[nonviolenza] Nonviolenza o barbarie. 180



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NONVIOLENZA O BARBARIE
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Numero 180 del 13 ottobre 2026
Nuova serie de "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it

Sommario di questo numero:
1. Poiche' non siamo in grado di resuscitare i morti
2. Alcuni dei messaggi di saluto pervenuti all'assemblea dell'Afesopsit. Dal profeSsor Luciano Osbat al "Tavolo per la pace" di Viterbo, un corale sostegno all'associazione fondata dall'indimenticabile Vito Ferrante ed oggi guidata dalla sua coraggiosa figlia Antonella
3. Un incontro a Viterbo in memoria di don Luigi Di Liegro
4. Enrico Peyretti: La "regola d'oro"
5. Segnalazioni librarie
6. La "Carta" del Movimento Nonviolento

1. EDITORIALE. POICHE' NON SIAMO IN GRADO DI RESUSCITARE I MORTI

Poiche' non siamo in grado di resuscitare i morti, l'unica cosa ragionevole da fare e' non uccidere i vivi.
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Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
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Nonviolenza o barbarie.

2. AMICIZIE. ALCUNI DEI MESSAGGI DI SALUTO PERVENUTI ALL'ASSEMBLEA DELL'AFESOPSIT. DAL PROFESSOR LUCIANO OSBAT AL "TAVOLO PER LA PACE" DI VITERBO, UN CORALE SOSTEGNO ALL'ASSOCIAZIONE FONDATA DALL'INDIMENTICABILE VITO FERRANTE ED OGGI GUIDATA DALLA SUA CORAGGIOSA FIGLIA ANTONELLA

All'assemblea dei soci dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" che si e' svolta sabato 10 ottobre alla "Fattoria di Alice" (storica sede dell'associazione stessa) a Viterbo, e che si e' conclusa con l'elezione della nuova presidente, Antonella Ferrante, figlia di Vito che dell'associazione e' stato il fondatore e il presidente fino all'ultimo dei suoi giorni, sono pervenuti numerosi messaggi di saluto e di vicinanza da parte di varie esperienze di pace, di solidarieta', di volontariato, sia da Viterbo e da altri centri dell'Alto Lazio, sia anche da altre citta' italiane, da Foggia a Vicenza.
Inoltre alcune prestigiose personalita' della cultura e della vita civile di Viterbo, come l'illustre professor Leonardo Varvaro, hanno voluto anche essere personalmente presenti all'assemblea.
Di seguito riportiamo alcuni di questi messaggi di saluto inviati da varie associazioni e da varie personalita' all'assemblea dell'Afesopsit, messaggi di cui e' stata data lettura con viva commozione nel corso dei lavori.
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Il saluto di Domenico Arruzzolo, presidente di "Viterbo con amore"
Care amiche e cari amici di Afesopsit,
quella di domani sara' un'assemblea speciale e certamente carica di emozioni: la prima senza Vito, storico e amato Presidente che ci ha lasciati prematuramente lo scorso aprile.
Il modo piu' bello per onorare Vito sara' continuare il cammino che lui ha contribuito a tracciare, con la stessa passione, la stessa solidarieta' e la stessa attenzione alle persone che hanno bisogno di essere ascoltate, sostenute e accompagnate.
A voi tutti rivolgo un saluto affettuoso e l'augurio che questa assemblea possa trasformare il dolore in nuova consapevolezza, il ricordo in responsabilita' e l'eredita' di Vito in un rinnovato impegno collettivo.
Che il suo ricordo sia forza, unita' e stimolo per guardare avanti, per continuare insieme il percorso che lui ha contribuito a tracciare.
Giungano a voi la sincera vicinanza e l'affettuoso abbraccio di tutta "Viterbo con amore".
Il Presidente di "Viterbo con amore" Domenico Arruzzolo
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Il saluto dell'Associazione Italia-Nicaragua
Un semplice saluto e un forte abbraccio
A tutti i partecipanti all’assemblea dei soci dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (Afesopsit), di sabato 10 ottobre.
Vi inviamo un semplice saluto, di affetto sincero dal profondo del nostro cuore, per questa vostra prima assemblea senza la presenza di Vito.
Per noi Vito e' stato essenzialmente un compagno, nel valore piu' profondo che a questa parola dava Mario Rigoni Stern:
"Compagni, perche' e' un nome bello e antico che non dobbiamo lasciare in disuso; deriva dal latino "cum panis" che accomuna coloro che mangiano lo stesso pane.
Coloro che lo fanno condividono anche l'esistenza con tutto quello che comporta: gioia, lavoro, lotta e anche sofferenze".
Un saluto di sostegno nel continuare a portare avanti l'impegno cosi' prezioso della vostra Associazione; apparentemente una goccia nel mare ma cosi' preziosa.
Un saluto di amicizia cosi' come ne parlava Primo Levi, in una famosissima poesia.
"AGLI AMICI
Cari amici, qui dico amici
Nel senso vasto della parola:
Moglie, sorella, sodali, parenti,
Compagne e compagni di scuola,
Persone viste una volta sola
O praticate per tutta la vita:
Purche' fra noi, per almeno un momento,
Sia stato teso un segmento,
Una corda ben definita.
Dico per voi, compagni d'un cammino
Folto, non privo di fatica,
E per voi pure, che avete perduto
L'anima, l'animo, la voglia di vita.
O nessuno, o qualcuno, o forse un solo, o tu
Che mi leggi: ricorda il tempo
Prima che s'indurisse la cera,
Quando ognuno era come un sigillo.
Di noi ciascuno reca l'impronta
Dell'amico incontrato per via;
In ognuno la traccia di ognuno.
Per il bene od il male
In saggezza o in follia
Ognuno stampato da ognuno.
Ora che il tempo urge da presso,
Che le imprese sono finite,
A voi tutti l'augurio sommesso
Che l'autunno sia lungo e mite".
Un forte abbraccio.

