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[ucraina] Fuga da Oleshky: chi si rifugia in Russia è il doppio di chi scappa in Ucraina
- Subject: [ucraina] Fuga da Oleshky: chi si rifugia in Russia è il doppio di chi scappa in Ucraina
- From: Associazione PeaceLink <info at peacelink.it>
- Date: Mon, 02 Nov 2026 17:21:41 +0000
L'assedio e la crisi umanitaria a Oleshky — cittadina della regione ucraina di Kherson controllata dalle forze russe — hanno visto un ruolo centrale di Papa Leone XIV nella mediazione e negli appelli per la popolazione intrappolata.
Ma dove si è rifugiata la popolazione che ha lasciato Oleshky?Durante la tregua umanitaria coordinata a fine ottobre 2026 per rompere il blocco della cittadina di Oleshky, i dati forniti sul campo dai commissari per i diritti umani e monitorati dalle agenzie internazionali hanno evidenziato la spaccatura reale delle scelte dei residenti. Le analisi demografiche e i resoconti sul campo documentano che la popolazione rimasta a Oleshky non era affatto omogenea e che una parte significativa dei residenti è andata verso i territori controllati dalla Russia.
Evacuati verso l’UcrainaLe autorità ucraine hanno registrato 527 residenti di Oleshky che hanno scelto di salire sui pullman diretti verso i territori controllati da Kiev.
Evacuati verso la RussiaParallelamente, le autorità locali e i sistemi di monitoraggio hanno rilevato che circa il doppio dei civili rimasti ha utilizzato i corridoi logistici russi per dirigersi verso la Crimea o le regioni interne della Federazione Russa.
Ma perché la cittadina di Oleshky era assediata? E chi la controllava? Era controllata dai russi. E perché i rifornimenti non arrivavano?Perché le truppe ucraine non avevano alcun interesse a far giungere rifornimenti a una cittadina controllata dai russi.
Dal punto di vista della pura logica militare, l'apertura di corridoi di terra o l'allentamento del blocco attorno a una piazzaforte occupata dai russi presentava alti rischi per le forze di Kiev che assediavano Oleshky. Come da più parti evidenziato, il timore principale delle forze armate ucraine era che qualsiasi flusso logistico terrestre potesse essere utilizzato dall'esercito russo per camuffare il trasporto di munizioni, carburante o rinforzi diretti al fronte del Dnipro. In quest'ottica, l'isolamento della zona faceva parte di una strategia di logoramento delle posizioni russe, anche a costo di gravissime ripercussioni sulla popolazione civile rimasta.
Nel linguaggio tecnico-militare definire la situazione di Oleshky come un "assedio ucraino" descrive correttamente la realtà tattica.
La città è rimasta intrappolata tra la strategia ucraina di isolamento logistico del nemico e la strategia russa di fortificazione e difesa della posizione occupata, con la popolazione civile rimasta a subire le conseguenze umanitarie di entrambe le necessità militari.
L'attribuzione della responsabilità dello "strangolamento" della città alle forze russe fa parte della strategia di comunicazione e di guerra psicologica del governo di Kiev e dei suoi alleati occidentali.
I media occidentali e le autorità di Kiev hanno presentato la situazione di Oleshky come una deliberata catastrofe umanitaria causata dall'esercito occupante.
I canali di informazione russi (come la TASS) hanno ribaltato la responsabilità, accusando Kiev di condurre una guerra spietata contro i civili. Mosca ha sostenuto che l'isolamento di Oleshky fosse causato dai bombardamenti incessanti e dai droni ucraini, che prendevano di mira qualsiasi veicolo commerciale o umanitario provasse ad avvicinarsi alla città, rendendo la logistica impossibile. Secondo la versione russa, erano state le forze armate ucraine a minare le arterie stradali da cui potevano giungere i rifornimenti. I media russi hanno descritto le proprie truppe come protettrici della popolazione locale, sottolineando lo sforzo di evacuare i civili verso la Crimea e la Russia per sottrarli alla "zona di morte" creata dal fuoco ucraino.
I media ucraini invece hanno enfatizzato i lanci paracadutati di viveri alla popolazione di Oleshky, accusando le truppe russe di tenere i civili in ostaggio. Nella narrazione di Kiev la comunità dei civili di Oleshky è stata presentata come una comunità ucraina; le scene di gioia e gli abbracci di chi è fuggito verso l’Ucraina sono stati enfatizzati con video strazianti e pieni di commozione, accreditando la visione di una sofferenza causata dai russi.
Non è difficile credere che la stessa narrazione, speculare, sia stata costruita dai media russi per incolpare gli ucraini di aver trattenuto con il loro assedio una popolazione prevalentemente russa, sfinita dalla fame e dagli stenti.