[nonviolenza] Sara' festa all'incontro settimanale dell'Afesopsit sabato 22 agosto alla "Fattoria di Alice" a Viterbo



SARA' FESTA ALL'INCONTRO SETTIMANALE DELL'AFESOPSIT SABATO 22 AGOSTO ALLA "FATTORIA DI ALICE" A VITERBO

Sabato 22 agosto 2026, in occasione del consueto incontro settimanale dell'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) presso la propria storica sede, la "Fattoria di Alice" in strada Tuscanese 20 appena fuori Viterbo, si svolgera' anche la festa di compleanno di una delle persone partecipanti.
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Dopo la condivisione del pasto - momento fondamentale di vicinanza,  condivisione e dialogo - l'incontro proseguira' nel pomeriggio (con inizio all'incirca alle ore 14) con l'abituale esperienza partecipativa di riflessione e di testimonianza che ogni settimana coinvolge sia le persone impegnate nell'associazione che le persone ospiti, occasionali o abituali.
Ricordiamo che ogni ospite e' gradito, ogni persona che vuole partecipare e' accolta con la piu' viva cordialita'.
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Per contattare l'"Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia" (in sigla: Afesopsit) scrivere una e-mail a: info at ilboschettodeicorbezzoli.it, stefania0560 at hotmail.it
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Alleghiamo in calce una riflessione di Roberto Catarinozzi, una di un altro amico, e tre schede gia' utilizzate nei precedenti incontri.

Le amiche e gli amici di Vito Ferrante

Viterbo, 21 agosto 2026

Mittenti: alcune amiche e alcuni amici di Vito Ferrante, e-mail: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it

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Allegato primo: Roberto Catarinozzi: Tre punti (in ricordo di Vito, sull’Afesopsit e sugli incontri del sabato)

1) Caro Vito,
un pensiero per te, breve e sincero, per quanto visto e vissuto in Fattoria recentemente: stiamo portando avanti il tuo impegno, la tua opera e i tuoi ideali, ispirati da cotanta bellezza che hai saputo sapientemente donare, con delle difficolta' che cerchiamo di superare, con la determinazione che stiamo spendendo, nel tentativo di non fermarci di fronte a nulla, certi che questi impegni sono cio' che desideravi.
Colgo l'occasione per salutarti dal basso, sarai con noi per sempre, ciao frate'.
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2) Afesopsit e Vito non possono essere valutati in modo disgiunto, i due nomi significano la stessa cosa, per quanto visto in questi 3-4 anni che frequento.
La storia della mia vita mi ha portato li' (per mia fortuna) ed ho scelto di restarci perche' era il posto giusto che cercavo.
L'incontro con Vito e l'associazione e' stata una parte importante della mia vita a cui non intendo rinunciare senza intenzioni di capeggiare o comandare, ma da semplice aiutante.
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3) Per quanto riguarda gli incontri del sabato, dopo il pasto che ritengo la parte piu' importante, in compagnia di tanti amici, gli stessi rappresentano una novita' (per me), credo debbano riferirsi sempre al "potere" di relazione di Vito, quasi a dire "ce li hai messi tu", anch'essi sono da considerarsi un valore aggiunto, l'incontro con alcuni che neanche conoscevo mi ha fatto molto piacere, senza elencare nomi, la famiglia e' aumentata e mi e' arrivato questo regalo, al punto che percorro (quando posso) diversi chilometri per esserci, in compagnia di altre persone, cerchiamo di non mancare.
Ho preso un impegno con me stesso che cerchero' di mantenere nel tempo.
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Un caro saluto a tutti
Roberto

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Allegato secondo: Cencio Manduchi racconta gli incontri del sabato dell'Afesopsit

Diceva quer Bertoldo communista
e vveramente nun diceva male
che prima un fiero pasto se conquista
e doppo se raggiona de morale.

E ccosi' ffanno 'r sabbato a Vviterbo
'sti fregni amichi de Vito Ferrante
che pprima magneno quer che c'e' 'n serbo
e doppo chiacchiereno tutte quante.

A mme de chiacchiera' nun me vie' voja
ma ppe' mmagna' sso' ccampione der monno
che magna' e' tutto e ttutto 'r resto e' nnoia
e cchi nun magna 'n du' ggiorni va a ffonno.

Cosi' 'gni sabbato ce so' pur'io
a mmagna' aggratisse quer che ce scappa
e a rriempimme lo stommico mio:
evviva ll'Afesoppsite e la pappa.

