[dirittiglobali] Il governo USA: fucilare l’ex maggiore Nidal Malik Hasan. Dure prese di posizione dell’ONU e della Chiesa



L'ex maggiore e psichiatra militare Nidal Malik Hasan, nato ad Arlington l'8 settembre 1970 da una famiglia di origini palestinesi, nel 2009 fu l'autore della sanguinosa strage di Fort Hood, in Texas.

Cresciuto negli Stati Uniti e arruolatosi nell'esercito, Hasan aveva intrapreso la carriera medica fino a diventare ufficiale e medico psichiatra. Hasan fece irruzione nella sala d'attesa della base militare dove si trovavano i soldati pronti a partire per l’Iraq e l’Afghanistan. Sparò più di cento colpi, uccidendo 13 soldati e ferendone 32. L'azione si concluse quando un'agente di polizia intervenne ferendolo gravemente; da allora Hasan è rimasto parzialmente paralizzato.

Durante il processo militare, che si è tenuto nel 2013, Hasan ha scelto di difendersi da solo ammettendo le proprie responsabilità e motivando il gesto come un atto volto a proteggere i musulmani dalle operazioni militari americane. La giuria della corte marziale lo ha condannato alla pena capitale.

Dopo anni trascorsi nel carcere militare di Fort Leavenworth, in Kansas, la sua esecuzione è stata fissata dalle autorità della difesa statunitense e dal segretario della Difesa Pete Hegseth per il 3 dicembre 2026 tramite plotone d'esecuzione proprio nella base di Fort Hood.

Questo evento rappresenterà la prima esecuzione militare federale tramite fucilazione dal 1945 e la prima esecuzione pubblica legale negli Stati Uniti da novant'anni a questa parte. Il Pentagono ha infatti ratificato la controversa decisione di trasmettere l'esecuzione in diretta streaming, scatenando dure reazioni internazionali e forti condanne interne.

L'ONU ha definito equivalente a una tortura e a un trattamento degradante vietato dal diritto internazionale la scelta di trasmettere l'evento, concentrandosi sul divieto di rendere pubblico lo spettacolo della morte.

Parallelamente, il mondo cattolico ha espresso una durissima condanna: l'arcivescovo Paul Stagg Coakley ha etichettato l'iniziativa come una vera e propria "barbarie" e una "promozione di una cultura di morte" in grado di disumanizzare la società.

Il vicepresidente JD Vance ha pubblicamente preso le distanze dichiarando che non guarderà lo streaming.

Questa vicenda si inserisce in un momento di forte dibattito sul tema della pena di morte negli Stati Uniti, accentuato anche dal recente fallimento del tentativo di iniezione letale ai danni di Christa Pike in Tennessee. Si veda https://liste.peacelink.it/dirittiglobali/2026/10/msg00001.html

Qualche parola sul Segretario della Difesa degli Stati Uniti (spesso rinominato dai media o da lui stesso come "Segretario alla Guerra"). Il suo nome è Pete Hegseth. Ex militare della Guardia Nazionale, conduttore televisivo di Fox News, è stato nominato al vertice del Pentagono da Donald Trump ed è considerato una delle figure più fanatiche e spietate dell'amministrazione.

La sua retorica mescola un acceso nazionalismo cristiano, l'etica del guerriero e un linguaggio crudo.

Annunciando la decisione di giustiziare l'attentatore di Fort Hood tramite plotone d'esecuzione trasmettendolo al pubblico, ha dichiarato:

"Avrà un plotone d'esecuzione di soldati e faremo in modo che la gente possa guardarlo. Le persone devono capire che ci sono serie conseguenze per questo genere di cose. È una scelta ovvia. Il popolo americano dovrebbe poter vedere questo con i propri occhi".