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[nonviolenza] Sabato 31 ottobre il prossimo incontro dell'Afesopsit alla "Fattoria di Alice" a Viterbo (con due nuovi messaggi di saluto ed alcuni recenti interventi della presidente Antonella Ferrante)
- Subject: [nonviolenza] Sabato 31 ottobre il prossimo incontro dell'Afesopsit alla "Fattoria di Alice" a Viterbo (con due nuovi messaggi di saluto ed alcuni recenti interventi della presidente Antonella Ferrante)
- From: Centro di ricerca per la pace Centro di ricerca per la pace <centropacevt at gmail.com>
- Date: Wed, 28 Oct 2026 15:05:18 +0100
SABATO 31 OTTOBRE IL PROSSIMO INCONTRO DELL'AFESOPSIT ALLA "FATTORIA DI ALICE" A VITERBO (CON DUE NUOVI MESSAGGI DI SALUTO ED ALCUNI RECENTI INTERVENTI DELLA PRESIDENTE ANTONELLA FERRANTE)
Sabato 31 ottobre 2026 si svolgera' il consueto incontro settimanale dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) alla "Fattoria di Alice" (la sua storica sede in strada Tuscanese 20, nei pressi di Viterbo).
L'incontro e' aperto, come sempre, a tutte le persone interessate. Negli incontri settimanali dell'Afesopsit, infatti, ogni ospite e' gradito, ogni persona che vuole partecipare e' accolta con la piu' viva cordialita'.
Tutto avviene nella gratuita' e nella condivisione, come e' sempre stata volonta' di Vito Ferrante (il fondatore di questa preziosa esperienza di solidarieta' che ci ha lasciato il 29 aprile scorso) e come quindi e' proprio dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" che ne prosegue concretamente e coerentemente l'impegno di solidarieta' e di liberazione, attualmente sotto la guida della nuova presidente, la dottoressa Antonella Ferrante, figlia di Vito.
*
Il programma della giornata
Come ogni sabato si comincia con la condivisione del pasto (intorno alle ore 13), si prosegue con lo scambio di doni, e si conclude con un colloquio corale (che inizia di solito intorno alle ore 14) su argomenti che possono spaziare dalla musica alla poesia, dall'impegno morale e civile alla meditazione di fondamentali questioni esistenziali e sociali, dall'analisi di vicende personali significative e di complesse problematiche concrete fino alla proposta di iniziative di solidarieta' per i diritti di tutte e tutti e quindi per il bene comune dell'umanita'.
Il tutto nel ricordo vivo e fecondo di Vito Ferrante, indimenticabile fondatore ed animatore dell'associazione, la cui luminosa memoria contInua ad animare l'associazione e le sue iniziative.
*
Il pasto in comune
Come sempre la preparazione e la consumazione del pasto in comune - momento fondamentale di vicinanza, condivisione e dialogo - e' anche un'occasione felice e feconda per condividere confidenze, emozioni, notizia e conoscenze; per rinsaldare ancor piu' i legami di amicizia e di solidarieta'; per praticare l'accoglienza verso chi partecipava per la prima volta; per il dialogo riconoscente e il colloquio corale; per assaporare ancora e ancora il sentimento gioioso e struggente della vicinanza accudente e della reciproca comprensione.
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In dono alle persone partecipanti una raccolta di fotografie di Vito Ferrante e di alcuni incontri dell'Afesopsit
Dopo il pasto, alle persone partecipanti verra' fatto dono di una serie di fotografie dell'indimenticabile fondatore dell'associazione, Vito Ferrante, e di alcuni incontri dell'Afesopsit nel corso degli anni.
*
Ancora alcune nostre maestre di vita, di pensiero, di azione
Seguita' il consueto accostamento, favorito dalla diffusione a tutte le persone partecipanti di fotoritratti di grande formato, alle figure e alle opere di alcune donne che consideriamo nostre "maestre", ovvero punti di riferimento per la riflessione e per l'azione; ed in particolare:
- Emilia Ferreiro (Buenos Aires, 5 maggio 1937 - Citta' del Messico, 26 agosto 2023), illustre psicologa e pedagogista il cui lavoro sull'apprendimento della scrittura e' di importanza fondamentale.
- Ella Fitzgerald (Newport News, 25 aprile 1917 – Beverly Hills, 15 giugno 1996), una delle piu' grandi cantanti jazz.
- Martha Graham (Pittsburgh, 11 maggio 1894 – New York, I aprile 1991), danzatrice e coreografa, figura-chiave della danza moderna.
- Rigoberta Menchu' (Uspantan, 9 gennaio 1959), militante per i diritti umani guatemalteca, Premio Nobel per la pace nel 1992.
Queste figure si aggiungono a quelle gia' proposte nei precedenti incontri, tra cui particolarmente: Anna Achmatova, Svetlana Aleksievic, Sibilla Aleramo, Mahsa Amini, Maya Angelou, Tina Anselmi, Hannah Arendt, Antonia Arslan, Ingeborg Bachmann, Joan Baez, Simone de Beauvoir, Rosanna Benzi, Anna Bravo, Berta Caceres, Maria Callas, Jane Campion, Giancarla Codrignani, Laura Conti, Angela Davis, Grazia Deledda, Emily Dickinson, Luce Fabbri, Marielle Franco, Marianella Garcia, Natalia Ginzburg, Ada Gobetti, Jane Goodall, Nadine Gordimer, Olympe de Gouges, Bianca Guidetti Serra, Etty Hillesum, Billie Holiday, bell hooks, Frida Khalo, Anna Kuliscioff, Winona LaDuke, Tamara de Lempicka, Carla Lonzi, Rosa Luxemburg, Wangari Maathai, Miriam Makeba, Dacia Maraini, Michela Marzano, Margaret Mead, Lea Melandri, Lidia Menapace, Tina Modotti, Maria Montessori, Elsa Morante, Martha C. Nussbaum, Franca Ongaro Basaglia, Violeta Parra, Fernanda Pivano, Sylvia Plath, Elena Pulcini, Rossana Rossanda, Adania Shibli, Vandana Shiva, Nina Simone, Susan Sontag, Bertha von Suttner, Wislawa Szymborska, Silvia Vegetti Finzi, Simone Weil, Christa Wolf, Mary Wollstonecraft, Virginia Woolf, Adriana Zarri.
