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[nonviolenza] Il professor Nando dalla Chiesa, una delle figure piu' illustri della cultura e della vita civile in Italia, esprime apprezzamento per l'attivita' dell'Afesopsit. (In allegato due ricordi di Alfio e di Vito + Saffo tradotta da Riccardo Orioles)
- Subject: [nonviolenza] Il professor Nando dalla Chiesa, una delle figure piu' illustri della cultura e della vita civile in Italia, esprime apprezzamento per l'attivita' dell'Afesopsit. (In allegato due ricordi di Alfio e di Vito + Saffo tradotta da Riccardo Orioles)
- From: Centro di ricerca per la pace Centro di ricerca per la pace <centropacevt at gmail.com>
- Date: Mon, 3 Aug 2026 13:01:12 +0200
IL PROFESSOR NANDO DALLA CHIESA, UNA DELLE FIGURE PIU' ILLUSTRI DELLA CULTURA E DELLA VITA CIVILE IN ITALIA, ESPRIME APPREZZAMENTO PER L'ATTIVITA' DELL'AFESOPSIT. (IN ALLEGATO DUE RICORDI DI ALFIO E DI VITO + SAFFO TRADOTTA DA RICCARDO ORIOLES)
Il professor Nando dalla Chiesa, una delle figure piu' illustri della cultura e della vita civile in Italia, avendo avuto modo di leggere un ampio resoconto dell'incontro di sabato primo agosto dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) presso la "Fattoria di Alice" a Viterbo, in una lettera personale ad uno dei partecipanti agli incontri settimanali della storica associazione di solidarieta' fondata da Vito Ferrante nel 1993, ha voluto esprimere un affettuoso e generoso apprezzamento per l'attivita' svolta e per la costanza nell'impegno solidale.
*
Un prestigioso testimone, un profondo studioso, un coraggioso ed infaticabile militante contro tutti i poteri criminali
Il professor Nando dalla Chiesa, figlio del martire della lotta antimafia Carlo Alberto dalla Chiesa, e' una delle figure piu' luminose sia della lotta contro i poteri criminali, sia dello studio necessario affinche' quella lotta sia efficace.
Gli esprimiamo la nostra sincera gratitudine non solo per l'attenzione che ha voluto generosamente dedicarci, ma soprattutto per l'impegno intellettuale, morale e civile profuso nel corso della sua intera esistenza di studioso e di lottatore nonviolento per il bene comune dell'umanita'.
*
Sabato 8 agosto il prossimo incontro dell'Afesopsit
Il prossimo incontro dell'Afesopsit si svolge sabato 8 agosto sempre presso la propria storica sede, la "Fattoria di Alice" in strada Tuscanese 20, appena fuori Viterbo; si pranza insieme intorno alle ore 13, ed alle ore 14 circa inizia l'incontro pomeridiano di riflessione e di testimonianza: ogni persona interessata e' invitata a partecipare.
Ricordiamo ancora una volta che negli incontri settimanali dell'Afesopsit ogni ospite e' gradito, ogni persona che vuole partecipare e' accolta con la piu' viva cordialita'. E tutto avviene nella gratuita' e nella condivisione, come e' sempre stata volonta' di Vito Ferrante (il fondatore di questa preziosa esperienza di solidarieta' che ci ha lasciato il 29 aprile scorso) e come quindi e' proprio dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" che ne prosegue concretamente e coerentemente l'impegno di solidarieta' e di liberazione.
*
Alessandra Casciani ricorda Alfio Pannega e Vito Ferrante
Alleghiamo in calce due ricordi di Alfio Pannega e di Vito Ferrante scritti da Alessandra Casciani, che vivamente ringraziamo non solo per questi testi di intensa commozione e profonda verita', ma anche per lo straordinario impegno di pace e di solidarieta' che esprime da un'intera vita.
*
Saffo tradotta da Riccardo Orioles
Alleghiamo anche alcune traduzioni di Saffo messeci a disposizione da Riccardo Orioles, illustre giornalista e figura eponima della lotta contro la mafia; lo ringraziamo ancora una volta anche di questo dono.
