[nonviolenza] Nonviolenza o barbarie. 175



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NONVIOLENZA O BARBARIE
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Numero 175 dell'8 ottobre 2026
Nuova serie de "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it

Sommario di questo numero:
1. Cessare di uccidere. Tutto il resto viene da se'
2. Un incontro a Viterbo di memoria e di testimonianza per le vittime del massacro nazista del 7 ottobre 2023 e per tutte le vittime successive
3. Alcune voci della Viterbo dell'impegno morale, civile e solidale che esprimono vicinanza all'assemblea dell'Afesopsit nel ricordo di Vito Ferrante
4. Segnalazioni librarie
5. La "Carta" del Movimento Nonviolento

1. EDITORIALE. CESSARE DI UCCIDERE. TUTTO IL RESTO VIENE DA SE'

Cessare di uccidere. Tutto il resto viene da se'.
*
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
*
Nonviolenza o barbarie.

2. ANNIVERSARI. UN INCONTRO A VITERBO DI MEMORIA E DI TESTIMONiANZA PER LE VITTIME DEL MASSACRO NAZISTA DEL 7 OTTOBRE 2023 E PER TUTTE LE VITTIME SUCCESSIVE

La mattina di mercoledi' 7 ottobre 2026 presso il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo si e' svolto un incontro di memoria e di testimonianza per le vittime del massacro nazista del 7 ottobre 2023, abominevole continuazione della Shoah.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla liberta', alla solidarieta'.
*
Di seguito una sintesi della riflessione svolta dal responsabile della storica struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini.
Nell'anniversario dell'orrore nazista del 7 ottobre 2023
Dall'orrore assoluto del 7 ottobre 2023 ci separano tre anni, tre anni di dolore immedicabile. Tre anni in cui a quell'orrore assoluto di un giorno di massacro si e' aggiunto l'orrore assoluto di tre anni di sterminio e devastazione a Gaza, sterminio e devastazione che continuano tuttora. Ed a questi orrori assoluti si aggiunge la violenza terrorista dei coloni razzisti in Cisgiordania, la continua - e continuamente proclamata e propagandata in tutto il mondo - minaccia di distruzione dell'intera popolazione ebraica di Israele da parte delle organizzazioni e dei regimi terroristi, integralisti e totalitari del Medio Oriente, mentre perdura la violenza strutturale che nega al popolo palestinese una patria libera, indipendente, democratica, e nega ad entrambi i popoli - quello israeliano e quello palestinese - di poter convivere, come sarebbe giusto, da esseri umani nel pieno e reciproco riconoscimento di tutti i diritti umani - primo fra tutti: il diritto alla vita - per tutte le persone nessuna esclusa.
Sono nato e vivo in Italia, che si trova in Europa: e quindi sono una persona che vive nel continente in cui si e' verificata la Shoah, ed un cittadino del paese dove e' nato il fascismo, ideologia e regime criminali il cui esito finale sono stati la guerra mondiale e i campi di sterminio.
E' quindi ovvio che la memoria della bimillenaria persecuzione antiebraica e del suo culmine, la Shoah, e' per me decisiva, e non solo perche' ho avuto per maestri amatissimi alcuni superstiti dei lager nazisti.
L'opposizione all'antisemitismo e la difesa del diritto all'esistenza dello stato di Israele sono per me un dovere fondamentale.
Da oltre mezzo secolo sono anche un militante per il diritto del popolo palestinese alla liberta'.
Sono un sostenitore della lotta del popolo palestinese per avere un proprio stato, indipendente e democratico.
Credo che attualmente non vi sia alternativa alla divisione del territorio della Palestina storica in due stati per due popoli.
Questo implica l'indispensabile, immmediato ritiro dell'esercito israeliano da Gaza, dalla Cisgiordania e da Gerusalemme est, ed implica altresi' lo smantellamento di tutte le colonie israeliane nel territorio dello stato palestinese.
Questo implica infine il riconoscimento reciproco e universale dei due stati, la liberazione di tutti i prigionieri politici, i necessari risarcimenti, e finalmente - e soprattutto - il rispetto di tutti i diritti umani di tutti gli esseri umani sia nello stato di Israele che nello stato di Palestina.
Dopo tanti orrori convivere non sara' facile: ma sara' convivere, non piu' sterminarsi.
Oggi ricorre l'anniversario dell'orrore nazista del 7 ottobre 2023. Tutte le vittime che quel giorno furono assassinate e rapite dai criminali nazisti di Hamas sono nostre sorelle e nostri fratelli.
