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[nonviolenza] Nonviolenza o barbarie. 109
- Subject: [nonviolenza] Nonviolenza o barbarie. 109
- From: Centro di ricerca per la pace Centro di ricerca per la pace <centropacevt at gmail.com>
- Date: Mon, 3 Aug 2026 05:45:32 +0200
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NONVIOLENZA O BARBARIE
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Numero 109 del 3 agosto 2026
Nuova serie de "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
Sommario di questo numero:
1. Come Carlo Cassola
2. Un corale omaggio all'illustre giornalista e militante antimafia Riccardo Orioles nell'incontro di sabato primo agosto dell'Afesopsit a Viterbo (ed allegati alcuni versi con cui Immacolata ricorda Vito Ferrante)
3. Dizionario di filosofia Treccani: Filosofie del femminismo (2009)
4. Una richiesta al Presidente dello Stato di Israele: conceda la grazia a Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese
5. Alcuni ulteriori riferimenti utili
6. Segnalazioni librarie
7. La "Carta" del Movimento Nonviolento
1. EDITORIALE. COME CARLO CASSOLA
Noi la pensiamo come Carlo Cassola: la cosa piu' necessaria ed urgente per l'umanita' intera e' il disarmo.
Disarmare subito, salvare le vite.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Siamo una sola umana famiglia in un unico mondo vivente.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Chi salva una vita salva il mondo.
Nonviolenza o barbarie.
2. INCONTRI. UN CORALE OMAGGIO ALL'ILLUSTRE GIORNALISTA E MILITANTE ANTIMAFIA RICCARDO ORIOLES NELL'INCONTRO DI SABATO PRIMO AGOSTO DELL'AFESOPSIT A VITERBO (ED ALLEGATO ALCUNI VERSI CON CUI IMMACOLATA RICORDA VITO FERRANTE)
Sabato primo agosto 2026 si e' tenuto il consueto incontro settimanale dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) presso la propria storica sede, la "Fattoria di Alice" in strada Tuscanese 20 appena fuori Viterbo.
Dopo la condivisione del pasto - momento fondamentale di vicinanza, condivisione e dialogo - l'incontro e' proseguito nel pomeriggio con l'abituale esperienza partecipativa di riflessione e di testimonianza che ogni settimana coinvolge sia le persone impegnate nell'associazione che le persone ospiti, occasionali o abituali.
Ricordiamo ancora una volta che negli incontri settimanali dell'Afesopsit ogni ospite e' gradito, ogni persona che vuole partecipare e' accolta con la piu' viva cordialita'. E tutto avviene nella gratuita' e nella condivisione, come e' sempre stata volonta' di Vito Ferrante (il fondatore di questa preziosa esperienza di solidarieta' che ci ha lasciato il 29 aprile scorso) e come quindi e' proprio dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" che ne prosegue concretamente e coerentemente l'impegno di solidarieta' e di liberazione.
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Il pasto in comune
Come sempre la preparazione e la consumazione del pasto in comune e' stata anche un'occasione felice e feconda per condividere confidenze, emozioni, notizia e conoscenze; per rinsaldare ancor piu' i legami di amicizia e di solidarieta'; per praticare l'accoglienza verso chi partecipava per la prima volta; per il dialogo riconoscente, il colloquio corale, per assaporare ancora e ancora il sentimento gioioso e struggente della vicinanza accudente e della reciproca comprensione.
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Proseguendo ancora nella festa della musica come forma di amore e pratica della condivisione
Nel corso della giornata e' proseguita la consegna a tutte le persone premiate del concorso "Ascolta una cantante che amiamo" dei relativi attestati e delle fotografie che documentano l'esperienza; un'esperienza vissuta nel corso delle scorse settimane di invito all'ascolto di interpreti della grande musica lirica, jazz, folk e rock.
Le esecutrici da ascoltare, proposte in un foglio volante dal titolo "alcune cantanti che amiamo", erano le seguenti: alcune cantanti liriche: Cecilia Bartoli, Cathy Berberian, Montserrat Caballe', Maria Callas, Diana Damrau, Danielle de Niese, Natalie Dessay, Elina Garanca, Anna Moffo, Anna Netrebko, Patricia Petibon, Renata Tebaldi; alcune cantanti jazz: Betty Carter, Ella Fitzgerald, Aretha Franklin, Billie Holiday, Mahalia Jackson, Abbey Lincoln, Hazel Scott, Nina Simone, Bessie Smith, Sarah Vaughan, Dinah Washington, Cassandra Wilson; alcune cantanti folk: Joan Armatrading, Joan Baez, Caterina Bueno, Maria Carta, Tracy Chapman, Teresa De Sio, Roberta Flack, Miriam Makeba, Giovanna Marini, Nelly Omar, Violeta Parra, Amalia Rodrigues; alcune cantanti rock: Beyonce', Debbie Harry, Janis Joplin, Annie Lennox, Fiorella Mannoia, Joni Mitchell, Alanis Morissette, Gianna Nannini, Dolores O'Riordan, Skin, Patti Smith, Lucinda Williams.
Alle persone premiate oltre l'attestato e' stata consegnata anche una raccolta di poesie dedicate a Vito Ferrante, una raccolta di testi di Primo Levi, un portfolio fotografico di alcune grandi maestre della cultura e dell'impegno morale e civile contemporaneo.
Ma la festa della musica e' proseguita anche piu' tardi con nuove esecuzioni di brani musicali della cultura popolare di diversi paesi di diversi continenti cantati nelle lingue originali ed apprezzandone quindi ancora una volta le peculiari sonorita'.
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Alcuni materiali diffusi
A tutte le persone partecipanti all'incontro pomeridiano subito dopo il pasto in comune sono stati diffusi alcuni materiali di riflessione, e particolarmente: alcune fotografie di nostre maestre di vita, di pensiero, di azione; una raccolta di poesie di Wislawa Szymborska; alcune nuove testimonianze su Vito Ferrante; un profilo di Riccardo Orioles, una schede sintetica di riferimento per la riflessione sulla poesia.
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L'esperienza della danza
Prima del'inizio vero e proprio della riflessione pomeridiana alcune amiche ed alcuni amici hanno danzato alcune danze della tradizione popolare cosi' come del ballo da sala, come felice momento di distensione e appassionata vicinanza ad uno stesso tempo.
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L'incontro si e' poi aperto, come d'abitudine, ricordando i criteri condivisi fin dal primo degli incontri settimanali pomeridiani dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia"; li trascriviamo qui ancora una volta:
- Si parla a turno facendo il giro;
- Si puo' parlare di tutto;
- Quando una persona parla, le altre la ascoltano senza commenti e senza interruzioni;
- Si da' a ogni persona tutto il tempo di cui ha bisogno per dire quello che vuole dire;
- Si rispetta ogni persona anche se non si e' d'accordo con quello che dice;
- Nessuno impone niente a nessuno;
- Si decidono solo le cose su cui tutte le persone sono d'accordo.
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Un sincero omaggio a Riccardo Orioles, maestro di giornalismo e di impegno contro la mafia
Momento fondamentale dell'incontro e' stato il corale, appassionato, sincero omaggio a Riccardo Orioles, maestro di giornalismo e di impegno contro la mafia.
Riccardo Orioles, che e' stato principale collaboratore di Pippo Fava, e che da mezzo secolo e' la voce piu' luminosa del giornalismo impegnato nella lotta contro la mafia, ha espresso nei giorni scorsi in una lettera ad una delle persone partecipanti agli incontri il suo apprezzamento per l'attivita' che si svolge in questi incontri settimanali.
Riccardo Orioles diversi anni fa ha anche visitato Viterbo ed incontrato le militanti ed i militanti del centro sociale "Valle Faul", che di lui e delle parole che disse allora serbano un ricordo profondo e commosso.
Una delle persone partecipanti all'incontro ne ha ricostruito la figura e l'operato, recando anche la propria personale testimonianza di affetto e gratitudine; e tutte le persone partecipanti all'incontro dell'Afesopsit del primo agosto gli hanno quindi rivolto un grato, affettuoso saluto, riconoscendo in Riccardo Orioles un maestro e un compagno nell'impegno comune per il bene comune dell'umanita'.
Chi volesse contattarlo direttamente e chiedergli di ricevere per posta elettronica il link ai fascicoli della testata on line di cui e' animatore ("I Siciliani - giovani") ed il suo videonotiziario quotidiano puo' scrivergli all'indirizzo di posta elettronica: riccardoorioles at gmail.com
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Ancora alcune nostre maestre di vita, di pensiero, di azione
Vi e' stato poi l'accostamento, favorito dalla diffusione a tutte le persone partecipanti di fotoritratti di grande formato, alle figure e alle opere di alcune donne considerate "maestre", overo punti di riferimento per la riflessione e per l'azione; ed in particolare:
- la pensatrice, scrittrice ed attivista per i diritti delle donne Mary Wollstonecraft (Londra, 27 aprile 1759 – Londra, 10 settembre 1797) autrice nel 1792 del fondamentale libro "A Vindication of the Rights of Woman";
- l'immensa cantante jazz, e voce indimenticabile della lotta contro il razzismo, Billie Holiday (Filadelfia, 7 aprile 1915 – New York, 17 luglio 1959);
- la poetessa polacca Wislawa Szymborska (Kornik, 2 luglio 1923 – Cracovia, primo febbraio 2012), Premio Nobel per la letteratura nel 1996;
- la giornalista e scrittrice bielorussa Svetlana Aleksievic, Premio Nobel per la letteratura nel 2015, nata nel 1948 e tuttora vivente (in esilio perche' perseguitata dal regime).
Queste figure si aggiungono a quelle gia' proposte nei precedenti incontri, tra cui particolarmente: Mahsa Amini, Tina Anselmi, Hannah Arendt, Maria Callas, Berta Caceres, Emily Dickinson, Marianella Garcia, Natalia Ginzburg, Etty Hillesum, Frida Khalo, Rosa Luxemburg, Wangari Maathai, Lidia Menapace, Maria Montessori, Franca Ongaro Basaglia, Sylvia Plath, Rossana Rossanda, Vandana Shiva, Nina Simone, Bertha von Suttner, Silvia Vegetti Finzi, Simone Weil, Virginia Woolf, Adriana Zarri.
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Che cos'e' la poesia
Gran parte dell'incontro e' stata dedicata ancora una volta alla riflessione sulla poesia, sui suoi aspetti tecnici, sul suo valore intellettuale, morale, esistenziale e civile, sulle questioni implicate dall'attivita' traduttoria da una lingua all'altra, da un contesto all'altro, da un'epoca all'altra (valorizzando anche le decisive riflessioni proposte da Umberto Eco nel suo classico libro "Opera aperta").