*
Per informazioni e contatti
Per contattare l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) scrivere una e-mail a: info at ilboschettodeicorbezzoli.it, stefania0560 at hotmail.it
Le amiche e gli amici di Vito Ferrante
Viterbo, 3 agosto 2026
Mittenti: alcune amiche e alcuni amici di Vito Ferrante, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
* * *
Allegato primo: Alessandra Casciani ricorda Alfio Pannega e Vito Ferrante
Alfio
Ciao Alfio, salutami gli angeli che ora saranno i tuoi nuovi compagni!
Quando ti ho conosciuto lavoravo a Roma, mi stavo separando dalla mia famiglia, stavo lasciando la mia citta', era un momento delicato.
A viterbo mi teneva legata mio cugino Mario, che mi conosceva sin da piccola, mi fidavo felicemente di lui e quando tornavo da Roma era lui la mia base.
Fino a quando un giorno mi porto' al CSOA Valle Faul proprio i primi giorni dopo l'occupazione: una fucina di creativita' e speranza, c'era un fermento colorato che mi eccitava, era meravigliosa quell'amalgama umano unito insieme con uno scopo. Fino a quando arrivammo da Alfio, a cui Mario, fiero, mi presento'. Stava in un cerchietto di persone, in un angolo raccolto ma esposto, mi sembrava un quadro di Toulouse-Lautrec.
Delicatamente si volto' verso di me con due occhi limpidi come il cielo sereno immersi in una faccia tutto un sorriso e mi disse: "Lo vedi 'sti ragazzi che stanno a fa'? Ma c'hanno raggione!".
Da qui e' iniziato un percorso fatto di formazione, incontri, concerti, assemblee, battaglie.
Formazione perche' la lotta nonviolenta va appresa, ma tutto va appreso "nel giusto modo", e in questo ci fu chi fu instancabile, ogni persona e' cresciuta col Centro.
Io tornavo da Roma felice per seguire una "lezione" mentre Alfio sonnecchiava su una seggiola sotto l'albero, tutti felici di trovarsi "come a scuola" ma... nel modo giusto.
Abbiamo avuto il piacere di conoscere e scambiare con personaggi delle lotte "importanti", con musicisti internazionali e non, il tutto in nome della lotta nonviolenta contro ogni ingiustizia e sopruso.
Per me e' stato un tempo bellissimo, anche se ero "saltuaria" mi sentivo a casa e sentivo un posto dove ritornare, dove c'era un nonno che con serena gioia antica mi accoglieva, sempre, e cosi' con molti.
Alfio sapeva dire e fare cio' che serviva, sapeva dare a ognuno la giusta parola, il giusto atteggiamento.
Io mi incantavo a guardare la sua gestualita' piena di grazia quando faceva le cose, sfogliava un giornale, raccoglieva il finocchietto, parlava con qualcuno... era un guardare che mi rinfrancava, vedevo amore in movimento...
Condividevamo l'amore per la natura e il piacere nella raccolta e trasformazione delle erbe spontanee, da mangiare poi magari tutti insieme in qualche leccornioso modo... al Centro si amava cucinare, ci si "ingarellava" pure... e Alfio sornione assisteva, aspettando l'occasione di entrare in scena con qualche sua rima o aneddoto, se poi c'era un musicista lo spettacolo era garantito!
Qualcuno dice che l'amore autentico non muore mai, continua a circolare...
*
Vito
Devo ammettere che la sua morte e' stata proprio una brutta sorpresa, e ora c'e' da rimboccarsi le maniche... con calma.
Vito era un grande amico di Alfio e del centro sociale e non si lasciava sfuggire l'occasione di esserci nonostante fosse superimpegnato.
Con Vito avevo inizialmente una relazione mediata da Roland, con cui condivideva il piacere nel fare con le mani, l'arte di fare riciclando di cui anche Alfio fu Maestro... sapevano fare tutto, era una fortuna averli accanto!
L'attenzione per le diversita' e l'amore per la liberta' di essere e manifestarsi.
Con Vito abbiamo condiviso iniziative bellissime.
In occasione di un raduno nazionale degli ecovillaggi, sul tema delle diversita', abbiamo invitato Vito col suo gruppo, qualcuno del gruppo che venne con Vito si ricordera' forse.
Una volta invece andammo io e Ro' alla Fattoria per montare tre tepee (le tradizionali tende dei nativi americano), fu bello, abbiamo anche delle foto, ma il progetto nel tempo si areno'... Vito voleva fare un totem al centro dei tre tepee, per radunarcisi intorno e leggere poesie indiane, racconti, storie, la cultura, il modo in cui erano legati alla terra...
