[cultura] Il filosofo medievale Lullo, precursore della logica pacifista



Quando pensiamo al Duecento filosofico, la nostra mente corre quasi spontaneamente alla maestosa sintesi di San Tommaso d’Aquino, al rigore della scolastica e alla sua codificazione della "guerra giusta" come strumento per ristabilire l’ordine morale.

Eppure, nel cuore dello stesso secolo, si è manifestata una delle rivoluzioni concettuali più audaci e inascoltate del pensiero filosofico pacifista.

Il protagonista di questo strappo è Raimondo Lullo, filosofo e scrittore catalano, una figura che oggi parla al nostro presente con una forza e un'attualità sconcertanti. Infatti, nel pieno dell'epoca delle Crociate, mentre la contrapposizione tra civiltà si risolveva nel sangue e la forza delle armi era teologicamente e politicamente legittimata, Lullo ribalta radicalmente la prospettiva. Per lui la violenza non è mai una soluzione o una triste necessità, ma il segno tangibile del fallimento della ragione. Mentre i suoi contemporanei teorizzavano l'uso della spada per difesa o conversione, Lullo propone un’alternativa rivoluzionaria basata sull'ascolto, sulla padronanza delle lingue orientali e sul dialogo paritario. Nel suo celebre Liber de Gentili, un ebreo, un cristiano e un musulmano si confrontano in un clima di profondo rispetto e fratellanza di fronte a un pagano, senza che il testo imponga una vittoria dogmatica. La sua convinzione profonda era che l'unica vera difesa dell'umanità risiedesse nella persuasione amorosa e nella dimostrazione razionale.

Lullo non scelse la strada del sacerdozio ordinato, cioè non diventò mai prete. Decise invece di diventare terziario francescano. Questo gli consentì di rimanere uno stato laicale.

Ciò che rende Lullo una stella polare nel panorama filosofico del Medioevo è il modo in cui decise di sostenere la sua visione francescana e pacificatrice. Fu un filosofo razionale e concepiva la logica come un terreno su cui risolvere le dispute senza ricorrere alla violenza.

Lullo inventò una nuova forma di logica per dare forza alle idee. Nel suo capolavoro, l'Ars Magna, compie un gesto mai visto prima nell'intera storia del pensiero: decide di astrarre i concetti complessi trasformandoli in simboli alfabetici, anticipando l'uso delle variabili nella logica formale, e costruisce dispositivi fisici composti da dischi di carta concentrici e ruotabili. Ruotando manualmente questi cerchi, le diverse combinazioni di idee generavano e verificavano automaticamente nuove proposizioni sul piano logico.

Lullo ha intuito con sette secoli di anticipo che il pensiero umano possiede una struttura matematica e combinatoria. Ha creato, a tutti gli effetti, il primo hardware analogico della storia guidato da un algoritmo logico. Questa intuizione straordinaria influenzerà direttamente Gottfried Wilhelm Leibniz nel Seicento, portandolo allo sviluppo della logica binaria, ed è oggi riconosciuta come la prima radice storica dell'informatica, dei linguaggi di programmazione e persino dell'Intelligenza Artificiale.

La straordinaria novità di Raimondo Lullo sta proprio nella sintesi tra logica e cultura della pace.

Conoscere Lullo oggi significa riappropriarsi di un'eredità in cui la ragione scientifica, la ricerca logica e la risoluzione pacifica dei conflitti possono giocare su uno stesso piano e generare sinergie.

Non è un caso che Lullo lo proponiamo qui su PeaceLink nella mailing list cultura.