[nonviolenza] Nonviolenza o barbarie. 110



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NONVIOLENZA O BARBARIE
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Numero 110 del 4 agosto 2026
Nuova serie de "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it

Sommario di questo numero:
1. Nessuna morte e' giusta, nessuna morte e' necessaria
2. Luisa Morgantini: Da Gaza a Supino (Frosinone). Un'iniziativa e un appello
3. Il professor Nando dalla Chiesa, una delle figure piu' illustri della cultura e della vita civile in Italia, esprime apprezzamento per l'attivita' dell'Afesopsit. (In allegato due ricordi di Alfio e di Vito + Saffo tradotta da Riccardo Orioles)
4. Tre proposte ad ogni persona di volonta' buona per la pace nel cuore d'Europa
5. Aldo Capitini: Il manuale di Charles C. Walker sull'azione diretta nonviolenta
6. Alcune pubblicazioni di Francuccio Gesualdi e del "Centro nuovo modello di sviluppo"
7. Segnalazioni librarie
8. La "Carta" del Movimento Nonviolento

1. EDITORIALE. NESSUNA MORTE E' GIUSTA, NESSUNA MORTE E' NECESSARIA

Nessuna morte e' giusta, nessuna morte e' necessaria.
Salvare le vite e' il primo dovere.
*
Abolire le guerre, gli eserciti, le armi.
Far cessare tutte le uccisioni.
*
Ogni essere umano ha diritto alla vita.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
*
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Nonviolenza o barbarie.

2. INIZIATIVE. LUISA MORGANTINI: DA GAZA A SUPINO (FROSINONE). UN'INIZIATIVA E UN APPELLO
[Da Luisa Morgantini, presidente di AssopacePalestina (per contatti: lmorgantiniassopace at gmail.com), riceviamo e diffondiamo; ed invitiamo tutte e tutti a sostenere questa iniziativa]

A Supino, in provincia di Frosinone, al centro di AssopacePalestina "Bab el Sham" (la  porta del sole), dal 16 al 23 agosto 2026, 60 studentesse e studenti di Gaza, che hanno avuto scholarship da diverse Universita' italiane, si incontreranno per conoscersi, scambiare idee, essere di reciproco aiuto, per condividere la loro situazione, i bisogni e le necessita' che hanno, le rivendicazioni da presentare al nostro governo; per avere scambi con i rappresentanti italiani della società civile e di partiti, esperienze comuni e diverse, per trovare insieme un percorso solidale.
Ci saranno anche momenti culturali e turistici.
Le "guide turistiche per Gaza" di Roma si sono offerte di accompagnarli ad una visita a Roma, e poi visita ad Anagni, citta' storica, con un incontro con il sindaco e la giunta comunale, e poi al mare e trekking sui Monti Lepini. Naturalmente saranno accolti dal sindaco di Supino, paese dove resteranno dal 16 al 23 agosto 2026.
I Gazawi si sono offerti di fare una serata con la cittadinanza per far gustare la cucina palestinese, che come per l'Italia ha grande importanza nella loro cultura. La serata dalle ore 18.30 si svolgera' il giorno 19 agosto nella piazza Umberto di Supino.
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AssopacePalestina e' un'associazione di volontariato, i finanziamenti per le varie iniziative in Italia e in Palestina sono fatti da donazioni volontarie, potete vedere il nostro sito assopacepalestina.org, dove trovate anche i nostri progetti.
L'accoglienza, vitto e alloggio per i sessanta ospiti (il viaggio per raggiungere Supino e' a carico dei partecipanti) ha un costo che non possiamo permetterci.
Probabilmente  vi e ci direte: allora perchèe' vi siete imbarcati in questa avventura?
Perche' e' importante accogliere e creare reti di solidarieta' con giovani arrivati in Italia e che vivono i traumi di cio' che hanno vissuto.
Oggi sono lontani dai bombardamenti, dalla distruzione, dalla fame e sete che i gazawi continuano a subire, dove malgrado l'annunciata tregua, Israele continua ad uccidere bambini, uomini e donne, e a radere al suolo tutto il nord e il centro di  Gaza, ma il trauma continua per le loro famiglie ancora a Gaza, per il loro futuro in esilio, per il loro paese privato della liberta' e autodeterminazione.
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A cosa mira questa lettera?
A far si' che si esprima la vostra solidarieta' in modo concreto.  
- Abbiamo bisogno di sostenere vitto e alloggio per 60 persone e gli spostamenti previsti per l'intera settimana. L'alloggio per 42 persone e' messo a disposizione da AssopacePalestina nel centro  Bab El Shams, dovremo trovare 20 lettini e materassi per 20 persone. Li stiamo cercando in Ciociaria con le diverse organizzazioni sportive e altre.
- Acquistare vettovaglie per 60 persone per una settimana. Nel circondario stiamo cercando di raccogliere il cibo per almeno le colazioni e i pranzi, e cioe': pomodori, latte, caffe', uova, olive, olio extravergine, formaggi, marmellate, ma anche tonno, lenticchie, ceci, riso, cipolle, aglio, carote.
- Raccogliere fondi per cene in pizzeria e i trasporti locali.
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Potete versare il vostro contributo sul conto corrente bancario con la causale: Gazawi a Supino
Associazione Assopace Palestina ODV
BANCA ETICA
IBAN: IT55G0501803200000020001143
BIC: ETICIT22XXX
Per usufruire della detrazione fiscale e' necessario effettuare il bonifico con la dicitura “erogazione liberale” e a seguire l’indicazione del Progetto al quale si intende dare il contributo.
Puoi scegliere di sostenere un progetto specifico tra i progetti in corso. Per la scelta dei progetti, consulta la pagina Progetti nel sito assopacepalestina.org.
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un grande abbraccio, e ricordo con Gioconda Belli, poetessa nicaraguense, che "la solidarieta' e' la tenerezza dei popoli".
Luisa Morgantini, presidente assopacePalestina
Tel. 3483921465

