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[nonviolenza] Antonella Ferrante, nuova Presidente dell'associazione, ricorda il padre Vito e ringrazia le socie e i soci, le sostenitrici e i sostenitori dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia"
- Subject: [nonviolenza] Antonella Ferrante, nuova Presidente dell'associazione, ricorda il padre Vito e ringrazia le socie e i soci, le sostenitrici e i sostenitori dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia"
- From: Centro di ricerca per la pace Centro di ricerca per la pace <centropacevt at gmail.com>
- Date: Sun, 11 Oct 2026 19:43:17 +0200
ANTONELLA FERRANTE, NUOVA PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE, RICORDA IL PADRE VITO E RINGRAZIA LE SOCIE E I SOCI, LE SOSTENITRICI E I SOSTENITORI DELL'"ASSOCIAZIONE FAMILIARI E SOSTENITORI SOFFERENTI PSICHICI DELLA TUSCIA"
L'assemblea dei soci dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit). che si e' svolta sabato 10 ottobre 2026 a Viterbo presso la "Fattoria di Alice", ha eletto i nuovi organi societari.
E' stata eletta con voto unanime presidente dell'associazione Antonella Ferrante.
Sono state anche elette a far parte del comitato direttivo che coadiuvera' la presidente le seguenti persone: Erina Anziani, Fernando Ferrari, Francesco Ferrari, Paola Lanchi, Stefania Lombardi, Sabina Mastropietro, Doria Principi, Paolo Sanetti.
*
Riportiamo qui di seguito una sintesi del discorso svolto dalla nuova presidente dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia", Antonellla Ferrante; discorso piu' volte interrotto dagli applausi dei soci che lo hanno ascoltato con profonda commozione, talvolta fino alle lacrime.
*
"Cari amici, cari familiari, cari volontari, cari tutti.
Essere qui oggi tutti insieme senza avere accanto il babbo fa strano, fa strano percorrere l’ingresso della fattoria e non trovare il suo pulmino parcheggiato, fa strano entrare e non vederlo circondato dall’affetto dei suoi adorati ragazzi.
Fa strano essere qui oggi senza di lui.
Negli anni quando il pensiero di un futuro senza di lui mi sfiorava lo cacciavo velocemente perche' per me il babbo era eterno.
Non mi sono quasi mai posta la domanda di come sarebbe stato questo luogo senza la sua presenza,ma poi un giorno all'improvviso tutto e' cambiato, all'istante senza che minimamente me lo aspettassi il babbo mi ha lasciato ed e' li', in quel preciso momento che ho iniziato a sentire la forte responsabilita' nei confronti dell'Afesopsit e di chi il babbo tanto amava.
Mio padre come tutti sapete ha dedicato la sua vita, le sue energie, i suoi spazi a questo luogo, ha dedicato tempo ai suoi ragazzi e alle tante battaglie a cui credeva fortemente.
Questo e' stato possibile perche' in tanti anni la mamma gli e' stata accanto silenziosamente senza fargli mai pesare la sua assenza. I tanti sacrifici dei miei genitori e ancor prima di Carlo e Teresa Pesciotti e di tutta la famiglia associativa ci hanno permesso di essere qui oggi per poter continuare a scrivere la storia dell'Afesopsit.
Il babbo ci ha lasciato una grande eredita' che io sento di dover proteggere e custodire e so che lo stesso vale per voi.
Raccogliere il suo testimone non significa sostituirlo, perche' il babbo e' insostituibile, ma garantire che le sue battaglie di dignita', accoglienza e inclusione per i diritti umani e civili delle persone con sofferenza psichica continuino, si'... questo e' possibile.
Il babbo mi ha insegnato che soli non siamo nessuno ma insieme siamo tutto. Credo profondamente in questo che mio padre insieme a molti di voi ha costruito sin dal lontano 1993.
Sono qui perche' ho respirato i valori dell'associazione in casa, ogni giorno della mia vita, e so quanta anima ci sia dietro ogni singola battaglia, ogni singola conquista.
Il babbo non era solo un sognatore, era un costruttore, un combattente... ha saputo trasformare la sofferenza in una straordinaria battaglia di civilta' dimostrandoci che il disagio mentale non deve mai significare isolamento, separatezza, perdita di dignita'.
Nelle sue battaglie mio padre ha sempre dato voce e chi voce non aveva, lottando, urlando e denunciando meccanismi sporchi pur sapendo a volte di mettere in pericolo anche la sua famiglia.
Questo era mio padre.
La battaglia degli ultimi tre anni combattuta insieme al babbo per difendere mia sorella Vittoria mi ha forgiato, mi ha resa forte e decisa a combattere contro chi invece di curare e proteggere abusa del proprio potere.
