[cultura] I rapporti diretti tra Gelli e Andreotti



Oggi sappiamo, grazie alle inchieste della magistratura e agli atti raccolti dalla Commissione P2, che i rapporti diretti tra Gelli e Andreotti sono provati ad abundantiam, a partire dalle dichiarazioni degli stessi protagonisti. Nel suo libro-intervista del 2006, il Maestro venerabile ha scritto che era solito recarsi nello studio di Andreotti di prima mattina per avere con lui «colloqui molto liberi e informali». L'uomo politico democristiano raccontò di avere conosciuto Gelli negli anni Sessanta, ai tempi in cui costui dirigeva lo stabilimento della Permaflex di Frosinone, ossia nel suo collegio elettorale. Una nota del Sismi spiegava che Andreotti, in qualità di ministro della Difesa, sarebbe riuscito allora a garantirgli una lucrosa commessa di quarantamila materassi per le forze armate della Nato. Lo avrebbe rivisto nel 1973, durante la cerimonia di insediamento del presidente argentino Juan Domingo Perón, restando sorpreso dall'incontro e dal fatto che era trattato con grande devozione e rispetto dal nuovo capo di Stato. Corre l'obbligo di ricordare che, per un certo numero di testimoni, il vincolo massonico avrebbe rafforzato il sodalizio fra le due personalità, come sarebbe emerso nel corso delle indagini svolte dalla Commissione di inchiesta parlamentare e dai tribunali dopo la scoperta degli elenchi della P2. Secondo il generale dei carabinieri Giovanni Battista Palumbo, uno tra i principali esponenti del fronte piduista entro l'Arma, Gelli, riferendosi ad «Andreotti parlava addirittura di "Giulio". Disse "Io sono amico di Giulio".

Miguel Gotor
Dal libro “L’omicidio di Piersanti Mattarella”, Einaudi, pagina 124