Un giorno invece, un annetto prima di andarsene, incontrai Vito col furgone vicino casa mia, si fermo', mi saluto' e col suo candore sorridente mi disse: "Eh, io faccio questo", indicando con le mani il furgone.
Era totalmente sereno, al di la' dei suoi guai, forse c'erano due o tre persone con lui.
Sin da piccola, alla morte di qualche autentico "grande", mi impaurivo. Ricordo quando mori' Madre Teresa, pensai che stavamo rimanendo soli, senza piu' Maestri e che "il male" avrebbe potuto sovrastare...
Poi, andando avanti ho capito che la paura e' di perdere l'umanita', di non trovarla piu' nelle persone, e allora ecco che la perdita di Vito mi fa riemergere questi timori.
Per fortuna che ci sono i pranzi alla Fattoria dove di umanita' se ne incontra in abbondanza!
Grazie Vito, a buon rendere.
* * *
Allegato secondo: Saffo tradotta da Riccardo Orioles
Mi pare un dio chi felice ti siede
accanto e stretto a te le tue parole
si gode e il dolce amoroso sorriso
e il cuore balza in petto. Se ti vedo
un attimo, ammutolisce la voce
tace la lingua una fiamma sottile
mi freme lungo il corpo - piu' non vedo
e piu' non sento e sudo freddo e sono
pronta a morire...
*
Le stelle attorno alla lucente luna
ancora una volta svaniscono e lei
spande il suo chiaro sulla terra, lieve
luce d'argento...
*
Potessi averla anch'io, o Dea bionda, potessi,
aver questa fortuna!
*
Ma io ti ho amato tanto tanto ed eri
- allora - una monella goffa e magra
*
E sul mio letto morbido il tuo corpo,
se sarai stanca, posero' pian piano...
*
Hai fatto bene a venire - ti volevo
Acqua per il mio corpo che bruciava
*
Coglieva dolcissima i fiori
una ragazza - io la vidi...
*
Rabbrividi' l'anima alle colombe,
mute restarono le ali...
*
Cavalli e fanti e corpi armati in guerra
e' l'ideale di certuni - navi
sognano altri - ma il piu' grande e' l'amore.
Pensaci: pure Elena la bella,
la piu' bella di tutte, per amore
abbandono' lo sposo e ando' per mare
ad Ilio ne' mai piu' si volse indietro
e cancello' la figlia e padre e madre.
Cosi' la travolse la dea. E tu, lontana,
cosi' sei nel ricordo. E ti rivedo,
amata, che cammini nella luce
- per te tutti gli eserciti darei
del mio paese e tutte le armi e i soldati
*
D'allegri fiori cingiti i capelli,
amata mia, e intreccia le ghirlande
d'erba di campo con le dita lievi.
La nostra dea e le Grazie sono amiche dei fiori,
non ne gode lo sguardo chi non li ha per corona
*
Cosi' insieme danzavano allora le donne cretesi
muovendo svelte i piedi attorno all'ara.
Sfioravano lievi le cime
dell'erba del tenero prato
*
L'amore che mi scuote nel profondo
come vento sugli alberi, sul monte
*
Desiderio di te mi sconvolge
mi fa tremare nel corpo - l'amore
e' belva troppo dolce troppo amara
*
E non mi pensi piu', e gia' immemore voli
presso una donna che non sono io
*
La luna risplendeva piena, ed esse
si disponevan torno torno all'ara...
*
Tramonto' gia' le Pleiadi e la luna
passo' gia' mezzanotte, e passa il tempo
Ed io son qui, sola
*
A cosa, dolce amico, mi somigli?
A un alberello gentile, amico mio, assomigli
*
Queste canzoni cantero'
alle mie care ragazze...
*
"E te lo vorrei dire, ma ho paura..."
"Se tu amassi davvero, se potessi
dirmi senz'arrossire queste cose,
tu mi diresti tutto, amato mio:
e i tuoi occhi sarebbero piu' belli"
*
Ho una bambina bella, pare un fiore
dai ricci d'oro la bambina mia.