In questa riflessione si e' fatto ampio uso di alcuni testi della grande poesia espressa nel corso della storia dell'umanita'; in particolare sono stati declamati e commentati in un dialogo appassionato alcuni testi di Omero, di Saffo, dell'Antico e del Nuovo Testamento, di Dante, di William Shakespeare, di Giacomo Leopardi, di Emily Dickinson, di Antonio Machado, di Salvatore Quasimodo, di Jacques Prevert, di Wislawa Szymborska; cosi' come alcune canzoni popolari della tradizione sarda, alcune canzoni popolari della tradizione afroamericana, ed una notissima (ma raramente meditata) "conta" infantile.
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I miracoli dell'amore e la forza della responsabilita'
Nel corso dell'incontro si e' anche lungamente e coralmente riflettuto sui miracoli dell'amore e come basti aprire gli occhi per vederli.
Ragionare dell'amore e dell'eguaglianza di dignita' e diritti di tutti gli esseri umani e' una delle caratteristiche degli incontri settimanali dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia"; cosi' come e' caratteristica fondamentale dell'associazione il fatto che fra tutte le persone partecipanti vigono rapporti di rispetto, di ascolto, di riconoscimento e riconoscenza, di piena eguaglianza e di mutuo sostegno.
Nella riflessione corale del primo agosto un aiuto e' stato offerto dalla commossa rievocazione di una scena fondamentale ed indimenticabile del film "Ordet - La parola" di Carl Theodor Dreyer, e dal ricordo appassionato della figura, del pensiero e dell'opera dell'immenso teologo e martire antinazista Dietrich Bonhoeffer.
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Ripristinare diritti violati, aiutare chiunque abbia bisogno di aiuto
La parte conclusiva dell'incontro e' stata dedicata, come di consueto, all'analisi di vicende di diritti violati, all'esame di problemi concreti e alla riflessione su come affrontarli adeguatamente in spirito di solidarieta', di responsabilita', di condivisione.
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Infine ricordiamo anche
Ricordiamo ancora una volta che negli incontri pomeridiani del sabato ampio spazio si dedica abitualmente alla riflessione sulla poesia, anche nei suoi aspetti tecnici, con la prospettiva di proseguire anche nell'esperienza della produzione di testi in versi, come gia' realizzati lo scorso anno in memoria di Alfio Pannega e quest'anno in memoria di Vito Ferrante.
Ugualmente ampio spazio si dedica alla musica, al canto, alla danza, alle altre arti che rivelano al'umanita' la bellezza del mondo, l'amore per il bene, la felicita' possibile e reale.
Ugualmente ampio spazio si dedica all'esame di situazioni concrete di diritti violati ed all'elaborazione di strategie di intervento affinche' sia le risorse della societa' civile che quelle delle istituzioni democratiche convergano nel ripristinare i diritti, nel dare risposta ai bisogni fondamentali di ogni essere umano, nel garantire assistenza a chi di assistenza ha assoluta necessita', e nel sostenere i percorsi di aiuto, di condivisione, di solidarieta' e di liberazione.
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Alcuni allegati
Allegato in calce riproduciamo il testo di un poemetto in cinque parti di Immacolata in ricordo di Vito Ferrante.
Alleghiamo anche alcuni dei materiali di lavoro utilizzati nel corso dell'incontro.
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Per informazioni e contatti (ma venirci a trovare ogni sabato e' ancor meglio)
Per contattare l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) scrivere una e-mail a: info at ilboschettodeicorbezzoli.it, stefania0560 at hotmail.it
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Le amiche e gli amici di Vito Ferrante
Viterbo, 2 agosto 2026
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Allegato primo: Immacolata ricorda Vito Ferrante
I. Vito "come folgore sulla via di Damasco"
Quanto fragore
nel silenzio del mondo
c'e' un uomo
sotto l'albero del noce
che insegue la bellezza
mentre scorre la vita.
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II. Giardino primavera
C'e' una rosa che piange la'
nel giardino degli ultimi
ed il profumo si espande
fino a raggiungere tutti, e si fa avanti,
come virtu' antica
c'e' il vento che soffia
nel giardino degli ultimi
la bellezza si compie
la natura sussulta
c'e' una rosa che piange
ed il profumo si arresta
c'e' la pace, l'amore, la dignita'
ed il dolore
c'e' una rosa che piange
mentre nasce l'amore
*
III. Vito
Cuore e ragione
poesia
un intreccio di mani
che plasma la materia
per forgiare pensieri
anime e sentieri
doloroso e' il cammino
ma fecondo!
spirito libero
mai asservito ai potenti
rivoluzione d'amore!
*
IV. Vito: poeta, artista, artigiano, scultore
"Abbiamo bisogno di contadini, di poeti,
gente che sa fare il pane,
che ama gli alberi e riconosce il vento"
(da "Cedi la strada agli alberi" di Franco Arminio)
In lui si esprimevano l'arte della parola
e del fare
costruttore di opere, di sculture e di pace
si mobilitava per i diritti dei sofferenti
e per ridare dignita' alle persone
e cura alle loro famiglie
Riusciva a trattenere l'amore
recuperava bellezza dalle macerie
E' proprio vero, le imprese piu' importanti
nascono nel silenzio, che poi si fa
assordante ed arriva ovunque, la' dove
non te l'aspetti e fa rumore.
L'amore e' un atto politico, sociale.
*
V. Da immacolata a Vito
Non ti ho mai conosciuto
ma le tue opere, i tuoi
pensieri sono giunti a me
con forza e mi hanno
trafitto il cuore e la coscienza.
* * *
Allegato secondo: Alcune regole utili per stare bene mentre si ragiona insieme
Nel corso di questi incontri si lavora sulla base di alcune regole relazionali e comunicative - per cosi' dire: "alcune regole utili per stare bene mentre si ragiona insieme" - condivise dalle persone partecipanti; sintetizzandole in alcune formule essenziali esse sono:
- Si parla a turno facendo il giro;
- Si puo' parlare di tutto;
- Quando una persona parla, le altre la ascoltano senza commenti e senza interruzioni;
- Si da' a ogni persona tutto il tempo di cui ha bisogno per dire quello che vuole dire;
- Si rispetta ogni persona anche se non si e' d'accordo con quello che dice;
- Nessuno impone niente a nessuno;
- Si decidono solo le cose su cui tutte le persone sono d'accordo.
* * *
Allegato terzo: Due parole (ovvero una traccia per un ragionamento e una sperimentazione) sulla poesia, la sua storia e le sue tecniche
- dal canto al ritmo, dall'aedo al rapsodo
- dall'oralita' alla scrittura, dalla presenza alla distanza
- dal "qui e adesso" dell'esecuzione alla riproducibilita' tecnica
*
- si scrive respirando
- si canta mentalmente
- il piacere della lettura ad alta voce
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- il ritmo, i ritmi
- la rima, che aiuta la memoria
- l'immagine (la metafora, il simbolo, il correlativo oggettivo)
*
- la prima stesura e il labor limae
- l'improvvisazione e la poesia orale (intima, conviviale, parenetica)
*
- scrittura individuale e scrittura collettiva
- l'opera aperta e l'estetica della ricezione
*
- rispondere per le rime
*
- il gioco del cadavere squisito
3. REPETITA IUVANT. DIZIONARIO DI FILOSOFIA TRECCANI: FILOSOFIE DEL FEMMINISMO (2009)
[Ripresa dal sito www.treccani.it riproponiamo la voce "Femminismo" apparsa nel Dizionario di filosofia del 2009]
Per filosofie del femminismo si intende la pluralita' di teorizzazioni e pratiche che vanno dalle prime formulazioni del prefemminismo, agli studi sulla costruzione del genere, al pensiero della differenza sessuale, sino alle elaborazioni piu' recenti, quali l'Anglo-American feminist criticism, le teorie femministe francese e italiana, e da ultimo la Feminist film theory.
*
Le origini
Il f. e' stato uno dei movimenti del Novecento di piu' vasta influenza nella vita sociale, politica e culturale a livello mondiale, caratterizzato da dinamicita' e pluralita' di posizioni e obiettivi. Come movimento teorico, pratico e d'autocoscienza si e' affermato nei paesi piu' sviluppati del mondo occidentale, in centri spontanei d'aggregazione politica e culturale che hanno dato vita a manifestazioni, associazioni, iniziative anche di massa, pure in appoggio ai movimenti antischiavisti, e in tali ambiti negli Stati Uniti e in Gran Bretagna e' entrato in uso il termine alla meta' dell'Ottocento (Dichiarazione di Seneca Falls, USA, 1848). Soprattutto nelle aree anglo-americana ed europea, in cui affonda le sue radici, il f. e' studiato e dibattuto a livello accademico in un'area disciplinare ampia e diversificata, e si e' consolidato in filoni di ricerca specifici a carattere interdisciplinare e comparativo. F. e movimento femminista si usano come sinonimi sia per la postulata inscindibilita' di teoria e prassi sia per la costitutiva dinamicita' del femminismo. Si puo' dire che al centro del f. ci sia l'idea che le donne, in quanto conformate al 'genere' femminile, sono trattate in modo iniquo nella societa', organizzata su una bipartizione di generi che avvantaggia gli uomini, impoverendo il mondo delle potenzialita' espressive non di un gruppo sociale ma di piu' della maggioranza dell'umanita'. L'accesso delle donne all'uguaglianza in una cultura a dominanza maschile non e' comunque mai stato un obiettivo universale del f., anche perche' e' controverso cosa significhi l'uguaglianza per le donne, come e riguardo a cosa essa vada acquisita, e quali siano gli effettivi ostacoli da superare. Nel 1792 Mary Wollstonecraft scrisse che nascere donne comporta inferiorita', oppressione e svantaggio e che occorre una rivoluzione perche' le donne, quale parte della specie umana, operino, riformando se' stesse, per riformare il mondo (Rivendicazione dei diritti della donna). Dell'anno prima e' la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina di Olympe de Gouges, ghigliottinata nel 1793. In questione era il riconoscimento di piena umanita', cioe' che la donna fosse un'individualita' autonoma, razionale e morale. Per cambiare un ordine di cose che non e' per natura ma costruito ad arte e trasmesso dall'educazione, occorreva l'impegno delle donne in un processo d'autoformazione e il concorso degli uomini progressisti per l'adeguazione dei diritti. Fin dall'inizio il f. unifica conquiste teoriche e pratiche, pensiero e vita, e manifesta il suo ruolo d'avanguardia riguardo ai rapporti di genere e alla vita umana nel mondo. Un'avanguardia che attinge non all'aristocrazia e al popolo ma al ceto medio, il che costituira' un problema in tutte le fasi dell'evoluzione del movimento. Lo scenario in cui prese avvio il f. era quello dei cambiamenti epocali connessi agli sviluppi impressi alla modernita' dalle rivoluzioni industriali, con i loro effetti sul sistema patriarcale, sui processi d'unificazione nazionale e sugli apparati istituzionali e statali. In tale contesto le donne acquisirono consapevolezza che il paradigma patriarcale imponeva loro d'essere cio' che gli uomini non sono (o non intendono apparire) e che per questo, con il supporto delle istituzioni poste a tutela dei privilegi maschili, le relegava nel privato interdicendole dal mondo pubblico e dalla cultura a valore simbolico. L'uguaglianza che si rivendica attiene comunque a ordini e sfere d'attivita', non significa mai omologazione all'uomo. Nelle sue varie fasi l'ordine patriarcale mantiene una struttura logofallocentrica che elide la donna senza nominarla, imponendo il discorso dell'universale neutro modellato sul maschile; discorso che e' di fatto regolato dalla 'logica del medesimo' in quanto la donna vi compare rappresentata dall'uomo. Quando si giungera' con la seconda ondata a questa formulazione il f. avra' maturato una piu' chiara convinzione che i diritti umani attengono a ogni essere umano in quanto individualita' autonoma (Martha Nussbaum, Luisella Battaglia, Marisa Forcina), ma il rapporto tra f. e diritti e' tuttora problematico (gruppo Diotima, Diana Sartori). Premesso che le donne hanno espresso visioni che oggi possono dirsi femministe assai prima dello sviluppo del discorso femminista della liberazione, la storia del f. non e' lineare visti la varieta' e l'intreccio di posizioni, avvicinamenti, distanziamenti e separazioni.