3. AMICIZIE. IL PROFESSOR NANDO DALLA CHIESA, UNA DELLE FIGURE PIU' ILLUSTRI DELLA CULTURA E DELLA VITA CIVILE IN ITALIA, ESPRIME APPREZZAMENTO PER L'ATTIVITA' DELL'AFESOPSIT. (IN ALLEGATO DUE RICORDI DI ALFIO E DI VITO + SAFFO TRADOTTA DA RICCARDO ORIOLES)

Il professor Nando dalla Chiesa, una delle figure piu' illustri della cultura e della vita civile in Italia, avendo avuto modo di leggere un ampio resoconto dell'incontro di sabato primo agosto dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) presso la "Fattoria di Alice" a Viterbo, in una lettera personale ad uno dei partecipanti agli incontri settimanali della storica associazione di solidarieta' fondata da Vito Ferrante nel 1993, ha voluto esprimere un affettuoso e generoso apprezzamento per l'attivita' svolta e per la costanza nell'impegno solidale.
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Un prestigioso testimone, un profondo studioso, un coraggioso ed infaticabile militante contro tutti i poteri criminali
Il professor Nando dalla Chiesa, figlio del martire della lotta antimafia Carlo Alberto dalla Chiesa, e' una delle figure piu' luminose sia della lotta contro i poteri criminali, sia dello studio necessario affinche' quella lotta sia efficace.
Gli esprimiamo la nostra sincera gratitudine non solo per l'attenzione che ha voluto generosamente dedicarci, ma soprattutto per l'impegno intellettuale, morale e civile profuso nel corso della sua intera esistenza di studioso e di lottatore nonviolento per il bene comune dell'umanita'.
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Sabato 8 agosto il prossimo incontro dell'Afesopsit
Il prossimo incontro dell'Afesopsit si svolge sabato 8 agosto sempre presso la propria storica sede, la "Fattoria di Alice" in strada Tuscanese 20, appena fuori Viterbo; si pranza insieme intorno alle ore 13, ed alle ore 14 circa inizia l'incontro pomeridiano di riflessione e di testimonianza: ogni persona interessata e' invitata a partecipare.
Ricordiamo ancora una volta che negli incontri settimanali dell'Afesopsit ogni ospite e' gradito, ogni persona che vuole partecipare e' accolta con la piu' viva cordialita'. E tutto avviene nella gratuita' e nella condivisione, come e' sempre stata volonta' di Vito Ferrante (il fondatore di questa preziosa esperienza di solidarieta' che ci ha lasciato il 29 aprile scorso) e come quindi e' proprio dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" che ne prosegue concretamente e coerentemente l'impegno di solidarieta' e di liberazione.
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Alessandra Casciani ricorda Alfio Pannega e Vito Ferrante
Alleghiamo in calce due ricordi di Alfio Pannega e di Vito Ferrante scritti da Alessandra Casciani, che vivamente ringraziamo non solo per questi testi di intensa commozione e profonda verita', ma anche per lo straordinario impegno di pace e di solidarieta' che esprime da un'intera vita.
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Saffo tradotta da Riccardo Orioles
Alleghiamo anche alcune traduzioni di Saffo messeci a disposizione da Riccardo Orioles, illustre giornalista e figura eponima della lotta contro la mafia; lo ringraziamo ancora una volta anche di questo dono.
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Per informazioni e contatti
Per contattare l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) scrivere una e-mail a: info at ilboschettodeicorbezzoli.it, stefania0560 at hotmail.it
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Le amiche e gli amici di Vito Ferrante
Viterbo, 3 agosto 2026

* * *

Allegato primo: Alessandra Casciani ricorda Alfio Pannega e Vito Ferrante

Alfio
Ciao Alfio, salutami gli angeli che ora saranno i tuoi nuovi compagni!
Quando ti ho conosciuto lavoravo a Roma, mi stavo separando dalla mia famiglia, stavo lasciando la mia citta', era un momento delicato.
A viterbo mi teneva legata mio cugino Mario, che mi conosceva sin da piccola, mi fidavo felicemente di lui e quando tornavo da Roma era lui la mia base.
Fino a quando un giorno mi porto' al CSOA Valle Faul proprio i primi giorni dopo l'occupazione: una fucina di creativita' e speranza, c'era un fermento colorato che mi eccitava, era meravigliosa quell'amalgama umano unito insieme con uno scopo. Fino a quando arrivammo da Alfio, a cui Mario, fiero, mi presento'. Stava in un cerchietto di persone, in un angolo raccolto ma esposto, mi sembrava un quadro di Toulouse-Lautrec.
Delicatamente si volto' verso di me con due occhi limpidi come il cielo sereno immersi in una faccia tutto un sorriso e mi disse: "Lo vedi 'sti ragazzi che stanno a fa'? Ma c'hanno raggione!".
Da qui e' iniziato un percorso fatto di formazione, incontri, concerti, assemblee, battaglie.
Formazione perche' la lotta nonviolenta va appresa, ma tutto va appreso "nel giusto modo", e in questo ci fu chi fu instancabile, ogni persona e' cresciuta col Centro.
Io tornavo da Roma felice per seguire una "lezione" mentre Alfio sonnecchiava su una seggiola sotto l'albero, tutti felici di trovarsi "come a scuola" ma... nel modo giusto.
Abbiamo avuto il piacere di conoscere e scambiare con personaggi delle lotte "importanti", con musicisti internazionali e non, il tutto in nome della lotta nonviolenta contro ogni ingiustizia e sopruso.
Per me e' stato un tempo bellissimo, anche se ero "saltuaria" mi sentivo a casa e sentivo un posto dove ritornare, dove c'era un nonno che con serena gioia antica mi accoglieva, sempre, e cosi' con molti.
Alfio sapeva dire e fare cio' che serviva, sapeva dare a ognuno la giusta parola, il giusto atteggiamento.
Io mi incantavo a guardare la sua gestualita' piena di grazia quando faceva le cose, sfogliava un giornale, raccoglieva il finocchietto, parlava con qualcuno... era un guardare che mi rinfrancava, vedevo amore in movimento...
Condividevamo l'amore per la natura e il piacere nella raccolta e trasformazione delle erbe spontanee, da mangiare poi magari tutti insieme in qualche leccornioso modo... al Centro si amava cucinare, ci si "ingarellava" pure... e Alfio sornione assisteva, aspettando l'occasione di entrare in scena con qualche sua rima o aneddoto, se poi c'era un musicista lo spettacolo era garantito!
Qualcuno dice che l'amore autentico non muore mai, continua a circolare...
*
Vito
Devo ammettere che la sua morte e' stata proprio una brutta sorpresa, e ora c'e' da rimboccarsi le maniche... con calma.
Vito era un grande amico di Alfio e del centro sociale e non si lasciava sfuggire l'occasione di esserci nonostante fosse superimpegnato.
Con Vito avevo inizialmente una relazione mediata da Roland, con cui condivideva il piacere nel fare con le mani, l'arte di fare riciclando di cui anche Alfio fu Maestro... sapevano fare tutto, era una fortuna averli accanto!
L'attenzione per le diversita' e l'amore per la liberta' di essere e manifestarsi.
Con Vito abbiamo condiviso iniziative bellissime.
In occasione di un raduno nazionale degli ecovillaggi, sul tema delle diversita', abbiamo invitato Vito col suo gruppo, qualcuno del gruppo che venne con Vito si ricordera' forse.
Una volta invece andammo io e Ro' alla Fattoria per montare tre tepee (le tradizionali tende dei nativi americano), fu bello, abbiamo anche delle foto, ma il progetto nel tempo si areno'... Vito voleva fare un totem al centro dei tre tepee, per radunarcisi intorno e leggere poesie indiane, racconti, storie, la cultura, il modo in cui erano legati alla terra...
Un giorno invece, un annetto prima di andarsene, incontrai Vito col furgone vicino casa mia, si fermo', mi saluto' e col suo candore sorridente mi disse: "Eh, io faccio questo", indicando con le mani il furgone.
Era totalmente sereno, al di la' dei suoi guai, forse c'erano due o tre persone con lui.
Sin da piccola, alla morte di qualche autentico "grande", mi impaurivo. Ricordo quando mori'  Madre Teresa, pensai che stavamo rimanendo soli, senza piu' Maestri e che "il male" avrebbe potuto sovrastare...
Poi, andando avanti ho capito che la paura e' di perdere l'umanita', di non trovarla piu' nelle persone, e allora ecco che la perdita di Vito mi fa riemergere questi timori.
Per fortuna che ci sono i pranzi alla Fattoria dove di umanita' se ne incontra in abbondanza!
Grazie Vito, a buon rendere.

