[pace] Alta tensione in Norvegia: nave russa sequestrata in un “porto russo” delle isole Svalbard



Il 2 settembre 2026 le autorità norvegesi hanno sequestrato la nave russa Professor Molchanov nel porto di Barentsburg, alle isole Svalbard. Per comprendere la notizia bisogna sciogliere un’apparente contraddizione: Barentsburg è un insediamento russo, quasi un “pezzo di Russia” nell’Artico, ma si trova in territorio sottoposto alla sovranità della Norvegia.
(https://maritime-executive.com/index.php/article/norway-seizes-russian-research-vessel-as-ukraine-pursues-crimea-claims)

L’arcipelago delle Svalbard è norvegese in base al Trattato del 1920. Lo stesso trattato riconosce però ai cittadini e alle imprese dei Paesi firmatari, tra i quali la Russia, diritti paritari di accesso, soggiorno e attività economica e scientifica. È questa cornice speciale che rende possibile la presenza russa nell’arcipelago.
(https://www.eurasiareview.com/09072024-svalbard-another-flashpoint-of-arctic-tensions-analysis/)

Barentsburg, sulla costa occidentale dell’isola di Spitsbergen, è gestita dal 1932 dalla compagnia statale russa Trust Arktikugol. In passato il suo fulcro era l’estrazione del carbone; oggi è anche una base di ricerca, turismo e logistica. Vi si parla russo, vi sono istituzioni e simboli russi, vi arrivano personale e rifornimenti dalla Russia continentale. Ma non si tratta di un’exclave russa: le leggi applicabili, la polizia, il controllo delle frontiere e la giurisdizione restano norvegesi. (https://en.portnews.ru/news/396448/)

La Professor Molchanov, proprietà statale russa, è una nave da ricerca utilizzata anche per il trasporto di persone e materiali. Dal giugno 2025 garantiva un collegamento regolare tra Murmansk e Barentsburg: non era dunque una presenza eccezionale o clandestina, bensì una nave che approdava normalmente nel porto dell’insediamento russo. (https://www.bignewsnetwork.com/news/279282785/norway-seizes-russian-arctic-science-vessel-at-kiev-request)

Perché allora è stata fermata proprio ora?

Il sequestro è stato disposto il 31 agosto dal Tribunale distrettuale norvegese di Nord-Troms e Senja, su richiesta della compagnia energetica pubblica ucraina Naftogaz.
(https://en.portnews.ru/news/396448/)

La radice della vicenda è in Crimea.

Dopo l’annessione russa del 2014 - avvenuta a seguito dei fatti di piazza Maidan - Naftogaz ha denunciato l’espropriazione di impianti e risorse energetiche ucraine presenti nella penisola. Nel 2023 un tribunale arbitrale dell’Aia ha condannato la Federazione russa a versare circa 4,22 miliardi di dollari, oltre a interessi e costi. Poiché Mosca non ha riconosciuto né pagato il lodo, Naftogaz sta cercando beni russi in diversi Paesi sui quali chiedere misure cautelari o procedure esecutive. (https://en.portnews.ru/news/396448/)

La nave è stata quindi bloccata come possibile bene dello Stato russo, non perché la Norvegia abbia negato a Mosca il diritto di operare a Barentsburg. La stessa Professor Molchanov aveva già effettuato viaggi precedenti sulla rotta Murmansk–Barentsburg; altre navi russe hanno approdato e continuano, in linea di principio, a poter approdare nel porto. (https://murmansk.aif.ru/politic/-ne-budite-russkogo-medvedya-norvegiya-zaderzhala-sudno-professor-molchanov)

Mosca ha reagito duramente, convocando l’ambasciatrice norvegese e descrivendo il sequestro come “pirateria” e come tentativo di restringere la presenza russa alle Svalbard.
(https://thedeepdive.ca/norway-seizes-russian-vessel-in-svalbard-over-naftogazs-4-22-billion-claim/)

Barentsburg diventa così il simbolo di una nuova contrapposizione ed è concreto il rischio più ampio di una pericolosa escalation internazionale. (https://en.portnews.ru/news/396448/)