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[pace] Chiediamo la liberazione immediata del quacchero e pacifista ucraino Serhii Vedmediev
- Subject: [pace] Chiediamo la liberazione immediata del quacchero e pacifista ucraino Serhii Vedmediev
- From: Associazione PeaceLink <info at peacelink.it>
- Date: Wed, 30 Sep 2026 12:53:38 +0000
La voce dei pacifisti non deve essere messa a tacere con le manette: chiediamo la liberazione immediata del quacchero e pacifista ucraino Serhii Vedmediev
30 settembre 2026 — Mentre la società ucraina continua a dibattersi tra le ferite e le divisioni provocate dalla guerra, coloro che mantengono una fede nonviolenta affrontano pressioni sempre maggiori. Secondo quanto diffuso dal pacifista ucraino Yurii Sheliazhenko, il 29 settembre, intorno alle ore 17:50, Serhii Serhiiovych Vedmediev, membro della comunità religiosa dei quaccheri (Chiesa pacifista dei cristiani evangelici) e membro del Consiglio Direttivo del Movimento Ucraino dei Pacifisti, è stato arbitrariamente detenuto e posto forzatamente in isolamento comunicativo dal Centro Territoriale di Reclutamento e Sostegno Sociale (TCC e SP) del distretto di Sviatoshyn a Kiev.
Il TCC (acronimo di Territorialnyy Tsentr Komplektuvannya, in italiano Centro Territoriale di Reclutamento e Sostegno Sociale) è l'ente amministrativo militare dell'Ucraina responsabile della gestione delle liste di leva, dei registri militari e delle operazioni di mobilitazione della popolazione.
I fatti e il silenzio delle autoritàSecondo le informazioni fornite da Sheliazhenko, Vedmediev è detenuto presso il TCC e SP del distretto di Sviatoshyn a Kyiv. Preoccupa il fatto che l'ente mantenga il silenzio sui propri canali di contatto ufficiali: il numero di telefono pubblico (044) 424-10-24 riproduce una segreteria telefonica che risponde: "Il numero da voi composto non esiste". Ciò rende impossibile per l'esterno — familiari, avvocati, organizzazioni per i diritti umani — verificare la situazione di Vedmediev, il suo stato di salute o la base giuridica della sua detenzione.
Il TCC e SP del distretto di Sviatoshyn si trova in via Pavlo Glazovoy 1, nella zona di Aviyamistechko a Kiev, nelle immediate vicinanze della stazione di polizia locale. Questa prossimità geografica è particolarmente preoccupante nel contesto attuale, in cui gli uffici di reclutamento ucraini sono stati più volte al centro di controversie per i metodi di mobilitazione forzata.
Le violenze subite durante il trattenimentoLe legittime richieste di Serhii Vedmediev relative al rispetto del suo diritto alla libertà e all'inviolabilità personale, al diritto di essere informato sulle motivazioni del trattenimento e di contestarlo, nonché al diritto all'assistenza legale, sono state ignorate.
In risposta alle legittime richieste di essere rilasciato dai locali del TCC, Vedmediev è stato picchiato, colpito al viso e alla nuca, abbattuto a terra e minacciato con un taser.
Si tratta di atti che configurano una violenza illegittima e sproporzionata nei confronti di una persona detenuta, in aperta violazione degli obblighi nazionali e internazionali dell'Ucraina in materia di diritti umani, tra cui la Convenzione europea dei diritti dell'uomo e la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura.
Chi è Vedmediev: un pacifista proveniente dal territorio occupatoSerhii Vedmediev non è un semplice obiettivo di reclutamento. È un noto pacifista quacchero e membro attivo del Movimento Ucraino dei Pacifisti. I quaccheri (noti anche come Società degli Amici), fondati nel XVII secolo, hanno sempre avuto tra i loro principi fondamentali l'opposizione alla guerra e l'obiezione di coscienza al servizio militare.
L'esperienza personale di Vedmediev rende la sua posizione pacifista particolarmente gravosa. Dopo lo scoppio del conflitto nel Donbass nel 2014, ha vissuto per circa due anni a Donetsk sotto l'occupazione delle forze separatiste sostenute dalla Russia, rimanendovi bloccato suo malgrado. Alla fine è stato costretto a trasferirsi a Kiev come sfollato interno. Proprio questa esperienza diretta delle conseguenze dell'occupazione e della guerra lo ha reso ancora più convinto che riconoscere il diritto all'obiezione di coscienza non indebolisca l'Ucraina, ma anzi ponga il Paese, sul piano dei diritti umani, in netto contrasto con la Russia.
