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[nonviolenza] Una lettera a tre istituzioni
- Subject: [nonviolenza] Una lettera a tre istituzioni
- From: Centro di ricerca per la pace Centro di ricerca per la pace <centropacevt at gmail.com>
- Date: Tue, 4 Aug 2026 11:59:58 +0200
UNA LETTERA A TRE ISTITUZIONI
Al Prefetto di Viterbo
al Presidente della Regione Lazio
alla Sindaca di Viterbo
Oggetto: invio per conoscenza di due lettere inviate nelle scorse settimane alla Soprintendente per i beni culturali dell'Etruria Meridionale ed al Presidente della Provincia di Viterbo
Egregi signori ed egregia signora,
vi invio per conoscenza copia di due lettere inviate nelle scorse settimane alla Soprintendente per i beni culturali dell'Etruria Meridionale ed al Presidente della Provincia di Viterbo.
In entrambe segnalo le ragioni giuridiche, ovvero le norme di legge il cui combinato disposto e' inequivocabile, che impediscono la riesumazione e l'esibizione della scritta (originaria o apocrifa che sia) di effettuale propaganda fascista sull'edificio sito in via Tommaso Carletti in Viterbo che attualmente ospita il liceo classico intitolato al martire della Resistenza Mariano Buratti.
Tali ragioni, unite a quelle etiche evidentissime ad ogni persona razionale e morale, pongo altresi' alla vostra attenzione affinche' qualora un'altra istituzione democratica della Repubblica (scilicet: la Provincia di Viterbo) preferisse proditoriamente ignorarle (cosa che non voglio credere) possa la vostra autorevole voce di rappresentanti istituzionali in vario modo e misura competenti per il territorio di Viterbo, richiamarla al rispetto del diritto, della morale, della civilta', dell'umanita'.
*
Qui di seguito trascrivo la lettera alla Soprintendente del 26 luglio scorso:
Gentilissima dottoressa Eichberg,
non credo che ci conosciamo, ma mi permetto comunque di scriverle personalmente e pubblicamente per attestarle la mia solidarieta' in relazione all'infame campagna di insulti di cui e' fatta bersaglio in questi giorni.
Quegli insulti goffi e gaglioffi diretti alla sua persona non sono certamente espressione ne' del cuore popolare e civile di questa citta' ne' di antifascismo, che in quanto tale e' sempre lotta contro tutte le violenze e le turpitudini.
Credo anche, mi perdoni se mi permetto di aggiungerlo, che la famigerata scritta sull'edificio in via Tommaso Carletti debba essere rimossa, sia alla luce della piu' elementare riflessione morale, sia stante il combinato disposto della XII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione della Repubblica Italiana, dell'articolo 414 del Codice Penale, della legge 20 giugno 1952, n. 645, e della legge 25 giugno 1993, n. 205.
Un cordiale saluto,
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 26 luglio 2026
*
E qui di seguito trascrivo la lettera al Presidente della Provincia del 31 luglio scorso:
"Al Presidente della Provincia di Viterbo
Oggetto: cogenti ragioni giuridiche che impediscono l'ostensione di una scritta di effettuale propaganda fascista sull'edificio in via Tommaso Carletti a Viterbo attualmente sede del liceo classico intitolato al martire della Resistenza Mariano Buratti
Egregio Presidente della Provincia di Viterbo,
mi permetto di segnalarle le cogenti ragioni giuridiche che impediscono l'ostensione di una scritta di propaganda fascista sull'edificio in via Tommaso Carletti a Viterbo attualmente sede del liceo classico intitolato al martire della Resistenza Mariano Buratti.
Le ho gia' indicate giorni fa nella mia lettera alla Soprintendente per i beni culturali dell'Etruria meridionale, lettera di cui ho gia'dato diffusione pubblica (inviandola anche a lei, egregio Presidente); ma nel dubbio che non le sia pervenuta, e rilevando che - a mia conoscenza, e sarei lieto di sbagliarmi - altri soggetti non le hanno ancora segnalato esplicitamente tali dirimenti ragioni, gliele trascrivo qui di seguito in quanto lei presiede l'ente pubblico committente del restauro dell'edificio.
Ai sensi del combinato disposto della XII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione della Repubblica Italiana, dell'articolo 414 del Codice Penale, della legge 20 giugno 1952, n. 645, e della legge 25 giugno 1993, n. 205, ebbene, la scritta "Casa del Balilla" riemersa sulla facciata dell'edificio in questione nel corso dei lavori di restauro, originaria o apocrifa che sia, va rimossa in quanto confliggente con la vigente legislazione italiana che inequivocabilmente vieta la propaganda fascista, l'apologia del fascismo ed ogni attivita' o manufatto o iscrizione intesi alla promozione del fascismo (e quella scritta rientra pienamente in tale sfera).
Alle ragioni giuridiche ovviamente si uniscono le ragioni morali che ogni persona senziente e pensante conosce e riconosce.
Voglia gradire distinti saluti da un vecchio consigliere provinciale del secolo scorso (quando i consiglieri provinciali erano eletti dai cittadini), che oltre mezzo secolo fa frequento' il liceo a Mariano Buratti intitolato ed allora guidato da Raimondo Pesaresi, indimenticabile maestro di rigore morale e civile, di acribia e di parresia, di fedelta' al vero, al bene, alla giustizia e alla democrazia, a sua volta memore ed erede del lascito di pensiero e azione del suo antico maestro Gaetano De Santis, uno dei dodici docenti universitari che nel 1931 rifiutarono di giurare sottomissione al regime fascista.