Cosi' come sono nostre sorelle e nostri fratelli tutte le vittime della mostruosa rappresaglia dell'esercito israeliano e degli atti di terrorismo commessi dai coloni.
Presto vi saranno le elezioni, nello stato di Israele prima, e subito dopo nello stato di Palestina (il cui territorio e' ancora in gran parte illegalmente occupato dalle forze armate israeliane e dai coloni terroristi e razzisti).
Occorre che in queste elezioni siano sconfitti, con la forza del voto, con la forza della legalita' e della democrazia, sia i fascisti che hanno governato Israele in questi ultimi anni commettendo crimini abominevoli, sia i nazisti di Hamas che hanno imposto la loro dittatura a Gaza ed hanno commesso il massacro del 7 ottobre, vera e propria prosecuzione della Shoah.
Netanyahu e i suoi accoliti non sono i difensori della popolazione isreaeliana, e tantomeno del popolo ebraico, ma una banda di criminali razzisti responsabili di crimini di guerra e contro l'umanita'.
Hamas non e' la Resistenza palestinese, e tantomeno un'organizzazione devota a un Dio clemente e misericordioso, ma una banda di assassini nazisti i cui crimini mostruosi inorridiscono l'umanita' intera.
Dalla parte di tutte le vittime, contro tutti i carnefici.
Possa prevalere la verita' e la giustizia.
Possa prevalere il diritto e la pace.
Possa prevalere la misericordia che salva le vite.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla liberta', alla solidarieta'.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Nonviolenza o barbarie.
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Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo in questi tre anni di orrori ha organizzato decine e decine di incontri di testimonianza e di solidarieta' con tutte le vittime, e presentato - discutendoli approfonditamente - centinaia e centinaia di libri utili alla conoscenza e alla riflessione.
Alleghiamo in calce alcuni dei materiali di riflessione che abbiamo proposto lungo questi tre anni di orrori.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe.
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Allegato primo: un appello del 2 novembre 2023
Due cose che so (Ancora una concione di un digiunatore kafkiano)
La prima cosa: che per lo stato di Israele e per le persone ebree e le comunita' ebraiche sparse per il mondo, la lotta attuale e' una lotta per la sopravvivenza.
Hamas, e tutti i nazisti di tutto il mondo che al seguito dell'azione di Hamas oggi tornano anch'essi all'azione in tutto il mondo senza minimamente preoccuparsi di nascondere le loro intenzioni, hanno come scopo esplicito il genocidio. La distruzione dello stato di Israele a questo serve: ad avviare il genocidio.
Ogni essere umano decente deve oggi schierarsi in difesa dello stato di Israele e di tutte le persone ebree e le comunita' ebraiche sparse per il mondo.
La seconda cosa: che il popolo palestinese continuera' a soffrire violenze indicibili finche' non avra' il suo stato, indipendente e democratico.
Il principale autore delle violenze di cui e' vittima il popolo palestinese e' tragicamente lo stato di Israele, che cosi' tradisce i suoi stessi piu' profondi valori.
Ma nemici del popolo palestinese sono anche tutti gli stati e tutti i poteri che invece di adoperarsi per la nascita dello stato di Palestina, indipendente e democratico, hanno continuato a favoreggiare l'inflizione di terribili sofferenze al popolo palestinese per farne strumento di propaganda per fini che con la liberta' e i diritti del popolo palestinese non hanno nulla a che vedere.
Ogni essere umano decente deve oggi schierarsi in difesa del popolo palestinese e per l'immediata nascita dello stato di Palestina.
Hamas non e' un'organizzazione religiosa: e' un'organizzazione fascista.
Hamas non rappresenta il popolo palestinese: e' un'organizzazione totalitaria, stragista e genocidaria: quindi nemica dell'umanita' intera.
Lo stato di Israele non puo' e non deve continuare a macchiarsi di crimini di guerra e di crimini contro l'umanita'. Sorto per garantire un rifugio alle vittime di una bimillenaria persecuzione, deve tornare ad essere fedele ai suoi costitutivi ideali.
Lo stato di Israele deve essere il primo promotore della nascita immediata dello stato di Palestina: e' oggi il suo compito storico per il bene comune dell'umanita'.
La difesa dello stato di Israele e' dovere comune dell'umanita'.
La difesa del popolo palestinese e la nascita immediata dello stato di Palestina e' dovere comune dell'umanita'.
Non vi e' alcuna "guerra di religione".