Giulio Vittorangeli
a nome del'Associazione Italia-Nicaragua
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Il saluto dell'Associazione medici per l'ambiente (Isde)
L'Associazione medici per l'ambiente (International Society of Doctors for Environment) - ISDE di Viterbo saluta con affetto e stima tutti i soci  dell'Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia - Afesopsit che prenderanno parte all'assemblea di sabato 10 ottobre p.v.
Condividiamo con voi il comune obiettivo di un mondo piu' giusto e in pace, dove il diritto alla salute, al benessere psico-fisico, all'inclusione, in un ambiente salubre siano resi davvero concreti.
Nel ricordo indimenticabile di Vito Ferrante, che ha fatto della vostra associazione una vera famiglia e un modello di relazione amicale, di cura reciproca e di lotta per i diritti umani, vi auguriamo un ottimo svolgimento dei lavori.
Associazione medici per l’ambiente - ISDE di Viterbo
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Il saluto dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi)
Il Comitato provinciale ANPI di Viterbo unitamente alle due sezioni cittadine "Nello Marignoli" e "Aldo Laterza" esprime i migliori auguri di buon lavoro ai partecipanti all'assemblea dell'Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia – Afesopsit, in programma per sabato 10 ottobre 2026.
Questa assemblea sara' un momento di ripartenza e rinnovata coesione dopo l'immenso dolore per la perdita del vostro presidente e fondatore, il nostro amico prezioso e indimenticabile Vito Ferrante.
Una persona, un nostro compagno che ha speso tutto la sua vita per l'affermazione di una umanita' nuova e in difesa dei diritti costituzionali, soprattutto per le persone piu' deboli e fragili.
Lo ricordiamo come un testimone coerente che per tutta la sua vita ha saputo testimoniare e incarnare i valori della Resistenza e della nostra Costituzione, traducendoli in un impegno civile instancabile.
Siamo certi che il suo lascito morale, civile e di affetto e', e sempre più sara', la vostra forza e continuera' a guidare il vostro agire per il bene dell'Associazione e di tutta la comunita' cittadina.
Comitato Provinciale ANPI Viterbo
Sezione ANPI "Nello Marignoli"
Sezione studenti "Aldo Laterza"
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Il saluto di Luciano Bernabei a nome del Csoa Valle Faul
Sono sveglio, e' mattina presto: una necessita' impellente fa scorrere queste parole che vi scrivo.
Un turbine di emozioni suscita in me ricordi indelebili dell'immenso progetto che Vito Ferrante ha saputo realizzare nonostante le controversie, le contraddizioni e le carenze del sistema sanitario tutto, e in particolare nella specifica materia dell'intervento sanitario e assistenziale sul disagio psichico dei pazienti e dei loro familiari.
Oggi, 10 ottobre 2026, si rinnova la carica di presidente, che racchiude in se' la presa in carico di una mole di lavoro impressionante nella quale ci si deve immergere in una dedizione "carnale" poiche' le persone ignorate dal sistema chiedono il nostro aiuto in ogni secondo della propria esistenza, e se si decide di sostenerle allora la nostra diventa una missione.
Ogni pietra, ogni pianta della "Fattoria di Alice" e' stata progettata da Vito e gli e' stata donata perche' la sua indomita intelligenza visionaria avrebbe saputo realizzare l'impossibile.
Vito sapeva mettere in campo direttamente le capacita' e l'interazione di persone che altrimenti sarebbero state solo relegate alla non sperimentazione delle capacita' individuali ed a cui sarebbe stato ingiustamente negato l'inserimento attivo nella societa'
Riappropriarsi di ogni centimetro di questa realta' e' imperativo, continuare sulla strada maestra lo e' altrettanto, e farlo con il rispetto della biosfera e della nonviolenza e' indispensabile.
Fiducioso di una costruttiva e gioiosa assemblea vi auguro la miglior riuscita e vi mando i miei piu' calorosi abbracci.
Luciano Bernabei, Csoa Valle Faul
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Il saluto di Anna Grazia Casieri
Carissimi soci dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia",
ho saputo che oggi sarete impegnati a vivere un momento importante del vostro cammino.
Alla luce dell'esempio del vostro presidente che certamente continuate a portare nel cuore, possiate scegliere persone che con la stessa passione e impegno vi sostengano nel cammino per il bene dei tanti che avvicinate.
Buon cammino.
Anna Grazia Casieri
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Il saluto del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera"
Carissime amiche e carissimi amici dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia",
in occasione della vostra assemblea dei soci che si svolge sabato 10 ottobre 2026, vi giunga il nostro affettuoso saluto e i nostri vivissimi auguri di buon lavoro.
La vostra esistenza e la vostra attivita' solidale e liberatrice e' di grande importanza non solo per tutte le persone che subiscono ingiustizia, violenza ed emarginazione, ma anche per l'umanita' intera.
Che possiate proseguire nel vostro impegno avendo come costante ispirazione e orientamento il ricordo della persona che l'associazione ha fondato e di cui e' stato anima fino all'ultimo dei suoi giorni terreni.
Un saluto di pace e di vicinanza, con sincera gratitudine
il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
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Il saluto dell'associazione Erinna
Un augurio e una vicinanza a tutte e tutti voi di Afesopsit di avere e di trovare sempre forza, determinazione per portare avanti l'associazione e segnare questo territorio con il vostro valore.
Vito, insieme a voi, ha fatto si' che oggi, anche senza la sua preziosa presenza fisica, ognuna e ognuno senta la responsabilita', la voglia di essere Afesopsit.
Buona assemblea alle socie e ai soci, al Direttivo e buon cammino insieme!
Erinna – associazione contro la violenza alle donne
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Il saluto di Anna Maghi, di Psichiatria Democratica
Care e cari tutti,
Vito e' per me un amico, un compagno di battaglie condivise la cui assenza ancora fa fatica ad essere percepita reale.
Oggi lui sara' fiero di vedervi prendere in mano quello che il suo instancabile attivismo, la sua inesauribile energia ha creato e condotto per trent'anni nel nostro territorio, e vi prendera' per mano.
E' la vostra prima assemblea senza la sua guida, sara' una grande emozione per tutte e tutti voi, sara' un collante forte che vi dara' coraggio per affrontare il futuro tra il mantenere cio' che esiste e lo sfidare i tempi nuovi che avrete davanti.
Che siano sereni e  proficui i lavori dell’assemblea. Vi auguro tutto il bene. Vi abbraccio.
Cara Antonella,
in particolare per te, il mio affetto e la mia stima per il coraggio e la forza che ti spingono a reggere il mondo...
un grande abbraccio a te a Antonio.
Anna
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Il saluto di Luciano Osbat
Invio un saluto a tutti i partecipanti all'assemblea di Afesopsit che oggi ricordera' anche Vito Ferrante.
Appena completata la scheda biografica che lo riguarda la inseriro' in "GentediTuscia" in segno di omaggio al vostro fondatore.
Buon lavoro.
Luciano Osbat
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Il saluto del "Tavolo per la pace" di Viterbo
Ognuna e ognuno di noi comprende ben presto che la propria vita attraversera' strade ben illuminate, ma anche strade in ombra o buie. E' inevitabile incontrare il dolore, nelle sue diverse forme, durate e intensita'.
I problemi psichici che colpiscono una persona cara sono sicuramente tra le esperienze piu' dolorose e, per certi versi, piu' "misteriose", anche perche' meno palpabili e dall'esito spesso incerto.
Quando si vive un'esperienza del genere, si cerca continuamente una via d'uscita o almeno una possibilita' di miglioramento. E allora puo' accadere che, magari dopo varie delusioni, si incontri qualcuno che ha vissuto un'esperienza simile e che sa offrire un consiglio, un incoraggiamento, una speranza.
Vito e' stato uno di questi angeli, un buon samaritano che qualcuno di noi ha avuto la fortuna di incontrare lungo la strada del dolore e che gli ha fatto comprendere quanto sia preziosa la realta' della vostra associazione.
Vi ringraziamo per quello che fate. Crediamo che alla vostra assemblea di sabato prossimo sara' presente anche Vito e rivolgiamo a tutte e a tutti voi i nostri piu' sentiti auguri.
Ada e Mario (portavoce del Tavolo per la pace di Viterbo
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Il saluto di Tristano Zuzzanghi