In un'intervista a The Progressive del febbraio 2026, Vedmediev aveva dichiarato: "Se l'Ucraina dichiarasse sulla scena internazionale: 'Sappiamo che alcuni si oppongono al combattimento, stabiliamo per loro un sistema di servizio alternativo', questo ci porrebbe in contrapposizione alla Russia. Dobbiamo contrastare la Russia nel modo in cui trattiamo il nostro popolo, sul piano dei diritti umani".
Un modello che si sta ampliandoLa vicenda di Vedmediev non è un caso isolato. Quest'anno i metodi coercitivi degli uffici di reclutamento ucraini nei confronti dei pacifisti e degli obiettori di coscienza hanno attirato l'attenzione internazionale.
Il 19 marzo 2026, il segretario esecutivo del Movimento Ucraino dei Pacifisti, Yurii Sheliazhenko, è stato detenuto con la forza per strada a Kiev. Secondo il suo stesso racconto e le testimonianze di organizzazioni internazionali, durante la detenzione è stato picchiato, sottoposto più volte a spray al peperoncino, trascinato per i capelli e per i piedi sul terreno e privato di assistenza medica e beni di prima necessità. Sheliazhenko è stato rilasciato dopo due giorni, ma la sua esperienza — inclusi i maltrattamenti e le umiliazioni inflittegli da un ufficiale di preparazione alla mobilitazione di nome Oleksandr Ivanovich — è diventata un caso emblematico del trattamento riservato ai pacifisti dal sistema di reclutamento ucraino.
Dietro questi episodi c'è una realtà più sistemica: secondo il rapporto delle organizzazioni pacifiste e dello studioso Dmytro Vovk, dall'inizio della guerra su larga scala nel 2022 il servizio civile alternativo in Ucraina è stato completamente abolito nel quadro della legislazione di guerra. Solo per la confessione dei Testimoni di Geova, circa 661 fedeli rischiano accuse penali per essersi rifiutati di mobilitarsi, con condanne tipiche di tre anni di reclusione e, in alcuni casi, fino a cinque anni.
L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e diverse organizzazioni internazionali hanno ripetutamente sottolineato che, ai sensi del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il diritto all'obiezione di coscienza non può essere sospeso nemmeno in tempo di guerra. Anche l'articolo 35 della Costituzione ucraina riconosce esplicitamente il diritto di rifiutare il servizio militare per motivi religiosi, ma nella pratica tale diritto è stato svuotato.
La posizione di PeaceLinkSiamo al fianco di Yurii Sheliazhenko, dell'Ukrainian Pacifist Movement, dell'Ufficio Europeo per l'Obiezione di Coscienza (EBCO) e di tutte le organizzazioni che chiedono la liberazione di Vedmediev.
La detenzione di Vedmediev è una violazione dei diritti umani fondamentali e della libertà religiosa. Detenere arbitrariamente pacifisti, tagliare i loro contatti con l'esterno, negare assistenza legale e medica, e ricorrere alla violenza fisica e alle minacce con un taser — tutto questo non rende l'Ucraina più forte, ma la rende più fragile di fronte ai propri impegni internazionali in materia di diritti umani.
Chiediamo:- la liberazione immediata di Serhii Vedmediev, con il ripristino della sua libertà personale; - la pubblicazione delle basi giuridiche della sua detenzione, con una revisione della legalità della stessa da parte di un organo indipendente; - un'indagine indipendente sulle violenze subite — i colpi al viso e alla nuca, l'abbattimento a terra e le minacce con un taser — e la punizione dei responsabili; - la cessazione della repressione sistematica nei confronti dei pacifisti e degli obiettori di coscienza, con il ripristino di garanzie sostanziali per il diritto all'obiezione di coscienza; - che l'Unione Europea e la comunità internazionale non continuino a restare in silenzio di fronte alla persecuzione dei pacifisti in Ucraina.
Ha detto Sheliazhenko dopo la propria detenzione: "Nel mio lavoro sui diritti umani, vivere personalmente queste cose è un ulteriore motivo per impegnarmi ancora di più nella protezione dei diritti umani degli ucraini." E in questo momento, il suo compagno Vedmediev è in un ufficio di reclutamento a Kiev.
Libertà per Serhii Vedmediev! Associazione PeaceLink