Tutte e tre le grandi religioni sorelle di origine abramitica - come tutte le altre grandi tradizioni culturali dell'umanita' - convergono nel riconoscere il diritto alla vita di ogni essere umano, convergono nel riconoscere il dovere di fare il bene e di opporsi al male, convergono nel riconoscere che ogni persona deve agire verso le altre persone cosi' come vorrebbe che le altre persone agissero verso di lei.
Nel corso della storia in nome di Dio sono stati commessi crimini abominevoli da parte di poteri scellerati e palesemente blasfemi; ma ogni persona senziente e pensante sa che i credenti di qualunque religione nel nome di Dio riconoscono il bene che sempre e solo salva le vite, che sempre e solo e' misericordioso.
Ogni essere umano, credente o non credente in una religione positiva, sa che salvare le vite e' il primo dovere.
Occorre un accordo immediato tra Stato di Israele ed Autorita' Nazionale Palestinese.
Occorre la cessazione immediata di tutte le uccisioni.
Occorre la nascita immediata dello stato di Palestina.
Occorre un impegno comune di tutti gli stati del mondo al riconoscimento immediato sia dello stato di Israele che dello stato di Palestina.
Fermare la guerra, fermare le stragi.
Liberare tutti i rapiti, liberare tutti i prigionieri.
Soccorrere tutte le vittime che e' ancora possibile salvare.
Riconoscere la comune umanita' di tutti gli esseri umani.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Solo la nonviolenza puo' sconfiggere la violenza.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Viterbo, 2 novembre 2023, nel giorno dei morti, all'ascolto delle vittime
* * *
Allegato secondo: un appello del 5 novembre 2023
A costo di sembrare il solito grillo parlante...
Ci sono alcune cose che vanno pur dette, e allora diciamole.
Ogni manifestazione a favore dell'esistenza dello stato di Israele che non s'impegni anche per la nascita dello stato di Palestina rischia di essere inutile.
Ogni manifestazione a sostegno del popolo palestinese che non s'impegni anche a sostegno del popolo ebraico rischia di essere inutile.
Ogni manifestazione che condanni le stragi commesse da un'organizzazione terrorista e non quelle commesse da uno stato e' peggio che inutile.
Ogni manifestazione che condanni le stragi commesse da uno stato e non quelle commesse da un'organizzazione terrorista e' peggio che inutile.
Sia il popolo palestinese che il popolo ebraico sono realmente minacciati di genocidio.
E' compito dell'umanita' intera impedire questi genocidi, tutti i genocidi.
Per impedire il genocidio del popolo ebraico e' indispensabile l'esistenza dello stato di Israele.
Per immpedire il genocidio del popolo palestinese e' indispensabile l'esistenza dello stato di Palestina.
Allo stato di Israele chiediamo:
1. di cessare la guerra a Gaza e il sostegno alle violenze dei coloni in Cisgiordania.
2. di cessare di occupare i territori palestinesi e di riconoscere l'esistenza dello stato di Palestina nei territori della Cisgiordania e di Gaza devolvendo immediatamente tutte le funzioni giurisdizionali ed amministrative e le risorse relative all'Autorita' Nazionale Palestinese - intesa come governo provvisorio dello stato di Palestina fino alle elezioni democratiche -.
3. di sgomberare immediatamente le illegali colonie nei territori occupati, restituendo quelle aree al popolo palestinese.
4. di concordare con l'Autorita' Nazionale Palestinese l'avvio di tutti i negoziati necessari per risolvere le molte questioni da affrontare come due stati sovrani in condizioni di parita'.
5. di essere una piena democrazia abrogando ogni misura legislativa ed amministrativa di discriminazione razzista.
All'Autorita' Nazionale Palestinese chiediamo:
1. di assumere immediatamente il governo della Striscia di Gaza.
2. di adoperarsi ivi per l'immediata liberazione di tutte le persone rapite da Hamas.
3. di organizzare lo stato di Palestina indipendente e democratico.
4. di concordare con lo stato di Israele l'avvio di tutti i negoziati necessari per risolvere le molte questioni da affrontare come due stati sovrani in condizioni di parita'.
5. di adoperarsi affinche' nessuno stato arabo o musulmano possa piu' proseguire in una politica antisraeliana ed antiebraica prendendo abusivamente a pretesto la causa palestinese.
All'Onu chiediamo:
1. un piano straordinario di aiuti per la Palestina.
2. una deliberazione dell'Assemblea Generale che riconoscendo i due stati di Israele e di Palestina vincoli tutti gli stati membri delle Nazioni Unite a cessare ogni politica di negazione dello stato di Israele, ogni politica di persecuzione antiebraica.