*
Verso la "Festa delle artiste che amiamo"
Nel corso dell'incontro sara' anche riproposta la scheda preliminare per la promozione dell'iniziativa "Guardare il mondo con occhi di donna. Verso una festa delle artiste che amiamo", iniziativa che si svolgera' nei prossimi incontri del sabato dell'Afesopsit, con l'invito a tutte le persone partecipanti a cercare notizia e vedere le opere di almeno otto delle artiste qui di seguito elencate:
a) 21 pittrici
Rosa Bonheur
Leonora Carrington
Mary Cassatt
Helen Frankenthaler
Carlotta Gargalli
Artemisia Gentileschi
Natalija Goncarova
Eugenia Grassis Rossi
Camilla Guiscardi
Angelica Kauffmann
Frida Khalo
Yayoi Kusama
Bice Lazzari
Tamara de Lempicka
Berthe Morisot
Georgia O'Keeffe
Elvira Raimondi
Antonietta Raphaël
Bridget Riley
Niki de Saint Phalle
Elisabetta Sirani
b) 21 scultrici
Magdalena Abakanowicz
Hélène Bertaux
Louise Bourgeois
Camille Claudel
Anna Chromy
Properzia de' Rossi
Seena Donneson
Amalia Dupré
Alba Gonzales
Barbara Hepworth
Lucienne-Antoinette Heuvelmans
Katarzyna Kobro
Käthe Kollwitz
Luo Li Rong
Marcello
Jane Poupelet
Rabarama
Germaine Richier
Luisa Roldán
Augusta Savage
Marja Vallila
c) 21 fotografe
Berenice Abbott
Karimeh Abbud
Boushra Almutawakel
Diane Arbus
Letizia Battaglia
Margaret Bourke-White
Julia Margaret Cameron
Carla Cerati
Gisèle Freund
Consuelo Kanaga
Gertrude Käsebier
Barbara Kruger
Dorothea Lange
Annie Leibovitz
Paola Mattioli
Tina Modotti
Martha Rosler
Alice Seeley Harris
Cindy Sherman
Gerda Taro
Yva
d) 21 registe cinematografiche
Chantal Akerman
Elisa Amoruso
Francesca Archibugi
Kathryn Bigelow
Jane Campion
Liliana Cavani
Cristina Comencini
Paola Cortellesi
Sofia Coppola
Emma Dante
Claire Denis
Mati Diop
Alice Guy
Elvira Notari
Adina Pintilie
Vivian Qu
Alice Rohrwacher
Roberta Torre
Agnès Varda
Lina Wertmüller
Chloé Zhao
A tutte le persone che prenderanno parte all'iniziativa verra' successivamente rilasciato un attestato di partecipazione.
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Nel prosieguo del pomeriggio il consueto colloquio corale e un gioco di ruolo
Nel prosieguo del pomeriggio si continuera' con l'abituale esperienza partecipativa di riflessione e di testimonianza che ogni settimana coinvolge sia le persone impegnate nell'associazione che le persone ospiti, occasionali o abituali. In particolare si prevede di riflettere sulle prossime iniziative di solidarieta' in cui l'associazione sara' impegnata nelle successive settimane.
E' previsto anche l'utilizzo della tecnica del "gioco di ruolo" per esplorare dinamiche e conflitti.
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La preparazione delle commemorazioni di Vito Ferrante
Nel corso dell'incontro verranno anche approfondite alcune ipotesi di iniziative commemorative di Vito Ferrante, scomparso sei mesi fa: si pensa ad iniziative commemorative sia istituzionali coinvolgendo in primo luogo il Comune e la Asl di Viterbo; sia specifiche coinvolgenti l'intero mondo della solidarieta' e del volontariato a Viterbo e nell'Alto Lazio; sia di piu' intimo ricordo da parte delle persone che con Vito hanno fatto parte dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" o che erano legate a lui da una pluridecennale amicizia.
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Per informazioni e contatti
Per contattare l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) scrivere una e-mail a: afesopsit at libero.it, stefania0560 at hotmail.it
La pagina Facebook dell'associazione e' all'indirizzo: https://www.facebook.com/afesopsit/?locale=it_IT
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Allegati
Alleghiamo in calce sia alcuni recenti messaggi di saluto pervenuti all'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia", sia alcuni interventi pubblici dei giorni scorsi della presidente Antonella Ferrante.
Le amiche e gli amici di Vito Ferrante e dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia"
Viterbo, 28 ottobre 2026
Mittenti: alcune amiche e alcuni amici di Vito Ferrante e dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia", e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Allegato primo: tre messaggi di saluto in ricordo di Vito Ferrante, di solidarieta' con l'Afesosit, e di auguri di buon lavoro alla nuova presidente Antonella Ferrante
Il messaggio di Luciano Bernabei
Ritengo che nel corso dell'evoluzione dell'"homo sapiens" l'intera umanita' oltre a sviluppare le sue caratteristiche migliori di rispetto della dignita', responsabilita' e solidarieta', abbia purtroppo anche subito il predominio della forza, della violenza, dell'oppressione: e questo abbia contribuito ad un'esistenza personale e sociale che potremmo definire contraddittoria e sofferente, disgregante e oppressiva, scissa e schizofrenica.
Tutto cio' ha contribuito anche a far qualificare la sofferenza psichica come agente patogeno invece che come effetto dell'oppressione subita.
Da qui il pregiudizio e la persecuzione con cui i poteri dominanti storicamente hanno gestito - con la violenza e l'esclusione - sia la sofferenza psichica, sia tutte le forme di rivendicazione di umana dignita' e di liberazione e indipendenza dei movimenti di lotta che infatti sono stati perseguitati dai poteri dominanti perche' differenti, diversi, autonomi, autogestiti, da sempre in lotta per la liberazione di tutte le oppresse e tutti gli oppressi dalla violenza di tutti gli oppressori.
Chiunque ricorda perfettamente da un lato gli annientamenti etnici e la riduzione in schiavitu', e dall'altro le prime conquiste dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori in lotta, il movimento femminista contro il machismo e il patriarcato.
Sicuramente le lotte di liberazione delle donne sono la svolta dalla quale l'umanita' intera ha saputo trarre beneficio.
Da qui voglio riprendere la narrazione di cio' che sono state e sono le donne viterbesi che ci hanno resi migliori, e con il ricordo di Teresa Blasi voglio racchiudere in questa icona-simbolo anche tutte le altre (Anna Maghi, Antonella Litta, Arianna Marullo, Antonietta Mele, Giselle Dian, Michela Benedetti, Sara Grimaldi, e molte altre).
Apprezzo incommensurabilmente tante altre donne, e in particolarmente quelle dell'Afesopsit e della Fattoria di Alice che in questo momento particolare hanno saputo affrontare l'enorme vuoto lasciato da Vito e dare continuita' con l'elezione della nuova presidente Antonella Ferrante a questa esperienza di solidarieta' diretta nonviolenta.