So bene che l'eredita' che mi trovo a gestire e' gigantesca e sento tutto il peso della responsabilita', ma so anche che non sono sola, ci siete e sarete voi al mio fianco, la grande famiglia dell'Afesopsit.
La mia promessa e' quella di mettere lo stesso rigore morale, la stessa trasparenza e la stessa dedizione per far si' che la sua visione continui a camminare sulle nostre gambe.
A questo proposito, voglio rivolgere un ringraziamento profondo che mi viene dritto dal cuore ai membri del vecchio Consiglio direttivo.
In questi cinque mesi cosi' devastanti, segnati prima dalla perdita di Vittoria, del babbo, poi della mia amatissima mamma e dalla dolorosa prova della malattia di Vania, avete dimostrato una sensibilita' rara.
Vi ringrazio immensamente per non aver fatto pressioni, per aver rispettato il mio dolore e i miei silenzi e per avermi concesso il tempo necessario a ritrovare la lucidita' e la forza per pensare con calma al futuro dell'associazione.
Se oggi sono qui, pronta e consapevole, e' anche grazie alla vostra delicatezza e al modo in cui avete protetto l'Afesopsit mentre io dovevo proteggere la mia famiglia.
Questo mi conferma, ancora una volta, che la nostra associazione non e' solo un'associazione, ma una comunita' di persone straordinarie.
E accanto a chi ha protetto me, c'e' chi in questi mesi non ha mai smesso di proteggere sul campo l'anima piu' preziosa dell'Afesopsit: i nostri ragazzi.
Voglio ringraziare di cuore gli amici fraterni di mio padre che hanno garantito una presenza costante e preziosissima durante - e non solo - i nostri incontri del sabato in fattoria.
Sapere che quel legame fraterno che li stringeva al mio babbo si e' tradotto in gesti concreti e continuita' d'affetto per i nostri ragazzi e' stato per me un conforto immenso e la dimostrazione che il bene seminato ritorna sempre.
Concludo sapendo gia' con certezza che il nostro compito da domani sara' quello di consolidare la rete sul territorio della Tuscia, dialogare con forza con le istituzioni, proteggere la bellezza di questo luogo e combattere i pregiudizi e lo stigma che ancora circondano la salute mentale.
Grazie a tutti".
Antonella Ferrante
*
Per informazioni e contatti
Per contattare l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) scrivere una e-mail a: afesopsit at libero.it, info at ilboschettodeicorbezzoli.it, stefania0560 at hotmail.it
Diffusione ai mezzi d'informazione a cura delle amiche e degli amici di Vito Ferrante e dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia"
Viterbo, 11 ottobre 2026
Mittenti: alcune amiche e alcuni amici di Vito Ferrante e dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia", e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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L'assemblea dei soci dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit). che si e' svolta sabato 10 ottobre 2026 a Viterbo presso la "Fattoria di Alice", ha eletto i nuovi organi societari.
E' stata eletta con voto unanime presidente dell'associazione Antonella Ferrante.
Sono state anche elette a far parte del comitato direttivo che coadiuvera' la presidente le seguenti persone: Erina Anziani, Fernando Ferrari, Francesco Ferrari, Paola Lanchi, Stefania Lombardi, Sabina Mastropietro, Doria Principi, Paolo Sanetti.
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Riportiamo qui di seguito una sintesi del discorso svolto dalla nuova presidente dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia", Antonellla Ferrante; discorso piu' volte interrotto dagli applausi dei soci che lo hanno ascoltato con profonda commozione, talvolta fino alle lacrime.
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"Cari amici, cari familiari, cari volontari, cari tutti.
Essere qui oggi tutti insieme senza avere accanto il babbo fa strano, fa strano percorrere l’ingresso della fattoria e non trovare il suo pulmino parcheggiato, fa strano entrare e non vederlo circondato dall’affetto dei suoi adorati ragazzi.
Fa strano essere qui oggi senza di lui.
Negli anni quando il pensiero di un futuro senza di lui mi sfiorava lo cacciavo velocemente perche' per me il babbo era eterno.
Non mi sono quasi mai posta la domanda di come sarebbe stato questo luogo senza la sua presenza,ma poi un giorno all'improvviso tutto e' cambiato, all'istante senza che minimamente me lo aspettassi il babbo mi ha lasciato ed e' li', in quel preciso momento che ho iniziato a sentire la forte responsabilita' nei confronti dell'Afesopsit e di chi il babbo tanto amava.