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Allegasto terzo: Tre schede scritte e gia' usate tanti anni fa che forse ci possono essere ancora utili

Scheda prima: "come si parla in pubblico senza farsi del male"
1. Parlare e ascoltare e' l'attivita' delle persone che si incontrano e si riconoscono reciprocamente la dignita' di esseri umani, quindi:
- piu' parli tu e meno possono parlare gli altri: parla poco, ascolta molto;
- concentrati sull'essenziale: di' solo le cose di cui sei sicuro e che ti sembrano importanti sia per te che per chi ti ascolta;
- rispetta gli altri, se tu rispetti gli altri, e' piu' probabile che gli altri rispetteranno te;
- quando c'e' un'incomprensione:
a) non dire "Non hai capito", di' "Forse non mi sono espresso bene";
b) non dire "Non si capisce niente di quello che dici", di' "Forse non ho capito bene";
c) non dire "Tu dici solo sciocchezze", di' "Credo di non essere d'accordo su alcune cose che hai detto".
2. La comunicazione e' un'attivita' umana, che coinvolge tutta la persona:
- la parola
- l'intonazione
- il volto
- il corpo e la sua postura
- i gesti
3. La comunicazione e' un'azione complessa, composta da molti elementi:
- il messaggio
- l'emittente
- il ricevente
- il canale
- il codice
- il feedback
4. Un messaggio si compone sempre di tre elementi:
- il contenuto
- la forma
- la relazione
5. Parlare lentamente (si ha piu' tempo per pensare e si da' a chi ascolta piu' tempo per capire)
6. Respirare regolarmente (favorisce il controllo delle emozioni)
7. guardare negli occhi la persona o le persone alle quali si parla (e' l'unico modo per accorgersi se quello che si dice e' comprensibile)
8. Ricordarsi che la voce e' uno strumento musicale: occorre suonarlo bene
9. Le tecniche della retorica classica
- inventio = trovare, ideare le cose da dire (bisogna avere qualcosa da dire)
- dispositio = la disposizione, l'architettura del discorso (un discorso deve avere un inizio, uno svolgimento e una fine)
- elocutio = l'abbellimento del discorso (se un discorso e' brutto e noioso, sembra anche sbagliato)
- memoria = ricordarsi le cose (occorre ricordare cosa si vuol dire; la memoria va tenuta in allenamento)
- actio = agire, ovvero recitare il discorso (un discorso in pubblico e' una "rappresentazione", ovvero richiede una "esecuzione" come se si fosse degli artisti della voce e del movimento del corpo, ovvero dei cantanti e degli attori)
10. Rispettare chi ci ascolta, adeguare il nostro modo di parlare affinche' sia comprensibile, e soprattutto non alzare la voce e non dare ordini, non interrompere mai chi sta parlando, non dire mai parolacce, non offendere mai le persone: chi ci ascolta permette che le nostre parole entrino nelle sue orecchie, quindi stiamo attenti a non insozzarle con il turpiloquio e con le offese.
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Scheda seconda: "come scrivere un comunicato-stampa che abbia qualche possibilita' di essere letto"
1. Abbi qualcosa di importante da dire
2. Parla di una cosa sola per volta (un comunicato deve avere un unico argomento)
3. Sii comprensibile
- scrivi frasi brevi;
- scrivi in modo semplice;
- usa parole che tutti capiscono;
- usa frasi chiare;
- non offendere mai le persone;
- di cio' di cui parli ricordati di scrivere: chi, che cosa, quando, dove, perche'.
4. Un comunicato deve contenere:
- un titolo breve che indichi precisamente l'argomento (per esempio: lungo da due a sette parole)
- eventualmente un sottotitolo un po' piu' lungo che riassuma il contenuto (per esempio: lungo da cinque a quindici parole)
- un testo essenziale (per esempio: tre-quattro frasi di non piu' di due-cinque righe per frase)
- la firma precisa e per esteso
- la data del giorno in cui viene diffuso
- il recapito postale, telefonico ed e-mail (ed eventualmente anche il sito web) del mittente
5. Il comunicato va inviato per posta elettronica sia ai mezzi d'informazione, sia alle persone (e anche alle associazioni, istituzioni, etc.) che si ritiene possano essere interessate a leggerlo.
6. Prima di diffondere il comunicato deve essere riletto almeno tre volte (possibilmente farlo leggere anche da una o due persone diverse da chi lo ha scritto). Piu' volte si rilegge e si corregge, piu' migliora.
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Scheda terza: "una questione di democrazia, ovvero di giustizia e liberta'"
1. Non mentire: chi mente offende e umilia le persone in cio' che e' piu' proprio di un essere umano: la capacita' di capire.
2. Il segreto e' incompatibile con la democrazia.
3. Almeno tra noi che vogliamo lottare per il bene comune e i diritti umani di tutti gli esseri umani adottiamo dei comportamenti di rispetto, di ascolto e di aiuto reciproco.
4. Quando una persona parla, le altre ascoltano.
5. Chi e' piu' timido, va ascoltato di piu'.
6. Non dobbiamo avere paura di dire che ci sono cose che non sappiamo. Chi fa una domanda, fa del bene a tutti.
7. "Si puo' sempre dire un si' o un no" (Hannah Arendt)
8. Prendiamo le decisioni col metodo del consenso: ovvero facciamo solo le cose su cui tutte le persone presenti sono d'accordo.
9. Chi sa, ascolti.
10. Chi sa fare una cosa, aiuti le altre persone ad imparare a farla anche loro.
11. Giustizia e liberta' cominciano dalla condivisione.

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