*
Spazi e tempi del femminismo
Dell'attuale scansione del f. in ondate non e' condivisa la loro demarcazione, tanto piu' se cronologica, dato un approccio alla temporalita' incline non a visioni lineari e cicliche ma a forme di ricorsivita' innovativa, che si riflettono nel rifiuto di una schematizzazione. L'immagine dell'ondata e' efficace quando se ne focalizza la vitalita' e il dinamismo, per cui l'energia e' mantenuta attraverso un rinnovato slancio 'a partire da se'', che e' quanto ha inteso fare il f. contemporaneo disegnando una storia 'giocata' sulla mobilita' di scansioni e confini, quindi sui nessi tra istanze, teorizzazioni e azioni diverse e diacroniche. Come nel caso del 'problema' della prima ondata, cioe' dell'affermazione dell'individualita' moderna, che avrebbe trovato sbocco nel suffragismo avviatosi all'inizio del XIX sec., affondando le sue radici nel pensiero illuminista e nella rivoluzione francese. A connessioni e innesti le filosofe femministe della seconda ondata preferiscono la 'fluidita'', tematizzata soprattutto nel contesto francese (Luce Irigaray) e italiano (gruppo Diotima) trovando antecedenti in scrittrici e poetesse della prima ondata o in femministe ante litteram. Sono approcci diversi che coesistono con i contemporanei topoi del discorso femminista: mescolanza, ibridazione, creolizzazione e meticciato. Oltre alla pluralita' e alla delocalizzazione/dislocazione, questi topoi evocano la fluidita' del corpo e della sessualita' femminile in cui non c'e' cesura tra esterno e interno, e su questa peculiare continuita'/discontinuita' carnale le femministe, anche attingendo creativamente ai miti, si sono espresse in gesti, parole, scritture. La storia del f. trae sostegno dagli studi di storia delle donne, uno dei frutti piu' felici degli Women studies, e con la correlata storiografia ha dato luogo a controversie, anche perche' le due discipline, d'antico dominio maschile, hanno molto concorso all'elisione delle donne dagli ordini simbolici. La scansione in ondate, come la loro articolazione interna, deve tener conto dei diversi orientamenti teorici del f. legati a campi storico-culturali e linguistici diversi. La cartografia, quasi fino all'ultimo passaggio di secolo, mostra in primo piano il f. angloamericano e quello europeo continentale, con la presenza attiva di filosofe francesi e italiane. L'area del f. tedesco (oggi tanto internazionalizzato da non distinguersi come gruppo), riflettendo la tradizione del socialismo e del marxismo, ha una struttura molto ideologizzata e politicizzata in linea con la nuova sinistra, in piena consonanza con il dettato 'il personale e' politico'. Nei paesi di lingua spagnola, dato il prolungato isolamento politico dovuto alla dittatura franchista, si stagliano alcune figure di pensatrici e scrittrici (Maria Zambrano, Victoria Ocampo) che saranno riconosciute femministe piu' tardi. Nei paesi del Nord Europa, per le anticipate peculiari acquisizioni di diritti delle donne, il f. ha uno sviluppo celere ma poco originale e si consolida soprattutto nelle sedi accademiche a livello di ricerca e didattica. Al passaggio di secolo lo scenario appare mutato, allargandosi dall'Africa ai paesi dell'America latina e a quelli orientali, in specie l'India. Oltre a coinvolgere le questioni del f. postcoloniale (come le questioni delle donne nere, africane e non, di quelle africane bianche, di prima e seconda generazione, delle emigranti asiatiche, ecc.), questo neo-f. rivisita criticamente i paradigmi del f. storico (Seyla Benhabib), anche scalzandoli, come da ultimo il paradigma della lingua madre che il 'soggetto nomade' del f. postmoderno non conosce (Rosi Braidotti). Si tratta di linee di sviluppo piu' che di fuga, e i soggetti pure nomadi e 'mascherati' (Judith Butler) sono donne intenzionate a non farsi condizionare e a decidere liberamente delle loro scelte sessuali. Del f. piu' recente e' in discussione se sia una terza ondata o una coda della seconda e se debba definirsi o meno post-f., certo vi si colgono i segni del nuovo e la ripresa di temi antichi.
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Le ondate del femminismo
La prima ondata dell'emancipazionismo suffragista ottocentesco, su cui gli studi di storia delle donne stanno dando contributi innovativi, si e' avviata con una coppia, Harriet Taylor (L'emancipazione delle donne, 1851) e John Stuart Mill (La soggezione delle donne, 1869), non assestata sulla binarieta' maschile e femminile costruita in modo che il femminile slitti in seconda posizione. Entrambi sono polarizzati sul paradosso di un'uguaglianza dei diritti 'monca' perche' non applicabile alle donne. Le loro tesi, liberali in senso radicale e ugualitarie, sfoceranno nella conquista dei piu' rilevanti diritti richiesti, che il f. di orientamento socialista considera solo formali, in linea con il materialismo dialettico di Engels che lega la subordinazione della maggioranza delle donne alle condizioni economico-sociali (ponendo in questione la portata rappresentativa del suffragismo e il carattere borghese del femminismo). Saranno pero' i temi engelsiani della messa in discussione della famiglia monogamica e dei rapporti tra uomini e donne nella sfera della sessualita' non solo riproduttiva, collegata al desiderio e alla libera scelta amorosa (L'origine della famiglia, della proprieta' privata e dello Stato, 1884), a essere ripresi dal f. della seconda ondata. Nel cinquantennio, o fase d'eclisse, che la precede, il f. rielabora l'uguaglianza dei diritti e delle condizioni materiali mettendo a fuoco il tema della differenza. Virginia Woolf e Simone de Beauvoir ridanno linfa alla teoria femminista, mostrando come l'eclisse sia una modalita' dinamica d'assenza/presenza. Entrambe parlano dell'alterita' della donna, di quella impostale dall'uomo e a lui speculare e di quella interna a se' che ha bisogno d'esprimere. Woolf sembra investire tutto nel privato, ma il privato cui lei guarda e' un mondo, non una sfera accanto a quella pubblica, di fatto ridotta a zona di guerra per uomini bisognosi di possesso e controllo: e' un modo d'essere umano che muovendo dall'individualita' incarnata si apre all'universalita' umana. La cura di se' come forma di relazionalita' 'altra', con lo spazio e il tempo per viverla quale pratica di vita estranea alle pratiche maschili di morte, e' liberante ed e' politica, e le donne hanno in tale campo dei saperi da coltivare e da trasmettere. Simone de Beauvoir assume la differenza a categoria esistenziale, e la donna, in quanto costretta nel prototipo dell'alterita' con la maiuscola, l'Altro dall'uomo, ne mostra l'imprescindibilita'. Per recuperare la sua differenza, l'alterita' con la minuscola, la donna deve attingere a se' stessa, al proprio desiderio, riattivando la propria progettualita' esistenziale tramite la narrazione, riscrivendo la sua storia a un tempo individuale e comune. La pratica della narrazione - in forma di parola e scrittura biografica, autobiografica e fantastica - e' un tema costitutivo del f. perche' nel richiamare la donna a se' stessa la dispone alla scoperta di se' come altra, non fissando o chiudendo il discorso ma avviando un cammino di autoformazione. Il secondo sesso (1949) si chiude con un'affermazione decisa contro l'omologazione al maschile e a favore della liberazione, ma cio' significa scompaginare l'ordine dei sessi a partire da se', attingendo a una differenza ancora da scoprire, che impegnera' il f. della seconda ondata. Insorta negli anni Sessanta del Novecento, nel solco dei movimenti antiautoritari e di liberazione, sin da quello studentesco, la seconda ondata e' dirompente, ma vive anche fasi di riflusso ricche di nuove elaborazioni. La storia del f. degli anni Settanta/Novanta, nel suo prolungarsi al passaggio di secolo e al presente, appare percorsa da cambiamenti cosi' forti da prospettare una cesura che sarebbe segnata dall'apparizione del postfemminismo. Questo accentua il carattere di per se' controverso del termine f., laddove sembra piu' sensato parlare di divergenze del f. postmoderno da alcuni dei sempre mobili parametri femministi. Poco convincente appare anche l'idea di una terza ondata, viste la contiguita' temporale e la non univocita' della categoria di postmodernita'. Il f. filosofico ha peraltro condotto una disanima dei concetti postmoderni, quali differenza e identita', per analizzare la costruzione del soggetto donna e affermare la poliedricita' di ogni essere umano comunque sessuato. Infatti, sia l'opera di decostruzione del discorso dell'universale neutro quale soggetto logofallocentrico, sia l'azione di sabotaggio perpetrata sulla tradizione filosofica occidentale per strapparle alcune figure femminili esemplari (Adriana Cavarero), hanno mirato non alla costruzione della casa femminista definitiva fatta a regola, ma all'individuazione di uno spazio relazionale che dia modo al se' di manifestarsi e narrarsi.
