Re: Fwd:[pace] Fwd:CAMPAGNA ELETTORALE 34...



Ciao! Assolutamente non è fastidio, anche se ora, a mezzanotte e mezza, non
mi sento di continuare. Sai che siamo d'accordo su tante premesse, non su
tutte le conclusioni. Ciao! Enrico

Altri, seguendo le tue vive tracce,
faranno la tua strada a palmo a palmo,
ma non sei tu che devi sceverare
dalla vittoria tutte le sconfitte.
                            Borìs Pasternàk






----- Original Message ----- 
From: "tiziano cardosi" <tcardosi at indire.it>
To: <pace at peacelink.it>
Sent: Wednesday, April 02, 2008 5:36 PM
Subject: Re: Fwd:[pace] Fwd:CAMPAGNA ELETTORALE 34...


> Enrico Peyretti ha scritto:
> > Caro Tiziano,
> >     stasera, in un gruppo di discussione sulle elezioni, siamo arrivati
alla
> > tua conclusione: più delle elezioni conta la società, la vita
quotidiana. Se
> > costruiamo lì qualcosa di giusto, la politica seguirà, perché essa è
> > "secondaria", non "primaria", nonostante il potere che ha.
> >     Ciò, ovviamente, non vuole affatto dire disinteressarsene!
> >     Abbiamo detto, poi, che, se non si trova chi è vicino, si vota il
"meno
> > lontano" (espressione un po' meno disperata del "meno peggio").
> >
> Non cambiamo le parole subdolamente come da Dalema. Se diciamo "meno
> lontano" resta sempre la stessa porcheria del meno peggio.
> >     E' anche essenziale che non scompaia la sinistra, per quanto
scassata
> >     Votare si deve sempre. Oppure si sceglie, con l'astensione, di
votare
> > per chi vince, che può essere il peggiore.
> >
> La sinistra non deve e non può estinguersi, se intendiamo per "sinistra"
> quel nucleo di idee e valori che hanno ispirato il meglio della storia
> del '900. Se per sinistra intendiamo quello scempio sedicente
> "arcobaleno", che ci ha anche scippato il simbolo della pace e di
> un'altra appartenenza, è bene che muoia assieme a tutti i filistei che
> dicono pace e fanno la guerra.
> So che conosci bene il vangelo. A questa sinistra vergognosa si
> attagliano benissimo le parole di Gesù dette ai Farisei: state sulla
> porta, non entrate e non fate entrare.
> Sono lì, da Bertinotti in giù, a parlare a vanvera di cose che hanno
> calpestato fino a pochi giorni fa.
> >     Dire che sono tutti uguali è qualunquismo. Posso disapprovare tutti,
> > come la morte. Ma morire di alzheimer è peggio (mi pare) che morire di
> > cancro.
> >
> Non sono d'accordo: dire che sono tutti uguali non è qualunquismo: è
> essere strafatti dalla nausea di vedere una politica che è rapina.
> Certo l'arcobaleno non è uguale al PD. Il PD è un partito di destra
> tecnocratica, il PDL è un partito di destra più populista, l'arcobaleno
> è una ridicola burocrazia politica che fa finta di fare politica di
> sinistra ma che guarda soprattutto alla sua sopravvivenza. Appunto
> stanno sulla porta, non entrano per cambiare qualcosa e non lasciano
> entrare chi vorrebbe cambiarla davvero.
> >     Qualcuno ha indicato il problema di fondo: il potere politico
(decidere
> > degli altri, perchè sei maggioranza) è meglio conquistarlo e gestirlo,
> > oppure limitarlo, arginarlo, invece di usarlo?
> >
> Un amico (Alfonso Navarra) mi ha detto: il potere non si conquista, non
> è un oggetto, il potere è relazione. Il potere si redistribuisce e si
> gestisce tra tutti (omnicrazia) o è dominio. Noi nonviolenti ci
> ricordiamo troppo del rifiuto della violenza e poco della gestione del
> potere, del potere che deve essere di tutti.
> In questo concetto di potere la tradizione marxista non ci aiuta.
> >     Gran problema: si può usare il potere a fin di bene, di giustizia?
> > Oppure la giustizia passa per vie molto diverse dal potere, anche dal
potere
> > democratico? Il nuovo giusto viene sempre dalle minoranze.
> >     Una cosa è il "potere su" (il grande obiettivo della politica
esistente,
> > da destra a sinistra), tutt'altra cosa il "potere di", la possibilità di
> > vivere e agire. Quello (potere di pochi) si conquista con la
competizione,
> > questo (potere di tutti) si matura e si distribuisce.
> >     I più grandi maestri della vita umana (Buddha, Gesù, Gandhi, ... )
hanno
> > influito sulla vita politica con la loro vita, rifiutando sempre il
"potere
> > su", il potere politico (Confucio ha fatto una temporanea eccezione). I
più
> > grandi criminali della storia umana non sono ladri o assassini di
strada, ma
> > uomini politici: imperatori, dittatori, anche degli eletti in democrazia
per
> > una politica violenta.
> >     La politica nelle istituzioni di tutti, pluralistiche, è mediazione,
> > compromesso. Altrimenti è dittatura della mia verità. Non stupiamoci.
Nella
> > mediazione si deve tollerare qualcosa che non voglio, anche del male
> > inevitabile. Altrimenti faccio il male che è imporre il mio bene.
> No su questo non ti seguo. Il compromesso è soluzione tra diseguali in
> cui il più debole si deve contentare di quello che viene concesso.
> L'omnicrazia dovrebbe essere l'esercizio collettivo del potere in cui
> tutti esprimono e partecipano alla formazione delle decisioni. Molti
> diranno che è pura utopia. Può darsi, ma allora contentiamoci
> dell'inferno del presente.
> Sono stato in val di Susa a comprare un metroquadro di terra dove
> dovrebbe passare un treno carico di follia (e sul quale anche l'attuale
> programma arcobalenico è ipocrita e poco chiaro). In quello spicchio di
> Piemonte non c'è la perfezione, né la felicità, ma certamente si vede
> una popolazione solidale e capace di crescere collettivamente. Credo sia
> l'espressione massima di civiltà politica del nostro paese.
> Se noi continuiamo ad stare attaccati al carro della follia (riguardiamo
> Bosch) di questa politica saremo solo servi sciocchi.
> Spero che questo scambio di idee non sia di fastidio, altrimenti taccio.
> Un saluto a tutti.
> TC
>
>
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