E cosi', vecchio mio,
anche quest'ultimo miracolo hai saputo fare
questi ragazzi che erano i tuoi pulcini
in un colpo solo lasciandoli tutti orfani
li hai fatti diventare tutti adulti

li hai liberati anche dall'ultima catena
dall'ultima del cuore soggezione
mandandoli per il mondo grande e terribile
a fare quello che sapevi fare solo tu
e che adesso sanno fare anche loro.

Te ne sei andato, vecchio mio, sapendo
che ormai potevi anche andare via
i semi che avevi seminato
sono cresciuti e daranno buoni frutti
la luminosa fiamma non si e' spenta

la lotta che fu tutta la tua vita
senza mai perdere la tenerezza
adesso la continueranno loro
fino a ottenere la liberazione
di tutte le oppresse e di tutti gli oppressi.

Tristano Zuzzanghi
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Alleghiamo in calce una sintesi del discorso svolto a conclusione dell'assemblea dalla nuova presidente dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia", Antonella Ferrante, figlia dell'indimenticabile fondatore Vito, che gli e' subentrata nell'incarico di principale animatrice e rappresentante, voce e volto dell'associazione; discorso piu' volte interrotto dagli applausi dei soci che hanno ascoltato le sue parole con profonda commozione, sovente fino alle lacrime.
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Per informazioni e contatti
Per contattare l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) scrivere una e-mail a: afesopsit at libero.it, info at ilboschettodeicorbezzoli.it, stefania0560 at hotmail.it
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Diffusione ai mezzi d'informazione a cura delle amiche e degli amici di Vito Ferrante e dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia"
Viterbo, 12 ottobre 2026
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Allegato: una sintesi del discorso svolto a conclusione dell'assemblea della neoeletta presidente dell'Afesopsit Antonella Ferrante
"Cari amici, cari familiari, cari volontari, cari tutti.
Essere qui oggi tutti insieme senza avere accanto il babbo fa strano, fa strano percorrere l’ingresso della fattoria e non trovare il suo pulmino parcheggiato, fa strano entrare e non vederlo circondato dall’affetto dei suoi adorati ragazzi.
Fa strano essere qui oggi senza di lui.
Negli anni quando il pensiero di un futuro senza di lui mi sfiorava lo cacciavo velocemente perche' per me il babbo era eterno.
Non mi sono quasi mai posta la domanda di come sarebbe stato questo luogo senza la sua presenza,ma poi un giorno all'improvviso tutto e' cambiato, all'istante senza che minimamente me lo aspettassi il babbo mi ha lasciato ed e' li', in quel preciso momento che ho iniziato a sentire la forte responsabilita' nei confronti dell'Afesopsit e di chi il babbo tanto amava.
Mio padre come tutti sapete ha dedicato la sua vita, le sue energie, i suoi spazi a questo luogo, ha dedicato tempo ai suoi ragazzi e alle tante battaglie a cui credeva fortemente.
Questo e' stato possibile perche' in tanti anni la mamma gli e' stata accanto silenziosamente senza fargli mai pesare la sua assenza. I tanti sacrifici dei miei genitori e ancor prima di Carlo e Teresa Pesciotti e di tutta la famiglia associativa ci hanno permesso di essere qui oggi per poter continuare a scrivere la storia dell'Afesopsit.
Il babbo ci ha lasciato una grande eredita' che io sento di dover proteggere e custodire e so che lo stesso vale per voi.
Raccogliere il suo testimone non significa sostituirlo, perche' il babbo e' insostituibile, ma garantire che le sue battaglie di dignita', accoglienza  e inclusione per i diritti umani e civili delle persone con sofferenza psichica continuino, si'... questo e' possibile.
Il babbo mi ha insegnato che soli non siamo nessuno ma insieme siamo tutto. Credo profondamente in questo che mio padre insieme a molti di voi ha costruito sin dal lontano 1993.
Sono qui perche' ho respirato i valori dell'associazione in casa, ogni giorno della mia vita, e so quanta anima ci sia dietro ogni singola battaglia, ogni singola conquista.
Il babbo non era solo un sognatore, era un costruttore, un combattente... ha saputo trasformare la sofferenza in una straordinaria battaglia di civilta' dimostrandoci che il disagio mentale non deve mai significare isolamento, separatezza, perdita di dignita'.
Nelle sue battaglie mio padre ha sempre dato voce e chi voce non aveva, lottando, urlando e denunciando meccanismi sporchi pur sapendo a volte di mettere in pericolo anche la sua famiglia.
Questo era mio padre.
La battaglia degli ultimi tre anni combattuta insieme al babbo per difendere mia sorella Vittoria mi ha forgiato, mi ha resa forte e decisa a combattere contro chi invece di curare e proteggere abusa del proprio potere.
So bene che l'eredita' che mi trovo a gestire e' gigantesca e sento tutto il peso della responsabilita', ma so anche che non sono sola, ci siete e sarete voi al mio fianco, la grande famiglia dell'Afesopsit.
La mia promessa e' quella di mettere lo stesso rigore morale, la stessa trasparenza e la stessa dedizione per far si' che la sua visione continui a camminare sulle nostre gambe.
A questo proposito, voglio rivolgere un ringraziamento profondo che mi viene dritto dal cuore ai membri del vecchio Consiglio direttivo.
In questi cinque mesi cosi' devastanti, segnati prima dalla perdita di Vittoria, del babbo, poi della mia amatissima mamma e dalla dolorosa prova della malattia di Vania, avete dimostrato una sensibilita' rara.
Vi ringrazio immensamente per non aver fatto pressioni, per aver rispettato il mio dolore e i miei silenzi e per avermi concesso il tempo necessario a ritrovare la lucidita' e la forza per pensare con calma al futuro dell'associazione.
Se oggi sono qui, pronta e consapevole, e' anche grazie alla vostra delicatezza e al modo in cui avete protetto l'Afesopsit mentre io dovevo proteggere la mia famiglia.
Questo mi conferma, ancora una volta, che la nostra associazione non e' solo un'associazione, ma una comunita' di persone straordinarie.
E accanto a chi ha protetto me, c'e' chi in questi mesi non ha mai smesso di proteggere sul campo l'anima piu' preziosa dell'Afesopsit: i nostri ragazzi.
Voglio ringraziare di cuore gli amici fraterni di mio padre che hanno garantito una presenza costante e preziosissima durante - e non solo - i nostri incontri del sabato in fattoria.
Sapere che quel legame fraterno che li stringeva al mio babbo si e' tradotto in gesti concreti e continuita' d'affetto per i nostri ragazzi e' stato per me un conforto immenso e la dimostrazione che il bene seminato ritorna sempre.
Concludo sapendo gia' con certezza che il nostro compito da domani sara' quello di consolidare la rete sul territorio della Tuscia, dialogare con forza con le istituzioni, proteggere la bellezza di questo luogo e combattere i pregiudizi e lo stigma che ancora circondano la salute mentale.
Grazie a tutti".
Antonella Ferrante