Agli stati ed agli organismi politici sovranazionali d'Europa (l'Europa che e' il continente in cui si sono realizzati la bimillenaria persecuzione antiebraica e l'orrore assoluto della Shoah; l'Europa che e' il continente i cui principali stati hanno oppresso i popoli del resto del mondo con il razzismo, il colonialismo, l'imperialismo fin genocida) chiediamo:
1. di risarcire adeguatamente sia lo stato di Israele che lo stato di Palestina per le sofferenze inflitte ai loro popoli sia direttamente che indirettamente.
2. di contrastare il fascismo e il razzismo, l'antisemitismo e l'islamofobia, tutte le ideologie di odio e le organizzazioni che le praticano e le diffondono, e tutti i crimini conseguenti.
Fermare la guerra.
Fermare le stragi.
Restituire la liberta' a tutte le persone che ne sono state private.
Riconoscere e proteggere tutti i diritti umani di tutti gli esseri umani.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Viterbo, 5 novembre 2023
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Allegato terzo: un appello del 25 luglio 2025. "Chiunque ha un cuore getti le armi, ora e per sempre". Due parole su Gaza e dintorni

"Ogni luogo e' il centro del mondo"
(Alce Nero)

I dintorni di Gaza sono il mondo intero.
Quello che sta accadendo a partire dal mostruoso pogrom del 7 ottobre riguarda l'umanita' intera.
Vi sono due popoli minacciati.
Entrambi hanno diritto alla nostra solidarieta'.
Vi sono crimini abominevoli commessi da un'organizzazione terrorista e nazista e da un esercito regolare agli ordini di un governo democraticamente eletto ma che sta attuando una politica folle, criminale e fascista.
Questi crimini devono cessare.
Nessuna persona deve essere piu' uccisa.
Tutti gli innocenti privati della liberta' devono essere restituiti alle loro vite e alle loro famiglie.
Tutte le salme delle vittime devono essere riconsegnate alle loro famiglie e alle loro comunita' per ricevere le onoranze funebri e poterne elaborare il lutto.
Tutte le persone bisognose di aiuto devono ricevere immediati e adeguati soccorsi.
Salvare tutte le vite e' il primo dovere.
Il momento della pace, della misericordia, del dialogo, della giustizia e della riconciliazione e' adesso.
La comunita' internazionale ed in primo luogo gli stati limitrofi dichiarino solennemente che nessuno attentera' piu' all'esistenza dello stato di Israele.
La comunita' internazionale ed in primo luogo lo stato di Israele riconoscano l'esistenza dello stato palestinese ed affinche' tale riconoscimento sia reale si inizi immediatamente lo smantellamento di tutte le colonie nei territori occupati e si restituisca tutto il territorio illegalmente occupato allo stato palestinese rappresentato ad interim dall'Autorita' Nazionale Palestinese che prepari successive elezioni democratiche.
Di tutte le molte e complesse questioni controverse fin dal 1948 si inizi a trattare subito dopo tra due stati sovrani in termini di reciproco rispetto, di dialogo sincero e di autentica cooperazione.
Il Sudafrica di Nelson Mandela (e soprattutto con la straordinaria esperienza della "Commissione per la verita' e la riconciliazione" guidata da Desmond Tutu) ha dimostrato che con la nonviolenza si possono risolvere tutti i conflitti, anche i piu' tragici.
Allego in calce un appello che mi sembra particolarmente condivisibile: la dichiarazione congiunta dell'arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi e del presidente della comunita' ebraica di Bologna Daniele De Paz "Sulla guerra a Gaza e sulla responsabilita' comune per la pace".
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Tutte e tutti apparteniamo ad un'unica umana famiglia.
Solo la nonviolenza sconfigge la violenza.
Tu non uccidere.
Tu salva le vite.
Sii tu l'umanita' come dovrebbe essere.
Chiunque ha un cuore getti le armi, ora e per sempre.
Viterbo, 25 luglio 2025
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Allegato: Una dichiarazione congiunta dell'arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi e del presidente della comunita' ebraica di Bologna Daniele De Paz
Tra le molte dichiarazioni di questi mesi e di questi giorni una mi sembra di particolare valore: quella congiunta dell'arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi e del presidente della comunita' ebraica di Bologna Daniele De Paz "Sulla guerra a Gaza e sulla responsabilita' comune per la pace". Essa recita:
"Noi, rappresentanti delle comunita' cristiana ed ebraica a Bologna, figli dell'Unico Dio pacifico e misericordioso, riconoscendoci Fratelli tutti, uniamo la nostra voce consapevoli della gravita' dell'ora presente e della responsabilita' morale che ci unisce come credenti e come cittadini.
