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[taranto] Nuovo decreto legge per lo stabilimento ILVA: altiforni in “riscaldo” e altri 40 milioni di euro
- Subject: [taranto] Nuovo decreto legge per lo stabilimento ILVA: altiforni in “riscaldo” e altri 40 milioni di euro
- From: Associazione PeaceLink <info at peacelink.it>
- Date: Wed, 14 Oct 2026 15:01:58 +0000
Per comprendere il nuovo decreto-legge ex Ilva https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2168932/ex-ilva-via-libera-al-decreto-impianti-in-riscaldo-fino-alla-cassazione-ma-non-oltre-il-15-dicembre.htmlè necessario fare un passo indietro e ricostruire la catena di eventi che ha portato il governo a varare una misura d'urgenza.
Ecco la cronistoria e i dettagli del provvedimento dall'inizio. 1. L'origine della crisi: il blocco dei giudici di MilanoNelle settimane scorse, la Corte d'Appello di Milano ha confermato un provvedimento restrittivo (un'inibitoria legata a ragioni di tutela ambientale e sanitaria) che imponeva lo stop alle attività produttive e il fermo degli impianti dell'area fusoria di Taranto. Per conformarsi alla decisione dei giudici senza distruggere i macchinari, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia hanno dovuto avviare le procedure per lo spegnimento degli altiforni. Lo spegnimento totale di un impianto siderurgico è però un'operazione quasi irreversibile: il raffreddamento dei materiali all'interno dei forni provoca danni strutturali gravissimi e rende immensamente costosa (se non impossibile) una futura ripartenza.
2. Il Consiglio dei Ministri del 13 ottobre 2026Per evitare il collasso definitivo del sito in attesa del giudizio definitivo, il Consiglio dei Ministri si è riunito ieri, 13 ottobre 2026, approvando lo schema di un decreto-legge intitolato: “Misure urgenti a sostegno dei lavoratori dell'ex Ilva e dell'indotto e per il rilancio industriale del territorio”. Il cuore del decreto è l'articolo 4, che introduce la misura del “riscaldo”. • Che cos'è il riscaldo? Gli impianti non producono acciaio, ma vengono tenuti a una temperatura minima costante ("al caldo") tramite l'uso di gas. • Lo scopo? Preservare l'integrità tecnica delle infrastrutture in vista di una futura vendita a terzi ed evitare emissioni incontrollate dovute allo spegnimento improvviso. • Il limite temporale? Questa misura ponte durerà fino alla pubblicazione delle motivazioni della Corte di Cassazione (il cui pronunciamento sul ricorso è atteso a breve) e, in ogni caso, non oltre il 15 dicembre 2026. Il ministro del Lavoro ha specificato che questa operazione non è una ripresa della produzione.
3. Sostegno economico e ammortizzatori socialiPoiché gli impianti sarebbero fermi, il decreto affronta anche la conseguente emergenza occupazionale che ha causato proteste e scioperi in tutta Italia. • Cassa Integrazione. Vengono stanziati fondi per coprire gli ammortizzatori sociali straordinari a tutela di circa 9.200 lavoratori dell'ex Ilva e delle ditte dell'indotto. La copertura ha valenza dal 1° ottobre 2026 fino al 30 giugno 2027. • Reindustrializzazione. Vengono sbloccati 40,5 milioni di euro (l'ultima tranche del prestito statale) e introdotti sgravi contributivi per le aziende che decideranno di investire nell'area di Taranto riassorbendo il personale.
4. Lo stato attuale: il decreto non è ancora in vigoreÈ fondamentale specificare che il testo approvato il 13 ottobre è uno "schema di decreto". Significa che le misure sono state decise politicamente dal governo, ma l'iter non è concluso. Per diventare legge dello Stato a tutti gli effetti mancano due passaggi chiave che avverranno nei prossimi giorni:
1. La firma del Presidente della Repubblica per l'emanazione.2. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, che segna l'effettiva entrata in vigore delle norme. Da quel momento, il Parlamento avrà 60 giorni di tempo per convertirlo definitivamente in legge ordinaria.
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