* * *

Allegato secondo: Saffo tradotta da Riccardo Orioles

Mi pare un dio chi felice ti siede
accanto e stretto a te le tue parole
si gode e il dolce amoroso sorriso
e il cuore balza in petto. Se ti vedo
un attimo, ammutolisce la voce
tace la lingua una fiamma sottile
mi freme lungo il corpo - piu' non vedo
e piu' non sento e sudo freddo e sono
pronta a morire...

*

Le stelle attorno alla lucente luna
ancora una volta svaniscono e lei
spande il suo chiaro sulla terra, lieve
luce d'argento...

*

Potessi averla anch'io, o Dea bionda, potessi,
aver questa fortuna!

*

Ma io ti ho amato tanto tanto ed eri
- allora - una monella goffa e magra

*

E sul mio letto morbido il tuo corpo,
se sarai stanca, posero' pian piano...

*

Hai fatto bene a venire - ti volevo
Acqua per il mio corpo che bruciava

*

Coglieva dolcissima i fiori
una ragazza - io la vidi...

*

Rabbrividi' l'anima alle colombe,
mute restarono le ali...

*

Cavalli e fanti e corpi armati in guerra
e' l'ideale di certuni - navi
sognano altri - ma il piu' grande e' l'amore.
Pensaci: pure Elena la bella,
la piu' bella di tutte, per amore
abbandono' lo sposo e ando' per mare
ad Ilio ne' mai piu' si volse indietro
e cancello' la figlia e padre e madre.
Cosi' la travolse la dea. E tu, lontana,
cosi' sei nel ricordo. E ti rivedo,
amata, che cammini nella luce
- per te tutti gli eserciti darei
del mio paese e tutte le armi e i soldati

*

D'allegri fiori cingiti i capelli,
amata mia, e intreccia le ghirlande
d'erba di campo con le dita lievi.
La nostra dea e le Grazie sono amiche dei fiori,
non ne gode lo sguardo chi non li ha per corona

*

Cosi' insieme danzavano allora le donne cretesi
muovendo svelte i piedi attorno all'ara.
Sfioravano lievi le cime
dell'erba del tenero prato

*

L'amore che mi scuote nel profondo
come vento sugli alberi, sul monte

*

Desiderio di te mi sconvolge
mi fa tremare nel corpo - l'amore
e' belva troppo dolce troppo amara

*

E non mi pensi piu', e gia' immemore voli
presso una donna che non sono io

*

La luna risplendeva piena, ed esse
si disponevan torno torno all'ara...

*

Tramonto' gia' le Pleiadi e la luna
passo' gia' mezzanotte, e passa il tempo
Ed io son qui, sola

*

A cosa, dolce amico, mi somigli?
A un alberello gentile, amico mio, assomigli

*

Queste canzoni cantero'
alle mie care ragazze...

*

"E te lo vorrei dire, ma ho paura..."
"Se tu amassi davvero, se potessi
dirmi senz'arrossire queste cose,
tu mi diresti tutto, amato mio:
e i tuoi occhi sarebbero piu' belli"

*

Ho una bambina bella, pare un fiore
dai ricci d'oro la bambina mia.
Conta piu' lei per me di tutto il regno,
conta persino piu' della mia isola amata

*

Dolce madre, non piu'
lavorero' con te su questa tela
l'amore di un ragazzo mi ha presa
e la lieve Afrodite

*

Come il frutto piu' bello, piu' rosso, sull'alto del melo
che il contadino non colse - non ce la fece a toccarlo,
troppo alto per lui era il ramo...