Il vostro e' l'intrepido lavoro che solo cosi' poteva dare seguito al progetto che Vito Ferrante ha saputo realizzare.
Voglio ricordare il vuoto istituzionale e le condizioni di abuso che hanno spesso subito i sofferenti psichici e i loro familiari, dei quali Vito Ferrante si e' preso carico dando un aiuto concreto ed efficace sormontando innumerevoli ostacoli in tutta la sua vita.
Forse e' stato proprio questa condizione del gap assoluto tra la societa' civile e le istituzioni a farci incontrare.
Ricordo le prime assemblee alla sezione "Biferali" di Pianoscarano e al centro sociale okkupato autogestito Valle Faul.
L'okkupazione del vecchio ospedale psichiatrico, la tenda enorme che ha campeggiato per oltre un mese a piazza del comune, ed altre tantissime iniziative di disobbedienza civile in difesa del diritto alla salute.
Detto cio', auguro all'Afesopsit e alla Fattoria di Alice il bene piu' profondo per un sentiero meno tortuoso ed una vita meno dura ai suoi partecipanti, consapevole che per tutti noi la "pazzia" e' essere diversi.
Il vostro compagno Luciano Bernabei
* * *
Il messaggio di Luisa Ciambella
Gentilissimi ed infaticabili,
leggo con piacere il vostro programma ed invito e vi ringrazio molto; purtroppo, per impegni gia' presi e non prorogabili ed essendo il vostro evento imminente, non mi sara' possibile partecipare.
Spero in una futura occasione, colgo l'occasione per inviarvi i miei più cordiali saluti.
Luisa Ciambella
* * *
Il messaggio di Sigismondo Utissi
Carissima Antonella, avrai bisogno
di tutta la grandezza del tuo cuore
perche' prosegua questo grande sogno
che Vito ha costruito con l'amore
di una intera vita. E gia' sai bene
quanto dolore dovrai sostenere
e contro quanti lupi e quante iene
dovrai lottare e quanti dovrai bere
calici amari. Ma ci riuscirai.
E quando l'animo sara' piu' stanco
a darti ancora forza sentirai
che ogni persona buona e' qui al tuo fianco.
* * *
Allegato secondo: alcuni interventi pubblici dei giorni scorsi della presidente Antonella Ferrante
Antonella Ferrante, nuova presidente dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (Afesopsit), ricorda il padre Vito e racconta se stessa
Ricordando mio padre Vito Ferrante
"Ci sono persone che lasciano un segno indelebile non per il rumore che fanno, ma per l'amore che seminano. Mio padre, Vito Ferrante, era una di queste persone. Trentatre' anni fa, in un'epoca in cui la salute mentale era ancora troppo spesso relegata nell'ombra del silenzio e della vergogna, mio padre ha avuto il coraggio di accendere una luce nel nostro territorio. Spinto dall'amore e dal rifiuto profondo dell'isolamento istituzionale, ha radunato attorno a se' famiglie, volontari e sostenitori per trasformare il dolore in azione collettiva.
La sua visione ha trovato la sua massima espressione nella nascita della Fattoria di Alice, grazie ai coniugi Pesciotti che con estrema bonta' la donarono all'associazione Afesopsit.
Da quel momento, con tanti sacrifici e tante altre donazioni, la fattoria di Alice e' diventata un luogo in cui la terra accoglie, integra e restituisce dignita'.
Mio padre non ha semplicemente fondato un'associazione: ha tracciato una strada, ha insegnato che la sofferenza psichica si cura con la socializzazione, con il rispetto dei diritti e con l'abbraccio incondizionato.
Oggi che stringo tra le mani il testimone della sua presidenza, sento tutto il peso e la bellezza del suo sogno. Lo vedo ancora camminare tra i sentieri della nostra Fattoria di Alice, modellare ogni angolo del suo amato Giardino Primavera, stillare i tufi del casale ,lo ritrovo negli sguardi dei nostri ragazzi che tanto lo adorano e nella forza dei familiari che non si arrendono. Babbo mi ha insegnato che non esiste cura senza dignita', e che la terra ha il potere straordinario di rimettere al mondo le persone.
Oggi la mia promessa a mia sorella, a mio padre e a mamma che li ha raggiunti e' una sola: la nostra Afesopsit non si fermera'.
Continueremo a lottare, a ridere, a pranzare insieme e a proteggere ogni singolo centimetro di questo grande dono che insieme a Carlo e Teresa Pesciotti mio padre ha fatto alla citta' di Viterbo ricordandoci sempre le sue parole: la terra profuma, accoglie, integra e restituisce dignita'".
*
La mia biografia
"Su questo non so bene cosa scrivere se non che sono cresciuta nella consapevolezza e naturalezza della malattia mentale.
Sono nata perche' mia sorella Vittoria, che iniziava a non stare bene, desiderava molto una sorellina.
Se sono al mondo e' grazie a lei e ai miei splendidi genitori.
Avrei voluto iscrivermi a veterinaria perche' sin da piccola ho sempre respirato insieme a mio padre l'amore per gli animali, in particolar modo per gli asini e i cavalli; ho ereditato sempre da mio padre la passione per la campagna e la natura. Questo ci legava molto, abbiamo condiviso passioni straordinarie e anche il carattere tosto e combattente. Da mamma invece ho ereditato la capacita' di pianificazione, lo spirito materno e la forte resistenza nelle avversita'.
Ho scelto di dare ascolto alla parte piu' emotiva di me e ho conseguito la laurea in scienze della formazione a Perugia.
La vita lontana da Viterbo non faceva per me, quindi ho lasciato presto Perugia per tornare nella mia amata citta', dai miei amati cari.
Ho svolto il servizio civile annuale in associazione nei primi anni 2000 e ho iniziato subito a lavorare a scuola nel mondo della disabilita'.
Un progetto di vita importante con mio marito e sostenuto dalla mia famiglia mi ha permesso oggi di essere felice scegliendo di svolgere un lavoro che mi aggrada e mi dona serenita'.
Ho unito la mia formazione alla mia piu' grande passione, e questo mi spinge ogni giorno con gratitudine ad essere fiera della scelta fatta anni fa".
* * *
La storia e gli obiettivi dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (Afesopsit) illustrati dalla nuova presidente Antonella Ferrante
La storia dell'Afesopsit
L'associazione Afesopsit (Associazione Familiari e Sostenitori Sofferenti Psichici della Tuscia) nasce nel 1993 a Viterbo per iniziativa del fondatore Vito Ferrante e di un gruppo di genitori uniti dal bisogno di rompere l'isolamento istituzionale e sociale che circonda il disagio mentale. Nata per tutelare i diritti umani e civili delle persone con sofferenza psichica, l'associazione si e' posta sin da subito come un nucleo di accoglienza e un interlocutore chiave per la psichiatria territoriale.