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La situazione contemporanea
Il f., uso a lavorare sempre sul provvisorio e sul frammentario, soprattutto oggi vive trasformandosi, cosa che evoca la messa in gioco sia di controversie sia di possibilita' impreviste. Cosi' e' accaduto nella seconda ondata con La mistica della femminilita' di Betty Friedan (1963), che nell'avviare un movimento di emancipazione/liberazione delle donne di forte risonanza, ha innescato nuove iniziative pratiche e teoriche, innanzitutto sulla questione del potere. Infatti, mentre per Friedan le donne devono rivendicarlo, altri gruppi (per es., il gruppo Feminist, fondato da Ti-Grace Atkinson) lo contestano mettendo in discussione l'asse sessualita', patriarcato, capitalismo, come avviene anche nei gruppi europei di studio e autocoscienza, che scelgono il separatismo per elaborare modalita' proprie di pensiero e discorso (Rivolta femminile, Libreria delle donne di Milano, Centro Virginia Woolf, gruppo Diotima). Parlando di f. anglo-americano e f. europeo va tenuto conto delle difformita' dei rispettivi contesti socioculturali e delle matrici filosofiche, come nel caso dell'Anglo-American feminist criticism, delle teorie femministe francese e italiana (ciascuna con le sue articolazioni interne). Nell'attuale ampliarsi del raggio d'incidenza del f. si osserva pero', con l'usuale rimescolamento delle carte, una maggiore convergenza problematica, in specie sulle questioni etico-politiche, dove la cura, intesa come forma di razionalita' pratica, assume il ruolo di categoria fondativa di una nuova etica pubblica, che attraverso il lavoro 'attento' sui confini morali dati punta a scalzare i rapporti di disuguaglianza (Iris Marion Young, Joan Tronto, Laura Boella). La seconda ondata e' caratterizzata in Francia e in Italia da uno scavo sulla sessualita' femminile attraverso la rilettura critica delle teorie di Freud, Foucault, Lacan che porta a elaborare una teoria della differenza sessuale che fara' testo per gli sviluppi delle filosofie femministe. Luce Irigaray, rileggendo i testi della tradizione filosofica occidentale, e in specie quelli platonici a fronte di quelli freudiani, mostra la cancellazione dall'intera produzione speculativa della donna e della sessualita' femminile: il corpo incarnato e' assente dall'ordine simbolico, cioe' dal discorso che fa testo. Sul fronte semiotico e della teoria psicoanalitica, Julia Kristeva valorizza le potenzialita' segniche della lingua materna quale fonte di espressivita' poetica, gioiosa, libera e liberante, che emerge dalle maglie del linguaggio maschile sotto forma di trasgressione del significato e del senso normativo. La figura materna assurge a perno di un'elaborazione teoretica ampia e complessa soprattutto con il gruppo Diotima dell'universita' di Verona, il cui "pensiero della differenza sessuale" (accusato di essenzialismo, non solo dal f. di taglio piu' sociologico e costruttivista) ha avuto larga disseminazione. Rifacendosi all'analisi di Irigaray, esso ha individuato nella madre quale corpo generante il primo referente di un ordine simbolico capace di promuovere saperi incarnati, e da qui una genealogia femminile che prevede forme di separatismo dagli uomini e di affiliazione tra donne (Luisa Muraro). Il f. ha coinvolto con la sua critica e rilettura dei saperi anche l'epistemologia e la storia della scienza (Evelyn Fox Keller), cosi' come rapido sviluppo ha avuto anche l'ecofemminismo. Ma un settore molto vitale a livello internazionale e' quello filosofico-religioso, che vede accomunate femministe di varie religioni (Rosemary Radford Reuther, Christine Battersby, Francesca Brezzi, ecc.) impegnate, oltre che nella critica alle istituzioni religiose, in una rilettura dei testi biblici che parla anche di 'dio-donna'. Nel suo versante piu' dichiaratamente postmoderno il f., utilizzando le strategie decostruzioniste di Derrida e Deleuze, destabilizza il modello binario inscritto nel maschile e nel femminile performati dal discorso egemone, puntando a valorizzare, con la poliedricita' del femminile, la polivalenza della sessualita' e il carattere eversivo del desiderio (gia' impliciti nell'anarchia del corpo fluido femminile delineato da Irigaray), l'uno e l'altro normati sull'eterosessualita' (Teresa de Lauretiis, Adrienne Rich). Da qui la scelta di entrare nel gioco dei generi, 'mascherandosi' da donne per scalzare i consolidati ruoli di genere e determinarsi come soggetti femministi liberi di scegliere il proprio orientamento sessuale (Judith Butler, e prima Carla Lonzi). Il confronto con i media e le nuove tecnologie caratterizza il f. postmoderno e lesbico, che, mettendo in luce gli aspetti pervasivi e delocalizzanti, ne sfrutta la frammentazione e le discrepanze al fine di sperimentare le possibili trasformazioni della soggettivita' corporea (come la figura cyborg di Donna Haraway), in vista della liberazione del desiderio, sminuendo il peso delle differenze di genere (Kate Millett, Shulamith Firestone). Cio' incide pure sulla scrittura femminile intesa in senso femminista, cioe' come fatto creativo eccedente ogni sua codificazione e in quanto tale non esclusiva della donna (Helene Cixous). Si parla però anche di una tradizione letteraria femminile che presenta una continuita' di immagini e temi mutuati da generazione a generazione, associabile a un costante tessuto relazionale tra le scrittici e i loro contesti sociali di vita (Elaine Showalter). Tutto cio' rimanda a una proliferazione di donne capaci di pensiero, volonta' e azione, che attingendo a Hannah Arendt - una delle madri simboliche del f. contemporaneo - si possono raffigurare come il nostro "futuro alle spalle".
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Feminist film theory
Merita un cenno la anglosassone Feminist film theory, nata alla meta' degli anni Settanta del Novecento, riflessione sul linguaggio, oltre che metodo di lavoro, di codifica e di decodifica, che si interroga sostanzialmente sul rapporto tra rappresentazione e differenza sessuale: il cinema si fonda sul piacere di guardare e lo perpetua; il cinema e' messa in scena di voyerismo e feticismo, dove il maschile e' il soggetto della rappresentazione e il femminile il suo oggetto. Differenza sessuale, quindi, intesa non come dato biologico bensi' come costrutto culturale, prodotto di una tecnologia di rappresentazione e autorappresentazione. Ispirata alla psicoanalisi e passando per l'analisi testuale, tale ricerca e' approdata alla funzione spettatoriale espressa dai concetti di gaze e desire, ossia di interazione tra sguardo e desiderio. Il contributo di maggior peso e' dato dall'inglese Laura Mulvey nel suo testo Visual pleasure and narrative cinema (1975).
4. REPETITA IUVANT. UNA RICHIESTA AL PRESIDENTE DELLO STATO DI ISRAELE: CONCEDA LA GRAZIA A MARWAN BARGHOUTI, IL NELSON MANDELA PALESTINESE
Al Presidente dello Stato di Israele Yitzhak Herzog
Oggetto: richiesta di concessione della grazia a Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese
Egregio Presidente,
Le scriviamo per formularLe la richiesta di concessione della grazia a Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese.
Non c'e' bisogno che illustriamo a Lei cio' che Lei gia' sa perfettamente: ovvero che Marwan Barghouti puo' dare un contributo fondamentale e decisivo per la risoluzione pacifica, fondata sulla verita', la giustizia e la comprensione reciproca, del conflitto israelo-palestinese nel pieno rispetto di tutti i diritti di entrambi i popoli e di ogni persona.
Dinanzi alla tragedia tuttora in corso e' ragionevole pensare che la liberazione di Marwan Barghouti possa essere il passo indispensabile per avviare un circolo virtuoso dopo cosi' tante sofferenze.
Ignoriamo quali siano le precise e specifiche procedure istituzionali previste nell'ordinamento giuridico del suo Paese per attivare l'istituto della concessione della grazia, ma con questa lettera aperta La preghiamo di adoperarSi a questo fine che ci sembra essere, per usare il linguaggio di Gandhi, un vero e proprio "fine sovraordinato" rispetto a tante altre considerazioni.
Liberi Marwan Barghouti: il popolo di Israele, il popolo di Palestina, e tutti i popoli e le persone ragionevoli del mondo Gliene saranno per sempre grati.
Voglia gradire distinti saluti,
Beppe Manni
Gianfranco Monaca
Riccardo Orioles
Alessandro Pesci
Enrico Peyretti
Giulio Sica
Peppe Sini
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Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
5. REPETITA IUVANT. ALCUNI ULTERIORI RIFERIMENTI UTILI
Segnaliamo il sito della "Casa delle donne" di Milano: www.casadonnemilano.it
Segnaliamo il sito della "Casa internazionale delle donne" di Roma: www.casainternazionaledelledonne.org
Segnaliamo il sito delle "Donne in rete contro la violenza": www.direcontrolaviolenza.it
Segnaliamo il sito de "Il paese delle donne on line": www.womenews.net
Segnaliamo il sito della "Libreria delle donne di Milano": www.libreriadelledonne.it
Segnaliamo il sito della "Libera universita' delle donne" di Milano: www.universitadelledonne.it
Segnaliamo il sito di "Noi donne": www.noidonne.org
Segnaliamo il sito di "Non una di meno": www.nonunadimeno.wordpress.com
6. SEGNALAZIONI LIBRARIE
Riletture
- Joan Baez, Ballate e folksong, Newton Compton, Roma 1977, pp. 176.
- Violeta Parra, Canzoni, Newton Compton, Roma 1979, pp. 240.
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Classici
- Bertolt Brecht, Poesie, Einaudi, Torino 1999-2005, 2 voll. per pp. LXXVIII + 1548 (vol I. Poesie 1913-1933) + pp. XC + 1792 (vol. II. Poesie 1934-1956).
- François Villon, Oeuvres, Garnier, Paris 1962, pp. XXVI + 284 (+ 14 pp. non numerate).
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Maestre
- Elena Croce, Il congedo del romanzo, Mondadori, Milano 1982, pp. 144.
- Elena Croce, La patria napoletana, Adelphi, Milano 1974, 1999, pp. 142.
- Elena Croce, L'infanzia dorata e Ricordi familiari, Adelphi, Milano 1979, 1985, pp. 168.
- Elena Croce, Lo snobismo liberale, Adelphi, Milano 1964, 1990, pp. 92.
- Elena Craveri Croce, Poeti e scrittori tedeschi dell'ultimo Settecento, Laterza, Bari 1951, pp. 230.
7. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.
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NONVIOLENZA O BARBARIE
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Numero 109 del 3 agosto 2026
Nuova serie de "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
NONVIOLENZA O BARBARIE
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Numero 109 del 3 agosto 2026
Nuova serie de "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
Sommario di questo numero:
1. Come Carlo Cassola
2. Un corale omaggio all'illustre giornalista e militante antimafia Riccardo Orioles nell'incontro di sabato primo agosto dell'Afesopsit a Viterbo (ed allegati alcuni versi con cui Immacolata ricorda Vito Ferrante)
3. Dizionario di filosofia Treccani: Filosofie del femminismo (2009)
4. Una richiesta al Presidente dello Stato di Israele: conceda la grazia a Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese
5. Alcuni ulteriori riferimenti utili
6. Segnalazioni librarie
7. La "Carta" del Movimento Nonviolento
1. EDITORIALE. COME CARLO CASSOLA
Noi la pensiamo come Carlo Cassola: la cosa piu' necessaria ed urgente per l'umanita' intera e' il disarmo.
Disarmare subito, salvare le vite.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Siamo una sola umana famiglia in un unico mondo vivente.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Chi salva una vita salva il mondo.
Nonviolenza o barbarie.
2. INCONTRI. UN CORALE OMAGGIO ALL'ILLUSTRE GIORNALISTA E MILITANTE ANTIMAFIA RICCARDO ORIOLES NELL'INCONTRO DI SABATO PRIMO AGOSTO DELL'AFESOPSIT A VITERBO (ED ALLEGATO ALCUNI VERSI CON CUI IMMACOLATA RICORDA VITO FERRANTE)
Sabato primo agosto 2026 si e' tenuto il consueto incontro settimanale dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) presso la propria storica sede, la "Fattoria di Alice" in strada Tuscanese 20 appena fuori Viterbo.
Dopo la condivisione del pasto - momento fondamentale di vicinanza, condivisione e dialogo - l'incontro e' proseguito nel pomeriggio con l'abituale esperienza partecipativa di riflessione e di testimonianza che ogni settimana coinvolge sia le persone impegnate nell'associazione che le persone ospiti, occasionali o abituali.
Ricordiamo ancora una volta che negli incontri settimanali dell'Afesopsit ogni ospite e' gradito, ogni persona che vuole partecipare e' accolta con la piu' viva cordialita'. E tutto avviene nella gratuita' e nella condivisione, come e' sempre stata volonta' di Vito Ferrante (il fondatore di questa preziosa esperienza di solidarieta' che ci ha lasciato il 29 aprile scorso) e come quindi e' proprio dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" che ne prosegue concretamente e coerentemente l'impegno di solidarieta' e di liberazione.
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Il pasto in comune
Come sempre la preparazione e la consumazione del pasto in comune e' stata anche un'occasione felice e feconda per condividere confidenze, emozioni, notizia e conoscenze; per rinsaldare ancor piu' i legami di amicizia e di solidarieta'; per praticare l'accoglienza verso chi partecipava per la prima volta; per il dialogo riconoscente, il colloquio corale, per assaporare ancora e ancora il sentimento gioioso e struggente della vicinanza accudente e della reciproca comprensione.
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Proseguendo ancora nella festa della musica come forma di amore e pratica della condivisione
Nel corso della giornata e' proseguita la consegna a tutte le persone premiate del concorso "Ascolta una cantante che amiamo" dei relativi attestati e delle fotografie che documentano l'esperienza; un'esperienza vissuta nel corso delle scorse settimane di invito all'ascolto di interpreti della grande musica lirica, jazz, folk e rock.
Le esecutrici da ascoltare, proposte in un foglio volante dal titolo "alcune cantanti che amiamo", erano le seguenti: alcune cantanti liriche: Cecilia Bartoli, Cathy Berberian, Montserrat Caballe', Maria Callas, Diana Damrau, Danielle de Niese, Natalie Dessay, Elina Garanca, Anna Moffo, Anna Netrebko, Patricia Petibon, Renata Tebaldi; alcune cantanti jazz: Betty Carter, Ella Fitzgerald, Aretha Franklin, Billie Holiday, Mahalia Jackson, Abbey Lincoln, Hazel Scott, Nina Simone, Bessie Smith, Sarah Vaughan, Dinah Washington, Cassandra Wilson; alcune cantanti folk: Joan Armatrading, Joan Baez, Caterina Bueno, Maria Carta, Tracy Chapman, Teresa De Sio, Roberta Flack, Miriam Makeba, Giovanna Marini, Nelly Omar, Violeta Parra, Amalia Rodrigues; alcune cantanti rock: Beyonce', Debbie Harry, Janis Joplin, Annie Lennox, Fiorella Mannoia, Joni Mitchell, Alanis Morissette, Gianna Nannini, Dolores O'Riordan, Skin, Patti Smith, Lucinda Williams.
Alle persone premiate oltre l'attestato e' stata consegnata anche una raccolta di poesie dedicate a Vito Ferrante, una raccolta di testi di Primo Levi, un portfolio fotografico di alcune grandi maestre della cultura e dell'impegno morale e civile contemporaneo.
Ma la festa della musica e' proseguita anche piu' tardi con nuove esecuzioni di brani musicali della cultura popolare di diversi paesi di diversi continenti cantati nelle lingue originali ed apprezzandone quindi ancora una volta le peculiari sonorita'.
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Alcuni materiali diffusi
A tutte le persone partecipanti all'incontro pomeridiano subito dopo il pasto in comune sono stati diffusi alcuni materiali di riflessione, e particolarmente: alcune fotografie di nostre maestre di vita, di pensiero, di azione; una raccolta di poesie di Wislawa Szymborska; alcune nuove testimonianze su Vito Ferrante; un profilo di Riccardo Orioles, una schede sintetica di riferimento per la riflessione sulla poesia.
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L'esperienza della danza
Prima del'inizio vero e proprio della riflessione pomeridiana alcune amiche ed alcuni amici hanno danzato alcune danze della tradizione popolare cosi' come del ballo da sala, come felice momento di distensione e appassionata vicinanza ad uno stesso tempo.
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L'incontro si e' poi aperto, come d'abitudine, ricordando i criteri condivisi fin dal primo degli incontri settimanali pomeridiani dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia"; li trascriviamo qui ancora una volta:
- Si parla a turno facendo il giro;
- Si puo' parlare di tutto;
- Quando una persona parla, le altre la ascoltano senza commenti e senza interruzioni;
- Si da' a ogni persona tutto il tempo di cui ha bisogno per dire quello che vuole dire;
- Si rispetta ogni persona anche se non si e' d'accordo con quello che dice;
- Nessuno impone niente a nessuno;
- Si decidono solo le cose su cui tutte le persone sono d'accordo.
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Un sincero omaggio a Riccardo Orioles, maestro di giornalismo e di impegno contro la mafia
Momento fondamentale dell'incontro e' stato il corale, appassionato, sincero omaggio a Riccardo Orioles, maestro di giornalismo e di impegno contro la mafia.
Riccardo Orioles, che e' stato principale collaboratore di Pippo Fava, e che da mezzo secolo e' la voce piu' luminosa del giornalismo impegnato nella lotta contro la mafia, ha espresso nei giorni scorsi in una lettera ad una delle persone partecipanti agli incontri il suo apprezzamento per l'attivita' che si svolge in questi incontri settimanali.
Riccardo Orioles diversi anni fa ha anche visitato Viterbo ed incontrato le militanti ed i militanti del centro sociale "Valle Faul", che di lui e delle parole che disse allora serbano un ricordo profondo e commosso.
Una delle persone partecipanti all'incontro ne ha ricostruito la figura e l'operato, recando anche la propria personale testimonianza di affetto e gratitudine; e tutte le persone partecipanti all'incontro dell'Afesopsit del primo agosto gli hanno quindi rivolto un grato, affettuoso saluto, riconoscendo in Riccardo Orioles un maestro e un compagno nell'impegno comune per il bene comune dell'umanita'.
Chi volesse contattarlo direttamente e chiedergli di ricevere per posta elettronica il link ai fascicoli della testata on line di cui e' animatore ("I Siciliani - giovani") ed il suo videonotiziario quotidiano puo' scrivergli all'indirizzo di posta elettronica: riccardoorioles at gmail.com
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Ancora alcune nostre maestre di vita, di pensiero, di azione
Vi e' stato poi l'accostamento, favorito dalla diffusione a tutte le persone partecipanti di fotoritratti di grande formato, alle figure e alle opere di alcune donne considerate "maestre", overo punti di riferimento per la riflessione e per l'azione; ed in particolare:
- la pensatrice, scrittrice ed attivista per i diritti delle donne Mary Wollstonecraft (Londra, 27 aprile 1759 – Londra, 10 settembre 1797) autrice nel 1792 del fondamentale libro "A Vindication of the Rights of Woman";
- l'immensa cantante jazz, e voce indimenticabile della lotta contro il razzismo, Billie Holiday (Filadelfia, 7 aprile 1915 – New York, 17 luglio 1959);
- la poetessa polacca Wislawa Szymborska (Kornik, 2 luglio 1923 – Cracovia, primo febbraio 2012), Premio Nobel per la letteratura nel 1996;
- la giornalista e scrittrice bielorussa Svetlana Aleksievic, Premio Nobel per la letteratura nel 2015, nata nel 1948 e tuttora vivente (in esilio perche' perseguitata dal regime).
Queste figure si aggiungono a quelle gia' proposte nei precedenti incontri, tra cui particolarmente: Mahsa Amini, Tina Anselmi, Hannah Arendt, Maria Callas, Berta Caceres, Emily Dickinson, Marianella Garcia, Natalia Ginzburg, Etty Hillesum, Frida Khalo, Rosa Luxemburg, Wangari Maathai, Lidia Menapace, Maria Montessori, Franca Ongaro Basaglia, Sylvia Plath, Rossana Rossanda, Vandana Shiva, Nina Simone, Bertha von Suttner, Silvia Vegetti Finzi, Simone Weil, Virginia Woolf, Adriana Zarri.
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Che cos'e' la poesia
Gran parte dell'incontro e' stata dedicata ancora una volta alla riflessione sulla poesia, sui suoi aspetti tecnici, sul suo valore intellettuale, morale, esistenziale e civile, sulle questioni implicate dall'attivita' traduttoria da una lingua all'altra, da un contesto all'altro, da un'epoca all'altra (valorizzando anche le decisive riflessioni proposte da Umberto Eco nel suo classico libro "Opera aperta").
