[cultura] I macabri esperimenti dell'unità 731: Pechino accusa il governo giapponese di promuovere l'oblio



Il portavoce del Ministero della Difesa Nazionale cinese, il colonnello Chen Xi, ha rilasciato una dichiarazione ufficiale a Pechino affermando che i crimini di guerra commessi dall'esercito invasore giapponese in Cina durante la Seconda Guerra Mondiale, in particolare le atrocità della famigerata Unità 731, sono fatti incontrovertibili e innegabili.

La dura presa di posizione di Pechino è giunta in seguito alla diffusione e al successo internazionale del documentario "Inside Unit 731: Japan's Secret Human Experiments" (prodotto dal network televisivo di Singapore CNA)

Si veda https://tvfinternational.com/programme/15/inside-unit-731-japans-secret-human-experiments?trailer=1

Il documentario ha riacceso i riflettori globali sul programma segreto di armi biologiche ed esperimenti medici su esseri umani viventi condotti dal Giappone imperiale. 

L'emittente pubblica giapponese NHK ha trasmesso un proprio documentario storico sull'argomento (A Secret Unit: The Silent Postwar Era), basato su archivi nazionali, testimonianze e sui resoconti del membro superstite Hideo Shimizu. La messa in onda ha suscitato un forte dibattito interno tra l'opinione pubblica, circoli medici e alcuni amministratori locali che hanno criticato i tentativi di cancellare o edulcorare questa pagina di storia.

I punti principali della dichiarazione odierna di Pechino sono i seguenti.

• Fatti storici innegabili: Chen Xi ha sottolineato che l'Unità 731 ha scritto "una delle pagine più buie nella storia della civiltà umana" attraverso esperimenti disumani e la guerra batteriologica. La Cina ribadisce che le prove di questi crimini contro l'umanità sono inconfutabili. 

• Monito a Tokyo: il portavoce cinese ha dichiarato espressamente che "solo riflettendo a fondo sul proprio passato e pentendosi sinceramente, il Giappone potrà davvero guardare al futuro". 

• Denuncia sulla disinformazione e IA: Pechino ha espresso profonda preoccupazione per i recenti tentativi delle forze di destra giapponesi di utilizzare l'intelligenza artificiale per manipolare i dati storici nei motori di ricerca e negli archivi digitali, nel tentativo di "ripulire" l'immagine del Paese e minimizzare i crimini dell'aggressione bellica. 

Come riportato dai media ufficiali governativi tramite l'agenzia Xinhua e il portale China Military, la Cina ha esortato la comunità internazionale a rimanere vigile contro ogni tentativo di revisionismo storico da parte di Tokyo.

PeaceLink ha deciso di dedicare questa pagina web all'Unità 731 https://www.peacelink.it/storia/a/51685.html

Nei libri di scuola si studiano le aberrazioni del nazismo ma non quelle del Giappone imperiale.

La disparità tra lo studio delle atrocità compiute da Josef Mengele e i crimini commessi dal Giappone imperiale (in particolare dall'Unità 731) nei programmi scolastici occidentali non dipende dalla gravità delle azioni — entrambe le vicende rappresentano l'apice della brutalità scientifica e militare — ma da una serie di fattori geopolitici, storiografici e didattici.

Le ragioni?

Vi è un certo eurocentrismo dei programmi scolastici. La scuola italiana ed europea adotta una prospettiva eurocentrica e la Seconda Guerra Mondiale viene insegnata principalmente focalizzandosi sul teatro europeo: l'ascesa del fascismo e del nazismo, l'occupazione dell'Europa e il dramma della Shoah. La figura di Josef Mengele, medico delle SS ad Auschwitz, è parte integrante della macchina di sterminio nazista. Il fronte del Pacifico e la storia dell'Asia orientale durante la guerra vengono spesso sintetizzati in pochi paragrafi dedicati all'attacco di Pearl Harbor e alle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, lasciando in secondo piano i crimini di guerra compiuti in quel quadrante dal Giappone imperiale. 

Inoltre mentre il regime nazista è stato giudicato pubblicamente durante il Processo di Norimberga, il destino dell'Unità 731 — il comparto segreto dell'esercito giapponese guidato da Shirō Ishii che effettuava vivisezioni e test biologici su prigionieri cinesi, russi e alleati — ha seguito una traiettoria radicalmente diversa a causa della Guerra Fredda. Gli Stati Uniti occuparono il Giappone e scelsero deliberatamente di non processare i leader dell'Unità 731. In cambio del silenzio e dell'immunità per i crimini commessi, i militari e scienziati giapponesi cedettero alle autorità americane i risultati clinici di anni di esperimenti con armi biologiche e chimiche.

Infine il governo giapponese ha riconosciuto l'esistenza dell'Unità 731 solo in tempi relativamente recenti (nei primi anni 2000), e il dibattito sui crimini di guerra compiuti in Asia rimane tuttora un tema politico estremamente sensibile e fonte di tensioni diplomatiche tra Giappone, Cina e Corea del Sud. Questa prolungata mancanza di una memoria condivisa e trasparente a livello internazionale ha rallentato la diffusione di queste vicende nei manuali scolastici generalisti occidentali.