Una svolta fondamentale nella storia dell'associazione avviene grazie alla generosita' dei coniugi Carlo Pesciotti e Teresa Blasi, i quali, condividendo la missione di Vito Ferrante, decidono di donare all'Afesopsit un terreno di cinque ettari con un casale alle porte di Viterbo. Quel luogo straordinario e' diventato la Fattoria di Alice, la storica sede operativa dell'associazione: un laboratorio a cielo aperto in cui l'agricoltura sociale e la condivisione comunitaria offrono risposte concrete a tanti ragazzi con disagio psichico e alle loro famiglie.
Oggi l'associazione, guidata dalla presidente Antonella Ferrante nel segno della continuita' e della memoria del padre, prosegue le sue storiche battaglie per una salute mentale basata sulla dignita' della persona.
*
Le finalita'
L'Afesopsit persegue, come scopo statutario preminente, il miglioramento della qualita' della vita delle persone con sofferenza psichica e il supporto attivo ai loro nuclei familiari. Le sue finalita' istituzionali si articolano nei seguenti punti:
- Tutela dei diritti: promuovere azioni di tutela affinche' ai sofferenti psichici siano garantite cure appropriate, continuita' assistenziale nei servizi territoriali e pari opportunità sociali.
- Abbattimento dello stigma: combattere i pregiudizi e l'emarginazione sociale legati alla salute mentale attraverso l'uguaglianza, l'accoglienza incondizionata e l'integrazione.
- Sostegno alla genitorialita' e alla famiglia: offrire supporti pratici e reti di solidarieta' per alleggerire il carico emotivo ed assistenziale dei familiari.
- Inclusione attraverso la Terra: i grandi spazi della Fattoria di Alice permettono a chiunque di avvicinarsi al mondo agricolo offrendogli un ventaglio di possibilita'. Ognuno puo' trovare la propria dimensione e le proprie specificita'.
*
Il programma di lavoro
L'Afesopsit desidera dare il proprio supporto attraverso attivita' continuative e progetti speciali volti a tradurre i diritti in quotidiana cittadinanza attiva:
- I pranzi solidali del sabato e nei giorni festivi: organizzazione settimanale dei tradizionali incontri e pranzi sociali presso la Fattoria di Alice. Un appuntamento cardine aperto a tutti, basato sulla gratuita' e sullo scambio umano, per favorire la socializzazione e contrastare l'isolamento proprio nei momenti in cui i servizi sono piu' carenti e la solitudine si fa piu' forte.
- Progetto "Giardino Primavera": gestione e sviluppo di un'area della fattoria destinata all'apprendimento emozionale e alla cooperazione ludica dei minori, curata direttamente dai ragazzi dell'associazione nell'ottica di uno scambio intergenerazionale inclusivo.
- Agricoltura sociale e laboratori alla Fattoria: sviluppo di percorsi riabilitativo-formativi integrati in sinergia con partner del terzo settore (come la Cooperativa Sociale Alicenova), puntando su progetti di inserimento e sul contatto terapeutico con la terra e gli animali.
- Iniziative culturali e di memoria: organizzazione di incontri di lettura, ascolto musicale e tavoli di dibattito civile condotti negli spazi aperti della sede per unire l'inclusione alla crescita culturale.
- Gruppi di ascolto e auto-mutuo-aiuto: attivazione di spazi stabili di condivisione e orientamento legale/psicologico rivolti alle famiglie e ai caregiver della Tuscia affinche' non affrontino da soli l'esordio o la gestione delle patologie dei propri cari.
* * *
Una riflessione della nuova presidente Antonella Ferrante dopo l'assemblea dei soci dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (Afesopsit)
Carissimi soci, familiari, volontari e amici di Afesopsit,
sento il bisogno di scrivervi per condividere alcune riflessioni all'indomani della nostra assemblea del 10 ottobre. Questa data per noi ha sempre un valore simbolico immenso, coincidendo con la Giornata Mondiale della Salute Mentale, e quest'anno ha rappresentato un momento di snodo cruciale per il nostro cammino comune.
Guardando i molti volti amici presenti nella nostra casetta di legno, luogo testimone di tanti momenti preziosi, l'emozione sale quando tra le righe scritte di getto ricordo mio padre Vito Ferrante insieme a mia madre e mia sorella scomparsi prematuramente solo pochissimi mesi fa.
La mia famiglia mi ha lasciata, ma mi ha anche consegnato un'eredita' d'amore, di lotta e di dignita' che non posso e non voglio abbandonare. In ognuno dei vostri volti, nelle vostre fatiche di familiari e nella purezza dei nostri ragazzi, io vedo il loro ricordo che continua a vivere. Afesopsit non è solo un'associazione; per me, oggi piu' che mai, e' la mia famiglia allargata.
Afesopsit non e' solo una sigla: e' una comunita' di persone genuine, che si confrontano e che nonostante tutto continuano a progettare il futuro.
L'assemblea ha confermato che le sfide che abbiamo davanti sono complesse. La tutela dei diritti, la lotta quotidiana contro lo stigma e la necessita' di supportare le famiglie nel carico assistenziale, richiedono energie costanti e un dialogo sempre piu' serrato con le istituzioni. Tuttavia, la nostra risposta a queste sfide ha un nome e un luogo ben precisi: la Fattoria di Alice.
Qui tutto e' nato e tutto continuera' a sbocciare senza mai dimenticare chi generosamente l'ha donata alla nostra associazione: i coniugi Carlo Pesciotti e Teresa Blasi.
Come non dimenticheremo mai gli sforzi di mio padre per rendere questa piccola oasi di benessere una risorsa preziosa per l'intera comunita'.
Ci tengo a ricordare che lo stesso Giardino Primavera porta il nome di una nostra carissima associata scomparsa alcuni anni fa.
Quel giardino fortemente desiderato e costruito mattone dopo mattone da mio padre rappresenta un modello di pace e impegno civile nei confronti dei piu' fragili.
Anche i nostri tradizionali Pranzi Solidali del Sabato non sono semplici attivita', ma pilastri di un modello di accoglienza da prendere come esempio.
Usciamo da questa assemblea piu' uniti e con un programma di lavoro chiaro. Il mio impegno, come Presidente e come cittadina al vostro fianco, sara' quello di dare voce a quanto emerso il 10 ottobre, portando le nostre istanze all'attenzione della stampa, delle istituzioni sanitarie e della comunita' intera.