*

Resterai li' distesa e non ricorderanno
nulla di te ne' ci sara' rimpianto
per te che non hai scelto l'allegria,
chiusa in te stessa. Ed anche nel paese
di Ade vagherai senza sapere
fluttuando fra le informi ombre dei morti

*

Mia madre mi diceva che un bel nastro
- da ragazza, ai tempi dei nastri sui capelli -
gia' le bastava, rosso, per sentirsi piu' bella.
Ma tu, testarossa, avevi sui capelli
solamente dei fiori, tu capelli di fuoco.
Ed adesso mi chiedi un cappellino:
ma il tuo ragazzo, sai, non e' d'accordo...

*

Nella citta' lontana tu rivedi
la nostra allegra vita. Ti ricordi,
che gioia il tuo canto, e come t'ammirava
la tua compagna? Ed ora fra le donne
splendi laggiu', come la rosea luna,
a notte, fra le evanescenti stelle
le fa sbiadire e libera si posa
sul mare scintillante e sopra i fiori
dei campi - quando fresca la rugiada
li bagna e rifioriscono le rose.
E cammini e ricordi, e nostalgia
il tuo cuore d'amica getta indietro
e "Tornate!" tu gridi, muta, a noi

*

Tu mi lasciavi, io morivo. Piangevi,
dicevi: "Saffo, come non vorrei
lasciarti!". Io ti risposi: "Sii felice
dove vai, e pensa un poco a me,
perche' io ti ho amata". Vedi? Quanta gioia,
quante viole raccolte e quante rose
insieme, quanti fiori fra i capelli,
quante ghirlande a maggio mi donavi
e quante io a te, e come il corpo spargevi
di profumo lucente, e come a letto
il desiderio ardente della tua
dolce amica acquietavi...
Non c'era fonte, allora, ne' ruscello
ne' collina ne' sacro bosco senza
i nostri corpi uniti nella danza...

*

Espero, tutto riporti
quel che disperse nella luce Aurora,
riporti la capretta, riporti l'agnella,
riporti la ragazza tenerella alla madre...

*

Voce di primavera, dolce canto, usignuolo...

*

Ceci d'oro crescevano
sulla riva del mare...

*

"Gioventu', gioventu', mi lasci e te ne vai?"
"Mai piu' verro' da te, mai piu' verro'"

*

Un frammento di Alceo su Saffo

Dolce sorriso, chioma
di viola, bellissima Saffo...

