Re: Un giornale vergognoso: Il Manifesto - Boicottalo - finiamola qui



questo e' un intervento censorio:
Loredana e' pregata la prossima volta di comunicare ad personam le sue accuse senza coinvolgere la lista; chiaramente quello che e' contenuto nel messaggio non coinvolge minimamente peacelink e Loredana se ne assume la completa responsabilita'; invito l'owner a verificare l'eventuale violazione della policy e di intervenire se si dovessero verificare altri episodi simili invito a non rispondere ulteriormente al subject e superare la questione almeno sulla lista
nello
----- Original Message ----- From: <gianonis at tin.it>
To: <pace at peacelink.it>
Sent: Tuesday, March 22, 2005 7:44 PM
Subject: Re: Un giornale vergognoso: Il Manifesto - Boicottalo


Scusate, ma è appena terminato quel strano forum interno a peacelink, tra
un Joe falchetto e una partenia, di cui io almeno non sento la mancanza.
Stiamo per caso ricominciando a straparlare ? Ho partecipato nel 2004 alla
immensa Carovana che è terminata al Circo Massimo, l'emozione di parlare
-io non giornalista- dal palco di fronte ad una festosa, sterminata adunata di alternativi, antagonisti globalisti di un mondo possibile, non può diventare merce di scambio di insulti vari, tra personaggi che oltretutto non conosco, se non per e-mail, ma non è rilevante, cio che lo è veramente, è che almeno
per quello che sò, è che i forum di peacelink SONO TROPPO IMPORTANTI per
essere oggetto di scambi di contumelie di una gravità assoluta, o forse
qualcuno/a sta scherzando comicamente, dato che ho vissuto i tristi anni
della rivoluzione mancata, prima di dare della spia, infiltrata, o peggio
si dovrebbe riflettere alquanto. In Sardegna abbiamo anche noi i nostri
problemi, ma li affrontiamo a viso aperto.
-- Messaggio originale --
From: "Loredana Morandi" <loredana.morandi at tiscali.it>
To: <pace at peacelink.it>
Subject: Re: Un giornale vergognoso: Il Manifesto - Boicottalo
Date: Tue, 22 Mar 2005 15:18:14 +0100
Reply-To: pace at peacelink.it


Risposta a Pirelli.

Come sempre per dialogare sono costretta a correggerti gli errori di
ortografia. L'ho fatto esattamente per due anni consecutivi.

Siamo onesti:

1) Gennaro si scrive con due enne.

2) Tu NON sei un operatore del mondo dell'informazione e NON sei un
giornalista, ma uno scaltro personaggio affiancatomi per volontà di un
Economista, di stampo neocapitalista in area Bush, membro della Rete
Lilliput.

Infatti sulla tua lista stampa ci sono solo i miei colleghi, che hanno
risposto nel corso degli anni ai miei inviti per il movimento romano.

Inviti formulati da una giornalista televisiva appena scampata ad un
attentato di mafia, nel quale poteva perdere la vita.

Alla Casa della Pace di Roma avete rubato.

Inoltre sedete al tavolo di cooperazione con il Comune di Roma con una
ex
terrorista, di cui ritengo allo stato immutati i rapporti commerciali per
l'acquisto di Armi dalla Mafia.

La presunzione è addirittura sfrenata.
Vergogna sì, a chi condivide e tace.

Distinti Saluti.

Loredana Morandi



----- Original Message ----- From: "Luigi Pirelli" <l.pirelli at acsys.it>
To: <pace at peacelink.it>
Sent: Tuesday, March 22, 2005 10:20 AM
Subject: Re: Un giornale vergognoso: Il Manifesto - Boicottalo


Mi trovo ad essere in parte concorde con Genaro.

In parte, perche' in parte d'accordo con alcune delle critiche a lui
mosse.

qual'e' la parte su cui sono d'accordo?

1) Il manifesto e' di parte ed e fa la parte della sinistra edlla sinistra

su cosa non sono d'accordo?

1) Il manifesto tout-court e' di parte

sembra contradditorio? forse no se sapeste tutte le censure che operano
ALCUNI
giornalisti che si occupano di movimento. Perche' di censure si tratta!
basta
essere un tantino, e neanche tanto, addentro ai fatti organizzativi,
e
ti
accorgi come l'impostazione di alcuni giornalisti e' palesemente
orientata.

dall'altro verso, e soprattutto su alcuni argomenti, il manifesto riesce
ancora
a dare ottime rappresentazioni.

Insomma il Manifesto non e' tutto da buttare... butterei alcune firme
palesemente incapaci (e non entro nel merito della narrazione
giornalistica, su
cui potremo dire di peggio).

Ma questa e' evidentemetne la linea editoriale

devo confessare che faccio una fatica immane a comprarlo ancora... e
con
me
molte persone estremamente attive nel movimento ma non invischiate con
le
sue
"gerarchie".

Insomma, il boicottaggio, forse non e' la strategia migliore in un ambito
un
tantino ancora recettivo come il Manifesto... anche se decisamente forse
al suo
minimo storico.

ciao Luis

P.S. ritengo utilissimo questa discussione... perche' i disagi di un
cattivo
giornalismo, devono essere espressi sempre e comunque con onesta'...

Gennaro Scala wrote:
> Sembra che per il Manifesto ieri a Roma sia accaduto nulla o > quasi. > Nemmeno un trafiletto in prima pagina sulla manifestazione per la > pace.
>
> Perché continuare a comprare questo giornale, tra l'altro dal punto
di
vista
> puramente giornalistico anche mal fatto!
> Ieri a Roma è stata una giornata importante: il movimento per la pace
ha
> dimostrato di essere ancora vivo, ma questo per il Manifesto pare un
dato
> irrilevante, in quanto il giornalaccio non solo vi dedica un unico
articolo
> ma pure con taglio basso e in terza pagina, dopo i resoconti delle
> manifestazioni tenutesi nelle altre città europee. Inoltre, anche il
> contenuto dell'articolo lascia molto a desiderare.
>
> Non comprare più il Manifesto farai un bene a te stesso e alla > sinistra.
>
>
>
> Perché il manifesto non ha dato nessun rilievo alla manifestazione?
La
> spiegazione sta un passaggio dell'unico articolo dedicato alla
> manifestazione:
>
> "Non è la manifestazione dell'intero arcipelago no-war: c'è chi ha
preferito
> puntare su Bruxelles e chi ha optato per iniziative locali, la Cgil
non
ha
> aderito come pure i Ds, mancano le organizzazioni cattoliche e quelle
più
> "moderate", anche se per fortuna il popolo della pace che sfila non
appare
> sempre come l'espressione delle organizzazioni che hanno aderito e
quelle
> che invece hanno detto no".
>
> Insomma, il manifesto è la facciata di sinistra del centrosinistra.

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