Di fronte alla devastazione della guerra nella Striscia di Gaza diciamo con una sola voce: fermi tutti. Tacciano le armi, le operazioni militari in Gaza e il lancio di missili verso Israele. Siano liberati gli ostaggi e restituiti i corpi. Si sfamino gli affamati e siano garantite cure ai feriti. Si permettano corridoi umanitari. Si cessi l'occupazione di terre destinate ad altri. Si torni alla via del dialogo, unica alternativa alla distruzione. Si condanni la violenza.
Ci uniamo al grido dell'umanita' ferita che non vuole e non puo' abituarsi all'orrore della violenza: basta guerra. E' il grido dei palestinesi e degli israeliani e di quanti continuano a credere nella pace, coscienti che questa puo' arrivare solo nell'incontro e nella fiducia, che il diritto puo' garantire nonostante tutto. Come ricorda il Salmo: "Cercate la pace e perseguitela" (Sal 34,15). E come insegna la sapienza antica: "Chi salva una vita, salva il mondo intero". Ma e' tragicamente vero il contrario: chi uccide un uomo uccide il mondo intero.
Condanniamo ogni atto terroristico che colpisce civili inermi. Nessuna causa puo' giustificare il massacro di innocenti. Troppi bambini sono morti. Nessuna sicurezza sara' mai costruita sull'odio. La giustizia per il popolo palestinese, come la sicurezza per il popolo israeliano, passano solo per il riconoscimento reciproco, il rispetto dei diritti fondamentali e la volonta' di parlarsi.
Rigettiamo ogni forma di antisemitismo, islamofobia o cristianofobia che strumentalizza il dolore e semina solo ulteriore odio. Chiediamo alle istituzioni italiane e internazionali coraggio e lucidita' perche' aprano spazi di incontro e aiutino in tutti i modi vie coraggiose di pace. Il dolore unisca, non divida. Il dolore non provochi altro dolore. Dialogo non e' debolezza, ma forza. La pace e' sempre possibile. E comincia da qui, da noi. Fermi tutti!".
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Allegato quarto: un appello che abbiamo incessantemente ripetuto nel corso del 2024 e del 2025
Cessi immediatamente il massacro della popolazione inerme di Gaza e si rechino immediatamente tutti gli indispensabili soccorsi umanitari.
Siano immediatamente liberate tutte le persone rapite da Hamas e siano immediatamente restituite alle famiglie tutte le salme delle persone da Hamas assassinate.
Tutti gli stati rappresentati nell'Onu riconoscano lo stato di Palestina e lo stato di Israele.
Siano smantellate tutte le illegali colonie in Cisgiordania, condizione necessaria affinche' lo stato di Palestina abbia l'indispensabile continuita' territoriale.
Cessi ogni aggressione razzista in qualunque parte del mondo.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Siamo una sola famiglia umana in un unico mondo vivente.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe.
* * *
Allegato quinto: A due anni dal pogrom del 7 ottobre 2023. Cessino le stragi, siano liberati tutti i rapiti (2025)
Domani saranno due anni dall'abominevole pogrom del 7 ottobre 2023.
All'orrore di quel crimine e' seguito come conseguenza prevedibile e prevista l'orrore della guerra a Gaza che ha massacrato e continua a massacrare innumerevoli persone innocenti e inermi.
Che questo orrore finisca.
Che siano restituite alla liberta' le persone rapite dai nazisti di Hamas, e che siano restituite alle famiglie le salme delle persone assassinate dai nazisti di Hamas, salme che i nazisti di Hamas trattengono ancora.
Che cessino le stragi a Gaza e si rechino immediati ingenti soccorsi alla popolazione sopravvissuta e stremata.
Salvare le vite e' il primo dovere.
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Allegato sesto: Due iniziative in cui siamo impegnati in questi mesi
"Per la liberazione di Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese"
Al Presidente dello Stato di Israele Yitzhak Herzog
Oggetto: richiesta di concessione della grazia a Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese
Egregio Presidente,
Le scriviamo per formularLe la richiesta di concessione della grazia a Marwan Barghouti, il Nelson Mandela palestinese.
Non c'e' bisogno che illustriamo a Lei cio' che Lei gia' sa perfettamente: ovvero che Marwan Barghouti puo' dare un contributo fondamentale e decisivo per la risoluzione pacifica, fondata sulla verita', la giustizia e la comprensione reciproca, del conflitto israelo-palestinese nel pieno rispetto di tutti i diritti di entrambi i popoli e di ogni persona.