In questa riflessione si e' fatto ampio uso di alcuni testi della grande poesia espressa nel corso della storia dell'umanita'; in particolare sono stati declamati e commentati in un dialogo appassionato alcuni testi di Omero, di Saffo, dell'Antico e del Nuovo Testamento, di Dante, di William Shakespeare, di Giacomo Leopardi, di Emily Dickinson, di Antonio Machado, di Salvatore Quasimodo, di Jacques Prevert, di Wislawa Szymborska; cosi' come alcune canzoni popolari della tradizione sarda, alcune canzoni popolari della tradizione afroamericana, ed una notissima (ma raramente meditata) "conta" infantile.
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I miracoli dell'amore e la forza della responsabilita'
Nel corso dell'incontro si e' anche lungamente e coralmente riflettuto sui miracoli dell'amore e come basti aprire gli occhi per vederli.
Ragionare dell'amore e dell'eguaglianza di dignita' e diritti di tutti gli esseri umani e' una delle caratteristiche degli incontri settimanali dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia"; cosi' come e' caratteristica fondamentale dell'associazione il fatto che fra tutte le persone partecipanti vigono rapporti di rispetto, di ascolto, di riconoscimento e riconoscenza, di piena eguaglianza e di mutuo sostegno.
Nella riflessione corale del primo agosto un aiuto e' stato offerto dalla commossa rievocazione di una scena fondamentale ed indimenticabile del film "Ordet - La parola" di Carl Theodor Dreyer, e dal ricordo appassionato della figura, del pensiero e dell'opera dell'immenso teologo e martire antinazista Dietrich Bonhoeffer.
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Ripristinare diritti violati, aiutare chiunque abbia bisogno di aiuto
La parte conclusiva dell'incontro e' stata dedicata, come di consueto, all'analisi di vicende di diritti violati, all'esame di problemi concreti e alla riflessione su come affrontarli adeguatamente in spirito di solidarieta', di responsabilita', di condivisione.
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Infine ricordiamo anche
Ricordiamo ancora una volta che negli incontri pomeridiani del sabato ampio spazio si dedica abitualmente alla riflessione sulla poesia, anche nei suoi aspetti tecnici, con la prospettiva di proseguire anche nell'esperienza della produzione di testi in versi, come gia' realizzati lo scorso anno in memoria di Alfio Pannega e quest'anno in memoria di Vito Ferrante.
Ugualmente ampio spazio si dedica alla musica, al canto, alla danza, alle altre arti che rivelano al'umanita' la bellezza del mondo, l'amore per il bene, la felicita' possibile e reale.
Ugualmente ampio spazio si dedica all'esame di situazioni concrete di diritti violati ed all'elaborazione di strategie di intervento affinche' sia le risorse della societa' civile che quelle delle istituzioni democratiche convergano nel ripristinare i diritti, nel dare risposta ai bisogni fondamentali di ogni essere umano, nel garantire assistenza a chi di assistenza ha assoluta necessita', e nel sostenere i percorsi di aiuto, di condivisione, di solidarieta' e di liberazione.
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Alcuni allegati
Allegato in calce riproduciamo il testo di un poemetto in cinque parti di Immacolata in ricordo di Vito Ferrante.
Alleghiamo anche alcuni dei materiali di lavoro utilizzati nel corso dell'incontro.
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Per informazioni e contatti (ma venirci a trovare ogni sabato e' ancor meglio)
Per contattare l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) scrivere una e-mail a: info at ilboschettodeicorbezzoli.it, stefania0560 at hotmail.it
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Le amiche e gli amici di Vito Ferrante
Viterbo, 2 agosto 2026
* * *
Allegato primo: Immacolata ricorda Vito Ferrante
I. Vito "come folgore sulla via di Damasco"
Quanto fragore
nel silenzio del mondo
c'e' un uomo
sotto l'albero del noce
che insegue la bellezza
mentre scorre la vita.
*
II. Giardino primavera
C'e' una rosa che piange la'
nel giardino degli ultimi
ed il profumo si espande
fino a raggiungere tutti, e si fa avanti,
come virtu' antica
c'e' il vento che soffia
nel giardino degli ultimi
la bellezza si compie
la natura sussulta
c'e' una rosa che piange
ed il profumo si arresta
c'e' la pace, l'amore, la dignita'
ed il dolore
c'e' una rosa che piange
mentre nasce l'amore
*
III. Vito
Cuore e ragione
poesia
un intreccio di mani
che plasma la materia
per forgiare pensieri
anime e sentieri
doloroso e' il cammino
ma fecondo!
spirito libero
mai asservito ai potenti
rivoluzione d'amore!
*
IV. Vito: poeta, artista, artigiano, scultore
"Abbiamo bisogno di contadini, di poeti,
gente che sa fare il pane,
che ama gli alberi e riconosce il vento"
(da "Cedi la strada agli alberi" di Franco Arminio)
In lui si esprimevano l'arte della parola
e del fare
costruttore di opere, di sculture e di pace
si mobilitava per i diritti dei sofferenti
e per ridare dignita' alle persone
e cura alle loro famiglie
Riusciva a trattenere l'amore
recuperava bellezza dalle macerie
E' proprio vero, le imprese piu' importanti
nascono nel silenzio, che poi si fa
assordante ed arriva ovunque, la' dove
non te l'aspetti e fa rumore.
L'amore e' un atto politico, sociale.
*
V. Da immacolata a Vito
Non ti ho mai conosciuto
ma le tue opere, i tuoi
pensieri sono giunti a me
con forza e mi hanno
trafitto il cuore e la coscienza.
* * *
Allegato secondo: Alcune regole utili per stare bene mentre si ragiona insieme
Nel corso di questi incontri si lavora sulla base di alcune regole relazionali e comunicative - per cosi' dire: "alcune regole utili per stare bene mentre si ragiona insieme" - condivise dalle persone partecipanti; sintetizzandole in alcune formule essenziali esse sono:
- Si parla a turno facendo il giro;
- Si puo' parlare di tutto;
- Quando una persona parla, le altre la ascoltano senza commenti e senza interruzioni;
- Si da' a ogni persona tutto il tempo di cui ha bisogno per dire quello che vuole dire;
- Si rispetta ogni persona anche se non si e' d'accordo con quello che dice;
- Nessuno impone niente a nessuno;
- Si decidono solo le cose su cui tutte le persone sono d'accordo.
* * *
Allegato terzo: Due parole (ovvero una traccia per un ragionamento e una sperimentazione) sulla poesia, la sua storia e le sue tecniche
- dal canto al ritmo, dall'aedo al rapsodo
- dall'oralita' alla scrittura, dalla presenza alla distanza
- dal "qui e adesso" dell'esecuzione alla riproducibilita' tecnica
*
- si scrive respirando
- si canta mentalmente
- il piacere della lettura ad alta voce
*
- il ritmo, i ritmi
- la rima, che aiuta la memoria
- l'immagine (la metafora, il simbolo, il correlativo oggettivo)
*
- la prima stesura e il labor limae
- l'improvvisazione e la poesia orale (intima, conviviale, parenetica)
*
- scrittura individuale e scrittura collettiva
- l'opera aperta e l'estetica della ricezione
*
- rispondere per le rime
*
- il gioco del cadavere squisito
3. REPETITA IUVANT. DIZIONARIO DI FILOSOFIA TRECCANI: FILOSOFIE DEL FEMMINISMO (2009)
[Ripresa dal sito www.treccani.it riproponiamo la voce "Femminismo" apparsa nel Dizionario di filosofia del 2009]
Per filosofie del femminismo si intende la pluralita' di teorizzazioni e pratiche che vanno dalle prime formulazioni del prefemminismo, agli studi sulla costruzione del genere, al pensiero della differenza sessuale, sino alle elaborazioni piu' recenti, quali l'Anglo-American feminist criticism, le teorie femministe francese e italiana, e da ultimo la Feminist film theory.
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Le origini
Il f. e' stato uno dei movimenti del Novecento di piu' vasta influenza nella vita sociale, politica e culturale a livello mondiale, caratterizzato da dinamicita' e pluralita' di posizioni e obiettivi. Come movimento teorico, pratico e d'autocoscienza si e' affermato nei paesi piu' sviluppati del mondo occidentale, in centri spontanei d'aggregazione politica e culturale che hanno dato vita a manifestazioni, associazioni, iniziative anche di massa, pure in appoggio ai movimenti antischiavisti, e in tali ambiti negli Stati Uniti e in Gran Bretagna e' entrato in uso il termine alla meta' dell'Ottocento (Dichiarazione di Seneca Falls, USA, 1848). Soprattutto nelle aree anglo-americana ed europea, in cui affonda le sue radici, il f. e' studiato e dibattuto a livello accademico in un'area disciplinare ampia e diversificata, e si e' consolidato in filoni di ricerca specifici a carattere interdisciplinare e comparativo. F. e movimento femminista si usano come sinonimi sia per la postulata inscindibilita' di teoria e prassi sia per la costitutiva dinamicita' del femminismo. Si puo' dire che al centro del f. ci sia l'idea che le donne, in quanto conformate al 'genere' femminile, sono trattate in modo iniquo nella societa', organizzata su una bipartizione di generi che avvantaggia gli uomini, impoverendo il mondo delle potenzialita' espressive non di un gruppo sociale ma di piu' della maggioranza dell'umanita'. L'accesso delle donne all'uguaglianza in una cultura a dominanza maschile non e' comunque mai stato un obiettivo universale del f., anche perche' e' controverso cosa significhi l'uguaglianza per le donne, come e riguardo a cosa essa vada acquisita, e quali siano gli effettivi ostacoli da superare. Nel 1792 Mary Wollstonecraft scrisse che nascere donne comporta inferiorita', oppressione e svantaggio e che occorre una rivoluzione perche' le donne, quale parte della specie umana, operino, riformando se' stesse, per riformare il mondo (Rivendicazione dei diritti della donna). Dell'anno prima e' la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina di Olympe de Gouges, ghigliottinata nel 1793. In questione era il riconoscimento di piena umanita', cioe' che la donna fosse un'individualita' autonoma, razionale e morale. Per cambiare un ordine di cose che non e' per natura ma costruito ad arte e trasmesso dall'educazione, occorreva l'impegno delle donne in un processo d'autoformazione e il concorso degli uomini progressisti per l'adeguazione dei diritti. Fin dall'inizio il f. unifica conquiste teoriche e pratiche, pensiero e vita, e manifesta il suo ruolo d'avanguardia riguardo ai rapporti di genere e alla vita umana nel mondo. Un'avanguardia che attinge non all'aristocrazia e al popolo ma al ceto medio, il che costituira' un problema in tutte le fasi dell'evoluzione del movimento. Lo scenario in cui prese avvio il f. era quello dei cambiamenti epocali connessi agli sviluppi impressi alla modernita' dalle rivoluzioni industriali, con i loro effetti sul sistema patriarcale, sui processi d'unificazione nazionale e sugli apparati istituzionali e statali. In tale contesto le donne acquisirono consapevolezza che il paradigma patriarcale imponeva loro d'essere cio' che gli uomini non sono (o non intendono apparire) e che per questo, con il supporto delle istituzioni poste a tutela dei privilegi maschili, le relegava nel privato interdicendole dal mondo pubblico e dalla cultura a valore simbolico. L'uguaglianza che si rivendica attiene comunque a ordini e sfere d'attivita', non significa mai omologazione all'uomo. Nelle sue varie fasi l'ordine patriarcale mantiene una struttura logofallocentrica che elide la donna senza nominarla, imponendo il discorso dell'universale neutro modellato sul maschile; discorso che e' di fatto regolato dalla 'logica del medesimo' in quanto la donna vi compare rappresentata dall'uomo. Quando si giungera' con la seconda ondata a questa formulazione il f. avra' maturato una piu' chiara convinzione che i diritti umani attengono a ogni essere umano in quanto individualita' autonoma (Martha Nussbaum, Luisella Battaglia, Marisa Forcina), ma il rapporto tra f. e diritti e' tuttora problematico (gruppo Diotima, Diana Sartori). Premesso che le donne hanno espresso visioni che oggi possono dirsi femministe assai prima dello sviluppo del discorso femminista della liberazione, la storia del f. non e' lineare visti la varieta' e l'intreccio di posizioni, avvicinamenti, distanziamenti e separazioni.
