[disarmo] Riarmo: l’Ue sblocca 8 miliardi per l’Italia. Prestiti, non sovvenzioni



Serviranno nuove tasse per restituire gli otto miliardi di prestito che la Commissione Europea ha oggi concesso all'Italia per il piano di riarmo. Oppure bisognerà tagliare sui servizi sociali. Lo ha detto l'Ufficio parlamentare di bilancio, non un'associazione pacifista. Si veda https://liste.peacelink.it/disarmo/2026/10/msg00016.html

Ma vediamo cosa è successo oggi sul fronte del riarmo. La Commissione europea ha approvato il piano aggiornato dell’Italia nell’ambito di SAFE (Security Action for Europe), lo strumento europeo di prestiti per investimenti nella difesa. Secondo quanto reso noto il 13 ottobre 2026, l’Italia potrà accedere a risorse per circa 8 miliardi di euro.


--- Che cos'è il programma SAFE

È uno strumento con cui l'Unione europea raccoglie denaro sui mercati finanziari e lo presta agli Stati membri per acquistare armamenti e sviluppare capacità militari. L'Unione europea si indebita per mettere a disposizione degli Stati risorse da destinare alla difesa. I governi beneficiari devono poi restituire i prestiti. Il debito, quindi, non scompare: cambia il canale attraverso cui viene finanziata la spesa militare.


--- Che cosa vuole acquistare l'Italia

Il programma SAFE può finanziare diverse categorie di sistemi militari. Fra queste rientrano missili e munizioni, sistemi di difesa aerea, droni e dispositivi per contrastarli, sistemi di comunicazione e comando, capacità informatiche, mezzi navali e tecnologie spaziali utilizzate per scopi militari.


--- Che cosa si potrebbe fare con 8 miliardi di euro, invece di destinarli agli armamenti?

Ecco una proposta concreta.

3 miliardi per assumere medici, infermieri e personale sanitario, rafforzando i reparti in difficoltà.

1,5 miliardi per ridurre le liste d'attesa, finanziando visite specialistiche, esami diagnostici e interventi chirurgici aggiuntivi.

1 miliardo per potenziare l'assistenza territoriale e domiciliare, soprattutto per anziani, persone fragili e pazienti cronici.

1 miliardo per rinnovare apparecchiature diagnostiche e mettere in sicurezza gli ospedali.

1 miliardo per rafforzare i servizi di salute mentale, i consultori e la prevenzione.

500 milioni per ridurre le disuguaglianze regionali e sostenere i territori con maggiori carenze sanitarie.