3. INCONTRI. UN INCONTRO A VITERBO IN MEMORIA DI DON LUIGI DI LIEGRO

Lunedi' 12 ottobre 2026 presso il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo si e' svolto un incontro in memoria di don Luigi Di Liegro nell'anniversario della scomparsa.
Don Luigi Di Liegro  (Gaeta, 16 ottobre 1928 - Milano, 12 ottobre 1997) ha dedicato l'intera sua vita alla solidarieta' con le persone piu' fragili, piu' emarginate, piu' oppresse; difendendo la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani; agendo sempre da amico della nonviolenza, da costruttore di pace, da difensore dell'intero mondo vivente; con costante sollecitudine per il bene comune dell'umanita', dando aiuto ad ogni persona di aiuto bisognosa, denunciando e contrastando tutte le ingiustizie e le violenze.
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L'incontro e' stato coordinato dal responsabile della storica struttura nonviolenta viterbese ed ha sia approfondito vari aspetti della riflessione e dell'azione di don Luigi Di Liegro, sia analizzato la situazione presente alla luce della sua testimonianza, sia indicato alcuni impegni fondamentali cui ogni persona di volonta' buona e' chiamata qui e adesso.
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Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla liberta', alla solidarieta'.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Nonviolenza o barbarie.

4. MAESTRI. ENRICO PEYRETTI: LA "REGOLA D'ORO"
[Ringraziamo di cuore Enrico Peyretti, uno dei maestri della cultura della pace, per averci messo a disposizione questa nuova edizione ampliata della sua fondamentale ricerca sulla "regola aurea"]