Dinanzi alla tragedia tuttora in corso e' ragionevole pensare che la liberazione di Marwan Barghouti possa essere il passo indispensabile per avviare un circolo virtuoso dopo cosi' tante sofferenze.
Ignoriamo quali siano le precise e specifiche procedure istituzionali previste nell'ordinamento giuridico del suo Paese per attivare l'istituto della concessione della grazia, ma con questa lettera aperta La preghiamo di adoperarSi a questo fine che ci sembra essere, per usare il linguaggio di Gandhi, un vero e proprio "fine sovraordinato" rispetto a tante altre considerazioni.
Liberi Marwan Barghouti: il popolo di Israele, il popolo di Palestina, e tutti i popoli e le persone ragionevoli del mondo Gliene saranno per sempre grati.
Voglia gradire distinti saluti.
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Sostenere le forze antifasciste nelle prossime elezioni in Israele e in Palestina
Il 27 ottobre 2026 si vota in Israele per rinnovare il parlamento.
E' un voto decisivo.
Vi e' lo strumento democratico per allontanare dal governo i criminali razzisti e stragisti che impedicono una soluzione di pace al conflitto israelo-palestinese; soluzione di pace che dopo gli ultimi anni in cui l'orrore ha raggiunto il culmine deve basarsi necessariamente sulla configurazione "Due popoli, due stati", che implica anche il completo ritiro dell'esercito israeliano da Gaza e dalla Cisgiordania (i "territori occupati" per antonomasia, dove deve sorgere lo stato di Palestina, libero, indipendente, democratico) e la rimozione di tutte le colonie illegali.
Tutte le persone, le associazioni democratiche, i movimenti della societa' civile e le istituzioni legittime che nel mondo si sentono interpellate dalla memoria della Shoah, facciano sentire la loro voce a sostegno delle forze politiche e dei candidati che in Israele si presentano alle elezioni legislative proponendo la pace, il rispetto dei diritti umani di tutti gli esseri umani, la soluzione "due popoli, due stati" al conflitto israelo-palestinese.
Il 28 novembre 2026 si vota in Palestina (a Gerusalemme est, in Cisgiordania e a Gaza: il territorio dello stato palestinese) per le elezioni legislative, per la prima volta da vent'anni.
E' un voto decisivo.
Vi e' lo strumento democratico per allontanare dal potere i corrotti e i fanatici totalitari e stragisti e far prevalere le forze liberatrici democratiche e rispettose dei diritti umani di tutti gli esseri umani, concretamente impegnate per la soluzione di pace basata necessariamente sulla configurazione "Due popoli, due stati", che implica anche il completo ritiro dell'esercito israeliano da Gaza e dalla Cisgiordania e la rimozione di tutte le colonie illegali.
Tutte le persone, le associazioni democratiche, i movimenti della societa' civile e le istituzioni legittime che nel mondo si sentono interpellate dalla memoria della Nakba che tuttora perdura ed anzi ha raggiunto il suo culmine in questi ultimi anni, facciano sentire la loro voce a sostegno delle forze politiche e dei candidati che in Palestina si presentano alle elezioni legislative proponendo la pace, il rispetto dei diritti umani di tutti gli esseri umani, la soluzione "due popoli, due stati" al conflitto israelo-palestinese.
Occorre allontanare da tutte le cariche e gli uffici di governo sia i fascisti del Likud e dintorni in Israele, sia i nazisti di Hamas e dintorni in Palestina, affinche' prevalgano in entrambi i paesi le forze democratiche della pace e del riconoscimento dei diritti umani di tutti gli esseri umani, affinche' le popolazioni di entrambi i paesi possano vivere in pace, in sicurezza, in liberta'.
Tutte le persone e le organizzazioni che nel mondo hanno a cuore la pace e la dignita' umana, la civile convivenza e l'esistenza stessa dell'umanita' e del mondo vivente (oggi piu' che mai minacciate da poteri furiosi e da armi onnicide) si adoperino affinche' in quella parte del mondo cosi' cara al cuore di gran parte del'umanita' cessino finalmente l'oppressione razzista, la violenza fanatica, l'occupazione armata, le stragi degli innocenti, la negazione dei piu' basilari diritti.
E sostengano quindi tutte le forze impegnate per la pace, la democrazia, i diritti umani di tutti gli esseri umani, la civile convivenza, il riconoscimento dell'umanita' di tutti gli esseri umani, la soluzione "due popoli, due stati" al conflitto israelo-palestinese.