Grazie a ciascuno di voi per aver partecipato, per aver condiviso le vostre fatiche e, soprattutto, per continuare a credere che un approccio umano e inclusivo alla salute mentale sia non solo possibile, ma necessario.
La terra della Fattoria ci aspetta, e insieme continueremo a coltivarla.
Un caro abbraccio,
Antonella Ferrante, presidente Afesopsit
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Sabato 31 ottobre 2026 si svolgera' il consueto incontro settimanale dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) alla "Fattoria di Alice" (la sua storica sede in strada Tuscanese 20, nei pressi di Viterbo).
L'incontro e' aperto, come sempre, a tutte le persone interessate. Negli incontri settimanali dell'Afesopsit, infatti, ogni ospite e' gradito, ogni persona che vuole partecipare e' accolta con la piu' viva cordialita'.
Tutto avviene nella gratuita' e nella condivisione, come e' sempre stata volonta' di Vito Ferrante (il fondatore di questa preziosa esperienza di solidarieta' che ci ha lasciato il 29 aprile scorso) e come quindi e' proprio dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" che ne prosegue concretamente e coerentemente l'impegno di solidarieta' e di liberazione, attualmente sotto la guida della nuova presidente, la dottoressa Antonella Ferrante, figlia di Vito.
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Il programma della giornata
Come ogni sabato si comincia con la condivisione del pasto (intorno alle ore 13), si prosegue con lo scambio di doni, e si conclude con un colloquio corale (che inizia di solito intorno alle ore 14) su argomenti che possono spaziare dalla musica alla poesia, dall'impegno morale e civile alla meditazione di fondamentali questioni esistenziali e sociali, dall'analisi di vicende personali significative e di complesse problematiche concrete fino alla proposta di iniziative di solidarieta' per i diritti di tutte e tutti e quindi per il bene comune dell'umanita'.
Il tutto nel ricordo vivo e fecondo di Vito Ferrante, indimenticabile fondatore ed animatore dell'associazione, la cui luminosa memoria contInua ad animare l'associazione e le sue iniziative.
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Il pasto in comune
Come sempre la preparazione e la consumazione del pasto in comune - momento fondamentale di vicinanza, condivisione e dialogo - e' anche un'occasione felice e feconda per condividere confidenze, emozioni, notizia e conoscenze; per rinsaldare ancor piu' i legami di amicizia e di solidarieta'; per praticare l'accoglienza verso chi partecipava per la prima volta; per il dialogo riconoscente e il colloquio corale; per assaporare ancora e ancora il sentimento gioioso e struggente della vicinanza accudente e della reciproca comprensione.
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In dono alle persone partecipanti una raccolta di fotografie di Vito Ferrante e di alcuni incontri dell'Afesopsit
Dopo il pasto, alle persone partecipanti verra' fatto dono di una serie di fotografie dell'indimenticabile fondatore dell'associazione, Vito Ferrante, e di alcuni incontri dell'Afesopsit nel corso degli anni.
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Ancora alcune nostre maestre di vita, di pensiero, di azione
Seguita' il consueto accostamento, favorito dalla diffusione a tutte le persone partecipanti di fotoritratti di grande formato, alle figure e alle opere di alcune donne che consideriamo nostre "maestre", ovvero punti di riferimento per la riflessione e per l'azione; ed in particolare:
- Emilia Ferreiro (Buenos Aires, 5 maggio 1937 - Citta' del Messico, 26 agosto 2023), illustre psicologa e pedagogista il cui lavoro sull'apprendimento della scrittura e' di importanza fondamentale.
- Ella Fitzgerald (Newport News, 25 aprile 1917 – Beverly Hills, 15 giugno 1996), una delle piu' grandi cantanti jazz.
- Martha Graham (Pittsburgh, 11 maggio 1894 – New York, I aprile 1991), danzatrice e coreografa, figura-chiave della danza moderna.
- Rigoberta Menchu' (Uspantan, 9 gennaio 1959), militante per i diritti umani guatemalteca, Premio Nobel per la pace nel 1992.
Queste figure si aggiungono a quelle gia' proposte nei precedenti incontri, tra cui particolarmente: Anna Achmatova, Svetlana Aleksievic, Sibilla Aleramo, Mahsa Amini, Maya Angelou, Tina Anselmi, Hannah Arendt, Antonia Arslan, Ingeborg Bachmann, Joan Baez, Simone de Beauvoir, Rosanna Benzi, Anna Bravo, Berta Caceres, Maria Callas, Jane Campion, Giancarla Codrignani, Laura Conti, Angela Davis, Grazia Deledda, Emily Dickinson, Luce Fabbri, Marielle Franco, Marianella Garcia, Natalia Ginzburg, Ada Gobetti, Jane Goodall, Nadine Gordimer, Olympe de Gouges, Bianca Guidetti Serra, Etty Hillesum, Billie Holiday, bell hooks, Frida Khalo, Anna Kuliscioff, Winona LaDuke, Tamara de Lempicka, Carla Lonzi, Rosa Luxemburg, Wangari Maathai, Miriam Makeba, Dacia Maraini, Michela Marzano, Margaret Mead, Lea Melandri, Lidia Menapace, Tina Modotti, Maria Montessori, Elsa Morante, Martha C. Nussbaum, Franca Ongaro Basaglia, Violeta Parra, Fernanda Pivano, Sylvia Plath, Elena Pulcini, Rossana Rossanda, Adania Shibli, Vandana Shiva, Nina Simone, Susan Sontag, Bertha von Suttner, Wislawa Szymborska, Silvia Vegetti Finzi, Simone Weil, Christa Wolf, Mary Wollstonecraft, Virginia Woolf, Adriana Zarri.
