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[taranto] Quale è stata la reazione del PD alla sentenza della Cassazione sull’ILVA?
- Subject: [taranto] Quale è stata la reazione del PD alla sentenza della Cassazione sull’ILVA?
- From: Associazione PeaceLink <info at peacelink.it>
- Date: Thu, 05 Nov 2026 18:34:26 +0000
La reazione del Partito Democratico (PD) alla sentenza della Corte di Cassazione, che ha confermato lo stop definitivo all'area a caldo dell'Ilva di Taranto, è stata la richiesta di un rilancio produttivo con l’intervento dello Stato.
Il Partito Democratico ha chiesto un piano nazionale con lo Stato come protagonista, affermando per bocca di esponenti come Antonio Misiani e Andrea Orlando che la decisione della magistratura chiude definitivamente un'epoca e impone un intervento pubblico strutturato. I parlamentari pugliesi del partito, Claudio Stefanazzi, Marco Lacarra e Francesca Viggiano, hanno duramente contestato il Governo per aver azzerato o tagliato oltre 720 milioni di euro inseriti nella legge di bilancio e inizialmente destinati alla decarbonizzazione.
Il PD non si sofferma sul problema delle passività aziendali (8,48 miliardi) emerse dalla relazione semestrale dei commissari. Di questi 8,48 miliardi, ben 5,49 miliardi sono debiti concorsuali, ossia passività ereditate in oltre dieci anni di crisi e amministrazioni straordinarie, in parte accumulatesi durante i governi a guida o con la partecipazione dello stesso centro-sinistra.
Che le passività complessive dell'ex Ilva abbiano infatti raggiunto nel 2026 la cifra record di 8,48 miliardi di euro (erano 4,7 miliardi nel 2022) non è argomento che veda impegnata la politica di chi ha, da entrambi i versanti, gestito la crisi.
Il cuore di questa voragine finanziaria è rappresentato proprio dai 5,49 miliardi di euro di debiti concorsuali, legati direttamente alle complesse procedure di amministrazione straordinaria del gruppo. A questi si aggiunge il peso drammatico dei debiti verso i fornitori, pari a circa 1,75 miliardi di euro, una massa di crediti commerciali bloccati che sta mettendo in ginocchio l'intero indotto delle imprese locali. Le esposizioni strettamente bancarie e finanziarie pesano invece per 1,14 miliardi di euro.
L'asfissia dei conti è aggravata da un flusso costante di perdite: solo nella prima metà dell'anno il "rosso" di bilancio ha toccato i 551,5 milioni di euro, il che significa che l'azienda bruciava circa 80 milioni di euro ogni mese. A fronte di questo scenario, la cassa reale è ridotta ai minimi termini, con una liquidità disponibile di appena 176,9 milioni di euro.
Il PD evidenzia come, senza intervento statale, si vada verso un definitivo e catastrofico collasso ma a ben guardare il collasso è in atto già da molto tempo e vede la compartecipazione di tutti gli attori degli opposti schieramenti che hanno gestito la crisi ILVA.
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