4. REPETITA IUVANT. TRE PROPOSTE AD OGNI PERSONA DI VOLONTA' BUONA PER LA PACE NEL CUORE D'EUROPA

Riprendiamo l'iniziativa "per la pace nel cuore d'Europa".
*
La prima proposta: scriviamo alle ambasciate russa ed ucraina per chiedere la pace nel cuore d'Europa.
Carissime e carissimi,
vi preghiamo di voler scrivere alle ambasciate russa ed ucraina per chiedere la pace nel cuore d'Europa.
Gli indirizzi di posta elettronica sono i seguenti: ambrusitalia at mid.ru, culturaroma at mid.ru, consitalia at mid.ru, emb_it at mfa.gov.ua, gc_it at mfa.gov.ua
Il messaggio che proponiamo e' il seguente:
"Gentilissimi ambasciatori di Russia ed Ucraina,
vi saremmo assai grati se voleste trasmettere questa richiesta di pace ai vostri governi.
Sia la pace nel cuore d'Europa.
Cessino immediatamente le uccisioni e le devastazioni.
Si passi immediatamente dal conflitto armato al negoziato diplomatico.
Si inviino aiuti umanitari a tutte le vittime della guerra che alla guerra sono sopravvissute.
Si costruisca un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
FIRMA, DATA, INDIRIZZO DEL MITTENTE".
Facciamo sentire la voce dell'umanita'.
Chi salva una vita salva il mondo.
*
La seconda proposta: diffondiamo ovunque la richiesta rivolta ai governi  di non uccidere piu'.
Alle persone amiche della nonviolenza, alle associazioni democratiche, alle istituzioni sollecite del bene comune, ai mezzi d'informazione, chiediamo di diffondere ovunque possibile questa richiesta rivolta ai governi di Russia ed Ucraina e con essi ai governi di tutti i paesi europei:
"Chiediamo ai governi di Russia e Ucraina di non uccidere piu' i cittadini di Russia e Ucraina.
Chiediamo ai governi di Russia e Ucraina di cessare immediatamente la guerra ed avviare immediatamente negoziati di pace.
Chiediamo a tutti i governi europei la pace disarmata e disarmante, che sola salva le vite, dall'Atlantico agli Urali.
Tutti gli esseri umani hanno diritto alla vita.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Il movimento della societa' civile scaturito dall'appello 'per la pace nel cuore d'Europa'".
*
La terza proposta: sottoscriviamo e sosteniamo l'appello "per la pace nel cuore d'Europa".
Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui essa consiste; per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali; per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
Quante persone debbono ancora morire in Ucraina?
Ed in quale baratro si sta trascinando l'Europa e il mondo?
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
La guerra e' nemica dell'umanita'.
Il momento di salvare tutte le vite umane e' adesso.
Il momento di abolire la guerra e' adesso.
Il momento del disarmo, sola legittima difesa dell'umanita' intera, e' adesso.
Il momento di risolvere tutti i conflitti con il rispetto della vita e dei diritti, con il dialogo, la comprensione, la solidarieta', la cura e la misericordia e' adesso.
Per la cessazione immediata della guerra in Ucraina e delle stragi e devastazioni di cui consiste.
Per un'Europa di pace disarmata e disarmante dall'Atlantico agli Urali.
Per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, primo fra tutti il diritto a non essere uccisi.
Solo la pace salva le vite.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
*
Prime adesioni:
padre Alex Zanotelli
Giancarla Codrignani
Giovanna Fiume
Olga Karach
Raniero La Valle
Luisa Morgantini
Giuliano Pontara
Yurii Sheliazhenko
Maurizio Acerbo
Farid Adly
Antonietta Albanese
Fabio Alberti
Francesco Ambrosi
Marta Anderle
Elisabetta Andreani
Luigi Andriani
Serenella Angeloni Cortesi
Andrea Araceli
Paolo Arena
don Luigi Arnaboldi
Edy P. Arnaud
Fabrizio Aroldi
Franca Babbucci
Luciano Bagoli
Vincenzo Balzani
Giuseppe Barone
Francesco Basilico'
Grazia Bellini
Bruna Bellotti
Marco Bersani
Olga Bertaina
Maria Elena Bertoli
Moreno Biagioni
Davide Biolghini
padre Angelo Bissoni
Guido Blanchard
Diego Bonifaccio
Claudio Boreggi
Franco Borghi
Gabriella Bortolotti
Alberto Boschi
Giovanni Bosco
Marco Brama
Marcella Brancaforte
Antonio Bruno
Giovanna Bruno
Luisa Bruno
Valentina Bruno
Roberto Budini Gattai
Paola Busani
Emanuela Bussolati
Giuseppe Caccavale
Augusto Cacopardo
Alessandra Cangemi
Vito Capano
Francesco Domenico Capizzi
Luciana Carotenuto
Giovanni Caruso
Rossana Casalegno
Sergio Caserta
Antonio Catozzi
Augusto Cavadi
Gabriella Cavagna
Guido Cerbai
Angelo Cifatte
Rosa Maria Cigna
Luigi Cimarra
Rachele Colella
Maria Colleoni
Mario Cossali
Maria Donata Cotoloni
Pia Covre
Andrea Cozzo
Renzo Craighero
Nicoletta Crocella
Rosanna Crocini
Baldassare Cuda
Massimo Dalla Giovanna
Augusto Dalmasso
Pasquale D'Andretta
Maria D'Asaro
Lucia Davico
Marina de Felici
Giuseppe Deiana
don Vitaliano Della Sala
Emma De Luca
Bianca de Matthaeis
Roberta De Monticelli
Giuseppina Depau
Mario Di Marco
Biagio Di Maria
Domenico Di Martino
Antonella Doria
Orietta Doria
padre Elia Ercolino
Maria Esposito
Pasquale Esposito
Gigi Eusebi
Luigi Fasce
Giancarlo Fascendini
Claudio Fecchio
Gabriella Feo
Michele Feo
Fausta Ferruzza
Livio Filippi
Manuela Foschi