Mio padre come tutti sapete ha dedicato la sua vita, le sue energie, i suoi spazi a questo luogo, ha dedicato tempo ai suoi ragazzi e alle tante battaglie a cui credeva fortemente.
Questo e' stato possibile perche' in tanti anni la mamma gli e' stata accanto silenziosamente senza fargli mai pesare la sua assenza. I tanti sacrifici dei miei genitori e ancor prima di Carlo e Teresa Pesciotti e di tutta la famiglia associativa ci hanno permesso di essere qui oggi per poter continuare a scrivere la storia dell'Afesopsit.
Il babbo ci ha lasciato una grande eredita' che io sento di dover proteggere e custodire e so che lo stesso vale per voi.
Raccogliere il suo testimone non significa sostituirlo, perche' il babbo e' insostituibile, ma garantire che le sue battaglie di dignita', accoglienza e inclusione per i diritti umani e civili delle persone con sofferenza psichica continuino, si'... questo e' possibile.
Il babbo mi ha insegnato che soli non siamo nessuno ma insieme siamo tutto. Credo profondamente in questo che mio padre insieme a molti di voi ha costruito sin dal lontano 1993.
Sono qui perche' ho respirato i valori dell'associazione in casa, ogni giorno della mia vita, e so quanta anima ci sia dietro ogni singola battaglia, ogni singola conquista.
Il babbo non era solo un sognatore, era un costruttore, un combattente... ha saputo trasformare la sofferenza in una straordinaria battaglia di civilta' dimostrandoci che il disagio mentale non deve mai significare isolamento, separatezza, perdita di dignita'.
Nelle sue battaglie mio padre ha sempre dato voce e chi voce non aveva, lottando, urlando e denunciando meccanismi sporchi pur sapendo a volte di mettere in pericolo anche la sua famiglia.
Questo era mio padre.
La battaglia degli ultimi tre anni combattuta insieme al babbo per difendere mia sorella Vittoria mi ha forgiato, mi ha resa forte e decisa a combattere contro chi invece di curare e proteggere abusa del proprio potere.
So bene che l'eredita' che mi trovo a gestire e' gigantesca e sento tutto il peso della responsabilita', ma so anche che non sono sola, ci siete e sarete voi al mio fianco, la grande famiglia dell'Afesopsit.
La mia promessa e' quella di mettere lo stesso rigore morale, la stessa trasparenza e la stessa dedizione per far si' che la sua visione continui a camminare sulle nostre gambe.
A questo proposito, voglio rivolgere un ringraziamento profondo che mi viene dritto dal cuore ai membri del vecchio Consiglio direttivo.
In questi cinque mesi cosi' devastanti, segnati prima dalla perdita di Vittoria, del babbo, poi della mia amatissima mamma e dalla dolorosa prova della malattia di Vania, avete dimostrato una sensibilita' rara.
Vi ringrazio immensamente per non aver fatto pressioni, per aver rispettato il mio dolore e i miei silenzi e per avermi concesso il tempo necessario a ritrovare la lucidita' e la forza per pensare con calma al futuro dell'associazione.
Se oggi sono qui, pronta e consapevole, e' anche grazie alla vostra delicatezza e al modo in cui avete protetto l'Afesopsit mentre io dovevo proteggere la mia famiglia.
Questo mi conferma, ancora una volta, che la nostra associazione non e' solo un'associazione, ma una comunita' di persone straordinarie.
E accanto a chi ha protetto me, c'e' chi in questi mesi non ha mai smesso di proteggere sul campo l'anima piu' preziosa dell'Afesopsit: i nostri ragazzi.
Voglio ringraziare di cuore gli amici fraterni di mio padre che hanno garantito una presenza costante e preziosissima durante - e non solo - i nostri incontri del sabato in fattoria.
Sapere che quel legame fraterno che li stringeva al mio babbo si e' tradotto in gesti concreti e continuita' d'affetto per i nostri ragazzi e' stato per me un conforto immenso e la dimostrazione che il bene seminato ritorna sempre.
Concludo sapendo gia' con certezza che il nostro compito da domani sara' quello di consolidare la rete sul territorio della Tuscia, dialogare con forza con le istituzioni, proteggere la bellezza di questo luogo e combattere i pregiudizi e lo stigma che ancora circondano la salute mentale.
Grazie a tutti".
Antonella Ferrante
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Per informazioni e contatti
Per contattare l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) scrivere una e-mail a: afesopsit at libero.it, info at ilboschettodeicorbezzoli.it, stefania0560 at hotmail.it
Diffusione ai mezzi d'informazione a cura delle amiche e degli amici di Vito Ferrante e dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia"
Viterbo, 11 ottobre 2026
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