprio lui, formidabile affabulatore - al fascino delle narrazioni filosofiche. La riflessione di Freud non trascura nessuna delle dimensioni fondamentali della ricerca filosofica. Neanche quella teoretica, volta a costruire visioni complessive dell'uomo e del mondo; quella che gli appare la piu' rischiosa, perche' la piu' astratta, la piu' esposta alla frequentazione della metafisica e della religione, sempre in procinto di cadere nella trappola della verita' assoluta. Piu' a suo agio Freud si sente invece nel lavorare lungo un'altra linea d'impegno tradizionale della filosofia: la riflessione critica sui saperi e sulle pratiche umane. Nell'opera di smascheramento dei meccanismi con cui le ideologie e le prassi individuali e sociali ammantano la loro miseria "umana, troppo umana", le potenzialita' della psicoanalisi si esprimono al meglio. Ma - secondo l'interpretazione di Luciano Dottarelli - la fatica intellettuale di Freud trova la propria collocazione piu' appropriata nella dimensione della ricerca filosofica che interpreta se stessa come un'attivita' in cui l'uomo si dedica alla cura e alla fioritura di se', alla coltivazione della propria umanita'.
Questa dimensione della filosofia come arte di vivere e' stata approfondita da Luciano Dottarelli attraverso la ricostruzione della vita e del pensiero del filosofo stoico Musonio Rufo nella monografia su Musonio l'Etrusco. La filosofia come scienza di vita. Testimonianza della vitalita' della tradizione culturale etrusca in epoca romana, la filosofia di Musonio e' espressione significativa di quel crogiolo di idee ed esperienze di ricerca della felicita' che e' l'ellenismo della tarda antichita', in cui si rispecchiera' poi la civilta' medievale e soprattutto quella umanistico-rinascimentale. Musonio ha dato il tono di fondo all'impegno prevalente nella tradizione filosofica della Tuscia: ricerca di una scienza di vita, studio di perfezione, imitazione di Dio, askesis, esercizio per sviluppare la conoscenza e la coltivazione di se', finalizzata alla fioritura dell'autentica esistenza umana. L'adesione del filosofo di Volsinii allo stoicismo e' decisamente sotto il segno di Socrate: la filosofia puo' proporsi come arte regia in quanto, in primo luogo, e' arte di governare se stessi. L'ideale dell'autosufficienza del saggio si traduce nella predilezione per l'agricoltura, come attivita' piu' appropriata per il filosofo. "La terra in effetti – affermava Musonio – ricambia con i frutti piu' belli e piu' giusti coloro che si prendono cura di essa, dando molte volte tanto quel che riceve ed offrendo grande abbondanza di tutto quanto e' necessario per vivere a chi ha la volonta' di faticare: e tutto questo con decenza, nulla di cio' con vergogna". Ad un analogo sentimento di appartenenza al cosmo e ad un profondo rispetto per gli altri esseri umani e per tutti i viventi, sono ispirate anche le sue riflessioni sui rapporti sociali, sulla schiavitu', sulle donne, sulla nonviolenza, sull'alimentazione, sul vestire e sull'abitare. Riflessioni che Musonio - secondo la concorde testimonianza dei contemporanei - seppe tradurre con coerenza esemplare in una efficace pratica di elevazione spirituale, diretta a coinvolgere, insieme, il corpo e l'anima. Sobrieta', rispetto, universalita' e condivisione sono le parole di riferimento di una visione etica che anticipa in modo sorprendente istanze fondamentali della moderna sensibilita' ecologista.
La visione della filosofia come arte di maneggiare gli assoluti e' approfondita nel libro Maneggiare assoluti. Immanuel Kant, Primo Levi e altri maestri. "La filosofia - sostiene Luciano Dottarelli - anche quella piu' incline a farsi coinvolgere nell'impresa di estinguere la sete dell'assoluto, contiene in se', nella propria vocazione alla ricerca di una comune verita' mediante il dialogo, un antidoto indispensabile al rischio distruttivo che puo' annidarsi in ogni tentativo umano, tanto umano di cogliere la totalita', l'infinito, Dio. Anche le grandi tradizioni religiose, quelle che da secoli sono impegnate a tracciare sentieri, trovare parole, celebrare liturgie per saziare la fame di assoluto che agita il cuore e la mente degli uomini non possono fare a meno di intessere un intenso dialogo con questa tradizione di ricerca, soprattutto nei momenti cruciali, quando diventa urgente addomesticare i demoni che una frequentazione inadeguata del sacro puo' evocare. Demoni che portano il nome di fanatismo, intolleranza, totalitarismo e di cui la storia degli uomini alla ricerca della verita' assoluta, della totalita' autentica ed incondizionata, dell'esperienza integrale e' purtroppo costellata. La consapevolezza che anche la filosofia non possa dichiararsi storicamente innocente, non cancella ma spinge a ritrovare sempre di nuovo la vocazione piu' profonda di quest'originale forma di esercizio spirituale: una ricerca appassionata del bene e della verita', capace di resistere alla suggestione del possesso compiuto e di mantenersi in quella apertura alla possibilita' dell'errore che e' presidio di autentica liberta' per se' e per gli altri".
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Opere
Popper e il "gioco della scienza", Massari, 1992.
Kant e la metafisica come scienza, Massari, 1995.
Abitare un mondo comune. Follia e metafisica nel pensiero di Kant (Introduzione al Saggio sulle malattie della mente di I.Kant, Massari, 2001.
Utopia e ragione come luoghi di incontro con l'altro, in AA.VV., Le ragioni della speranza, La Piccola Editrice, 2003.
Maneggiare assoluti. Immanuel Kant, Primo Levi e altri maestri, Il Prato, 2012.
Musonio l'Etrusco. La filosofia come scienza di vita, Annulli Editori, 2015.
Freud. Un filosofo dietro al divano, Annulli Editori, 2015.
Riverberi. Di Tuscia e d'altro, Annulli Editori, 2018.
La farfalla dell'anima e la liberta' (a cura di), Armando Editore, 2018.
Ecosofia. Sapienze della terra per la coltivazione dell'umanita', Annulli Editori, 2021.
Freud e Signorelli. Orvieto e l'Etruria nell'ombelico del sogno psicoanalitico, IF Press, 2023.
Immanuel Kant come maestro di saggezza, IF Press, 2024
Dante Alighieri. Vita filosofica e poesia, Annulli Editori, 2025.
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