Conta piu' lei per me di tutto il regno,
conta persino piu' della mia isola amata
*
Dolce madre, non piu'
lavorero' con te su questa tela
l'amore di un ragazzo mi ha presa
e la lieve Afrodite
*
Come il frutto piu' bello, piu' rosso, sull'alto del melo
che il contadino non colse - non ce la fece a toccarlo,
troppo alto per lui era il ramo...
*
Resterai li' distesa e non ricorderanno
nulla di te ne' ci sara' rimpianto
per te che non hai scelto l'allegria,
chiusa in te stessa. Ed anche nel paese
di Ade vagherai senza sapere
fluttuando fra le informi ombre dei morti
*
Mia madre mi diceva che un bel nastro
- da ragazza, ai tempi dei nastri sui capelli -
gia' le bastava, rosso, per sentirsi piu' bella.
Ma tu, testarossa, avevi sui capelli
solamente dei fiori, tu capelli di fuoco.
Ed adesso mi chiedi un cappellino:
ma il tuo ragazzo, sai, non e' d'accordo...
*
Nella citta' lontana tu rivedi
la nostra allegra vita. Ti ricordi,
che gioia il tuo canto, e come t'ammirava
la tua compagna? Ed ora fra le donne
splendi laggiu', come la rosea luna,
a notte, fra le evanescenti stelle
le fa sbiadire e libera si posa
sul mare scintillante e sopra i fiori
dei campi - quando fresca la rugiada
li bagna e rifioriscono le rose.
E cammini e ricordi, e nostalgia
il tuo cuore d'amica getta indietro
e "Tornate!" tu gridi, muta, a noi
*
Tu mi lasciavi, io morivo. Piangevi,
dicevi: "Saffo, come non vorrei
lasciarti!". Io ti risposi: "Sii felice
dove vai, e pensa un poco a me,
perche' io ti ho amata". Vedi? Quanta gioia,
quante viole raccolte e quante rose
insieme, quanti fiori fra i capelli,
quante ghirlande a maggio mi donavi
e quante io a te, e come il corpo spargevi
di profumo lucente, e come a letto
il desiderio ardente della tua
dolce amica acquietavi...
Non c'era fonte, allora, ne' ruscello
ne' collina ne' sacro bosco senza
i nostri corpi uniti nella danza...
*
Espero, tutto riporti
quel che disperse nella luce Aurora,
riporti la capretta, riporti l'agnella,
riporti la ragazza tenerella alla madre...
*
Voce di primavera, dolce canto, usignuolo...
*
Ceci d'oro crescevano
sulla riva del mare...
*
"Gioventu', gioventu', mi lasci e te ne vai?"
"Mai piu' verro' da te, mai piu' verro'"
*
Un frammento di Alceo su Saffo
Dolce sorriso, chioma
di viola, bellissima Saffo...
* * *
Il professor Nando dalla Chiesa, una delle figure piu' illustri della cultura e della vita civile in Italia, avendo avuto modo di leggere un ampio resoconto dell'incontro di sabato primo agosto dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) presso la "Fattoria di Alice" a Viterbo, in una lettera personale ad uno dei partecipanti agli incontri settimanali della storica associazione di solidarieta' fondata da Vito Ferrante nel 1993, ha voluto esprimere un affettuoso e generoso apprezzamento per l'attivita' svolta e per la costanza nell'impegno solidale.
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Un prestigioso testimone, un profondo studioso, un coraggioso ed infaticabile militante contro tutti i poteri criminali
Il professor Nando dalla Chiesa, figlio del martire della lotta antimafia Carlo Alberto dalla Chiesa, e' una delle figure piu' luminose sia della lotta contro i poteri criminali, sia dello studio necessario affinche' quella lotta sia efficace.
Gli esprimiamo la nostra sincera gratitudine non solo per l'attenzione che ha voluto generosamente dedicarci, ma soprattutto per l'impegno intellettuale, morale e civile profuso nel corso della sua intera esistenza di studioso e di lottatore nonviolento per il bene comune dell'umanita'.
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Sabato 8 agosto il prossimo incontro dell'Afesopsit
Il prossimo incontro dell'Afesopsit si svolge sabato 8 agosto sempre presso la propria storica sede, la "Fattoria di Alice" in strada Tuscanese 20, appena fuori Viterbo; si pranza insieme intorno alle ore 13, ed alle ore 14 circa inizia l'incontro pomeridiano di riflessione e di testimonianza: ogni persona interessata e' invitata a partecipare.