Noi umani siamo stolti e malvagi, perche' sappiamo come farci felici e ci facciamo infelici. Abbiamo compreso la regola della vita buona, e troppo spesso non la rispettiamo. C'e' un mistero di male in noi. Ma c'e' anche il mistero di bene, superiore, e intimo a noi piu' del nostro intimo. La speranza e' intelligenza e promozione. Pessimismo e disperazione riducono le possibilta' umane. Guardare e tendere oltre il fatto, promuove il fatto, la nostra vita. Gli uomini (salvo i tempi recenti, annebbiati dalla potenza manuale) hanno sempre pensato una vita superiore (gli dei, un Dio, una Regola, una saggezza...) che difende, eleva e matura la nostra vita. Le civilta' umane hanno espresso la regola del reciproco riconoscimento di valore, l'amore sociale, che e' difesa e promozione di tutti noi. Abbiamo un tesoro di bene, e spesso lo ignoriamo. Ma l'umanita' puo', attraverso esperienze e dolori, diventare il meglio di se'. L'impero della forza offende l'umanita' perche' la riduce alla disperazione. Promessa, profezia, utopia, speranza, cominciano ora, nelle nostre mani e visioni, ad essere reali.
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La "regola d'oro"
Ho raccolto, nelle religioni e nelle sapienze di tutta l’umanita', 38 formulazioni analoghe delle "Regola d'oro", pubblicate in Servitium, Quaderni di ricerca spirituale, (s.egidio at servitium.it), n.152, marzo/aprile 2004, fascicolo Riconoscimento e disprezzo, pp. 103-108. Testo poi aggiornato al 25 novembre 2022.
Raccolgo qui le 38 formulazioni che ho rintracciato, nelle religioni e nelle sapienze di tutta l’umanita', della regola fondamentale e universale dell’etica umana.
Consiglio anche di vedere nel libro di Pier Cesare Bori, Per un consenso etico tra culture, seconda edizione, Marietti 1995, la nota 206 a p. 106.
Una prima raccolta parziale fu pubblicata su il foglio n. 226, Torino, gennaio 1996 (www.ilfoglio.info) e poi in Servitium, Quaderni di ricerca spirituale, (s.egidio at servitium.it), n.152, marzo/aprile 2004, fascicolo Riconoscimento e disprezzo, pp. 103-108. Aggiornamento del 23 ottobre 2021, 25 novembre 2022.
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I - Induismo
1. "Ecco la somma della vera onesta': tratta gli altri come vorresti essere trattato tu stesso. Non fare al tuo vicino cio' che non vorresti che egli poi rifacesse a te. Tratta tutti gli altri come tratteresti te stesso".
(Mahabharata XIII.113-8.115-19).
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2. "Non ci si dovrebbe comportare con gli altri in un modo che sarebbe sgradevole a noi stessi; questa e' l'essenza della morale".
(Mahabharata 13, 148.8).
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II - Ebraismo
3. "Non fare a nessuno cio' che non piace a te".
(Bibbia, libro di Tobia, 4,15).
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4. "Ama il prossimo tuo come te stesso".
(Legge ebraica in Levitico, 19,18; cfr anche 19,34).
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5. "Cio' che e' odioso a te, non farlo al tuo vicino".
(Hillel, Talmud, Shabbath 31a).
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6. "Una volta un pagano (...) disse: "Convertimi, a condizione di imparare tutta la Torah nel tempo in cui si puo' stare ritti su di un solo piede". (...). Hillel lo converti' dicendogli: "Cio' che a te non piace non farlo al tuo prossimo! Questa e' tutta la Torah, il resto e' commento; va' e studia"".
(Ebraismo, Shabbat 31a, cit. in R. Pacifici, Midrashim, Marietti, Genova 1986, p.177-8).
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III - Filosofia cinese
7. "La Via non e' lontana dall'uomo. Se l'uomo segue una via lontana dalla natura umana, questa non puo' dirsi la Via. (...) Chi ha il senso della lealta' e della reciprocita' non e' lontano dal giungere alla Via: cio' che non vuole sia fatto a se' non fa agli altri".
(Confucio, Chung-Yung, L'invariabile mezzo, n.13).
"Quello che tu stesso non desideri, non farlo neppure agli altri uomini".
(Confucio, Lun-yu, I Dialoghi, 15,23; cfr Hans Kueng, Progetto per un'etica mondiale, Rizzoli 1991, p. 82).
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8. "Il sapiente ha detto: la mia dottrina e' semplice, e il suo significato e' facile da penetrare. Essa consiste nell'amare il prossimo come se stessi".
(cit. in Lev Tolstoj, Pensieri per ogni giorno, Introduzione e traduzione di Pier Cesare Bori, Edizioni Cultura della Pace, Fiesole 1995, p.121; ripubblicato col titolo Pensieri per ogni giorno, Un calendario di saggezza, curato da Pier Cesare Bori, edizioni Piano B, Bologna) (1)
(1) E' giusto avvertire che Tolstoj compilo' questa raccolta di pensieri sapienziali con un interesse non tanto storico-letterario quanto essenzialmente formativo, per cui i testi sono da lui non solo tradotti ma spesso interpretati e parafrasati. Ma la cura filologica non e' assente, essendo anzi richiesta dal carattere e dallo scopo stesso dell'opera, che non nasce dalla voce di Tolstoj, ma da voci di ogni tempo, lingua, cultura, religione. Cfr Introduzione al volume, di Pier Cesare Bori, pp. 7 e 8-10.
*
9. "Dominare se stessi quanto e' necessario per onorare gli altri come se stessi e comportarsi con loro come vogliamo che gli altri si comportino con noi: ecco quel che si puo' chiamare dottrina della virtu' dell'umanita'. Non c'e' nulla di piu' elevato".
(Confucio, cit. in Tolstoj, op. cit., p. 167).