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Verso la "Festa delle artiste che amiamo"
Nel corso dell'incontro sara' anche riproposta la scheda preliminare per la promozione dell'iniziativa "Guardare il mondo con occhi di donna. Verso una festa delle artiste che amiamo", iniziativa che si svolgera' nei prossimi incontri del sabato dell'Afesopsit, con l'invito a tutte le persone partecipanti a cercare notizia e vedere le opere di almeno otto delle artiste qui di seguito elencate:
a) 21 pittrici
Rosa Bonheur
Leonora Carrington
Mary Cassatt
Helen Frankenthaler
Carlotta Gargalli
Artemisia Gentileschi
Natalija Goncarova
Eugenia Grassis Rossi
Camilla Guiscardi
Angelica Kauffmann
Frida Khalo
Yayoi Kusama
Bice Lazzari
Tamara de Lempicka
Berthe Morisot
Georgia O'Keeffe
Elvira Raimondi
Antonietta Raphaël
Bridget Riley
Niki de Saint Phalle
Elisabetta Sirani
b) 21 scultrici
Magdalena Abakanowicz
Hélène Bertaux
Louise Bourgeois
Camille Claudel
Anna Chromy
Properzia de' Rossi
Seena Donneson
Amalia Dupré
Alba Gonzales
Barbara Hepworth
Lucienne-Antoinette Heuvelmans
Katarzyna Kobro
Käthe Kollwitz
Luo Li Rong
Marcello
Jane Poupelet
Rabarama
Germaine Richier
Luisa Roldán
Augusta Savage
Marja Vallila
c) 21 fotografe
Berenice Abbott
Karimeh Abbud
Boushra Almutawakel
Diane Arbus
Letizia Battaglia
Margaret Bourke-White
Julia Margaret Cameron
Carla Cerati
Gisèle Freund
Consuelo Kanaga
Gertrude Käsebier
Barbara Kruger
Dorothea Lange
Annie Leibovitz
Paola Mattioli
Tina Modotti
Martha Rosler
Alice Seeley Harris
Cindy Sherman
Gerda Taro
Yva
d) 21 registe cinematografiche
Chantal Akerman
Elisa Amoruso
Francesca Archibugi
Kathryn Bigelow
Jane Campion
Liliana Cavani
Cristina Comencini
Paola Cortellesi
Sofia Coppola
Emma Dante
Claire Denis
Mati Diop
Alice Guy
Elvira Notari
Adina Pintilie
Vivian Qu
Alice Rohrwacher
Roberta Torre
Agnès Varda
Lina Wertmüller
Chloé Zhao
A tutte le persone che prenderanno parte all'iniziativa verra' successivamente rilasciato un attestato di partecipazione.
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Nel prosieguo del pomeriggio il consueto colloquio corale e un gioco di ruolo
Nel prosieguo del pomeriggio si continuera' con l'abituale esperienza partecipativa di riflessione e di testimonianza che ogni settimana coinvolge sia le persone impegnate nell'associazione che le persone ospiti, occasionali o abituali. In particolare si prevede di riflettere sulle prossime iniziative di solidarieta' in cui l'associazione sara' impegnata nelle successive settimane.
E' previsto anche l'utilizzo della tecnica del "gioco di ruolo" per esplorare dinamiche e conflitti.
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La preparazione delle commemorazioni di Vito Ferrante
Nel corso dell'incontro verranno anche approfondite alcune ipotesi di iniziative commemorative di Vito Ferrante, scomparso sei mesi fa: si pensa ad iniziative commemorative sia istituzionali coinvolgendo in primo luogo il Comune e la Asl di Viterbo; sia specifiche coinvolgenti l'intero mondo della solidarieta' e del volontariato a Viterbo e nell'Alto Lazio; sia di piu' intimo ricordo da parte delle persone che con Vito hanno fatto parte dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" o che erano legate a lui da una pluridecennale amicizia.
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Per informazioni e contatti
Per contattare l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) scrivere una e-mail a: afesopsit at libero.it, stefania0560 at hotmail.it
La pagina Facebook dell'associazione e' all'indirizzo: https://www.facebook.com/afesopsit/?locale=it_IT
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Allegati
Alleghiamo in calce sia alcuni recenti messaggi di saluto pervenuti all'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia", sia alcuni interventi pubblici dei giorni scorsi della presidente Antonella Ferrante.
Le amiche e gli amici di Vito Ferrante e dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia"
Viterbo, 28 ottobre 2026
Mittenti: alcune amiche e alcuni amici di Vito Ferrante e dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia", e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Allegato primo: tre messaggi di saluto in ricordo di Vito Ferrante, di solidarieta' con l'Afesosit, e di auguri di buon lavoro alla nuova presidente Antonella Ferrante
Il messaggio di Luciano Bernabei
Ritengo che nel corso dell'evoluzione dell'"homo sapiens" l'intera umanita' oltre a sviluppare le sue caratteristiche migliori di rispetto della dignita', responsabilita' e solidarieta', abbia purtroppo anche subito il predominio della forza, della violenza, dell'oppressione: e questo abbia contribuito ad un'esistenza personale e sociale che potremmo definire contraddittoria e sofferente, disgregante e oppressiva, scissa e schizofrenica.
Tutto cio' ha contribuito anche a far qualificare la sofferenza psichica come agente patogeno invece che come effetto dell'oppressione subita.
Da qui il pregiudizio e la persecuzione con cui i poteri dominanti storicamente hanno gestito - con la violenza e l'esclusione - sia la sofferenza psichica, sia tutte le forme di rivendicazione di umana dignita' e di liberazione e indipendenza dei movimenti di lotta che infatti sono stati perseguitati dai poteri dominanti perche' differenti, diversi, autonomi, autogestiti, da sempre in lotta per la liberazione di tutte le oppresse e tutti gli oppressi dalla violenza di tutti gli oppressori.
Chiunque ricorda perfettamente da un lato gli annientamenti etnici e la riduzione in schiavitu', e dall'altro le prime conquiste dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori in lotta, il movimento femminista contro il machismo e il patriarcato.
Sicuramente le lotte di liberazione delle donne sono la svolta dalla quale l'umanita' intera ha saputo trarre beneficio.
Da qui voglio riprendere la narrazione di cio' che sono state e sono le donne viterbesi che ci hanno resi migliori, e con il ricordo di Teresa Blasi voglio racchiudere in questa icona-simbolo anche tutte le altre (Anna Maghi, Antonella Litta, Arianna Marullo, Antonietta Mele, Giselle Dian, Michela Benedetti, Sara Grimaldi, e molte altre).
Apprezzo incommensurabilmente tante altre donne, e in particolarmente quelle dell'Afesopsit e della Fattoria di Alice che in questo momento particolare hanno saputo affrontare l'enorme vuoto lasciato da Vito e dare continuita' con l'elezione della nuova presidente Antonella Ferrante a questa esperienza di solidarieta' diretta nonviolenta.
Il vostro e' l'intrepido lavoro che solo cosi' poteva dare seguito al progetto che Vito Ferrante ha saputo realizzare.
Voglio ricordare il vuoto istituzionale e le condizioni di abuso che hanno spesso subito i sofferenti psichici e i loro familiari, dei quali Vito Ferrante si e' preso carico dando un aiuto concreto ed efficace sormontando innumerevoli ostacoli in tutta la sua vita.