Ricordiamo ancora una volta che negli incontri settimanali dell'Afesopsit ogni ospite e' gradito, ogni persona che vuole partecipare e' accolta con la piu' viva cordialita'. E tutto avviene nella gratuita' e nella condivisione, come e' sempre stata volonta' di Vito Ferrante (il fondatore di questa preziosa esperienza di solidarieta' che ci ha lasciato il 29 aprile scorso) e come quindi e' proprio dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" che ne prosegue concretamente e coerentemente l'impegno di solidarieta' e di liberazione.
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Alessandra Casciani ricorda Alfio Pannega e Vito Ferrante
Alleghiamo in calce due ricordi di Alfio Pannega e di Vito Ferrante scritti da Alessandra Casciani, che vivamente ringraziamo non solo per questi testi di intensa commozione e profonda verita', ma anche per lo straordinario impegno di pace e di solidarieta' che esprime da un'intera vita.
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Saffo tradotta da Riccardo Orioles
Alleghiamo anche alcune traduzioni di Saffo messeci a disposizione da Riccardo Orioles, illustre giornalista e figura eponima della lotta contro la mafia; lo ringraziamo ancora una volta anche di questo dono.
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Per informazioni e contatti
Per contattare l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) scrivere una e-mail a: info at ilboschettodeicorbezzoli.it, stefania0560 at hotmail.it
Le amiche e gli amici di Vito Ferrante
Viterbo, 3 agosto 2026
Mittenti: alcune amiche e alcuni amici di Vito Ferrante, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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Allegato primo: Alessandra Casciani ricorda Alfio Pannega e Vito Ferrante
Alfio
Ciao Alfio, salutami gli angeli che ora saranno i tuoi nuovi compagni!
Quando ti ho conosciuto lavoravo a Roma, mi stavo separando dalla mia famiglia, stavo lasciando la mia citta', era un momento delicato.
A viterbo mi teneva legata mio cugino Mario, che mi conosceva sin da piccola, mi fidavo felicemente di lui e quando tornavo da Roma era lui la mia base.
Fino a quando un giorno mi porto' al CSOA Valle Faul proprio i primi giorni dopo l'occupazione: una fucina di creativita' e speranza, c'era un fermento colorato che mi eccitava, era meravigliosa quell'amalgama umano unito insieme con uno scopo. Fino a quando arrivammo da Alfio, a cui Mario, fiero, mi presento'. Stava in un cerchietto di persone, in un angolo raccolto ma esposto, mi sembrava un quadro di Toulouse-Lautrec.
Delicatamente si volto' verso di me con due occhi limpidi come il cielo sereno immersi in una faccia tutto un sorriso e mi disse: "Lo vedi 'sti ragazzi che stanno a fa'? Ma c'hanno raggione!".
Da qui e' iniziato un percorso fatto di formazione, incontri, concerti, assemblee, battaglie.
Formazione perche' la lotta nonviolenta va appresa, ma tutto va appreso "nel giusto modo", e in questo ci fu chi fu instancabile, ogni persona e' cresciuta col Centro.
Io tornavo da Roma felice per seguire una "lezione" mentre Alfio sonnecchiava su una seggiola sotto l'albero, tutti felici di trovarsi "come a scuola" ma... nel modo giusto.
Abbiamo avuto il piacere di conoscere e scambiare con personaggi delle lotte "importanti", con musicisti internazionali e non, il tutto in nome della lotta nonviolenta contro ogni ingiustizia e sopruso.
Per me e' stato un tempo bellissimo, anche se ero "saltuaria" mi sentivo a casa e sentivo un posto dove ritornare, dove c'era un nonno che con serena gioia antica mi accoglieva, sempre, e cosi' con molti.
Alfio sapeva dire e fare cio' che serviva, sapeva dare a ognuno la giusta parola, il giusto atteggiamento.
Io mi incantavo a guardare la sua gestualita' piena di grazia quando faceva le cose, sfogliava un giornale, raccoglieva il finocchietto, parlava con qualcuno... era un guardare che mi rinfrancava, vedevo amore in movimento...
