[nonviolenza] "Ogni uccisa e' nostra sorella, ogni ucciso e' nostro fratello. Abolire la guerra prima che la guerra annienti l'umanita'". Alcune parole dette in piazza del Sacrario a Viterbo la sera del 4 novembre 2026



"OGNI UCCISA E' NOSTRA SORELLA, OGNI UCCISO E' NOSTRO FRATELLO. ABOLIRE LA GUERRA PRIMA CHE LA GUERRA ANNIENTI L'UMANITA'". ALCUNE PAROLE DETTE IN PIAZZA DEL SACRARIO A VITERBO LA SERA DEL 4 NOVEMBRE 2026

Quelle che seguono, ricostruite a memoria poche ore dopo, sono alcune delle parole dette dal responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera", Peppe Sini, in piazza del Sacrario a Viterbo il 4 novembre 2026 alla conclusione della consueta iniziativa nonviolenta di lutto e memoria per tutte le vittime di tutte le guerre.
L'iniziativa era consistita, come ogni anno, nella deposizione di un omaggio floreale dinanzi ad alcuni monumenti cittadini in ricordo delle vittime delle guerre e del fascismo; nel corso dell'iniziativa la delegazione nonviolenta ha mantenuto il silenzio piu' assoluto.
Conclusa l'iniziativa queste parole ne hanno riassunto il significato.
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Oggi abbiamo ricordato, con questa nostra iniziativa nonviolenta che ripetiamo ogni 4 novembre a Viterbo da ormai 27 anni, tutte le vittime di tutte le guerre: esseri umani come noi la cui vita e' stata spezzata da altri esseri umani. Non c'e' dolore piu' grande, non c'e' ingiustizia piu' crudele, non c'e' barbarie piu' mostruosa che l'uccisione di esseri umani da parte di altri esseri umani.
Ogni uccisa e' nostra sorella, ogni ucciso e' nostro fratello.
Occorre abolire la guerra prima che la guerra annienti l'umanita'.
1. La vita umana e' gia' cosi' breve ed esposta alle sofferenze, alle malattie, alla morte, che compito fondamentale di ogni essere umano e' di prestare aiuto a tutti gli altri esseri umani a vivere la vita migliore possibile. La civilta' umana e' questo aiuto reciproco a vivere liberi e solidali, in armonia e per quanto possibile felicemente. E' il programma politico di Giacomo Leopardi nella "Ginestra"; e' il programma politico della Dichiarazione universale dei diritti umani; e' il programma politico della Costituzione della Repubblica italiana: e' anche il nostro programma politico.
2. Non vi e' crimine piu' abominevole che uccidere. Chi uccide una persona le toglie tutto. Tutte le legislazioni civili proibiscono di uccidere gli esseri umani. E poiche' la guerra proprio di uccisioni di esseri umani consiste, e' evidente che la guerra e' il peggior crimine contro l'umanita' intera. Occorre quindi abolire la guerra.
3. Occorre quindi abolire la guerra. E per abolire la guerra occorre innanzitutto abolire gli strumenti che la rendono possibile: le armi e le organizzazioni armate. Per abolire la guerra occorre il disarmo, ed occorre la smilitarizzazione: dell'animo umano, delle societa', dei territori, delle organizzazioni e delle istituzioni.
4. Abolendo la guerra ed i suoi strumenti e' ovvio che non si aboliranno automaticamente tutti i conflitti, ma almeno sara' possibile affrontare i conflitti senza piu' uccisioni, cercando accordi ragionevoli in un impegno comune per affermare i diritti umani di tutti gli esseri umani e la giustizia e la misericordia in tutte le umane relazioni. La civilta' umana e' eattamente questo impegno a salvare tutte le vite e ad adoperarsi insieme per il bene comune dell'umanita'.
5. Siamo giunti a un punto della storia umana in cui le armi di distruzione di massa sono in grado di annientare l'intera famiglia umana: dobbiamo tutte e tutti, noi esseri umani, impedire che cio' accada; e per questo occorre l'impegno comune di ogni persona ragionevole per la pace, il disarmo, la smilitarizzazione; per salvare tutte le vite; per difendere tutti i diritti umani di tutti gli esseri umani; per difendere la vita in quest'unico mondo vivente unica casa comune dell'umanita' intera.
6. La nonviolenza e' la via per la liberazione comune e la civile convivenza di tutte e tutti. La nonviolenza e' la scelta morale e civile che puo' contrastare e sconfiggere la violenza. La nonviolenza e' il riconoscimento della dignita' e del diritto alla vita di ogni essere umano.
In questo giorno di lutto, nel ricordo di tutte le vittime di tutte le guerre, noi chiamiamo ancora una volta ogni essere umano a riconoscere l'umanita' di ogni altro essere umano; a rispettare, difendere, salvare tutte le vite; a costruire la pace e la giustizia.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Abolire la guerra prima che la guerra abolisca l'umanita'.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Chi salva una vita salva il mondo.
La nonviolenza e' la via.
Nonviolenza o barbarie.

Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo

Viterbo, 5 novembre 2026

Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it

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Allegato primo: 4 novembre 2026: non festa ma lutto
Onoriamo la memoria di coloro che furono vittime della perdita della ragione ieri come le vittime della perdita di ragione oggi. E onoriamo tutti coloro che cercarono e cercano di sottrarsi dalla follia bellica: gli obiettori di coscienza, i disertori, i renitenti alla leva di ieri e di oggi.
Il 4 novembre, celebrazione dell'unita' nazionale e delle Forze Armate, deve diventare un giorno per riflettere sulle sofferenze e le immense perdite umane causate dalla Prima Guerra Mondiale, una "inutile strage".
Il 4 novembre del 2026 noi vogliamo onorare tutti coloro che morirono a causa di quella guerra, che fece strage di milioni di persone, cosi' simile alle stragi che si stanno consumando nelle guerre di oggi, note o dimenticate, nel mondo intero, in Africa, in Oriente, in Europa, nel Mediterraneo, in Ucraina e nel conflitto in Palestina. Nessun obiettivo militare da una o da un'altra parte giustifica piu' la continuazione della guerra, nulla di sensato puo' giustificare quanto sta accadendo in quelle terre. Oggi la priorita' assoluta e' il "Cessate il fuoco!" per salvare vite.
Le piazze d'Italia e d'Europa si stanno riempiendo di tanti giovani che manifestano perche' il loro futuro non conosca la follia della guerra. Chiedono piu' soldi per la scuola, per il lavoro, per la sanita', per la giustizia sociale e di azzerare le spese per la preparazione della guerra, anche se mascherate da spese per la difesa: la vera difesa e' quella che toglie le armi dalle mani di tutti.
Anche quest'anno in occasione del 4 novembre, festa delle Forze Armate, istituzioni e apparati militari si preparano ad esaltare la guerra e il militarismo secondo la narrazione della "vittoria" della Prima Guerra Mondiale, ma tacciono che la maggior parte delle vittime erano contadini ed analfabeti esclusi dal diritto di voto e obbligati a farsi ammazzare o a uccidere nemici che non conoscevano, da un governo che li considerava solo carne da cannone. La guerra non risolse i problemi dell'Italia, anzi ne creo' di nuovi e favori' l'avvento del fascismo.
Attorno alla data del 4 novembre, ripristinata anche come Giornata dell'unita' nazionale per intensificarne la portata, non c'e' solo una distorta celebrazione storica ma anche il tentativo di una vera e propria propaganda bellica che si riversa nelle scuole. Una propaganda tanto piu' insopportabile nel periodo che stiamo attraversando, che vede guerre sanguinose, molte delle quali con un coinvolgimento diretto della produzione bellica italiana. Una propaganda che si intensifica anche per nascondere i conflitti interni fatti di impoverimento generale, repressione militarizzata nelle citta' imposta con decreti sicurezza, repressione del dissenso.
Noi vogliamo trasformare la giornata del 4 novembre in un'importante occasione di riflessione e opposizione a tutti gli eserciti, contro tutte le politiche di riarmo, a sostegno degli obiettori di coscienza e dei disertori di tutte le guerre. "4 novembre, non festa ma lutto" e' stato ed e' il nostro slogan da opporre alla retorica patriottarda.
Un filo di speranza collega la Prima Guerra Mondiale alle guerre che insanguinano il mondo odierno: sono tutti coloro che hanno rifiutato divisa e fucile, eserciti e armi, che gia' lavorano per la pace e la riconciliazione. Siamo in tanti anche se l'informazione militarizzata vorrebbe cancellare, oscurare, censurare. Il 4 novembre e' un giorno di memoria per obiettare alla guerra.
Movimento Nonviolento
Centro di ricerca per la pace di Viterbo
Peacelink