Invece tutte le persone e le organizzazioni stolte e perverse che nel mondo hanno riproposto e sostenuto incessantemente per quel conflitto lo scellerato e farneticante schema "mors tua, vita mea", e che hanno solidarizzato con una parte preconizzando lo sterminio dell'altra, tacciano finalmente.
Troppe persone innocenti sono state gia' uccise.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Due popoli, due stati - liberi, indipendenti, democratici.
La nonviolenza e' la via.

3. AMICIZIE. ALCUNE VOCI DELLA VITERBO DELL'IMPEGNO MORALE, CIVILE E SOLIDALE CHE ESPRIMONO VICINANZA ALL'ASSEMBLEA DELL'AFESOPSIT NEL RICORDO DI VITO FERRANTE

All'assemblea dei soci dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" che si svolgera' sabato 10 ottobre alla "Fattoria di Alice" stanno pervenendo numerosi messaggi di saluto e di vicinanza da parte di varie esperienze di pace, di solidarieta', di volontariato.
E' la prima assemblea dei soci dell'Afesopsit senza la presenza di Vito Ferrante, che ne e' stato fondatore nel lontano 1993 e fondamentale animatore fino al termine dei suoi giorni.
Di seguito riportiamo alcuni dei primi messaggi di saluto inviati da varie associazioni all'Afesopsit.
*
Il saluto dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi)
Il Comitato provinciale ANPI di Viterbo unitamente alle due sezioni cittadine "Nello Marignoli" e "Aldo Laterza" esprime i migliori auguri di buon lavoro ai partecipanti all'assemblea dell'Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia – Afesopsit, in programma per sabato 10 ottobre 2026.
Questa assemblea sara' un momento di ripartenza e rinnovata coesione dopo l'immenso dolore per la perdita del vostro presidente e fondatore, il nostro amico prezioso e indimenticabile Vito Ferrante.
Una persona, un nostro compagno che ha speso tutto la sua vita per l'affermazione di una umanita' nuova e in difesa dei diritti costituzionali, soprattutto per le persone piu' deboli e fragili.
Lo ricordiamo come un testimone coerente che per tutta la sua vita ha saputo testimoniare e incarnare i valori della Resistenza e della nostra Costituzione, traducendoli in un impegno civile instancabile.
Siamo certi che il suo lascito morale, civile e di affetto e', e sempre più sara', la vostra forza e continuera' a guidare il vostro agire per il bene dell'Associazione e di tutta la comunita' cittadina.
Comitato Provinciale ANPI Viterbo
Sezione ANPI "Nello Marignoli"
Sezione studenti "Aldo Laterza"
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Il saluto dell'Associazione medici per l'ambiente (Isde)
L'Associazione medici per l'ambiente (International Society of Doctors for Environment) - ISDE di Viterbo saluta con affetto e stima tutti i soci  dell'Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia - Afesopsit che prenderanno parte all'assemblea di sabato 10 ottobre p.v.
Condividiamo con voi il comune obiettivo di un mondo piu' giusto e in pace, dove il diritto alla salute, al benessere psico-fisico, all'inclusione, in un ambiente salubre siano resi davvero concreti.
Nel ricordo indimenticabile di Vito Ferrante, che ha fatto della vostra associazione una vera famiglia e un modello di relazione amicale, di cura reciproca e di lotta per i diritti umani, vi auguriamo un ottimo svolgimento dei lavori.
Associazione medici per l’ambiente- ISDE di Viterbo
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Il saluto dell'Associazione Italia-Nicaragua
Un semplice saluto e un forte abbraccio
A tutti i partecipanti all’assemblea dei soci dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (Afesopsit), di sabato 10 ottobre.
Vi inviamo un semplice saluto, di affetto sincero dal profondo del nostro cuore, per questa vostra prima assemblea senza la presenza di Vito.
Per noi Vito e' stato essenzialmente un compagno, nel valore piu' profondo che a questa parola dava Mario Rigoni Stern:
"Compagni, perche' e' un nome bello e antico che non dobbiamo lasciare in disuso; deriva dal latino "cum panis" che accomuna coloro che mangiano lo stesso pane.
Coloro che lo fanno condividono anche l'esistenza con tutto quello che comporta: gioia, lavoro, lotta e anche sofferenze".
Un saluto di sostegno nel continuare a portare avanti l'impegno cosi' prezioso della vostra Associazione; apparentemente una goccia nel mare ma cosi' preziosa.
Un saluto di amicizia cosi' come ne parlava Primo Levi, in una famosissima poesia.