Condividevamo l'amore per la natura e il piacere nella raccolta e trasformazione delle erbe spontanee, da mangiare poi magari tutti insieme in qualche leccornioso modo... al Centro si amava cucinare, ci si "ingarellava" pure... e Alfio sornione assisteva, aspettando l'occasione di entrare in scena con qualche sua rima o aneddoto, se poi c'era un musicista lo spettacolo era garantito!
Qualcuno dice che l'amore autentico non muore mai, continua a circolare...
*
Vito
Devo ammettere che la sua morte e' stata proprio una brutta sorpresa, e ora c'e' da rimboccarsi le maniche... con calma.
Vito era un grande amico di Alfio e del centro sociale e non si lasciava sfuggire l'occasione di esserci nonostante fosse superimpegnato.
Con Vito avevo inizialmente una relazione mediata da Roland, con cui condivideva il piacere nel fare con le mani, l'arte di fare riciclando di cui anche Alfio fu Maestro... sapevano fare tutto, era una fortuna averli accanto!
L'attenzione per le diversita' e l'amore per la liberta' di essere e manifestarsi.
Con Vito abbiamo condiviso iniziative bellissime.
In occasione di un raduno nazionale degli ecovillaggi, sul tema delle diversita', abbiamo invitato Vito col suo gruppo, qualcuno del gruppo che venne con Vito si ricordera' forse.
Una volta invece andammo io e Ro' alla Fattoria per montare tre tepee (le tradizionali tende dei nativi americano), fu bello, abbiamo anche delle foto, ma il progetto nel tempo si areno'... Vito voleva fare un totem al centro dei tre tepee, per radunarcisi intorno e leggere poesie indiane, racconti, storie, la cultura, il modo in cui erano legati alla terra...
Un giorno invece, un annetto prima di andarsene, incontrai Vito col furgone vicino casa mia, si fermo', mi saluto' e col suo candore sorridente mi disse: "Eh, io faccio questo", indicando con le mani il furgone.
Era totalmente sereno, al di la' dei suoi guai, forse c'erano due o tre persone con lui.
Sin da piccola, alla morte di qualche autentico "grande", mi impaurivo. Ricordo quando mori' Madre Teresa, pensai che stavamo rimanendo soli, senza piu' Maestri e che "il male" avrebbe potuto sovrastare...
Poi, andando avanti ho capito che la paura e' di perdere l'umanita', di non trovarla piu' nelle persone, e allora ecco che la perdita di Vito mi fa riemergere questi timori.
Per fortuna che ci sono i pranzi alla Fattoria dove di umanita' se ne incontra in abbondanza!
Grazie Vito, a buon rendere.
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Allegato secondo: Saffo tradotta da Riccardo Orioles
Mi pare un dio chi felice ti siede
accanto e stretto a te le tue parole
si gode e il dolce amoroso sorriso
e il cuore balza in petto. Se ti vedo
un attimo, ammutolisce la voce
tace la lingua una fiamma sottile
mi freme lungo il corpo - piu' non vedo
e piu' non sento e sudo freddo e sono
pronta a morire...
*
Le stelle attorno alla lucente luna
ancora una volta svaniscono e lei
spande il suo chiaro sulla terra, lieve
luce d'argento...
*
Potessi averla anch'io, o Dea bionda, potessi,
aver questa fortuna!
*
Ma io ti ho amato tanto tanto ed eri
- allora - una monella goffa e magra
*
E sul mio letto morbido il tuo corpo,
se sarai stanca, posero' pian piano...
*
Hai fatto bene a venire - ti volevo
Acqua per il mio corpo che bruciava
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Coglieva dolcissima i fiori
una ragazza - io la vidi...
*
Rabbrividi' l'anima alle colombe,
mute restarono le ali...
*
Cavalli e fanti e corpi armati in guerra
e' l'ideale di certuni - navi
sognano altri - ma il piu' grande e' l'amore.
Pensaci: pure Elena la bella,
la piu' bella di tutte, per amore
abbandono' lo sposo e ando' per mare
ad Ilio ne' mai piu' si volse indietro
e cancello' la figlia e padre e madre.
Cosi' la travolse la dea. E tu, lontana,
cosi' sei nel ricordo. E ti rivedo,
amata, che cammini nella luce
- per te tutti gli eserciti darei
del mio paese e tutte le armi e i soldati
*
D'allegri fiori cingiti i capelli,
amata mia, e intreccia le ghirlande
d'erba di campo con le dita lievi.