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10. Zigong disse: "Quel che non voglio che gli altri facciano a me, io non voglio farlo agli altri". "Si', ancora non sei arrivato a questo".
(Confucio, Lun-yu, I Dialoghi, V, 11).
*
11. "Il benevolo, volendo per se' la saldezza, rende saldi gli altri; desiderando per se' la riuscita, fa progredire gli altri. Essere capaci di valutare in base a cio' che e' vicino [cio' che desidereremmo per noi], puo' dirsi il metodo della benevolenza".
(Confucio, Lun-yu, I Dialoghi, VI, 28).
*
12. "Ching-Kung interrogo' sulla carita'. Confucio rispose: "(...) Nel comandare al popolo comportati come se offrissi il grande sacrificio; cio' che non vuoi sia fatto a te non fare agli altri"".
(Confucio, Lun-yu, I Dialoghi, XII, 2).
*
13. "Tzu-kung domando': "Vi e' una parola su cui si possa basare la condotta di tutta la vita?". "Essa e' shu, reciprocita' - rispose Confucio -. Cio' che non vuoi sia fatto a te non fare agli altri"".
(Confucio, Lun-yu, I Dialoghi, XV, 23).
*
14. "Il principe non tratta gli inferiori nel modo che gli dispiace nei superiori".
(Commento di Tseng-Tzu al Grande studio di Confucio, n. 10).
*
15. "Sicuramente questo e' il massimo della bonta': non fare agli altri cio' che non vorresti che essi facessero a te".
(Confucianesimo, Analetti 15,23).
*
16. "L'uomo buono deve compatire le cattive tendenze degli altri; rallegrarsi della loro eccellenza; aiutarli se sono in distretta; considerare i loro successi come i suoi propri e cosi' i loro insuccessi".
(Taoismo, Thai-Shang, 3).
*
17. "Guarda al guadagno del tuo vicino come fosse tuo, ed alla sua perdita come se fosse la tua perdita".
(T'ai Shang Kan Ying P'ien, 213-218).
*
17 bis: "Mettersi al posto degli altri".
(Zhuang-zi) (da P. C. Bori, Diario, 5 marzo 1996).
*
IV - Giainismo
18. "L'uomo dovrebbe comportarsi con indifferenza nei confronti di tutte le realta' mondane e trattare tutte le creature del mondo come egli stesso vorrebbe essere trattato".
(Sutrakritanga I.11.33).
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V - Buddhismo
19. "Uno stato che non e' gradevole o piacevole per me, non deve esserlo neppure per lui; e uno stato che non e' gradevole o piacevole per me, come posso io pretenderlo per un altro?".
(Samyutta Nikaya 5, 353.35-354.2).
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20. "Tutti tremano al castigo, tutti temono la morte, tutti hanno cara la vita: mettendoti al posto degli altri, non uccidere, ne' fa uccidere".
(Buddha, Dhammapada, I versi della legge, 10, 129-130).
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21. "Non ferire gli altri in modi dai quali anche tu ti sentiresti ferito".
(Udana-Varga 5,18).
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22. "Questo e' il centro del dovere: non fare agli altri cio' che causerebbe dolore se fatto a te".
(Mahabharata 5: 1517).
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VI - Zoroastrismo
23. "Buona e' soltanto quella natura che non fa agli altri cio' che non e' buono per lei".
(Zoroastrismo, Dadistan-i-Dinik 94,5).
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VII - Cultura greco-romana
24. "Tratta l'inferiore come vorresti essere trattato dal tuo superiore".
(Seneca, Lettere a Lucillo, lettera 47, sul trattamento umano degli schiavi).
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25. "Il bene maggiore e' operare secondo la legge della propria ragione. Ma questa legge ti comanda incessantemente di fare il bene degli altri, come il massimo bene per te stesso".
(Marco Aurelio, cit. in Tolstoj, Pensieri per ogni giorno, op. cit, p. 79).
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26. "Gli uomini sono nati l'uno per l'altro".
(Marco Aurelio, Ricordi [Eis eauton], VIII, 59 e in altri luoghi).
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VIII - Cristianesimo
27. "Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Questa e' la legge e i profeti".
(Gesu' di Nazareth, Vangelo secondo Matteo 7,12; 22, 39 e Vangelo secondo Luca 6,31).
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28. "La legge trova la sua pienezza in una sola parola: amerai il tuo prossimo come te stesso".
(Lettere di Paolo ai Galati 5,14 e ai Romani 13,9).
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29. "Quanto vuoi che non sia fatto a te, anche tu non fare ad altri".
(Didache', insegnamento cristiano della fine del primo secolo, 1,3).
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30. "E tutti gli altri miei frati benedetti (...) si comportino tra loro come dice il Signore: "Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro"; e ancora: "Cio' che tu non vuoi sia fatto a te, non farlo agli altri"".
(Francesco d'Assisi, Regola non bollata, 1221, IV).
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IX - Islam
31. "Nessuno di voi e' un credente fino a quando non desidera per il suo fratello quello che desidera per se stesso".
(Islam, dagli hadith (detti) del Profeta Muhammad, in Detti e fatti del Profeta dell’Islam raccolti da al-Buhari, a cura di V. Vacca, S Noja e M. Vallaro, Utet, Torino 1982, cap. II, p. 85; e in 40 Hadithe di an-Nawawi, in H. Kueng - K.J. Kuschel, Per un'etica mondiale. Dichiarazione del Parlamento delle religioni mondiali, Rizzoli, Milano 1995, pp.78-79).
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X - Illuminismo
32. "Mettersi al posto degli altri".
(Voltaire, Lettere inglesi, n. 42).
