[dirittiglobali] Raccolta delle olive in Cisgiordania. Heidi Levine, fotoreporter del Washington Post, è stata aggredita da coloni israeliani



La violenza quotidiana cerca di spegnere il futuro di un popolo, quello palestinese.

Tonio Dell'Olio ha scritto un breve intervento pubblicato oggi su https://www.mosaicodipace.it/index.php/rubriche-e-iniziative/rubriche/mosaico-dei-giorni/6143-la-ragione-degli-ulivi

Racconta la violenza durante la raccolta delle olive in Palestina.

Il 16 ottobre 2026, nei pressi del villaggio di Abu Falah, nella Cisgiordania occupata, decine di coloni israeliani mascherati si sono scagliati contro i contadini palestinesi impegnati nella raccolta delle olive. Erano armati di bastoni e sbarre di ferro, hanno dato fuoco agli ulivi e lanciato pietre contro la folla. Secondo i dati palestinesi, quel giorno in Cisgiordania si sono verificati almeno 34 attacchi di coloni, con 19 palestinesi feriti, tra cui due bambini, e diversi veicoli incendiati, compreso un mezzo di soccorso della protezione civile.

A documentare tutto questo c'era Heidi Levine, fotoreporter del Washington Post. È stata aggredita direttamente. Indossava un giubbotto protettivo con la scritta "PRESS" ben visibile sul davanti e sul retro, ma è stata comunque spinta a terra, presa a calci ripetutamente e derubata di macchina fotografica e telefono. È stata portata in ospedale a Ramallah, dove le sono state diagnosticate fratture alle costole e a una vertebra, con la necessità di un intervento chirurgico alla mano. Levine ha dichiarato a Reuters: "Fortunatamente indossavo il giubbotto antiproiettile e il casco, altrimenti forse non sarei qui, perché continuavano a colpirmi, mi hanno preso a calci circa cinquanta volte".

La deputata americana Rosa DeLauro ha scritto: "I contadini nei frutteti non hanno giubbotti antiproiettile né caschi. Non hanno dietro di sé un grande giornale americano. Se i coloni osano trattare così una giornalista americana davanti alle telecamere, in pieno giorno, immaginate cosa affrontano le famiglie palestinesi quando nessuno le guarda".

Il ferimento di Levine ha avuto risonanza internazionale, e questo è importante. Ma se ad Abu Falah fossero stati bruciati soltanto ulivi e fossero stati picchiati soltanto contadini palestinesi, probabilmente la notizia non avrebbe arrivata a noi.

L'episodio di Abu Falah non è isolato. I dati dell'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite mostrano che dall'inizio della stagione della raccolta delle olive 2026 in Cisgiordania sono stati registrati quasi 200 attacchi di coloni con vittime o danni materiali, superando i 185 dell'intera stagione 2025. L'organizzazione israeliana per i diritti umani Yesh Din ha contato 170 attacchi dall'inizio della raccolta, a fine settembre.

La violenza dei coloni si concentra nella stagione della raccolta per ragioni strutturali: le olive sono la principale fonte di reddito in contanti per molte famiglie palestinesi, e bloccare la raccolta significa tagliare i mezzi di sussistenza. L'esercito israeliano, nella maggior parte dei casi, o non riesce a fermare gli attacchi, oppure usa gas lacrimogeni e munizioni vere contro i palestinesi con il pretesto di "disperdere gli scontri". La stessa Levine ha espresso una previsione quasi disperata: "Nessuno di loro sarà incriminato. Ne sono certa".