Forse e' stato proprio questa condizione del gap assoluto tra la societa' civile e le istituzioni a farci incontrare.
Ricordo le prime assemblee alla sezione "Biferali" di Pianoscarano e al centro sociale okkupato autogestito Valle Faul.
L'okkupazione del vecchio ospedale psichiatrico, la tenda enorme che ha campeggiato per oltre un mese a piazza del comune, ed altre tantissime iniziative di disobbedienza civile in difesa del diritto alla salute.
Detto cio', auguro all'Afesopsit e alla Fattoria di Alice il bene piu' profondo per un sentiero meno tortuoso ed una vita meno dura ai suoi partecipanti, consapevole che per tutti noi la "pazzia" e' essere diversi.
Il vostro compagno Luciano Bernabei
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Il messaggio di Luisa Ciambella
Gentilissimi ed infaticabili,
leggo con piacere il vostro programma ed invito e vi ringrazio molto; purtroppo, per impegni gia' presi e non prorogabili ed essendo il vostro evento imminente, non mi sara' possibile partecipare.
Spero in una futura occasione, colgo l'occasione per inviarvi i miei più cordiali saluti.
Luisa Ciambella
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Il messaggio di Sigismondo Utissi
Carissima Antonella, avrai bisogno
di tutta la grandezza del tuo cuore
perche' prosegua questo grande sogno
che Vito ha costruito con l'amore
di una intera vita. E gia' sai bene
quanto dolore dovrai sostenere
e contro quanti lupi e quante iene
dovrai lottare e quanti dovrai bere
calici amari. Ma ci riuscirai.
E quando l'animo sara' piu' stanco
a darti ancora forza sentirai
che ogni persona buona e' qui al tuo fianco.
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Allegato secondo: alcuni interventi pubblici dei giorni scorsi della presidente Antonella Ferrante
Antonella Ferrante, nuova presidente dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (Afesopsit), ricorda il padre Vito e racconta se stessa
Ricordando mio padre Vito Ferrante
"Ci sono persone che lasciano un segno indelebile non per il rumore che fanno, ma per l'amore che seminano. Mio padre, Vito Ferrante, era una di queste persone. Trentatre' anni fa, in un'epoca in cui la salute mentale era ancora troppo spesso relegata nell'ombra del silenzio e della vergogna, mio padre ha avuto il coraggio di accendere una luce nel nostro territorio. Spinto dall'amore e dal rifiuto profondo dell'isolamento istituzionale, ha radunato attorno a se' famiglie, volontari e sostenitori per trasformare il dolore in azione collettiva.
La sua visione ha trovato la sua massima espressione nella nascita della Fattoria di Alice, grazie ai coniugi Pesciotti che con estrema bonta' la donarono all'associazione Afesopsit.
Da quel momento, con tanti sacrifici e tante altre donazioni, la fattoria di Alice e' diventata un luogo in cui la terra accoglie, integra e restituisce dignita'.
Mio padre non ha semplicemente fondato un'associazione: ha tracciato una strada, ha insegnato che la sofferenza psichica si cura con la socializzazione, con il rispetto dei diritti e con l'abbraccio incondizionato.
Oggi che stringo tra le mani il testimone della sua presidenza, sento tutto il peso e la bellezza del suo sogno. Lo vedo ancora camminare tra i sentieri della nostra Fattoria di Alice, modellare ogni angolo del suo amato Giardino Primavera, stillare i tufi del casale ,lo ritrovo negli sguardi dei nostri ragazzi che tanto lo adorano e nella forza dei familiari che non si arrendono. Babbo mi ha insegnato che non esiste cura senza dignita', e che la terra ha il potere straordinario di rimettere al mondo le persone.
Oggi la mia promessa a mia sorella, a mio padre e a mamma che li ha raggiunti e' una sola: la nostra Afesopsit non si fermera'.
Continueremo a lottare, a ridere, a pranzare insieme e a proteggere ogni singolo centimetro di questo grande dono che insieme a Carlo e Teresa Pesciotti mio padre ha fatto alla citta' di Viterbo ricordandoci sempre le sue parole: la terra profuma, accoglie, integra e restituisce dignita'".
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La mia biografia
"Su questo non so bene cosa scrivere se non che sono cresciuta nella consapevolezza e naturalezza della malattia mentale.
Sono nata perche' mia sorella Vittoria, che iniziava a non stare bene, desiderava molto una sorellina.
Se sono al mondo e' grazie a lei e ai miei splendidi genitori.
Avrei voluto iscrivermi a veterinaria perche' sin da piccola ho sempre respirato insieme a mio padre l'amore per gli animali, in particolar modo per gli asini e i cavalli; ho ereditato sempre da mio padre la passione per la campagna e la natura. Questo ci legava molto, abbiamo condiviso passioni straordinarie e anche il carattere tosto e combattente. Da mamma invece ho ereditato la capacita' di pianificazione, lo spirito materno e la forte resistenza nelle avversita'.
Ho scelto di dare ascolto alla parte piu' emotiva di me e ho conseguito la laurea in scienze della formazione a Perugia.
La vita lontana da Viterbo non faceva per me, quindi ho lasciato presto Perugia per tornare nella mia amata citta', dai miei amati cari.
Ho svolto il servizio civile annuale in associazione nei primi anni 2000 e ho iniziato subito a lavorare a scuola nel mondo della disabilita'.
Un progetto di vita importante con mio marito e sostenuto dalla mia famiglia mi ha permesso oggi di essere felice scegliendo di svolgere un lavoro che mi aggrada e mi dona serenita'.
Ho unito la mia formazione alla mia piu' grande passione, e questo mi spinge ogni giorno con gratitudine ad essere fiera della scelta fatta anni fa".
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La storia e gli obiettivi dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (Afesopsit) illustrati dalla nuova presidente Antonella Ferrante
La storia dell'Afesopsit
L'associazione Afesopsit (Associazione Familiari e Sostenitori Sofferenti Psichici della Tuscia) nasce nel 1993 a Viterbo per iniziativa del fondatore Vito Ferrante e di un gruppo di genitori uniti dal bisogno di rompere l'isolamento istituzionale e sociale che circonda il disagio mentale. Nata per tutelare i diritti umani e civili delle persone con sofferenza psichica, l'associazione si e' posta sin da subito come un nucleo di accoglienza e un interlocutore chiave per la psichiatria territoriale.
