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[pace] Germania, cresce la mobilitazione contro il riarmo
- Subject: [pace] Germania, cresce la mobilitazione contro il riarmo
- From: Associazione PeaceLink <info at peacelink.it>
- Date: Sat, 03 Oct 2026 19:51:01 +0000
A Berlino sono state organizzate due manifestazioni consecutive nel fine settimana del 2-3 ottobre 2026.
Panoramica delle due manifestazioni Venerdì 2 ottobre: manifestazione con concerto di "Unzwingbar"Questa manifestazione si è tenuta davanti alla Porta di Brandeburgo ed è stata organizzata principalmente dal gruppo "Unzwingbar – kei Bock auf Krieg und Wehrpflicht" (Non vogliamo la guerra né il servizio militare). I dati sulla partecipazione sono molto divergenti: la stima della polizia era di circa 2.000-3.000 persone, mentre gli organizzatori hanno dichiarato che il numero di partecipanti ha raggiunto le 20.000 persone.
Sabato 3 ottobre: marcia dell'alleanza "Nein zu Hochrüstung, Wehrpflicht und Krieg!" Questa manifestazione è stata organizzata congiuntamente da oltre 300 organizzazioni e iniziative, con lo slogan "No al riarmo, alla coscrizione e alla guerra! – Per la pace, i diritti democratici e la sicurezza sociale", ed è stata una delle manifestazioni simultanee a livello nazionale in diverse città tedesche. La marcia è partita dalla Porta di Brandeburgo ed è passata attraverso il centro di Berlino (Mitte), per poi tornare alla Porta di Brandeburgo per il comizio finale. La polizia ha fornito stime diverse in momenti diversi, oscillando tra 3.600 e 5.800 persone, mentre gli organizzatori hanno dichiarato oltre 20.000 persone.
Le due manifestazioni di Berlino del 2–3 ottobre 2026 ruotavano attorno a tre punti principali. Primo: opposizione alla coscrizione e alla possibile reintroduzione del servizio militare obbligatorio, nel contesto della legge entrata in vigore a gennaio 2026 che impone la registrazione dei giovani nati dal 2008. Secondo: opposizione al riarmo, con la richiesta di dirottare i fondi militari verso istruzione, sanità e sicurezza sociale. Terzo: appello al dialogo con la Russia e sospensione delle forniture di armi all'Ucraina.
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