[nonviolenza] Per Francesco Guccini. Un ricordo personale



PER FRANCESCO GUCCINI. UN RICORDO PERSONALE

Anche per me, come per tutti quelli della mia generazione, le canzoni di Francesco Guccini sono state una presenza importante: non solo le abbiamo ascoltate e cantate, ma anche ragionate riconoscendoci sovente nelle loro parole, e nelle emozioni, nei pensieri e negli appelli all'impegno che proponevano. E mi accorgo adesso di ricordare ancora perfettamente gran parte delle sue canzoni degli anni Sessanta e Settanta.
La persona, invece, mi e' capitato di incrociarla due volte.
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La prima volta alla fine degli anni Settanta o all'inizio degli anni Ottanta: ero impegnato allora nella campagna per l'abolizione dei manicomi criminali (in sigla: Opg, ovvero Ospedali psichiatrici giudiziari), che grazie alla loro natura ancipite - sia carceri che manicomi - erano sfuggiti tanto alla riforma penitenziaria del 1975 quanto alla riforma dell'assistenza psichiatrica e sanitaria del 1978; e nell'ambito di quell'impegno mi e' capitato di prendere la parola sul palco di un concerto di Francesco Guccini immediatamente prima che lui cominciasse a cantare: era il suo modo per sostenere la nostra iniziativa (e tante altre iniziative per i diritti umani di tutti gli esseri umani), e gliene sono ancora grato.
Solo molti anni dopo i manicomi criminali furono finalmente aboliti e quell'indicibile crudelissima infamia e' cessata (anche se al loro posto restano ambigue strutture denominate Rems, acronimo che sta per Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza, che ne mantengono di fatto alcuni tratti - ma non piu' i piu' ripugnanti e disumani).
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La seconda volta molti anni dopo, credo negli anni Dieci di questo secolo: ero allora impegnato insieme a un pugno di persone amiche nella lotta contro la dissennata, sciagurata ed illegale realizzazione di un mega-aeroporto a Viterbo che avrebbe devastato irreversibilmente la preziosa area termale, archeologica e naturalistica del Bulicame (di cui fa esplicita e ripetuta menzione Dante nella Divina Commedia); Francesco Guccini, che aveva forti legami di amicizia con uno di noi, volle sostenerci con la sua autorevole adesione al nostro appello, e gliene sono ancora grato.
Quel devastante, insensato e criminale mega-aeroporto - grazie alla nostra decisiva lotta - non e' poi stato costruito, e l'area del Bulicame (che a Viterbo chiamiamo Bullicame) e' ancora li', semiabbandonata ma non cementificata, non devastata irreversibilmente.
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Era un compagno di lotte nonviolente, Francesco Guccini.
Non solo il poeta, il musicista, l'osservatore acuto della societa' e dei costumi di cui oggi parlano nei loro necrologi un po' tutti.
E' tutto vero, ma per noi e' stato qualcosa di piu': un compagno di lotte nonviolente necessarie, le cui parole ci sono sovente servite per esprimere alcune cose che ci stavano a cuore, il cui impegno di artista e' stato anche un impegno morale e politico - per la liberazione dell'umanita' e per la salvaguardia del mondo vivente - che in tante e tanti abbiamo condiviso e di cui oggi c'e' ancor piu' bisogno.

Peppe Sini

Viterbo, 7 agosto 2026

Mittente: Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it

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