La nostra dea e le Grazie sono amiche dei fiori,
non ne gode lo sguardo chi non li ha per corona
*
Cosi' insieme danzavano allora le donne cretesi
muovendo svelte i piedi attorno all'ara.
Sfioravano lievi le cime
dell'erba del tenero prato
*
L'amore che mi scuote nel profondo
come vento sugli alberi, sul monte
*
Desiderio di te mi sconvolge
mi fa tremare nel corpo - l'amore
e' belva troppo dolce troppo amara
*
E non mi pensi piu', e gia' immemore voli
presso una donna che non sono io
*
La luna risplendeva piena, ed esse
si disponevan torno torno all'ara...
*
Tramonto' gia' le Pleiadi e la luna
passo' gia' mezzanotte, e passa il tempo
Ed io son qui, sola
*
A cosa, dolce amico, mi somigli?
A un alberello gentile, amico mio, assomigli
*
Queste canzoni cantero'
alle mie care ragazze...
*
"E te lo vorrei dire, ma ho paura..."
"Se tu amassi davvero, se potessi
dirmi senz'arrossire queste cose,
tu mi diresti tutto, amato mio:
e i tuoi occhi sarebbero piu' belli"
*
Ho una bambina bella, pare un fiore
dai ricci d'oro la bambina mia.
Conta piu' lei per me di tutto il regno,
conta persino piu' della mia isola amata
*
Dolce madre, non piu'
lavorero' con te su questa tela
l'amore di un ragazzo mi ha presa
e la lieve Afrodite
*
Come il frutto piu' bello, piu' rosso, sull'alto del melo
che il contadino non colse - non ce la fece a toccarlo,
troppo alto per lui era il ramo...
*
Resterai li' distesa e non ricorderanno
nulla di te ne' ci sara' rimpianto
per te che non hai scelto l'allegria,
chiusa in te stessa. Ed anche nel paese
di Ade vagherai senza sapere
fluttuando fra le informi ombre dei morti
*
Mia madre mi diceva che un bel nastro
- da ragazza, ai tempi dei nastri sui capelli -
gia' le bastava, rosso, per sentirsi piu' bella.
Ma tu, testarossa, avevi sui capelli
solamente dei fiori, tu capelli di fuoco.
Ed adesso mi chiedi un cappellino:
ma il tuo ragazzo, sai, non e' d'accordo...
*
Nella citta' lontana tu rivedi
la nostra allegra vita. Ti ricordi,
che gioia il tuo canto, e come t'ammirava
la tua compagna? Ed ora fra le donne
splendi laggiu', come la rosea luna,
a notte, fra le evanescenti stelle
le fa sbiadire e libera si posa
sul mare scintillante e sopra i fiori
dei campi - quando fresca la rugiada
li bagna e rifioriscono le rose.
E cammini e ricordi, e nostalgia
il tuo cuore d'amica getta indietro
e "Tornate!" tu gridi, muta, a noi
*
Tu mi lasciavi, io morivo. Piangevi,
dicevi: "Saffo, come non vorrei
lasciarti!". Io ti risposi: "Sii felice
dove vai, e pensa un poco a me,
perche' io ti ho amata". Vedi? Quanta gioia,
quante viole raccolte e quante rose
insieme, quanti fiori fra i capelli,
quante ghirlande a maggio mi donavi
e quante io a te, e come il corpo spargevi
di profumo lucente, e come a letto
il desiderio ardente della tua
dolce amica acquietavi...
Non c'era fonte, allora, ne' ruscello
ne' collina ne' sacro bosco senza
i nostri corpi uniti nella danza...
*
Espero, tutto riporti
quel che disperse nella luce Aurora,
riporti la capretta, riporti l'agnella,
riporti la ragazza tenerella alla madre...
*
Voce di primavera, dolce canto, usignuolo...
*
Ceci d'oro crescevano
sulla riva del mare...
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"Gioventu', gioventu', mi lasci e te ne vai?"
"Mai piu' verro' da te, mai piu' verro'"
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Un frammento di Alceo su Saffo
Dolce sorriso, chioma
di viola, bellissima Saffo...
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