[nonviolenza] Lunedi' 21 settembre ricordato a Viterbo Alfio Pannega con tre iniziative nel centounesimo anniversario della nascita (con un messaggio di Luciano Bernabei e un ricordo di Letizia Acquaviva)



LUNEDI' 21 SETTEMBRE RICORDATO A VITERBO ALFIO PANNEGA CON TRE INIZIATIVE NEL CENTOUNESIMO ANNIVERSARIO DELLA NASCITA (CON UN MESSAGGIO DI LUCIANO BERNABEI E UN RICORDO DI LETIZIA ACQUAVIVA)

Lunedi' 21 settembre 2026 a Viterbo si e' svolta una giornata di commemorazione di Alfio Pannega (Viterbo, 21 settembre 1925 - 30 aprile 2010) in occasione del centounesimo anniversario della nascita dell'indimenticabile poeta antifascista nonviolento viterbese.
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Si e' cominciato la mattina alle ore 11 con una visita alla tomba di Alfio al cimitero di Viterbo.
Si e' proseguito alle ore 18 con un ricordo dinanzi alla casa di Alfio a Valle Faul.
Infine e' stato reso di pubblica consultazione nella rete telematica il sito dedicato ad Alfio Pannega con le sue opere poetiche, le testimonianze a lui dedicate, vari materiali documentari.
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Nel ricordo di Alfio ci opponiamo a tutte le guerre e a tutte le uccisioni.
Nel ricordo di Alfio ci adoperiamo a soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Nel ricordo di Alfio difendiamo quest'unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.
Nel ricordo di Alfio la nonviolenza e' in cammino.
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Alleghiamo in calce:
1. alcune delle parole dette nel corso dell'incontro dinanzi alla casa di Alfio a Valle Faul;
2. un messaggio di Luciano Bernabei;
3. un ricordo di Letizia Acquaviva.

Le amiche e gli amici di Alfio Pannega

Viterbo, 21 settembre 2026

Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it

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Allegato primo. Siamo qui (alcune parole dette nel corso dell'incontro dinanzi alla casa di Alfio a Valle Faul)
[Quella che segue e' una minima sintesi, ricostruita a memoria qualche ora dopo, delle parole dette parlando a braccio da un vecchio amico di Alfio la sera del 21 settembre 2026 dinanza alla sua casa a Valle Faul]

Chi siamo
Siamo qui.
Le compagne e i compagni di Alfio che con lui abbiamo vissuto tante lotte, tante avventure, tante esperienze nel corso della vicenda del centro sociale occupato autogestito Valle Faul.
Siamo qui per ricordarlo nel centounesimo anniversario della sua nascita.
Siamo qui per ricordare un proletario, uno sfruttato, un emarginato, un poeta, un antifascista, un comunista libertario, un amico della nonviolenza, un essere umano che per tutta la vita ha lottato per la liberazione di tutte le oppresse e di tutti gli oppressi, che per tutta la vita ha lottato in difesa dell'umanita' intera e dell'intero mondo vivente.
Il nostro compagno Alfio Pannega.
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Gli altri e noi
Altri parlino di lui come di una figura pittoresca di una Viterbo che non c'e' piu'.
Altri parlino di lui come di una vecchia leggenda che svanisce nelle nebbie di un tempo passato per sempre.
Noi no.
Noi ricordiamo il nostro compagno di lotte con cui abbiamo condiviso il pane e il vino, il dolore per le ingiustizie, la convinzione che ogni essere umano ha diritto alla dignita' e alla solidarieta', la lotta nonviolenta per la liberazione di tutte e tutti.
Altri parlino di Alfio come del personaggio stravagante di una favola antica, di un mito romantico.
Altri parlino di Alfio come di un buffo pover'uomo che stranamente era anche tanto buono.
Noi no.
Noi lo abbiamo conosciuto in carne ed ossa ed oggi siamo qui a ricordarlo con l'orgoglio di essere stati le sue compagne e i suoi compagni di vita e di lotte.
Siamo qui e siamo noi.
Che non ci siamo mai arresi, che non lo abbiamo mai dimenticato.
Che lo portiamo nel nostro cuore.
Che continuiamo la sua lotta che e' ancora la nostra lotta.
Come non abbiamo mai dimenticato e portiamo nel nostro cuore Claudio, Mario, Osvaldo, Roland. Umbertone e le altre e gli altri che ci hanno ormai lasciato e che con noi ed Alfio hanno condiviso l'esperimento e le lotte del centro sociale Valle Faul.
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In questa valle, dinanzi a questa casa
Siamo ancora qui, siamo ancora noi, in questa Valle Faul che abbiamo a lungo difeso e che ormai e' stata lacerata, violata, sottratta al popolo di Viterbo e artigliata e occupata dagli sfruttatori.
Siamo ancora qui, siamo ancora noi, dinanzi alla casa di Alfio.
Dinanzi alla casa di Alfio su cui oltre un anno fa proponemmo di collocare a nostre spese una lapide in sua memoria con un'epigrafe scritta insieme da decine e decine di persone che lo conobbero e lo amarono.
Quel blocco di pietra con quelle parole incise ancora non c'e'. E insisteremo ancora, per mesi e per anni se sara' necessario, affinche' ci sia.
Ma oggi quelle parole su questa casa noi vogliamo porle comunque, con un foglio di carta invece che con un blocco di pietra.
Con la leggerezza e la fragilita' di un foglio di carta, queste parole noi collochiamo oggi qui.
Questa parole che dicono:
"In questa casa visse Alfio Pannega
figlio di Caterina poeta antifascista
innamorato della natura e dell'umanita'
della bellezza e della liberta'
sempre lotto' per la dignita' di tutte le persone
e in difesa di tutte le vite"
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Nel ricordo di Alfio
Siamo le compagne e i compagni di Alfio Pannega, in questo centounesimo anniversario della nascita, che non lo abbiamo mai dimenticato e non lo dimenticheremo mai.
E che nel ricordo di Alfio continuiamo la lotta contro tutte le guerre e contro tutte le oppressioni.
Che nel ricordo di Alfio continuiamo la lotta per soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Che nel ricordo di Alfio continuiamo la lotta  per difendere quest'unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.
Nel ricordo di Alfio la nonviolenza e' in cammino.
Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi.