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33. "Agisci in modo che la regola della tua volonta' possa valere in ogni tempo come principio di una legislazione universale". Oppure: "Agisci in modo da trattare l'umanita', nella tua come nell'altrui persona, sempre come fine, mai come semplice mezzo".
(Immanuel Kant, 1724-1804, Critica della ragion pratica, Laterza, Bari 1974, p.39, e Fondamenti della metafisica dei costumi, La Nuova Italia, Firenze 1973, pp. 95-96, 103-104, cit. anche, come espressione di etica universale, in Hans Kueng, Progetto per un'etica mondiale, Rizzoli, Milano 1991, p.82-83).
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XI - Fede baha'i
34. "Benedetto chi a se' preferisce il fratello".
(Tavole di Baha'u'llah, iniziatore della fede baha'i).
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XII - Umberto Eco
35. "Anche Lei attribuisce al laico virtuoso la persuasione che l'altro sia in noi. Ma non si tratta di una vaga propensione sentimentale, bensi' di una condizione fondante".
(Umberto Eco, in dialogo con Carlo Maria Martini, Liberal, febbraio 1996, e Adista, 17 febbraio 1996, p. 9; ora in U. Eco - C. M. Martini, In che cosa crede chi non crede?, Atlantide ed., 1996 e in U. Eco, Cinque scritti morali, Bompiani 1997, p. 85).
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XIII - Dichiarazione dei doveri dell'uomo
36. "Tutti gli uomini dotati di ragione e di coscienza devono assumere responsabilita', in spirito di solidarieta', nei confronti di ciascuno e di tutti: cioe' famiglie, comunita', razze, nazioni e religioni. Cio' che tu non vuoi che ti venga fatto non farlo a nessun altro".
(Dichiarazione Universale dei Doveri dell'Uomo, art. 4; proposta dall'InterAction Council all'Onu; Die Zeit, 3 ottobre 1997; il foglio, n. 244, Torino, dicembre 1997).
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XIV - Filosofia della nonviolenza
37. "La Regola d'Oro puo' allora enunciarsi cosi': "Agisci verso gli altri in modo che gli altri possano agire nello stesso modo verso chiunque". Cio' implica in primo luogo e anzitutto l'imperativo categorico seguente: "Non agire verso gli altri in modo tale che se gli altri agissero nello stesso modo la vita sarebbe impossibile". E questo esige anzitutto da ciascuno che egli rinunci a esercitare la violenza verso altri. Cosi', solo la nonviolenza puo' fondare l'universalita' della legge morale alla quale devono conformarsi gli esseri ragionevoli".
(Jean-Marie Muller, Il principio nonviolenza. Una filosofia della pace, Traduzione di E. Peyretti, Plus, Pisa University Press, 2004, p. 79-80).
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XV - La regola d'oro della nonviolenza
38 - "Quando tratti gli altri come vuoi essere trattato, ti liberi". Questa proposta ci permette di evitare l'azione meccanica, compulsiva, violenta elevando i nostri ragionamenti, emozioni e la nostra azione in direzione nonviolenta, assumendo un buon comportamento di fronte al sopruso che rifiutiamo. E' una visione del processo umano contrapposta al paradigma del sistema ancora in vigore, che si propone di porre fine alla violenza sociale con piu' violenza!
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Due Note
1. Kant e la Regola aurea (29 luglio 2007)
Pier Cesare Bori, nell'articolo L'insegnamento di morale religiosa nelle carceri (in L’ospite ingrato, Semestrale del Centro Studi Franco Fortini, (ospiteingrato at prometeo.lett.unisi.it), Biblioteca della facolta' di lettere e filosofia, via Fieravecchia 19, 53100 Siena, n. 2/2006, Il disagio nella civilta' cristiana, alle pp. 51-56, Edizioni Qoudlibet, Macerata 2006, a p. 54) scrive:
"Uno strumento efficace e' la cosiddetta Regola d'oro. (...) Conosciamo i limiti della regola. Sappiamo che va distinta dall'imperativo categorico kantiano perche' la regola d'oro si riferisce a un punto di vista individualistico e utilitaristico (per questo Kant la ritiene "triviale"). La regola riceve il suo pieno significato solo al termine di un processo pedagogico in cui la persona ha la possibilita' di conoscere meglio se stessa e i suoi bisogni (...)".
Riferisce poi l'essenziale della riflessione confuciana sulla Regola d'oro, che distingue tra due componenti: zhon, che significa la lealta' alla propria comunita', e shu, l'idea dell'amore e della cura dell'altro nella sua corporeita'. Nella sintesi di queste due componenti, shu ha sempre il primato (da Q.J. Wang, Golden Rule and Interpersonal care, "Philosophy East and West", 49/4, 1999).
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2. La critica di Paul Ricoeur:
"La regola appare suscettibile di due interpretazioni: una interessata, l'altra disinteressata. Solo il comandamento puo' decidere in favore della seconda contro la prima". (Amore e giustizia, Morcelliana 2000, p. 41, ma da 36 a 45, ripresa dal curatore nella sua Postfazione, alle pp. 54-58). Nella prima interpretazione, in base al principio dell'equivalenza, potrebbe essere avvicinata alla legge del taglione (Albrecht Dihle, citato a p. 37). A p. 37 Ricoeur fa notare come in Luca 6,32-35 il comandamento della sovrabbondanza segue subito, quasi per correggerla, l'enunciazione della regola d'oro nel v. 31. Ho raccolto alcuni elementi della discussione sulla Regola d'oro nel libro Elogio della gratitudine (Cittadella Editrice, Assisi 2015), pp. 49-57.
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Enrico Peyretti (aggiornamento e correzioni 16 agosto 2016; 2 luglio 2017, 29 marzo 2019, 23 ottobre 2021, 25 novembre 2022, 8 gennaio 2023)