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 31 luglio 2026"
*
Vogliate gradire distinti saluti,
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 4 agosto 2026
Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Al Prefetto di Viterbo
al Presidente della Regione Lazio
alla Sindaca di Viterbo
Oggetto: invio per conoscenza di due lettere inviate nelle scorse settimane alla Soprintendente per i beni culturali dell'Etruria Meridionale ed al Presidente della Provincia di Viterbo
Egregi signori ed egregia signora,
vi invio per conoscenza copia di due lettere inviate nelle scorse settimane alla Soprintendente per i beni culturali dell'Etruria Meridionale ed al Presidente della Provincia di Viterbo.
In entrambe segnalo le ragioni giuridiche, ovvero le norme di legge il cui combinato disposto e' inequivocabile, che impediscono la riesumazione e l'esibizione della scritta (originaria o apocrifa che sia) di effettuale propaganda fascista sull'edificio sito in via Tommaso Carletti in Viterbo che attualmente ospita il liceo classico intitolato al martire della Resistenza Mariano Buratti.
Tali ragioni, unite a quelle etiche evidentissime ad ogni persona razionale e morale, pongo altresi' alla vostra attenzione affinche' qualora un'altra istituzione democratica della Repubblica (scilicet: la Provincia di Viterbo) preferisse proditoriamente ignorarle (cosa che non voglio credere) possa la vostra autorevole voce di rappresentanti istituzionali in vario modo e misura competenti per il territorio di Viterbo, richiamarla al rispetto del diritto, della morale, della civilta', dell'umanita'.
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Qui di seguito trascrivo la lettera alla Soprintendente del 26 luglio scorso:
Gentilissima dottoressa Eichberg,
non credo che ci conosciamo, ma mi permetto comunque di scriverle personalmente e pubblicamente per attestarle la mia solidarieta' in relazione all'infame campagna di insulti di cui e' fatta bersaglio in questi giorni.
Quegli insulti goffi e gaglioffi diretti alla sua persona non sono certamente espressione ne' del cuore popolare e civile di questa citta' ne' di antifascismo, che in quanto tale e' sempre lotta contro tutte le violenze e le turpitudini.
Credo anche, mi perdoni se mi permetto di aggiungerlo, che la famigerata scritta sull'edificio in via Tommaso Carletti debba essere rimossa, sia alla luce della piu' elementare riflessione morale, sia stante il combinato disposto della XII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione della Repubblica Italiana, dell'articolo 414 del Codice Penale, della legge 20 giugno 1952, n. 645, e della legge 25 giugno 1993, n. 205.
Un cordiale saluto,
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 26 luglio 2026
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E qui di seguito trascrivo la lettera al Presidente della Provincia del 31 luglio scorso:
"Al Presidente della Provincia di Viterbo
Oggetto: cogenti ragioni giuridiche che impediscono l'ostensione di una scritta di effettuale propaganda fascista sull'edificio in via Tommaso Carletti a Viterbo attualmente sede del liceo classico intitolato al martire della Resistenza Mariano Buratti
Egregio Presidente della Provincia di Viterbo,
mi permetto di segnalarle le cogenti ragioni giuridiche che impediscono l'ostensione di una scritta di propaganda fascista sull'edificio in via Tommaso Carletti a Viterbo attualmente sede del liceo classico intitolato al martire della Resistenza Mariano Buratti.
Le ho gia' indicate giorni fa nella mia lettera alla Soprintendente per i beni culturali dell'Etruria meridionale, lettera di cui ho gia'dato diffusione pubblica (inviandola anche a lei, egregio Presidente); ma nel dubbio che non le sia pervenuta, e rilevando che - a mia conoscenza, e sarei lieto di sbagliarmi - altri soggetti non le hanno ancora segnalato esplicitamente tali dirimenti ragioni, gliele trascrivo qui di seguito in quanto lei presiede l'ente pubblico committente del restauro dell'edificio.
Ai sensi del combinato disposto della XII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione della Repubblica Italiana, dell'articolo 414 del Codice Penale, della legge 20 giugno 1952, n. 645, e della legge 25 giugno 1993, n. 205, ebbene, la scritta "Casa del Balilla" riemersa sulla facciata dell'edificio in questione nel corso dei lavori di restauro, originaria o apocrifa che sia, va rimossa in quanto confliggente con la vigente legislazione italiana che inequivocabilmente vieta la propaganda fascista, l'apologia del fascismo ed ogni attivita' o manufatto o iscrizione intesi alla promozione del fascismo (e quella scritta rientra pienamente in tale sfera).
Alle ragioni giuridiche ovviamente si uniscono le ragioni morali che ogni persona senziente e pensante conosce e riconosce.
Voglia gradire distinti saluti da un vecchio consigliere provinciale del secolo scorso (quando i consiglieri provinciali erano eletti dai cittadini), che oltre mezzo secolo fa frequento' il liceo a Mariano Buratti intitolato ed allora guidato da Raimondo Pesaresi, indimenticabile maestro di rigore morale e civile, di acribia e di parresia, di fedelta' al vero, al bene, alla giustizia e alla democrazia, a sua volta memore ed erede del lascito di pensiero e azione del suo antico maestro Gaetano De Santis, uno dei dodici docenti universitari che nel 1931 rifiutarono di giurare sottomissione al regime fascista.
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 31 luglio 2026"
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Vogliate gradire distinti saluti,
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, 4 agosto 2026
Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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