[Prec. per data] [Succ. per data] [Prec. per argomento] [Succ. per argomento] [Indice per data] [Indice per argomento]
[dirittiglobali] La repressione su Internet: “Non serve che tutti vengano colpiti, basta che tutti sappiano di poterlo essere”
- Subject: [dirittiglobali] La repressione su Internet: “Non serve che tutti vengano colpiti, basta che tutti sappiano di poterlo essere”
- From: Associazione PeaceLink <info at peacelink.it>
- Date: Wed, 16 Sep 2026 13:34:09 +0000
Sul caso Autistici/InventatiPayPal ha sospeso il conto del collettivo il giorno dopo l’inserimento nella lista. Banca Etica ha sospeso a sua volta l’operatività del conto del collettivo il primo settembre, annunciando come probabile la chiusura e citando il rischio di “sanzioni secondarie” che avrebbero potuto tagliarla fuori dagli intermediari finanziari americani. Lo ha fatto condannando pubblicamente l’uso delle norme antiterrorismo contro il dissenso e per questo il suo è il caso che mi interroga maggiormente: nemmeno chi disapprova la misura riesce a sottrarvisi. Né PayPal né Banca Etica erano tenute da una norma italiana a fare quello che hanno fatto; hanno valutato il rischio e hanno tagliato.
Beniamino Irdi in un’intervista ha sottolineato con chiarezza proprio come l’effetto reale di una misura come questa non sia il congelamento dei beni ma il de-risking, cioè la scelta preventiva di banche, sistemi di pagamento, registri, fornitori di hosting e di connettività di interrompere ogni rapporto prima che qualcuno glielo chieda. Lo Stato non esegue la sanzione; la delega alla prudenza di chi teme di essere il prossimo, e basta colpire un nodo perché la rete di relazioni intorno si ritragga da sola. La novità, secondo Irdi, sta nel fatto che la logica del “sostegno materiale” al terrorismo viene qui estesa fino al livello dell’infrastruttura, cioè non a chi agisce ma a chi fornisce il mezzo con cui chiunque potrebbe agire.
Il diritto costituzionale americano ha un termine per quello che accade quando la punizione diventa possibile anche se non certa: chilling effect, effetto di raffreddamento. È nato per descrivere l’effetto delle leggi vaghe sulla libertà di parola, ma negli ultimi anni la ricerca empirica ha cominciato a misurarlo. Non serve che tutti vengano colpiti, basta che tutti sappiano di poterlo essere.
Il meccanismo che ha spento autistici.org non è stato un comando ma una catena di adesioni preventive, un registro, un sistema di pagamento, una banca che si ritraggono uno dopo l’altro. Gene Sharp, il più influente studioso della resistenza nonviolenta, ha costruito la sua teoria sull’osservazione simmetrica: il potere non è una proprietà di chi comanda ma il prodotto della cooperazione di molti, e si indebolisce nella misura in cui quella cooperazione viene ritirata. Se il de-risking è il ritiro della cooperazione dal più debole per paura del più forte, il suo rovescio è il rifiuto, caparbio e legale, di ritrarsi: continuare a ospitare, a linkare, a mirrorare, a mantenere un nodo, a chiedere conto a un registro del perché un nome è scomparso.
I volontari di Autistici/Inventati hanno tenuto in piedi per venticinque anni un pezzo piccolo di rete, ed è bastata una riga in una lista redatta a Washington per cancellarlo. La libertà di pensiero e di azione si muove su un terreno più fragile di quanto ci piaccia pensare. Quello che resta da capire, ed è un lavoro che non riguarda solo chi sa programmare, è come costruire forme di resistenza nonviolenta ma ostinata capaci di proteggere la rete.
Continua suChi ripara la rete? Il caso autistici.org e il lavoro invisibile che tiene aperta Internet
https://www.controversie.blog/chi-ripara-la-rete/ (di Anna Pisterzi)