5. SEGNALAZIONI LIBRARIE

Riletture
- Simona Forti, Il totalitarismo, Laterza, Roma-Bari 2001, pp. X + 150.
- Tahar Ben Jelloun, L'estrema solitudine, Milvia, Torino 1988, Bompiani, Milano 1999, pp. 224.
- Giuliana Morandini, ... E allora mi hanno rinchiusa, Bompiani, Milano 1977, 1985, pp. XVIII + 242.
- Michela Murgia, Stai zitta e altre nove frasi che non vogliamo sentire piu', Einaudi, Torino 2021, Mondadori, Milano 2023, pp. 120.
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Classici
- Herbert Marcuse, Ragione e rivoluzione. Hegel e il sorgere della "teoria sociale", Il Mulino, Bologna 1966, 1974, pp. 484.
- Simone Weil, La condizione operaia, Edizioni di Comunita', Milano 1952, Mondadori, Milano 1990, pp. 318.
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Maestre
- Franca Ongaro Basaglia, Una voce. Riflessioni sulla donna, Il Saggiatore, Milano 1982, pp. X + 150.
- Franca Ongaro Basaglia, Salute/malattia, Einaudi, Torino 1982, pp. VI + 290.

6. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

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NONVIOLENZA O BARBARIE
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Numero 180 del 13 ottobre 2026
Nuova serie de "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it