"AGLI AMICI
Cari amici, qui dico amici
Nel senso vasto della parola:
Moglie, sorella, sodali, parenti,
Compagne e compagni di scuola,
Persone viste una volta sola
O praticate per tutta la vita:
Purche' fra noi, per almeno un momento,
Sia stato teso un segmento,
Una corda ben definita.
Dico per voi, compagni d'un cammino
Folto, non privo di fatica,
E per voi pure, che avete perduto
L'anima, l'animo, la voglia di vita.
O nessuno, o qualcuno, o forse un solo, o tu
Che mi leggi: ricorda il tempo
Prima che s'indurisse la cera,
Quando ognuno era come un sigillo.
Di noi ciascuno reca l'impronta
Dell'amico incontrato per via;
In ognuno la traccia di ognuno.
Per il bene od il male
In saggezza o in follia
Ognuno stampato da ognuno.
Ora che il tempo urge da presso,
Che le imprese sono finite,
A voi tutti l'augurio sommesso
Che l'autunno sia lungo e mite".
Un forte abbraccio.
Giulio Vittorangeli
a nome del'Associazione Italia-Nicaragua
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Il saluto del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera"
Carissime amiche e carissimi amici dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia",
in occasione della vostra assemblea dei soci che si svolge sabato 10 ottobre 2026, vi giunga il nostro affettuoso saluto e i nostri vivissimi auguri di buon lavoro.
La vostra esistenza e la vostra attivita' solidale e liberatrice e' di grande importanza non solo per tutte le persone che subiscono ingiustizia, violenza ed emarginazione, ma anche per l'umanita' intera.
Che possiate proseguire nel vostro impegno avendo come costante ispirazione e orientamento il ricordo della persona che l'associazione ha fondato e di cui e' stato anima fino all'ultimo dei suoi giorni terreni.
Un saluto di pace e di vicinanza, con sincera gratitudine
il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
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Il saluto del "Tavolo per la pace" di Viterbo
Ognuna e ognuno di noi comprende ben presto che la propria vita attraversera' strade ben illuminate, ma anche strade in ombra o buie. E' inevitabile incontrare il dolore, nelle sue diverse forme, durate e intensita'.
I problemi psichici che colpiscono una persona cara sono sicuramente tra le esperienze piu' dolorose e, per certi versi, piu' "misteriose", anche perche' meno palpabili e dall'esito spesso incerto.
Quando si vive un'esperienza del genere, si cerca continuamente una via d'uscita o almeno una possibilita' di miglioramento. E allora puo' accadere che, magari dopo varie delusioni, si incontri qualcuno che ha vissuto un'esperienza simile e che sa offrire un consiglio, un incoraggiamento, una speranza.
Vito e' stato uno di questi angeli, un buon samaritano che qualcuno di noi ha avuto la fortuna di incontrare lungo la strada del dolore e che gli ha fatto comprendere quanto sia preziosa la realta' della vostra associazione.
Vi ringraziamo per quello che fate. Crediamo che alla vostra assemblea di sabato prossimo sara' presente anche Vito e rivolgiamo a tutte e a tutti voi i nostri piu' sentiti auguri.
Ada e Mario (portavoce del Tavolo per la pace di Viterbo)
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Per inviare un messaggio di saluto e di vicinanza all'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (Afesopsit) scrivere ai seguenti indirizzi di posta elettronica: afesopsit at libero.it, info at ilboschettodeicorbezzoli.it, stefania0560 at hotmail.it
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Diffusione a cura delle amiche e degli amici di Vito Ferrante e dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia"
Viterbo, 7 ottobre 2026

4. SEGNALAZIONI LIBRARIE

Riletture
- Coretta Scott King, La mia vita con Martin Luther King, Mondadori, Milano 1970, pp. 430 (+ 22 illustrazioni fuori testo).
- Federico Varese, La Russia in quattro criminali, Einaudi, Torino 2022, pp. XVIII + 140.
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Classici
- Norberto Bobbio, Politica e cultura, Einaudi, Torino 1955, 1977, pp. 288.
- Erving Goffman, Asylums, Einaudi, Torino 1968, 1976, pp. 404.
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Maestre
- Joy Harjo, Crazy Brave. A memoir, Norton & Company, New York - London 2012, pp. 172.
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Strumenti
- Victoria De Grazia e Sergio Luzzatto (a cura di), Dizionario del fascismo, Einaudi, Torino 2002, 2005, Mondadori, Milano 2023, 2 voll. per pp. LVIII + 704 (vol. I) + XXX + 862 (vol. II).

5. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

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NONVIOLENZA O BARBARIE
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Numero 175 dell'8 ottobre 2026
Nuova serie de "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it