Angelo Gaccione
Giuliano Galeazzi
Silvia Galiano
Ezio Gallori
Nuccia Gatti
Valerio Gennaro
don Pasquale Gentili
Davide Ghaleb
Ana Maria Giannasi
Elena Giannasi Mazzeo
Fernanda Giannasi
Angela Giannitrapani
Agnese Ginocchio
Sergio Giovagnoli
Giuseppe Girgenti
Franca Grasselli
Mariarosaria Gravino
Fiorella Grigio
Massimo Guitarrini
Franco Henriquet
Aurelio Juri
Emilio Lambiase
Francesco Lena
Antonella Litta
Matteo Loreti
Monica Malventano
Paola Mancinelli
Giovanni Mandorino
Beppe Manni
Maurizio Marchi
Andrea Mariano
Gian Marco Martignoni
Amalia Martini
Licia Masi
Giuseppe Matteotti
Victor Matteucci
Paolo Mazzinghi
Vittorio Mazzone
Alessandra Mecozzi
Stefano Mencherini
Agustin Jose' Menendez
Enrico Mezzetti
Giuliano Minelli
Vittorio Miorandi
Giorgio Moio
Gianfranco Monaca
Pierluigi Moncelsi
Pierangelo Monti
Milena Mottalini
Rosanna Mulas
Rosangela Mura
Antonello Murgia
Laurino Giovanni Nardin
Olga Nassis
Linda Natalini
Amalia Navoni
Nadia Neri
Riccardo Orioles
Gianluca Paciucci
Ilva Palchetti
Vittorio Pallotti
Sergio Paronetto
Beppe Pavan
Raffaella Peder
Maria Speranza Perna
Donato Perreca
Marcello Pesarini
Alessandro Pesci
Emanuela Petrolati
Enrico Peyretti
Carmen Plebani
Elena Rampello
Cosimo Regina
Elio Rindone
Alberto Risi
Bruno Risi
Roberto Romizi
Gabriella Rossetti
Giuliana Rossi
Mara Rossi
Sara Adriana Rossi
Mirella Ruo Bernucchio
Vincenzo Russo
Roberta Salardi
Consiglia Salvio
Pasquale Salvio
Stefano Sarcinelli
Mauro Sarnari
Gabriele Scaramuzza
Manlio Schiavo
Gilda Sciortino
Luca Serafini
Giulio Sica
Maria Silvestrelli
Sergio Simonazzi
Peppe Sini
Bruno Steri
Rita Stucchi
Giuseppe Tadolini
Luciana Tavernini
Vittoria Tola
Ada Tomasello
padre Efrem Tresoldi
Alberto Trevisan
Laura Tussi
Vincenzo Valtriani
Sandro Ventura
Guido Viale
Giulio Vittorangeli
Luciano Zambelli
Mauro Carlo Zanella
Luisa Zanotelli
Rina Zardetto
Stefano Zuppello
*
Anpi del Trentino
Anpi provinciale di Cagliari
Anpi sezione "Angelo Bettini" - Rovereto-Vallagarina
Arci solidarieta' Viterbo
Associazione Alleanza Beni Comuni ODV di Pistoia
Associazione Cultura e' liberta' - una campagna per la Palestina odv
Associazione Culturale Mediterraneo - Casa delle culture - Circolo ARCI di Acquedolci (Me)
Associazione di volontariato "Diritti senza barriere"
Associazione Italia-Nicaragua, circolo di Viterbo
Associazione  ecopacifista  "Acquanuvena" odv di Avola (Sr)
Associazione Reggiana per la Costituzione
Associazione "Respirare" di Viterbo
AssoPacePalestina
Casa delle donne Viareggio
Centro antiviolenza "L'Una per l'Altra"
"Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Centro Pace ecologia e diritti umani - Rovereto
Centro Pandora di Padova
Circolo Armando Hart Davalos, sezione italiana della “Sociedad Cultural Jose' Marti' de la Solidaridad Internacional" - Cuba
Circolo "Guido Calogero e Aldo Capitini" di Genova
Comitato Nepi per la Pace
Comitato Pace Convivenza e Solidarieta' "Danilo Dolci" di Trieste
comunita' del villaggio di Modena
Cooperativa "Terra dei miti" di Sorrivoli (Fc)
Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo
Coordinamento Valdarno per la Pace
Donne in Nero di Padova
Donne in Nero di Parma
Donne in nero di Piombino
donne in nero di Reggio Emilia
Fondazione Ernesto Balducci
Fondazione We shall overcome ETS di Pratovecchio Stia - Subbiano (Ar)
Gruppo Donne in Nero - Rovereto
gruppo "Il Gibbo"
gruppo "In cammino per la Pace e il disarmo"
Gruppo per la Pace di Massa Marittima (Gr)
gruppo "Per una Chiesa diversa"
Il Corsaro - Aps
le amiche e gli amici di Alfio Pannega
Movimento Internazionale della Riconciliazione - sezione  di Vicenza
Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III Millennio - Campania
il giornale "Odissea" di Milano
Presidio donne per la pace di Palermo
la rivista "Pensionati uniti"
Rete per la Pace - Franciacorta
"Scienza medicina istituzioni politica societa'" odv
Societa' Nuova Atletica 87 - Associazione di sport, cultura e tempo libero
Tavolo per la pace di Viterbo
tutti gli ospiti latinoamericani nel Molino del Doccione
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Appello gia' pubblicato nei siti:
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5. TESTI. ALDO CAPITINI: IL MANUALE DI CHARLES C. WALKER SULL'AZIONE DIRETTA NONVIOLENTA
[Riproponiamo ancora una volta il testo del capitolo dodicesimo, "Il Manuale di Charles C. Walker (1961)", del libro di Aldo Capitini, Le tecniche della nonviolenza, Libreria Feltrinelli, 1967 (poi ristampato da Linea d'ombra, Milano 1989; e successivamente ripreso anche in Aldo Capitini, Scritti sulla nonviolenza, Protagon, Perugia 1992). L'opuscolo di Walker, Manuale per l'azione diretta nonviolenta, arricchito da ulteriori materiali, e' stato successivamente pubblicato dalle Edizioni del Movimento Nonviolento nei "Quaderni di azione nonviolenta", cui puo' essere richiesto; e' un materiale di lavoro utilissimo (per richieste: tel. 0458009803, e-mail: azionenonviolenta at sis.it); il solo testo dell'opuscolo di Walker abbiamo anche piu' volte riprodotto sul nostro foglio]

