[nonviolenza] Si e' svolto sabato 4 luglio alla "Fattoria di Alice" a Viterbo l'incontro settimanale dell'Afesopsit



SI E' SVOLTO SABATO 4 LUGLIO ALLA "FATTORIA DI ALICE" A VITERBO L'INCONTRO SETTIMANALE DELL'AFESOPSIT

Sabato 4 luglio 2026 si e' svolto il consueto incontro settimanale dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) presso la propria storica sede, la "Fattoria di Alice" in strada Tuscanese 20 a Viterbo.
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Dapprima vi e' stata la condivisione del pasto, che e' anche un momento di profonda condivisione e solidarieta', di sincera empatia, di ascolto reciproco e di intensa vicinanza - e risonanza - emotiva.
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E' poi seguita la seconda parte della premiazione del concorso "Ascolta una cantante che amiamo" con la consegna del relativo attestato alle persone che non lo avevano ricevuto nell'incontro della scorsa settimana, sabato 27 giugno, non essendo quel giorno presenti.
L'iniziativa era uno sviluppo di due attivita' svolte sabato 13 e sabato 20 giugno, nel corso delle quali era emersa la proposta di invitare tutte le persone presenti ad ascoltare celebri brani musicali eseguiti da una grande cantante di musica lirica, jazz, folk o rock. Le esecutrici da ascoltare, proposte in un foglio volante dal titolo "alcune cantanti che amiamo", erano le seguenti: alcune cantanti liriche; Cecilia Bartoli, Cathy Berberian, Montserrat Caballe', Maria Callas, Diana Damrau, Danielle de Niese, Natalie Dessay, Elina Garanca, Anna Moffo, Anna Netrebko, Patricia Petibon, Renata Tebaldi; alcune cantanti jazz: Betty Carter, Ella Fitzgerald, Aretha Franklin, Billie Holiday, Mahalia Jackson, Abbey Lincoln, Hazel Scott, Nina Simone, Bessie Smith, Sarah Vaughan, Dinah Washington, Cassandra Wilson; alcune cantanti folk: Joan  Armatrading, Joan Baez, Caterina Bueno, Maria Carta, Tracy Chapman, Teresa De Sio, Roberta Flack, Miriam Makeba, Giovanna Marini, Nelly Omar, Violeta Parra, Amalia Rodrigues; alcune cantanti rock: Beyonce', Debbie Harry, Janis Joplin, Annie Lennox, Fiorella Mannoia, Joni Mitchell, Alanis Morissette, Gianna Nannini, Dolores O'Riordan, Skin, Patti Smith, Lucinda Williams.
Alle persone premiate oltre l'attestato e' stata consegnata anche una raccolta di poesie dedicate a Vito Ferrante, una raccolta di testi di Primo Levi, un portfolio fotografico di alcune grandi maestre della cultura e dell'impegno morale e civile contemporaneo: Hannah Arendt, Natalia Ginzburg, Rosa Luxemburg, Maria Montessori, Simone Weil, Virginia Woolf, Adriana Zarri, Silvia Vegetti Finzi (quest'ultima e' vivente e ad essa le persone partecipanti all'incontro inviano un sincero ringraziamento per la sua straordinaria opera e un affettuoso saluto).
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L'incontro e' proseguito nel pomeriggio con l'abituale esperienza partecipativa di riflessione e di testimonianza.
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Nel corso della riflessione condivisa sono state presentate anche le figure di Bertha von Suttner, di Etty Hillesum, di Maria Callas e di Mahsa Amini, alcune fotografie delle quali sono state diffuse a tutte le persone presenti.
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E' stato anche letto un testo di Primo Levi su "la vergogna del mondo" (estratto da Primo Levi, I sommersi e i salvati, poi in Idem, Opere, Einaudi, Torino 1997, vol. II, pp. 1157-1158); lo riproduciamo testualmente:
"E c'e' un'altra vergogna piu' vasta, la vergogna del mondo. E' stato detto memorabilmente da John Donne, e citato innumerevoli volte, a proposito e non, che "nessun uomo e' un'isola", e che ogni campana di morte suona per ognuno. Eppure c'e' chi davanti alla colpa altrui, o alla propria, volge le spalle, cosi' da non vederla e non sentirsene toccato: cosi' hanno fatto la maggior parte dei tedeschi nei dodici anni hitleriani, nell'illusione che il non vedere fosse un non sapere, e che il non sapere li alleviasse dalla loro quota di complicita' o di connivenza. Ma a noi lo schermo dell'ignoranza voluta, il "partial shelter" di T. S. Eliot, e' stato negato: non abbiamo potuto non vedere. Il mare di dolore, passato e presente, ci circondava, ed il suo livello e' salito di anno in anno fino quasi a sommergerci. Era inutile chiudere gli occhi o volgergli le spalle, perche' era tutto intorno, in ogni direzione fino all'orizzonte. Non ci era possibile, ne' abbiamo voluto, essere isole; i giusti fra noi, non piu' ne' meno numerosi che in qualsiasi altro gruppo umano, hanno provato rimorso, vergogna, dolore insomma, per la colpa che altri e non loro avevano commessa, ed in cui si sono sentiti coinvolti, perche' sentivano che quanto era avvenuto intorno a loro, ed in loro presenza, e in loro, era irrevocabile. Non avrebbe potuto essere lavato mai piu'; avrebbe dimostrato che l'uomo, il genere umano, noi insomma, eravamo potenzialmente capaci di costruire una mole infinita di dolore; e che il dolore e' la sola forza che si crei dal nulla, senza spesa e senza fatica. Basta non vedere, non ascoltare, non fare".
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Altri poeti e poetesse di cui si e' fatta menzione e di cui si sono citati dei versi nel corso dell'incontro: Bertolt Brecht e Saffo (all'opera di Saffo sara' dedicata una lettura e un commento in un prossimo incontro anche attraverso le traduzioni di Salvatore Quasimodo e di Manara Valgimigli).
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Tra gli altri argomenti su cui si e' svolta una corale, approfondita riflessione: alcuni episodi della storia viterbese ed italiana dell'ultimo mezzo secolo; la denuncia della violenza razzista e maschilista; la condizione esistenziale della perdita della liberta' e la violenza strutturale delle istituzioni totali; la vicenda storica, economica e culturale delle popolazioni nomadi e la situazione sociale ed esistenziale delle persone che vi fanno parte; l'importanza (ma anche i limiti e le difficolta') delle esperienze di solidarieta' in corso; il dovere morale e civile di soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
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Il prossimo incontro si svolgera' sabato 11 luglio.
Ogni ospite e' gradito, ogni persona che vuole partecipare e' accolta con la piu' viva cordialita'.
Tutto avviene nella gratuita' e nella condivisione, come e' sempre stata volonta' di Vito Ferrante e come e' proprio dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" che ne prosegue l'impegno di solidarieta' e di liberazione.

Le amiche e gli amici di Vito Ferrante

Per contattare l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) scrivere una e-mail a: info at ilboschettodeicorbezzoli.it, stefania0560 at hotmail.it

Viterbo, 4 luglio 2026

Mittenti: le amiche e gli amici di Vito Ferrante, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it

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