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Spazi e tempi del femminismo
Dell'attuale scansione del f. in ondate non e' condivisa la loro demarcazione, tanto piu' se cronologica, dato un approccio alla temporalita' incline non a visioni lineari e cicliche ma a forme di ricorsivita' innovativa, che si riflettono nel rifiuto di una schematizzazione. L'immagine dell'ondata e' efficace quando se ne focalizza la vitalita' e il dinamismo, per cui l'energia e' mantenuta attraverso un rinnovato slancio 'a partire da se'', che e' quanto ha inteso fare il f. contemporaneo disegnando una storia 'giocata' sulla mobilita' di scansioni e confini, quindi sui nessi tra istanze, teorizzazioni e azioni diverse e diacroniche. Come nel caso del 'problema' della prima ondata, cioe' dell'affermazione dell'individualita' moderna, che avrebbe trovato sbocco nel suffragismo avviatosi all'inizio del XIX sec., affondando le sue radici nel pensiero illuminista e nella rivoluzione francese. A connessioni e innesti le filosofe femministe della seconda ondata preferiscono la 'fluidita'', tematizzata soprattutto nel contesto francese (Luce Irigaray) e italiano (gruppo Diotima) trovando antecedenti in scrittrici e poetesse della prima ondata o in femministe ante litteram. Sono approcci diversi che coesistono con i contemporanei topoi del discorso femminista: mescolanza, ibridazione, creolizzazione e meticciato. Oltre alla pluralita' e alla delocalizzazione/dislocazione, questi topoi evocano la fluidita' del corpo e della sessualita' femminile in cui non c'e' cesura tra esterno e interno, e su questa peculiare continuita'/discontinuita' carnale le femministe, anche attingendo creativamente ai miti, si sono espresse in gesti, parole, scritture. La storia del f. trae sostegno dagli studi di storia delle donne, uno dei frutti piu' felici degli Women studies, e con la correlata storiografia ha dato luogo a controversie, anche perche' le due discipline, d'antico dominio maschile, hanno molto concorso all'elisione delle donne dagli ordini simbolici. La scansione in ondate, come la loro articolazione interna, deve tener conto dei diversi orientamenti teorici del f. legati a campi storico-culturali e linguistici diversi. La cartografia, quasi fino all'ultimo passaggio di secolo, mostra in primo piano il f. angloamericano e quello europeo continentale, con la presenza attiva di filosofe francesi e italiane. L'area del f. tedesco (oggi tanto internazionalizzato da non distinguersi come gruppo), riflettendo la tradizione del socialismo e del marxismo, ha una struttura molto ideologizzata e politicizzata in linea con la nuova sinistra, in piena consonanza con il dettato 'il personale e' politico'. Nei paesi di lingua spagnola, dato il prolungato isolamento politico dovuto alla dittatura franchista, si stagliano alcune figure di pensatrici e scrittrici (Maria Zambrano, Victoria Ocampo) che saranno riconosciute femministe piu' tardi. Nei paesi del Nord Europa, per le anticipate peculiari acquisizioni di diritti delle donne, il f. ha uno sviluppo celere ma poco originale e si consolida soprattutto nelle sedi accademiche a livello di ricerca e didattica. Al passaggio di secolo lo scenario appare mutato, allargandosi dall'Africa ai paesi dell'America latina e a quelli orientali, in specie l'India. Oltre a coinvolgere le questioni del f. postcoloniale (come le questioni delle donne nere, africane e non, di quelle africane bianche, di prima e seconda generazione, delle emigranti asiatiche, ecc.), questo neo-f. rivisita criticamente i paradigmi del f. storico (Seyla Benhabib), anche scalzandoli, come da ultimo il paradigma della lingua madre che il 'soggetto nomade' del f. postmoderno non conosce (Rosi Braidotti). Si tratta di linee di sviluppo piu' che di fuga, e i soggetti pure nomadi e 'mascherati' (Judith Butler) sono donne intenzionate a non farsi condizionare e a decidere liberamente delle loro scelte sessuali. Del f. piu' recente e' in discussione se sia una terza ondata o una coda della seconda e se debba definirsi o meno post-f., certo vi si colgono i segni del nuovo e la ripresa di temi antichi.
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Le ondate del femminismo
La prima ondata dell'emancipazionismo suffragista ottocentesco, su cui gli studi di storia delle donne stanno dando contributi innovativi, si e' avviata con una coppia, Harriet Taylor (L'emancipazione delle donne, 1851) e John Stuart Mill (La soggezione delle donne, 1869), non assestata sulla binarieta' maschile e femminile costruita in modo che il femminile slitti in seconda posizione. Entrambi sono polarizzati sul paradosso di un'uguaglianza dei diritti 'monca' perche' non applicabile alle donne. Le loro tesi, liberali in senso radicale e ugualitarie, sfoceranno nella conquista dei piu' rilevanti diritti richiesti, che il f. di orientamento socialista considera solo formali, in linea con il materialismo dialettico di Engels che lega la subordinazione della maggioranza delle donne alle condizioni economico-sociali (ponendo in questione la portata rappresentativa del suffragismo e il carattere borghese del femminismo). Saranno pero' i temi engelsiani della messa in discussione della famiglia monogamica e dei rapporti tra uomini e donne nella sfera della sessualita' non solo riproduttiva, collegata al desiderio e alla libera scelta amorosa (L'origine della famiglia, della proprieta' privata e dello Stato, 1884), a essere ripresi dal f. della seconda ondata. Nel cinquantennio, o fase d'eclisse, che la precede, il f. rielabora l'uguaglianza dei diritti e delle condizioni materiali mettendo a fuoco il tema della differenza. Virginia Woolf e Simone de Beauvoir ridanno linfa alla teoria femminista, mostrando come l'eclisse sia una modalita' dinamica d'assenza/presenza. Entrambe parlano dell'alterita' della donna, di quella impostale dall'uomo e a lui speculare e di quella interna a se' che ha bisogno d'esprimere. Woolf sembra investire tutto nel privato, ma il privato cui lei guarda e' un mondo, non una sfera accanto a quella pubblica, di fatto ridotta a zona di guerra per uomini bisognosi di possesso e controllo: e' un modo d'essere umano che muovendo dall'individualita' incarnata si apre all'universalita' umana. La cura di se' come forma di relazionalita' 'altra', con lo spazio e il tempo per viverla quale pratica di vita estranea alle pratiche maschili di morte, e' liberante ed e' politica, e le donne hanno in tale campo dei saperi da coltivare e da trasmettere. Simone de Beauvoir assume la differenza a categoria esistenziale, e la donna, in quanto costretta nel prototipo dell'alterita' con la maiuscola, l'Altro dall'uomo, ne mostra l'imprescindibilita'. Per recuperare la sua differenza, l'alterita' con la minuscola, la donna deve attingere a se' stessa, al proprio desiderio, riattivando la propria progettualita' esistenziale tramite la narrazione, riscrivendo la sua storia a un tempo individuale e comune. La pratica della narrazione - in forma di parola e scrittura biografica, autobiografica e fantastica - e' un tema costitutivo del f. perche' nel richiamare la donna a se' stessa la dispone alla scoperta di se' come altra, non fissando o chiudendo il discorso ma avviando un cammino di autoformazione. Il secondo sesso (1949) si chiude con un'affermazione decisa contro l'omologazione al maschile e a favore della liberazione, ma cio' significa scompaginare l'ordine dei sessi a partire da se', attingendo a una differenza ancora da scoprire, che impegnera' il f. della seconda ondata. Insorta negli anni Sessanta del Novecento, nel solco dei movimenti antiautoritari e di liberazione, sin da quello studentesco, la seconda ondata e' dirompente, ma vive anche fasi di riflusso ricche di nuove elaborazioni. La storia del f. degli anni Settanta/Novanta, nel suo prolungarsi al passaggio di secolo e al presente, appare percorsa da cambiamenti cosi' forti da prospettare una cesura che sarebbe segnata dall'apparizione del postfemminismo. Questo accentua il carattere di per se' controverso del termine f., laddove sembra piu' sensato parlare di divergenze del f. postmoderno da alcuni dei sempre mobili parametri femministi. Poco convincente appare anche l'idea di una terza ondata, viste la contiguita' temporale e la non univocita' della categoria di postmodernita'. Il f. filosofico ha peraltro condotto una disanima dei concetti postmoderni, quali differenza e identita', per analizzare la costruzione del soggetto donna e affermare la poliedricita' di ogni essere umano comunque sessuato. Infatti, sia l'opera di decostruzione del discorso dell'universale neutro quale soggetto logofallocentrico, sia l'azione di sabotaggio perpetrata sulla tradizione filosofica occidentale per strapparle alcune figure femminili esemplari (Adriana Cavarero), hanno mirato non alla costruzione della casa femminista definitiva fatta a regola, ma all'individuazione di uno spazio relazionale che dia modo al se' di manifestarsi e narrarsi.