Nel 1961 e' uscito il Manuale dell'organizzatore dell'azione diretta nonviolenta, redatto da Charles C. Walker, direttore del Laboratorio della nonviolenza (Cheney, Pa, USA). Jean Fremont lo ha tradotto in francese. L'opuscolo e' edito dalla War Resisters' International, 88 Park Avenue, Enfield, Middlesex, Inghilterra. E' un ampio e organico lavoro, e il confronto con il Piano De Ligt mostra quanto l'esperienza dell'azione nonviolenta si sia accresciuta negli anni, specialmente per le grandi campagne gandhiane e per quelle degli Stati Uniti d'America e di altrove. Del resto, il manuale integra spesso i suoi suggerimenti con indicazioni bibliografiche. Metteremo in luce la struttura del lavoro, e i punti piu' rilevanti e utilizzabili.
Il Manuale e' diviso in quindici sezioni.
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1. Preparazione
Bisogna scegliere e presentare chiaramente gli scopi da raggiungere, dando rilievo ad una situazione ingiusta e cercando di ottenere l'appoggio del pubblico. La volonta' di resistenza viene sviluppata diffondendo continuamente notizie, commentandole e facendo appello all'azione immediata, indicando alle vittime anche una situazione migliore. Inoltre: assicurarsi il nome e l'indirizzo di persone che possono cooperare, e consultare gruppi e associazioni che possono simpatizzare.
Gia' in questa prima sezione si trovano i suggerimenti sempre dati per le azioni nonviolente: cercare le piu' larghe solidarieta', diffondere apertamente notizie sulla situazione e sulle prospettive di mutamento. Se ne deduce: prima di un'azione impiantare un bollettino apposito da diffondere largamente.
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2. Lancio di un programma costruttivo
Il programma deve colpire un male alla radice, venire in aiuto alle vittime, stimolare gli atteggiamenti nonviolenti. Reagire, quindi, attivamente all'apatia, con pieno altruismo e ispirando fiducia. L'azione puo' essere preparata da un lavoro costruttivo come campi di lavoro, cooperative, assistenza alle vittime di ingiustizie, lavoro caritatevole, lavoro in comunita'. Utile anche un lavoro fisico dopo un'estrema tensione nervosa.
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3. Apprendimento del metodo
Anzitutto una ricerca sui fatti, sulle forze sociali, politiche, economiche, implicate nella situazione (come abbiamo gia' visto), sull'atteggiamento dei vari gruppi.
Impostare la possibilita' di negoziati (uno stadio molto importante prima di ogni azione nonviolenta).
Appello vastissimo all'opinione pubblica, con tutti i mezzi possibili.
Giorni di digiuno e (oppure) di preghiera, rinuncia a distinzioni onorifiche date dagli autori dell'ingiustizia; dirsi disposti ad una concessione importante, purche' non leda il principio.
Presentare un "ultimatum" che espone le lagnanze, i tentativi fatti per rimediare, le concessioni proposte, e fissare una data limite. Informare tutti gli implicati nella cosa.
Infine, dopo aver tutto tentato, intraprendere l'azione diretta, senza rompere definitivamente la possibilita' di riprendere i negoziati.
L'azione diretta ha questi aspetti:
- Veglia in un luogo simbolico;
- Picchetti di militanti;
- Digiuno o sciopero della fame;
- Noncooperazione;
- Boicottaggio;
- Arresto del lavoro per un certo periodo;
- Sciopero;
- Sciopero a rovescio (lavorando dove e quando non permesso);
- Intervento p. es. in un luogo proibito;
- Disobbedienza civile;
- Migrazione;
- Manifestazioni: riunioni, sfilate, proteste.
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4. L'addestramento
Studiare la teoria e la messa in pratica della nonviolenza, le campagne nonviolente; organizzare un laboratorio della nonviolenza, proiettare film, fare riunioni e discussioni pubbliche e anche "scene drammatiche" di realizzazione di iniziative nonviolente; meditare, cantare in coro, raccontare fatti eroici, prendere pasti in comune, formare bene gli individui per i compiti che saranno a loro affidati; distinguere tra l'addestramento generale e quello per determinate azioni.
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5. Il piano di campagna dell'azione diretta nonviolenta
L'organizzazione realizzatrice deve avere delle infrastrutture con un comitato d'insieme e un comitato amministrativo, un direttore del progetto e comitati speciali (per la pubblicita', per i mezzi di trasporto, per stampare, per l'alloggio, il cibo ecc.), e deve fare un bilancio preliminare.
Mettere a punto il piano di esecuzione (utilizzando anche un consiglio giuridico).
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6. La preparazione dell'azione
Scegliere un quartiere generale delle operazioni, esponendo materiale pubblicitario, inaugurandolo con una conferenza stampa. Lettere e visite ai funzionari interessati; avvisi ai giornali. Raccogliere fondi. Fare riunioni pubbliche. Tener pronto materiale indispensabile: macchina da scrivere, anche per fare molte copie, letti e sacchi per dormire, materiale per affissioni, automobili ecc. (e vedere quali servizi di trasporto sono nella zona). Stabilire un indirizzo postale. Sviluppare i mezzi di comunicazione: telefono, altoparlanti, bollettini giornalieri. Preparare istruzioni appropriate per i capi di gruppi, fare l'elenco dei partecipanti, preparare manifesti e volantini (da apprestare molto per tempo).
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7. Studio preliminare della situazione dal punto di vista legale
Conoscere le disposizioni legali del luogo e cercar di avere assistenza legale.
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8. Messa a punto di una disciplina collettiva
Il comitato d'azione deve concretare i termini di questa disciplina.
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9. Sviluppo di una campagna di propaganda
Esporre con grande chiarezza. Fare un "memorandum" generale, e brevi biografie dei capi e dei partecipanti importanti, frequenti comunicati alla stampa e alla radio, registrare sul nastro magnetico importanti discorsi, visitare (o scrivere a) persone influenti della stampa, raccogliere ritagli di giornali.
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10. La riunione dei partecipanti all'azione
Farne l'elenco; tenere una riunione degli aderenti, esponendo il piano dell'azione e discutendolo; scegliere un presidente adatto per le riunioni (alcune questioni possono esser trattate non dalle riunioni generali, ma dai comitati).
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11. L'avvio dell'azione
Scegliere il gruppo che comincera' l'azione; e formare anche il secondo gruppo d'urto. Recarsi sul luogo (sfilare o star seduti, sempre a testa alta e tranquillamente). Esser pronti a rispondere ai giornalisti, alle guardie. Seguire le istruzioni dei capi e non lasciare il proprio posto senza averli avvisati. Distribuire i fogli (non disturbare mai il passaggio dei pedoni), e se piove, tenere i fogli in un sacco di materia plastica. Conservare, in quanto possibile, un silenzio assoluto.
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12. Fronteggiare le rappresaglie
L'avversario puo' provocare a condursi in modo agitato, a farsi prendere dal disordine, a lanciare insulti, a fare recriminazioni di un capo verso l'altro, a far sorgere defezioni nelle file dei nonviolenti, a reagire con la violenza. Percio' bisogna restare calmi e affabili, stare al proprio posto disciplinati. Se ci sono urti, il capo fa allontanare i feriti.
In caso di arresto, non opporre resistenza, e accettare i regolamenti della prigione in cio' che non siano contro la propria coscienza.
Le rappresaglie possono essere molto gravi (colpi, tortura, presa di ostaggi, linciaggio, cacciata dal posto, proibizioni di assemblee ecc.), e in tale caso insistere presso i responsabili della societa' perche' agiscano e reprimano la violenza, chiedere un'inchiesta, aiutare le vittime (le sofferenze redentrici possono liberare dal veleno della violenza accumulatosi da tanto tempo).
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13. Mantenere la vitalita' del movimento
Valersi di nuovi simboli (azioni eroiche, gli eroi di esse, le vittime delle rappresaglie, gl'imprigionati, anniversari, saluti, vesti, insegne, ecc.).
Sforzi costanti di persuasione anche presso gli avversari, tenere al corrente gli aderenti.
Incoraggiare e organizzare azioni di sostegno (dichiarazioni di personalita' eminenti, di gruppi di simpatizzanti ecc.).
Trattare i dissidenti in modo paziente e leale; educare e allenare gli aderenti, formare nuovi capi, incoraggiare il lavoro teorico e pratico; far agire il maggior numero di volontari che sia possibile.
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14. I capi
Sono dei primi tra eguali, sono dei coordinatori, abituati a lavorare in gruppo.
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15. Quando la lotta si fa lunga
Secondo Gandhi una campagna nonviolenta provoca cinque reazioni: l'indifferenza, il ridicolo, l'insulto, la repressione, il rispetto. Per arrivare al quinto punto talvolta ci vuole molto tempo.
Non si deve tendere alla "sconfitta" dell'avversario, ma ad una trasformazione dei rapporti tra le parti interessate (una vittoria della giustizia e dell'onesta' umana).