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Allegato secondo: Contro tutte le guerre e le uccisioni. Ogni vittima ha il volto di Abele
Mentre la guerra fa strage di esseri umani in tante parti del mondo e nuovamente minaccia di travolgere e annientare l'intera umana famiglia, sempre piu' necessario e' che tutte le persone di volonta' buona, tutte le associazioni democratiche, tutte le istituzioni fedeli all'umanita' e tutti i popoli della Terra minacciati dalla violenza dei poteri dominanti insorgano nonviolentemente per salvare tutte le vite che e' possibile salvare; insorgano nonviolentemente per abolire la guerra, gli eserciti, le armi; insorgano nonviolentemente per far prevalere la pace, la cooperazione tra i popoli, il bene comune, la giustizia e la misericordia, la fraternita' e sororita' che ogni essere umano riconosce e raggiunge e soccorre e conforta e sostiene, la responsabilita' verso l'intero mondo vivente.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Come occasione d'incontro e d'espressione della comune volonta' di pace e come contributo alla necessaria riflessione ed azione nonviolenta contro tutte le uccisioni, intendiamo riproporre per il 4 novembre l'iniziativa nonviolenta "Ogni vittima ha il volto di Abele".
Proponiamo che il 4 novembre si realizzino in tutte le citta' d'Italia commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze.
Affinche' il 4 novembre, anniversario della fine dell'"inutile strage" della prima guerra mondiale, cessi di essere il giorno in cui i poteri assassini irridono gli assassinati, e diventi invece il giorno in cui nel ricordo degli esseri umani defunti vittime delle guerre gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano, inverano l'impegno affinche' non ci siano mai piu' guerre, mai piu' uccisioni, mai piu' persecuzioni.
Queste iniziative di commemorazione e di impegno morale e civile devono essere rigorosamente nonviolente. Non devono dar adito ad equivoci o confusioni di sorta; non devono essere in alcun modo ambigue o subalterne; non devono prestare il fianco a fraintendimenti o mistificazioni. Queste iniziative di addolorato omaggio alle vittime della guerra e di azione concreta per promuovere la pace e difendere le vite, devono essere rigorosamente nonviolente.
Occorre quindi che si svolgano in orari distanti e assolutamente distinti dalle ipocrite celebrazioni dei poteri armati, quei poteri che quelle vittime fecero morire.
Ed occorre che si svolgano nel modo piu' austero, severo, solenne: depositando omaggi floreali dinanzi alle lapidi ed ai sacelli delle vittime delle guerre, ed osservando in quel frangente un rigoroso silenzio.
Ovviamente prima e dopo e' possibile ed opportuno effettuare letture e proporre meditazioni adeguate, argomentando ampiamente e rigorosamente perche' le persone amiche della nonviolenza rendono omaggio alle vittime della guerra e perche' convocano ogni persona di retto sentire e di volonta' buona all'impegno contro tutte le guerre, e come questo impegno morale e civile possa concretamente limpidamente darsi. Dimostrando che solo opponendosi a tutte le guerre si onora la memoria delle persone che dalle guerre sono state uccise. Affermando il diritto e il dovere di ogni essere umano e la cogente obbligazione di ogni ordinamento giuridico democratico di adoperarsi per salvare le vite, rispettare la dignita' e difendere i diritti di tutti gli esseri umani.
A tutte le persone amiche della nonviolenza chiediamo di diffondere questa proposta e contribuire a questa iniziativa.
Contro tutte le guerre, contro tutte le uccisioni, contro tutte le persecuzioni.
Per la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

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