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La situazione contemporanea
Il f., uso a lavorare sempre sul provvisorio e sul frammentario, soprattutto oggi vive trasformandosi, cosa che evoca la messa in gioco sia di controversie sia di possibilita' impreviste. Cosi' e' accaduto nella seconda ondata con La mistica della femminilita' di Betty Friedan (1963), che nell'avviare un movimento di emancipazione/liberazione delle donne di forte risonanza, ha innescato nuove iniziative pratiche e teoriche, innanzitutto sulla questione del potere. Infatti, mentre per Friedan le donne devono rivendicarlo, altri gruppi (per es., il gruppo Feminist, fondato da Ti-Grace Atkinson) lo contestano mettendo in discussione l'asse sessualita', patriarcato, capitalismo, come avviene anche nei gruppi europei di studio e autocoscienza, che scelgono il separatismo per elaborare modalita' proprie di pensiero e discorso (Rivolta femminile, Libreria delle donne di Milano, Centro Virginia Woolf, gruppo Diotima). Parlando di f. anglo-americano e f. europeo va tenuto conto delle difformita' dei rispettivi contesti socioculturali e delle matrici filosofiche, come nel caso dell'Anglo-American feminist criticism, delle teorie femministe francese e italiana (ciascuna con le sue articolazioni interne). Nell'attuale ampliarsi del raggio d'incidenza del f. si osserva pero', con l'usuale rimescolamento delle carte, una maggiore convergenza problematica, in specie sulle questioni etico-politiche, dove la cura, intesa come forma di razionalita' pratica, assume il ruolo di categoria fondativa di una nuova etica pubblica, che attraverso il lavoro 'attento' sui confini morali dati punta a scalzare i rapporti di disuguaglianza (Iris Marion Young, Joan Tronto, Laura Boella). La seconda ondata e' caratterizzata in Francia e in Italia da uno scavo sulla sessualita' femminile attraverso la rilettura critica delle teorie di Freud, Foucault, Lacan che porta a elaborare una teoria della differenza sessuale che fara' testo per gli sviluppi delle filosofie femministe. Luce Irigaray, rileggendo i testi della tradizione filosofica occidentale, e in specie quelli platonici a fronte di quelli freudiani, mostra la cancellazione dall'intera produzione speculativa della donna e della sessualita' femminile: il corpo incarnato e' assente dall'ordine simbolico, cioe' dal discorso che fa testo. Sul fronte semiotico e della teoria psicoanalitica, Julia Kristeva valorizza le potenzialita' segniche della lingua materna quale fonte di espressivita' poetica, gioiosa, libera e liberante, che emerge dalle maglie del linguaggio maschile sotto forma di trasgressione del significato e del senso normativo. La figura materna assurge a perno di un'elaborazione teoretica ampia e complessa soprattutto con il gruppo Diotima dell'universita' di Verona, il cui "pensiero della differenza sessuale" (accusato di essenzialismo, non solo dal f. di taglio piu' sociologico e costruttivista) ha avuto larga disseminazione. Rifacendosi all'analisi di Irigaray, esso ha individuato nella madre quale corpo generante il primo referente di un ordine simbolico capace di promuovere saperi incarnati, e da qui una genealogia femminile che prevede forme di separatismo dagli uomini e di affiliazione tra donne (Luisa Muraro). Il f. ha coinvolto con la sua critica e rilettura dei saperi anche l'epistemologia e la storia della scienza (Evelyn Fox Keller), cosi' come rapido sviluppo ha avuto anche l'ecofemminismo. Ma un settore molto vitale a livello internazionale e' quello filosofico-religioso, che vede accomunate femministe di varie religioni (Rosemary Radford Reuther, Christine Battersby, Francesca Brezzi, ecc.) impegnate, oltre che nella critica alle istituzioni religiose, in una rilettura dei testi biblici che parla anche di 'dio-donna'. Nel suo versante piu' dichiaratamente postmoderno il f., utilizzando le strategie decostruzioniste di Derrida e Deleuze, destabilizza il modello binario inscritto nel maschile e nel femminile performati dal discorso egemone, puntando a valorizzare, con la poliedricita' del femminile, la polivalenza della sessualita' e il carattere eversivo del desiderio (gia' impliciti nell'anarchia del corpo fluido femminile delineato da Irigaray), l'uno e l'altro normati sull'eterosessualita' (Teresa de Lauretiis, Adrienne Rich). Da qui la scelta di entrare nel gioco dei generi, 'mascherandosi' da donne per scalzare i consolidati ruoli di genere e determinarsi come soggetti femministi liberi di scegliere il proprio orientamento sessuale (Judith Butler, e prima Carla Lonzi). Il confronto con i media e le nuove tecnologie caratterizza il f. postmoderno e lesbico, che, mettendo in luce gli aspetti pervasivi e delocalizzanti, ne sfrutta la frammentazione e le discrepanze al fine di sperimentare le possibili trasformazioni della soggettivita' corporea (come la figura cyborg di Donna Haraway), in vista della liberazione del desiderio, sminuendo il peso delle differenze di genere (Kate Millett, Shulamith Firestone). Cio' incide pure sulla scrittura femminile intesa in senso femminista, cioe' come fatto creativo eccedente ogni sua codificazione e in quanto tale non esclusiva della donna (Helene Cixous). Si parla però anche di una tradizione letteraria femminile che presenta una continuita' di immagini e temi mutuati da generazione a generazione, associabile a un costante tessuto relazionale tra le scrittici e i loro contesti sociali di vita (Elaine Showalter). Tutto cio' rimanda a una proliferazione di donne capaci di pensiero, volonta' e azione, che attingendo a Hannah Arendt - una delle madri simboliche del f. contemporaneo - si possono raffigurare come il nostro "futuro alle spalle".
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Feminist film theory
Merita un cenno la anglosassone Feminist film theory, nata alla meta' degli anni Settanta del Novecento, riflessione sul linguaggio, oltre che metodo di lavoro, di codifica e di decodifica, che si interroga sostanzialmente sul rapporto tra rappresentazione e differenza sessuale: il cinema si fonda sul piacere di guardare e lo perpetua; il cinema e' messa in scena di voyerismo e feticismo, dove il maschile e' il soggetto della rappresentazione e il femminile il suo oggetto. Differenza sessuale, quindi, intesa non come dato biologico bensi' come costrutto culturale, prodotto di una tecnologia di rappresentazione e autorappresentazione. Ispirata alla psicoanalisi e passando per l'analisi testuale, tale ricerca e' approdata alla funzione spettatoriale espressa dai concetti di gaze e desire, ossia di interazione tra sguardo e desiderio. Il contributo di maggior peso e' dato dall'inglese Laura Mulvey nel suo testo Visual pleasure and narrative cinema (1975).
4. REPETITA IUVANT. UNA RICHIESTA AL PRESIDENTE DELLO STATO DI ISRAELE: CONCEDA LA GRAZIA A MARWAN BARGHOUTI, IL NELSON MANDELA PALESTINESE
Al Presidente dello Stato di Israele Yitzhak Herzog
Oggetto: richiesta di concessione della grazia a Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese
Egregio Presidente,
Le scriviamo per formularLe la richiesta di concessione della grazia a Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese.
Non c'e' bisogno che illustriamo a Lei cio' che Lei gia' sa perfettamente: ovvero che Marwan Barghouti puo' dare un contributo fondamentale e decisivo per la risoluzione pacifica, fondata sulla verita', la giustizia e la comprensione reciproca, del conflitto israelo-palestinese nel pieno rispetto di tutti i diritti di entrambi i popoli e di ogni persona.
Dinanzi alla tragedia tuttora in corso e' ragionevole pensare che la liberazione di Marwan Barghouti possa essere il passo indispensabile per avviare un circolo virtuoso dopo cosi' tante sofferenze.
Ignoriamo quali siano le precise e specifiche procedure istituzionali previste nell'ordinamento giuridico del suo Paese per attivare l'istituto della concessione della grazia, ma con questa lettera aperta La preghiamo di adoperarSi a questo fine che ci sembra essere, per usare il linguaggio di Gandhi, un vero e proprio "fine sovraordinato" rispetto a tante altre considerazioni.
Liberi Marwan Barghouti: il popolo di Israele, il popolo di Palestina, e tutti i popoli e le persone ragionevoli del mondo Gliene saranno per sempre grati.
Voglia gradire distinti saluti,
Beppe Manni
Gianfranco Monaca
Riccardo Orioles
Alessandro Pesci
Enrico Peyretti
Giulio Sica
Peppe Sini
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Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
5. REPETITA IUVANT. ALCUNI ULTERIORI RIFERIMENTI UTILI
Segnaliamo il sito della "Casa delle donne" di Milano: www.casadonnemilano.it
Segnaliamo il sito della "Casa internazionale delle donne" di Roma: www.casainternazionaledelledonne.org
Segnaliamo il sito delle "Donne in rete contro la violenza": www.direcontrolaviolenza.it
Segnaliamo il sito de "Il paese delle donne on line": www.womenews.net
Segnaliamo il sito della "Libreria delle donne di Milano": www.libreriadelledonne.it
Segnaliamo il sito della "Libera universita' delle donne" di Milano: www.universitadelledonne.it
Segnaliamo il sito di "Noi donne": www.noidonne.org
Segnaliamo il sito di "Non una di meno": www.nonunadimeno.wordpress.com
6. SEGNALAZIONI LIBRARIE
Riletture
- Joan Baez, Ballate e folksong, Newton Compton, Roma 1977, pp. 176.
- Violeta Parra, Canzoni, Newton Compton, Roma 1979, pp. 240.
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Classici
- Bertolt Brecht, Poesie, Einaudi, Torino 1999-2005, 2 voll. per pp. LXXVIII + 1548 (vol I. Poesie 1913-1933) + pp. XC + 1792 (vol. II. Poesie 1934-1956).
- François Villon, Oeuvres, Garnier, Paris 1962, pp. XXVI + 284 (+ 14 pp. non numerate).
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Maestre
- Elena Croce, Il congedo del romanzo, Mondadori, Milano 1982, pp. 144.
- Elena Croce, La patria napoletana, Adelphi, Milano 1974, 1999, pp. 142.
- Elena Croce, L'infanzia dorata e Ricordi familiari, Adelphi, Milano 1979, 1985, pp. 168.
- Elena Croce, Lo snobismo liberale, Adelphi, Milano 1964, 1990, pp. 92.
- Elena Craveri Croce, Poeti e scrittori tedeschi dell'ultimo Settecento, Laterza, Bari 1951, pp. 230.
7. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.
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NONVIOLENZA O BARBARIE
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Numero 109 del 3 agosto 2026
Nuova serie de "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it
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