6. MATERIALI. ALCUNE PUBBLICAZIONI DI FRANCUCCIO GESUALDI E DEL "CENTRO NUOVO MODELLO DI SVILUPPO"
[Riproponiamo ancora una volta questa bibliografia che occorrerebbe aggiornare]

- Franco Gesualdi, Signorno', Guaraldi, Rimini-Firenze 1972.
- Franco Gesualdi, Economia: conoscere per scegliere, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze 1982.
- Franco Gesualdi e Pierangelo Tambellini del Centro nuovo modello di sviluppo (Vecchiano - Pi), Energia nucleare. Cos'e' e i rischi a cui ci espone, Movimento Nonviolento, Perugia 1987.
- Centro nuovo modello di sviluppo, Lettera ad un consumatore del Nord, Emi, Bologna 1990, 1994.
- Centro nuovo modello di sviluppo, Boycott! Scelte di consumo scelte di giustizia. Manuale del consumatore etico, Macro/edizioni, San Martino di Sarsina (Fo) 1992.
- Francuccio Gesualdi, Jose' Luis Corzo Toral, Don Milani nella scrittura collettiva, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1992.
- Centro nuovo modello di sviluppo, Sulla pelle dei bambini, Emi, Bologna 1994, 1995.
- Centro nuovo modello di sviluppo, Nord/Sud. Predatori, predati e opportunisti. Guida alla comprensione e al superamento dei meccanismi che impoveriscono il Sud del mondo, Emi, Bologna 1993, 1996.
- Centro nuovo modello di sviluppo, Guida al consumo critico. Informazioni sul comportamento delle imprese per un consumo consapevole, Emi, Bologna 1996.
- Centro nuovo modello di sviluppo, Sud-Nord. Nuove alleanze per la dignita' del lavoro, Emi, Bologna 1996, 1997.
- Centro nuovo modello di sviluppo, Geografia del supermercato mondiale. Produzione e condizioni di lavoro nel mondo delle multinazionali, Emi, Bologna 1996.
- Centro nuovo modello di sviluppo, Ai figli del pianeta. Scelte per un futuro vivibile, Emi, Bologna 1998.
- Francesco Gesualdi del Centro nuovo modello di sviluppo, Manuale per un consumo responsabile. Dal boicottaggio al commercio equo e solidale, Feltrinelli, Milano 1999.
- Francesco Gesualdi, Giamila Gesualdi, Paola Costanzo, Te', infusi e tisane dal mondo, Sonda, Torino-Milano 2001.
- Centro nuovo modello di sviluppo, Guida al risparmio responsabile. Informazioni sui comportamenti delle banche per scelte consapevoli, Emi, Bologna 2002.
- Centro nuovo modello di sviluppo, Guida al telefono critico. Il mondo della telefonia messo a nudo, Terre di mezzo, Milano 2002.
- Willy Mutunga, Francesco Gesualdi, Stephen Ouma, Consumatori del nord lavoratori del sud. Il successo di una campagna della societa' civile contro la Del Monte in Kenya, Emi, Bologna 2003.
- Francesco Gesualdi, Acquisti trasparenti, Emi, Bologna 2005.
- Francesco Gesualdi, Giamila Gesualdi, Tutti i tipi di te', Sonda, Torino-Milano 2005.
- Francesco Gesualdi, John Pilger, Comprare con giustizia, Emi, Bologna 2005.
- Francesco Gesualdi, Centro nuovo modello di sviluppo, Sobrieta'. Dallo spreco di pochi ai diritti per tutti, Feltrinelli, Milano 2005.
- Centro nuovo modello di sviluppo, Ai giovani figli del pianeta. Scegliamo insieme un futuro per tutti, Emi, Bologna 2005.
- Centro nuovo modello di sviluppo, Guida al vestire critico, Emi, Bologna 2006.
- Francesco Gesualdi, Acqua con giustizia e sobrieta', Emi, Bologna 2007.
- Francesco Gesualdi, Il mercante d'acqua, Feltrinelli Milano 2007.
- Francesco Gesualdi, Lorenzo Guadagnucci, Dalla parte sbagliata del mondo. Da Barbiana al consumo critico: storia e opinioni di un militante, Terre di mezzo, Milano 2008.
- Francesco Gesualdi, Vito Sammarco, Consumattori. Per un nuovo stile di vita, La Scuola, Brescia 2009.
- Francesco Gesualdi, L'altra via. Dalla crescita al benvivere, programma per un'economia della sazieta', Terre di Mezzo, Milano 2009.
- Francesco Gesualdi, Dario Bossi, Il prezzo del ferro. Come si arricchisce la piu' grande multinazionale del ferro e come resistono le vittime a livello mondiale, Emi, Bologna 2010.
- Francesco Gesualdi, Cercatori del regno. Cammino missionario verso la Pasqua 2011. Una Quaresima per crescere nella spiritualita' dei nuovi stili di vita, Emi, Bologna 2011.
- Francesco Gesualdi, I fuorilega del nordest, Dissensi, 2011.
- Centro nuovo modello di sviluppo, I mercanti della notizia. Guida al controllo dell'informazione in Italia, Emi, Bologna 2011.
- Francesco Gesualdi, Facciamo da soli. Per uscire dalla crisi, oltre il mito della crescita: ripartiamo dal lavoro e riprendiamoci l'economia, Altreconomia, Milano 2012.
- Francesco Gesualdi, Le catene del debito. E come possiamo spezzarle, Feltrinelli, Milano 2013.
- Francesco Gesualdi, L'economia del bene comune, Feltrinelli, Milano 2013.
- Francesco Gesualdi, Cambiare il sistema. La storia e il pensiero del padre del consumo critico, fondatore del "Centro nuovo modello di sviluppo", Altreconomia, Milano 2014.
- Francesco Gesualdi, Risorsa umana. L'economia della pietra scartata, San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi) 2015.

7. SEGNALAZIONI LIBRARIE

Riletture
- Guido Davico Bonino, Paola Mastrocola (a cura di), L'altro sguardo. Antologia delle poetesse del Novecento, Mondadori, Milano 1996, 1999, pp. 406.
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Classici
- I Presocratici. Testimonianze e frammenti, Laterza, Roma-Bari 1979, 1993, 2 tomi per complessive pp. XXXII + 1150.
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Maestre
- Emily Dickinson, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 1997, 2005, pp. LXII + 1858.

8. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

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NONVIOLENZA O BARBARIE
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Numero 110 del 4 agosto 2026
Nuova serie de "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it