Una svolta fondamentale nella storia dell'associazione avviene grazie alla generosita' dei coniugi Carlo Pesciotti e Teresa Blasi, i quali, condividendo la missione di Vito Ferrante, decidono di donare all'Afesopsit un terreno di cinque ettari con un casale alle porte di Viterbo. Quel luogo straordinario e' diventato la Fattoria di Alice, la storica sede operativa dell'associazione: un laboratorio a cielo aperto in cui l'agricoltura sociale e la condivisione comunitaria offrono risposte concrete a tanti ragazzi con disagio psichico e alle loro famiglie.
Oggi l'associazione, guidata dalla presidente Antonella Ferrante nel segno della continuita' e della memoria del padre, prosegue le sue storiche battaglie per una salute mentale basata sulla dignita' della persona.
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Le finalita'
L'Afesopsit persegue, come scopo statutario preminente, il miglioramento della qualita' della vita delle persone con sofferenza psichica e il supporto attivo ai loro nuclei familiari. Le sue finalita' istituzionali si articolano nei seguenti punti:
- Tutela dei diritti: promuovere azioni di tutela affinche' ai sofferenti psichici siano garantite cure appropriate, continuita' assistenziale nei servizi territoriali e pari opportunità sociali.
- Abbattimento dello stigma: combattere i pregiudizi e l'emarginazione sociale legati alla salute mentale attraverso l'uguaglianza, l'accoglienza incondizionata e l'integrazione.
- Sostegno alla genitorialita' e alla famiglia: offrire supporti pratici e reti di solidarieta' per alleggerire il carico emotivo ed assistenziale dei familiari.
- Inclusione attraverso la Terra: i grandi spazi della Fattoria di Alice permettono a chiunque di avvicinarsi al mondo agricolo offrendogli un ventaglio di possibilita'. Ognuno puo' trovare la propria dimensione e le proprie specificita'.
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Il programma di lavoro
L'Afesopsit desidera dare il proprio supporto attraverso attivita' continuative e progetti speciali volti a tradurre i diritti in quotidiana cittadinanza attiva:
- I pranzi solidali del sabato e nei giorni festivi: organizzazione settimanale dei tradizionali incontri e pranzi sociali presso la Fattoria di Alice. Un appuntamento cardine aperto a tutti, basato sulla gratuita' e sullo scambio umano, per favorire la socializzazione e contrastare l'isolamento proprio nei momenti in cui i servizi sono piu' carenti e la solitudine si fa piu' forte.
- Progetto "Giardino Primavera": gestione e sviluppo di un'area della fattoria destinata all'apprendimento emozionale e alla cooperazione ludica dei minori, curata direttamente dai ragazzi dell'associazione nell'ottica di uno scambio intergenerazionale inclusivo.
- Agricoltura sociale e laboratori alla Fattoria: sviluppo di percorsi riabilitativo-formativi integrati in sinergia con partner del terzo settore (come la Cooperativa Sociale Alicenova), puntando su progetti di inserimento e sul contatto terapeutico con la terra e gli animali.
- Iniziative culturali e di memoria: organizzazione di incontri di lettura, ascolto musicale e tavoli di dibattito civile condotti negli spazi aperti della sede per unire l'inclusione alla crescita culturale.
- Gruppi di ascolto e auto-mutuo-aiuto: attivazione di spazi stabili di condivisione e orientamento legale/psicologico rivolti alle famiglie e ai caregiver della Tuscia affinche' non affrontino da soli l'esordio o la gestione delle patologie dei propri cari.
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Una riflessione della nuova presidente Antonella Ferrante dopo l'assemblea dei soci dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (Afesopsit)
Carissimi soci, familiari, volontari e amici di Afesopsit,
sento il bisogno di scrivervi per condividere alcune riflessioni all'indomani della nostra assemblea del 10 ottobre. Questa data per noi ha sempre un valore simbolico immenso, coincidendo con la Giornata Mondiale della Salute Mentale, e quest'anno ha rappresentato un momento di snodo cruciale per il nostro cammino comune.
Guardando i molti volti amici presenti nella nostra casetta di legno, luogo testimone di tanti momenti preziosi, l'emozione sale quando tra le righe scritte di getto ricordo mio padre Vito Ferrante insieme a mia madre e mia sorella scomparsi prematuramente solo pochissimi mesi fa.
La mia famiglia mi ha lasciata, ma mi ha anche consegnato un'eredita' d'amore, di lotta e di dignita' che non posso e non voglio abbandonare. In ognuno dei vostri volti, nelle vostre fatiche di familiari e nella purezza dei nostri ragazzi, io vedo il loro ricordo che continua a vivere. Afesopsit non è solo un'associazione; per me, oggi piu' che mai, e' la mia famiglia allargata.
Afesopsit non e' solo una sigla: e' una comunita' di persone genuine, che si confrontano e che nonostante tutto continuano a progettare il futuro.
L'assemblea ha confermato che le sfide che abbiamo davanti sono complesse. La tutela dei diritti, la lotta quotidiana contro lo stigma e la necessita' di supportare le famiglie nel carico assistenziale, richiedono energie costanti e un dialogo sempre piu' serrato con le istituzioni. Tuttavia, la nostra risposta a queste sfide ha un nome e un luogo ben precisi: la Fattoria di Alice.
Qui tutto e' nato e tutto continuera' a sbocciare senza mai dimenticare chi generosamente l'ha donata alla nostra associazione: i coniugi Carlo Pesciotti e Teresa Blasi.
Come non dimenticheremo mai gli sforzi di mio padre per rendere questa piccola oasi di benessere una risorsa preziosa per l'intera comunita'.
Ci tengo a ricordare che lo stesso Giardino Primavera porta il nome di una nostra carissima associata scomparsa alcuni anni fa.
Quel giardino fortemente desiderato e costruito mattone dopo mattone da mio padre rappresenta un modello di pace e impegno civile nei confronti dei piu' fragili.
Anche i nostri tradizionali Pranzi Solidali del Sabato non sono semplici attivita', ma pilastri di un modello di accoglienza da prendere come esempio.
Usciamo da questa assemblea piu' uniti e con un programma di lavoro chiaro. Il mio impegno, come Presidente e come cittadina al vostro fianco, sara' quello di dare voce a quanto emerso il 10 ottobre, portando le nostre istanze all'attenzione della stampa, delle istituzioni sanitarie e della comunita' intera.
Grazie a ciascuno di voi per aver partecipato, per aver condiviso le vostre fatiche e, soprattutto, per continuare a credere che un approccio umano e inclusivo alla salute mentale sia non solo possibile, ma necessario.
La terra della Fattoria ci aspetta, e insieme continueremo a coltivarla.
Un caro abbraccio,
Antonella Ferrante, presidente Afesopsit
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