Viterbo, 21 settembre 2026

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Allegato secondo. Luciano Bernabei: Buon compleanno, Alfio

Vorrei esprimere i miei piu' sentiti ringraziamenti a tutti coloro che sentono vivido il ricordo di Alfio.
Non posso non  esprimere la mia considerazione personale dell'imprinting sociale e politico che ha caratterizzato profondamente l'esperienza del centro sociale okkupato autogestito Valle Faul.
Doveroso e' dire che senza coloro che ne fecero parte la figura di Alfio, seppure gia' iconica, non sarebbe venuta alla ribalta ma sarebbe restata oscurata e rilegata a folklore locale e in uno stato di isolamento sociale.
Di Alfio ricorderemo sempre l'indole battagliera di chi nella vita ha sofferto e su questo disagio ha costruito, passo dopo passo, scavalcando gli intralci dell'indifferenza, la propria dignita' e difeso con le unghie e con i denti la vita e la dignita' di tutti gli esseri umani e della biosfera.
A nome di chi ti e' stato vicino e ti ha ammirato e difeso giorno e notte, grazie Alfio per il tuo prezioso insegnamento poiche' ci hai mostrato il nostro futuro

Luciano Bernabei

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Allegato terzo. Letizia Acquaviva ricorda Alfio Pannega

La storia di Alfio la conosciamo tutti. Ognuno l'ha raccontata a modo suo, ognuno ne ha raccolto un pezzo, una sfumatura, un ricordo. E forse e' proprio questo il bello: che in Alfio ognuno abbia incontrato qualcosa di se'.
Io, personalmente, in Alfio ho incontrato un pilastro insieme a tutti i ragazzi del centro sociale.
In un momento della mia vita in cui mi sono ritrovata sola, con quella solitudine che non fa rumore ma pesa, Alfio e' stato una presenza. Non aveva bisogno di grandi parole. Bastava esserci. Bastava guardarlo, ascoltarlo, vedere il modo in cui affrontava la vita, per capire che si puo' andare avanti insieme anche quando la strada sembra fatta per essere percorsa da soli.
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Alfio mi ha insegnato la resilienza. Mi ha insegnato la forza di continuare, di rialzarsi, di affrontare le difficolta' senza perdere l'onesta' e la dignita'. E forse questa e' stata la sua lezione piu' grande: non quella che si racconta, ma quella che si e' vista nel vissuto di Alfio.
Alfio mi ha mostrato che la sofferenza ti puo' rendere piu' forte per lottare per i deboli e gli oppressi.
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Avrei tantissimi aneddoti da raccontare, tantissime storie che porto dentro. Ma proprio per questo mi e' difficile spiegare chi fosse Alfio. Perche' alcune persone non si possono racchiudere in una storia, ne' in poche parole. Alcune persone diventano parte di te, e quando provi a raccontarle ti accorgi che nessuna parola e' abbastanza grande.
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Per me Alfio e' stato anche un nonno. Uno di quei nonni che la vita, a volte, ci regala in modi strani e inattesi.
E se dovessi davvero trovare un modo per dire chi era Alfio, non direi soltanto che era il cartonaro di Viterbo.
Direi che Alfio era il cartonaro dei cuori marci che battono e combattono.
Di quei cuori che la vita puo' aver ferito, consumato, lasciato soli, ma che continuano ostinatamente a battere.
E a combattere.
Forse e' proprio questo che Alfio mi ha insegnato: che non importa quante volte la vita prova a spezzarti. Finche' il cuore batte, c'e' ancora una strada da percorrere, e non mollare.

Letizia Acquaviva

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